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La comune passione per il teatro

Milano La comune passione per il teatro Nel 1955 Andrea Camilleri conosce Mario Apollonio in occasione del concorso per funzionari della neonata Rai. Un incontro che non si è più ripetuto. luglio 2019 di Paola Provenzano * Camilleri in Ora dimmi di te (Bompiani 2018) si rivolge alla sua pronipotina Matilda, le affida pensieri e ricordi, si cala nelle sue memorie e le consegna delle immagini vive, da custodire. Tra gli incontri di una vita di cui la rende partecipe vi è quello con il professor Mario Apollonio , nostro docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore tra il ’42 e il ’71. Sostenni gli orali a Roma, la commissione era presieduta da un grande storico del teatro e della letteratura, il professor Mario Apollonio - così scrive Camilleri in Ora dimmi di te -. Credo di interpretare il pensiero della commissione dichiarandole che ci rivedremo presto a Milano per il corso di formazione” - continua a raccontare Camilleri nel libro -. Costa aveva incontrato Apollonio che gli aveva espresso il rammarico per la decisione del presidente della RAI, ing. Filippo Guala, di escludere Camilleri. Di quell’esperienza, più che l’amarezza per la delusione, rimane stemperato dagli anni, per la sua Matilda, quel dialogo vivo, non inquinato da divergenze ideologiche, fra due uomini che pur partendo da terreni tanto differenti si erano ritrovati nella stessa passione per la parola viva e partecipata del teatro.

 

Lo scrittore che abitava la sua lingua

Milano Lo scrittore che abitava la sua lingua A 93 anni è morto Andrea Camilleri, padre del commissario Montalbano, maestro indiscusso del giallo e di una narrativa paradossale, tanto più amata quanto più circoscritta nei particolarismi. luglio 2019 di Giuseppe Lupo * Ho incontrato Andrea Camilleri due volte, quando gli era stato attribuito il Premio Campiello alla carriera, nel 2011, e quattro anni più tardi, nel 2015, quando la Casa del Manzoni, a Milano, lo aveva invitato per un dialogo a posteriori con l’illustre inquilino di via del Morone. Camilleri non abitava una regione con un preciso orizzonte spazio-temporale, ma una lingua, la sua, che aveva regole a cui piano piano i lettori si erano abituati, accettando termini su cui in altri casi avrebbero sorvolato per fretta, per incompetenza, per avversione verso gli idiomi troppo caratterizzati. Camilleri si era cimentato con un personaggio enigmatico e affascinante come Edoardo Persico: un napoletano laureato in giurisprudenza, morto a soli trentasei anni, che era stato tra i protagonisti della Milano astrattista e razionalista negli anni Trenta. Persico non era solo un intellettuale, ma un crocevia culturale e Camilleri si era avventurato fra le numerose domande che la sua vita aveva lasciato irrisolte, cercando di mettere ordine, come un giallista sa fare, negli indizi, nelle supposizioni, nelle prove. Negli ultimi tre dichiarava di non avere più piste per proseguire nelle sue indagini, smetteva i panni del commissario e assumeva l’abito del facitore di storie: tre capitoli racchiudevano tre differenti supposizioni sulla morte di Persico e dunque, a ritroso, anche sulla sua esistenza e sul suo lavoro. Camilleri dimostrava di essere andato alla scuola di Manzoni: la formula che Manzoni usa per il genere del romanzo storico, il “componimento misto di storia e invenzione”, era stata rispettata in tutte le sue parti.

 

La modernità della fabbrica costruì l’Italia

IL CONTRIBUTO La modernità della fabbrica costruì l’Italia Non sapremmo più riconoscerci come popolo se dimenticassimo che appena 50 anni fa eravamo un Paese in grado di compiere un miracolo non solo economico ma anche culturale e antropologico. Sul Sole 24 Ore il viaggio nell’Italia industriale di Giuseppe Lupo 09 luglio 2019 di Giuseppe Lupo * Narrare un mondo non implica constatarne la dismissione o manifestarne il rimpianto, piuttosto obbedisce al progetto che fa della memoria la religione necessaria al nostro tempo. Non sapremmo più riconoscerci, come nazione, come popolo, se dimenticassimo che appena cinquant’anni fa eravamo un Paese in grado di compiere quel miracolo che non fu soltanto economico, ma un salto storico, culturale, antropologico. Chiamiamo in tanti modi il periodo del boom - esplosione tecnologica, società di massa, miracolo economico - ma non ci sono dubbi sugli effetti unificanti che ha provocato non solo nei caratteri e nei comportamenti, ma nella formazione di una lingua nazionale. Domandarsi se il passaggio alla civiltà industriale sia stato il vero collante di un’Italia che invece per tradizione era abituata a mantenere viva la logica dei separatismo e delle particolarità è un esercizio privo di senso. Sarebbe come cadere nella trappola in cui finirono molti intellettuali che dissentirono nei confronti dei fenomeni di massa e si ritrovarono in un’anomala posizione di antimodernità. continua a leggere su Il Sole 24 Ore] * scrittore e docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea, facoltà di Lettere e filosofia , campus di Brescia #industria #economia #storia #letteratura Facebook Twitter Send by mail.

