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Con Roth siam tutti figli dell’America

MILANO Con Roth siam tutti figli dell’America Se ne va il più meritevole cantore di un Occidente giunto alle soglie del suo smarrimento, che non ha saputo fare tesoro della sfida con le ideologie avversarie e con i mondi altri. Roth scompare nell’anno in cui nessuno dei suoi colleghi guadagnerà il prestigioso riconoscimento. La sua assenza è esattamente l’assenza del Nobel, quasi a sancirne lo stretto collegamento che ci sarebbe dovuto essere e che non c’è stato. Per quali ragioni ciò sia accaduto, è una domanda che ormai appare del tutto inutile, anche se non priva di una certa attualità, in considerazione del fatto che spesso il premio svedese è stato assegnato a figure di secondo piano rispetto alla caratura degli esclusi. Philip Roth non ne ha mai fatto un dramma, ben consapevole che la letteratura scaturita dalla sua penna si sia posta, almeno da trent’anni, a un livello di qualità tale da assicurarsi un posto di prim’ordine nel panorama non solo statunitense. Docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università Cattolica #philiproth #letteratura #america Facebook Twitter Send by mail.

 

Il giurista rilegge i classici

CATTOLICAPOST Il giurista rilegge i classici Confrontarsi con la vita dell’Atene del V secolo attraverso alcune vicende tragiche, prima fra tutte quella di Antigone, costringe a misurarsi con l’archetipo della giustizia e i suoi complessi, liquidi e frammentati sviluppi in un’età postmoderna. Cardozo a chiusura del nono ciclo seminariale di “Giustizia e Letteratura” , organizzato dall’Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale ( ASGP ) e dedicato alla giustizia nella letteratura greca antica. Antigone e Creonte incarnano, secondo Maria Pia Pattoni , docente di Filologia classica alla sede di Brescia dell’Università Cattolica, d ue concezioni antitetiche della giustizia : l'una basata sulla physis , il “giusto” secondo natura, l’altra sulla legge positiva. L’accostamento tra archetipo della giustizia nella Grecia classica e modernità conduce a riflessioni “di sistema” sul ruolo del legislatore e del giudice penale nell’Atene di allora, come nell’epoca contemporanea. E se, come afferma Natoli, quella della tragedia greca è una giustizia prevalentemente «antropocentrica» – dove l’uomo, schiacciato da potenze contrapposte deve trovare da solo una via d’uscita – la giustizia nella Bibbia è, invece, di matrice squisitamente «teocentrica» – dove è Dio a liberare l’uomo dall’Egitto –. Pur nelle rispettive differenze, l’accostamento tra l’ uomo greco e l’ uomo biblico ci rivela, però, «la pasta comune», l’elemento universale che li accomuna: la circolarità della vita e della morte , che, insita nella natura, è l’ «universale premessa biologica di ogni religione e ogni filosofia». giustizia #letteratura #classici Facebook Twitter Send by mail GIUSTIZIA E LETTERATURA Si è concluso il 12 aprile 2018 , in aula Pio XI dell’Università Cattolica a Milano, il nono ciclo seminariale di “Giustizia e Letteratura” , organizzato dall’Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale ( ASGP ) e dedicato alla giustizia nella letteratura greca antica.

 

