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Il mio primo Sanremo

SPETTACOLO Il mio primo Sanremo Il Festival raccontato, da dietro le quinte del grande circo dell’informazione, dalla nostra inviata della Scuola di Giornalismo, alle prese con sala stampa, interviste e giornate infinite. La sala è enorme, con lunghe file di banchi: sembra un po’ di essere a scuola, solo che qui si lavora molto di più. È tutto un ticchettio di tastiere di computer, ci sono telecamere e microfoni ovunque, blocchi di carta stampata a non finire, e in sottofondo la parlata ininterrotta dei giornalisti radio, il rumore dei passi avanti e indietro di chi si attacca al telefono alla disperata ricerca di un’intervista esclusiva. La prima comincia alle 12.30 ed è quella con i conduttori, che rispondono di quanto avvenuto nella serata precedente e anticipano ciò che accadrà nella successiva. E poi ci sono le conferenze dal vivo, quelle con i cantanti: in quel caso è tutto uno sciame di telecamere, microfoni, giornalisti urlanti che corrono a prendersi la pole position per poter riprendere al meglio la scena. Ma il momento più sentito, niente da fare, è stato quando Baglioni e Fiorello hanno cantato “E tu”: il lavoro in sala stampa si è sostanzialmente interrotto per quel lasso di tempo. Una canzone è davvero potente se sa rubare l’attenzione in questo modo, soprattutto se sono passati più di 40 anni da quando si è fatta ascoltare per la prima volta.

 

Il Festival cresce sui social

SPETTACOLO Il Festival cresce sui social Rispetto agli anni scorsi Sanremo è diventato un modo per trovare temi comuni di chiacchiera e di riflessione. Al piano di sotto in “Casa Sanremo” Giorgia Venturini , Giulia di Leo , Serena Cauzzi , Lorenzo Romandini ( nella foto in alto ), i quattro allievi sempre del team della scuola, aspiranti redattori, reduci da interviste al Grand Hotel des Anglais. Un prodigio di design oltre che la scena proprio per la realizzazione e la progettazione di una serie di impianti di fonica, di logistica, anche di relazione con il pubblico in sala. Eravamo in sala anche alla finale del 2015, dove lo show era molto calibrato sula diretta tv, oggi la tecnologia permette di valorizzare l’aspetto teatrale e in presenza del pubblico, possiamo nascondere i cameramen, pilotare macchine minuscole che si celano in pezzi della scena o tra l’orchestra. Da qui la scena monumentale, barocca, sembra davvero di stare davanti ad un monumento in una grande piazza italiana, come a Trinità dei Monti, al Vittoriano, al Colosseo, o a Venezia in San Marco, piazza del Campo a Siena o nell’anfiteatro di Lucca. Non smettono di fibrillare i social; per le prime tre puntate del festival si sono registrate e 13 milioni di interazioni con un aumento rispetto alla precedente edizione del 7%; la piattaforma che registra maggiore crescita è proprio Twitter, 100% in più di interazioni ogni singola serata, dati interessanti. Il Festival diventa conversazione, critica, un modo per trovare temi comuni di chiacchiera e di riflessione, polemizzando, parlando, stando insieme a consumare una birra e una pizza davanti al teleschermo.

 

Guarda Sanremo e conoscerai l'Italia

Riconoscendo che il Festival è da sei decenni il termometro con cui misurare la temperatura del Paese e la colonna sonora del nostro sentirci nazione. febbraio 2018 di Giuseppe Lupo * Sarebbe una banalità se dicessi che il Festival di Sanremo possiede una capacità seduttiva in grado di coinvolgere qualsiasi individuo, ma voglio correre ugualmente questo rischio: è una manifestazione a cui nessuno, almeno nella serata finale, riesce a opporre resistenza. L’Italia delle bianche colombe, dei papaveri e delle papere (una nazione un po’ ingenua, ma anche sofferente per questa finta ingenuità che le circostanze impongono) finisce quando comincia quella tumultuosa delle manifestazioni operaie dell’autunno caldo e dell’ austerity . E non di rado è accaduto che nei ritornelli più bistrattati, quelli dove troppo facilmente circolavano parole di una quotidianità logora e incolore, sia transitata la vita degli individui destinati a rimanere numeri adatti alle statistiche. Eppure anche da lì è transitata la colonna sonora che per noi italiani ha significato sentirci nazione, sentirci dentro una memoria che si è fatta patrimonio di tutti. Ma il momento più sentito, niente da fare, è stato quando Baglioni e Fiorello hanno cantato “E tu”: il lavoro in sala stampa si è sostanzialmente interrotto per quel lasso di tempo. Una canzone è davvero potente se sa rubare l’attenzione in questo modo, soprattutto se sono passati più di 40 anni da quando si è fatta ascoltare per la prima volta.

