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Día Negro, il noir va online su #eCatt

Letteratura Día Negro, il noir va online su #eCatt La XVI edizione della rassegna, promossa dal professor Dante Liano e dall’Instituto Cervantes di Milano, si terrà mercoledì 6 maggio e conferirà due Cfu agli studenti. La XVI edizione dell’ormai tradizionale rassegna letteraria dell’Università Cattolica non si ferma e si affida al web per parlare di letteratura noir, poliziesca o thriller. L’iniziativa - promossa ogni anno durante la prima settimana di maggio dal professor Dante Liano , docente di Lingua e letteratura spagnola, in collaborazione con l’ Instituto Cervantes di Milano - mercoledì 6 maggio andrà in scena in streaming dalle 9.30 e si potrà seguire sulla piattaforma Teams cliccando QUI . Gli interventi di questa edizione, curati dallo stesso professor Liano con interviste preregistrate, verteranno sulle ambientazioni del romanzo noir in Messico, in questo momento tra quelli più interessanti e innovativi sul fronte letterario nel panorama dell’America latina. A rappresentarlo sarà Rogelio Guedea , poeta, saggista, traduttore, autore di premiati libri di poesia e di narrativa e attualmente docente di letteratura latinoamericana all’Università di Otago, in Nuova Zelanda. Scrittrice di lunghi romanzi noir ambientati a Barcellona, molto popolare nella penisola iberica e in Germania, dove si è trasferita dopo la laurea in Filologia ispanica, in Italia è conosciuta soprattutto per La detective miope , pubblicato nel 2016 da Mondadori. In particolare s’immergerà nel 1928, anno fondamentale per la città, illustrando la storia di Giuseppe Meazza, che dà il nome allo stadio, con incursioni nella gastronomia milanese e nei siti avvincenti del capoluogo lombardo, come la “colonna del diavolo” davanti a sant’Ambrogio.

 

Letteratura per l’infanzia, la tesi di Sara vale l’oro

La Buona notizia - Presenza Letteratura per l’infanzia, la tesi di Sara vale l’oro Alumna laureata alla facoltà di Scienze della formazione conquista il Premio Carla Poesio, uno dei principali riconoscimenti assegnati in Italia ai migliori lavori di laurea in questo ambito letterario. Presto il suo elaborato diventerà un libro by Graziana Gabbianelli | 01 aprile 2020 Una ricerca preziosa che aggiunge un ulteriore tassello agli studi sulla trasformazione del bambino lettore. E le sue passioni, l’impegno educativo e l’interesse per la letteratura, Sara le unisce anche come conduttrice, dallo scorso ottobre, dei laboratori di Letteratura per l’infanzia presso la sede di Brescia dell’Università Cattolica. Laboratori che si svolgono nell’ambito dell’insegnamento della professoressa Sabrina Fava , docente di Storia della pedagogia alla facoltà di Scienze della formazione dell’Ateneo del Sacro Cuore, che è stata la relatrice della tesi premiata. La professoressa Fava con grande umanità e professionalità mi ha guidato nel percorso di sviluppo del mio elaborato – spiega Sara – dove ho avuto modo di approfondire un campo di indagine ancora poco conosciuto». Ma Sara, oltre le passioni, coltiva dei sogni, come è giusto che sia soprattutto per chi insegna e deve educare i bambini a diventare grandi inseguendo i propri desideri sulla spinta dei propri interessi. E oggi, all’indomani di questo riconoscimento, confessa che «se il sogno che avevo fin da piccola di diventare maestra si è avverato”, ora forse è il tempo di iniziare a pensare di realizzare un altro sogno: quello di diventare una scrittrice di libri per bambini».

 

Mattesini, il sapere che diventa amore

Ateneo Mattesini, il sapere che diventa amore È scomparso il giorno dopo Pasqua il professore emerito di Letteratura italiana moderna e contemporanea, già preside della facoltà di Lettere e filosofia. Il ricordo del professor Enrico Elli e del professor Giuseppe Langella 14 aprile 2020 È scomparso a 92 anni padre Francesco Mattesini , professore emerito di Letteratura italiana moderna e contemporanea, già preside della facoltà di Lettere. Dal 1964 al 1970 è stato redattore di «Vita e Pensiero», la rivista di cultura fondata da padre Gemelli, occupandosi come saggista e recensore di temi inerenti al rinnovamento teologico e al dialogo tra la Chiesa e il mondo secondo i propositi conciliari. Una fede e un sapere indissolubili nel loro reciproco sostenersi e alimentarsi, che richiama direttamente quella spiritualità francescana di fede e di vita che lo stesso padre Mattesini sottolineava in padre Gemelli, esempio illuminante cui dedicò la prolusione pronunciata il 5 novembre 2003 in apertura dell'anno accademico. E come per padre Gemelli, anche per l'esperienza di padre Mattesini non c'è luogo più significativo nel quale fede e sapere si siano saldati indissolubilmente quanto l'Università, la “sua” Università, non luogo del sapere per il sapere, ma “del sapere che diventa amore”. Ed è bene che si fermino qui. Per il resto, invece, credo che sia meglio rifarsi a ciò che scrisse il professor Scarpati ad apertura della Miscellanea di studi pubblicata nel 2000 da Vita e Pensiero, per il settantesimo di padre Francesco. In un memorabile articolo comparso sulla «Voce», che proprio lui ci fece scoprire in uno dei suoi corsi, Renato Serra scrisse del suo amato Carducci, di cui aveva frequentato le lezioni all’Università di Bologna: «nessuno può essermi maestro migliore di letteratura e di umanità, per le quali io vivo».