Il ritorno di Paco Ignacio Taibo II

La prima è il “Día Negro”, un evento nato casualmente 14 anni fa, quando il professor Dante Liano , docente di Letteratura Ispano-americana, pensò di riunire scrittori di lingua spagnola attorno a un tavolo per discutere sulla fortuna del genere poliziesco e le sue derivazioni: thriller, giallo, noir. Con la collaborazione dell’ Istituto Cervantes , anno dopo anno si sono succeduti i migliori giallisti spagnoli e ispano-americani, da Lorenzo Silva a Alicia Giménez Bartlett , da Paco Ignacio Taibo II a Luis Sepúlveda , i cui interventi sono stati sempre molto apprezzati dagli studenti, accorsi numerosi alle tavole rotonde. Inoltre, si pensò, spinti dall’entusiasmo di Luca Crovi , ex-allievo della Cattolica e grande esperto di gialli italiani, di presentare anche una tavola rotonda sul giallo italiano contemporaneo, e anche questo evento ha riscosso grande successo, grazie al vulcanico entusiasmo di Crovi. Quest’anno, il “Día Negro” si svolge martedì 8 maggio e presenta due scrittori spagnoli, Lorenzo Luengo e José Carlos Somoza , autori ormai consacrati del genere, che dialogheranno, nella prima parte della mattinata, con Dante Liano. La seconda tavola rotonda, quella italiana, si presenta molto attraente, con personaggi che hanno investigato delitti realmente verificatisi: il Colonnello Federici, decorato per aver risolto diversi efferati crimini, il noto criminologo Alessandro Meluzzi e Lorenzo Beccati, esperto di scrittura televisiva. Il “Día Negro” era nato pure come un omaggio a Paco Ignacio Taibo II, che ogni anno organizzava, a Gijón, una variegata e prestigiosa “Semana Negra”, con più di cento scrittori alla volta. Per una somma di coincidenze, venerdì 11 maggio , lo stesso Paco sarà in Cattolica e dialogherà con il professor Dante Liano del suo nuovo romanzo Redenzione , pubblicato in Italia da “La Nuova Frontiera” in anteprima mondiale.

 

Garda, la forza della narrazione

Brescia Garda, la forza della narrazione Dai grand tour sette-ottocenteschi di Goethe e Lawrence ai blogger di oggi, il turismo lacustre cresce anche per la capacità evocativa del racconto. by Bianca Martinelli | 08 marzo 2018 La capacità attrattiva esercitata da un territorio è strettamente correlata alla narrazione che ne viene fatta, e lo sguardo di chi la racconta è quindi un mediatore fondamentale. Il convegno Il Garda e il turismo lacuale: tradizione e sviluppo ha ripercorso la relazione strettissima che, dall’epoca preromantica sino ai giorni nostri, lega il turismo gardesano all’immagine dei luoghi restituita dalla cronache di viaggiatori e intellettuali. Dalla prima guida turistica dedicata ai laghi, anglofona e pubblicata nel 1810, al fenomeno dei blog digitali “Oggi più che mai ha ancora senso parlare di narrazione e letteratura dei luoghi”. Pensiamo al fenomeno dei blog, degli influencers e dei social media: si tratta di narrazioni odierne estremamente funzionali alla diffusione della conoscenza dei luoghi, e al conseguente sviluppo del turismo. E il perché è presto detto: «Il Garda si trova all’8° posto nella classifica delle mete più attrattive del Paese, e al 1° sul podio di quelle più internazionali, con un sonoro 80% di turisti stranieri rispetto al 60% registrato nelle città d’arte». Un fatto non così scontato ma che, tramite l’uso di sonar, veicoli autonomi di superficie (specie di droni) e tecnologie ad ultrasuoni, ci ha permesso di osservare diversi metri sotto il fondo del lago e stilare profili batimetrico, geologico e sismico» ha spiegato Gasperini.

 

Vivere dentro il proprio romanzo

milano Vivere dentro il proprio romanzo Lo scrittore argentino Alan Pauls , ospite del ciclo Parole contemporanee/Palabras contemporáneas , ha raccontato agli studenti che scrivere è immedesimarsi totalmente nella propria opera. by Lorenzo Romandini | 15 marzo 2018 «Uno degli aspetti più interessanti dello scrivere è l'indefinito periodo di tempo che l’autore impiegherà per terminare la sua opera». Lo scrittore argentino Alan Pauls è «una delle figure più interessanti nel panorama della scrittura contemporanea», lo definisce la professoressa Michela Craveri . Ambientato in Argentina durante la dittatura militare, Il passato è un romanzo d’amore centrato sul legame tra Sofia e Rimini: un filo che li congiunge e non si spezza allo “spezzarsi” della relazione. La letteratura è già dentro ciò che vedo, non sono cose distinte, perché la cornice del reale è fatta di materiale letterario pronto per essere messo nero su bianco». Proprio come sostenevano i grandi scultori del passato: in ogni blocco di pietra c’è una statua, che bisogna solo tirare fuori. Un ideale che Alan Pauls applica alla narrativa: «Il mio sogno è riuscire a tradurre un’idea in un concetto comprensibile per ogni persona e per ogni lingua, e racchiudere un romanzo di 250 pagine in una sola, iconica frase».

