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A lezione con Zanardelli dei Coma_Cose

Musica A lezione con Zanardelli dei Coma_Cose Il noto rapper originario del lago di Garda, da anni attivo a Milano, è salito in cattedra per una lezione aperta agli studenti del Geco. È esattamente ciò che ho fatto ciò che ho fatto io con i videoclip dei miei brani. Quello di cui vado più fiero è Deserto : è realizzato con soli 400 , eppure traccia molto bene i nostri caratteri estetici, descrive bene i luoghi e lo stile entro cui ci muoviamo». La parola a Fausto Zanardelli , artista e produttore musicale originario della provincia di Brescia, sul lago di Garda, e oggi attivo a Milano dove ha dato avvio al progetto musicale Come_Cose , seguitissimo sui canali social e non solo, soprattutto da un pubblico di giovani. Quanto contano video e social network per la veicolazione di un contenuto musicale? FZ: I videoclip sono sicuramente importanti e complementari poiché contribuiscono a comunicare e diffondere il nostro concept. Ma come funziona la comunicazione musicale nel 2018? FZ: Sicuramente internet è il nuovo mezzo di comunicazione a 360°. Non si ragiona più secondo un calendario annuale, bensì in un’ottica di flusso continuo d’informazioni all’interno del quale ognuno si muove autonomamente e in modo trasversale, assecondando i propri gusti e scegliendo i canali che gli sono congeniali.

 

Piano city, studenti alla tastiera

Milano Piano city, studenti alla tastiera Sedici giovani interpreti, iscritti a corsi di laurea dell’Ateneo, saranno i protagonisti della maratona pianistica promossa dalla Cattolica, con una formula unica, nell’ambito della manifestazione milanese. maggio 2017 Una maratona pianistica nei chiostri della sede di Milano. L’Università Cattolica partecipa a Piano City con una formula unica rispetto agli altri atenei , offrendo la scena dell’aula magna a sedici suoi studenti-pianisti. Sabato 20 maggio , a partire dalle 15.30, i giovani interpreti, selezionati dopo un’audizione condotta per iniziativa dello Studium musicale d’Ateneo Note d’inChiostro , si succederanno al pianoforte nell’Aula Magna di largo Gemelli eseguendo brani del repertorio classico ma anche musiche d’intrattenimento. Prima della maratona, alle 14.30, il pomeriggio musicale sarà aperto dall’incontro con il maestro Davide Cabassi , uno dei principali pianisti dell’ambito milanese e nazionale, in dialogo con il professor Enrico Reggiani , direttore scientifico dello Studium Musicale di Ateneo Note d’inChiostro. A seguire, la maratona pianistica sarà suddivisa in tre parti : la prima e la terza seguiranno una percorso storico, dall’Ottocento al Novecento, con brani da Mendelssohn a Franck (prima parte) e da Brahms ad Albeniz (terza parte). L’iniziativa è sostenuta dal contributo dell’Ente per il Diritto allo studio dell’Università Cattolica (Educatt) e ha suscitato l’interesse dell’etichetta musicale Decca e del distributore di pianoforti Furcht, con i quali si sta avviando una promettente collaborazione.

 

Mogol, come nacque Pensieri e Parole

Milano Mogol, come nacque Pensieri e Parole Giulio Repetti, ospite del Master in Comunicazione musicale e del corso Cimo, ha raccontato l’origine del celebra singolo interpretato da Lucio Battisti. Famoso soprattutto per il sodalizio artistico con Lucio Battisti, ha scritto testi per tutti i più importanti cantanti italiani del dopoguerra, tra cui Mina, Celentano, Patty Pravo, Gianni Morandi, Riccardo Cocciante e Gianni Bella. Mogol ha parlato della sua esperienza di autore di canzoni lo scorso 31 marzo, nell’incontro con gli studenti del master in Comunicazione musicale diretto da Gianni Sibilla e con gli studenti del Cimo, il corso di laurea magistrale in Comunicazione per l´impresa, i media e le organizzazioni complesse. Non mi piace la definizione di paroliere, preferisco la definizione degli inglesi che chiamano gli autori di canzoni lyric writers , cioè liricisti. L’autore deve sempre scrivere di ciò che ha vissuto in prima persona, anche a rischio di fare riferimenti che il pubblico non capirà. L’autore sono sempre io, nei testi ci sono sempre io. La possibilità di diventare artisti è un dono che spesso non sappiamo neanche di avere e non sfruttiamo». Mogol ha recentemente pubblicato l’autobiografia “Il mio mestiere è vivere la vita” (Rizzoli), da cui ha raccontato diversi aneddoti, tra cui gli incontri con David Bowie e Bob Dylan.

