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Università, chi è il nuovo ministro

governo Università, chi è il nuovo ministro Lorenzo Fioramonti è stato nominato alla guida del Miur nel nuovo governo Conte. Con queste parole, riprese dal quotidiano la Repubblica , si presenta il nuovo ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del governo Conte bis, Lorenzo Fioramonti . Quarantadue anni, sposato con due figli, Fioramonti è uno dei sostenitori, sulla scia del premio nobel Joseph Stiglitz , della necessità di ridimensionare l’importanza del Pil come indicatore del benessere di una nazione. Eletto alla Camera dei Deputati con il Movimento 5 stelle nelle elezioni politiche del marzo 2018, il 12 giugno dell’anno scorso è stato nominato sottosegretario del Miur e il 13 settembre vice ministro all’Istruzione, Università e Ricerca. Ma per poter rilanciare il settore bisogna chiudere la piaga del precariato della scuola, delle università e degli enti di ricerca» ha detto nell’intervista al Corriere della Sera . Credo che serva almeno un miliardo aggiuntivo per l’Università e due per la scuola, dobbiamo dare un orizzonte a scienziati e ricercatori che a 45 anni sono ancora supplenti e a quegli insegnanti che non riescono ad entrare nella scuola. I fondi si possono trovare con interventi fiscali mirati, quella che chiamo l’Iva strategica» ha dichiarato sempre al Corriere , spiegando anche la sua ricetta per finanziare questi provvedimenti: «Servono delle micro tasse di scopo: una tassa sulle merendine, una sulle bevande zuccherate, un’altra sui biglietti aerei.

 

Scuola, più politiche per gli studenti

il dibattito Scuola, più politiche per gli studenti Contrasto alla dispersione scolastica e impegno per il successo formativo di tutti devono passare in prima linea. Tra continue “emergenze” spesso enfatizzate e la sottovalutazione delle competenze, infatti, si è dimenticata la chiave fondamentale dello sviluppo del paese e cioè l’istruzione. Contrasto alla dispersione scolastica e impegno per il successo formativo di tutti devono passare in prima linea. La formazione degli insegnanti, obbligatoria, deve orientarsi verso competenze psicopedagogiche e didattiche per i bambini e gli adolescenti all’era di Internet. A cominciare dallo sviluppo dei servizi per l’infanzia fino all’edilizia scolastica abbiamo bisogno di innovazione educativa e non certo - come alcuni scrivono - di tornare alla “scuola di una volta”. L’Università ha bisogno di mezzi per la ricerca, mentre spesso non si sono utilizzati pienamente i fondi europei. Molti dei problemi del Paese nascono da un malcelato disinteresse verso il paziente e lungo processo dell’educazione delle nuove generazioni.

 

Scuola digitale e digitale nella scuola

La Cattolica al Meeting Scuola digitale e digitale nella scuola Le nuove tecnologie sono entrate a pieno titolo in classe e non si può prescinderne. Con tre attenzioni evidenziate dal professor Pier Cesare Rivoltella al Meeting di Rimini 26 agosto 2019 L’ingresso del digitale nelle classi è un orizzonte ineludibile nella scuola, sia sul piano dell’organizzazione che su quello della didattica. Il professor Pier Cesare Rivoltella , docente di Didattica e tecnologie dell'istruzione, ne ha parlato al Meeting di Rimini in un incontro promosso dall’associazione nazionale di dirigenti scolastici Disal. Innanzitutto il tempo : a volte troppo accelerato, chiede di trovare spazi e isole di lentezza. In secondo luogo, le relazioni : l’importanza di non ridurre l’uomo a funzioni o a pacchetti di competenza. Infine il rapporto tra l’umano e l’artificiale , con l’avanzare dell’intelligenza artificiale: si tratta di costruire una nuova antropologia attenta a offrire ospitalità alla tecnologia ma altrettanto attenta a garantire dei margini di eccedenza all’umano. meeting #scuola #digitale #didattica Facebook Twitter Send by mail.

 

Al via la Scuola euromediterranea di introduzione all'imprenditorialità

 

Un’app per progettare la didattica

Milano Un’app per progettare la didattica L’obiettivo del progetto internazionale Depit, a cui partecipa il Cremit dell’Università Cattolica, è di esplicitare il processo di progettazione sia per gli inseganti che per gli studenti, fornendo loro un accesso più facile al processo di apprendimento. marzo 2019 La progettazione didattica è la protagonista di Depit (Designing for Personalization and Inclusion with Technologies), il progetto promosso da una rete di università europee che il 7 e 8 marzo fa tappa in Cattolica. Insieme hanno dato vita a una app – e un manuale in tre lingue – che stanno testando 200 insegnanti fra Italia e Spagna e 400 studenti, tra cui 86 iscritti a Scienze della Formazione in Cattolica. Dalla sperimentazione, che sta per concludersi, emergono elementi da valorizzare e altri da modificare: «Durante questa fase, la app è oggetto di sperimentazione e testing sul campo, in classe e a scuola, rendendola usabile e performante. In realtà la app è pensata per continuare a essere modificata: viene incontro alla complessità contestuale in quanto strumento e ambiente dotato di flessibilità e modificabile in situazione, in aula e a posteriori rileggendo la progettazione. Tra di loro, oltre al coordinatore del progetto Roberto Righi e al direttore del Cremit Pier Cesare Rivoltella , arriva da Londra Diana Laurillard , autrice di “Teaching as a design science”. Alla base del progetto vi è infatti anche il suo Conversational Framework, che mette al centro la figura dell’insegnante, promuovendo la collaborazione tra docenti nell’elaborazione dei contenuti e includendo – nel processo di design – anche gli studenti.

