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Teatro per ragazzi, Ermanno Nardi sul podio di “In-Box Verde”

Premi Teatro per ragazzi, Ermanno Nardi sul podio di “In-Box Verde” Il laureato al Dams del campus di Brescia e co-autore dello spettacolo “Che forma hanno le nuvole?” vince l’edizione 2020 del premio che sostiene le compagnie teatrali emergenti. Il racconto ruota attorno alle vicende dei due protagonisti, Vera e Nemo, per elaborare un’indagine più profonda del mondo invisibile e di quel particolare frangente in cui i bambini diventano grandi e abbandonano qualcosa per poter crescere. Scrivendo questo spettacolo abbiamo desiderato creare qualcosa che fosse magico per grandi e piccoli, magico anche per noi. Per questo dedichiamo la vittoria alle persone di tutte le età che conservano il coraggio di immaginare ogni giorno mondi nuovi», hanno fatto sapere i due autori. La foto in alto è di Alice Longoni #teatro #dams #alumni Facebook Twitter Send by mail Print LA TRAMA DI “CHE FORMA HANNO LE NUVOLE?” Nemo ha 8 anni, un cane bassotto, due genitori affettuosi e una sorella gemella, Vera, la compagna di tutte le sue avventure. Nemo da qualche tempo è triste, pensa di stare antipatico a tutti: a scuola i maestri non lo considerano; nessuno lo sceglie per giocare a palla avvelenata; in mensa non c’è mai un posto per lui. Un giorno però scopre la verità. Ha inizio una serie di avventure alla ricerca di sé stesso, tra incontri strampalati con colleghi invisibili, gruppi di autoaiuto per amici immaginari, uffici di ricollocamento. Ma cosa succede a un essere immaginario che diventa libero? Nemo scoprirà che la cosa più importante non è il nostro aspetto, ma le azioni che compiamo, come facciamo sentire chi amiamo, come loro fanno sentire noi. Si è invisibili solo se si vuole esserlo.

 

Quel che resta del teatro, la voce

Già, perché il teatro ha dovuto rinunciare a riempire le sale con il suo pubblico in questi mesi. Ci siamo reinventati, abbiamo messo insieme “cose” tra lo scherzoso, il poetico e l’approfondimento, per ultima Radio Oscar , che parte mercoledì 27 maggio per regalare al pubblico racconti vocali. Prima del lockdown - continua Poretti - avevamo un centinaio di contatti su facebook, ora contiamo 1100 visualizzazioni e 4500 iscritti al canale youtube offrendo contenuti di valore come pillole di letteratura, filosofia, psicologia, mitologia. Con questa certezza i direttori artistici invitano tutti a partecipare al nuovo progetto che coinvolge tre voci maschili e una femminile, il podcast Radio Oscar. La radio del teatro permetterà al pubblico di accedere e scaricare numerosi contenuti audio ispirati ai vecchi e affascinanti radio drammi. La radio lancerà il primo podcast con Ermanna Montanari che leggerà La vergine degli angeli, con lo spartito della Tosca di Puccini ad accompagnarne la poetica. Insieme a lei si avvicenderanno altre del teatro italiano come Silvio Castiglioni , Maurizio Donadoni , Massimo De Luca che contribuirà con i racconti delle più importanti imprese sportive, e lo stesso direttore artistico Giacomo Poretti insieme a numerosi artisti internazionali che stanno aderendo al progetto.

 

Andare a Teatro a Roma nel I sec. a.C.

Una giornata di studio nell’ambito di un progetto di ricerca Prin, introdotta da un’originalissima lezione-spettacolo, Le favole atellane di Maccus . La giornata di studio ha lo scopo di comporre in un contesto organico di relazioni i frammenti di conoscenza che si hanno sul teatro del I secolo a.C. Teatro Antico in scena, la performance della Compagnia Teatrale La Mansarda Teatro dell’Orco di Caserta, frutto di una ricerca teatrale che è capace di portarci alle radici del teatro comico italiano con un prodotto originale, innovativo, che fonde ricerca scientifica ed esperienze artistiche. La performance è concepita come una lezione/spettacolo, che vede alternarsi ai pezzi squisitamente teatrali alcuni interventi che consentono di approfondire, con la leggerezza di una conversazione ben condotta, l'argomento della “misteriosa” Atellana, al quale il teatro comico tutto, a partire da Plauto, è profondamente debitore. Consapevoli dell'impossibilità d'una ricreazione filologica, si è voluto piuttosto effettuare una ricerca, che prevede l'utilizzo di tali Maschere reinventandone la grammatica attraverso l'analisi dei materiali disponibili, sia letterari che iconografici, quali i frammenti di testo di Pomponio e Novio (poeti del I sec. In scena dunque, oltre a Velitationes – una scena di insulti tra i servi – e il Postribolo , debutterà in anteprima al Teatro San Lorenzo alle Colonne un’altra breve farsa ispirata ai frammenti di Maccus Virgo e alla Casina di Plauto, arricchendo la struttura drammaturgica dello spettacolo. La scrittura scenica si avvale di musiche eseguite dal vivo dal gruppo Mainomai Project, che esegue una ricerca di ricostruzione di strumenti antichi attraverso l’iconografia di reperti archeologici.

