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La gioia di sentirsi volontari

Charity Work Program La gioia di sentirsi volontari Mai routine mancherà tanto a Martina , studentessa di Scienze politiche, che al Centro Santa Rachele di Gerusalemme, ha scoperto la bellezza di essere a totale servizio dei bambini ospitati dalla struttura. Le giornate si svolgevano in un grande spazio esterno dove i bambini, di età compresa fra i 3 e i 10 anni e di nazionalità non israeliana (ad esempio etiopi o filippini), svolgevano varie attività coordinate da noi volontari. Alla fine delle tre settimane mi sono ritrovata a piangere come quando uno dei bambini inciampava e si sbucciava un ginocchio; non potevo credere che fosse arrivato il momento di tornare in Italia. Credo proprio che presto tornerò a fare visita al Centro e ai bambini che spero si ricorderanno di me! La Terra Santa è un paese meraviglioso quanto misterioso, unico e speciale. La cosa che forse mi ha colpita di più è stata la cultura ebraica, così lontana dalla nostra e così ricca di piccole sfaccettature. Ora che sono tornata a casa devo dire che mi sarebbe piaciuto durasse molto di più. Specialmente perché sono andata via proprio quando i bambini iniziavano a ricordare il mio nome e avevo trovato moltissimi nuovi amici tra gli altri volontari, che spero di poter rivedere presto.

 

Terra Santa fra le braccia

Charity Work Program Terra Santa fra le braccia Il Charity Work Program di Arianna , laureata in Medicina, è compreso tra gli abbracci di chi sa accogliere, sostenere, amare, accarezzare persone che rischiano di essere invisibili e il cerchio di pietre che si alza come muro e come morsa invalicabili. Poi ho scoperto che, più che di testa , bisognava lavorare di braccia : chi avrebbe mai detto che possono servire a tante cose? C’è bisogno di braccia per essere sollevati e volare; fra le braccia ci si addormenta, sulle braccia ci si arrampica. Questa esperienza mi ha aperto le braccia: ho ricevuto l’amore gratuito, la fatica che non pesa, la bellezza della quotidianità, il valore di ogni vita. Purtroppo, ho visto anche muri costruiti da braccia forti, divieti affissi da braccia scaltre, ordini dati da braccia cieche, armi portate da braccia giovani. Leggi il suo racconto ALLA SCUOLA DEL SERVIZIO Per Irene , studentessa di Scienze politiche e sociali, il Charity Work Program in Terra Santa ha voluto dire scoprire tutte le dimensioni del volontariato: mettersi a disposizione senza mai rifiutare una richiesta d’aiuto. Leggi il suo racconto LA GIOIA DI SENTIRSI VOLONTARI Mai routine mancherà tanto a Martina , studentessa di Scienze politiche, che al Centro Santa Rachele di Gerusalemme , ha scoperto la bellezza di essere a totale servizio dei bambini ospitati dalla struttura. Leggi il suo racconto UCSC CHARITY WORK PROGRAM Il programma , realizzato grazie al supporto dell’Istituto Toniolo di Studi Superiori, ha promosso, dal 2009 a oggi, circa 260 scholarship della durata di 3-8 settimane per studenti di tutte le facoltà e le sedi dell’Ateneo.

 

A Gerusalemme c’è tutto

Charity Work program A Gerusalemme c’è tutto Sotto il sole d’Israele , avvolte dall’odore intenso che emana la vita in questa terra, è partita per un viaggio al centro dell’umanità, sotto lo sguardo dei bambini. Sofia , studentessa di Scienze linguistiche a Brescia, racconta il suo Charity Work Program 25 settembre 2018 di Sofia Chignola * È una frase che ho sentito pronunciare pochi giorni prima del mio rientro in Italia ed esprime la mia esperienza di Charity Work Program in Terra Santa: «A Gerusalemme c’è tutto». Una terra dove i miracoli si realizzano nel sì quotidiano delle persone, quello dei tanti volontari, suore, sacerdoti, genitori, che di fronte a una realtà faticosa, coltivano il futuro che hanno tra le mani quando prendono in braccio, mettono a dormire, danno da mangiare ai piccoli bambini dell’asilo nido. Il centro , ospitato nel complesso del convento dei Cappuccini e gestito dal Patriarcato latino dei cattolici di lingua ebraica, è dedicato alle famiglie di migranti. Intrecciare relazioni con i bambini e con gli altri volontari ha rappresentato una splendida occasione per rinfrescare le nostre conoscenze linguistiche, oltre che per aggiungere uno scarno ma utile vocabolario di lingua ebraica. È stato bello approfittare dei giorni liberi cercando di andare al di là dei sentieri prettamente turistici, e in alcuni casi sfidare l’ignoto andando nei Territori palestinesi, con tutte le incognite che essi presentano. I bambini crescono in ambienti familiari difficili, con famiglie numerose dove in molti casi è presente un solo genitore e lo stile educativo è più propenso a un laissez-faire che a un ruolo attivo nella loro crescita.