 

Oriel College in concerto

Milano Oriel College in concerto Esibizione il 28 giugno del “chapel choir” di uno degli storici college di Oxford, il quinto più antico per anno di fondazione, pieno rappresentante di una grande tradizione musicale e culturale. Il coro dell’Oriel è il “chapel choir” di un college storico di Oxford, pieno rappresentante di una tradizione musicale e culturale che la Cattolica ha imparato ad apprezzare nel corso di questi anni di esibizioni di cori d’oltremanica. Esso rappresenta molto più di un ensemble musicale: è il segno di una lunga storia culturale che corre attraverso le chiese cattolica e anglicana, attraverso lo studio e la disciplina dell’università. Si torna così alle fondamenta della dialettica fede-ragione che animò l’intera esistenza e la ricerca di John Henry Newman, “fellow” (insegnante) a Oriel dal 1822, fondatore del Movimento di Oxford insieme a John Keble e Henry Edward Manning, e in seguito convertitosi al cattolicesimo. Il coro è diretto da David Maw , professore all’Università di Oxford, che guiderà l’ascolto della corale inglese con uno sguardo particolare sul compositore italiano Claudio Monteverdi nell’anno monteverdiano (1567-2017). In virtù di questo omaggio musicale nel tour di quest’anno c’è una novità: la presenza di un ensemble barocco di strumenti che accompagnerà il coro inglese nell’esecuzione di quattro brani del programma. In Università Cattolica il coro di Oxford, dopo le prove aperte delle 14.30, durante il concerto delle 21 in Aula Magna eseguirà i brani di Monteverdi insieme al Coro e Ensemble dello Studium musicale d’Ateneo “ Note d’inChiostro ”.

 

Cinema, canzoni e i mitici ’60

MILANO Cinema, canzoni e i mitici ’60 Celentano nella “Dolce Vita”, i Musicarelli nelle sale popolari, e in Tv gli storici varietà Canzonissima, Milleluci e le regine della canzone Caselli, Mina e Carrà. ottobre 2017 Cosa unisce il cinema, la televisione e la musica pop? Cosa lega Adriano Celentano a Federico Fellini? La canzone dei mitici anni ’60 e ‘70. Un legame che sarà sviscerato dalla giornata di studi internazionale sulle culture mediali della modernità dal titolo “To Each Their Own Pop: A ciascuno il suo pop. Un viaggio tra Musicarelli - i film musicali in voga nelle sale popolari e di seconda visione -, i varietà storici del piccolo schermo, come Canzonissima e Milleluci, per citarne alcune, e le voci più famose di quel periodo, da Caterina Caselli a Mina e Raffaella Carrà. I relatori, provenienti da Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, faranno il punto sulle relazioni industriali tra i diversi settori della produzione mediale nazionale e internazionale di quegli anni, e ricostruiranno il contributo e il mestiere di autori e tecnici, che hanno lavorato tra i diversi settori in prospettiva intermediale. Su queste basi, si potranno rinnovare lo studio e l’analisi della produzione audiovisiva dell’epoca, ricostruendo la mappa dei generi e dei percorsi autoriali fino ad arrivare a riconoscere la configurazione di stili che marcano quegli anni. Che hanno lasciato un’importante eredità sui decenni a seguire e sul nostro stesso modo di capire e consumare il prodotto culturale.

 

Grandi Solisti per i Concerti del Mercoledì

Roma Grandi Solisti per i Concerti del Mercoledì Sarà un insieme di virtuosi musicisti ad inaugurare la tradizionale rassegna concertistica della sede romana dell’Ateneo. La rassegna musicale dei “Concerti del Mercoledì”, con la direzione artistica di Pietro Bria e Alessandro De Luca , si integra con quella dei “Giovani Artisti per l’Ospedale”, pomeriggi musicali nella hall del Gemelli offerti da oltre dieci anni con crescente successo ai degenti e ai visitatori del Policlinico. La seconda serata è in programma mercoledì 13 dicembre con Alessandro Carbonare e il Trio di Lecce : il primo al clarinetto accompagnato da Pamela Panzica al pianoforte, Milena De Magistris al violino e Claudia Fiore al violoncello che si esibiranno in musiche di Shostakovich, Gershwin, Bennett e Piazzolla. musica #concerti #auditorium Facebook Twitter Send by mail.

 

La musica, orgoglio di Jane

Milano La musica, orgoglio di Jane Una lezione-concerto promossa, nell’ambito del bicentenario austeniano, dallo Studium musicale di Ateneo “Note d’inChiostro” . novembre 2017 Nei romanzi di Jane Austen la musica risuona diffusamente e punteggia le esperienze dei singoli e delle comunità, scandendone i tempi e organizzandone gli spazi. Nel mondo della piccola proprietà terriera che popola la sua scrittura, le liturgie sociali orientate all’economia matrimoniale sono disseminate da gruppo di danze ( suites ), in cui l’unità di musica e movimento e le abilità richieste per coniugarli sostengono e valorizzano le raffinatezze dei rapporti sociali. Songs, suites, and variations , a dire il vero, risuonano tra le pagine dell’autrice di Pride and Prejudice soprattutto grazie al contributo e al sostegno del “principe” degli strumenti, il pianoforte , che vi compare con la grafia “piano-forte” – la stessa, per inciso, che ritroviamo negli scritti di Giacomo Leopardi (1798-1837). Le sue presenze nel macrotesto austeniano sono una vera e propria miniera di riferimenti utili persino per i musicologi che studiano la storia di questa meraviglia culturale e tecnologica. In Emm a (1815), l’abilità con cui Jane Fairfax esegue lo Studio per il pianoforte (1804, 1810) di Johann Baptist Cramer (1771-1858) ne rivela le doti pianistiche, mentre il misterioso dono di un prezioso strumento Broadwood diventa il terreno di confronto tra due talentuose signorine. In Persuasion (1817), infine, il pianoforte è il rifugio della protagonista Anne Elliot, che una sfiorita giovinezza confina alla tastiera e non sulla scena vivace e ciarliera delle danze, dominate da raffinati rituali di corteggiamento.