 

Coronavirus, la tentazione del capro espiatorio

Milano Coronavirus, la tentazione del capro espiatorio Attribuire a persone o a intere categorie sociali le colpe per le proprie disgrazie è una delle tecniche più ricorrenti escogitate dall’umanità per compensare la mancanza di conoscenza sull’origine di ciò che le accade. L’intervento del prof Gabrio Forti 10 marzo 2020 Alcuni stralci di un articolo del professor Gabrio Forti apparso sull’edizione digitale del “Sole 24 Ore” di lunedì 9 marzo. Di Gabrio Forti * C'è un pensiero di Elias Canetti, premio Nobel per la letteratura nel 1981, che dovrebbe essere stampato e affisso in tutti gli uffici pubblici, luoghi istituzionali e magari anche in ogni casa. Nulla l’uomo teme di più che essere toccato dall’ignoto. Tra esse, una delle più ricorrenti e pericolose consiste nell'andare alla ricerca di “capri espiatori”. Il “capro espiatorio” è chiamato a svolgere dunque una illusoria funzione cognitiva, prima ancora di quella, classicamente illustrata da filosofi, antropologi e psicanalisti, di liberazione da sensi di colpa collettivi attraverso la loro proiezione sui malcapitati di turno. leggi sul sole24ore.com il testo integrale ] * Ordinario di Diritto penale nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell’ Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia penale #coronavirus #letteratura #storia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Libri, idee, Europa

Perciò risultano inusuali il senso di valore e bellezza della vita, della natura e del mondo di Dickens e Tolstoj. Per John Carey, tra il 1880 e il 1939, solo due scrittori di lingua inglese hanno resistito al “bacillo nietzschiano”: Arnold Bennett e, appunto, Chesterton (1874–1936) che conosceva il pessimismo “fin-de-siècle” degli esteti, il fanatismo nazionalistico degli imperialisti, il cinismo dei capitalisti e il collettivismo dei marxisti. La sua filosofia di vita, che lo portò alla conversione cattolica come compimento di un percorso di approfondimento intellettuale e spirituale, riuscì a resistere sia al pessimismo sia alle semplificazioni ottimistiche. Per Chesterton i modernisti che egli definiva “eretici” eludono aspetti essenziali della vita, soprattutto il senso della fondamentale positività dell’esistenza. G. K. Chesterton e Dorothy Sayers hanno scoperto ed espresso il bisogno umano di lodare, hanno capito che il linguaggio può anche non essere solo il mezzo, ma anche l’oggetto della lode. I commenti dei grandi testi letterari mantengono viva l’appassionata visione del valore delle cose e questa eredità, una preziosa risorsa, preserva e estende la vita delle creazioni letterarie degne di lode, dalle quali dipende lo spirito umano per saggezza, salute e felicità. Argomenti non semplici e controversi, quelli trattati da Aeschliman, che hanno suscitato un notevole interesse negli studenti: numerose le domande e vivace il dibattito.

 

Brescia e i bresciani nei libri antichi

Un appuntamento annuale, quest’anno giunto all’VIII^ edizione (sono appena stati pubblicati gli atti della VII^) nato da un’idea della docente e studiosa Carla Maria Monti con la precisa volontà di creare un’occasione di incontro e aggiornamento in grado di coinvolgere giovani ricercatori e studiosi del settore. Durante la giornata studenti, docenti e ricercatori del Dipartimento di Scienze Storiche e Filologiche si sono riuniti per fare il punto a proposito delle ricerche in corso, illustrando così fatti, curiosità e risultati emersi dalle indagini attuali e da quelle recentemente concluse. Oltre ai contributi locali, il programma ha previsto l’intervento di studiosi provenienti da realtà accademiche italiane che, nel corso delle loro ricerche, si sono imbattuti in vicende e protagonisti bresciani. Da qui la volontà di Rossetti di indagare uno dei manuali redatto dal Britannico per gli studenti alle prese con l’apprendimento della lingua latina. L’intervento di Luca Piccinali è stato dedicato alla circolazione della cultura scientifica all’inizio del Seicento e, in particolare, sulla corrispondenza epistolare tra lo scienziato e moncato benedettino Benedetto Castelli e Galileo Galilei . Alla Fondazione Ugo da Como di Lonato del Garda è custodito l’autografo quattrocentesco del notaio e copista Taddeo Scolari , che per primo compose una silloge delle iscrizioni bresciane. Si tratta di un’importante testimonianza della cultura epigrafica bresciana che – come fa ha sottolineato Carolina Bortolotti – è oggi al centro di nuovi accertamenti e verifiche circa la datazione e l’acquisto da parte del senatore Da Como.