 

Sanremo, pop up di meraviglie

MUSICA Sanremo, pop up di meraviglie Il Festival è una perfetta macchina da televisione, una specie di scansione impiegatizia. Il carosello della memoria, il bianco e nero si illumina di colori HD, prezioso archivio delle belle canzoni non prime, ma vincenti, un ponte con il passato che arriva fino a qui: gustosa sintesi del sentire pop italiano. Di questo è fatto il terzo Festival di Carlo Conti : una perfetta macchina da televisione, una specie di scansione impiegatizia, tirata, veloce, a tratti una serialità che annoia. Anche la regia di Maurizio Pagnussat è un po’ ingessata e poco abituata al qui e ora del teatro: “Maria” gioca con i giganti dello sport, si nasconde dietro la pallavolista, la telecamera stringe stretto sul primo piano: peccato abbiamo perso un’occasione di fare show. Per chi vive di cultura e di eventi culturali Sanremo è un caleidoscopio di meraviglie, una macchina che la Rai riesce a tenere costantemente agile, veloce, nonostante un impegno enorme di persone, sei studi televisivi oltre all’Ariston, 40 giorni di lavoro per allestire, turni infiniti. Muoversi a Sanremo diventa complicato, si passa al metal detector da 10 punti di accesso, un enorme apparato di sicurezza: 274 telecamere di sorveglianza, non dentro il teatro, ma che garantiscono la sicurezza di chi vive in città. E sullo sfondo la Liguria, una città di mare chiusa tra le montagne, ristoranti e alberghi pieni, un volteggiare di leggerezza, l’Italia sembra lontana, con la sua politica i suoi problemi, almeno per qualche giorno dimentichiamoci della realtà e lasciamoci travolgere da uno spirito comunque festoso e carnevalesco.

 

Come sopravvivere a Sanremo

Milano Come sopravvivere a Sanremo Una piccola guida su come attrezzarsi alla visione, alla discussione o alla programmazione delle mosse per evitarlo. A meno che non si rimanga disconnessi da tutto, dal 7 febbraio in poi, difficile non imbattersi in un post, un programma Tv o radiofonico, una pagina di giornale, che parli del Festival. Il Festival, però, rimane per l’industria della musica una vetrina importante con effetti più immateriali: un buon passaggio può cambiare la percezione di un artista, il suo posizionamento, lanciare la carriera o rilanciarla, permettergli il salto verso un pubblico più ampio. Non capita sempre, e ovviamente non capita a tutti: ma finché il panorama dei media italiani non si doterà di un altro spazio così pervasivo e mainstream per far ascoltare nuove canzoni, il Festival di Sanremo rimarrà centrale, nel bene e nel male. Ma Sanremo, più che un approdo per reduci, è un proto-talent, che esiste da decenni. La seconda novità è che quest’anno le canzoni in gara sono ben 22, due in più dell’anno scorso, e dei in più delle edizioni di Fazio (che però faceva portare due canzoni a ogni artista). Solo che viene deciso in autonomia dal direttore artistico (Conti): che ha introdotto un contentino alla sala stampa (che vota nelle prime due sere), lasciando per le altre una giuria mista di esperti, demoscopica e un televoto (che è quello più “pesante”, il 40%).

 