 

Premio Eugenio Corti 2018

MILANO Premio Eugenio Corti 2018 In occasione della consegna del riconoscimento intitolato alla memoria dello scrittore brianteo, nella Sala Pirelli del Palazzo della Regione a Milano workshop promosso dal Consiglio regionale e Centro di ricerca “Letteratura e Cultura dell’Italia Unita”. gennaio 2018 Un riconoscimento alla miglior pubblicazione e alla miglior tesi di laurea intitolato alla memoria di Eugenio Corti. La consegna del Premio internazionale Eugenio Corti 2018 si terrà mercoledì 17 gennaio alle 15.30, nella Sala Pirelli del Palazzo della Regione (via Fabio Filzi, 22 - Milano). Il Premio si inserisce nell’ambito del Cantiere Eugenio Corti che dal 2016 ha visto fiorire numerose iniziative con lo scopo di onorare la memoria dell’autore del Cavallo rosso (un best seller giunto ormai alla trentaduesima edizione e tradotto in otto lingue) e promuovere lo studio della sua opera. A fronte dell’interesse del pubblico e del significativo risveglio degli studi cortiani, il conferimento del premio sarà un’ulteriore occasione per accostare la produzione letteraria dello scrittore di Besana attraverso un seminario ricco di voci. L’iniziativa, sponsorizzata dall’Associazione Eugenio Corti, è promossa congiuntamente dal Centro di ricerca “Letteratura e Cultura dell’Italia Unita” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dal Consiglio regionale della Lombardia. Interverranno, fra gli altri, Raffaele Cattaneo , presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Vanda Corti , moglie dell’autore e presidente dell’Associazione Eugenio Corti, e Giuseppe Langella , direttore del Centro di ricerca dell’Università Cattolica.

 

Giustizia divina, diritto terreno

MILANO Giustizia divina, diritto terreno Mito e narrazioni della giustizia nel mondo greco è il tema del nono ciclo seminariale su “Giustizia e letteratura”. Il passaggio dalla giustizia violenta a un modello dialogico, regolato – che nella Grecia antica si coglie anzitutto nelle Eumenidi di Eschilo –, richiama la dinamica del processo penale, che è, «in fondo, un grande spettacolo teatrale». Con riferimento alla letteratura greca del periodo arcaico, il termine “Dike” (che ricorre cinque volte nell’Iliade) indica, alternativamente, la sentenza di un giudice o le ragioni di una parte, e, in un caso, la giustizia divina. Esso muove – conclude Mario Cantilena – dal presupposto secondo cui la condizione umana è caratterizzata da fragile incertezza e impotenza, ed è soggiogata dall’ostilità divina , che è potenza dominatrice: la spietata giustizia degli dei è incomprensibile all’uomo e spesso imperscrutabile. Questa logica della perfetta retribuzione e proporzionalità lascia aperti alcuni spiragli che suggeriscono un ideale di giustizia diversa , ove sembra quasi profilarsi uno schema “assembleare”, una giustizia della “misura” che si ottiene attraverso il “logos” , il dialogo, il confronto dialettico. La nascita stessa del concetto di “responsabilità” è legata alla comprensione del fatto che sia necessario reagire alla “hybris” , che è la tracotanza, la prima forma di ingiustizia come annientamento sproporzionato dell’altro da sé. Il ciclo seminariale proseguirà il 1° marzo 2018 con un incontro dal titolo Il conflitto fra giustizia e legge nel teatro greco a cui parteciperanno in veste di relatori Antonietta Porro , docente di Letteratura greca all’Università Cattolica, Mario Cantilena e Vincenzo Militello , docente di Diritto penale all’Università degli Studi di Palermo.