 

Ionesco, la logica dell’assurdo

BRESCIA Ionesco, la logica dell’assurdo Al penultimo appuntamento di Letteratura&;Letterature, Federica Locatelli ha spiegato al pubblico il teatro dell'assurdo del grande autore francese-rumeno. L'opera in scena in questi giorni al teatro stabile di Brescia by Lisa Scherbaum | 15 gennaio 2014 Con un piccolo gioco di parole si è aperto il sesto appuntamento di Letteratura&;Letterature nell'aula magna "Tovini" della sede di Brescia dell'Università Cattolica il 5 dicembre: "Nessuna persona calva ha bisogno di una spazzola. La trama dell'"anti-pièce", messa in scena per la prima volta a Parigi nel 1950, è assurda quantomeno come il suo titolo, che non serve in alcun modo a introdurre l'opera (infatti il personaggio della cantatrice calva non esiste), della quale mette già in luce proprio il non-senso. Oltre ai personaggi umani, nella commedia riveste un ruolo importante un oggetto inanimato: la pendola, che non indica mai il tempo giusto, ma sempre il suo contrario e che sembra avere una vita propria, come alla fine della pièce , quando "suona quanto vuole". Ha spiegato Federica Locatelli: «Nella Cantatrice calva , gli oggetti e i mobili sono veri e propri personaggi che portano un messaggio che non si può trovare nelle parole. Per Ionesco, la creazione di queste nuove etichette era perfettamente adatta a ritrarre l'essenza del suo nuovo teatro, il "teatro della derisione", il "nuovo teatro libero", a cui è stata attribuita la definizione di "assurdo" solo a posteriori. Tramite la violenza che l'autore con la sua opera La cantatrice calva fa sulle regole del teatro, su quelle della logica e della lingua, Ionesco cerca di rinnovare la visione degli spettatori e anche la loro concezione del mondo.

 

Arthur Miller, l’uomo per l’uomo

BRESCIA Arthur Miller, l’uomo per l’uomo L'ultimo appuntamento di Letteratura &; Letterature di quest'anno è stato dedicato al "mostro sacro" del teatro americano. Al centro della riflessione " Erano tutti miei figli ", che andrà in scena allo Stabile bresciano in marzo by Lisa Scherbaum | 15 gennaio 2014 Si è conclusa nell'aula magna "Tovini" della sede di Brescia dell'Università Cattolica l'ottava edizione di Letteratura&;Letterature , il ciclo di conferenze dedicate al teatro. Partendo dall'epoca di Molière, il percorso di quest'anno ha traversato diverse secoli, toccando le opere di autori più o meno conosciuti al giorno d'oggi, ma avendo sempre come tema di fondo ciò che, secondo Goethe, è caratteristico della "letteratura del mondo": l'universalmente umano. L'edizione 2013 si è chiusa il 12 dicembre con il drammaturgo americano Arthur Miller e la sua opera Erano tutti miei figli del 1947, che sarà rappresentata il prossimo marzo al Ctb, lo stabile bresciano. A spiegare il dramma è stato Franco Lonati , ricercatore di Letteratura inglese, insieme all'attore bresciano Daniele Squassina , che ne ha interpretato alcuni estratti. Il padre, Joe Keller, è molto fiero della posizione sociale che si è costruito e dell'alto tenore di vita che può garantire alla sua famiglia. Quando Chris ed Ann dichiarano ai coniugi Keller di volersi sposare, essi si oppongono strenuamente, alla stregua di George, il fratello di Ann, che afferma di aver trovato prove per l'innocenza del loro padre.

 

Ifigenia e l'assurdità del male

A ripercorre la nascita e l’evoluzione del mito greco che si riferisce alla figura mitologica della figlia di Agamennone e Clitemestra è stata la lezione di Maria Pia Pattoni , docente di lingua e letteratura greca. Il nome di Ifigenia evoca immediatamente alla nostra mente l’antefatto mitico della guerra di Troia: il sacrificio della figlia primogenita di Agamennone, imposto dalla dea Artemide come condizione per la partenza delle navi greche alla volta di Troia. Nell’ Iliade di Omero non si fa menzione di questo episodio: la prima testimonianza a noi nota è in un poema minore del ciclo epico troiano, i Canti Ciprii attribuiti a Stasino. Qui troviamo tratteggiato il conflitto interiore tra gli affetti privati del padre Agamennone e il suo ruolo di re e capo militare, mentre Ifigenia è rappresentata come la vittima che si ribella al sacrificio. Lucrezio all’inizio del De Rerum natura riscrive il racconto fatto da Eschilo ma non dice niente di quello che accadrà a Ifigenia perché agli epicurei non interessano le vicende divine; secondo loro gli dei non intervengono nelle vicende umane e quindi la ragazza sarebbe stata realmente uccisa. Che senso ha toccare questo nucleo dell’indicibile sacrificio del figlio? È un dato che troviamo anche nei racconti più terribili del ‘900, per esempio quelli di epoca hitleriana, a dimostrazione che questo è possibile, che accade. E subito viene in mente il sacrificio di Isacco, anche se non è la stessa cosa, tiene a precisare lo studioso; c’è un’apparente uguaglianza che ci mette di fronte invece alla profonda lontananza, alla irriducibilità antropologica dell’approccio del mondo classico rispetto a quello biblico.