 

La letteratura, tesoro formativo per tutti

Speciale maturità La letteratura, tesoro formativo per tutti Collocare l’analisi e l’interpretazione di un testo letterario tra le prove comuni dell’esame di Stato, senza distinzione di percorso scolastico, significa riconoscere alla letteratura un ruolo irrinunciabile nella formazione delle giovani generazioni. giugno 2019 di Giuseppe Langella * Com’è noto, la tipologia A della prima prova scritta del nuovo esame di Stato consiste nell’«analisi e interpretazione di un testo letterario italiano, compreso nel periodo che va dall’Unità d’Italia ad oggi». Diversamente dalla normativa precedente, che lasciava indeterminata la natura e la collocazione storico-geografica del brano iniziale, il «testo» in questione deve appartenere, obbligatoriamente, alla letteratura italiana postunitaria. Verosimilmente, a giudicare dalle simulazioni proposte dal Ministero (Pascoli, Pirandello, Montale, Morante), i due testi, di autori più o meno canonici, saranno uno in prosa, l’altro in versi. La prima prova scritta del nuovo esame di Stato, come avveniva del resto anche nella vecchia maturità, è identica per tutti i percorsi e indirizzi dell’istruzione liceale, tecnica e professionale. Collocare l’analisi e l’interpretazione di un testo letterario tra le prove comuni dell’esame di Stato, senza distinzione di percorso scolastico, significa, in altri termini, riconoscere alla letteratura un ruolo irrinunciabile nella formazione delle giovani generazioni. docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea e direttore del Centro di ricerca “Letteratura e Cultura dell'Italia Unita” #maturita #esami #studenti #letteratura Facebook Twitter Send by mail.

 

Joyce, un reading multilingue in libreria

milano Joyce, un reading multilingue in libreria Oggi, 11 giugno alle 12.30 nel bookshop Vita e Pensiero, studenti di varie nazionalità guidati dalla professoressa Giuliana Bendelli daranno voce all’Ulisse in occasione del Bloomsday , la giornata in cui è ambientato il romanzo dello scrittore irlandese. L’evento si terrà in occasione dell’arrivo del giorno forse più celebre della storia della letteratura, il Bloomsday , la giornata in cui è ambientato l’ Ulisse di Joyce. L' 11 giugno alle 12.30 l’editrice Vita e Pensiero organizza una giornata di festa in Libreria Vita e Pensiero, un reading commentato del capolavoro joyciano, un’opera che è essa stessa una grande Feast of languages a cui il lettore è invitato a partecipare. L’Europa delle lingue non è quella delle cartine politiche. La lingua» scrive ancora Gobber «può essere intesa, fondamentalmente, come una grande realtà polifonica, che si avverte in ogni evento di comunicazione verbale. Parlando o scrivendo, ognuno di noi entra in sintonia con una tradizione, fatta di persone e di esperienze condivise». joyce #letteratura #reading #vitaepensiero Facebook Twitter Send by mail.

 

Serena Vitale, la passione e il coraggio

MILANO by Matteo Bruzzese | 11 dicembre 2015 Serena Vitale, la passione e il coraggio Sulle tracce di Majakovskij , la slavista, per tanti anni docente di lingua e letteratura russa in Cattolica, ha presentato il suo ultimo volume Il defunto odiava i pettegolezzi . Il tributo di allievi e colleghi che le hanno dedicato un volume Intorno alla morte del poeta russo Majakovskij è sempre rimasto un alone di mistero: tra illazioni e mezze verità, il suicidio con un colpo di pistola vicino al cuore ha lasciato sempre dei dubbi. Di pettegolezzi intorno alla sua morte se ne sono fatti molti, tra cui l’ipotesi di omicidio, di suicidio per amore o per una malattia a cui preferì sottrarsi. E dei pettegolezzi cerca di sbarazzarsi il libro di Serena Vitale Il defunto odiava i pettegolezzi , presentato in Università Cattolica giovedì 10 dicembre. Per fare chiarezza sul suicidio del poeta l’autrice, per anni professore ordinario di letteratura russa all'Università Cattolica e celebre slavista, ha deciso tuttavia di affrontare il tema della sua morte proprio attraverso quelle dicerie. A fianco di Serena Vitale e degli altri ospiti - lo psichiatra e scrittore Eugenio Borgna e il poeta Davide Rondoni - interviene anche l’attore Luca Klobas , che interpreta durante l’incontro alcune delle poesie più significative del poeta russo, citate nel libro di Serena Vitale. A fine incontro i colleghi dell’Università riservano a Serena Vitale una gradita sorpresa: in occasione della conclusione del suo insegnamento in Università Anna Bonola e Maurizia Calusio , insieme ad altri colleghi e studiosi, hanno ideato e stampato il libro Il nostro sogno di una cosa.