 

Alla scuola del servizio

Charity Work Program Alla scuola del servizio Per Irene , studentessa di Scienze politiche e sociali, il Charity Work Program in Terra Santa ha voluto dire scoprire tutte le dimensioni del volontariato: mettersi a disposizione senza mai rifiutare una richiesta d’aiuto. settembre 2018 di Irene Marchetti * Dopo tre settimane di volontariato ho capito che il dono più utile che si possa fare è mettersi a servizio di chiunque e in qualsiasi situazione. L'aiuto più grande che si possa dare è mettersi a disposizione senza mai rifiutare una richiesta di aiuto, dalla più semplice alla più scomoda o faticosa. I piccoli sono seguiti da educatrici/educatori che lavorano lì per tutto l'anno e che spesso vengono affiancati da volontari provenienti da ogni parte del mondo. Una giornata tipo inizia con la colazione dei bambini verso le 8.30, la quale viene seguita da una mattinata di gioco in cui le educatrici cercano di insegnare ai bambini (sempre attraverso il gioco) numeri e colori. Le due ore che seguono il pranzo sono dedicate alla pennichella, così da ristabilire la pace e la tranquillità, fondamentali dopo la mattinata di giochi. La parte principale e significativa dell'esperienza è stata condividere ogni giornata, dalla mattina al tardo pomeriggio, con i bimbi dell'asilo nido: sono figli di immigrati eritrei, etiopi, filippini che di giorno hanno bisogno di qualcuno che li accudisca mentre i genitori sono al lavoro.

 

The colorful soul of charity

Charity Work Program The colorful soul of charity Simona Isabel , student of Political and Social Sciences , talks about her experience in the Charity Work Program in Guatemala. settembre 2018 by Simona Isabel Compagni Smits * The hardest part of a trip is having to tell the stories you’ve experienced, because you can’t really do them justice. The project, Alma de Colores, is born thanks to Centro Maya. “Alma de Colores”, literally “colorful soul”, is a project born to address the following answer: What will these kids do once they grow up? E questo, per Federica, di Scienze politiche e sociali, farà curriculum. Leggi il suo racconto UCSC CHARITY WORK PROGRAM Il programma , realizzato grazie al supporto dellíIstituto Toniolo di Studi Superiori, ha promosso, dal 2009 a oggi, circa 260 scholarship della durata di 3-8 settimane per studenti di tutte le facolt‡ e le sedi dellíAteneo. Gli studenti beneficiano della possibilit‡ di vivere uníesperienza di volontariato internazionale in strutture situate in Paesi Emergenti e in via di Sviluppo.

 

La cooperazione è live

Charity Work Program La cooperazione è live Il Charity Work Program di Federica in Guatemala è molto più che volontariato e molto più che stage: è toccare con mano un progetto potendo dire la propria su cosa come migliorarlo. settembre 2018 di Federica De Giorgi * Riassumere in una pagina ciò che è stato per me il Guatemala. Niente di più difficile poteva venirmi chiesto di fare al mio rientro, eppure in qualche modo penso che mettere nero su bianco un’esperienza tanto profonda e significativa serva in qualche modo a razionalizzarla e ad accettare che si sia conclusa. Neanche il tempo di conoscerci bene, di realizzare ciò che ci aspetta e di farci qualsiasi tipo di aspettativa, che è già tempo di partire. Ci verrà poi spiegato che in Guatemala tutto ciò è ancora più straordinario perchè manca qualsiasi tipo di sussidio per le persone disabili e che in realtà è già tanto essere accettati dalla propria famiglia d’origine. Se fino a poco prima di partire mi sentivo incerta, insicura e pessimista nei confronti del mio futuro professionale e della scelta intrapresa con il percorso di laurea magistrale in Cooperazione, quest’esperienza mi ha profondamente convinto di essere sulla strada giusta. Toccando con mano un progetto di cooperazione internazionale, essendo chiamata in prima persona a dire la mia su cosa poter fare per migliorarlo e come gestire certe problematiche, è scattata dentro di me una scintilla.

 