 

Con Roth siam tutti figli dell’America

MILANO Con Roth siam tutti figli dell’America Se ne va il più meritevole cantore di un Occidente giunto alle soglie del suo smarrimento, che non ha saputo fare tesoro della sfida con le ideologie avversarie e con i mondi altri. Roth scompare nell’anno in cui nessuno dei suoi colleghi guadagnerà il prestigioso riconoscimento. La sua assenza è esattamente l’assenza del Nobel, quasi a sancirne lo stretto collegamento che ci sarebbe dovuto essere e che non c’è stato. Per quali ragioni ciò sia accaduto, è una domanda che ormai appare del tutto inutile, anche se non priva di una certa attualità, in considerazione del fatto che spesso il premio svedese è stato assegnato a figure di secondo piano rispetto alla caratura degli esclusi. Philip Roth non ne ha mai fatto un dramma, ben consapevole che la letteratura scaturita dalla sua penna si sia posta, almeno da trent’anni, a un livello di qualità tale da assicurarsi un posto di prim’ordine nel panorama non solo statunitense. Docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università Cattolica #philiproth #letteratura #america Facebook Twitter Send by mail Print.

 

L’editore geniale di Elena Ferrante

milano L’editore geniale di Elena Ferrante Sandro Ferri , editore di Edizioni E/O , ha accompagnato il successo mondiale della scrittrice, con romanzi tradotti in 40 lingue, approdo al cinema e sul piccolo schermo. Sarà in Cattolica il 15 novembre per Engaging The Reader 2018 nell’ambito di Bookcity 07 novembre 2018 di Paola di Giampaolo È stato tradotto in quasi 40 lingue, con 10milioni di copie vendute ed è approdato nei cinema italiani dove i primi episodi della serie in pochi giorni di programmazione hanno battuto anche Gli Incredibili. Eppure, quando abbiamo pubblicato il suo primo romanzo nel 1992, L’amore molesto, ne abbiamo vendute poco più di duemila copie» racconta Sandro Ferri , editore di Edizioni E/O. «Questo per dire che il successo enorme dell’autrice viene da molto lontano, più di 25 anni. Ovviamente non potevamo prevedere che molti anni dopo i quattro volumi dell’Amica geniale avrebbero venduto nel mondo oltre dieci milioni di copie. L’amica geniale e i tre romanzi che lo hanno seguito sono al tempo stesso romanzi di formazione, quella parallela di due amiche, romanzi corali che danno voce alle storie di personaggi molto diversi. Pubblichiamo molti autori di varie nazioni che traduciamo in inglese, ma anche scrittori e scrittrici di lingua inglese. editoria #elenaferrante #libri #letteratura Facebook Twitter Send by mail Print ENGAGING THE READER Sandro Ferri , editore di Edizioni E/O , sarà giovedì 15 novembre in Università Cattolica a Engaging The Reader 2018 nell’ambito di Bookcity .

 

Oltre la corruzione, la cura delle norme

milano Oltre la corruzione, la cura delle norme L’eccedenza di regole e la previsione di sanzioni numerose e spesso inefficaci sono il segno del deteriorarsi della convivenza civile. L’appello del giurista Gabrio Forti a dotarsi della “nobiltà di spirito” per rispondere alla domanda di giustizia. Oltre la corruzione delle regole e dei saperi (Vita e Pensiero 2018), di Gabrio Forti , docente di Diritto penale e Criminologia e direttore dell’Alta Scuola Federico Stella sulla Giustizia Penale. A introdurre i lavori è stato il rettore Franco Anelli che, oltre a elogiare l’originalità della presentazione, ha ringraziato il professor Forti per l’attività di giurista-letterato che dà «nobiltà culturale alla materia giuridica», che altrimenti rischia di sfociare nel «tecnicismo». L’autore - ideatore tra l’altro dei seminari di “ Giustizia e letteratura ” raccolti sempre in una collana della casa editrice Vita e Pensiero - intesse nel volume un dialogo tra letteratura e diritto, unendo sapiente conoscenza e approfondimento letterario a concretezza del fenomeno giuridico. L’eccedenza di norme che disciplinano minuziosamente i variegati e mutevoli casi delle umane vicende, e la previsione di sanzioni numerose, e spesso inefficaci, sono il segno della corruzione delle regole della civile convivenza che proietta deleteri effetti sul futuro, in particolare delle giovani generazioni. I relatori hanno evidenziato che la corruzione delle norme è un fenomeno tipico delle epoche di decadenza culturale del diritto, anche a causa del degrado di qualità del legislatore.

