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Dopo Covid, convivere con l’imprevedibile

Da quella pandemia che ha messo in discussione le nostre certezze e che ora ci costringe a rivedere i nostri schemi, sia quelli personali che quelli delle imprese. Sono stati, infatti, ripescati numerosi libri che parlano di epidemia e di virus: quello ad esempio di Sylivia Browne “ Cosa ci riserva il futuro ”, di David Quammen “ Spillover ”, di Niccolò Ammaniti “ Anna ”, di Roberto Burioni “ Virus. Anche l’economia non è una scienza esatta perché legata all’uomo e l’uomo è legato a un avvenire che non è il futuro. Ne è convinto anche Robiglio affermando che «è necessario riappropriarci del tempo per riuscire ancora a fare impresa e che bisogna mettere al centro la persona, le competenze, i saperi come nel Rinascimento; la persona è il vero driver dell’economia e ha bisogno di formazione continua. Abbiamo voglia di mettere la persona al centro dell’azienda? Dobbiamo sapere che la persona è un disastro, si ammala, non è competente, a volte è incapace, complessa. Per Petrosino l’avventura umana non è una passeggiata nei boschi, dobbiamo liberarci dall’idea del successo poiché l’uomo è chiamato a un compimento che non coincide con il successo, nemmeno quello professionale poiché il lavoro non coincide con la professione. Non dobbiamo cadere nella trappola di considerare il fallimento che è ciò che nella vita si incontra, che è una condizione, una obiezione alla vita.

 

Lavoro domestico e di cura, un carico ancora tutto al femminile

Lo studio Lavoro domestico e di cura, un carico ancora tutto al femminile Secondo una ricerca di Laboratorio Futuro , promosso da Istituto Toniolo e Università Cattolica, il 74% delle italiane dice di occuparsi interamente della famiglia e una donna su due non lavora. È quanto emerge dalla ricerca promossa da Laboratorio Futuro , l’osservatorio nato un anno fa per iniziativa di Istituto Toniolo e Università Cattolica, coordinato dal demografo dell’Ateneo di largo Gemelli Alessandro Rosina . L’investimento sull’educazione a tutto tondo, con 150 milioni di euro per i centri estivi: «Lo abbiamo fatto perché bambini e giovani sono stati privati del mondo educativo della scuola e le donne sono state caricate del lavoro di cura». Il gap di genere emerge soprattutto nel mondo del lavoro, dove, oltre al basso livello occupazionale, troviamo anche una forte diseguaglianza salariale , con le donne più presenti nei lavori meno remunerativi, anche a livello dirigenziale. Le differenze di genere in questo ambito si traducono in quella che l’avvocatessa Manuela Ulivi , fondatrice della casa di Accoglienza delle donne maltrattate di Milano, chiama “violenza economica”, che è «terreno fertile per creare posizioni di dominio e sudditanza». Inoltre, se il 51% delle donne intervistate dichiara di essere contenta che il partner si occupi delle finanze famigliari, si intravvedono delle opportunità nel fatto che il 36,9% prenda decisioni da sola sull’uso del denaro (contro il 16,9% degli uomini) e il 46,9% chieda il consenso al partner (contro il 65% dell’altro sesso). Se c’è qualcosa che manca, ha detto la ministra Bonetti , è l’obiettivo di fare delle politiche non solo assistenziali ma anche di promozione e di stimolo per cambiare la cultura.

 

Idee da The day after Covid-19

L'analisi Idee da The day after Covid-19 Otto docenti dell’Università Cattolica, attingendo alla propria disciplina, hanno immaginato di essere nel post-pandemia per raccontarci il giorno dopo da diversi punti di vista. Fausto Colombo , direttore dipartimento Scienze della comunicazione e dello spettacolo, nel video La rete come non l’abbiamo mai usata spiega che è in atto una vera rivoluzione soprattutto per quanto concerne l’uso dei media. Anche lo smart working richiederà nuove forme di utilizzo di smartphone e tablet, così come la pubblicità per ripartire dovrà essere spalmata su tutti i media. Terza parola è l’incertezza epistemica conoscitiva: non sapere cosa avverrà dopo, crea ansia, sofferenza, così come le scelte di carattere pubblico vengono compiute in una condizione di incertezza. I social ci hanno permesso di mantenerci in contatto con i nostri cari ma c’è il rischio di crisi delle autentiche forme di socialità, della perdita di contatti umani veri. L’impatto sull’industria dell’intrattenimento, dei media e della tv è stato potente, spiega Massimo Scaglioni , docente di Storia, economia e marketing dei media, nel video Il nuovo sistema delle industrie culturali . La tv ha trasmesso alcune delle immagini che sono già storia come per esempio la preghiera di papa Francesco in piazza San Pietro, vuota ma piena di 17 milioni di spettatori.