 

Teatro è Attore, nuova stagione

Roma Teatro è Attore, nuova stagione Riparte dalla sede di Roma l’ambizioso progetto che, per il quarto anno, coinvolge gli studenti dell’Università Cattolica in un percorso lungo un anno, tra esercizi di dizione e movimento scenico in preparazione alla pièce finale. by Giada Meloni | 21 febbraio 2018 Avviato nel 2015 dalla sinergia tra Educatt, il Consiglio organizzativo inter-collegiale (Coi) e la sede di Roma dell’Università Cattolica, il percorso teatrale “Teatro è Attore” giunge quest’anno alla sua quarta edizione. Nato con la volontà di coinvolgere gli studenti in un progetto che permetta loro di mettersi in gioco e superare le proprie insicurezze, il percorso raccoglie ogni anno una sentita partecipazione e un notevole numero di adesioni. Il laboratorio è curato e diretto da Roberto Cito , attore e regista napoletano d’origine ma romano d’adozione, che negli anni ha inanellato una serie di collaborazioni teatrali con nomi noti del panorama italiano come Andrea Camilleri e Lando Buzzanca. Le iscrizioni alla stagione 2018-2019 son aperte: per maggiori informazioni sul progetto è attiva un’area dedicata all’indirizzo www.collegiunicattolica.it/teatroroma . teatro #educatt #attori Facebook Twitter Send by mail Print.

 

“Ai due chiostri” in scena con Dürrenmatt

milano “Ai due chiostri” in scena con Dürrenmatt In occasione della Festa del Sacro Cuore , la compagnia teatrale composta da oltre 60 studenti della sede di Milano, porta sul palco il 22 e il 25 giugno dell’Istituto Canossiano La visita della Vecchia signora , “commedia tragica” scritta nel 1955. giugno 2019 Nata nel 2006 per iniziativa dell’assistente spirituale don Daniel Balditarra e di una manciata di collegiali, la compagnia Ai due Chiostri conta oggi ben oltre sessanta studenti uniti dallo stesso forte desiderio: fare teatro e portarlo all’interno della comunità universitaria. Molière, Shakespeare, Elliott, Ionesco e Brecht sono solo alcuni degli autori nella storia della compagnia, che quest’anno presenta La visita della Vecchia signora , “commedia tragica” scritta nel 1955 da Friedrich Dürrenmatt. L’opera ruota attorno al ritorno nel paesino di Güllen, “il letamaio”, di una ormai vecchia e ricchissima signora, che si dice disposta a offrire una cifra da capogiro a chi ucciderà l’uomo che l’aveva sedotta e abbandonata all’età di diciassette anni. Leggere il testo è stato come ricevere un pugno nello stomaco» racconta il regista Eugenio Runco , studente di Giurisprudenza, per la violenza con cui lo ha messo di fronte a delle questioni anche “scomode” su cui non aveva mai riflettuto prima. Da qui la decisione, dopo una notte insonne, di proporlo al gruppo e la sfida di portarlo in scena in “una cornice fantastica, ma difficile da addomesticare”, il Chiostro dell’Istituto Canossiano. teatro #spettacolo #durrenmat Facebook Twitter Send by mail Print LO SPETTACOLO La visita della Vecchia signora Friedrich Dürrenmatt 22 e 25 giugno - ore 20.45 Milano, Chiostro dell’Istituto Canossiano, via della Chiusa 9 Informazioni: Compagnia teatrale "Ai Due Chiostri" teatroaiduechiostri@gmail.com http://teatroaiduechiostri.blogspot.it.

 

Teatro è attore: iscrizioni aperte per gli studenti di Roma

Teatro è attore: iscrizioni aperte per gli studenti di Roma Riparte anche quest'anno il fortunato percorso di formazione teatrale, per i collegiali di Roma ma aperto a tutti gli studenti del campus. Le iscrizioni sono aperte fino al 19 gennaio 2016. I Partecipanti potranno affrontare un percorso formativo articolato in diverse materie – tra le quali: corretto uso della voce; dizione e articolazione; movimento scenico; recitazione – e avranno la possibilità di mettersi alla prova nella messa in scena di un vero spettacolo teatrale che concluderà il primo anno. Il percorso si articola in due classi, di 12 partecipanti ciascuna, con possibilità di approfondimento e di differenziazione delle lezioni. La sede di svolgimento delle lezioni, che si terranno dal 20 gennaio al 29 giugno 2016, sarà la Sala Polifunzionale all’interno del Collegio Nuovo Joanneum. Si tratta di circa 100 ore di lezioni settimanali di 3 ore comprendenti esercizi propedeutici e apprendimento delle discipline e lezioni bisettimanali con studio della messa in scena dello spettacolo finale; stage e prove dello spettacolo, prova generale e rappresentazione. Il termine per le iscrizioni è il 9 gennaio 2015.

