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A Davide il Sorriso di Giorgio

milano A Davide il Sorriso di Giorgio Al giovane praticante della Scuola di giornalismo dell’Ateneo il premio da 4.000 euro assegnato dall’associazione intitolata al giovane studente della Cattolica prematuramente scomparso. Premiato il video sulle finestre fotovoltaiche amiche dell’ambiente. Posizione condivisa anche dal professor Enrico Maria Tacchi , docente di Sociologia dell’ambiente e del territorio dell’Ateneo, che ha potuto trovare piena corrispondenza nei video presentati dai partecipanti. Appoggiandosi talvolta alla denuncia di realtà poco felici, talvolta all’endorsement di nuove tecnologie, hanno dimostrato di essere in grado di dar voce a un tema che sembra fin troppo trascurato dai potenti. Tre diverse voci che hanno provato, attraverso il racconto delle loro esperienze professionali, a dare consigli preziosi ai giovani praticanti, invitandoli a non perdere mai di vista alcuni dei punti cardine del mestiere che hanno deciso di intraprendere, su tutti la libertà, l’originalità, l’autorevolezza e il coraggio. giornalismo #ambiente #premio #video Facebook Twitter Send by mail.

 

A lezione di giornalismo sportivo

Brescia A lezione di giornalismo sportivo I giornalisti sportivi Gabriele Romagnoli e Giovanni Bruno – direttori di RaiSport e SKY Sport - hanno tenuto una lezione aperta agli studenti dello Stars. Protagonista l'informazione sportiva, agli studenti hanno detto: lavorate allargando i vostri orizzonti. by Roberta Angeli | 16 maggio 2017 Dal Giro d’Italia alla partita di calcio della domenica sera: è stato lo sport il protagonista assoluto di Ogni maledetta partita. Ospiti d’eccezione niente meno che i direttori delle due grandi testate televisive sportive di riferimento in Italia, RaiSport e SkySport: i giornalisti Gabriele Romagnoli e Giovanni Bruno. A metà tra i toni formali delle aule universitarie e le chiacchiere tra amici, l’incontro è stato moderato da Giorgio Simonelli , critico e storico della radio e della televisione, e l’occasione per gli studenti di ascoltare aneddoti e consigli da chi nel settore ci lavora da tutta una vita. Collaborate con diverse testate giornalistiche, lavorate tanto sui social e sul web, inventatevi situazioni diverse: non solo la testata a carta stampata o televisiva, lavorate allargando l’orizzonte». ha sottolineato Romagnoli - Se uno trova la propria voce, il proprio sguardo rispetto allo sport, alla politica… in seguito trova la sua strada».

 

Dalla Scuola di Giornalismo alle Iene

milano Dalla Scuola di Giornalismo alle Iene Valeria Castellano , diplomata al master della Cattolica, è entrata nella redazione del programma di Italia 1. Fin da quando mi sono incaponita con la mia inchiesta video sul petrolio in Basilicata e ho litigato con un paio di compagni di classe». Ma, al di là delle caratteristiche della trasmissione di Italia 1, in cui sarà prossimamente impegnata, ha sempre amato il video-giornalismo e l’inchiesta: «Quando ho iniziato la scuola di giornalismo, non sapevo nulla di questa professione. È una scuola che ha cambiato pelle alla fine degli anni Novanta, quando è diventata master, affiancando al praticantato giornalistico convenzionato con l’Ordine professionale nazionale il percorso di specializzazione post laurea del nuovo ordinamento universitario. Nel gruppo degli ex c’è anche un direttore di giornale, Elena Parasiliti , che dirige il mensile Terre di Mezzo , una testata che si occupa di migrazione e integrazione. O come Laura Silvia Battaglia (biennio 2005-2006) che alterna l’attività di insegnamento nella scuola di giornalismo di cui è stata allieva, con corrispondenze di guerra per media inglesi, turchi, svizzeri e libanesi da Paesi del Medio Oriente come Iraq e Yemen. INFO E AGEVOLAZIONI La Scuola di Giornalismo dell'Università Cattolica ha lo scopo di formare giornalisti professionisti in grado di operare nel settore del giornalismo digitale, della carta stampata, della radio e della televisione, con un focus particolare sulla padronanza dei linguaggi del web e delle nuove tecnologie.

