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Scuola, il cinese s’insegna con la storia

BRESCIA Scuola, il cinese s’insegna con la storia Nella sede bresciana dell’Ateneo un corso di formazione per i prof delle scuole superiori promosso dall’Istituto Confucio dell’Università Cattolica. Con questo obiettivo l’ Istituto Confucio dell’Università Cattolica chiama a raccolta i prof di storia e di lingua e cultura cinese delle scuole superiori. Dal 5 al 6 settembre, nel campus di Brescia dell’Ateneo, organizza il corso di formazione intitolato “Insegnare storia nel mondo globale: obiettivo Cina” , con particolare attenzione alla didattica delle vicende storiche di quella che è ormai diventata una delle principali potenze economiche a livello mondiale. Tra queste se ne contano circa 15 a Brescia e in provincia, dove in particolare il Liceo Lunardi in città e l’IIS Don Milani di Montichiari sono “Aule Confucio” e collaborano stabilmente con l'Istituto Confucio dell’Università Cattolica. Il corso, promosso dall’Istituto Confucio dell’Università Cattolica, intende fornire sia riflessioni metodologiche sulla didattica della storia sia su contenuti specialistici relativi alla storia della Cina dell’Ottocento e del Novecento. Vengono inoltre proposte nuove letture di fatti della storia mondiale che superino l’eurocentrismo ed evitino nello stesso tempo di isolare la Cina come un “mondo a parte”. Materiali didattici per lo studio della Cina nel contesto globale (Guerini e Associati, 2017) a cura di Elisa Giunipero , docente di Storia della Cina contemporanea e direttore dell’Istituto Confucio dell’Università Cattolica.

 

Il medioevo e quell’idea di libertà

Brescia Il medioevo e quell’idea di libertà Ogni epoca storia va letta con le giuste lenti, soprattutto per concetti che, visti con gli occhi contemporanei, sembrerebbero stati negati in una fase del passato a torto considerata oscurantista. settembre 2017 di Nicolangelo D’Acunto * Ha davvero senso o costituisce una mera provocazione cercare la libertà nel medioevo? La nostra cultura diffusa è abituata a considerare proprio il medioevo come l’epoca della negazione di ogni forma di libertà. L’idea medievale di libertà era, infatti, profondamente diversa da quella che si è affermata a partire dalla Rivoluzione francese e che sostanzia la nostra cultura. Infatti nel secolo XI si assiste alla fioritura di molte nuove declinazioni del linguaggio della libertà, ma soprattutto a una serie di istanze politiche e spirituali che ponevano su basi inedite il rapporto dei singoli e delle collettività con le istituzioni. direttore del Cesime #storia #medioevo #liberta' #cesime Facebook Twitter Send by mail LIBERTAS, QUATTRO GIORNI DI CONFRONTO Esperti di fama internazionale discuteranno di libertà nel medioevo nel convegno organizzato dal Centro di Studi sulla storia degli insediamenti monastici europei (Cesime) nella sede bresciana dell’Università Cattolica dal 14 al 16 settembre 2017. L’invenzione di queste Settimane si deve a Cinzio Violante , uno dei massimi medievisti del Novecento che, giunto all’Università Cattolica nel 1956, con il consenso di padre Agostino Gemelli, volle aprire la storiografia italiana alle novità provenienti dalla ricerca scientifica europea e nordamericana, con particolare riguardo alla costruzione della Christianitas . In quella occasione giovani studiosi provenienti da diverse università europee hanno presentato le loro comunicazioni, sempre sulla libertà nel medioevo, che saranno pubblicate negli atti della Settimana della Mendola.

 

Il Medioevo delle libertà

brescia Il Medioevo delle libertà Potrebbe suonare quasi provocatorio il tema della prima Scuola di Studi medievali promossa dal Cesime nella chiesa romanica del monastero di San Salvatore in Valle Camonica. luglio 2017 È un tema molto particolare quello individuato per la prima Scuola di Studi medievali , promossa dal Centro studi sugli Insediamenti monastici europei della sede di Brescia dell'Università Cattolica. La scelta tematica della libertà nel medioevo – spiega il direttore del corso Nicolangelo D’Acunto – potrebbe suonare quasi provocatoria, tanto la cultura corrente è abituata a considerare il medioevo come l’epoca della negazione di ogni forma di libertà. Medioevo delle libertà si terrà in Valcamonica e in particolare nel monastero di San Salvatore in Capo di Ponte, di cui resta la splendida chiesa romanica e che fu nel medioevo un importante tassello della presenza cluniacense in Italia. Il corso, di carattere multidisciplinare, prevede lezioni su questioni interpretative di ampio respiro tenute da docenti specialisti come Glauco Maria Cantarella (Università degli Studi di Bologna), Guido Cariboni (Università Cattolica del Sacro Cuore), Nicolangelo D’Acunto (Università Cattolica del Sacro Cuore) e Andrea Zorzi (Università degli Studi di Firenze). Scopo di LabOratorium è quello di valorizzare il monastero di S. Salvatore in Capo di Ponte - già restituito alla comunità da un oneroso restauro - trasformandolo in un centro di formazione, invenzione, cura e divulgazione per i giovani e il territorio della Valle Camonica. Il pomeriggio del 14 luglio l’appuntamento è presso la Pieve di S. Siro a Capo di Ponte per una visita guidata a cura di Gianclaudio Sgabussi di Fondazione Camunitas, che accompagnerà quanti prenderanno parte all’iniziativa, alla scoperta della Pieve Romanica.

 

I giovani bresciani nel ventennio fascista

BRESCIA I giovani bresciani nel ventennio fascista I ricercatori dell’Archivio storico della resistenza hanno concluso l’attività di formazione al liceo delle Scienze umane De Andrè. giugno 2017 Non è vero che i giovani non amano la storia. Rolando Anni e Maria Paola Pasini, ricercatori dell’Archivio storico della Resistenza e dell’Età contemporanea dell’Università Cattolica sono intervenuti al liceo delle Scienze umane De Andrè, e hanno guidato la conclusione dei lavori del progetto “Archivio Storico” dell’Istituto. Quest’anno l’argomento di ricerca e approfondimento è stato: “I giovani bresciani del ventennio fascista”, nel quale gli studenti-ricercatori hanno dato corpo alla ricostruzione delle ideologie di formazione dei giovani sia nell’ambito scolastico che in quello pomeridiano di ritrovo e disimpegno degli anni ‘20 e ‘30. I ricercatori dell’Archivio partecipano regolarmente, su invito, a manifestazioni e iniziative promosse dalla società civile. Va sottolineato che i documenti conservati all’interno sono messi a disposizione di vari ricercatori italiani e stranieri. L’attività di informazione e divulgazione nelle scuole mirano a far conoscere e ad approfondire i temi legati alla resistenza, al fascismo e all’antifascismo con particolare riferimento alla storia bresciana.

 
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