 

Oltre la corruzione, la cura delle norme

milano Oltre la corruzione, la cura delle norme L’eccedenza di regole e la previsione di sanzioni numerose e spesso inefficaci sono il segno del deteriorarsi della convivenza civile. L’appello del giurista Gabrio Forti a dotarsi della “nobiltà di spirito” per rispondere alla domanda di giustizia. Oltre la corruzione delle regole e dei saperi (Vita e Pensiero 2018), di Gabrio Forti , docente di Diritto penale e Criminologia e direttore dell’Alta Scuola Federico Stella sulla Giustizia Penale. A introdurre i lavori è stato il rettore Franco Anelli che, oltre a elogiare l’originalità della presentazione, ha ringraziato il professor Forti per l’attività di giurista-letterato che dà «nobiltà culturale alla materia giuridica», che altrimenti rischia di sfociare nel «tecnicismo». L’autore - ideatore tra l’altro dei seminari di “ Giustizia e letteratura ” raccolti sempre in una collana della casa editrice Vita e Pensiero - intesse nel volume un dialogo tra letteratura e diritto, unendo sapiente conoscenza e approfondimento letterario a concretezza del fenomeno giuridico. L’eccedenza di norme che disciplinano minuziosamente i variegati e mutevoli casi delle umane vicende, e la previsione di sanzioni numerose, e spesso inefficaci, sono il segno della corruzione delle regole della civile convivenza che proietta deleteri effetti sul futuro, in particolare delle giovani generazioni. I relatori hanno evidenziato che la corruzione delle norme è un fenomeno tipico delle epoche di decadenza culturale del diritto, anche a causa del degrado di qualità del legislatore.

 

Riscoprendo Pride and Prejudice

milano Riscoprendo Pride and Prejudice “ Orgoglio e pregiudizio ” è un classico che è riuscito a farsi apprezzare sia dal pubblico che dalla critica. Proprio di questo romanzo si è parlato nel primo incontro della rassegna “ Officine della narrazione ”, una serie di workshop organizzati dall’anglista della Cattolica Enrico Reggiani . È probabile che la sua prima versione, intitolata First impressions e ultimata nel 1797, fosse a tutti gli effetti un romanzo epistolare, anche se comunque gli studiosi non sono certi di questo come lo sono invece a proposito della prima versione di quello che sarebbe diventato Sense and Sensibility . Pride and Prejudice appare ambientato nella Georgian England di fine ’700 e inizio ’800, considerando che la prima versione del romanzo è stata ultimata nel 1797 e quella definitiva è uscita nel 1813. La ragione è semplice: sia nel primo film, ambientato tra i mormoni, sia nel secondo, ambientato in India, i personaggi si muovono in una società ancora fortemente legata ai valori tradizionali com’era quella in cui è vissuta Jane Austen. In ogni caso, anche volendo riadattare Pride and Prejudice in una società più moderna, vale quanto sottolineato da Enrico Reggiani: «I cronotopi sono mutati, ciò che resta simile sono le relazioni, quello che Greimas chiamerebbe i rapporti attanziali tra le persone». Questa è la ragione per cui Orgoglio e Pregiudizio continua ad appassionare ancora oggi infinite schiere di lettori senza smettere di rimanere attuale, perché come tutti i classici parla in maniera universale di quel grande mistero che è l’essere umano.

 

Día Negro, la festa del noir

milano Día Negro, la festa del noir Torna in largo Gemelli la giornata dedicata ai romanzi gialli. Milioni di lettori si sono formati leggendo Conan Doyle e Agatha Cristhie, e altrettanti con i libri di Raymond Chandler o Ellery Queen. Nell’ambito della lingua spagnola, il grande salto di qualità viene fatto da Jorge Luis Borges e Adolfo Bioy Casares, che giungono a trasformare il giallo in romanzo metafisico. Dopo di loro, i più grandi autori, non solo di lingua spagnola, si sono cimentati nella scrittura di letteratura noir, poliziesca o thriller. È ormai da molti anni che la cattedra di Lingua e Letteratura Spagnola e Ispanoamericana, presieduta dal professor Dante Liano , organizza il Día Negro , un omaggio al genere che, in spagnolo come in francese, diverge di colore rispetto all’italiano. Da tradizione, la giornata si celebra nella prima settimana di maggio, e si divide in due tavole rotonde , una dedicata al romanzo in lingua spagnola e l’altra al romanzo italiano . dianegro #gialli #noir #letteratura Facebook Twitter Send by mail.

 

Quando la letteratura narra la clinica

Psicologia & Letteratura Quando la letteratura narra la clinica "Il lato opposto della pelle"(2018), romanzo d’esordio dello psicoterapeuta e autore Luca Bonini è stato oggetto di presentazione nel seminario Clinica e letteratura, nell’ambito del ciclo “Le sfide attuali della psicologia”. maggio 2019 Il "Lato opposto della pelle" (Historica edizioni, 2018), esordio letterario dello psicologo, psicoterauta e autore bresciano Luca Bonini , è stato oggetto di presentazione e dialogo con gli studenti nel convengo "Clinica & letteratura", organizzato nell'ambito dell'edizione 2019 del ciclo "Le sfide attuali della psicologia" promosso dall'omonima facoltà. Già perchè, come ha sottolineato il prof. Giancarlo Tamanza , la psicologia di ambito clinico non prevede solo l'applicazione tecniche, ma anche e soprattuto una buona dose di empatia e capacità di lettura oltre l'apparenza. Si possono insegnare emozioni che non si è sicuri di possedere? Si può aiutare l’altro a guarire se non si è certi d’essere guariti? Il volume narra la storia di Teresa, all’inizio bambina complicata allontanata dalla propria famiglia, poi giovane neuropsichiatra, incontra le storie di ragazzi rotti che urlano, piangono, scappano, si innamorano, vivono nella comunità per adolescenti in cui si ritrova, quasi per caso, a lavorare. Durante l'esercizio della professione, Teresa aiuterà i "suoi" ragazzi a cambiare in meglio, a ritrovare una traiettoria di vita, ma saranno anche i ragazzi - con il loro bagaglio di esperienze - a cambiare lei. #letteratura #psicologia #libri #clinica Facebook Twitter Send by mail.