 

Governare le aspettative per superare l'emergenza

L'onda del contagio del Covid-19 è ineludibile, ma possiamo spezzarne il fronte in onde sempre più piccole che lambiranno così con minor impatto la nostra amata spiaggia, il nostro Paese. Dobbiamo comprendere che le nostre aspettative sul futuro guidano le nostre azioni nel presente che a loro volta condizioneranno gli effetti sul futuro stesso. Ciascuno di noi agisce in base alle proprie convinzioni, alle idee che sviluppa beneficiando delle informazioni (anche sull'agire degli altri) che raccoglie nel tempo, nonché in base alla propria conoscenza pregressa. Dalla varietà di letture e interpretazioni della realtà che ognuno di noi elabora discendono azioni che possono anch'esse differire molto le une dalle altre. La lettura che le scienze economiche e sociali ci offrono di alcuni fenomeni complessi diventa quindi solo una delle possibili letture e comprensioni che gli individui possono raggiungere nel loro percorso di apprendimento e interpretazione della realtà. È infatti in questa poliedricità interpretativa dei singoli cittadini che si manifesta anche la difficoltà di coordinare un comune sentire e, quindi, un coerente comune agire di fronte a problemi complessi come quello che stiamo affrontando tutti in questi giorni per l'emergenza Covid-19. È in questo spazio che la ricerca delle scienze cognitive, dell'economia comportamentale e della teoria dei giochi ci offrono uno sguardo profondo sull'essere umano e sul suo modo di agire.

 

La biblioteca oggi, tra cartaceo e digitale

Brescia La biblioteca oggi, tra cartaceo e digitale Il Creleb ha riunito in Cattolica esperti per analizzare il valore economico, sociale e culturale della biblioteca nella società attuale. by Bianca Martinelli | 07 dicembre 2016 Divisa tra il fascino dei voluminosi depositi di libri e l’innovativa rivoluzione del web e del digitale, la biblioteca di oggi vive la dicotomia tra la continuità del cartaceo e le trasformazioni in termini di velocità e smaterializzazione introdotte dal digitale. La doppia natura di questa luogo è stata illustrata nel seminario Library Telling , in cui vari esperti del settore bibliotecario bresciano e nazionale sono intervenuti per portare la loro personale esperienza professionale. Il direttore del Centro di ricerca europeo libro, editoria, biblioteca (Creleb) Edoardo Barbieri ha raccontato che «oggi per ottenere informazioni veloci Internet è uno strumento imbattibile. Nell’era degli smartphone la biblioteca non deve più essere mero strumento di accesso all’informazione, bensì diviene centro autorevole di sviluppo di una conoscenza di livello superiore e approfondito». Volgendo lo sguardo alla realtà italiana in generale, e bresciana in particolare, i fatti non sono di minor interesse: «La realtà bibliotecaria crea tre tipi di valori: culturali, sociali ed economici – ha sottolineato Alberto Bettinazzi , responsabile del sistema bibliotecario Brescia-Est». Negli ultimi anni ci siamo dovuti confrontare con una visione ragionieristica dei contenuti, abbiamo dovuto dimostrare di essere in grado di reggerci economicamente e, nel contempo, di essere in grado di creare un valore per società».

 

Professione pedagogista

Un professionista che conosce il valore delle diverse parti e dei differenti contributi (antropologico, storico, psicologico, sociologico) e che ha uno sguardo d’insieme di coordinamento e di progettazione. Il sindaco Del Bono ha sottolineato che “se si vuole una società equilibrata e inclusiva, se vuoi accettare le sfide del presente serve lavorare sulla formazione delle persone. Sviluppare la propria intelligenza, essere creativi, essere competenti, essere adatti al mondo che si sta vivendo. Abbiamo bisogno di formatori, abbiamo bisogno di pedagogisti”. Presente anche il preside prof. Luigi Pati , docenti e ricercatori della facoltà i quali hanno ricordato che la professione del pedagogista è oggi normata nell’ambito della legge 205/2017. In modo particolare, il comma 594 indica in modo dettagliato l’elenco degli ambiti professsionali del pedagogista, l’attribuzione del dell’abilitazione (che precedentemente non esisteva) e la qualifica del livello retributivo. La mattinata si è conclusa con una serie di workshop dedicati ai vari settori di specializzazione di questo corso di laurea.