 

Il Festival cresce sui social

SPETTACOLO Il Festival cresce sui social Rispetto agli anni scorsi Sanremo è diventato un modo per trovare temi comuni di chiacchiera e di riflessione. Al piano di sotto in “Casa Sanremo” Giorgia Venturini , Giulia di Leo , Serena Cauzzi , Lorenzo Romandini ( nella foto in alto ), i quattro allievi sempre del team della scuola, aspiranti redattori, reduci da interviste al Grand Hotel des Anglais. Un prodigio di design oltre che la scena proprio per la realizzazione e la progettazione di una serie di impianti di fonica, di logistica, anche di relazione con il pubblico in sala. Eravamo in sala anche alla finale del 2015, dove lo show era molto calibrato sula diretta tv, oggi la tecnologia permette di valorizzare l’aspetto teatrale e in presenza del pubblico, possiamo nascondere i cameramen, pilotare macchine minuscole che si celano in pezzi della scena o tra l’orchestra. Da qui la scena monumentale, barocca, sembra davvero di stare davanti ad un monumento in una grande piazza italiana, come a Trinità dei Monti, al Vittoriano, al Colosseo, o a Venezia in San Marco, piazza del Campo a Siena o nell’anfiteatro di Lucca. Non smettono di fibrillare i social; per le prime tre puntate del festival si sono registrate e 13 milioni di interazioni con un aumento rispetto alla precedente edizione del 7%; la piattaforma che registra maggiore crescita è proprio Twitter, 100% in più di interazioni ogni singola serata, dati interessanti. Il Festival diventa conversazione, critica, un modo per trovare temi comuni di chiacchiera e di riflessione, polemizzando, parlando, stando insieme a consumare una birra e una pizza davanti al teleschermo.

 

Guarda Sanremo e conoscerai l'Italia

Riconoscendo che il Festival è da sei decenni il termometro con cui misurare la temperatura del Paese e la colonna sonora del nostro sentirci nazione. febbraio 2018 di Giuseppe Lupo * Sarebbe una banalità se dicessi che il Festival di Sanremo possiede una capacità seduttiva in grado di coinvolgere qualsiasi individuo, ma voglio correre ugualmente questo rischio: è una manifestazione a cui nessuno, almeno nella serata finale, riesce a opporre resistenza. L’Italia delle bianche colombe, dei papaveri e delle papere (una nazione un po’ ingenua, ma anche sofferente per questa finta ingenuità che le circostanze impongono) finisce quando comincia quella tumultuosa delle manifestazioni operaie dell’autunno caldo e dell’ austerity . E non di rado è accaduto che nei ritornelli più bistrattati, quelli dove troppo facilmente circolavano parole di una quotidianità logora e incolore, sia transitata la vita degli individui destinati a rimanere numeri adatti alle statistiche. Eppure anche da lì è transitata la colonna sonora che per noi italiani ha significato sentirci nazione, sentirci dentro una memoria che si è fatta patrimonio di tutti. Ma il momento più sentito, niente da fare, è stato quando Baglioni e Fiorello hanno cantato “E tu”: il lavoro in sala stampa si è sostanzialmente interrotto per quel lasso di tempo. Una canzone è davvero potente se sa rubare l’attenzione in questo modo, soprattutto se sono passati più di 40 anni da quando si è fatta ascoltare per la prima volta.

 

Bach, dialoghi danzanti tra le Suites

milano Bach, dialoghi danzanti tra le Suites In aula magna il primo appuntamento del nuovo format cultural-musicale in cui interprete e musicologo presentano i significati profondi della musica. Non il classico recital, in cui il pubblico affronta la musica senza alcuna mediazione, ma un’occasione nella quale quest’arte è presentata, grazie al sapiente dialogo tra l’interprete e il musicologo, avvolta nella sua cornice culturale, per svelarne i significati profondi e, spesso, nascosti. Perché è stato subito evidente che, se l’opera bachiana è di una semplicità e bellezza disarmante, per la produzione di questa perla, l’ostrica e l’intero mare cultural-musicale hanno dovuto svolgere un lavoro lungo e complesso. Reggiani e Franzetti hanno accompagnato il pubblico attraverso questo mondo sommerso, in cui si intrecciano la vita del compositore, le sue idee musicali e il loro significato, il ruolo e la prassi esecutiva del violoncello e la ricezione della sua personalità e della sua opera. Il primo brano ascoltato è stato il Preludio della prima Suite, eseguito da Franzetti con un’intelligente libertà interpretativa che ha mostrato la giocosità piena di significato del compositore che Reggiani ha definito, contro certi luoghi comuni, “non parruccone”. La luce serena del Pre-ludus si è, però, incupita durante l’ascolto del Preludio e delle Sarabanda della seconda Suite in re minore, composta da Bach per la morte della moglie amatissima Maria Barbara, madre dei suoi primi sette figli. Giocosità, lutto e gioia amorosa lasciano infine la scena a un dialogo tutto interno alla musica nel dialogo tra parole e musica della serata: è il Preludio della quarta Suite, in cui Bach fa interagire frasi musicali fortemente influenzate dalla musica araba con quelle tipicamente europee.