 

Il mio primo Sanremo

SPETTACOLO Il mio primo Sanremo Il Festival raccontato, da dietro le quinte del grande circo dell’informazione, dalla nostra inviata della Scuola di Giornalismo, alle prese con sala stampa, interviste e giornate infinite. La sala è enorme, con lunghe file di banchi: sembra un po’ di essere a scuola, solo che qui si lavora molto di più. È tutto un ticchettio di tastiere di computer, ci sono telecamere e microfoni ovunque, blocchi di carta stampata a non finire, e in sottofondo la parlata ininterrotta dei giornalisti radio, il rumore dei passi avanti e indietro di chi si attacca al telefono alla disperata ricerca di un’intervista esclusiva. La prima comincia alle 12.30 ed è quella con i conduttori, che rispondono di quanto avvenuto nella serata precedente e anticipano ciò che accadrà nella successiva. E poi ci sono le conferenze dal vivo, quelle con i cantanti: in quel caso è tutto uno sciame di telecamere, microfoni, giornalisti urlanti che corrono a prendersi la pole position per poter riprendere al meglio la scena. Ma il momento più sentito, niente da fare, è stato quando Baglioni e Fiorello hanno cantato “E tu”: il lavoro in sala stampa si è sostanzialmente interrotto per quel lasso di tempo. Una canzone è davvero potente se sa rubare l’attenzione in questo modo, soprattutto se sono passati più di 40 anni da quando si è fatta ascoltare per la prima volta.

 

Tv, la rivoluzione delle donne arabe

MILANO Tv, la rivoluzione delle donne arabe Rafiah al Talei , giornalista e senior producer della tv qatariota al Jazeera , e Xenia Gleissner , direttrice dell’Istituto di ricerca Mahalli, con sede a Londra, raccontano l’influenza della presenza femminile nei media tra conquiste e stereotipi. A raccontare come cambia la loro immagine, al di là di ogni stereotipo, sono state Rafiah al Talei , giornalista e senior producer della tv qatariota al Jazeera, e Xenia Gleissner , direttrice dell’istituto di ricerca Mahalli, con sede a Londra. Ospiti entrambe di un incontro tenuto nell’ambito del corso di Storia e istituzioni del mondo musulmano della facoltà di Scienze politiche e sociali , presieduto dalla professoressa Elena Maestri . Esiste una sempre maggiore domanda femminile di informazione, sia come oggetto (questioni di genere in tv) che come soggetto (maggiore presenza di giornaliste). Quando nelle redazioni, composte esclusivamente da uomini, hanno iniziato a comparire le donne, è stato scardinato il principio sociale che vedeva il giornalismo come mestiere inadatto al genere femminile: fare la reporter o attività redazionale, infatti, occuperebbe tempo che andrebbe invece dedicato a famiglia e figli. Xenia Gleissner, che dopo la laurea in studi islamici a Exeter ha lavorato a lungo in Paesi come Siria ed Emirati Arabi, si è invece concentrata, nel corso del suo intervento, sulle differenze nel panorama mediatico all’interno di una nazione dalla cultura più occidentale come gli Emirati Arabi Uniti. Le cose vanno meglio a Dubai, la città più popolosa del Paese, meta di milioni di turisti ogni anno: lo stile di vita più occidentale favorisce la presenza di donne nel piccolo schermo come giornaliste, conduttrici e reporter.

 

Diventare reporter con TPI

marzo 2018 Imparare a gestire una breaking news e a capire le mosse di un reporter alla ricerca di una storia. Dal 14 al 24 maggio sbarca per la prima volta a Milano, in largo Gemelli, il workshop organizzato da The Post Internazionale , la testata fondata nel 2010 e diretta da Giulio Gambino , giornalista che ha lavorato a l’Espresso, la Stampa e si è formato alla Columbia University School of Journalism. Con il supporto dei tutor, si imparerà a gestire una breaking news, a capire come si muove un reporter a caccia di una storia da raccontare, a scrivere una notizia e molto altro». Perché in Cattolica, dopo parecchie edizioni a Roma? «Perché volevamo collaborare con una realtà affidabile a Milano» conclude il direttore di TPI. Nelle edizioni passate, nel 2016 e 2017, sono intervenuti importanti ospiti del mondo del giornalismo e non solo, come Enrico Mentana, Marco Damilano, Gad Lerner e Gigi Riva. La maggior parte non sono però vere e proprie fake news, ma sono notizie non totalmente false, di cui una parte è vera e un’altra no; sono molto frequenti e ampiamente condivise nei social media». Nicoletta Vittadini , docente alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere e coordinatore didattico del master in Giornalismo dell'Università Cattolica, parlerà delle forme specifiche del web per capire come funziona la fiducia nelle fonti in rete. Nel vasto mondo della rete, The Post Internazionale è una realtà ormai consolidata e gode di questa fiducia da parte di uno zoccolo duro di persone, proponendosi come «un modello ibrido tra una testata classica e il giornalismo online».