 

Neet/Non-Neet, un test scaccia crisi

MILANO Neet/Non-Neet, un test scaccia crisi Un decalogo sintetico, poco più di un gioco, che mette a confronto l’atteggiamento dei giovani che non studiano e non lavorano rispetto a quello di chi crede nelle proprie capacità e cerca con tutte le forze il futuro che merita. by Velania La Mendola | 03 marzo 2016 I Neet , acronimo inglese per Not in Education, Employment or Training , sono i giovani che non studiano e non lavorano : un fenomeno purtroppo in crescita che conta 2,4 milioni di persone in Italia. Indicatori ufficiali e dati di ricerche scientifiche alla mano, disegna anche un percorso di riscatto possibile, che passa attraverso il cambio di atteggiamento verso le nuove generazioni, l’attenzione ai talenti giovani, l’investimento nelle nuove competenze, il sostegno dell’intraprendenza. Ma non è solo il contesto o la politica che condiziona il futuro dei giovani, conta anche il loro atteggiamento di fronte alla crisi, alle difficoltà, alle ingiustizie. Ecco allora un decalogo , sintetico, che mette a confronto l’atteggiamento dei Neet rispetto a quello di chi invece crede nelle proprie capacità e cerca con tutte le forze il futuro che merita. neet #giovani #futuro Facebook Twitter Send by mail Print Neet | Non Neet Vai al decalogo per il test.

 

A Samo, per fare teatro e pedagogia

Brescia A Samo, per fare teatro e pedagogia È la storia del'educatorel 25enne Michele Senici, che nel campo profughi dell’isola greca ha avviato un progetto che usa il teatro come strumento funzionale ad interventi di pedagogia d’emergenza. L’esperienza di Michele Senici , laureato a pieni voti in Scienze dell’educazione alla Cattolica di Brescia, è una storia d’eccezione svolta in un contesto - quello del campo profughi dell’isola di Samo, situata ad un km dalle coste della Turchia - che per molti è sinonimo di quotidianità. Un’area in cui confluiscono bambini, ragazzi, uomini, donne e famiglie nati e cresciuti nel mezzo della guerra, con alle spalle un bagaglio di dolore, traumi e perdite. Vi rimane un mese, durante il quale lavora alla scuola Mazi, che in greco significa insieme , e il cui nome racconta di quella condivisione che ne anima l’intera attività. Una storia esemplare che ha il suo inizio in Italia, dove Michele lavora da anni come educatore professionale e ha fondato il marchio Pro Teatro . Tornerò» racconta Michele, all’indomani dalla discussione della sua tesi di laurea in cui racconta modalità ed esiti del progetto. Nel frattempo, per conoscere la sua storia e sostenere le iniziative della Onlus, è possibile mettersi in contatto con lui e Pro Teatro tramite i social network Facebook e Instagram.

 

Eredi & Innovatori, giovani protagonisti

GIORNATA UNIVERSITARIA 2018 Eredi & Innovatori, giovani protagonisti Per la Giornata universitaria , giovedì 19 aprile a Milano incontro aperto alla città con l’inaugurazione nei chiostri dell’ installazione ideata per l'Ateneo dallo Studio Giò Forma . Giovani protagonisti della storia ”, giovedì 19 aprile , nel contesto della settimana milanese dedicata al design e all’innovazione, l’Ateneo aprirà la sua sede storica di Milano in largo Gemelli per un evento rivolto agli studenti, ai laureati e alla città. Nel Cortile d'Onore alle ore 17.30 (scarica il programma) , dopo l'intervento del rettore Franco Anelli , il professor Aldo Grasso dialogherà con alcuni giovani alumni dell’Ateneo, protagonisti di storie di progettualità creativa, per interpretare il tema della Giornata Universitaria a partire dalla loro concreta esperienza. Costruita attorno ad alcune parole suggerite da Emilio Isgrò , Roberto Cingolani , direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Aldo Grasso , e due giovani alumni dell’Ateneo, Margherita Casale e André Ndereyimana , l’Installazione sarà visibile nel primo chiostro dell’Ateneo. Oggi più che mai c’è bisogno che i giovani si sentano protagonisti e che vivano il presente coscienti del loro passato e dell’eredità ricevuta. Credo che i giovani abbiano bisogno soprattutto di sentire che ci si fida di loro; devono essere aiutati a guardare avanti». BRESCIA, LEZIONE SU GIOVANI E IMPRESE Finanza, innovazione, comunicazione: nuove frontiere del capitalismo globale per giovani e imprese è il tema della lezione aperta promossa nella sede di Brescia dell’Ateneo in occasione della 94a Giornata Universitaria.