 

Il ponte tra giustizia e letteratura

MILANO Il ponte tra giustizia e letteratura Nella tavola rotonda promossa dal Centro Studi “Federico Stella” sulla Giustizia penale e la Politica criminale a Palazzo di Giustizia sono emersi i punti di contatto tra le due discipline: entrambi devono prestare la dovuta “attenzione al concreto”. by Fabio Gino Seregni | 25 marzo 2016 Rendere visibile il ponte che collega il diritto con la letteratura. È quanto hanno permesso di fare i relatori della tavola rotonda che si è tenuta a Palazzo di Giustizia di Milano (vedi a lato). La letteratura, infatti, è un tentativo di esprimere un’esperienza vissuta, che non è mai semplicemente un susseguirsi di atti, ma è intreccio, complessità e interrelazione. L’arte dello scrivere è, pertanto, un vero e proprio atto di giustizia per cogliere l´essenza della cosa che si rappresenta. Solo in questo modo la pronuncia giurisdizionale non è portatrice di violenza, diventando atto di riconoscimento, che racconta il male avvenuto, non fossilizzandosi sul passato di un conflitto irrisolto, ma rivolgendosi al futuro, consentendo di ricucire i rapporti tra autore del delitto e vittima. Il ponte che collega la letteratura al diritto è quindi fatto di parole vere, di un linguaggio responsabile che consente di entrare in contatto con la propria individualità e con quella dell’altro ed è volto alla comprensione e a rendere giustizia.

 

Día Negro, la festa del noir

milano Día Negro, la festa del noir Torna in largo Gemelli la giornata dedicata ai romanzi gialli. Milioni di lettori si sono formati leggendo Conan Doyle e Agatha Cristhie, e altrettanti con i libri di Raymond Chandler o Ellery Queen. Nell’ambito della lingua spagnola, il grande salto di qualità viene fatto da Jorge Luis Borges e Adolfo Bioy Casares, che giungono a trasformare il giallo in romanzo metafisico. Dopo di loro, i più grandi autori, non solo di lingua spagnola, si sono cimentati nella scrittura di letteratura noir, poliziesca o thriller. È ormai da molti anni che la cattedra di Lingua e Letteratura Spagnola e Ispanoamericana, presieduta dal professor Dante Liano , organizza il Día Negro , un omaggio al genere che, in spagnolo come in francese, diverge di colore rispetto all’italiano. Da tradizione, la giornata si celebra nella prima settimana di maggio, e si divide in due tavole rotonde , una dedicata al romanzo in lingua spagnola e l’altra al romanzo italiano . dianegro #gialli #noir #letteratura Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La sentenza di Bob Dylan

Della sua visione delle regole, che difende il debole contro le prepotenze dei potenti, parlano il magistrato Armando Spataro e Alessandro Carrera , uno dei suoi biografi italiani by Valeria Castellano | 14 aprile 2011 Justice is a game: la giustizia è un gioco. Con queste frasi Bob Dylan fece conoscere a migliaia di persone la storia di Rubin Carter, il pugile campione del mondo che, innocente, sedeva «in una camera infernale», una prigione. All’incontro, che si è tenuto giovedì 31 marzo, hanno partecipato Alessandro Carrera , direttore del programma di italiano all’università di Houston e traduttore del canzoniere dylaniano, Armando Spataro , procuratore aggiunto presso il Tribunale di Milano e Adolfo Ceretti , docente di Criminologia presso l’università Bicocca. Ma in Dylan c’è anche l’esaltazione delle regole, di una giustizia che per il cantautore - come ha sottolineato il magistrato Armando Spataro - «non è difesa del potere, dei privilegi della casta, ma è uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge». Una riflessione importante quella che si è tenuta presso l’Università Cattolica di Milano, «soprattutto – continua Spataro - se tiene conto di ciò che sta accadendo negli ultimi tempi. È facile quando si detiene un potere così forte, come quello di giudicare le azioni delle persone, di perdere di vista il senso del proprio lavoro, di essere duri con i deboli e deboli con i potenti. Il suo ultimo singolo “Una storia sbagliata” (1980), racconta la periferia, la gente normale, il carcere, l’ingiustizia subita da quelle persone che non possono presentarsi in tribunale con un pool di avvocati, ma che sperano soltanto una cosa: che la legge li difenda.

 

Nemici o fratelli al di là della trincea. La “tregua di Natale” del 1914

La “tregua di Natale” del 1914 L’ottava edizione di “Giustizia e letteratura” è dedicata alla Prima Guerra Mondiale. Al centro della lezione introduttiva l’episodio della “tregua di Natale” del 1914, in cui soldati di eserciti nemici sospesero i combattimenti con episodi di fratellanza. In tal senso, la letteratura della Grande Guerra è un banco di prova essenziale per ogni riflessione sul male, riferendosi a una delle più grandi tragedie dell’umanità che abita ancora la contemporaneità con il suo carico di dolore, ingiustizie e sofferenze. Come ha ricordato Arturo Cattaneo , docente di Lingua e letteratura inglese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il primo conflitto mondiale è un esempio tipico di guerra moderna che, prima ancora degli eserciti, ha coinvolto i popoli. L’elemento “massivo” ha cominciato a svilupparsi fin dai primi giorni della dichiarazione di guerra, esprimendosi in una sorta di frenesia patriottica, di trasporto personale, animato dalla riscoperta di un’unità nazionale data dalla contrapposizione con il nemico. L’orrore della guerra è magistralmente descritto dal poeta britannico, Wilfred Owen, nella poesia Dulce et decorum est e da altri autori della war poetry , quali esponenti di una letteratura che reagisce con sdegno alla ridondante retorica dei governanti nel perorare una guerra avvilente e degradante. giustizia #letteratura #grandeguerra #warpoetry Facebook Twitter Send by mail Print GIUSTIZIA E LETTERATURA 2016/2017 Lo scorso 24 novembre si è tenuta nella sede milanese dell’Università Cattolica la prima lezione dell’ottavo ciclo seminariale “Giustizia e Letteratura”, dal titolo Nemici o fratelli al di là della trincea.