 

Dietro le quinte di Pezzali, Nek e Renga

CATTOLICAPOST Dietro le quinte di Pezzali, Nek e Renga Per gli studenti del master in Comunicazione musicale una lezione sul campo al Forum di Assago in occasione della prima data del concerto milanese del trio. aprile 2018 di Alessia Buttini e Riccardo Cresseri * Osservare il “dietro le quinte” della grande “macchina” che prepara un concerto, rendendolo fruibile dal pubblico. Più tardi, abbiamo potuto accedere al vero e proprio backstage, visitando gli uffici dei vari management e dello staff e incontrando altri professionisti, accompagnati anche da Veronica Corno, responsabile comunicazione del promoter F&P Group. Per concludere la giornata in bellezza, abbiamo assistito al concerto di Pezzali, Nek e Renga: il trio si è esibito per oltre due ore e mezza, presentandosi sul palco con il brano inedito che ha dato vita all’intero progetto: “Duri da battere”, di fronte a un pubblico particolarmente caloroso. Con uno sguardo nel backstage, per poter vedere dal vivo l’enorme lavoro che sta dietro a una produzione del genere anche nel suo svolgersi, non ci siamo tirati indietro dal cantare insieme al pubblico le canzoni del trio. In scaletta tutti i più grandi successi di Pezzali, Nek e Renga, dai classici “Hanno ucciso l’uomo ragno”, “Laura non c’è”, “Angelo”, fino ai brani più recenti degli ultimi festival di Sanremo, “Fatti avanti amore” e “Vivendo adesso”, reinterpretati in inedite versioni a due o tre voci. A pochi giorni dalle fine delle lezioni in aula del nostro anno di master, e a poco dall’inizio dei nostri stage non potevamo sperare in una dimostrazione migliore del lavoro dietro le quinte della musica.

 

Musica a scuola, sì bella e perduta

SUMMER SCHOOL Musica a scuola, sì bella e perduta Nel Paese del “bel canto" la formazione musicale non ha un posto di rilievo nel sistema scolastico. La musica è la visione sensibile di un’epoca, la propria e un’epoca del passato, e, per comprendere il proprio tempo e le generazioni prima delle nostre, quale strada può essere migliore dell’ascoltare un canto, un’opera, una composizione musicale? Facilmente incline a una formazione astrattamente intellettuale e nozionistica, la scuola italiana si è privata di questa grande possibilità, con gravi conseguenze sulla cultura nel suo complesso. In questo quadro si colloca la Summer School su “ La musica nella cultura e nella scuola italiana ”, con lo specifico intento di avvicinare maggiormente gli insegnanti, i dirigenti scolastici, i giovani studenti universitari che vorranno insegnare, alla cultura e alla sensibilità musicale. Partecipare alla Summer school è un’esperienza di conoscenza, di scoperta, di nuovi rapporti e di nuove prospettive. È ciò che hanno vissuto e acquisito le decine di insegnanti di ogni ordine e grado, dalla scuola materna alla scuola superiore, che hanno preso parte alle Summer school di questi anni. La possibilità di confronto con colleghi di altre discipline e di altri livelli scolastici, su comuni tematiche e per altrettanto comuni obiettivi, non è l’ultimo dei motivi per partecipare ai tre giorni di Lucca-Montecatini, insieme ad alcuni fra i maggiori esponenti della cultura musicale italiana.

 

Concerto solidale per i minori

Milano Concerto solidale per i minori “Il cielo è di tutti” è il titolo della serata musicale che l’Orchestra dei popoli propone sabato 11 marzo per sostenere due progetti promossi dall’Associazione Realmonte, dalla Fondazione Ambrosoli e dall’Ateneo con i bambini della Siria e dell’Uganda. Il ricavato del concerto, promosso dall’ Associazione Francesco Realmonte Onlus e dalla Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital in collaborazione con l ’Università Cattolica , presso l’Auditorium Fondazione Cariplo in Largo Mahler a Milano alle 20.30, sarà devoluto a due progetti in particolare. Il primo è promosso dall’associazione Francesco Realmonte che finanzierà la formazione di operatori che lavorano con i bambini e adolescenti siriani nei campi profughi in Libano e in Kurdistan, secondo il modello di intervento realizzato dall ’Unità di ricerca sulla resilienza dell’Università Cattolica. Il secondo fa capo alla Fondazione Dr. Ambrosoli che finanzia le cure pediatriche dei bambini ricoverati per l’emergenza malaria al Dr. Ambrosoli Memorial Hospital. Per la realizzazione di questo concerto, un vero e proprio progetto di solidarietà condivisa, le due organizzazioni hanno scelto l’Orchestra dei Popoli Vittorio Baldoni, essa stessa simbolo di solidarietà. L’orchestra è infatti una comunità artistica composta da ragazzi di diversa età, culture e nazionalità, provenienti da situazioni di disagio sociale e accomunati dal talento per la musica, insieme a studenti e professionisti dei Conservatori e delle scuole a indirizzo musicale di Milano e della Lombardia. Il concerto è sostenuto dal Gruppo Azimut, dalla Fondazione Child Priority, in ricordo di Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia scomparsa nel dicembre 2016, e DriveNow.