Aljcia, storia di straordinaria solidarietà

La diciottenne polacca, da nove anni in Italia, potrà iscriversi in Cattolica grazie alla generosità dei lettori del Giornale di Brescia, che ha raccontato la sua storia. by Antonella Olivari | 04 ottobre 2018 C’era anche Aljcia al Welcome day di Scienze politiche e sociali della sede di Brescia. La studentessa polacca che fino a pochi mesi fa pensava di rinunciare al suo sogno, ora potrà proseguire gli studi all’università grazie al sostegno dei lettori del Giornale di Brescia, il primo quotidiano della città, e alla disponibilità dell’Università Cattolica. Una ragazza così brava e motivata non poteva fermarsi e si è messa in moto la solidarietà dei bresciani, fra i quali i colleghi di lavoro e la cooperativa sociale dove lavora come centralinista, che ha consentito ad Aljcia di iscriversi e di coprire i costi della prima rata. Se studenti così meritevoli ci scelgono, non possiamo che esserne orgogliosi» ha detto il preside della facoltà di Scienze politiche e sociali Guido Merzoni , durante l’incontro al Giornale di Brescia con la direttrice Nunzia Vallini . Ora toccherà a lei, al suo impegno e alla sua determinazione dimostrare che questi sforzi non sono stati vani e accedere anche alla borsa di studio che Educatt, l’Ente per il diritto allo studio della Cattolica, mette a disposizione degli gli studenti meritevoli e bisognosi. Aljcia ha già aperto i primi libri in adozione al corso e vedrà di non far tardare troppo il taglio della prima torta che la redazione del Giornale di Brescia le ha chiesto di tagliare per ogni esame che supererà.

 

I campioni della Lazio con i piccoli pazienti del Gemelli

Roma I campioni della Lazio con i piccoli pazienti del Gemelli Una Befana anticipata per i bambini ricoverati nei reparti di Oncologia pediatrica e di Neurochirurgia infantile del Policlinico Gemelli con i calciatori della SS Lazio. I calciatori hanno incontrato i piccoli pazienti costretti al ricovero in ospedale anche nel periodo delle festività natalizie, volendo condividere con loro una fase difficile della loro giovane vita e portando doni e contagiosa allegria a bimbi, genitori e personale medico e sanitario dei reparti del Gemelli. L’iniziativa di solidarietà è stata promossa dalle associazioni Coccinelle per l'Oncologia Pediatrica Onlus e L'Albero della Vita, grazie all’impegno di Luigi Piselli , della psicologa Antonella Guido e del direttore dell’Oncologia pediatrica Antonio Ruggiero . I calciatori della Lazio sono stati accompagnati nella loro visita nei reparti dagli oncologi pediatri Ilaria Lazzareschi e Giorgio Attinà e dai neurochirurghi infantili Massimo Caldarelli e Gianpiero Tamburrini. I campioni si sono a lungo intrattenuti a scherzare e giocare in tutte le stanze di degenza con i piccoli ricoverati, mentre genitori e familiari scattavano foto. Per tutti doni e gadget offerti dalla Lazio Calcio. gemelli #solidarieta #oncologiapediatrica #neurochirurgiainfantile Facebook Twitter Send by mail.

 

Diritti umani, le parole chiave

piacenza Diritti umani, le parole chiave Giustizia , sostenibilità , solidarietà sono i temi dei tre incontri nati dalla collaborazione tra l’Ateneo e la Robert F.Kennedy Human Rights in programma il 21 febbraio , il 7 marzo e l’ 11 aprile a Piacenza. Un campo fertile in cui coltivare questi valori. febbraio 2018 Una collaborazione che trova nella sede di Piacenza-Cremona un campo fertile in cui coltivare i valori di giustizia, solidarietà e sostenibilità. L’accordo tra Università Cattolica e Robert F.Kennedy Human Rights avrà come prima traduzione una ciclo di incontri su “ Le parole chiave dei diritti umani ”. Abbiamo progettato con i nostri ricercatori e docenti - prosegue la preside - iniziative volte a rendere più riconoscibile e efficace la difesa dei diritti umani, perché i nostri studenti e i risultati delle nostre ricerche siano sempre più sensibili, attenti e capaci di rispondere al bene comune». Mercoledì 21 febbraio (Aula E, ore 14.30-16) si parlerà di Giustizia con Dino Rinoldi , docente di Diritto Internazionale, don Luca Ferrari , docente di Teologia, Mariachiara Tallacchini , docente di Filosofia del Diritto, Francesco Timpano , docente di Politica Economica Avanzata. Chiuderà il percorso mercoledì 11 aprile l’incontro sulla Solidarietà con Enrico Fabrizi , docente di Statistica, Vincenzo Tabaglio , docente di Agronomia, Daniele Bruzzone , docente di Pedagogia, Anna Gianfreda , docente di Diritto ecclesiastico, e la testimonianza di Paola Cavanna , dottoressa di ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

 

