La tua ricerca ha prodotto 10 risultati per scuola:

Lavoro, dunque sono!

Brescia Lavoro, dunque sono! Il convegno ha affrontato la controversa questione dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e del basso tasso occupazionale. Cause del deficit: la crisi economica e un eccesso di familismo, il rimedio è saper puntare su competenze umane. by Bianca Martinelli | 16 marzo 2017 Tra le questioni contemporanee che più necessitano di un’accurata riflessione, quella del rapporto problematico tra giovani e ingresso nel mondo del lavoro è certamente una della più urgenti. Di quest’urgenza – tale poiché inscindibilmente legata al futuro di intere generazioni – delle cause e delle competenze da mettere in campo per giungere ad una soluzione, si è parlato nel convegno “La vocazione del lavoro, il lavoro come vocazione”. In questo senso, le politiche dello Stato non dovrebbero essere rivolte solo all’erogazione di sussidi e aiuti alle classi sociali in difficoltà e ai ceti bassi, ma anche ragionare in prospettiva, tenendo conto dell’inevitabile ricambio generazionale. Un dato di grande interesse che emerge nella terza parte dello studio è dato da quella che viene definita “mappatura delle propensioni di studio” in cui si dà notizia di come un’eccessiva attitudine possa accentuare il distacco e l’allontanamento dei ragazzi da una concezione lavorativa. In questo contesto trovano infine spazio ipotesi e strategie da mettere in atto per arginare l’emergenza: tra queste spiccano i recenti programmi d’inserimento degli studenti negli ambienti lavorativi, come ad esempio è il caso dell’alternanza scuola-lavoro, o la possibilità di corredare il proprio curriculum vitae con esperienze formative all’estero.

 

A scuola bambini spreconi

BRESCIA A scuola bambini spreconi Secondo una ricerca Asa, ogni alunno butta al giorno un etto del cibo che mangia in mensa. Lo studio, condotto tra oltre mille ragazzi degli istituti di Brescia e provincia, produrrà attività di prevenzione e formazione con allievi, genitori e insegnanti. È l’entità dello spreco alimentare tra gli allievi delle scuole primarie secondo una ricerca condotta dall’Alta Scuola per l’Ambiente ( Asa ) tra poco più di mille bambini di 12 istituti di Brescia e provincia. Un dato preoccupante, che si inserisce in un fenomeno complessivo più ampio, che pone interrogativi sugli squilibri di consumo nel mondo e sulla disparità sociale tra chi spreca e chi non ha da mangiare. Stando ai dati del Rapporto Waste Watcher 2015, lo spreco alimentare costa ogni anno mille miliardi di dollari, una cifra già enorme, ma che sale a 2.600 miliardi se si contano anche i costi legati allo spreco di acqua e all’impatto ambientale. Solo l’Unione europea ogni anno spreca 90 milioni di tonnellate di cibo, di cui 47 milioni in ambiente domestico. In Italia lo spreco alimentare vale, invece, oltre 13 miliardi di euro all’anno, circa l’1% del Pil. Di questi, circa 8,4 miliardi di euro sono riconducibili agli sprechi domestici, ben 6,7 euro settimanali a famiglia.

 

La scuola oggi, povera e multiculturale

Brescia La scuola oggi, povera e multiculturale La giornalista Benedetta Tobagi ha presentato il suo ultimo volume “La scuola salvata da bambini”, in cui illustra problematiche e situazioni connesse all’istruzione e all’immigrazione con cui insegnanti e studenti si trovano a dover convivere. Benedetta Tobagi , autrice, giornalista di Repubblica e conduttrice radiofonica, ha presentato in Cattolica la sua ultima fatica letteraria, edita da Rizzoli, in cui affronta i temi strettamente connessi tra loro - delicati e attualissimi - dell’immigrazione e dell’istruzione. Ad introdurre e dialogare con l’autrice, nell’aula Magna dell’Università, sono intervenuti il Preside della Facoltà di Scienze delle Formazione Luigi Pati , e i docenti Domenico Simeone e Pierluigi Malavasi , quest’ultimo coordinatore della Laurea magistrale in Progettazione pedagogica delle risorse umane. Tra i dati di fatto che accompagnano la contemporaneità del mondo scolastico attuale emerge infatti sempre più prepotentemente la paura e la reticenza dei genitori italiani ad iscrivere i propri figli in scuole con un’alta presenza di studenti stranieri. Da giornalista, ho quindi sentito l’obbligo morale di effettuare un ricerca sul tema: mi sono così ritrovata a compiere un viaggio, prima interiore e poi attraverso le scuole d’Italia, e un’analisi nella mia stessa ipocrisia democratica». Tra i dati di maggior rilievo illustrati da Tobagi: «La fuga di genitori e alunni italiani non è stata conseguente alla presenza di alunni immigrati, bensì è avvenuta in seguito al taglio delle risorse agli istituti. Ne ho ricavato una chiave di lettura della società: molto dei problemi della società odierna hanno alla base un processo di mancata integrazione; occorre capire che la scuola è quel luogo dove realmente, se si agisce correttamente, è possibile incidere sulla società del futuro».