 

Ecuba, Antigone e Medea sul podio

Milano Ecuba, Antigone e Medea sul podio Alla quinta edizione del Festival Thauma, che premia gli spettacoli messi in scena da scuole superiori di tutta Italia, primo premio al liceo Foscolo di Albano laziale, secondo e terzo al Leone XIII di Milano e all’Istituto Salesiano don Bosco di Palermo. Il Leone XIII di Milano ha rappresentato Un’Antigone , tratto da Antigone di Sofocle, con l’intenzione di raccontare, attraverso le vicende della famiglia dei Labdacidi, le storie quotidiane di ciascuno, fatte di scontri, di ideali, di relazioni, di passioni infrante. E infine il dramma di Medea, messo in scena dall’ Istituto Salesiano Don Bosco - Villa Ranchibile di Palermo , si aggiudica il terzo posto. Nella categoria saggi è stato premiato Hò Theòs Homartèi (Dio ci accompagna) , tratto da Le baccanti di Euripide ed Edipo Re di Sofocle, del liceo Isaac Newton di Chivasso . Sul podio per il miglior coro è arrivato per la categoria Spettacoli l’ Istituto Salesiano Don Bosco - Villa Ranchibile di Palermo , e per la categoria Saggi l’ Istituto Sant’Ambrogio di Milano , mentre per i migliori bozzetti il liceo Ugo Foscolo di Albano Laziale . Il Premio EPOS è stato assegnato a Lo sguardo di Ulisse da Odissea e altri testi, del Liceo Vittorini di Milano. Riconoscimenti speciali sono stati attribuiti a Il soccorso invisibile, tratto da Dialogo degli Ateniesi e dei Meli di Tucidide, del liceo “A. Volta” di Como; e il Riconoscimento “Kerkis.

 

A Samo, per fare teatro e pedagogia

Brescia A Samo, per fare teatro e pedagogia È la storia del'educatorel 25enne Michele Senici, che nel campo profughi dell’isola greca ha avviato un progetto che usa il teatro come strumento funzionale ad interventi di pedagogia d’emergenza. L’esperienza di Michele Senici , laureato a pieni voti in Scienze dell’educazione alla Cattolica di Brescia, è una storia d’eccezione svolta in un contesto - quello del campo profughi dell’isola di Samo, situata ad un km dalle coste della Turchia - che per molti è sinonimo di quotidianità. Un’area in cui confluiscono bambini, ragazzi, uomini, donne e famiglie nati e cresciuti nel mezzo della guerra, con alle spalle un bagaglio di dolore, traumi e perdite. Vi rimane un mese, durante il quale lavora alla scuola Mazi, che in greco significa insieme , e il cui nome racconta di quella condivisione che ne anima l’intera attività. Una storia esemplare che ha il suo inizio in Italia, dove Michele lavora da anni come educatore professionale e ha fondato il marchio Pro Teatro . Tornerò» racconta Michele, all’indomani dalla discussione della sua tesi di laurea in cui racconta modalità ed esiti del progetto. Nel frattempo, per conoscere la sua storia e sostenere le iniziative della Onlus, è possibile mettersi in contatto con lui e Pro Teatro tramite i social network Facebook e Instagram.

 

Teatro antico, giovani attori a San Lorenzo

MILANO Teatro antico, giovani attori a San Lorenzo Gli spettacoli vincitori della prima edizione del Festival Thauma rivolto alle scuole superiori di tutta Italia saliranno sul palco del Teatro San Lorenzo alle Colonne di Milano con tre grandi capolavori della drammaturgia classica. Teatro Antico In Scena (che dal 2012, in collaborazione con l’Università Cattolica, anima questo teatro con l’intento di far emergere, nel cuore storico della città, quanto sia ancora significativo, seducente e attuale questo antico repertorio teatrale, promuovendo occasioni di formazione e di spettacoli ( si veda qui ). Proponendo in scena questi tre spettacoli nel Teatro San Lorenzo alle Colonne c’è la volontà di dare luce al prezioso lavoro di formazione teatrale, sommerso e silenzioso, che tradizionalmente avviene in numerose scuole superiori italiane, quale segno di una eccellenza educativa. Si segnala l’intenzione di presentare i tanti volti del mito di Medea via via interpretati da attrici differenti attraverso la trasmissione di un oggetto simbolico, una collana capace di rendere unitario l’accostamento di episodi diversi. novembre ore 20.30 ADELPHOE di Terenzio Liceo Giosuè Carducci di Milano (II classificato Festival THAUMA 2015) Lo spettacolo propone un’originale riscrittura del testo terenziano che intreccia le vicende sentimentali di due fratelli complicate dalla severità di un padre tradizionalista. La regia attualizza in forma moderna, con qualche cedimento di stampo televisivo, la pratica di contaminazione del teatro terenziano, con una buona capacità di valorizzare molte presenze attorali. Nella scena di apertura, la regia universalizza il tema della prigionia di guerra presentando un efficace lamento corale di prigioniere africane, in cui sono riconoscibili riferimenti alla contemporaneità, ma in una dimensione efficacemente extra-temporale e pertanto poetica.

