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L’appello della Rete delle università per lo sviluppo sostenibile

Allo stesso tempo, è sempre più evidente che per trovare soluzioni a problemi complessi sia necessaria una reale collaborazione di tutte le comunità e istituzioni, ad ogni livello: individuale, locale, nazionale ed internazionale. In tale contesto, ora più che mai, sono fondamentali politiche e azioni in grado di delineare strategie nazionali di ricostruzione sul medio e lungo periodo orientate ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030». Comincia così la lettera che la Rete delle Università per lo sviluppo sostenibile (RUS) ha scritto nei giorni scorsi per sollecitare una riflessione seria sulle modalità con cui uscire dalla situazione di crisi. In questa direzione l’Agenda 2030 può essere una bussola importante per una ripresa che permetta di rafforzare la resilienza delle persone, delle comunità e dei territori. Da un lato si possono associare le istanze economiche del post-emergenza con il progetto del Green Deal Europeo allo scopo di accelerare la transizione verso un modello sostenibile di sviluppo. Nella consapevolezza che l’attenzione all’emergenza sanitaria non cancella la severa crisi ambientale e sociale globale ma anzi l’aggrava, la RUS considera l’Agenda 2030 una bussola capace di indicare chiaramente la direzione da seguire per una ripresa che permetta di rafforzare la resilienza delle persone, delle comunità e dei territori». contribuire alla creazione di spin-off accademici o/e all’istituzione di corsi di studi avanzati 5.

 

Valorizziamo i vitigni minori

Vitigni autoctoni “minori” e vitigni “di territorio”, preziosi alleati per uno sviluppo sostenibile nell’era del cambiamento climatico. L’analisi delle opportunità che oggi si aprono con il recupero di questi vitigni è al centro di un progetto avviato dalla Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell'Università Cattolica. I due vitigni a bacca bianca più diffusi, Ortrugo e Malvasia di Candia aromatica, presentano infatti un’elevata precocità di maturazione e una veloce degradazione degli acidi organici, caratteristica esacerbata dalle estati calde e siccitose e tratto particolarmente negativo nell’ottica delle produzioni tipiche. Allo stesso modo, tra i vitigni a bacca nera, Barbera presenta uve assai suscettibili a scottature e disidratazioni, mentre Croatina presenta un’elevata alternanza di produzione. La standardizzazione varietale del comprensorio limita la competitività e la redditività delle produzioni, che soffrono a loro volta di un prezzo al consumatore relativamente basso, se confrontato con areali vitivinicoli limitrofi”. “L’obiettivo generale del progetto sarà il miglioramento della competitività della viticoltura piacentina mantenendone intatte l’identità e le tradizioni. Purtroppo oggi sono pochissimi gli ettari con vitigni autoctoni minori e molti di essi sono soggetti ad un alto rischio di erosione genetica”.

 

Lettera aperta della Rete delle università

In tale contesto, ora più che mai, sono fondamentali politiche e azioni in grado di delineare strategie nazionali di ricostruzione sul medio e lungo periodo orientate ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Nella consapevolezza che l’attenzione all’emergenza sanitaria non cancella la severa crisi ambientale e sociale globale ma anzi l’aggrava, la RUS considera l’Agenda 2030 una bussola capace di indicare chiaramente la direzione da seguire per una ripresa che permetta di rafforzare la resilienza delle persone, delle comunità e dei territori. diventare un Think tank per la resilienza del Paese, un organismo indipendente che sia di supporto alla politica e agli amministratori nella definizione di interventi e di azioni locali e regionali a sostegno della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e dell’Agenda 2030. Il Piano nazionale di attuazione del Manifesto che i Rettori hanno firmato a Udine lo scorso maggio 2019 e che sarà pubblicato nel Rapporto 2020 della Rete, continene già molte indicazioni su come il processo di transizione sia attuabile, affinché, come la stessa Agenda 2030 recita, “nessuno venga lasciato indietro”; 2. collaborare ai tavoli di lavoro nazionali, attraverso l’attività dei propri Gruppi di Lavoro (Cambiamenti Climatici, Cibo, Educazione, Energia, Inclusione e Giustizia Sociale, Mobilità, Rifiuti), facilitando la definizione e l’attuazione di progetti sostenibili in campo ambientale, tecnologico, economico, sociale e di governance. contribuire alla costruzione di un laboratorio a rete per offrire servizi integrati di qualificazione di nuovi prodotti/processi a supporto della fase di post-COVID-19, anche con l’obiettivo di scambiarsi le esperienze della gestione della crisi e mettere a fattor comune i benefici e i risultati conseguibili a livello regionale. In conclusione Siamo convinti che l’esperienza maturata dalle Università in questo periodo di difficoltà e di emergenza rappresenti un bagaglio prezioso, un esempio di laboratorio trasformativo, fondamentale per affrontare le sfide future con sguardo positivo e costruttivo, in linea con gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