Sanremo, dieci motivi per vederlo

MUSICA Sanremo, dieci motivi per vederlo Non tutti gli italiani lo guardano, ma se c’è qualcuno che non deve perdersi il Festival è chi da grande voglia occuparsi di comunicazione, management e marketing, di eventi, di moda e cultura. febbraio 2017 di Luca Monti * Perché consigliamo di prendere contatto con la manifestazione canora più amata? Perché all’ombra delle palme della Riviera ci sono molte cose da imparare per chi da grande voglia occuparsi di comunicazione, management e marketing, di eventi, di moda e cultura. Direzione artistica La decisione di mantenere salda un’idea artistica, seppur discutibile, permette di riconoscere lo stile Carlo Conti, il suo. È un toscanaccio, moderato, impiegatizio, molto veloce, serrato, con grande ritmo. Musica Dove va e che cosa sia oggi la fruizione della musica italiana? Le nuove proposte in particolare sono interessanti, non tanto i campioni, di certo gli ospiti, Tiziano Ferro e Carmen Consoli, Mika, Giorgia, Ricky Martin e anche studiare alcuni possibili prossimi successi radiofonici. Fashion Show La moda, gli abiti e le tendenze, la direzione di Carlo Conti ha imposto uno stile già dal 2015, Maria che sceglie Givenchy, la Atzei con Antonio Marras, una certa presenza sempre di Armani, lo stile metropolitano hipster, le barbe degli uomini. Su questo si può lavorare di più, creare un legame ancora più forte in termini di valorizzazione, una destagionalizzazione che ha a che fare coi grandi festival cinematografici di Venezia e Cannes. Quindi venite! Anche solo per vedere che cosa succede in città e state qui, con un occhio da operatori, da addetti ai lavori, siate curiosi, indagate e osservate, c’è tanto lavoro dietro questa manifestazione, emblema comunque di una certa idea della cultura italiana.

 

Milano-Sanremo: gli eventi in città

MILANO Milano-Sanremo: gli eventi in città Una guida per incontrare i cantanti del Festival che, tra live, promozione dei dischi e concerti, hanno scelto nei prossimi mesi il capoluogo lombardo, seconda migliore destinazione turistica nell’ultimo anno. Milano diventa palcoscenico per diverse star che passano di qui: Ron, Paola Turci, Fiorella Mannoia, Sergio Sylvestre, ma anche il torinese Samuel e la presentatrice-attrice Lodovica Comello, Marco Masini, Elodie. Mercoledì 15 febbraio: Marco Masini sceglie la libreria Mondadori Marghera per una chiacchierata e il lancio di “Spostato di un secondo”. Invece a Mondadori Duomo non perdetevi Raige, con il suo nuovo disco Alex, è lui anche autore di “Il mestiere della vita” di Tiziano Ferro. Venerdì 17 febbraio alla Mondadori Duomo è di scena Elodie, a Sanremo con “Tutta colpa mia”. Sabato 18 febbraio: Ermal Meta, albanese intenso e profondo, canterà “Vietato Morire”, terzo posto, presenterà il nuovo album omonimo alla libreria Mondadori Duomo, autore affermato già per Mengoni, Emma, Alessandra Amoroso, Patty Pravo e frontman del gruppo “La fame di Camilla” ci racconterà di sé e si questo successo meritato. Venerdì 24 febbraio: Feltrinelli Piemonte, Chiara, laureata in Economia alla Cattolica, racconta il nuovo album “Nessun posto è casa mia” Domenica 26 febbraio , ancora Mondadori Duomo con Michele Bravi, “Anime di carta”.

 

Musica, l’Isola che c’è

MILANO Musica, l’Isola che c’è Ettore Folliero, responsabile marketing per l’Italia, racconta al master Eventi Culturali il Sziget festival di Budapest, uno degli eventi musicali con più presenze al mondo a base di suoni, giochi, spettacoli e balli. Ettore Folliero , responsabile marketing del festival per l’Italia, l’ha raccontato agli studenti che hanno partecipato all’ultimo appuntamento del ciclo “Eventi Pop”, organizzato dal master Eventi Culturali (Mec) dell’Università Cattolica. Lo Sziget nacque nel 1993 per volontà di alcuni studenti ungheresi come reazione alla caduta del muro di Berlino: l’ansia di libertà e l’amore per la musica si fusero dando vita a un composto dal sapore esplosivo e dai mille colori. Se la prima edizione fu una modesta rassegna di artisti a cui partecipò un pubblico locale, già dalla seconda cominciò a crescere e a diventare il mosaico di esperienze che è ora, ospitando persino artisti di fama internazionale, tra cui si sono distinti cantanti italiani come Jovanotti e Caparezza. Attirati dagli artisti stranieri sono arrivati tanti giovani, che oggi vengono da 95 paesi diversi pur di partecipare a un evento che offre ai primi la possibilità di farsi conoscere all’est e ai secondi un’emozione collettiva. Le domande del pubblico hanno portato l’attenzione sulla reazione degli abitanti di Budapest, che a causa della grandezza degli impianti audio partecipano loro malgrado alla manifestazione; le lamentele non sono mancate, ma le entrate garantite hanno smorzato le critiche. Ruolo di primo piano ha avuto il problema della sicurezza, rispetto al quale Folliero ha sottolineato come un festival sia potenzialmente meno pericoloso di un concerto singolo perché c’è una copertura superiore, tanto che durante i sette giorni dell’evento non si sono mai verificati episodi gravi.