 

Come sopravvivere a Sanremo

Milano Come sopravvivere a Sanremo Una piccola guida su come attrezzarsi alla visione, alla discussione o alla programmazione delle mosse per evitarlo. A meno che non si rimanga disconnessi da tutto, dal 7 febbraio in poi, difficile non imbattersi in un post, un programma Tv o radiofonico, una pagina di giornale, che parli del Festival. Il Festival, però, rimane per l’industria della musica una vetrina importante con effetti più immateriali: un buon passaggio può cambiare la percezione di un artista, il suo posizionamento, lanciare la carriera o rilanciarla, permettergli il salto verso un pubblico più ampio. Non capita sempre, e ovviamente non capita a tutti: ma finché il panorama dei media italiani non si doterà di un altro spazio così pervasivo e mainstream per far ascoltare nuove canzoni, il Festival di Sanremo rimarrà centrale, nel bene e nel male. Ma Sanremo, più che un approdo per reduci, è un proto-talent, che esiste da decenni. La seconda novità è che quest’anno le canzoni in gara sono ben 22, due in più dell’anno scorso, e dei in più delle edizioni di Fazio (che però faceva portare due canzoni a ogni artista). Solo che viene deciso in autonomia dal direttore artistico (Conti): che ha introdotto un contentino alla sala stampa (che vota nelle prime due sere), lasciando per le altre una giuria mista di esperti, demoscopica e un televoto (che è quello più “pesante”, il 40%).

 

Studenti Stars diventano critici musicali

brescia Studenti Stars diventano critici musicali Per venti allievi della prima edizione del Workshop in Critica musicale della sede bresciana dell’Ateneo, esperienza sul campo al Festival Pianistico internazionale di Brescia e Bergamo . Per alcuni di loro diventa addirittura oggetto di studio, con il sogno di farne una professione: quella di critico musicale. Come faranno venti allievi dello Stars , grazie alla collaborazione dell’Università Cattolica con il Festival Internazionale Pianistico di Brescia e Bergamo , una delle più prestigiose manifestazioni musicali a livelllo mondiale, che unisce le due città lombarde nel nome della grande musica. Per gli studenti della Cattolica si apriranno le porte del Festival per sperimentare sul campo le tecniche della critica musicale. I partecipanti sono studenti del corso di laurea Stars, selezionati dai curricula in Ideazione e produzione per i media e lo spettacolo e Giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale» spiega la professoressa Carla Bino , a cui si deve l’idea iniziale del progetto. I ragazzi coinvolti sono iscritti alla prima edizione del Workshop didattico in Critica musicale , - tenuto dal professor Enrico Girardi e attivato dall’Università a partire dal 27 aprile in collaborazione col Festival Internazionale Pianistico di Brescia e Bergamo, quest’anno incentrato sul tema “Beethoven e Napoleone” . Nel corso della mia carriera ho imparato molte cose direttamente sul campo, facendole» racconta il professor Girardi, critico musicale di trentennale esperienza.

 

Musica e solidarietà in Auditorium

Roma Musica e solidarietà in Auditorium Mercoledì 18 gennaio nella sede di Roma un concerto serale dedicato alla Mia Neri Foundation e alla Susan G. Komen Onlus, due realtà non profit attive rispettivamente sul fronte della ricerca per i tumori dei bambini e del cancro al seno. by Federica Mancinelli | 17 gennaio 2017 Sarà dedicato alla Mia Neri Foundation e alla Susan G. Komen Onlus il prossimo Concerto del Mercoledì che si terrà mercoledì 18 gennaio alle ore 21.00 presso l’Auditorium dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Si esibiranno sul palco Monaldo Braconi e Mirco Roverelli al pianoforte e Antonio Caggiano e Antonio Catone alle percussioni. musica #beneficenza #associazioni Facebook Twitter Send by mail A favore della ricerca La Mia Neri Foundation Onlus è nata nel 2014 con la missione di raccogliere fondi per sostenere la ricerca finalizzata alla scoperta di cure per i tumori dei bambini. Questi fondi vengono destinati secondo le indicazioni di un comitato scientifico composto da esperti di provata competenza e avranno, come sede privilegiata di utilizzo, la Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore/Policlinico Gemelli ( www.mianerifoundation.org ). La Susan G. Komen Italia è un’organizzazione non-profit che opera dal 2000 nella lotta ai tumori del seno con programmi di promozione della prevenzione, aggiornamento continuo degli operatori sanitari e supporto alle donne operate. Dal 2000 organizza anche la "Race for the Cure", una mini-maratona di solidarietà e di raccolta fondi dedicata a tutte le donne che hanno affrontato questa malattia, che partecipano per testimoniare un atteggiamento culturale più coraggioso e positivo nei confronti della malattia ( www.komen.it ).