 

Il giurista e la “cura” dei diritti umani

MILANO Il giurista e la “cura” dei diritti umani Il seminario organizzato dai ricercatori del Dipartimento di Scienze Giuridiche per la ricorrenza della Giornata della Memoria è stata un’occasione per riflettere circa legittimazione, modalità e limiti dell’intervento giuridico, in particolare penalistico. Una riflessione resa possibile dal seminario permanente organizzato mercoledì 25 gennaio dai ricercatori del Dipartimento di Scienze Giuridiche sul tema “Memoria e comprensione dell’“altro” tra difesa sociale e garanzie individuali: la prospettiva giusletteraria per un diritto penale democratico” . La legislazione penale si trasforma allora in strumento di discriminazione, di disuguaglianza, di mortificazione della dignità umana, accelerando quel processo di de-umanizzazione già in atto sul piano sociale. Ricordando quanto affermato dalla statunitense Martha Nussbaum nei suoi più recenti studi, la dottoressa Visconti ha sottolineato come le narrazioni letterarie siano in grado di sviluppare l’“immaginazione narrativa” del lettore, le sue capacità di ascolto e di immedesimazione empatica nelle condizioni di un soggetto “altro”. L’imponente immigrazione in atto verso il nostro Paese, le differenze religiose e culturali che innervano il tessuto sociale, le disuguaglianze economiche e sociali, le spinte ideologiche che divengono oggetto di strumentalizzazione nel fenomeno del terrorismo internazionale costituiscono questioni urgenti che segnano l’attuale dibattito storico, culturale e giuridico. Al rischio che le esigenze di sicurezza sovrastino i diritti fondamentali dell’individuo si affiancano i rischi di politiche criminali di impronta generalizzante e riduttiva nei confronti della diversità, che sacrificano acriticamente le potenzialità dell’“identità” individuale e le esigenze di uguaglianza sostanziale. La Giornata della memoria costituisce, dunque, un monito importante e attuale per il giurista ad impegnarsi nel perseguimento di obiettivi di uguaglianza in tema di dignità e diritti da riconoscersi a prescindere da qualsivoglia diversità fattuale esistente tra le persone.

 

Grozio, un filosofo contro la guerra

Brescia Grozio, un filosofo contro la guerra Nel 1625 il filosofo denunciava la guerra come antinaturale e attribuiva ai trattati il compito di regolare i rapporti tra gli Stati, gettando le basi per diritto naturale e laicità. Eppure visse cinque secoli fa. Ci troviamo a cavallo tra il periodo tardo-rinascimentale e il periodo barocco: l’Europa è devastata da epidemie e guerre e in particolare dall’anno 1618 con l’inizio della guerra dei trent’anni. Nel 1625 pubblicò la sua opera più importante, “De juri belli ac pacis”, di cui ha parlato lo scorso uno marzo il professore fra’ Fausto Arici nella conferenza “Diritto della pace e della guerra”, promossa nella sede di Brescia della facoltà di Scienze politiche e sociali. Nel trattato del 1625 Grozio denuncia la guerra come un fattore antinaturale poiché può essere considerata giusta solo se è vista come ultima opzione o se serve a punire lo Stato che abbia violato i patti, fallito ogni tentativo di conciliazione. Grazie ai patti e alla costruzione di una società basata su regole gli uomini stabiliscono di creare una società basata sulla politica che si sottomette alle autorità. Per il Giusnaturalismo non esistono solo le leggi di chi comanda ma esistono le leggi naturali non scritte che sono superiori alle leggi di un sovrano. Le leggi di un’autorità non dovrebbero mai contrastare con il diritto naturale ovvero quello che i greci un tempo chiamavano “agrafoi nomoi” (leggi non scritte).

 