 

La città del futuro

Brescia La città del futuro Sanità, turismo e impresa al femminile: nel “Libro bianco di co-progettazione territoriale integrata Brescia 2030” concertato dal Comune coi due Atenei cittadini, presentati 16 progetti per una città sempre più smart, attrattiva e tecnologicamente evoluta. Sono alcune delle 16 proposte concrete elaborate da quattro tavoli di lavoro che, chiamati dal Comune di Brescia e coordinati dall’Università degli Studi e dalla Cattolica di Brescia, si sono confrontati per individuare le linee guida e metodi applicativi per la città del futuro. Quello attuale è infatti un punto di partenza: i progetti potranno essere implementati, aggiornati, trovare finanziamenti per poi, infine, divenire fatti concreti. Riflettori punati anche sulle evoluzioni dell'industria 4.0, con progetti che mirano alla promozion di ambienti innovation friendly, e all'istituzione di percorsi di affiancamento alle aziende locali nella svolta di trasformazione digitale. Esempio concreto di questa sfida è InnexHub che, nato sotto la supevisione dell'Associazione Industriali Bresciani (Aib), si pone l'obiettivo lungimirante e fattibile di condurre il sistema imprenditoriale dei territori della provincia bresciana, di Mantova, e Cremona, verso un progressivo avvicinamento al digitale, fondamentale per rimanere sul mercato.

 

Università e lavoro, i consigli degli esperti

Stage e placement Università e lavoro, i consigli degli esperti Dieci professionisti di diversi settori lavorativi e imprenditoriali hanno incontrato gli studenti nel corso della prima edizione del Career Day della sede di Brescia. Gli studenti e i laureati di tutte le facoltà e corsi di laurea hanno incontrato recruiter e manager aziendali ed hanno presentato personalmente la propria candidatura. Mente aperta e propensione a fare nuove esperienze sono le attitudini fondamentali che gli studenti devono avere secondo Andrea Busato di Safilo Group: «Occorre essere pronti ai cambiamenti: quando il treno delle occasioni passa, bisogna accoglierlo e sopravvivere alle novità». Il consiglio di Lorenzo Dornetti di AGF Group, è invece quello di «partire sempre dalla realtà: oggi una posizione lavorativa su tre riguarda il settore Sales &; marketing, pertanto anche chi sta effettuando un percorso di studi diverso dovrà fare i conti con questo fattore». Sul “Dovere di sapere e il desiderio di conoscere” si è incentrato l’intervento di Stefano Scarpa che agli studenti ha detto: «Occorre crederci, impegnarsi e provarci ma evitate sempre le scorciatoie. Quello che ha fatto Adelaide Corbetta di Adicorbetta, unica donna fra i relatori, come ha tenuto a sottolineare, che ha incalzato gli studenti a studiare la grammatica, fondamentale nell’attività di comunicazione. carriera #orientamento #lavoro #futuro #aziende #careerday Facebook Twitter Send by mail Print LE TESTIMONIANZE Il Career Day della sede di Brescia dell'Ateneo è stato aperto dalle testimonianze di dieci professionisti e imprenditori , coordinati da Alberto Albertini , curatore dell’evento.

 

Luce solare, antica energia del futuro

Brescia Luce solare, antica energia del futuro Oggi un convegno in Cattolica racconterà le straordinarie potenzialità connesse all’uso dell’energia solare. Si parlerà di architetture solari dall’antichità ai nostri giorni ma anche delle odierne ed emergenti tecnologie fotovoltaiche. Il GSES - Gruppo per la storia dell’energia solare aprirà le danze con un affascinante excursus storico intitolato “Luce ed energia nell’epoca di Internet”: una relazione in cui si racconterà il linguaggio che ha accompagnato nelle varie epoche la comprensione del mondo della luce del sole. Si partirà dalle espressioni utilizzate nella mitologia e nelle religioni, fino alle recenti rivoluzioni tecnologiche e scientifiche basate sull’uso della luce, senza dimenticare le teorie approntate da Galileo Galilei nel 1600, e l’ormai nota potenza informativa di Internet. Dalle radici storiche alla quotidianità più attuale e concreta: nel corso del convegno ci sarà spazio per raccontare anche i contributi italiani al settore. Due novità presentate: la società Varese Risorse del Gruppo A2A, con il primo impianto solare termico integrato con una rete di teleriscaldamento realizzato in Italia; e l’impianto STEM (Solare Termico Magaldi) - di livello mondiale - inaugurato qualche mese fa a San Filippo di Mele in Sicilia dalla Magaldi Power. La società salernitana è impegnata nello sviluppo di questo impianto solare a concentrazione con l’immagazzinamento del calore solare nella sabbia, quindi in grado di funzionare, come le centrali a combustibili fossili, anche quando il sole non c’è più.

 

Lavoro, dunque sono!