Collegiali tra studio e solidarietà

Milano e Roma Collegiali tra studio e solidarietà Raccolte fondi, ascolto e sostegno ai malati, servizi alla comunità in collaborazione con enti e associazioni per offrire aiuti concreti alle persone in difficoltà: viaggio tra le molteplici attività di volontariato degli studenti dei Collegi in Campus. Nell’ottica di una formazione integrale della persona, da anni organizzano attività di volontariato, in collaborazione con enti e associazioni, per offrire alle persone in difficoltà aiuti concreti, conforto e ascolto. Un esempio significativo è l’iniziativa nata tre anni fa su proposta degli stessi studenti al Collegio Ludovicianum : una collaborazione con l’Opera di San Francesco per i Poveri (Osf), una Onlus che offre assistenza, accoglienza, ascolto e protezione alle persone in grave difficoltà economica. L’attività volontaria si è arricchita, in tempi recenti, con il servizio settimanale offerto alla mensa di Osf: ogni sabato, durante il periodo delle lezioni accademiche, alcuni studenti aiutano i volontari e il personale dell’Opera nell’erogazione dei pasti del pranzo ai loro utenti nella struttura di accoglienza di Corso Concordia. Nel mese di marzo, con la ripresa delle attività del Collegio, è previsto un momento di festa e sensibilizzazione sull’integrazione, in continuità con il percorso di approfondimento sui migranti, tema della mostra fotografica « Non rimane che aggrapparsi a Dio » di Giovanni Diffidenti. Così, attraverso le attività di volontariato, nei Collegi si sviluppa un vero e proprio percorso educativo di sensibilizzazione verso l’altro, nella consapevolezza che il benessere di ciascuno passa anche attraverso la condivisione con il prossimo. volontariato #collegi #solidarieta Facebook Twitter Send by mail IN MOSTRA LE VIE DEL BISOGNO Fino al 31 marzo 2018 rimarrà aperta al pubblico nella sala Pototschnig del Collegio Augustinianum la mostra fotografica « Non rimane che aggrapparsi a Dio » di Giovanni Diffidenti .

 

Pvs, la solidarietà fa rete

piacenza Pvs, la solidarietà fa rete Un workshop in programma mercoledì 21 marzo nella sede piacentina farà il punto sui numerosi progetti dell’Università Cattolica nei Paesi in via di sviluppo. Un’attenzione che ha una lunga storia e interessa oggi tutti e cinque i continenti. marzo 2018 Un’occasione per fare il punto sulle numerose attività dell’Ateneo nei Paesi in via di Sviluppo: dalle iniziative medico-sanitarie, passando per l’istruzione, fino allo sviluppo rurale. Non sono mancate, iniziative volte alla soluzione di problemi di tipo emergenziale, ma anche strutturale, nei Pvs e in funzione delle diverse competenze-sensibilità presenti nell’Ateneo. Il workshop servirà a favorire la reciproca conoscenza tra queste esperienze, soprattutto nella prospettiva di possibili collaborazioni. solidarieta' #cooperazione #sviluppo #pvs Facebook Twitter Send by mail.

 

Dalla parte degli ultimi

Roma Dalla parte degli ultimi Una festa nella sede di Roma nel ricordo di Modesta Valenti , un’anziana senza fissa dimora scomparsa nel 1983. La Liturgia è stata presieduta da Don Andriy Vakhrushev , sacerdote ucraino della Comunità di Sant’Egidio, e concelebrata da Don Francesco Dell’Orco , assistente pastorale della sede di Roma, e da Don Fernando Escobar , giovane sacerdote de El Salvador, ordinato presbitero da poche settimane. Nella sua omelia, Don Andriy ha sottolineato che «la memoria di Modesta è come l’alleanza di amore che il Signore ha stabilito con noi attraverso i nostri amici più poveri». ‘Vogliamo vedere Gesù’ è la richiesta del nostro mondo smarrito, confuso, segnato dalla violenza e dalla guerra, travolto dalle ragioni del conflitto che induriscono i cuori, che seminano inimicizia, che armano le mani e le menti di tanti». Durante la liturgia sono stati ricordati i nomi di tutti coloro che hanno vissuto nelle strade di Roma e per ciascuno è stata accesa una candela, nella grande commozione di tutti i presenti. Inoltre è stato consegnato a tutti un fiore, che con i suoi colori rappresenta la vita e con il suo profumo è simbolo di quella preghiera che si innalza al Signore perché nessuno sia più solo ma sia sempre abbracciato da quell’amicizia che rimarrà per sempre. Per questo, nell’anniversario della sua scomparsa, si fa memoria nella liturgia di tutti gli “amici per la strada” a cui la Comunità si è fatta prossima che hanno perso la vita, ricordando ciascuno per nome.

 