 

Scuola-lavoro, dove va l'alternanza

Roma Scuola-lavoro, dove va l'alternanza Venerdì 19 ottobre un meeting nella sede di Roma in cui saranno presentati i dati della ricerca del Centro Studi e Ricerche sulle politiche della Formazione dell’Università Cattolica sul progetto sperimentato con le scuole nella città di Milano. by Federica Mancinelli | 15 ottobre 2018 Un appuntamento interamente dedicato al tema dell’Alternanza Scuola-lavoro, rivolto ai dirigenti scolastici e ai docenti degli Istituti superiori: l’occasione per questo confronto sarà offerta dal convegno “Alternanza scuola-lavoro. Ricerca, pratiche e criteri di qualità” che si terrà venerdì 19 ottobre 2018, ore 15.00, nella Sala Germania del Centro Congressi Europa della sede di Roma dell’Università Cattolica. I lavori saranno aperti alle ore 15.00 da Michele Faldi, Direttore Offerta formativa, promozione, orientamento e tutorato dell’Università Cattolica. Seguiranno gli interventi di Katia Montalbetti (Centro studi e Ricerche sulle politiche della Formazione) su “Ricerca pedagogica, alternanza scuola lavoro e Università. Dati da un’indagine”, che presenterà i risultati della recente esperienza con gli Istituti scolastici nella città di Milano, e Federica Terzaghi (Promozione, Orientamento e Tutorato) sulle “Linee di lavoro per l’anno accademico 2018/2019”. scuola #alternanzascuolalavoro #orientamento #scuolesuperiori Facebook Twitter Send by mail.

 

Se l’azienda “adotta” una scuola

milano Se l’azienda “adotta” una scuola Thumbs Up Youth Award è un progetto di alternanza scuola-lavoro che martedì 8 gennaio in aula magna sfiderà 400 studenti di sei istituti superiori a competere su temi di sviluppo sostenibile. È quanto propone il progetto Thumbs Up Youth Award che martedì 8 gennaio porterà nell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in largo Gemelli 400 studenti di sei scuole superiori e sei aziende. Lo sviluppo sostenibile è il tema su cui Snam, Carrefour Italia, Associazione Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” Onlus, RiceHouse, Vortice Elettrosociali e GFT Italia inviteranno tutti i gruppi di studenti a sfidarsi, producendo un project work per un totale di 70 lavori . Thumbs Up Youth Award è stato realizzato da Associazione Thumbs Up grazie al sostegno di Fondazione Cariplo e alla partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il progetto, che rientra nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, prevede un percorso durante il quale gli studenti saranno formati in modo dinamico e innovativo sulle competenze trasversali, quali le capacità di lavorare in gruppo, di sviluppare idee, di elaborare una presentazione scritta, di ideare un video e di parlare in pubblico. I 12 finalisti avranno la possibilità, durante l’evento finale del 19 febbraio nell’Aula Magna dell’Università Cattolica, di fare la loro presentazione orale di fronte a tutti gli studenti, le scuole e le aziende e di essere valutati dalla giuria. Un questionario online di gradimento somministrato agli studenti, consentirà alla fine di fare una valutazione complessiva dell’intervento e permettere così un confronto con le scuole e le aziende.

 

Scuola lavoro, l’alternanza cresce

ateneo Scuola lavoro, l’alternanza cresce In un anno ha fatto registrare un balzo del 65% di studenti accolti nel nostro Ateneo, tra inserimento negli uffici e attività didattiche dei docenti con alcuni dei 96 istituti coinvolti. Quella che è ormai una realtà per il sistema scolastico italiano, lo è in modo evidente anche per il nostro Ateneo che, a partire dalle prime sperimentazioni dell’anno 2014-2015, ha incrementato sempre più questa forma di collaborazione con gli istituti superiori. Basti pensare che in un solo anno ha fatto registrare un balzo superiore al 65% di studenti accolti in tutti i campus dell’Atene o. Nell’anno accademico 2017-2018 sono stati 1.137 a fronte dei 687 del 2016-2017, mentre le scuole coinvolte sono aumentate da 68 a 96. Il primo canale è quello dell’ inserimento degli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori negli uffici e nei serviz i dell’Università: dal Centro di Ateneo per la solidarietà internazionale (Cesi) all’Ufficio Stampa e media, dall’Ufficio internazionale alla biblioteca, dalle risorse umane all’editrice Vita e Pensiero. Lo conferma Simone Robbiati , 18 anni, studente del Liceo classico “Maiorana” di Desio (Mi), che è al secondo anno di Alternanza in Università Cattolica: «L’anno scorso sono stato accolto nell’Ufficio comunicazione e quest’anno in Biblioteca. L’iniziativa aveva lo scopo di sviluppare negli studenti del triennio del Liceo Classico competenze relative al loro ruolo di Tutor nei confronti degli studenti che, nel biennio, presentano difficoltà su alcune materie e si proponeva di potenziare nei tutor liceali alcune abilità che favorissero il loro operato. Come ha detto una di loro: «Grazie a questo progetto abbiamo avuto l’opportunità di metterci in gioco direttamente e di acquisire maggiori consapevolezze su di noi, nel ruolo di tutor».