Brescia Lavoro, dunque sono! Il convegno ha affrontato la controversa questione dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e del basso tasso occupazionale. Cause del deficit: la crisi economica e un eccesso di familismo, il rimedio è saper puntare su competenze umane. by Bianca Martinelli | 16 marzo 2017 Tra le questioni contemporanee che più necessitano di un’accurata riflessione, quella del rapporto problematico tra giovani e ingresso nel mondo del lavoro è certamente una della più urgenti. Di quest’urgenza – tale poiché inscindibilmente legata al futuro di intere generazioni – delle cause e delle competenze da mettere in campo per giungere ad una soluzione, si è parlato nel convegno “La vocazione del lavoro, il lavoro come vocazione”. In questo senso, le politiche dello Stato non dovrebbero essere rivolte solo all’erogazione di sussidi e aiuti alle classi sociali in difficoltà e ai ceti bassi, ma anche ragionare in prospettiva, tenendo conto dell’inevitabile ricambio generazionale. Un dato di grande interesse che emerge nella terza parte dello studio è dato da quella che viene definita “mappatura delle propensioni di studio” in cui si dà notizia di come un’eccessiva attitudine possa accentuare il distacco e l’allontanamento dei ragazzi da una concezione lavorativa. In questo contesto trovano infine spazio ipotesi e strategie da mettere in atto per arginare l’emergenza: tra queste spiccano i recenti programmi d’inserimento degli studenti negli ambienti lavorativi, come ad esempio è il caso dell’alternanza scuola-lavoro, o la possibilità di corredare il proprio curriculum vitae con esperienze formative all’estero.

 

Laboratorio Futuro mappa l’Italia

ricerca Laboratorio Futuro mappa l’Italia La nuova iniziativa dell’Istituto Toniolo produrrà ricerche inedite e proiettate ai prossimi dieci anni, grazie a cui sarà possibile fotografare con precisione i grandi cambiamenti in arrivo by Federica Vernò | 16 ottobre 2019 Delineare la nuova mappa sociale dell’Italia dei prossimi anni attraverso indagini e ricerche. È l’obiettivo di “ Laboratorio Futuro ”, la nuova iniziativa promossa dall’Istituto Giuseppe Toniolo (ente fondatore dell’Università Cattolica), che dal 2012 promuove il Rapporto Giovani , il più ricco e completo osservatorio sulla realtà giovanile in Italia. Ed è proprio dall’esperienza del Rapporto Giovani che nasce questo nuovo progetto allo scopo di aiutare il Paese a giocare d’anticipo: attraverso ricerche inedite e proiettate ai prossimi dieci anni, grazie a cui sarà possibile fotografare con precisione i grandi cambiamenti in arrivo. Sarà, così, a disposizione di tutti uno strumento di conoscenza per orientarsi nella complessità del presente, per compiere scelte migliori, per individuare politiche più efficaci. Laboratorio Futuro opera attraverso l’approfondimento di temi specifici, individuati grazie alla Partnership con IPSOS perché percepiti come urgenti dall’opinione pubblica oppure individuati dal Laboratorio per le importanti ricadute sociali. Il Laboratorio esamina la situazione attuale e, in termini il più possibile divulgativi, tratteggia alcuni possibili scenari a dieci anni per il Paese. Lavoro, innovazione scientifica e tecnologica, immigrazione, istruzione, istituzioni, demografia, interdipendenza globale, rapporto tra le generazioni, ambiente, convivenza sociale: questi i temi del Laboratorio.

 

Con Brescia 2030, uniti per la città futura

Brescia Con Brescia 2030, uniti per la città futura Siglato il protocollo tra il Comune di Brescia e i due atenei bresciani che saranno uniti per lo sviluppo economico, culturale e sociale di Brecia. Brescia2030 , questa la denominazione del protocollo – è infatti un percorso di co-progettazione per una visione condivisa di sviluppo del territorio di Brescia promosso dal Comune e dalle Università. Nel concreto ci si focalizzerà su quattro diverse aree di lavoro: Salute e Benessere , Formazione e Istruzione , Cultura e Turismo , Industria e Impresa , analizzate anche in un’ottica che mira alla sostenibilità, all’internazionalizzazione, alla mobilità, alla diminuzione della fragilità sociale e a un’immigrazione sostenibile. Il percorso di co-progettazione Brescia 2030, iniziato lo scorso 8 marzo, ha coinvolto oltre 50 realtà portatrici di interesse per la città e la provincia in uno sforzo di immaginazione e progettualità per il territorio aree. comune #universita #collaborazione #sinergia #citta #futuro #brescia2030 Facebook Twitter Send by mail Print.

 

De Bortoli: «L’Italia si salverà»