Avitabile, dalla parte delle vittime

Milano Avitabile, dalla parte delle vittime Lunedì 16 aprile in largo Gemelli una lezione sulla musica come messaggio sociale. marzo 2018 Un concerto e una lezione per offrire una chance di resilienza ai bambini siriani dei campi profughi di Libano e Kurdistan, alle vittime di migrazione forzata che vivono in contesti di povertà ed esclusione sociale, e ai giovani delle periferie di Milano. Lunedì 16 aprile un ospite speciale, il musicista e compositore Enzo Avitabile , si esibirà presso l’Auditorium della Fondazione Cariplo in largo Gustav Mahler alle ore 20.30 con il concerto in Acoustic World “La musica come messaggio sociale” per una serata di solidarietà condivisa. L’intera iniziativa è promossa dall’ Associazione Francesco Realmonte Onlus e dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti , in collaborazione con l’Università Cattolica e con FOCSIV Humanity ed è dedicata al sostegno di progetti a tutela dell’infanzia in contesti di guerra e di grave vulnerabilità. Nella stessa ottica, sul territorio di Milano, verranno sostenuti i giovani vittime di migrazione forzata che si trovano a vivere in contesti di povertà ed esclusione sociale , a cui le Associazioni promotrici si dedicano da anni. I biglietti del concerto si possono acquistare presso la biglietteria centrale dell’Auditorium della Fondazione Cariplo di Milano (largo Gustav Mahler); online con prevendita su Vivaticket, selezionando Enzo Avitabile a Milano; presso l’Università Cattolica – Container 9 (cortile San Benedetto, largo Gemelli 1). Con una musica sensibile e vicina agli ultimi del mondo ed una spiritualità profonda, Enzo Avitabile porta a Milano il suo “Acoustic World” un viaggio in sonorità che spaziano dalla musica colta a quella etnica, rimanendo fedeli alla sua cifra stilistica unica.

 

Avitabile, una vita in musica

Milano Avitabile, una vita in musica Il cantante e compositore napoletano ha parlato della sua esperienza d’arte e d’impegno in aula Bontadini. È tutta qui la filosofia di Enzo Avitabile , celebre sassofonista e compositore napoletano - una carriera ormai quasi trentennale, 18 album pubblicati e all’attivo collaborazioni con artisti del calibro di Goran Bregovic, James Brown e Tina Turner - che è intervenuto in Aula Bontadini per una lezione sulla “musica come messaggio sociale”. L’incontro ha anticipato il concerto che Avitabile ha tenuto in serata, all’Auditorium di largo Mahler, a sostegno dei progetti dell’Università Cattolica a favore dei bambini siriani rifugiati nei campi profughi in Libano e in Kurdistan. Racconta il suo primo incontro con la musica, quella dei juke box di un tempo: «Il suono che usciva da quella scatola magica era un suono amico. Significa avere consapevolezza della propria provenienza, quindi di chi si è, ma anche di quello che avviene al di fuori di sé. Gli fa da sponda Gianni Sibilla , direttore didattico del master in Comunicazione musicale di Almed: «Enzo è un esempio bellissimo di contaminazione tra la cultura musicale popolare napoletana e i generi internazionali come il jazz e la world music». Non si è fatto mancare nemmeno una partecipazione all’ultimo Sanremo, in coppia con Peppe Servillo con il brano Il coraggio di ogni giorno : «L’ho fatto per provare a rendere popolare il mio modo di fare musica, perché a Sanremo in quattro giorni si raggiunge un pubblico sterminato, altrimenti irraggiungibile.

 

Charity, le nuove mete

ateneo Charity, le nuove mete Con le info session in programma in tutte le sedi, il Charity Work Program presenta i nuovi progetti per vivere un’estate alternativa all’insegna della solidarietà nei Paesi in via di sviluppo. Per due studenti di Economia la prossima estate si aprirà la possibilità di collaborare con la Ong Vis nelle attività di animazione territoriale sulla valorizzazione del territorio nei distretti di Malësi e Madhe. L’Organizzazione non governativa si occupa da anni di contrastare il fenomeno dell’emigrazione giovanile soprattutto con l’ampliamento delle opportunità occupazionali, in particolare per i giovani, tramite il sostegno alle imprese familiari e ai servizi agrituristici e un migliore inserimento formale nell’economia di mercato. È il modo concreto e diretto che il Charity Work Program offre agli studenti dell’Ateneo di vivere u n’estate alternativa all’insegna della solidarietà nei Paesi in via di sviluppo , in cui l’Ateneo ha all’attivo partnership e collaborazioni. Promosso dal Centro di Ateneo per la Solidarietà internazionale (Cesi) , anche grazie al supporto dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, il programma 2018 offre 53 scholarship della durata di 3 – 8 settimane . Per studenti iscritti a un corso di laurea dell’Università Cattolica 30 scholarship includono le spese di viaggio, assicurazione, visto, pick-up service da e per l’aeroporto e alloggio presso strutture presenti nei Paesi ospitanti. Anche perché, oltre a rappresentare un’occasione altamente formativa sul fronte della crescita personale, il Charity consente di arricchire in maniera significativa il Cv degli studenti.

 

Un calcio all'indifferenza

Roma Un calcio all'indifferenza Sabato 5 maggio presso la SportHouse del campus di Roma l’evento “WeCare. Dai un calcio all’indifferenza ”, un progetto dedicato alla promozione dell’inclusione sociale attraverso lo sport. maggio 2018 Si è svolta sabato 5 maggio presso la SportHouse del campus di Roma dell’Università Cattolica l’evento “WeCare. Dai un calcio all’indifferenza”, un progetto dedicato alla promozione dell’inclusione sociale attraverso lo sport. Nel pomeriggio un triangolare di calcio a 11 tra C.O.I. Una bella giornata di amicizia, di riflessione e di sport. Un’occasione preziosa per riflettere su un tema importante, che riguarda da vicino i giovani e la loro capacità di aggregazione e solidarietà.