Giustizia e letteratura al Festival del diritto

by Velania La Mendola | 16 settembre 2016 L’edizione 2016 del Festival del Diritto , in calendario a Piacenza dal 23 al 25 settembre , di cui l’Università Cattolica è uno degli enti promotori, è dedicata al tema della " Dignità ". Intervengono Alessandra Ballerini , Emanuele Maffi, Alessandra Ballerini , già avvocata di strada a Genova, racconterà la migrazione di persone che abbandonano la propria terra di origine, devastata dalla guerra, per inseguire il sogno di una vita migliore in altre zone del mondo. Scopo dell’incontro è riflettere sulla non autosufficienza sotto diverse prospettive: quella costituzionalistica, che muove dal presupposto di uno stato sociale sempre più in crisi; quella civilistica, che si sofferma sull’amministrazione di sostegno; quella pratica, che considera il ruolo del magistrato rispetto all’esigenza di effettività della tutela del non autosufficiente. Di Seguito quelle promosse da Caffexpo , a cura del Centro di Ricerca per lo sviluppo sostenibile Opera, Alta Scuola di dottorato Agrisystem, Università Cattolica di Piacenza e Associazione Piace Cibo Sano. settembre 2016 - 17.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ - CONSUMO DI CIBO: LA DIGNITÀ DI UNA SCELTA CONSAPEVOLE NEL MERCATO ODIERNO Coordina il professor Ettore Capri . Intervengono Miriam Bisagni, Antonia Corini, Agostino Macrì, Donatello Sandroni, Marco Trevisan 24 settembre 2016 - 17.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ – LA DIGNITÀ DEL MONDO VEGETALE: IL RAPPORTO CONTROVERSO DELL’UOMO CON LE PIANTE coordina il professor Ettore Capri. Intervengono Matteo Andreozzi, Miriam Bisagni, Roberto Defez, Beatrice La Porta, Marco Trevisan 25 settembre - 11.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ – LA DIGNITÀ DEL RUOLO DEGLI SCIENZIATI coordina il professor Ettore Capri .

 

Dallo sceneggiato all’Amica geniale

MILANO Dallo sceneggiato all’Amica geniale Quando la nazione sognava di crescere, la trasposizione televisiva della letteratura contribuiva al processo di edificazione morale di un popolo. Oggi, spiega Giuseppe Lupo , le serie tv sembrano offrire solo la spettacolarizzazione del degrado e del male. Ciò conferma una tendenza tipica di una certa tradizione che si è nutrita di letteratura, assumendo titoli e argomenti da destinare alle pellicole e restituendo in cambio i volti da imprimere sulle copertine di quei libri, diventati film. Ciò non significa che la resa in pellicola sia stata superiore al prodotto letterario: in qualche circostanza sì, in altre meno. Ma certo non si può ignorare il valore che la tv o il cinema ha attribuito a determinate opere letterarie così potenti, così cariche di significati da veicolarsi per vie naturali verso il linguaggio delle immagini. Docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università Cattolica #serietv #libri #letteratura Facebook Twitter Send by mail Print.

 

"I Miserabili", élite del fango

Letteratura & Teatro "I Miserabili", élite del fango Luci e ombre della Parigi post Restaurazione nel quinto appuntamento del ciclo “Letteratura e teatro 2017”. by Martina Bertin | 29 novembre 2017 Victor Hugo era uno scrittore pieno di difetti, intriso di manie di potenza, e la sua retorica esagerata ne era la dimostrazione più lampante. Del romanzo e del suo straordinario autore, ha parlato Davide Vago , docente di letteratura francese in Cattolica, dopo l’introduzione di Lucia Mor , coordinatrice del ciclo di “Letteratura &; Teatro”. Il popolo è in marcia verso il progresso sociale, morale e politico, così le vicende personali per la lotta alla sopravvivenza vanno di pari passo con l’affresco sociale, con l’epopea del popolo stesso. Viene introdotta quindi la figura dell’arcivescovo Myriel , che, con sorpresa dello stesso galeotto, lo perdona e lo difende davanti alla polizia, nonostante sappia con certezza che lo abbia derubato dei candelabri. La grande ampiezza del romanzo è data dal fatto che racconta la storia di un popolo di vinti, i miserabili del popolo francese. È il romanzo di una redenzione personale, il romanzo di una pietà scatenata nell’animo dei lettori, di una strenua lotta contro i pregiudizi e le leggi crudeli di una società chiusa e spietata.

 

Catherine Dunne: io scrivo da sola

Il pubblico irlandese è ricettivo nei confronti della letteratura italiana? «L’Irlanda è un’isola, e per definizione chi vive su un’isola è più sensibile e aperto nei confronti di letterature diverse dalla propria. Questo caso non è diverso dagli altri: sono stati incuriositi dall’idea che due diversi gruppi di scrittori, uno italiano e uno irlandese, si siano uniti per guardare alla stessa esperienza da molteplici punti di vista, quindi il libro è stato molto ben accolto». Secondo lei le storie narrate nel libro toccano aspetti cruciali dell’attuale migrazione di massa verso l’Europa? «Penso che uno dei motivi per cui gli scrittori abbiano scelto questo tema è perché è molto ricco e fecondo e può essere trattato da diversi punti di vista. Il libro risulta particolarmente significativo oggi, perché nella migrazione di massa la gente fugge dalla guerra, dalla fame e dal terrore cercando un’altra vita e questa ricerca è metafora di ciò che ognuno di noi tenta di fare in modi diversi: cercare una vita migliore». La maggior parte delle mie storie sono narrate dal punto di vista delle donne, perché quando ho iniziato a scrivere mi sono accorta che gli uomini occupavano da sempre lo spazio pubblico, mentre le donne quello domestico. Sono i miei personaggi a decidere le sorti della storia di cui sono protagonisti, non io, e i pilastri che li tengono in piedi sono rapporti solidi e un forte senso di giustizia sociale. dunne #irlanda #letteratura #libri Facebook Twitter Send by mail Print UN’ANTOLOGIA ITALO-IRLANDESE Durante l’incontro con la scrittrice irlandese Catherine Dunne , che si è tenuto il 23 novembre in aula Negri da Oleggio dell’Università Cattolica, è stato presentato il libro narrativa breve “ Tra una vita e l’altra.