Lo ha affermato Ferruccio de Bortoli intervenendo in Cattolica il 14 ottobre alla presentazione del suo nuovo libro “ Ci salveremo. Appunti per una riscossa civica ” organizzata dal Dipartimento di Sociologia nell’ambito dei seminari “Sfide del nostro tempo”. Temi ripresi anche dal professor Guido Merzoni , preside della facoltà di Scienze politiche e sociali, che ha condiviso la preoccupazione per la qualità del dibattito sulle condizioni del nostro Paese al fine di ripensare l’assetto complessivo del vivere civile. Merzoni ha messo in luce l’inadeguatezza del ricambio generazionale, il rischio di individualismo anche nel volontariato, la crisi dei legami sociali, lo sgretolarsi dei corpi intermedi, la mancanza di riferimenti all’identità nazionale e agli elementi che uniscono. Di contro ha citato come elementi positivi la riscoperta del senso di comunità, l’essere cioè consapevoli degli elementi che uniscono e il riproporre una memoria condivisa quale antidoto a risorgere oltre i nazionalismi: «L’Italia può salvarsi perché ha un patrimonio inestimabile di persone di qualità». Il tema della salvezza, richiamato nel titolo del libro, è stato ripreso anche dal professor Marco Lombardi , direttore del Dipartimento di Sociologia, quale monito a un impegno personale, fondato sull’uomo, declinato verso il futuro e aperto alla speranza. Lombardi ha richiamato a una responsabilità educativa, necessaria per raggiungere tali obiettivi, che richiede «piedi ben piantati per terra, schiena dritta, sguardo verso il cielo».

 

Brescia, città dell'incontro e dell'educazione

Brescia Brescia, città dell'incontro e dell'educazione I 50 anni della sede bresciana dell’Università offrono lo spunto per raccontare la una sfida educativa che guarda al futuro. Questa è la sfida passata e attuale che l’Università Cattolica continua a raccogliere, ben consapevole di come il vantaggio competitivo dato dall’avere una laurea oggi non basti più, occorrono capacità e valori aggiunti”. Sul ruolo educativo rivestito dall’ateneo bresciano è d’accordo anche il sindaco Emilio del Bono : “Cinquant’anni di presenza dell’Università Cattolica a Brescia hanno lasciato il segno, in positivo. Quello dell’educazione è infatti un tema assai importante per una città come la nostra, in cui risiedono il maggior numero di immigrati regolari di oltre 150 diverse nazionalità diverse. Perché una città continui ad essere educata, abbiamo bisogno di enti ed agenti educatori che, a loro volta, necessitano di un percorso educativo eccellente”, ha infine concluso il primo cittadino. Resilienza è un termine di derivazione fisica - indica quei materiali che, anche se stimolati o sottoposti a pressione, non si deformano – che è poi stato mutuato dalle scienze sociali per indicare un tipo di persona o di realtà capace di superare indenne, reagendo, situazioni di criticità. E Brescia , impossibile dimenticarlo, dopo la strage di piazza della Loggia avvenuta in quel drammatico 28 maggio del 1974, è una città resiliente per eccellenza.

 

A lezione di giornalismo sportivo

Brescia A lezione di giornalismo sportivo I giornalisti sportivi Gabriele Romagnoli e Giovanni Bruno – direttori di RaiSport e SKY Sport - hanno tenuto una lezione aperta agli studenti dello Stars. Protagonista l'informazione sportiva, agli studenti hanno detto: lavorate allargando i vostri orizzonti. by Roberta Angeli | 16 maggio 2017 Dal Giro d’Italia alla partita di calcio della domenica sera: è stato lo sport il protagonista assoluto di Ogni maledetta partita. Ospiti d’eccezione niente meno che i direttori delle due grandi testate televisive sportive di riferimento in Italia, RaiSport e SkySport: i giornalisti Gabriele Romagnoli e Giovanni Bruno. A metà tra i toni formali delle aule universitarie e le chiacchiere tra amici, l’incontro è stato moderato da Giorgio Simonelli , critico e storico della radio e della televisione, e l’occasione per gli studenti di ascoltare aneddoti e consigli da chi nel settore ci lavora da tutta una vita. Collaborate con diverse testate giornalistiche, lavorate tanto sui social e sul web, inventatevi situazioni diverse: non solo la testata a carta stampata o televisiva, lavorate allargando l’orizzonte». ha sottolineato Romagnoli - Se uno trova la propria voce, il proprio sguardo rispetto allo sport, alla politica… in seguito trova la sua strada».

 

Le politiche industriali del futuro? Si studiano con l’Hackaton

Piacenza Le politiche industriali del futuro? Si studiano con l’Hackaton A Piacenza maratona di progettazione condivisa in cui studenti ed esperti hanno lavorato per costruire ipotesi di politiche operative. aprile 2019 Discutere e costruire le politiche industriali del futuro: è questa la sfida lanciata agli studenti del corso di Politica economica avanzata della LM in Gestione d’azienda dell’Università Cattolica con l’ Hackaton sulle tecnologie della digitalizzazione. Una sfida tra centoventi studenti divisi in ventotto team e promosso con il supporto del think tank Tortuga (tortuga.eu), un gruppo di laureati e laureandi provenienti da diversi atenei italiani, impegnato nello sviluppare suggerimenti di politiche sui temi più rilevanti dell’economia italiani. Gli studenti si sono occupati di incentivi fiscali alle imprese come iperammortamento e supermmortamento, di patent box, di credito di imposta alla ricerca, di Nuova Sabatini, di incentivi alla creazione di startup, di promozione di incubatori, di supporto al capitale umano ed alla formazione, di politiche regionali e nazionali. I ragazzi si sono confrontati con un ampio nucleo di esperti accademici e professionisti che hanno interagito con loro nelle sessioni in aula e nel lavoro svolto in gruppo. Al secondo posto il team di Alessandra Fiamenghi, Sara Cantamessa, Lucrezia Lucini e Gabriele Petrone che hanno presentato un voucher per la riorganizzazione aziendale, in grado di supportare le imprese nei processi di adattamento alle nuove tecnologie. hackaton #politicheindustriali #futuro Facebook Twitter Send by mail Print Hackaton Un evento durato una settimana, con due sessioni di lavoro nelle aule della sede piacentina in collaborazione con Tortuga e Aster .