 

Guareschi, un cuore targato Milano

MILANO Guareschi, un cuore targato Milano Dagli scritti del papà di Don Camillo e Peppone, oltre al cruccio di aver svenduto i diritti del suo romanzo agli autori della saga cinematografica, emerge anche il profondo intreccio tra la sua anima emiliana e la milanesità non solo professionale. ottobre 2018 di Paola Ponti * Può sembrare sorprendente, ma per accostare la “milanesità” di Guareschi, è possibile prendere le mosse dal Mondo piccolo e dal Don Camillo. Nella lettera del 27 gennaio 1949, inviata da Giovannino Guareschi al regista Antonio Blasetti, scrive: Peccato che il Don Camillo non sia più mio: per me “Don Camillo” è come un caro amico morto al quale si può soltanto pensare con infinita nostalgia. O ancora, quando riconosce che il legame con Milano è profondo e immodificabile: «Anche quando nella mia casetta di Milano abiterà altra gente, la piccola soffitta rimarrà mia e non la mollerò perché la mia barca sentimentale sarà ormeggiata al grande Porto delle Nebbie. Pubblichiamo uno stralcio della sua relazione #letteratura #guareschi #anniversario Facebook Twitter Send by mail IL CONVEGNO Nella ricorrenza del 50° anniversario della morte di Giovanni Guareschi (1968-2018) l’Università Cattolica, il Comitato Guareschi 2018 e il Centro Culturale di Milano hanno dedicato alla figura dello scrittore un’importante giornata di studi. Ritrovare Guareschi – Mondo Piccolo don Camillo : questo il titolo dell’iniziativa che si è tenuta mercoledì 10 ottobre all’Università Cattolica e articolata in diversi interventi frutto di accurate ricerche condotte dal Dipartimento di Italianistica e Comparatistica dell’Ateneo del Sacro Cuore. Dopo i saluti introduttivi di Luigi Pati , preside della facoltà di Scienze della Formazione, e di Giorgio Vittadini , presidente Comitato Guareschi 2018, si sono alternati, tra gli altri gli interventi dei docenti dell’Università Cattolica Pierantonio Frare , Raffaele Chiarulli , Arturo Cattaneo , Enrico Elli , Daniela Tonolini , Ermanno Paccagnini , Paola Ponti .

 

Letteratura francese in festa

È capitato ad alcune studentesse del corso di Letteratura Francese dello scorso anno accademico, che sono state protagoniste di due opere artistiche. Innanzitutto, alcuni saggi critici sul racconto Un coeur simple di Gustave Flaubert hanno dato vita a una raccolta pubblicata da EduCatt, Lire, une histoire simple . Un’ora di intensa narrazione in lingua francese (come mostra il video), in grado di immergere - e commuovere - l’auditorio, accompagnandolo per mano tra le sospensioni degli intermezzi musicali e le accelerazioni emotive più concitate. A inaugurare l’evento sono peraltro stati i saluti di Ileana Guzman e Sibylle Orlandi , due importanti rappresentanti dell’Institut Français in Italia. francese #flaubert #letteratura Facebook Twitter Send by mail LA FRANCIA IN PAROLE E MUSICA La Festa della letteratura francese. Opera-racconto da Un cuore semplice di Gustave Flaubert Testi di Gustave Flaubert. Musiche di Antoine Boësset, Henri Duparc, Gabriel Fauré, Jean-François Lallouette, Jean-Baptiste Lully A cura di Elena Gaffuri, Giulia Grata e Marisa Verna Voci recitanti: Giulia Calloni, Federica Crespi, Beatrice Dalola, Teresa Disisto, Margherita Galletti, Monica Lucioni, Alice Mandelli, Caterina Venere Marino, Alice Negri, Giulia Grata .