 

Agenda 2030: il punto sullo Sviluppo Sostenibile

“L’Agenda 2030 è il tema che condizionerà molte delle scelte imprenditoriali future – ha sottolineato il prof. Timpano, durante il workshop promosso dal Centro Studi di Politica economica e monetaria CeSPEM e dalla Editrice Minerva Bancaria, che edita la rivista Economia Italiana –. Coloro che non affrontano questo tema, sia dal lato delle politiche pubbliche che delle strategie aziendali, sono destinati ad essere travolti dagli eventi. Anche la Preside della facoltà di Economia e Giurisprudenza Anna Maria Fellegara, insieme al direttore del CeSPEM Francesco Timpano, ha sottolineato, aprendo i lavori, l’impegno che la facoltà sta investendo per rendere la sostenibilità un paradigma dei corsi di studio della facoltà piacentina. I numerosi studenti presenti al workshop hanno potuto confrontarsi con un largo numero di esperti, a partire da Patrizia Luongo del Forum Disuguaglianze Diversità, che ha sottolineato l’evoluzione delle disuguaglianze nei paesi sviluppati e l’urgenza di interventi allo scopo di ridurre il loro impatto negativo sulla coesione sociale. Di una “vera rivoluzione per il mondo del credito” ha parlato Marco Fedeli di Assosef che ha sottolineato la necessità di tenere conto, nelle valutazioni del merito, della capacità delle imprese di prevedere il rischio di lungo periodo nei loro investimenti e dovrà prezzarlo adeguatamente. “Si è trattato di un dibattito ricco di spunti che sono tutti contenuti nei testi del numero 2 del 2019 della Rivista Economia Italiana intitolato “Agenda 2030: il punto sullo sviluppo sostenibile” – ricorda il prof. Federico Arcelli-. Il workshop è stato organizzato dal Centro Studi di Politica Economica e Monetaria CeSPEM e dalla Editrice Minerva Bancaria che edita la rivista Economia Italiana fondata da Mario Arcelli e sostenuta anche dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano.

 

Altis al Festival della sostenibilità

Milano Altis al Festival della sostenibilità L’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica è tra i protagonisti dell’iniziativa promossa in Italia da Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Richiamare l’attenzione sui suoi 17 Obiettivi è la missione del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019 , promosso in Italia da Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) tra fine maggio e inizio giugno, di cui è protagonista anche l’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica ( Altis ). L’Altis, da anni impegnata nella formazione, consulenza e ricerca sui temi della sostenibilità, non poteva non contribuire al Festival presentando le buone pratiche sviluppate negli ultimi anni e stimolando il dibattito pubblico sugli argomenti di maggior rilievo nell’attuale contesto nazionale ed europeo. Tra maggio e giugno l’Alta Scuola propone alla città di Milano una serie di eventi con focus su temi che abbracciano diversi SDGs e costituiscono un’occasione per fare networking, scoprire nuovi volti della sostenibilità, fornire linee d’azione concreta. In un contesto di questo tipo, la definizione di piani di sostenibilità declinati nel business è un processo irreversibile: un aspetto che Altis ha approfondito in una ricerca che fotografa le pratiche di sostenibilità implementate dalle principali Compagnie assicurative a livello europeo, in funzione del raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. Un confronto aperto tra le esperienze di operatori e territori italiani che hanno investito nel turismo su due ruote come forma privilegiata di sviluppo di un rapporto virtuoso tra ambiente, comunità e sviluppo economico. Tutti gli incontri sono gratuiti e si tengono dalle 17.30 alle 19 (a seguire un aperitivo di networking) presso la sede di Altis o nella sede centrale di Università Cattolica (M2 S. Ambrogio).

 

Garda, un patrimonio da salvare

Ambiente Garda, un patrimonio da salvare Con il progetto Cluster Garda i ricercatori di Scienze matematiche, fisiche e naturali raccoglieranno i dati per effettuare una nuova cartografia del più grande lago d’Italia. Il database servirà per la simulazione di potenziali calamità ed eventi estremi 31 ottobre 2017 Il lago di Garda o Benaco, come lo chiamava Virgilio nelle Georgiche, costituisce un patrimonio di straordinaria ricchezza per l’elevato valore naturalistico, culturale ed economico. Tuttavia la sua estensione e varietà di ambienti, il lungo tempo di ricambio delle acque, nonché la collocazione in una delle aree più densamente abitate e industrializzate d'Europa, lo rendono particolarmente vulnerabile agli impatti antropici e agli effetti del cambiamento climatico. Noi partiremo subito questo mese con una prima azione che scandaglierà il fondo del lago in modo da aggiornare una cartografia ferma agli anni Sessanta, grazie ad un contributo della Fondazione Cariplo , in collaborazione con il CNR di Bologna.”. L’auspicio dei promotori del Cluster Garda è che si riesca a tutelare e valorizzare il lago di Garda in un’ottica integrata, consapevole e di sostenibilità ambientale e che questo impegno sia condiviso in modo interdisciplinare, intersettoriale e territoriale. Nel 2016 il turismo della sponda bresciana del lago di Garda ha infatti rappresentato il 64,6% degli arrivi e il 73,7% delle presenze del movimento turistico bresciano (fonte: Settore Turismo Prov. di Brescia). Si tratta di un dato poco noto, ma che equivale a più del 25% di arrivi e presenze della riviera del Garda bresciano.