 

Sanremo, dieci motivi per vederlo

MUSICA Sanremo, dieci motivi per vederlo Non tutti gli italiani lo guardano, ma se c’è qualcuno che non deve perdersi il Festival è chi da grande voglia occuparsi di comunicazione, management e marketing, di eventi, di moda e cultura. febbraio 2017 di Luca Monti * Perché consigliamo di prendere contatto con la manifestazione canora più amata? Perché all’ombra delle palme della Riviera ci sono molte cose da imparare per chi da grande voglia occuparsi di comunicazione, management e marketing, di eventi, di moda e cultura. Direzione artistica La decisione di mantenere salda un’idea artistica, seppur discutibile, permette di riconoscere lo stile Carlo Conti, il suo. È un toscanaccio, moderato, impiegatizio, molto veloce, serrato, con grande ritmo. Musica Dove va e che cosa sia oggi la fruizione della musica italiana? Le nuove proposte in particolare sono interessanti, non tanto i campioni, di certo gli ospiti, Tiziano Ferro e Carmen Consoli, Mika, Giorgia, Ricky Martin e anche studiare alcuni possibili prossimi successi radiofonici. Fashion Show La moda, gli abiti e le tendenze, la direzione di Carlo Conti ha imposto uno stile già dal 2015, Maria che sceglie Givenchy, la Atzei con Antonio Marras, una certa presenza sempre di Armani, lo stile metropolitano hipster, le barbe degli uomini. Su questo si può lavorare di più, creare un legame ancora più forte in termini di valorizzazione, una destagionalizzazione che ha a che fare coi grandi festival cinematografici di Venezia e Cannes. Quindi venite! Anche solo per vedere che cosa succede in città e state qui, con un occhio da operatori, da addetti ai lavori, siate curiosi, indagate e osservate, c’è tanto lavoro dietro questa manifestazione, emblema comunque di una certa idea della cultura italiana.

 

Milano-Sanremo: gli eventi in città

MILANO Milano-Sanremo: gli eventi in città Una guida per incontrare i cantanti del Festival che, tra live, promozione dei dischi e concerti, hanno scelto nei prossimi mesi il capoluogo lombardo, seconda migliore destinazione turistica nell’ultimo anno. Milano diventa palcoscenico per diverse star che passano di qui: Ron, Paola Turci, Fiorella Mannoia, Sergio Sylvestre, ma anche il torinese Samuel e la presentatrice-attrice Lodovica Comello, Marco Masini, Elodie. Mercoledì 15 febbraio: Marco Masini sceglie la libreria Mondadori Marghera per una chiacchierata e il lancio di “Spostato di un secondo”. Invece a Mondadori Duomo non perdetevi Raige, con il suo nuovo disco Alex, è lui anche autore di “Il mestiere della vita” di Tiziano Ferro. Venerdì 17 febbraio alla Mondadori Duomo è di scena Elodie, a Sanremo con “Tutta colpa mia”. Sabato 18 febbraio: Ermal Meta, albanese intenso e profondo, canterà “Vietato Morire”, terzo posto, presenterà il nuovo album omonimo alla libreria Mondadori Duomo, autore affermato già per Mengoni, Emma, Alessandra Amoroso, Patty Pravo e frontman del gruppo “La fame di Camilla” ci racconterà di sé e si questo successo meritato. Venerdì 24 febbraio: Feltrinelli Piemonte, Chiara, laureata in Economia alla Cattolica, racconta il nuovo album “Nessun posto è casa mia” Domenica 26 febbraio , ancora Mondadori Duomo con Michele Bravi, “Anime di carta”.

 

Monteverdi in concerto

milano Monteverdi in concerto A 450 anni dalla nascita del grande compositore, solisti, coristi e strumentisti dello Studium Musicale d’Ateneo Note d’inChiostro eseguiranno in aula magna opere sul tema “Affetti e contemplazioni”. Il 26 aprile solisti, coristi e strumentisti dello Studium Musicale di Ateneo Note d’inChiostro , sotto la guida di Giampiero Innocente , saranno protagonisti di un concerto dal titolo suggestivo: “ Affetti e contemplazione: sacro e profano in Monteverdi ”. Opere tratte dal Vespro della beata Vergine , dalla Selva morale e spirituale , dai Libri di madrigali e dalle sue Opere in musica si alterneranno sul palco dell’Aula Magna in un intreccio paradigmatico e significativo. L’idea del direttore Innocente, infatti, mira a evidenziare come la prospettiva degli “affetti” (mutuata da Monteverdi dalla musica rinascimentale e appartenente soprattutto alla musica profana) venga trasfigurata dal grande compositore in contemplazione sacra e liturgica. È questo uno dei segreti del successo della musica di Monteverdi: le composizioni sacre (prima parte del concerto) sono rilette alla luce dei temi che guidano le sue grandi “opere in musica” e madrigalistiche. Al mattino avrà luogo un Laboratorio cultural-musicale con interventi su Claudio Monteverdi a cura di quattro docenti e studiosi dell’Università Cattolica: Roberta Carpani, Enrico Girardi, Guido Milanese ed Enrico Reggiani (direttore scientifico dello Studium musicale di Ateneo Note d’inChiostro e docente di Linguaggi musicali in prospettiva storica dall’anno accademico 2017-2018). Per informazioni: notedinchiostro@unicatt.it #musica #monteverdi #notedinchiostro #concerto Facebook Twitter Send by mail PROGRAMMA PRIMA PARTE: CONTEMPLAZIONE Deus in adiutorium (dal “Vespro della Beata Vergine”, Venezia 1610) Beatus vir Primo (dalla “Selva morale e spirituale”, Venezia 1610).