 

"I Miserabili", élite del fango

Letteratura & Teatro "I Miserabili", élite del fango Luci e ombre della Parigi post Restaurazione nel quinto appuntamento del ciclo “Letteratura e teatro 2017”. by Martina Bertin | 29 novembre 2017 Victor Hugo era uno scrittore pieno di difetti, intriso di manie di potenza, e la sua retorica esagerata ne era la dimostrazione più lampante. Del romanzo e del suo straordinario autore, ha parlato Davide Vago , docente di letteratura francese in Cattolica, dopo l’introduzione di Lucia Mor , coordinatrice del ciclo di “Letteratura &; Teatro”. Il popolo è in marcia verso il progresso sociale, morale e politico, così le vicende personali per la lotta alla sopravvivenza vanno di pari passo con l’affresco sociale, con l’epopea del popolo stesso. Viene introdotta quindi la figura dell’arcivescovo Myriel , che, con sorpresa dello stesso galeotto, lo perdona e lo difende davanti alla polizia, nonostante sappia con certezza che lo abbia derubato dei candelabri. La grande ampiezza del romanzo è data dal fatto che racconta la storia di un popolo di vinti, i miserabili del popolo francese. È il romanzo di una redenzione personale, il romanzo di una pietà scatenata nell’animo dei lettori, di una strenua lotta contro i pregiudizi e le leggi crudeli di una società chiusa e spietata.

 

Che bella la storia se la racconti

MILANO Che bella la storia se la racconti Registi come Gabriele Vacis , divulgatori come Daniele Biacchessi, fumettisti e storici a confronto lunedì 13 febbraio nel workshop “Dire, fare, raccontare” . febbraio 2017 Com’è che quando va in televisione o a teatro la storia sfonda ma sui banchi non appassiona? È la domanda che si porranno da approcci diversi accademici, giornalisti, fumettisti e registi protagonisti del workshop nazionale sulla narrazione della storia “ Dire, fare, raccontare ”. Tra loro Gabriele Vacis e Daniele Biacchessi , per fare due nomi conosciuti al grande pubblico, ospiti dell’iniziativa promossa per la seconda volta dalla facoltà di Scienze politiche e sociali e dal dipartimento di Scienze politiche , con il coordinamento dei professori Paolo Colombo e Chiara Continisio . Oppure operazioni teatrali come quelle realizzate da Gabriele Vacis, coautore con Marco Paolini di Vajont, o le tournée sulla storia promosse in giro per l’Italia dall’editore Laterza con sale gremite di pubblico eterogeneo. Il workshop organizzato nella sede milanese di via Nirone lunedì 13 febbraio dalle 11 alle 18 favorirà uno scambio di competenze ed esperienze tra le persone invitate, con l’unico obiettivo di rendere la storia più avvincente nei diversi ambiti di riferimento. Per i professori Colombo e Continisio, l’iniziativa si colloca nella decennale attività di “ Storia e narrazione ”, “un vero e proprio laboratorio di creazione di storie”, come lo definiscono loro, in programma al teatro Ariberto di Milano, con il coinvolgimento degli studenti universitari ma anche alla cittadinanza. “Un esperimento che si conclude ogni volta con la partecipazione del pubblico, chiamato ad assistere a una storia coinvolgente e affascinante, come quella che i nostri nonni e i nostri genitori ci raccontavano prima di andare a dormire”.

 

Roma, collegiali sul palco

Studenti Roma, collegiali sul palco A conclusione del percorso di formazione teatrale che ha proposto 100 ore di lezioni settimanali su uso della voce, dizione e articolazione, movimento scenico, recitazione, il 2 e 3 dicembre gli studenti partecipanti metteranno in scena “ Un posto a tavola ”. novembre 2016 Giunge a conclusione il percorso di formazione teatrale promosso dalla Cos nella sede romana dell’Università Cattolica, circa 100 ore con lezioni settimanali, articolate in diverse materie: uso della voce, dizione e articolazione, movimento scenico, recitazione. Il teatro rappresenta una straordinaria palestra per la conoscenza e lo sviluppo delle corrette tecniche di comunicazione e delle dinamiche di gruppo, nonché un’occasione preziosa di conoscenza di se stessi e delle proprie aree di miglioramento, che i collegiali mostrano di cogliere appieno. Al termine del percorso formativo, i partecipanti mettono in scena un vero e proprio spettacolo. Venerdì 2 e sabato 3 dicembre nel teatro della parrocchia Gesù Divin Maestro di Roma alle 21 andrà in scena Un posto a tavola : i ragazzi che hanno preso parte al progetto offriranno agli spettatori un momento di intrattenimento e riflessione liberamente ispirato dalla commedia musicale Aggiungi un posto a tavola . collegi #teatro Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Col magistrato il diritto va a teatro