 

Giulio Cesare, artefice del proprio destino

Letteratura & Teatro Giulio Cesare, artefice del proprio destino Nel capolavoro shakespeariano si assiste allo sgretolamento di una visione del mondo precostituita e immutabile, e al vacillare delle certezze di fronte alle novità scientifiche, geografiche e religiose nella società cinque-seicentesca. La colpa non è nelle stelle, ma in noi” Parole tratte dal Giulio Cesare di William Shakespeare , che sono riecheggiate nell’Aula Magna della Cattolica per l’ormai consueto appuntamento con Letteratura & Teatro , coordinato dalla professoressa Lucia Mor . L’opera, presentata dal professor Franco Lonati , docente di Letteratura inglese, venne realizzata appena prima delle principali tragedie di Shakespeare, ovvero nel 1599. Non a caso, il Giulio Cesare venne definito come il “dramma del libero arbitrio” , anche se Lonati preferisce interpretarlo come una “manifestazione del senso di responsabilità”. Oltre alla crisi di quello che era il modello di pensiero del tempo, Shakespeare fu soggetto ad una crisi artistica, che lo vide alla ricerca di uno stile nuovo. Cesare viene ucciso durante una riunione del Senato; tra gli assassini vi è anche Bruto, al quale Cesare si rivolge pronunciando la celebre affermazione: “Tu quoque Brute, fili mi”. Il Giulio Cesare è un esempio di come la lettura di un’opera del passato ci permetta di vivere il presente in modo più consapevole.

 

Peer Gynt e il viaggio onirico

Letteratura & Teatro Peer Gynt e il viaggio onirico Il poema drammatico norvegese, opera giovanile di Henrik Ibsen, protagonista a Brescia del sesto appuntamento di “Letteratura e Teatro 2017”. Si direbbe che sia stato un fondatore di discorsività, che abbia codificato la mitologia moderna, ma in verità il suo Peer Gynt è una sorta di caricatura dell’animo norvegese. Il Peer Gynt di Ibsen si presenta come una versione norvegese del Faust, nonché una rielaborazione di temi fantastici e mitologici . A causa di una totale assenza di riconoscimento del mondo esterno, Peer si trova spaesato e l’unico modo di evasione è il sogno ad occhi aperti. Senza distogliere l’attenzione dall’epicità di un testo pieno di magia, l’opera intende collegare con un sottile filo rosso l'Ibsen "fantastico" e l'Ibsen "naturalista": al centro, vi è il tema del fallimento esistenziale come conseguenza della negazione della realtà. Ibsen era un direttore di teatro e, durante la composizione dell’opera, seguì delle precise regole per far avere successo alla sua opera, che, secondo lui, derivava dallo stupore della gente nel vedere la rappresentazione stessa, costituita da un susseguirsi frenetico di personaggi principali e comparse. Il suo mondo è pieno di pensieri proibiti, di incubi e allucinazioni che lo portano lontano dal suo io e dalla sua identità.

 

"I Miserabili", élite del fango

Letteratura & Teatro "I Miserabili", élite del fango Luci e ombre della Parigi post Restaurazione nel quinto appuntamento del ciclo “Letteratura e teatro 2017”. by Martina Bertin | 29 novembre 2017 Victor Hugo era uno scrittore pieno di difetti, intriso di manie di potenza, e la sua retorica esagerata ne era la dimostrazione più lampante. Del romanzo e del suo straordinario autore, ha parlato Davide Vago , docente di letteratura francese in Cattolica, dopo l’introduzione di Lucia Mor , coordinatrice del ciclo di “Letteratura & Teatro”. Il popolo è in marcia verso il progresso sociale, morale e politico, così le vicende personali per la lotta alla sopravvivenza vanno di pari passo con l’affresco sociale, con l’epopea del popolo stesso. Viene introdotta quindi la figura dell’arcivescovo Myriel , che, con sorpresa dello stesso galeotto, lo perdona e lo difende davanti alla polizia, nonostante sappia con certezza che lo abbia derubato dei candelabri. La grande ampiezza del romanzo è data dal fatto che racconta la storia di un popolo di vinti, i miserabili del popolo francese. È il romanzo di una redenzione personale, il romanzo di una pietà scatenata nell’animo dei lettori, di una strenua lotta contro i pregiudizi e le leggi crudeli di una società chiusa e spietata.