 

La letteratura fatta sul giornale

MILANO La letteratura fatta sul giornale Si può fare cultura anche sulle pagine dei quotidiani, come è successo a Luigi Sampietro , noto esperto del mondo anglo-americano, nella lunga collaborazione con il Sole 24 Ore . by Agostino Picicco | 13 dicembre 2018 La letteratura come passione, come vita, come strumento per favorire la conoscenza e la divulgazione del sapere, come metodo per capire i fatti della vita, la natura umana, il nostro destino di esseri affascinati dalle storie. Sono questi alcuni spunti di riflessione emersi dalla presentazione del libro di Luigi Sampietro , La passione della letteratura , finalista del Premio Viareggio per la Saggistica, che si è svolta a chiusura del corso di Storia del giornalismo, tenuto da Damiano Garofalo nella facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere. Nel suo intervento il professor Arturo Cattaneo , direttore del Centro di Ricerca sulla Cultura e Narrazione del Viaggio ( Cenvi ), ha posto l’accento sul fatto che oggi sono pubblicati tanti libri ma mancano gli strumenti per interpretarli. Per questo motivo ha citato un saggio in cui Luigi Sampietro, in un elogio della lettura, si definiva “lettore di professione”, senza sapere che sarebbe diventato “scrittore di professione”, votato alla letteratura e alla sua importanza. Dalla lettura dei vari saggi, infatti, emerge che la letteratura s’insinua in tutte le fasi della vita, consola, dà forza. Con un linguaggio accattivante, dotto ma sempre comprensibile, la prosa giornalistica di Luigi Sampietro accompagna il lettore alla scoperta dei classici e delle nuove voci della letteratura anglo-americana per comunicare quale ricchezza arrivi al cuore dell’uomo dalle pagine dei romanzi e dai versi delle poesie.

 

Santucci e il servizio della parola

MILANO Santucci e il servizio della parola In una stagione culturale che dava spazio di preferenza alla rappresentazione della crisi e del negativo fu autentico «testimone della gioia». A darne testimonianza è il convegno celebrativo del centenario organizzato dal Centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita” dell’Università Cattolica e dal Centro nazionale di studi manzoniani dal titolo Il testimone della gioia. Laureato all’Università Cattolica, allievo di Mario Apollonio, Santucci è stato un autore prolifico, che ha spaziato dalla letteratura per l’infanzia al romanzo, dal teatro alla poesia e fino alla saggistica. In una stagione culturale che dava spazio di preferenza alla rappresentazione della crisi e del negativo fu autentico «testimone della gioia». Ad analizzare il pensiero e le varie sfaccettature della poetica e della narrativa di Luigi Santucci interverranno docenti dell’Università Cattolica e di altri atenei, giornalisti e rappresentanti di istituzioni culturali. Dopo la seconda guerra mondiale approfondì la sua vena narrativa con brevi testi di riflessioni e con il primo romanzo In Australia con mio nonno vincitore del premio Mondadori (1947) salutato dalla critica come prova di uno «scrittore nuovo, dotato di vivace carica satirica e grottesca». Sempre mercoledì 7 novembre, alle ore 21, al Teatro Franco Parenti è stata organizzata una serata in ricordo di Luigi Santucci, nel corso della quale saranno letti brani tratti dalla sua opera più famosa Il velocifero, da poco riproposto negli Oscar Mondadori.

 

From TV drama to My brilliant friend

MILANO From TV drama to My brilliant friend When the Italian dream was a trajectory to a better future, the screen adaptation of a novel was a way to strengthen the moral fabric of a country. Today, as Giuseppe Lupo writes, the TV series seem only to offer the spectacle of human degradation. This confirms a typical trend of a certain tradition that has nourished itself with literature, shallowing up titles and subjects to be adapted into films and giving in return the faces to be printed on the covers of those books, once these have been transposed onto the screen. Multiple could be the occurences - we have had some examples during the exhibition held in Milan, at the Kasa dei Libri, on the connections between Claudia Cardinale and the narrative fiction that had flourished during the economic boom. Indeed, these instances would emphasise what seems to be now a well-established paradigm: literature has provided cinema with plenty of source material, but then the film-makers were able to rework this material giving back a more insightful storytelling of a nation. But certainly we can’t ignore the value that TV or cinema has brought to certain pieces of literature so powerful, so rich in meaning that they seem to be moving naturally towards the language of images. Professor of Modern and Contemporary Italian Literature at Università Cattolica #serietv #libri #letteratura Facebook Twitter Send by mail.

 

Dallo sceneggiato all’Amica geniale

MILANO Dallo sceneggiato all’Amica geniale Quando la nazione sognava di crescere, la trasposizione televisiva della letteratura contribuiva al processo di edificazione morale di un popolo. Oggi, spiega Giuseppe Lupo , le serie tv sembrano offrire solo la spettacolarizzazione del degrado e del male. Ciò conferma una tendenza tipica di una certa tradizione che si è nutrita di letteratura, assumendo titoli e argomenti da destinare alle pellicole e restituendo in cambio i volti da imprimere sulle copertine di quei libri, diventati film. Ciò non significa che la resa in pellicola sia stata superiore al prodotto letterario: in qualche circostanza sì, in altre meno. Ma certo non si può ignorare il valore che la tv o il cinema ha attribuito a determinate opere letterarie così potenti, così cariche di significati da veicolarsi per vie naturali verso il linguaggio delle immagini. Docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università Cattolica #serietv #libri #letteratura Facebook Twitter Send by mail.