 

Manzi, vi racconto cos’è Sanremo

MILANO Manzi, vi racconto cos’è Sanremo Domani 25 novembre il responsabile comunicazione RAI 2 e Coordinatore Comunicazione delle ultime 25 edizioni del Festival spiega agli studenti del master Mec come un evento culturale diventa un fenomeno pop. Tonino Man zi, responsabile comunicazione RAI 2, domani, 25 novembre 2015 alle 16.30, nell’aula SA 224 di via Sant’Agnese 2 a Milano, dialogherà con gli studenti del master in Ideazione e progettazione degli eventi culturali ( Mec ) dell’Università Cattolica. Durante l’incontro è emerso l’orgoglio degli organizzatori di essere riusciti a creare un evento di così grande risonanza in una cittadina come Lucca, considerando le sue dimensioni (90 mila abitanti) e i commenti di alcuni lucchesi sulla folla che soffoca le via del centro nei giorni del festival. Per capire come ciò sia stato possibile può essere utile pensare al calabrone dell’aforisma di Sikorsky che a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare non potrebbe volare, eppure continua a librarsi con leggerezza sui prati in fiore. Un’altra caratteristica vincente della fiera emerge dalle tante domande che il più o meno giovane pubblico ha posto a Vietina nel corso dell’incontro: i partecipanti non si sentono solo dei visitatori passivi, ma sono i veri protagonisti della manifestazione. L’effettiva tutela e la sicurezza dei partecipanti sono inoltre garantite dall’ente organizzatore, come ha tenuto a sottolineare il vice direttore spiegando che questo aspetto è fondamentale per la riuscita di un evento. A prima vista potrebbe sembrare sminuente per una città attrarre così tante persone solo in occasione di una grande fiera, ma a volte è necessario guardare al di là delle motivazioni e godersi il risultato.

 

Sanremo, ecco chi vincerà quest’anno

Milano Sanremo, ecco chi vincerà quest’anno Perché conta ancora così tanto? È Tv o musica? E perché i cantanti ci vanno? Il professor Gianni Sibilla, direttore del master in Comunicazione musicale dell’Ateneo, risponde alle domande cruciali sul Festival, senza sottrarsi a quella che conta di più. febbraio 2016 di Gianni Sibilla * «Perché Sanremo è Sanremo»: quando si deve spiegare il Festival si ricorre sempre al vecchio slogan di Pippo Baudo. Provo a rispondere ad alcuni quesiti - lasciando per ultima la domanda più banale - quella che poi alla fine conta davvero, quella che mi fanno regolarmente quando si avvicina febbraio. E allora? I cantanti vanno a Sanremo per la visibilità: per lanciare un disco e fare in una settimana la promozione che solitamente si fa in molto più tempo (sebbene in una settimana in cui tutti, per una volta, parlano troppo di musica). La storia che ci è stata raccontata di più è quella de Il Volo, i tre ragazzi scoperti dal regista Roberto Cenci a “Ti lascio una canzone” e lanciati da Tony Renis all’estero, che avevano bisogno di farsi conoscere in Italia. Chi vince quest’anno? Le teorie complottistiche sul Festival abbondano da sempre - e non si può certo escludere che qualche manipolazione del risultato sia davvero avvenuta negli anni - magari con metodi più raffinati e sfumati di quelli che si raccontano in giro. Il dato reale, però, è che Sanremo ha un regolamento che varia di anno in anno, e che ovviamente influisce sul risultato finale: per esempio, gli anni in cui contava di più il televoto sono stati dominati dai reduci dei talent, che hanno già un seguito di fan televisivi.

 