 

Concerto solidale per i minori

Milano Concerto solidale per i minori “Il cielo è di tutti” è il titolo della serata musicale che l’Orchestra dei popoli propone sabato 11 marzo per sostenere due progetti promossi dall’Associazione Realmonte, dalla Fondazione Ambrosoli e dall’Ateneo con i bambini della Siria e dell’Uganda. Il ricavato del concerto, promosso dall’ Associazione Francesco Realmonte Onlus e dalla Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital in collaborazione con l ’Università Cattolica , presso l’Auditorium Fondazione Cariplo in Largo Mahler a Milano alle 20.30, sarà devoluto a due progetti in particolare. Il primo è promosso dall’associazione Francesco Realmonte che finanzierà la formazione di operatori che lavorano con i bambini e adolescenti siriani nei campi profughi in Libano e in Kurdistan, secondo il modello di intervento realizzato dall ’Unità di ricerca sulla resilienza dell’Università Cattolica. Il secondo fa capo alla Fondazione Dr. Ambrosoli che finanzia le cure pediatriche dei bambini ricoverati per l’emergenza malaria al Dr. Ambrosoli Memorial Hospital. Per la realizzazione di questo concerto, un vero e proprio progetto di solidarietà condivisa, le due organizzazioni hanno scelto l’Orchestra dei Popoli Vittorio Baldoni, essa stessa simbolo di solidarietà. L’orchestra è infatti una comunità artistica composta da ragazzi di diversa età, culture e nazionalità, provenienti da situazioni di disagio sociale e accomunati dal talento per la musica, insieme a studenti e professionisti dei Conservatori e delle scuole a indirizzo musicale di Milano e della Lombardia. Il concerto è sostenuto dal Gruppo Azimut, dalla Fondazione Child Priority, in ricordo di Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia scomparsa nel dicembre 2016, e DriveNow.

 

Afghanistan, la nostra solidarietà

Milano Afghanistan, la nostra solidarietà “ Attraverso i loro occhi ” racconta l’intervento dell’Università Cattolica per ricostruire la comunità in un Paese dilaniato dalla guerra. L’Università Cattolica per l’Afghanistan ” (Vita e Pensiero), il quaderno del Centro di Ateneo per la solidarietà internazionale (Cesi) che racconta l’intervento in un Paese dilaniato dalla guerra. Nel corso di un progetto durato dal 2009 al 2013, il Cesi ha partecipato all’impresa di avviare forme di cooperazione sostenibili con l’aiuto di attori civili e militari e della Chiesa locale. Anche il professor Roberto Cauda , direttore del Cesi, ha affermato la straordinarietà di questa esperienza realizzata con il progetto “Attraverso i loro occhi”, «un’occasione per portare in Afghanistan vicinanza, solidarietà e formazione delle nuove generazioni, con un’attenzione particolare alle donne». Il progetto ha dato, infatti, l’opportunità a tutti di conoscere un Afghanistan diverso che ha rivelato la quotidianità della guerra “attraverso i loro occhi” e, allo stesso tempo, alle studentesse afgane coinvolte di esprimersi e dar voce al proprio Paese». Partner importante del progetto è stata la Chiesa locale come ha sottolineato durante l’incontro moderato da Gian Micalessin , reporter di guerra e giornalista de “Il Giornale”, il padre barnabita Giuseppe Moretti : «Fino al 1979 l’Afghanistan era un paese in pace dove si poteva viaggiare e Kabul aveva 500mila abitanti. Ma l’incontro tra gli studenti dell’Ateneo e i loro colleghi afgani è un modello di speranza che si riassume nel progetto “Attraverso i loro occhi” e nell’esperienza della fraternità.

 

Terremoto, gemellaggio con Camerino

brescia Terremoto, gemellaggio con Camerino La sede di Brescia offre la possibilità agli allievi dell’ateneo marchigiano, colpito dal sisma, di seguire le lezioni del primo semestre nel campus di via Trieste, con un accordo di learning agreement . Potrebbe essere la soluzione studiata per alcuni di circa 6.000 studenti dell’ateneo marchigiano, che è stato costretto a sospendere la totalità delle attività amministrative e didattiche dopo il sisma che ha colpito il territorio nelle scorse settimane. L'intento è quello di dare la possibilità agli studenti e ai ricercatori marchigiani di continuare a seguire le lezioni a Brescia - almeno nel periodo del primo semestre - per non rimanere indietro con programma ed esami, ma restando formalmente legati alla propria Università e al percorso di studi. L’idea è stata lanciata dai due rettori degli atenei bresciani, Franco Anelli e Maurizio Tira , al collega di Camerino, Flavio Corradini , per offrire sostegno e informarlo di come Brescia sia pronta a mettere a disposizione le proprie aule e i propri mezzi. A questo proposito è già scattata una gara di solidarietà da parte di alcuni studenti bresciani e delle loro famiglie che hanno già manifestato disponibilità ad accogliere i colleghi marchigiani, mettendo a loro disposizione alcune stanze. Tra gli studenti che, invece, usufruirebbero immediatamente della possibilità di un eventuale “gemellaggio” tra atenei c’è Manuel Zamparini , studente di Bagnolo Mella (Bs) iscritto al primo anno della facoltà di Informatica dell’Università di Camerino. Ho deciso di iscrivermi nelle Marche sfruttando l’ospitalità di alcuni miei parenti a Gagliole, una località in provincia di Macerata, a 20 minuti dall’università, che risulta tra i centri colpiti dal sisma» ha raccontato.