 

Estrarre benzina dall'acqua, si può!

La nostra società è basata sui combustibili fossili – ha raccontato il ricercatore - Essi permeano l’essenza stessa della società moderna, permettendo di produrre elettricità, riscaldare le nostre case, cucinare il nostro cibo e muovere i nostri veicoli. Combinando questi due elementi in un reattore Fischer Tropf, è possibile produrre catene di idrocarburi adatte ad essere utilizzate nei motori esistenti, come recentemente dimostrato dal “Naval Research Laboratory” della marina degli Stati Uniti, e da altre istituzioni civili in paesi come Israele, Germania e Islanda. I combustibili prodotti in questo modo sono inoltre molto puri, cosa che produce una maggiore efficienza nel motore, e non contengono le impurità presenti nei conbustibili tradizionali quali mercurio e zolfo. Infatti, malgrado lo sviluppo di molte promettenti tecnologie ci sono ancora importanti problemi pratici da superare: nel caso delle energie rinnovabili, specialmente solare ed eolico, il problema principale èla loro dipendenza dal tempo atmosferico. Tuttavia, avendo definito il problema in questo modo, la soluzione ideale sarebbe utilizzare le energie alternative per produrre combustibili ecologici che possano essere utilizzati da tutti i macchinari originariamente intesi per i combustibili fossili. Ma quali saranno vantaggi concreti derivati dall’applicazione di questa incredibile scoperta? «I combustibili sintetici convertono l’energia prodotta da fonti rinnovabili in un comune idrocarburo semplice da stivare e maneggiare e nel fare ciò risolvono il problema gravoso della dipendenza dal tempo atmosferico, che le rende imprevedibili e intermittenti. Permettono inoltre di mantenere l’attuale infrastruttura economica senza significativi processi di adeguamento, contrariamente ad altre tecnologie come per esempio l’idrogeno, che comunque è affetto da problematiche ancora da risolvere.

 

A lezione con Gomez e Corcione

by Elisa Belussi | 28 marzo 2019 Passione, impegno e adattamento sono tra i requisiti più importanti per la professione, soprattutto ora che l’informazione si spinge sempre più oltre i canoni tradizionali, abbandonando la carta a favore del web. Sapersi cimentare nei campi più disparati, mettersi in gioco e lavorare in squadra: caratteristiche fondamentali per Peter Gomez , direttore de ilfattoquotidiano.it, tra i primi ospiti del ciclo di incontri, introdotto da Gerolamo Fazzini del quotidiano Avvenire. Oggigiorno, infatti, l’informazione sta vivendo una fase in cui il giornalismo a stampa ha ancora un peso politico rilevante, ma la rete si sta facendo sempre più spazio, affiancata dalla televisione. Ovviamente, nel passaggio dalla dimensione cartacea all'online l’informazione cambia sfumatura, pubblico e contenuti: se il primo è fortemente identitario, il secondo è più eterogeneo, multisfaccettato, di semplice e rapida lettura. Open.online, diretto da Massimo Corcione e fondato da Enrico Mentana , è un giornale online che si pone l’obiettivo di coinvolgere i giovani nel vasto mondo dell’informazione, proponendo articoli e servizi brevi, interagendo ampiamente con i propri lettori tramite i social. Corcione interpreta il giornalista come una figura poliedrica, in grado di cogliere i tanti aspetti di una carriera sempre più multidisciplinare. Come i relatori hanno sostenuto durante l’incontro, per essere giornalista ormai non basta più saper scrivere, ma sapersi adattare con le diverse realtà del settore, proponendosi come un professionista a 360°, in grado di interfacciarsi con quante più realtà possibile.