 

Insegnanti, la formazione è d'obbligo

cattolicapost Insegnanti, la formazione è d'obbligo Circa un quinto del personale a tempo indeterminato del sistema scolastico italiano sarà interessato finalmente dalla nuova strategia per lo sviluppo professionale continuo dei docenti. Un rinnovamento che impone un grande sforzo di formazione anche in relazione all’evoluzione complessiva del sistema introdotta dalla nuova normativa: piano triennale dell’offerta formativa, valutazione delle scuole, alternanza scuola lavoro, premialità, organico di potenziamento, individuazione per competenze» aggiunge Bonelli. Gli insegnanti infatti costituiscono la “risorsa chiave” per il miglioramento del nostro sistema educativo» spiega Davide D’Amico , dirigente Ufficio Formazione del personale scolastico, formazione dei dirigenti scolastici e accreditamento enti della direzione generale per il Personale scolastico del Miur, a cui chiediamo quali sono le finalità della formazione continua. Come incentivare il personale e come motivarlo? «Stimolare la collaborazione e il lavoro in rete, la sperimentazione di nuove metodologie didattiche, l’attivazione di percorsi di ricerca/azione e di laboratori per lo scambio delle “best practices”, sono alcune delle modalità da privilegiare per la formazione degli insegnanti. Tanto più ci sarà collaborazione, condivisione degli obiettivi sia a livello di singola scuola (dirigente scolastico, docenti e personale amministrativo) sia tra i dirigenti scolastici delle scuole della rete d’ambito, tanto più vi sarà la possibilità di realizzare iniziative di qualità e di ricaduta positiva sugli alunni». Il piano per la formazione dei docenti (2016-2018) prevede che “vengano studiate con le università possibili connessioni con i modelli di formazione iniziale”; e ancora prevede che “saranno valutate le azioni di tirocinio nelle scuole; saranno promosse azioni specialistiche (master e corsi di alte professionalità). formazione #scuola #docenti #insegnanti Facebook Twitter Send by mail E IN CATTOLICA SI FORMA ANCHE IL PERSONALE DELLE PARITARIE Direzione e gestione delle scuole paritarie degli istituti religiosi : è il titolo del corso dell’Alta Scuola Altis , diretto dal professor Marco Grumo , per dare nuova competitività all’intero sistema.

 

Cattolica e Gambara, siglato il patto di collaborazione

Brescia Cattolica e Gambara, siglato il patto di collaborazione L'ateneo bresciano e il liceo cittadino hanno ufficializzato la cooperazione avviata da anni. Obiettivi comuni: la realizzazione di attività didattico-formative, ma anche la prevenzione dell’abbandono scolastico e “alternanza scuola-lavoro”. “L’idea è nata qualche mese fa dall’evidenza di come le iniziative di collaborazione tra i due istituti scolastici fossero già moltiplicate e diversificate – ha raccontato il Dirigente del Gambara, Giovanni Spinelli – è parso dunque spontaneo ipotizzare una convenzione quadro che desse sistematicità a questo rapporto ormai permanente. Tra le varie, con Università Cattolica abbiamo in essere diverse iniziative di alternanza scuola-lavoro: novità del sistema scolastico che ha sistematizzato quello che una volta erano gli stage ei tirocini e che nel nostro caso riguarda ben 250 nuovi studenti ogni anno”. Già da tempo, infatti, gli studenti delle varie Facoltà universitarie svolgono stage e tirocini tra i banchi del liceo cittadino; allo stesso tempo gli studenti del Gambara svolgono nell’Ateneo di via Trieste le ore previste dalla legge 107/2015, la cosiddetta Alternanza scuola lavoro . “Grazie all’iniziativa di nostri docenti o di quelli della Cattolica, abbiamo continuamente interventi specialistici di docenti universitari all’interno del liceo, incentrati su particolari snodi formativi che interessano il Gambara come ad esempio le scienze linguistiche o sociali” ha inoltre sottolineato Spinelli. Da oggi, grazie alla convezione stipulata, particolare attenzione sarà inoltre rivolta ai temi dell’orientamento scolastico-professionale, della prevenzione del rischio e dell’abbandono scolastico, della promozione di benessere e bilancio delle competenze nonché sullo sviluppo di programmi sulla legalità e la cittadinanza.