 

Linus, la radio non tramonta

Il direttore artistico di Radio Deejay ha spiegato perché il mezzo radiofonico resiste al tempo e alle contaminazioni e quali sono le nuove professionalità per lavorare con successo. Lo ha ribadito, intervenendo a una lezione del master in Comunicazione Musicale dell’Università Cattolica , un “professore” d’eccezione come Linus , direttore artistico di Radio Deejay, ospite di Claudio Astorri, docente di Teoria e tecnica della radio. Negli oltre quarant’anni di lavoro in radio da protagonista e osservatore privilegiato, Linus ha percorso l’evoluzione della realtà radiofonica italiana, la “contaminazione” con Tv e web, le difficoltà legate alle frequenze e al mercato. Sapersi distinguere e mantenere un’identità e una coerenza che permetta di differenziarsi è il segreto di un successo durevole come quello di radio Deejay» ha affermato Linus. E se negli anni ’60 la fascia di età degli utenti era 15/25 e in genere dopo i 30 si smetteva in gran parte di seguirla, oggi il target si è spostato fino a 40 anni e oltre. Il ruolo del direttore artistico e dell’ufficio musica di una radio giocano in questo senso un ruolo sempre più importante. Per lanciare nuovi brani (senza dimenticare le esigenze della radio stessa), individuare speaker e dj con personalità che diano vita a programmi con diversi contenuti, progettare iniziative marketing che supportino l’esistenza di una radio serve svecchiare, avere curiosità, non replicare e saperlo fare».

 

La radio è viva, viva la radio

cattolicapost La radio è viva, viva la radio Il mezzo radiofonico è stato il più rapido ad affrontare senza traumi il passaggio al digitale e, nonostante i tanti anni sulle spalle, è sempre più popolare. Per questo secondo Giorgio Simonelli - docente di Giornalismo radiofonico e televisivo e direttore del nuovo master dell’ Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) Fare Radio Ideazione, produzione e gestione dei prodotti radiofonici in partenza a novembre - il passaggio dall’etere al digitale la coinvolge senza traumi. Persino contenuti distribuiti in forma di podcasting, selezionati per un consumo individuale, sono immessi in quell’immenso spazio di condivisione e di aggregazione rappresentato dai social media creando un nuovo pubblico, quello che Tiziano Bonini definisce pubblico reticolare ». L’evoluzione più recente della radiofonia è l’esigenza di mostrarsi agli occhi del pubblico, di diventare visibili , presenti fisicamente o almeno in una serie di immagini. Non possono quindi mancare professionisti in grado di gestire il fenomeno: video e fotomakers, organizzatori di quegli eventi in cui i protagonisti della comunicazione radiofonica appaiono in carne e ossa, in una sorta di epifania, ai loro fans». radio #comunicazione #musica #professioni Facebook Twitter Send by mail UNA PROFEZIA SBAGLIATA di Gianni Sibilla, direttore didattico del Master in Comunicazione musicale “ Video killed the radio star ” cantava una band alla fine degli anni ’70: quella canzone e quel video, nell’81, avrebbero inaugurato le trasmissioni di Mtv . Dalle nostre origini (nel 2017-1208 arriveremo alla 17esima edizione), una grossa parte delle lezioni del master è stato ed è ovviamente focalizzato sui diversi aspetti del rapporto tra radio e musica.

 

Nel congedo, la compiutezza

MILANO Nel congedo, la compiutezza Ogni canzone di Leonard Cohen , il cantautore canadese scomparso nei giorni scorsi, era già esperienza di un passato che viveva e vive come frammento di memoria. Non si può certo ridurre la presenza di Cohen alla sua voce, perché nella sua storia e nella sua vasta produzione di scrittore e poeta parrebbe che quasi occasionalmente i suoi testi poetici hanno trovato forma in canzoni. Eppure proprio in queste essi assumono quel tono di messaggio compiuto e definitivo, soprattutto nel primo periodo della sua attività di cantautore, grazie al suo modo di usare le parole come pietre, mai casuali, chiare pur essendo ricche di sfumature. Con essa Cohen ha lasciato un segno indelebile nella storia della canzone d’autore, e i suoi brani, a cominciare da quelli più sofferti e sentiti, quasi confessioni, diventavano materia di condivisione di una nostalgia che tutto pervade. Le sue canzoni sono nello stesso tempo racconti di frammenti di vita e immagini che si depositano sulla superficie di una giornata autunnale, rivelando quello che si muove sotto le loro apparenze, le loro risonanze, il loro essere momenti dell’eterno. Sembravano gli atti conclusivi della carriera di un artista che voleva essere così ricordato, come appariva nei suoi recital di quel periodo, come l’interprete di un’epoca che aveva voluto portare lo sguardo oltre di essa, per poi, forse, ritrarsene. In realtà ogni canzone di Cohen suona come un addio, un congedo, e questo ha spinto, già negli anni Sessanta, qualcuno a dire che le sue canzoni avevano un che di “vecchio” o di “anziano”.