 

I Malavoglia, preludio di un “ciclo di vinti”

Letteratura & Teatro I Malavoglia, preludio di un “ciclo di vinti” Il capolavoro verghiano protagonista del quarto appuntamento del ciclo di conferenze "Letteratura & Teatro 2017". Queste sono le prime parole della prefazione de “I Malavoglia” e dell’intero Ciclo dei vinti verghiano, protagonisti del quarto incontro del ciclo di conferenze “Letteratura e Teatro 2017” (tenuto il 16 Novembre nell'Aula Magna della sede di Brescia) coordinato da Lucia Mor . Del ben noto romanzo ha parlato Maria Teresa Girardi , professoressa di letteratura italiana nella sede milanese dell’Università Cattolica, esponendo i punti focali della storia, accompagnata dalla voce calda e coinvolgente di Sergio Mascherpa , direttore artistico del teatro Le Muse di Flero. “I Malavoglia” ha inizio con la rottura della statica e immobile vita che conduce la famiglia di pescatori protagonista: la chiamata del maggiore dei figli, ‘Ntoni, alla leva militare. L’atto di uscire dalla casa rappresenta una possibilità di evasione e di perdizione al tempo stesso, che lo porta a bramare l’ignoto e a cercare qualcosa a lui sconosciuto. La fiumana è un termine che Verga ripete spesso, riprendendo il secondo canto dell’Inferno dantesco, dove la parola aveva un’accezione negativa: rappresentava infatti qualcosa che poteva condurre alla perdizione. Alla fine del romanzo, la casa del Nespolo, ovvero la dimora della famiglia, viene riscattata dopo una lunga serie di vicende tragiche, tra cui la morte dello stesso padron ‘Ntoni.

 

Al Día Negro le stelle del giallo

MILANO Al Día Negro le stelle del giallo Per la tredicesima edizione gli astri nascenti del genere in lingua spagnola Ignacio del Valle e Marcelo Luján . Con loro Luca Crovi e lo scrittore Maurizio de Giovanni , inventore delle inchieste del commissario Ricciardi e dei “bastardi di Pizzofalcone”. maggio 2017 Le due nuove star del firmamento del giallo in lingua spagnola e l’inventore delle inchieste condotte dai “bastardi di Pizzofalcone”. L’ormai tradizionale rassegna dedicata alle ultime tendenze del noir italiano e ispano-americano, arrivata alla sua tredicesima edizione, si terrà mercoledì 10 maggio , dalle ore 9.30 alle 13.00 nell’ Aula MR.210 dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ( Via Morozzo della Rocca, 2/a – Milano). L’iniziativa - promossa congiuntamente dalla cattedra di Letteratura ispano-americana, presieduta dal professor Dante Liano , e dal dipartimento di Scienze linguistiche e letterature straniere - è organizzata in collaborazione con l’ Istituto Cervantes di Milano e con Sergio Bonelli Editore . L’edizione di quest’anno prevede una prima tavola rotonda (ore 10 ) dal titolo La novela policial en España e Hispanoamérica con due nuove stelle del giallo in lingua spagnola: Ignacio del Valle , spagnolo, e Marcelo Luján , argentino. Scrittori e disegnatori del fumetto giallo, capitanati dal giornalista e autore di gialli Luca Crovi , parleranno della graphic novel e delle nuove uscite nell’ambito italiano.

 