 

L’editoria, com’era e com’è

Brescia L’editoria, com’era e com’è Parla Walter Barberis, presidente della casa editrice Einaudi, docente universitario e giornalista, che ha scortato gli studenti in una cavalcata attraverso le fasi salienti e i cambiamenti che hanno colpito il settore delle pubblicazioni. Un approfondimento sulla storia dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento, per raccontare come sono nate e cresciute quattro realtà leader del panorama editoriale italiano: Mondadori, Rizzoli, Laterza ed Einaudi. Estremamente diverse tra loro, si sono fatte portavoce di specifiche esigenze dei consumatori, dalle cartoline alla rivoluzione delle riviste femminili, le edizioni scolastiche, l’enciclopedia, i saggi scientifici e l’editoria generalista. E oggi qual è la chiave del successo in grado di “salvare” il settore? Forse l’eterogeneità. Nel contesto di una realtà in veloce cambiamento, occorre essere attenti alle nuove promesse del panorama letterario, e avere uno sguardo puntato verso il futuro: un dinamismo indispensabile per l’editoria e la comunicazione post moderna. “La mia vita è stata durissima ma estremamente fortunata” racconta un Barberis sorridente, da oltre quarant’anni al fianco di Einaudi. Una vita intensa, consumata tra Torino e Parigi, scandagliata da concorsi universitari, corsi di editoria e “tanti colpi di fortuna”, ha affermato il relatore durante la lezione.

 

Un campus sempre più green

Brescia Un campus sempre più green La Cattolica è capofila di un progetto per l’incremento della sostenibilità ambientale sia nella sede universitaria che sul territorio. by Bianca Martinelli | 20 novembre 2018 Operare in termini di sviluppo sostenibile significa pensare a un processo multidimensionale che possa sopperire ai bisogni attuali, ma che limiti gli effetti dell’impatto ambientale che graverà sulle generazioni future. Un tema più che mai attuale e che la Cattolica, in virtù delle competenze multidisciplinari delle sue facoltà e della sua missione educativa, ha deciso di affrontare in sinergica collaborazione con enti e istituzioni della città. Si tratta di un progetto a cui stiamo lavorando da mesi, su un tema di cui la Cattolica si occupa già da tempo con l’Alta Scuola per l’Ambiente – ha introdotto il direttore di sede Giovanni Panzeri . Dalle nostre analisi risulta infatti che proprio l’utilizzo di bottiglie incida in grossa parte sul consumo di plastica» ha anticipato Saverio Zetera di Aprica. Di sanità e sostenibilità ha invece parlato il neodirettore di Fondazione Poliambulanza Alessandro Triboldi che «inizierà con la Cattolica un programma di informazione, prevenzione allo spreco ed educazione alimentare. Infine, il valore fondamentale della co-progettazione è stato ribadito da Alfredo Ghiroldi di Fondazione Asm, che in partnership con la Cattolica si occupa di sostenibilità già dal 2013 «quando, in occasione delle celebrazioni del quarantennale del teleriscaldamento a Brescia, avviammo uno studio sulle capitali green d’Europa».

 

Career Day, parla Giovanni Rana

"Quando ero giovane io ogni mestiere era fatto da una persona, oggi per realizzare un prodotto occorrono figure professionali diverse e specializzate". Quando ho iniziato negli anni Sessanta mi occupavo personalmente della pasta e tre donne (di cui una era la mia fidanzata) preparavano il ripieno. Il messaggio è stato forte chiaro: per Giovanni Rana , uno dei leader mondiali del settore alimentare, re indiscusso di pasta fresca e tortellini, le idee e i sogni contano ancora. Già perché “le idee battono il capitale e la dimostrazione di questo l’ho avuta dal fatto che, di tante multinazionali, ne è rimasta una sola a competere nel mio settore”. Negli anni Ottanta, dopo uno straordinario successo ottenuto partendo praticamente dal nulla, l’azienda ha cominciato ad essere oggetto di contesa delle grandi industrie: Nestlè, Kraft, Barilla e Star iniziarono a buttarsi nella pasta fresca e alcune di quelle che si sono fatte avanti per acquistare la sua azienda. Ma io gli ho risposto di no. Mio figlio Gianluca stava finendo di studiare per venire a lavorare da me, aveva una grande passione ed era molto bravo. “Per il mercato statunitense produciamo tortelli da 80 gr l’uno e vasi di sugo tre volte grandi quelli che troviamo sui nostri scaffali in Italia, in Cina non apprezzano molto la carne ma amano i ripieni di verdure.

 

Arte e lingue per la disabilità

Perché tradurre un testo giuridico o economico richiede conoscenze diverse rispetto alla traduzione di testi che riguardano beni culturali o socialità. “Le collaborazioni con le istituzioni della città, come il Museo di Santa Giulia, sono occasioni preziose - sottolinea la prof.ssa Murphy. La città si rende conto dell’importanza di avere a disposizione figure professionali con competenze linguistiche, mentre agli studenti è offerta l’opportunità di poter testare le loro skills e apportare un contributo alla buona riuscita dei progetti del territorio”. studenti #lingue #traduzione #mediazione #futuro #professione #arte #disabilita Facebook Twitter Send by mail Print.

 

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