 

Frankenstein, un mito che rivive

milano Frankenstein, un mito che rivive A 200 anni dalla stesura di uno dei romanzi, che è divenuto pietra miliare del suo genere e ha cambiato il corso della letteratura, esce una nuova traduzione italiana dell’opera di Mary Shelley , basata sulla versione integrale e non censurata del 1818. Del resto, il mito della Creatura - nata dal genio (e dalla pazzia) dello scienziato Victor - vive ancora a distanza di duecento anni dalla prima pubblicazione del volume. L’eccezionalità del lavoro svolto da Fabrizi - nonché della sua figura - è stata sottolineata da Arturo Cattaneo , direttore del Cenvi, il Centro di ricerca sulla cultura e narrazione del viaggio dell’Università Cattolica. Il docente ha ricordato che Fabrizi non solo ha portato in scena grandi classici della letteratura (come Rosso Malpelo di Giovanni Verga), ma dal 2013 è direttore artistico della Festa di teatro eco logico di Stromboli, grazie al quale ha ricevuto la medaglia del presidente della Repubblica per l’edizione 2014. Fusini ha in seguito esaltato l’autrice Mary Shelley, una persona «esile e delicata», che ha dovuto persino nascondere il proprio nome nella prima versione del romanzo, uscita anonima «perché all’epoca si trovava sconveniente l’idea che una donna pubblicasse». Invece, nell’edizione del 1831 Shelley decide di firmarsi, «si autorizza a essere autrice del libro»: un atto coraggioso, specie considerando i contenuti di Frankenstein, che in profondità tratta del sottile rapporto tra vita e morte e della scienza che vuole dominare il mondo. Temi che ricorrono concretamente nell’esistenza dell’autrice: «Mary Shelley è orfana della madre Mary Wollstonecraft, famosa intellettuale e femminista ante litteram, grande sostenitrice della libertà femminile, che paradossalmente muore della morte più convenzionale» per una donna, ossia «di parto mentre dà alla luce proprio Mary».

 

La Milano di Eugenio Montale

MILANO La Milano di Eugenio Montale Il premio Nobel per la letteratura trascorse più di un terzo della sua vita nel capoluogo lombardo. Un convegno internazionale ne ripercorre quegli anni alla dipendenza del Corriere della Sera ma scava anche nei luoghi che hanno ispirato la sua poetica. Nel capoluogo lombardo giunse cinquantaduenne, nel 1948, alla dipendenza del “Corriere della Sera” e vi rimase fino al 1981, anno della sua morte, avvenuta all’età di ottantacinque. È durante il periodo milanese che il poeta pubblica il Quaderno di traduzioni , La bufera e i libri di prose Farfalla di Dinard , Auto da fé , Fuori di casa . È nel capoluogo lombardo che dà puntualmente conto della vita musicale della città, che segue in qualità di critico musicale per il “Corriere d’Informazione”. La città di Milano, al pari di Firenze, Genova e Monterosso, è stata dunque una protagonista importante della vita del poeta. Inoltre, l’iniziativa, la prima di una serie a cadenza biennale, sarà l’occasione per presentare in anteprima “REM – Rivista internazionale di studi Eugenio Montale”, pubblicata dalla Casa editrice Agorà & Co. (Lugano, Svizzera), una collana di volumi sul poeta e un’altra multimediale legata ai luoghi montaliani.

 

Peer Gynt e il viaggio onirico

Letteratura & Teatro Peer Gynt e il viaggio onirico Il poema drammatico norvegese, opera giovanile di Henrik Ibsen, protagonista a Brescia del sesto appuntamento di “Letteratura e Teatro 2017”. Si direbbe che sia stato un fondatore di discorsività, che abbia codificato la mitologia moderna, ma in verità il suo Peer Gynt è una sorta di caricatura dell’animo norvegese. Il Peer Gynt di Ibsen si presenta come una versione norvegese del Faust, nonché una rielaborazione di temi fantastici e mitologici . A causa di una totale assenza di riconoscimento del mondo esterno, Peer si trova spaesato e l’unico modo di evasione è il sogno ad occhi aperti. Senza distogliere l’attenzione dall’epicità di un testo pieno di magia, l’opera intende collegare con un sottile filo rosso l'Ibsen "fantastico" e l'Ibsen "naturalista": al centro, vi è il tema del fallimento esistenziale come conseguenza della negazione della realtà. Ibsen era un direttore di teatro e, durante la composizione dell’opera, seguì delle precise regole per far avere successo alla sua opera, che, secondo lui, derivava dallo stupore della gente nel vedere la rappresentazione stessa, costituita da un susseguirsi frenetico di personaggi principali e comparse. Il suo mondo è pieno di pensieri proibiti, di incubi e allucinazioni che lo portano lontano dal suo io e dalla sua identità.