Un ricordo di Renata Lollo

Milano Un ricordo di Renata Lollo Si è spenta, dopo lunga malattia, la studiosa, già docente di Letteratura per l’infanzia nelle sedi di Milano e Piacenza. Gli studi universitari in Materie Letterarie alla facoltà di Magistero dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano le consentirono di incontrare la poesia e la spiritualità di Clemente Rebora e la sua Scelta tremenda (1967) è ancor oggi uno studio di valore e riconosciuto a livello scientifico. Si distinsero fondate riflessioni sull’epistemologia della letteratura per l’infanzia specie con i saggi Lo spazio del leggere come crocevia di relazioni (2000) e in La letteratura per l’infanzia tra questioni epistemologiche e istanze educative (2002) e con la corposa monografia Sulla letteratura per l’infanzia (2003). Renata Lollo giunse così a chiarire ruoli e responsabilità diverse assegnate all’adulto nella veste di autore e di educatore e al bambino nella veste di fruitore attivo del testo e di lettore consapevole. Questo faro ha illuminato l’acuta profondità della riflessione di Renata Lollo, le ha permesso di definire un metodo rigoroso di ricerca e di mettere a disposizione della comunità scientifica una ricchezza di doni che chiedono di essere coltivati ulteriormente. Sostenuta da una fede tanto profonda quanto discreta, ha portato avanti il suo magistero con limpida e salda onestà, sempre anteponendo i bisogni di studenti e allievi anche alle sue difficoltà fisiche, presenti negli ultimi anni. Mercoledì 10 maggio alle ore 12.30 sarà celebrata una Santa Messa in suffragio nella cappella dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per ricordarla.

 

Noir, il nuovo romanzo sociale

MILANO Noir, il nuovo romanzo sociale Lo scrittore Maurizio de Giovanni , inventore delle inchieste del commissario Ricciardi e autore de “I bastardi di Pizzofalcone”, spiega al Día Negro il successo di questa vera letteratura popolare, che racconta la strada. Ne è convinto lo scrittore napoletano Maurizio de Giovanni ( in alto nell'intervista video ), inventore delle inchieste condotte dal commissario Ricciardi e dai “bastardi di Pizzofalcone”, intervenuto a una delle tavole rotonde dell’iniziativa che si è tenuta mercoledì 10 maggio. Penso che il romanzo nero sia una chiave per raccontare quello che ci sta succedendo attorno e per descrivere i tempi che stiamo attraversando – osserva de Giovanni –. Infatti, mentre la letteratura mainstream racconta le case e quello che succede all’interno degli appartamenti, la letteratura nera racconta la strada, quello che succede quando c’è lo strappo sul tessuto della vita sociale». Il fatto che siamo seguiti così tanto indica che il pubblico, molto prima e molto meglio della critica, ha compreso il valore e la necessità di questo tipo di narrazione». E lo sta facendo con autori sia italiani, Camilleri e de Giovanni per citarne alcuni, sia stranieri, come Connelly, che raccontano le ingiustizie e i crimini di tutto il mondo. Il giallo contemporaneo è molto legato al sociale perché entra nel vivo dei problemi di una società che non funziona, svelando le ingiustizie che esistono».

 

Pinocchio va all’Università

MILANO Pinocchio va all’Università Il burattino di legno creato da Collodi è il protagonista del terzo libro più letto al mondo dopo Bibbia e Corano. Pinocchio è un vero e proprio mito letterario: amato dai bambini non meno che dagli adulti, capace di superare tanto i limiti di età quanto le barriere geografiche e linguistiche. Al capolavoro collodiano è dedicato il convegno internazionale di studi «Senza giudizio… e senza cuore» , che si svolgerà nelle giornate di giovedì 18 e venerdì 19 maggio rispettivamente all’Università Cattolica e alla Statale di Milano. Tornare a parlare di Pinocchio in Università, e in particolare in due Atenei milanesi dove mai si era tenuto un convegno su questo argomento, risponde a un duplice obiettivo – spiega Paola Ponti , ricercatrice all’Università Cattolica e responsabile scientifica dell’evento insieme al collega dell’Università Statale di Milano Martino Marazzi –. L’altro obiettivo è valorizzare anche altri approcci, che confermano la fortuna e la versatilità di un classico della letteratura italiana che si è affermato attraverso molteplici canali, come il cinema, la tv, i fumetti, le immagini, gli oggetti di design. pinocchio #carlocollodi #letteratura Facebook Twitter Send by mail IL PROGRAMMA Il convegno internazionale di studi su Pinocchio «Senza giudizio… e senza cuore» prenderà il via giovedì 18 maggio alle ore 14 nell’ Aula Pio XI dell’Università Cattolica. Sarà poi la volta dei contributi di Salvatore Silvano Nigro , del Politecnico Federale di Zurigo, e di Paola Ponti , ricercatrice all’Università Cattolica, intitolati rispettivamente L’ombra di Pinocchio e «Il tempo è moneta».

 
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