 

Autismo a scuola, la scelta dell’inclusione

Milano Autismo a scuola, la scelta dell’inclusione L’istituzione scolastica italiana ha saputo integrare molti allievi con disabilità, permettendo a molti di farsi strada negli studi e nel lavoro. aprile 2016 di Luigi D'Alonzo* È importante mettere dei punti fermi sull’autismo e condividerli in modo da offrire agli educatori, insegnanti e operatori delle basi di appoggio condivise per indirizzare il loro lavoro. Gli studi sul cervello con la tecnica di neuroimmagine dimostrano che i soggetti con autismo attivano con successo aree cerebrali normalmente preposte ad altri tipi di compiti con processi chiaramente di tipo compensatorio. Gli interventi di cura precoci sono stati associati a miglioramenti importanti ma molti studi indicano che i fattori più attendibili degli esiti evolutivi sono variabili esterne al trattamento, come le abilità linguistiche, sociali, e imitative e il livello intellettivo del bambino prima di iniziare il trattamento. Il numero di alunni con deficit nelle scuole italiane è cresciuto negli ultimi anni e, secondo l'ISTAT, nell'anno scolastico 2014/15 sono 153.848 gli alunni con disabilità (3,4% del totale). Essenziali sono l’intervento precoce e la consapevolezza che la promozione dello sviluppo dell’educando avviene soprattutto attraverso un contatto umano di valore, colmo di accettazione e di incontro con l’altrui persona e che tutto ciò alimenta una crescita maturativa. Intenzionalità e competenza costituiscono dunque un binomio inscindibile che deve governare l’evento educativo guidandolo in una prospettiva progettuale volta a promuovere nel soggetto handicappato itinerari di maieutica personale funzionali alla sua condizione di diversità.

 

Scuola - lavoro, un binomio da valorizzare

Ad interrogarsi sul tema, giovedì 10 marzo nell’ambito del convegno internazionale “Un curriculo per la vita” - organizzato dal dipartimento di Pedagogia e dal corso di laurea magistrale in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane , coordinato da Pierluigi Malavasi , si sono riuniti studiosi, rappresentanti d’impresa e dirigenti scolastici. Se fino ad ora, erano infatti solo gli istituti tecnici e professionali ad avere l’obbligatorietà di stage e tirocini in azienda, la 107 introduce anche per i licei l’obbligo di 200 ore per avvicinarsi al mondo del lavoro e aumenta a 400 quelle degli istituti professionali. In particolare, abbiamo intensificato le collaborazioni già esistenti e ne abbiamo create di nuove come, ad esempio, quelle con alcuni laboratori di analisi biomedicali o con gli Spedali Civili di Brescia. Frequentando il modo dell’impresa lo studente ha certamente modo di capire, intuire o farsi un’idea delle cosiddette “soft skills”, le capacità di collegamento trasversale, oggi sempre più richieste e fondamentali nel mondo lavoro» ha spiegato. È stata dello stesso avviso Laura Quaranta - Consulente Politiche Attive del Lavoro e Risorse Umane in Apindustria - che ha illustrato come quest’ultima si sia attivata al fine di sensibilizzare gli insegnanti alla causa delle industrie. Luigi Pati , preside della facoltà di Scienze della Formazione, ha infatti sottolineato come «la proposta educativa dell’Università deve coniugarsi ai bisogni del mercato e della aziende: solo così il binomio dell’apprendimento scolastico sommato a quello lavorativo diviene caratteristica altamente professionalizzante. Per una corretta attuazione è importante considerare che il tema dell’Asl non va standardizzato, bensì reinterpretato sulla base della esperienze della persona, delle novità esistenti a livello scolastico e delle esigenze delle aziende».

 

Scuola-lavoro, che l’alternanza sia reale

CATTOLICAPOST Scuola-lavoro, che l’alternanza sia reale L’introduzione di esperienze pratiche nel mondo del lavoro, accanto alla didattica tradizionale degli istituti superiori, ha obiettivi ambiziosi ma sta creando anche qualche problema organizzativo. D’altra parte non possiamo negare che il grande assente è oggi il mondo del lavoro, le imprese e le aziende stesse sono abbastanza impreparate e, al di là delle positive dichiarazioni di principio di qualche imprenditore o delle associazioni di categoria, non si sono dimostrate entusiaste e molto proattive». Come vanno per ora le «Secondo l’Indire (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa), che annualmente monitora il processo, la quota di scuole superiori che fino allo scorso anno ha attivato percorsi di alternanza scuola-lavoro è ancora limitata, il 43,5% e tra queste solo il 13,3% sono licei. Secondo me se l’asl - come metodologia didattica innovativa - è pensata per avvicinare i giovani al mondo del lavoro, per orientarli e per promuovere il successo scolastico, è decisivo il coinvolgimento, oltre che delle scuole, anche delle famiglie e delle reti territoriali in una co-progettazione formativa che sia efficace. L’asticella è stata posta molto in alto, soprattutto considerando che saranno interessati a questo processo tutte le istituzioni scolastiche dell’intero territorio nazionale, e non solo gli istituti tecnici e professionali delle aree economicamente più evolute» commenta Michele Faldi , direttore Didattica, Formazione Post-laurea e Servizi agli Studenti dell’Università Cattolica. La speranza - fa notare Faldi - è che ciò non divenga la norma, perché le simulazioni d’azienda, a causa del contenuto professionale di molto inferiore che offrono ai giovani, sono al centro delle critiche anche in Germania».