 

Vargas Llosa: le storie moltiplicano la vita

MILANO Vargas Llosa: le storie moltiplicano la vita Il professor Giuseppe Lupo sulla lezione del Premio Nobel in Cattolica: «Per lui la letteratura consente di spaziare oltre le anguste mura del tempo e l’essere incastrato senza prova d’appello in un solo destino». Ma qui sta anche la soluzione offerta da quella macchina di sopravvivenza che è la letteratura, quando si distingue dal mondo reale e promette agli uomini almeno un’altra chance. Vargas Llosa difende la scrittura come fase aurorale della creazione - qualsiasi forma, anche la più lontana in apparenza dalle pagine di un libro - e come atto di estrema libertà, dove è consentito spaziare oltre le anguste mura del tempo. In tutto questo c’è qualcosa di violentemente magico e irreale, addirittura di visionario, perché solo agli esseri umani è consentito questo miracolo, almeno fino a quando l’azione di narrare storie riesca a sopravvivere alla postmodernità che - sono sue parole - “ha distrutto il mito che gli studi umani umanizzano”. Il mondo è insufficiente: questo sottolinea Vargas Llosa. Ogni parola finisce nell’atto in cui viene pronunciata, ma ogni parola, proprio perché pronunciata, ha il potere di restituire una parvenza di infinito a ciò che termina, come il fuoco, come l’anima, come le cose che durano, e di moltiplicarla nel tempo fino a farci dimenticare del loro concludersi. scrittore e docente di Letteratura moderna e contemporanea, facoltà di Lettere e filosofia, sede di Brescia e Milano #vargasllosa #letteratura #libri Facebook Twitter Send by mail.

 

Giulio Cesare, artefice del proprio destino

Letteratura & Teatro Giulio Cesare, artefice del proprio destino Nel capolavoro shakespeariano si assiste allo sgretolamento di una visione del mondo precostituita e immutabile, e al vacillare delle certezze di fronte alle novità scientifiche, geografiche e religiose nella società cinque-seicentesca. La colpa non è nelle stelle, ma in noi” Parole tratte dal Giulio Cesare di William Shakespeare , che sono riecheggiate nell’Aula Magna della Cattolica per l’ormai consueto appuntamento con Letteratura & Teatro , coordinato dalla professoressa Lucia Mor . L’opera, presentata dal professor Franco Lonati , docente di Letteratura inglese, venne realizzata appena prima delle principali tragedie di Shakespeare, ovvero nel 1599. Non a caso, il Giulio Cesare venne definito come il “dramma del libero arbitrio” , anche se Lonati preferisce interpretarlo come una “manifestazione del senso di responsabilità”. Oltre alla crisi di quello che era il modello di pensiero del tempo, Shakespeare fu soggetto ad una crisi artistica, che lo vide alla ricerca di uno stile nuovo. Cesare viene ucciso durante una riunione del Senato; tra gli assassini vi è anche Bruto, al quale Cesare si rivolge pronunciando la celebre affermazione: “Tu quoque Brute, fili mi”. Il Giulio Cesare è un esempio di come la lettura di un’opera del passato ci permetta di vivere il presente in modo più consapevole.

 

Garda, la forza della narrazione

Brescia Garda, la forza della narrazione Dai grand tour sette-ottocenteschi di Goethe e Lawrence ai blogger di oggi, il turismo lacustre cresce anche per la capacità evocativa del racconto. by Bianca Martinelli | 08 marzo 2018 La capacità attrattiva esercitata da un territorio è strettamente correlata alla narrazione che ne viene fatta, e lo sguardo di chi la racconta è quindi un mediatore fondamentale. Il convegno Il Garda e il turismo lacuale: tradizione e sviluppo ha ripercorso la relazione strettissima che, dall’epoca preromantica sino ai giorni nostri, lega il turismo gardesano all’immagine dei luoghi restituita dalla cronache di viaggiatori e intellettuali. Dalla prima guida turistica dedicata ai laghi, anglofona e pubblicata nel 1810, al fenomeno dei blog digitali “Oggi più che mai ha ancora senso parlare di narrazione e letteratura dei luoghi”. Pensiamo al fenomeno dei blog, degli influencers e dei social media: si tratta di narrazioni odierne estremamente funzionali alla diffusione della conoscenza dei luoghi, e al conseguente sviluppo del turismo. E il perché è presto detto: «Il Garda si trova all’8° posto nella classifica delle mete più attrattive del Paese, e al 1° sul podio di quelle più internazionali, con un sonoro 80% di turisti stranieri rispetto al 60% registrato nelle città d’arte». Un fatto non così scontato ma che, tramite l’uso di sonar, veicoli autonomi di superficie (specie di droni) e tecnologie ad ultrasuoni, ci ha permesso di osservare diversi metri sotto il fondo del lago e stilare profili batimetrico, geologico e sismico» ha spiegato Gasperini.