milano Col magistrato il diritto va a teatro Canzoni eseguite dal vivo e spezzoni di film sono il linguaggio con cui Salvatore Cosentino , sostituto procuratore generale della Repubblica di Lecce, avvicina la giustizia alle persone. È l'intento dello spettacolo Un diritto... messo di traverso del magistrato Salvatore Cosentino , sostituto procuratore generale della Repubblica di Lecce, che si è tenuto giovedì 22 febbraio alla presenza degli studenti della facoltà di Giurisprudenza e del preside Gabrio Forti . L'idea nasce dalla lunga esperienza di Cosentino nelle aule di Tribunale, anche in zone di mafia come Taranto e Locri, e racconta con parole semplici il difficile rapporto tra il cittadino e il mondo del diritto, spesso visto come qualcosa di distante dalla vita quotidiana. L'opera, che racchiude canzoni di autori come Fabrizio De André e Roberto Vecchioni che parlano di giustizia e giudici, è stata scritta in appena una decina di giorni: «Sono tutte cose che già avevo dentro di me» prosegue. Cosentino, che è anche critico teatrale e docente di Giurisprudenza all'Università del Salento, ripercorre i vari modi in cui arte, cinema e letteratura hanno declinato la figura del giurista nel corso dei decenni. Il messaggio che il testo vuol lanciare è che la legalità non si fa soltanto applicando leggi e codici ma soprattutto educando alla cultura, al bello e all'arte. Dentro ai fascicoli processuali, che compaiono fisicamente sul palco, non ci sono solamente dei fogli ma vite intere e maneggiarli significa avere a che fare con storie di persone vere.

 

Peer Gynt e il viaggio onirico

Letteratura & Teatro Peer Gynt e il viaggio onirico Il poema drammatico norvegese, opera giovanile di Henrik Ibsen, protagonista a Brescia del sesto appuntamento di “Letteratura e Teatro 2017”. Si direbbe che sia stato un fondatore di discorsività, che abbia codificato la mitologia moderna, ma in verità il suo Peer Gynt è una sorta di caricatura dell’animo norvegese. Il Peer Gynt di Ibsen si presenta come una versione norvegese del Faust, nonché una rielaborazione di temi fantastici e mitologici . A causa di una totale assenza di riconoscimento del mondo esterno, Peer si trova spaesato e l’unico modo di evasione è il sogno ad occhi aperti. Senza distogliere l’attenzione dall’epicità di un testo pieno di magia, l’opera intende collegare con un sottile filo rosso l'Ibsen "fantastico" e l'Ibsen "naturalista": al centro, vi è il tema del fallimento esistenziale come conseguenza della negazione della realtà. Ibsen era un direttore di teatro e, durante la composizione dell’opera, seguì delle precise regole per far avere successo alla sua opera, che, secondo lui, derivava dallo stupore della gente nel vedere la rappresentazione stessa, costituita da un susseguirsi frenetico di personaggi principali e comparse. Il suo mondo è pieno di pensieri proibiti, di incubi e allucinazioni che lo portano lontano dal suo io e dalla sua identità.

 

Studenti sul palco con Plauto

milano Studenti sul palco con Plauto Ventitré allievi del corso di alta formazione Teatro antico in scena dell’Università Cattolica concludono il loro percorso formativo con la messinscena della spassosissima commedia plautina al Teatro di San Lorenzo alle Colonne. Rudens è un testo in cui sono presenti tutti i presupposti di una spassosissima commedia plautina, dove le azioni e le gag contribuiscono allo scioglimento della complicazione e degli equivoci che nascono nel corso della narrazione. Questi ed altri temi presenti nel testo quali, per esempio, lo scontro tra due schiavi sul diritto di proprietà, tema precursore del diritto occidentale o la descrizione della tempesta che richiama due importanti scene dalla Tempesta di Shakespeare, rendono la messa in scena molto godibile e interessante. Gli interpreti sono gli studenti del corso di alta formazione Teatro antico in scena dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, diretto dalla professoressa Elisabetta Matelli , che ne ha curato la produzione. Lo spettacolo rappresenta il primo step di un percorso che porterà la narrazione a svilupparsi davanti alla prova della messinscena e soprattutto al contatto con il pubblico. Questi ultimi sperimentano le soluzioni sceniche di una commedia che ha 2.218 anni, ma che attraverso il testo di Plauto propone vicende umane universali e perenni. Al termine dello spettacolo avverrà una sorta di “drama-forum”, in cui gli spettatori dialogano con attori, con il regista e con chi ha curato la drammaturgia.

 

Schiller: il poeta della libertà

Gli esiti tragici dell’individualismo titanico scaturito da uno sconfinato desiderio di libertà sono al centro di questo celebre testo, presentato da Lucia Mor , docente di Letteratura Tedesca presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, in occasione del quarto incontro del ciclo Teatro 2011 . Alla fama Schiller giunse giovanissimo proprio con I Masnadieri (Die Räuber), pubblicati anonimi nel 1781 e la cui prima messa in scena, il 13 gennaio 1782 al Teatro Nazionale di Mannheim, ottenne un successo immediato e grandioso: l’opera valse al giovane ufficiale medico l’appellativo di ‘Shakespeare tedesco’. Il padre, liberato nel frattempo da Karl, non resiste alla rivelazione dell’amato figlio che gli confessa di essere il capo della banda dei temuti e violenti masnadieri e muore di crepacuore. Karl, ritenendosi ormai indegno di Amalia, disperato, su richiesta della stessa Amalia, la uccide, per poi però consegnarsi alla legge con un nobile gesto: sapendo che su di lui pende una taglia di 1000 luigi d’oro decide di aiutare un pover’uomo che lavora a giornata e ha undici figli. La sua malvagità è però diversa da quella del fratello idealista e giustiziere in un mondo corrotto; Franz è un tiranno senza scrupoli che mira unicamente all’autoaffermazione e per questo progetta cinicamente di eliminare dalla sua strada sia il padre sia il fratello. Nel modo in cui l’autore indaga i meccanismi della psiche e della mente di Franz si rivela non solo l’abile drammaturgo, ma anche il medico Frirdrich Schiller, convinto dell’esistenza di un inscindibile nesso tra la natura animale e la natura spirituale dell’uomo , tema della sua tesi di laurea. La riflessione sulla costruzione di un umanesimo che nasca da ideali di verità, bellezza e giustizia fu alla base del sodalizio artistico che più di dieci anni dopo il successo de I masnadieri si sarebbe instaurato a Weimar tra Friedrich Schiller e Johann Wolfgang von Goethe.