 

Solidarietà, un ponte con il mondo

ATENEO Solidarietà, un ponte con il mondo Sono più di 200 i progetti di cooperazione allo sviluppo che l’Ateneo sostiene in tutti i continenti: dalla sostenibilità alimentare alla formazione di giovani imprenditori, dalla salute all’impresa sociale. L’impegno nella cooperazione con i Paesi in via di sviluppo coinvolge studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, riguarda tutte le facoltà, i Centri di Ateneo e le Alte Scuole e presenta varie declinazioni: la formazione accademica, la ricerca scientifica, la consulenza, l’imprenditorialità sociale, l’aiuto umanitario, il volontariato internazionale. Una rete di attività che coinvolge Africa, Asia, America Latina, Europa, Medio Oriente e mira alla creazione di relazioni di pace e di collaborazione, fondamentali per la costruzione di un bene comune che oltrepassa i confini geografici e culturali. Dalla sua costituzione, sono 13 i Paesi in cui il Cesi ha implementato interventi di sostegno allo sviluppo: Afghanistan, Etiopia, Ghana, Haiti, India, Israele, Libano, Marocco, Mozambico, Perù, Sudafrica, Tanzania, Uganda, focalizzando l’attenzione su tipologie di bisogni differenti: istruzione primaria e universitaria, formazione, imprenditorialità, promozione della sanità. E4Impact Foundation e lo sviluppo di nuove imprese in Africa Nata nell’ambito dell’Alta Scuola Impresa e Società ( Altis ), assume il titolo di Fondazione nel 2015 con l’obiettivo di favorire lo sviluppo sostenibile in Africa tramite il supporto alla formazione degli imprenditori ad alto impatto sociale e ambientale. E4Impact è operativa in Kenya, Uganda, Ghana, Sierra Leone, Costa d’Avorio, Senegal ed Etiopia dove implementa attività di formazione di nuovi imprenditori che coinvolgono le università locali e mirano allo sviluppo internazionale di imprese europee e africane attente all’impatto sociale. I risultati sono incoraggianti: la quantità di cacao fresco comprata ai farmers locali è arrivata a 3.100 tonnellate per anno e l’invio in Italia di cacao lavorato, da novembre 2010 a gennaio 2012, è stato di 1.010 tonnellate.

 

Educazione ambientale

piacenza Educazione ambientale Tutela del Suolo, Green Jobs &; Green Talent, il team di Life Biorest inaugura il percorso di educazione ambientale per gli Istituti scolastici. marzo 2017 Si è tenuto presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore , il primo incontro dedicato al tema “Bonifica biologica di siti contaminati” aperto ad oltre 70 studenti provenienti dal Liceo Scientifico "Lorenzo Respighi" e dall'Istituto Tecnico Agrario "Raineri - Marcora" di Piacenza. Life Biorest prevede numerose attività di comunicazione, disseminazione e educazione, con lo scopo di sensibilizzare i cittadini in tema di tutela del suolo e ripristino delle funzioni ecologiche ed ecosistemiche, bioeconomia, scienze e tecnologia. Il percorso di educazione ambientale accompagna idealmente tutto lo svolgimento del progetto, dalle prime fasi di messa a punto del metodo scientifico, alle sperimentazioni in scala di laboratorio sino al risanamento e alla rivegetazione nel sito di sperimentazione. Tutela del Suolo, Green Jobs &; Green Talent, queste le parole-chiave che accompagnano il percorso di educazione ambientale, che prevede ascolto e dialogo con gli studenti. I ragazzi sono stati convolti nella compilazione di una survey finalizzata a valutare il fabbisogno di informazione e di sensibilizzazione rispetto al tema della tutela del suolo, del trattamento dell’inquinamento, scenari e prospettive promosse dalle biotecnologie industriali. Le attività sperimentali saranno condotte presso il Sito di Interesse Nazionale (Sin) “ex-Carbochimica”, grazie al supporto del Comune di Fidenza (PR) che metterà a disposizione infrastrutture e spazi già interessati da altre attività di bonifica.

 
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