 

Come diventare sinfonici

Roma Come diventare sinfonici All’Università Cattolica di Roma – Policlinico Gemelli un incontro in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con disabilità. Nel corso della mattinata molte e significative le testimonianze di rappresentanti delle Associazioni che si occupano di disabilità, e di docenti dell’Ateneo nel segno dell’inclusione, della vitalità e della speranza, senza cedimenti al solo coinvolgimento emozionale, ma finalizzate alla ricerca di soluzioni condivise e concrete. La giornata è proseguita con un doppio evento pomeridiano e serale che ha visto protagonista l’Orchestra Sinfonica Esagramma, di cui è direttore artistico Pierangelo Sequeri , che ha tra i componenti persone con disabilità, insieme a musicisti del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, nell’Auditorium dell’Università Cattolica. disabilita' #ricerca #musica Facebook Twitter Send by mail Le testimonianze Particolarmente coinvolgenti gli interventi dei rappresentanti del mondo delle Associazioni, delle Istituzioni scientifiche e dell’arte: “La Musica non dice, ma insegna a dire le cose difficili da dire – ha affermato la Professoressa Licia Sbattella , Direttore Scientifico dell’Orchestra Esagramma. Emozionanti le parole di Mario De Luca , scultore, che nei giorni precedenti ha esposto le sue opere nella hall del Policlinico Gemelli: “La mia personale esperienza mi ha insegnato che oltre ad aiutare chi ha bisogno nella vita c’è ben poco altro da fare”. Il professor Walter Ricciardi , Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità ha condiviso l’esperienza organizzativa nell’ambito delle malattie rare e Francesca Pasinelli , Direttore Generale della Fondazione Telethon, ha concluso i lavori: “Credo sia un vero privilegio per gli studenti essere formati in un contesto in cui si pensa così come oggi. Incontrando lo sguardo di famiglie e pazienti nella mia personale esperienza di questi anni ho capito che la Ricerca non è un fine in se stesso: la nostra vera missione è finanziare la Ricerca come mezzo per il fine ultimo del benessere di chi soffre”.

 

Danilo Rea apre i Concerti del mercoledì

Roma Danilo Rea apre i Concerti del mercoledì Sarà il Trio “ Doctor 3” del noto pianista jazz a inaugurare la tradizionale rassegna concertistica della sede romana dell’Ateneo. Otto concerti in cartellone fino ad aprile 2017 soprattutto di musica classica con incursioni nel jazz. Questo talentuoso gruppo fa dell’improvvisazione il suo punto di forza, sorretta dal linguaggio del jazz, consolidato in anni di affiatamento musicale. La rassegna musicale dei “Concerti del Mercoledì”, con la direzione artistica di Pietro Bria e Alessandro De Luca , si integra con quella dei “Giovani Artisti per l’Ospedale”, pomeriggi musicali nella hall del Gemelli offerti da oltre dieci anni con crescente successo ai degenti del Policlinico. “L’Università Cattolica riconosce alla musica un valore formativo – spiega il professor Bria – che tocca tutti quelli che vi partecipano e in particolare i suoi studenti preparandoli all’esercizio di quell’incontro empatico che è preliminare ad ogni relazione di presa in cura. Speriamo con le nostre proposte di ascolto di ricreare ancora quel clima di condivisione di esperienze attraverso la musica che è diventato il tratto caratteristico dei nostri concerti”. musica #concerti Facebook Twitter Send by mail Gli otto Concerti del mercoledì Otto sono i concerti in programma nell’Auditorium dell’Ateneo fino al mese di aprile 2017 che si caratterizzeranno, come ogni anno, per la varietà e l’originalità delle proposte.

 

Mercoledì musicali per i degenti del Gemelli

Roma Mercoledì musicali per i degenti del Gemelli Maria Vittoria Forgia e Lia Ungaro aprono la decima edizione della rassegna concertistica “Giovani artisti per l’ospedale” by Patrizia Del Principe | 20 ottobre 2009 E' tempo di musica al Policlinico universitario “Agostino Gemelli”. Dal 21 ottobre, la hall ogni mercoledì, alle ore 17.00, riprenderà a trasformarsi in una sala concertistica per ospitare la decima edizione della rassegna musicale “Giovani artisti per l’Ospedale”. Per la ‘prima’ si esibirà il duo pianistico composto da Maria Vittoria Forgia e Lia Ungaro . La stagione concertistica dedicata ai degenti ( programma completo .Pdf ), ma aperta anche a tutti i visitatori del Gemelli, proseguirà fino a giugno 2010. La rassegna è nata nell’anno 2000 in continuità con l’iniziativa “Musica negli Ospedali”, promossa alcuni anni fa dal compianto maestro Giuseppe Sinopoli , in collaborazione con i Conservatori di musica della Regione Lazio, che il Gemelli ha ospitato insieme con altri ospedali di Roma. Il successo di questa iniziativa – spiega il prof. Bria - e la partecipazione vissuta da parte dei pazienti ci confermarono il ruolo altamente positivo che la musica può assolvere nel favorire quel necessario legame di solidarietà che ci mette in contatto con il mondo della sofferenza». Per informazioni: tel.06 30155715 - 4886 #musica #concerti #gemelli Facebook Twitter Send by mail.

 

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