 

Un Natale di musica e solidarietà

Milano Un Natale di musica e solidarietà Biglietti realizzati dai bambini per aiutare studenti terremotati, celebrazioni, concerti, promozioni UC Store e Libreria Vita e Pensiero per regali griffati Cattolica. Poesia e spiritualità , è il titolo dell’evento “Editoria a Natale”, con la presentazione del libro “Il tuo Natale” (Interlinea) del prete e poeta, uno dei maggiori autori italiani del Novecento. Dall'Annuncio al Presepe ": dal 15 dicembre 2016 al 27 gennaio 2017 , nel chiostro e nella cappella del Sacro Cuore di largo Gemelli la grande tradizione del presepe incontra l’arte. BRESCIA La celebrazione eucaristica in preparazione al Natale, per studenti, docenti e personale tecnico ammnistrativo si terrà martedì 13 dicembre alle ore 12.30 nella cappella dell’Ateneo in via Trieste 17 e sarà preceduta alle 11.30 dalle letture spirituali tratte dagli scritti sul Natale del beato Papa Paolo VI . La celebrazione eucaristica in preparazione alla festività si terrà venerdì 16 dicembre alle 11.30 e sarà presieduta, come è consuetudine da qualche anno, dal vescovo di Piacenza-Bobbio monsignor Gianni Ambrosio . Nel campus di Cremona, la celebrazione eucaristica presieduta dall’assistente pastorale don Maurizio Compiani si terrà martedì 13 dicembre nell’aula magna della sede di Palazzo Ghisalberti. “ Regala un sorriso ” è il titolo dell’iniziativa di solidarietà promossa dal Fondo carità del Policlinico: nella hall del Gemelli sarà possibile sostenere attività e progetti delle 40 associazioni, che operano in ospedale, attraverso le palline “smile” in vetro per decorare l’albero di Natale.

 

Tanzania, conclusa la missione del Cesi

ATENEO Tanzania, conclusa la missione del Cesi Con il rientro a Roma del professor Roberto Cauda , direttore del Centro d’Ateneo per la solidarietà internazionale , è terminato il progetto sul controllo delle infezioni ospedaliere nel Consolata Hospital Ikonda. luglio 2016 Si è conclusa da poco la missione al Consolata Hospital Ikonda in Tanzania del professor Roberto Cauda , direttore del Centro di Ateneo per la Solidarietà Internazionale e docente di Malattie Infettive alla sede di Roma. Le due dottoresse hanno formato oltre 200 operatori locali tra medici, infermieri e personale sanitario dell’ospedale sui temi della promozione dell’igiene delle mani per la riduzione della diffusione delle malattie infettive, su come effettuare una corretta diagnosi della tubercolosi e sul trattamento dei pazienti con patologie respiratorie da contatto. A giugno 2016 sono stati organizzati altri due corsi di formazione : il primo sul controllo dell’uso degli antibiotici, curato da Claudia Palazzolo , medico specializzando in malattie infettive all’Università Cattolicam che ha lavorato con 150 operatori sanitari. Nella realizzazione dei corsi ci si è avvalsi della collaborazione di Gian Paolo Zara , medico volontario al Consolata Hospital Ikonda, che sarà presente anche in occasione dell’ultimo ciclo di incontri sul trattamento della tubercolosi, che si terrà a ottobre 2016 e chiuderà il progetto di 18 mesi. Oltre agli interventi formativi, il progetto ha permesso l’acquisizione di specifici macchinari per la diagnosi della tubercolosi e per ottenere l’antibiogramma dei batteri isolati dal sangue, questi ultimi tra i principali responsabili delle malattie infettive. La GeneXpert, che, in linea con le direttive dell’Organizzazione mondiale della Sanità, permette di indentificare i diversi ceppi batterici della tubercolosi, è già operativa e consente di indirizzare al meglio le cure per i pazienti al fine di interrompere la catena di diffusione e trasmissione della malattia.

