Dopo l’esperienza di tirocinio a Barcellona promossa dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica di Piacenza, altra partenza e altra nuova esperienza per gli studenti dell’Ateneo piacentino che sono giunti a Berlino, meta ambita dai giovani in cerca di opportunità e crescita formativa e professionale.

Un viaggio reso possibile dalla collaborazione tra la prof. Elisabetta Musi, docente di Pedagogia della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Ateneo piacentino, e Ferruccio Cremaschi di Zeroseiup, un’associazione culturale che da anni coltiva rapporti di studio e di scambio con numerosi servizi per l’infanzia e Centri di ricerca educativa della Comunità Europea.

È il secondo anno che il Corso di Pedagogia dei servizi per l’infanzia in Italia e in Europa organizza un viaggio-studio al di fuori dei confini geografici italiani.

La prima volta alcuni nidi, scuole e centri di documentazione educativa di Barcellona hanno visto arrivare un gruppo formato da studenti, educatori e pedagogisti impegnati quotidianamente nel lavoro educativo, gruppo che è cresciuto di numero in occasione di questo secondo viaggio, per il quale 12 tra studenti e studentesse sono partiti dalla Cattolica di Piacenza per raggiungere i servizi d’Oltralpe.

Gli studenti piacentini hanno soggiornato nella capitale tedesca per alcuni giorni, e al rientro in Italia hanno descritto questa esperienza come una preziosa opportunità per immergersi in un contesto culturale diverso, con la possibilità di arricchire il proprio percorso formativo e il proprio curriculum formativo, grazie all’incontro con diverse realtà educative.

Susanna descrive l’esperienza come stimolante, per allargare i propri orizzonti e rinforzare il valore dell’incontro; Francesca sottolinea il livello teorico alto in tutti i “Kita” (asili) visitati, nei quali Elena ha colto il desiderio e la volontà di sperimentare nuove pratiche educative e didattiche; Lara e Chiara osservano in modo particolare il clima emotivo in cui il rapporto educativo si sviluppa, libero da ansie di controllo, e grazie al quale i bambini possono sperimentare in modo sereno e tranquillo la propria fisicità.

Per Martina tutto questo è sostenuto dalla fiducia nelle diverse abilità che i bambini possiedono, fiducia costruita grazie allo stretto legame con le famiglie, da sempre al centro della proposta educativa, considerata da Letizia motore di sviluppo del bambino e dell’intero nucleo familiare.

Matteo, al primo contatto coi servizi per l’infanzia, ma con alle spalle diverse esperienze educative in sud America, si sofferma sulla struttura fisica, l’organizzazione degli spazi, dei tempi e del paradigma teorico a cui questi fanno riferimento. Mattia, già presente anche a Barcellona, ha apprezzato la varietà nella caratterizzazione dei servizi (tesi a valorizzare ad esempio il rapporto con la natura e gli animali, l’attività di movimento, la relazione con l’acqua…) che ha offerto una quantità di stimoli ed esperienze da suggerire e realizzare anche noi “nostri” servizi per l’infanzia.

Tutti gli studenti coinvolti in questa esperienza di incontro e conoscenza, concordano nell’utilità di dare forma e sostanza alla teoria partecipando a iniziative di visita e confronto con altre realtà educative, di dialogo con gli educatori e i pedagogisti che li realizzano, in modo da verificare l’efficacia del proprio percorso di studio e aprirsi all’attività di esplorazione e ricerca che qualifica la professionalità educativa anche dopo aver concluso la formazione universitaria.