 

Antigone: nata per l’amore, non per l’odio

Una delle ragioni di tanta fortuna è da individuare nel fatto che a un solo testo è dato di esprimere tutte le costanti principali della conflittualità insita nella condizione umana: l'opposizione vita-morte, uomo-donna, vecchiaia-giovinezza, uomo-dio, nomos-physis. Eteocle e Polinice, figli di Edipo, si sono reciprocamente uccisi nella lotta per il possesso del regno, e Creonte, il nuovo re, ha ordinato che Polinice, il traditore che ha portato guerra alla sua stessa città, sia lasciato insepolto. Antigone, sorella dei due uccisi, per la quale le leggi divine sono al di sopra di quelle umane, decide di trasgredire gli ordini del re, quindi Creonte la fa chiudere viva in un antro di pietra. Inutilmente Emone, figlio di Creonte e promesso sposo di Antigone, cerca di far comprendere al padre l'errore di questa sua decisione. Già nel prologo emergono i tratti distintivi che caratterizzano la personalità di Antigone: l’incapacità di accettare il compromesso della coscienza, la vocazione all’atto eroico, la consapevolezza della nobiltà del proprio gesto e l’accettazione della morte. Di per sé questi principi non sono affatto sbagliati; c'e' tuttavia un aspetto del discorso di Creonte che doveva destare perplessità negli spettatori, ed è precisamente il suo primo atto di governo: l'esposizione del cadavere come specifica punizione prevista per il reo Polinice. Creonte insomma, pur tutte le sue buone intenzioni di corretto uomo di stato, parte già da una posizione problematica, che si aggraverà ulteriormente di scena in scena.

 

Teatro: si va in scena in Castello

Centro Universitario Teatrale Teatro: si va in scena in Castello Nel mese di maggio il Centro Universitario Teatrale (CUT) “La Stanza”, nell’ambito della X° edizione della rassegna di Commedia dell’Arte, propone “Fuori e dentro il tempo - Giullari e Alichini castigant ridendo morea”. by Bianca Martinelli | 08 maggio 2018 Il Centro Universitario Teatrale - CUT “La Stanza”, in continuità con il progetto pluriennale iniziato nel 2008 con il lavoro di approfondimento sul tema della Maschera, propone nell’ambito della Rassegna di Commedia dell’Arte – X ed. FUORI E DENTRO IL TEMPO - Giullari e Alichini castigant ridendo morea. Negli Uccelli , una commedia di Aristofane andata in scena ad Atene nel 414 a.C., vengono rappresentate le fasi che portano all'instaurarsi del potere politico. Politicus circus è invece una farsa veridica fra gioco di potere e democrazia: un villaggio, un uomo politico e l'avvenire di un popolo sospeso ad un filo, mentre Storia di donne si interroga, con poesia e divertimento, sul posto della donna nella nostra società e la sua evoluzione. Diretti e interpretati da Florencia Avila , artista argentina, mima, regista e pedagoga con una carriera internazionale, che presenta per la prima volta in Italia due performance di mimo, in cui il corpo diventa poesia. Il corpo burlesco nel linguaggio popolare, workshop di mimo tenuto da ELENA SERRA Sabato 12 maggio ore 16.15 (Castello di Brescia) e ore 19.30 (Spazio Teatro – UCSC) POLITICUS CIRCUS e STORIA DI DONNE Diretto e interpretato da FLORENCIA AVILA , Compagnie Les Éléphants Roses di Parigi Domenica 13 maggio ore 17.00 – Castello di Brescia MIMO! Raccontami una storia, Esito finale del workshop condotto da ELENA SERRA Domenica 27 maggio ore 10.30, Centro Storico di Brescia Animazione di maschere, a cura degli attori del CUT "La Stanza" ore 17.00, Castello di Brescia IN CASTELLO.