 

Eugenio Corti, omaggio in Parlamento

MILANO Eugenio Corti, omaggio in Parlamento Saranno presentati martedì 24 gennaio a Montecitorio gli Atti del convegno organizzato a Milano con l’Université Paris-Sorbonne per ricordare lo scrittore brianteo scomparso nel 2014. Nel volume curato da Elena Landoni i contributi dei maggiori specialisti. gennaio 2017 Anche Montecitorio celebra Eugenio Corti. Martedì 24 gennaio , nella sala stampa Camera dei deputati, si terrà un evento dedicato allo scrittore brianteo, scomparso nel febbraio del 2014, dal titolo Cantiere Eugenio Corti. Nel primo semestre del 2016 l’Università Cattolica di Milano e l’Université Paris-Sorbonne hanno promosso, nelle rispettive sedi accademiche, due convegni internazionali su Corti. Il volume, curato da Elena Landoni e pubblicato nella collana del Centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita” , raccoglie i contributi dei maggiori specialisti di Corti e costituisce una pietra miliare nella storia della sua fortuna critica. Inoltre, saranno presentate tutte le attività legate alla figura di Corti che avranno luogo nel corso del 2017, a cominciare da un ulteriore convegno, di taglio etico politico, che si svolgerà presso la Camera dei Deputati il 14 febbraio , con la partecipazione di parlamentari e studiosi.

 

Quando la letteratura narra la clinica

Psicologia & Letteratura Quando la letteratura narra la clinica "Il lato opposto della pelle"(2018), romanzo d’esordio dello psicoterapeuta e autore Luca Bonini è stato oggetto di presentazione nel seminario Clinica e letteratura, nell’ambito del ciclo “Le sfide attuali della psicologia”. maggio 2019 Il "Lato opposto della pelle" (Historica edizioni, 2018), esordio letterario dello psicologo, psicoterauta e autore bresciano Luca Bonini , è stato oggetto di presentazione e dialogo con gli studenti nel convengo "Clinica &; letteratura", organizzato nell'ambito dell'edizione 2019 del ciclo "Le sfide attuali della psicologia" promosso dall'omonima facoltà. Già perchè, come ha sottolineato il prof. Giancarlo Tamanza , la psicologia di ambito clinico non prevede solo l'applicazione tecniche, ma anche e soprattuto una buona dose di empatia e capacità di lettura oltre l'apparenza. Si possono insegnare emozioni che non si è sicuri di possedere? Si può aiutare l’altro a guarire se non si è certi d’essere guariti? Il volume narra la storia di Teresa, all’inizio bambina complicata allontanata dalla propria famiglia, poi giovane neuropsichiatra, incontra le storie di ragazzi rotti che urlano, piangono, scappano, si innamorano, vivono nella comunità per adolescenti in cui si ritrova, quasi per caso, a lavorare. Durante l'esercizio della professione, Teresa aiuterà i "suoi" ragazzi a cambiare in meglio, a ritrovare una traiettoria di vita, ma saranno anche i ragazzi - con il loro bagaglio di esperienze - a cambiare lei. #letteratura #psicologia #libri #clinica Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Eugenio Corti, un autore controcorrente

Il suo romanzo “Il cavallo rosso” è un long seller che ha raggiunto la 32esima edizione italiana ed è stato tradotto in otto lingue. maggio 2016 A due anni dalla scomparsa, l’Università Cattolica di Milano e l’Université Paris-Sorbonne ricordano con un convegno internazionale la figura di Eugenio Corti (1921-2014). L’incontro promosso dal dipartimento di Italianistica e comparatistica e dal centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, diretto dal professor Giuseppe Langella , si terrà in Cripta Aula Magna a Milano martedì 7 giugno , alle ore 9, e avrà lo scopo di approfondire gli studi critici sullo scrittore brianteo. Corti è autore controcorrente, dalla fama solida e duratura presso il pubblico: il suo romanzo maggiore, Il cavallo rosso , pubblicato nel 1983, ha raggiunto la trentaduesima edizione italiana ed è stato tradotto in otto lingue. Il tempo ha dato ragione a François Livi, docente di Letteratura italiana alla Sorbona, che nel 1984 scriveva: « Il cavallo rosso diventerà senza dubbio una stella fissa della letteratura della nostra epoca». Muoveranno da un approccio storico le relazioni di Luigi Trezzi , che collocherà il tempo e lo spazio in cui è ambientato il romanzo maggiore, e di Nicolangelo D’Acunto , che approfondirà la concezione del Medioevo – l’epoca più amata da Corti – che traluce dalle sue opere. Il gruppo canoro, che prende il nome da un noto personaggio del romanzo maggiore di Corti, è composto da universitari milanesi che condividono la passione per il canto alpino e per l’opera di questo autore.

 

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