Chiara, a un passo da Sanremo

Milano Chiara, a un passo da Sanremo Forte solo della sua voce e della sua passione, senza manager o etichette alle spalle, ha “rischiato” di salire sul palco dell’Ariston. Dopo una prima selezione che ha portato i concorrenti al numero di 40, si è conquistata il posto di finalista, assieme ad altri sette concorrenti. Tra gli otto finalisti una commissione Rai ha selezionato i due artisti che parteciperanno al festival nazionale, ma Chiara non ha dubbi del valore della sua esperienza: «Non è stato fondamentale essere una delle due scelte finali. Oltre a una rielaborazione di varie canzoni straniere, Chiara ha creato autonomamente alcuni brani, rigorosamente in italiano: «Durante questa esperienza sanremese mi sono resa conto di quanti ragazzi in Italia sappiano scrivere musica veramente bene, sia per la linea melodica che per le parole. E proprio questa attenzione ha guidato Chiara nella creazione della sua “Le buone ragioni”, brano con cui si è esibita ad Area Sanremo e che ha scritto con Zibba - Sergio Vallarino, fondatore del gruppo “Zibba e Almalibre”. Al di là delle questioni tecniche, Chiara non ha dubbi su quanto potere abbia la musica in un gruppo di giovani: «Quando condividi la passione per una cosa così bella, è inevitabile entrare in sintonia subito: è un linguaggio universale. Dalla prima esibizione al teatro dell’Aquila di Fermo, in cui ha cantato a soli 10 anni Angelo di Francesco Renga, il suo percorso ha già toccato traguardi importanti: finalista al festival di Castrocaro nel 2013, nello stesso anno ha aperto il concerto di Alexia a Monte S. Giusto.

 

Sanremo, il Mec sbarca al Festival

MILANO 09 febbraio 2016 Sanremo, il Mec sbarca al Festival Per il più classico degli eventi Pop italiani, il master dell’Ateneo insieme alla rivista Revolart e ad alcuni fortunati studenti del nostro Ateneo, ha il suo tavolo in Sala Stampa Lucio Dalla. Qui però il gusto popolare e il ritrovarsi, intorno alla canzone, sembra segnare un più, come se avessimo trovato una intima essenza del popolo italiano, festaiolo, leggero, ma soprattutto creativo, artigiano. Carlo Conti snocciola numeri ragguardevoli e commenta le scelte dei cantanti, sempre per accontentare un’idea di famiglia allargata giovani e meno giovani. Martedì fa la sua comparsa Elton John e proprio gli ospiti sembrano uno dei punti di forza di quest’anno Hozier , Laura Pausini , Nicole Kidman , Elisa , Renato Zero , Eros Ramazzotti , i Pooh , Enrico Brignano , Nino Frassica , Aldo Giovanni e Giacomo e Cristina D’Avena . Nella prima serata vedremo dieci Campioni in gara: Arisa , Bluvertigo , Giovanni Caccamo e Deborah Iurato , Dear Jack , Irene Fornaciari , Lorenzo Fragola , Noemi , Rocco Hunt , Enrico Ruggeri e Stadio . Venerdì 12 ritroveremo sul palco tutti i Big e, di questi, quindici passeranno alla finale, ai quali si dovrà aggiungere un ripescato, fra cinque provvisoriamente eliminati. Sabato 13 serata conclusiva, l’esibizione degli artisti ancora in gara e la proclamazione del vincitore, il quale sarà decretato in seguito al giudizio espresso da televoto, Sala Stampa e Giuria demoscopica.

 

Perché Sanremo è Sanremo

MILANO Perché Sanremo è Sanremo Tonino Manzi , coordinatore di comunicazione e stampa della kermesse della canzone italiana per 25 anni, ha raccontato il “suo” festival, un evento pop che si intreccia con la storia della tv italiana, inevitabilmente legata alla storia con la S maiuscola. dicembre 2015 Come è possibile che un festival ultrasessantenne riesca ancora oggi ad avere un pubblico e parlare a tutti? L’unica risposta possibile si trova nel ritornello martellate della sigla del programma che recita a chiare lettere “Perché Sanremo è Sanremo”. Perché Sanremo non è solo una macchina mediatica dai numeri altisonanti, dai dietro le quinte labirintici, dai ritmi frenetici di una sala stampa sempre affollata, o un evento musicale fine a se stesso, è soprattutto la cartina al tornasole di un’epoca. Le domande del pubblico hanno concluso l’interessante excursus sulla storia, si è parlato di sicurezza, ricordando l’irruzione sul palco di Mario Appignani , Cavallo Pazzo, durante la prima serata del ‘92. Manzi ha sottolineato come il tema sia un punto caldo che si deve tenere ben presente, pur non essendo possibile barricare il festival, atto che creerebbe solo paura negli spettatori senza per altro produrre un effetto più efficace. Ha infine ragionato sull’importanza del web che oggi è un interlocutore imprescindibile durante le conferenze stampa, tanto che è stata creata una sala apposita al Palafiori per accogliere i giornalisti di radio e web. Se dopo questa presentazione vi state ancora chiedendo quale sia il motivo della popolarità del programma pensate che sarà capitato anche a voi di avere una musica in testa, sentire una specie di orchestra suonare suonare suonare suonare….

 
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