 

Commedia dell'Arte, ecco la 12° edizione

L'edizione 2019 del Festival si compone di cinque spettacoli, di cui il primo, in programma martedì 15 ottobre, si terrà al Teatro Mina Mezzadri. Durante il percorso proposto dal Festival ,personaggi e maschere faranno rivivere antiche e diverse vicende che possono inscriversi nel nostro mondo contemporaneo, con storie e situazioni comiche e nel contempo drammatiche, in grado di far emergere amare riflessioni sulle radici contraddittorie della nostra cultura mediterranea. In aggiunta agli spettacoli, martedì 12 novembre alle 17.30 nel Foyer del Teatro Sociale, sarà proposta una conferenza-spettacolo sulla figura di Didone, a cura di Massimo Rivoltella , docente di Letteratura Latina. Queste rappresentazioni, che rievocheranno teatralmente la storia del Castello e della città di Brescia, prevedono un intervento finale di approfondimento da parte di guide specializzate, in collaborazione con Fondazione Brescia Musei. commediadellarte #teatro #festival # Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Teatro è attore, aperte le iscrizioni

ROMA Teatro è attore, aperte le iscrizioni Il percorso formativo prenderà avvio a marzo con 100 ore totali di lezioni, tre la settimana, con esercizi propedeutici e apprendimento delle discipline. Il corso si concluderà con la messa in scena di un vero spettacolo teatrale. febbraio 2017 È prorogato fino alla fine di febbraio il termine per iscriversi alla terza edizione del percorso Teatro e Attore. I partecipanti potranno affrontare un percorso formativo articolato in diverse materie tra cui il corretto uso della voce, dizione e articolazione, movimento scenico, recitazione. Gli allievi avranno la possibilità di mettersi alla prova nella messa in scena di un vero spettacolo teatrale che concluderà il primo anno. Il percorso, attivo per un massimo di 12 partecipanti, prenderà avvio nel mese di marzo 2017 e a ospitarlo sarà la sala polifunzionale all’interno del Collegio Nuovo Joanneum. Si tratta di circa 100 ore totali di lezioni, tre ore la settimana, comprendenti esercizi propedeutici e apprendimento delle discipline e lezioni bisettimanali con studio della messa in scena dello spettacolo finale; stage e prove dello spettacolo, prova generale e rappresentazione.

 

Thauma, la scuola sul palco

Il grande pregio di questo Festival è la valorizzazione sulla scena di testi che una certa cultura contemporanea ritiene sorpassati, pesanti, ormai non più attuali e, invece, recitati da questi ragazzi con molto entusiasmo, mostrano quanto ancora abbiano da dire a loro e a noi che assistiamo agli spettacoli». Cerchiamo di rispettare il modello antico con lo stesso auspicio “politico”, nel senso alto dell’idea di polis, cioè di tenere unita la compagine sociale di un Paese attorno a dei valori riconosciuti, che sono quelli dell’Umanesimo, del teatro classico». Lo scopo del festival è anche quello di far mettere in gioco i docenti di arte e di lettere, favorendo il dialogo tra loro e la collaborazione, per cercare alcune scelte ragionevoli e per dare unità ai vari elementi che compongono uno spettacolo. Un esercizio utile per gli studenti, non solo quando recitano, ma anche per quando assistono a uno spettacolo: permette loro di essere in grado di giudicare l’unità di pensiero che c’è tra il testo recitato in un certo modo dagli attori e tutto il corredo di scenografia e vestiti». Il rapporto tra un testo originale e una rappresentazione di oggi, fedele o meno, può essere una forma di didattica esperienziale e non puramente intellettuale, che mette in gioco elementi molto alti e la sfera di emozioni che ne sono collegate. CORSO SUL TEATRO ANTICO, UNA STORIA UNICA IN ITALIA L’Università Cattolica è stata una delle prime a dotarsi di un laboratorio di teatro di drammaturgia antica . Negli anni, gli studenti iscritti ai laboratori, hanno mostrato interesse a dare continuità a questo tipo di percorso; da questo interesse nasce il corso per completare la formazione dell’attore, trasmettendo i fondamenti di recitazione, di conoscenza dei testi di drammaturgia antica.

 

Teatro antico, attori giovani

milano Teatro antico, attori giovani Tre spettacoli, dal 6 all’8 novembre , dei licei che hanno ricevuto speciali menzioni al Festival Thauma 2018 , che promuove la quinta edizione per le scuole di tutta Italia. novembre 2018 In età arcaica le narrazioni epiche venivano recitate e cantate dagli aedi e da queste esperienze cominciarono a nascere le prime tecniche performative: la grande epica ha nutrito i grandi testi tragici non solo antichi ma di tutti i tempi. Un attento studio dei testi guidato dagli insegnati e l’appassionata partecipazione dei giovani interpreti danno carne, sangue, voci e azioni soprattutto alle vicende di due grandi eroi quali Aiace ed Odisseo e alle loro avventurose storie destinate anche a scontrarsi. Odisseo e Aiace degli studenti del Liceo Volta di Como compiamo un emozionante viaggio nell’Ade realizzato attraverso un consapevole uso di luce e buio, che rende l’atmosfera suggestivamente evocativa dell’Oltretomba. Davvero notevole e toccante è la capacità dei giovani attori di esprimere l’incorporeità delle anime nell’Ade e l’abbraccio di Odisseo con l’anima della madre Euriclea. Epos , da Omero e Virgilio del Liceo Canopoleno di Sassari sceglie e presenta episodi di guerra, fuga, esilio e, a seguire, di amore, nostalgia e ritorno tratti da alcuni quadri dell’Iliade, dell’Odissea, dell’Eneide, intrecciandoli con maestria. Lo spettacolo si presenta ben costruito nei quadri omogenei nonostante la molteplicità dei linguaggi (filmico e teatrale con attenzione agli aspetti metrici e musicali di una rappresentazione epica).