 

Al Gemelli è nato il Fondo Carità

È nato a questo scopo il Fondo Carità promosso dalla Fondazione Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” , per rispondere in modo rapido e diretto ai bisogni che emergono nella vita dell’Ospedale , attraverso l’ascolto e la conoscenza di situazioni di emergenza sociale ed economica di singoli pazienti o delle loro famiglie . In particolare, vogliamo sostenere le necessità sanitarie di persone in situazioni di comprovata difficoltà economica e rispondere a situazioni di emergenza sociale ed economica di cui il personale del Policlinico viene a conoscenza nel corso della prestazione dei servizi sanitari. Sarà proprio il personale del Policlinico a segnalare situazioni di particolare disagio, illustrando il tipo di intervento richiesto, in base alle necessità. Il Fondo Carità è promosso e sostenuto finanziariamente dalla Fondazione Policlinico Gemelli, ma proposto alla sensibilità e alla generosità di tutti , sia all’interno che all’esterno dell’Ospedale. A questa dotazione finanziaria si aggiungono altre risorse interne derivanti dalle prestazioni effettuate in regime di solvenza, nonché dai medici nell’esercizio della propria attività libero professionale. Un’occasione alla portata di tutti per dare seguito all’invito di Papa Francesco a riscoprire, in occasione del Giubileo, la pratica antica delle opere di misericordia. Le strutture si sviluppano oggi su 3.100 metri quadrati complessivi (310 in più rispetto al precedente) e sono costate complessivamente circa 3 milioni di euro e finanziate da Ministero della Salute e Regione Lazio.

 

Charity, la solidarietà che fa curriculum

ATENEO Charity, la solidarietà che fa curriculum Partono i primi dei 46 studenti che partecipano al programma di volontariato nei Paesi in via di sviluppo. Segui live la loro esperienza su facebook, instagram e twitter 14 luglio 2016 Sono partiti il 14 luglio i primi studenti del Charity Work Program 2016 . Laura Bossini, Leonardo Milesi ed Elena Salomoni sono i primi dei 46 studenti dell’Ateneo che vivranno un’estate all’insegna della solidarietà. Si allarga, poi, la platea dei destinatari che, oltre gli studenti dell’Ateneo - dal 2009 a oggi se ne contano ben 214 - comprenderà neolaureati e iscritti a master, dottorati e scuole di specializzazione. Il Charity, oltre a rappresentare un’esperienza altamente formativa dal punto di vista della crescita personale, è stato modulato in modo da fornire un percorso coerente con gli studi: numerose destinazioni sono aperte solo a studenti di determinate facoltà, privilegiando percorsi ad hoc sulle discipline insegnate in Ateneo. Il Cesi, attraverso il Charity Work Program, ha voluto investire nella cultura della solidarietà, che si caratterizza per essere “contagiosa”, promuovendone la diffusione tra gli studenti delle diverse facoltà dell’Ateneo». Per quanto riguarda Scienze agrarie, alimentari e ambientali è previsto un soggiorno presso l’Universidad Católica Sedes Sapientiae di Lima all’interno della facoltà di Ingegneria agraria con lo scopo di rispondere alle esigenze di un contesto globalizzato e di soddisfare il crescente sviluppo dell’agricoltura nel Perù.

 

Charity Work Program, le new entry

centro d'ateneo per la solidarietà Charity Work Program, le new entry Sono Albania , Eritrea e Zambia le nuove destinazioni del programma di volontariato nei Paesi emergenti e in via di sviluppo promosso dal Cesi. giugno 2018 Sono più di cinquanta gli studenti che la prossima estate scriveranno una voce nuova nel proprio Cv grazie al Charity Work Program . Non è un caso che nel corso degli anni il Charity sia stato modulato in modo da rappresentare un percorso sempre più coerente con gli studi: numerose destinazioni sono aperte infatti solo a studenti di determinate facoltà, privilegiando percorsi ad hoc sulle discipline insegnate in Ateneo. Mentre prosegue l’allargamento del programma anche a neolaureati e iscritti a master, dottorati e scuole di specializzazione, il Charity festeggia il suo decimo compleanno con nuove destinazioni e nuove partnership con Ong e Onlus che lavorano in Africa, Asia e Sud America. Ventidue progetti in 17 Paesi ospiteranno gli studenti che, grazie alle scholarship della durata di 3 – 8 settimane, potranno vivere la loro esperienza di volontariato in Albania, Bolivia, Brasile, Camerun, Etiopia, Eritrea, Ghana, Guatemala, India, Kenya, Madagascar, Messico, Senegal, Tanzania, Terra Santa, Zambia e Uganda. Il progetto in Albania della Ong Volontariato Internazionale allo Sviluppo (Vis) e riservato a studenti, laureati e iscritti a master o scuole di dottorato della facoltà di Economia, coinvolgerà gli studenti in diverse attività volte a contrastare il fenomeno dell’emigrazione giovanile attraverso la promozione del turismo locale. Agli studenti sarà richiesto anche un aiuto nella catalogazione dei preziosi libri conservati presso la biblioteca del Pavoni Social Center che, con i suoi 50mila libri, è attualmente considerata la più prestigiosa dell’Eritrea.

 
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