 

Ora di matematica, s’impara l’inglese

Gli obiettivi linguistici sono di ordine secondario e non seguono la scansione progressiva tipica di un corso di lingua, bensì sono strettamente connessi a contenuti e attività di apprendimento della materia. L’insegnamento disciplinare con metodologia Clil è ordinamentale dall’anno scolastico 2014-2015 nell’ultima classe dei licei e istituti tecnici di nuova istituzione, mentre l’ordinamento dei licei linguistici prevedeva già a decorrere dall’anno scolastico 2012-2013 l’insegnamento di due diverse discipline in due diverse lingue straniere, una dal terzo anno, l’altra dal quarto. Obiettivi di questa modalità di insegnamento/apprendimento sono lo sviluppo di competenze bilingui (multilingui nel caso dei licei linguistici e/o nel caso di allievi di lingua madre diversa dall’italiano), nonché multi e interculturali, poiché incoraggiano una costante entrata/uscita da sistemi semantico-culturali diversi. Richiedere all’apprendente la capacità di rielaborare, riformulare, sintetizzare nella lingua di scolarizzazione contenuti appresi in una lingua straniera e/o viceversa, comporterebbe, tuttavia, forme di accertamento che prevedano tra i criteri di valutazione lo sviluppo delle competenze di mediazione. Pur promuovendo la competenza linguistico-comunicativa nella lingua straniera, la metodologia Clil finalizza le opportunità di esercitare abilità ricettive (ascolto e lettura) e produttive (parlare e scrivere) in lingua straniera allo sviluppo di competenze disciplinari. Lo scopo dell’uso della lingua straniera nell’insegnamento/apprendimento disciplinare è incoraggiare la riflessione sulla comprensibilità dell’input, sugli ostacoli che la specificità della lingua utilizzata può frapporre al raggiungimento degli obiettivi, sulla doppia focalizzazione su contenuti e lingua. Più complessa della lingua utilizzata nella vita quotidiana, la lingua dello studio - usata per esprimere contenuti disciplinari - richiede tempi di apprendimento diversi rispetto alla lingua dell’interazione sociale.

 

Sulle tracce di Don Milani, l’emozionante incontro con la semplicità

Brescia Sulle tracce di Don Milani, l’emozionante incontro con la semplicità Un gruppo di studenti e docenti della facoltà di Scienze della formazione si è recato a Barbiana, in visita all’istituto fondato negli anni Cinquanta da don Milani. by Dalila Raccagni | 23 maggio 2016 Un gruppo di studenti della facoltà di Scienze della Formazione , sabato 14 maggio, accompagnati da diversi docenti dell’Ateneo e da don Roberto Lombardi , assistente pastorale, si è recato in visita alla scuola di don Lorenzo Milani , a Barbiana , in provincia di Firenze. Partiti da Brescia alle prime ore del mattino, dopo aver attraversato le prime colline toscane, il gruppo ha imboccato il medesimo, erto tragitto che don Lorenzo Milani stesso effettuò la prima volta che arrivò in questi luoghi. Emblematico e valorizzante è stato l’incontro con Lauro Seriacopi , che ha permesso di gustare la bellezza e la semplicità di tutto ciò che don Milani, insieme ai suoi amati allievi, è riuscito a far vivere in quell’umile ma straordinariamente denso luogo di cultura. Stanze impregnate dell’amore verso la conoscenza che nasce dalla pratica, dallo sporcarsi le mani e dal credere nei talenti che ogni uomo, anche il più povero e umile, ha dentro di sé. Una vita, quella del Priore, spesa per gli ultimi, per i quali la capacità della lettura e della scrittura nella vita ha dato loro davvero la possibilità di essere protagonisti, di cambiare il mondo. È per questo che a Barbiana si incontrano e si scambiano storie di bambini, giovani, adulti e anziani all'insegna di un progetto intergenerazionale e di diffusione del sapere nella consapevolezza di essere cittadini degni, sempre e a qualsiasi condizione.

 
Go top