 

Harwood: quando il teatro rappresenta se stesso

I bombardamenti non arrestano l’attività di una compagnia di capocomici che, come d’abitudine per quel tempo, propone quasi esclusivamente i più famosi capolavori di William Shakespeare. Il servo di scena è molto più di un servo, molto più di un segretario; una figura straordinaria che, spesso, genera legami e conflitti psicologici talvolta fortissimi. Anche nel teatro all’italiana la figura del servo di scena esiste, benché le sue funzioni siano altre; esso funge da attrezzista, tecnico, al servizio dell’intera compagnia teatrale e non di un solo artista. Naturalmente il testo si presta a diverse interpretazioni ed Harwood, con la sua pièce , non solo celebra la fine di questo tipo di teatro e di capocomicato, ma anche quella del grande Impero Inglese. Il quadro rispecchia quello del classico teatro inglese di conversazione che apparentemente è leggero, ma che in realtà tematizza questioni importanti. Costoro erano custodi della tradizione, fieramente indipendenti, animali da palcoscenico che vivevano solo sulla scena, di cui conoscevano tutte le leggi e tutti i meccanismi così bene da distinguere con difficoltà tra recita e vita quotidiana. È questo lo spunto di riflessione che il regista ha suggerito ai presenti, sottolineando come il teatro italiano non abbia mai conosciuto una caduta simile a quello inglese semplicemente perché, a detta sua, non è mai salito così in alto come quello d’oltremanica.

 

Teatro Romano, week end di cultura

Milano Teatro Romano, week end di cultura Per le Giornate europee del patrimonio sabato 25 e domenica 26 settembre il “gigante” riportato alla luce sotto la Camera di commercio si mette in mostra. Alla base della due giorni Gep, promossa a partire dal 1991 dal ministero dei Beni culturali, c’è la possibilità di visitare gratuitamente monumenti, siti paesaggistici e naturali di tutte le regioni italiane. I principali protagonisti di questi lavori sono stati l’Istituto di archeologia diretto da Silvia Lusuardi Siena , docente di archeologia medievale, la scuola di specializzazione di archeologia guidata da Maria Pia Rossignani e numerosi studenti e specializzandi della Cattolica che hanno contribuito al rinvenimento di parte del teatro. E saranno loro i protagonisti del weekend culturale in quanto potranno spiegare a tutti i visitatori l’esperienza di aver recuperato un patrimonio storico nel centro di Milano e di garantire una guida scientifica a chi non è un “addetto ai lavori”. Grazie a questo lavoro di recupero e di studio il teatro romano di Milano è un fiore all’occhiello della Mediolanum di età augustea, cioè del primo secolo dopo Cristo. La parte visitabile del sito – afferma Furio Sacchi (foto a sinistra) docente di archeologia classica che ha seguito il progetto fin dall'inizio – nell’edificio della camera di commercio è di circa 450 metri quadrati. Sotto il palazzo della Camera di commercio e della Borsa quindi, c’è una parte della Milano antica che aspetta solo di essere scoperta.

 

Il teatro e il mio ‘lavoro’ da don

cattolicapost Il teatro e il mio ‘lavoro’ da don Andrea ha incontrato in modo inusuale il master in “Azioni e interazioni pedagogiche attraverso la narrazione e l’educazione alla teatralità” . Ma anche nel ruolo di vice-parroco quello che ha imparato non è solo una passione ma si sta rivelando una missione. dicembre 2018 di don Andrea Ballarin * Sono vie poco usuali quelle che mi hanno portato al master “Azioni e interazioni pedagogiche attraverso la narrazione e l’educazione alla teatralità ” . Non ho fatto il classico percorso universitario di laurea triennale e magistrale, ma ho frequentato il seminario diocesano di Modena, conseguendo il baccalaureato in Sacra Teologia presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Reggio Emilia, e sono stato ordinato prete nel 2016. La metodologia pratico-teorica mi ha permesso di sperimentare prima di tutto sulla mia pelle la proposta di Educazione alla Teatralità che ci è stata offerta, di essere io il primo a poterne beneficiare e a scoprirne la validità per la crescita umana integrale della persona. Il lavoro che abbiamo svolto insieme è partito dalle basi, dalla grammatica dell’educazione alla teatralità (linguaggio non verbale, linguaggio verbale, linguaggio dello spazio e della musica, manipolazione dei materiali e narrazione) per aiutarci poi a mettere in relazione questi linguaggio e poter costruire un nostro progetto creativo. Non solo riesco a proporre esperienze e laboratori di teatro, di narrazione, di lavoro con le arti espressive a bambini, giovani e adulti, ma mi sento capace di leggere all’interno di questi processi, di comprendere le dinamiche e le interazioni che si attivano e quelle da mettere in moto.

 

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