 

Concorso Rai, en plein Cattolica

Corsi e Master Concorso Rai, en plein Cattolica Dieci tra i nuovi cronisti selezionati dall’emittente di Stato vengono dalla Scuola di Giornalismo del nostro Ateneo, incluso il primo della graduatoria. ottobre 2015 La Scuola di giornalismo dell’Università Cattolica esce dal concorso indetto dalla Rai per scegliere i suoi nuovi cronisti con un risultato notevole: i nostri studenti degli ultimi anni si sono aggiudicati 10 dei 100 posti disponibili, incluso il primo posto della graduatoria e due candidati nella top ten. La Scuola di Giornalismo dell’Università Cattolica ha sempre avuto le caratteristiche di una bottega - commenta il co-direttore Matteo Scanni - . La Scuola si fonda su tre pilastri: il giornalismo di inchiesta; una strategia di internazionalizzazione volta a collocare i giovani professionisti nel mondo globale dell’informazione; un’ampia offerta di corsi per i professionisti. A Matteo Scanni il compito di spiegare qual è la strategia seguita da quello che ufficialmente si chiama master biennale di primo livello in Giornalismo, a stampa radiotelevisivo e multimediale dell’ Almed : «Ci sforziamo di mantenere un approccio pratico in tutto ciò che facciamo. È dimenticandosi di essere una scuola e cercando di stare sul mercato che nasce la qualità, che arrivano i risultati. In questo davvero facciamo la differenza», prosegue Scanni, che guarda al futuro: «Siamo affamati di progetti e partnership: sansirostories.it ha inaugurato una collaborazione con il Politecnico di Milano, insieme ci occupiamo di periferie urbane con ogni sorta di tool e linguaggio crossmediale.

 

Giornalismo, la Scuola che piace alla Rai

CATTOLICAPOST Giornalismo, la Scuola che piace alla Rai Nel concorso della Tv pubblica, su 100 vincitori sono stati scelti 10 allievi degli ultimi anni del master biennale che forma nuovi professionisti dell’informazione. by Daniela Fogliada | 25 novembre 2015 Un’alta percentuale di successi e una formazione di valore che segue da vicino gli studenti, cercando di anticipare i cambiamenti del mondo dell’informazione. Potrebbe sembrare uno spot, se non fosse la premessa della notizia che all’ultimo concorso Rai, 10 dei 100 posti in palio per gli oltre 4mila aspiranti sono stati appannaggio dei professionisti usciti dalla nostra Scuola di Giornalismo , tra l’altro con un ottimo piazzamento che comprende anche il primissimo posto in graduatoria . Sulle orme di chi, prima di loro, dopo aver frequentato la Scuola è cresciuto professionalmente proprio in Rai o nelle principali testate, scegliendo la strada del giornalista freelance, entrando a far parte delle redazioni dei più importanti quotidiani, scalandone le posizioni fino a raggiungere anche ruoli di dirigenza. Nell’ultimo anno - aggiunge Scanni - i ragazzi della Scuola sono stati coinvolti anche in San Siro Stories , un ambizioso progetto giornalistico, narrativo e multimediale realizzato con strumenti nuovi che il giornalista di oggi deve necessariamente conoscere e padroneggiare per sopravvivere nel mondo del lavoro. Una storia di frontiera che ha molto da dire a quanto succede alle nostre metropoli che si trovano impaurite e impreparate ad affrontare il nemico che cresce dentro di loro. giornalismo #rai #informazione #tv Facebook Twitter Send by mail UNA FORTE POLITICA DI STAGE E PLACEMENT Da quest’anno la Scuola di Giornalismo forma 30 studenti , portandoli avanti per un biennio articolato in attività teoriche e laboratori in cui mettersi alla prova a livello pratico per affinare le tecniche giornalistiche.

 

Io, donna, ai microfoni di Al Jazeera

Rafiah Al Talei , senior producer della sezione di Public Liberties and Human Rights di Al Jazeera , è riuscita a scardinare le logiche maschiliste che precludono l’accesso alla professione alle donne, battendosi quotidianamente contro i pregiudizi che le giornaliste devono affrontare in molte redazioni arabe. In una lezione aperta, organizzata dal dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Cattolica, Rafiah Al Talei ha spiegato a una platea di giovani studenti quali siano nei Paesi islamici/arabi gli stereotipi comuni legati alle figure femminili, in particolare a chi come lei sceglie di fare la giornalista professionista. Rafiah Al Talei, quali sono i problemi che affliggono le donne arabe che vogliono intraprendere questa carriera? Infatti, le donne che decidono di fare le giornaliste devono mettere in conto che non avranno vita facile. Però ho avuto la fortuna, come molte altre ragazze omanensi, di avere una famiglia che mi ha lasciato la libertà di fare le mie scelte e di diventare una reporter». Inoltre, era molto difficile quando dovevo viaggiare per lavoro, soprattutto quando i bambini erano piccoli, perché mio marito non era in grado di prendersene cura: un problema del resto comune nei Paesi arabi dove i maschi non sono educati ad accudire i propri figli. Ci sono particolari discriminazioni che le donne devono affrontare nelle redazioni? «Il pensiero dominante è che le donne non siano in grado di occuparsi delle hard news , di andare nelle zone di guerra e di ricoprire ruoli decisionali nei vertici dei media.

 
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