 

Il ritorno di Paco Ignacio Taibo II

La prima è il “Día Negro”, un evento nato casualmente 14 anni fa, quando il professor Dante Liano , docente di Letteratura Ispano-americana, pensò di riunire scrittori di lingua spagnola attorno a un tavolo per discutere sulla fortuna del genere poliziesco e le sue derivazioni: thriller, giallo, noir. Con la collaborazione dell’ Istituto Cervantes , anno dopo anno si sono succeduti i migliori giallisti spagnoli e ispano-americani, da Lorenzo Silva a Alicia Giménez Bartlett , da Paco Ignacio Taibo II a Luis Sepúlveda , i cui interventi sono stati sempre molto apprezzati dagli studenti, accorsi numerosi alle tavole rotonde. Inoltre, si pensò, spinti dall’entusiasmo di Luca Crovi , ex-allievo della Cattolica e grande esperto di gialli italiani, di presentare anche una tavola rotonda sul giallo italiano contemporaneo, e anche questo evento ha riscosso grande successo, grazie al vulcanico entusiasmo di Crovi. Quest’anno, il “Día Negro” si svolge martedì 8 maggio e presenta due scrittori spagnoli, Lorenzo Luengo e José Carlos Somoza , autori ormai consacrati del genere, che dialogheranno, nella prima parte della mattinata, con Dante Liano. La seconda tavola rotonda, quella italiana, si presenta molto attraente, con personaggi che hanno investigato delitti realmente verificatisi: il Colonnello Federici, decorato per aver risolto diversi efferati crimini, il noto criminologo Alessandro Meluzzi e Lorenzo Beccati, esperto di scrittura televisiva. Il “Día Negro” era nato pure come un omaggio a Paco Ignacio Taibo II, che ogni anno organizzava, a Gijón, una variegata e prestigiosa “Semana Negra”, con più di cento scrittori alla volta. Per una somma di coincidenze, venerdì 11 maggio , lo stesso Paco sarà in Cattolica e dialogherà con il professor Dante Liano del suo nuovo romanzo Redenzione , pubblicato in Italia da “La Nuova Frontiera” in anteprima mondiale.

 

Premio Eugenio Corti 2018

MILANO Premio Eugenio Corti 2018 In occasione della consegna del riconoscimento intitolato alla memoria dello scrittore brianteo, nella Sala Pirelli del Palazzo della Regione a Milano workshop promosso dal Consiglio regionale e Centro di ricerca “Letteratura e Cultura dell’Italia Unita”. gennaio 2018 Un riconoscimento alla miglior pubblicazione e alla miglior tesi di laurea intitolato alla memoria di Eugenio Corti. La consegna del Premio internazionale Eugenio Corti 2018 si terrà mercoledì 17 gennaio alle 15.30, nella Sala Pirelli del Palazzo della Regione (via Fabio Filzi, 22 - Milano). Il Premio si inserisce nell’ambito del Cantiere Eugenio Corti che dal 2016 ha visto fiorire numerose iniziative con lo scopo di onorare la memoria dell’autore del Cavallo rosso (un best seller giunto ormai alla trentaduesima edizione e tradotto in otto lingue) e promuovere lo studio della sua opera. A fronte dell’interesse del pubblico e del significativo risveglio degli studi cortiani, il conferimento del premio sarà un’ulteriore occasione per accostare la produzione letteraria dello scrittore di Besana attraverso un seminario ricco di voci. L’iniziativa, sponsorizzata dall’Associazione Eugenio Corti, è promossa congiuntamente dal Centro di ricerca “Letteratura e Cultura dell’Italia Unita” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dal Consiglio regionale della Lombardia. Interverranno, fra gli altri, Raffaele Cattaneo , presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Vanda Corti , moglie dell’autore e presidente dell’Associazione Eugenio Corti, e Giuseppe Langella , direttore del Centro di ricerca dell’Università Cattolica.

 

Vargas Llosa, lezione da Nobel

maggio 2018 di Dante Liano * Se nella difficile arte della letteratura si potessero stabilire dei primati, si potrebbe affermare senza indugi che Mario Vargas Llosa è il maggior scrittore in lingua spagnola contemporaneo e uno dei più importanti di tutti i tempi. Questa impegnativa affermazione trova riscontro nella sua torrenziale opera letteraria, che spazia dal romanzo al racconto, dal teatro alla saggistica, sempre con risultati eccezionali e con una costanza e una qualità molto difficili da raggiungere. Ci sono scrittori che rappresentano una nazione, come Rómulo Gallegos o Octavio Paz. Ci sono altri che superano le frontiere del proprio Paese e costituiscono essi stessi una letteratura atopica, come Jorge Luis Borges o lo stesso Vargas Llosa. Allo stesso tempo, Mario Vargas Llosa è pienamente radicato nel suo tempo e la lettura dei suoi romanzi e dei suoi saggi costituisce una privilegiata immersione nella realtà contemporanea, prima quella latinoamericana ma anche quella mondiale, perché l’eco delle sue narrazioni risuona in tutti i continenti. Nemico dei radicalismi, ha difeso sempre una visione democratica e solidale della società, denunciando soprusi e proponendo sempre un dialogo costruttivo nell’edificazione di un mondo migliore, nel solco della tradizione occidentale e cristiana che contraddistingue il continente americano. docente di Lingua e letteratura spagnola e di Letteratura ispano-americana #vargasllosa #letteratura #spagna #libri Facebook Twitter Send by mail LA VIDA Y LOS LIBROS Il Premio Nobel per la Letteratura 2010 Mario Vargas Llosa terrà una lectio magistralis giovedì 7 giugno alle 16.30 nell’aula magna di largo Gemelli a Milano. Nella lezione, che ha per tema La vida y los libros , lo scrittore peruviano parlerà della propria vocazione di scrittore e dell’importanza della letteratura nella sua vita.

 

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