 

Scuola-lavoro, alternanza di successo

Milano Scuola-lavoro, alternanza di successo Il coinvolgimento nel progetto degli studenti di terza e quarta superiore, provenienti 53 scuole di Milano e hinterland, ne ha messo in luce soprattutto l’importanza in chiave di orientamento in funzione della scelta universitaria. ottobre 2018 L’alternanza scuola-lavoro, giunta al quarto anno di attivazione per i ragazzi di terza e quarta superiore, si è rilevato uno strumento efficace di orientamento all’università. È quanto rivela uno studio del Centro studi e ricerche sulle politiche della formazione ( Ceriform ) e Servizio orientamento e tutorato dell’Ateneo, che ha verificato la validità della proposta e il gradimento da parte delle scuole. Il centro di ricerca Ceriform e il Servizio Orientamento e Tutorato dell’Ateneo hanno curato l’indagine che in particolare ha analizzato i percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro attivati presso la sede milanese nell’anno scolastico 2017/2018 attraverso la somministrazione nei mesi di giugno-luglio 2018 di un questionario on-line semi-strutturato alle scuole coinvolte. Infine la rilevazione del gradimento degli studenti è praticata nella maggior parte delle scuole (41 su 44) e registra valori significativi: le scuole riferiscono che gli studenti si dicono molto soddisfatti (70,8%) o soddisfatti (26,8%) con un solo giudizio di non piena soddisfazione (2,4%). Per quanto riguarda poi il numero di studenti coinvolti per ciascuna scuola, il questionario prevedeva quattro possibilità di risposta: nel 27% delle scuole (circa un quarto) hanno partecipato 1 o 2 studenti; nel 23% dei casi da 3 a 9 studenti; nel 20% dei casi da 10 a 19 e nel restante 30% 20 o più. Il numero limitato di studenti è un dato positivo che conferma una scelta a favore della personalizzazione dei percorsi e della possibilità di seguire in maniera dedicata ciascuno studente.

 

Un ponte tra scuola e lavoro

Milano Un ponte tra scuola e lavoro È quello che lancia Thumbs Up Youth Award , che ha portato in aula magna 400 studenti divisi in 70 gruppi per realizzare una serie di progetti sul tema dello sviluppo sostenibile per conto di sei aziende. Questi i numeri che ruotano attorno al Thumbs Up Youth Award gestito da Associazione Thumbs Up in partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, e realizzato grazie al sostegno di Fondazione Cariplo. Le sei aziende, ognuna delle quali ha adottato una scuola sono: Snam, Carrefour Italia, Associazione Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” Onlus, RiceHouse, Vortice Elettrosociali e GFT Italia. Dopo un percorso di formazione di Thumbs Up e un confronto con le aziende associate alle scuole, il 19 febbraio si terrà presso l’Università Cattolica la sfida finale con i project work migliori. Ciascun gruppo di studenti avrà così la possibilità di raccontare personalmente il proprio progetto e rispondere davanti a una giuria alle domande in merito. L’obiettivo di Thumbs Up – come spiega l’ideatrice Anna Venturino – è quello di ridurre il divario tra i giovani e il lavoro, facendo da ponte. Il primo step – spiega ancora Anna Venturino - prevede la formazione degli studenti sul mondo del lavoro, con la compilazione del proprio curriculum e la simulazione di un colloquio, affiancati da un tutor.

 

Con gli Eas si studia facendo

Brescia Con gli Eas si studia facendo A Brescia il convegno nazionale sul metodo Episodio di Apprendimento Situato, che privilegia lo studio di contenuti nel loro contesto specifico e una fase pratica, per favorire la concentrazione dei ragazzi. by Bianca Martinelli | 19 ottobre 2018 Negli studenti di oggi, si sa, è sempre più frequente riscontrare una difficoltà di apprendimento dovuta a una scarsa concentrazione o alla fatica di mantenere prolungata la soglia dell’attenzione su uno stesso argomento. Brescia ha ospitato la giornata di studio di rilevanza nazionale “Valutare con gli EAS”, promossa dal CREMIT, Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media , all’Informazione e alla Tecnologia dell’Università Cattolica in collaborazione con Morcelliana editrice, e andato in scena il 19 ottobre all’Auditorium San Barnaba. In questo modo viene incontro alle esigenze di ragazzi, quelli di oggi, sempre meno abituati a concentrarsi a lungo sulle cose, rispettando il carico cognitivo che lo studente può sostenere: troppe cose, tutte insieme, svolte in fretta, non producono apprendimento”. Oggi, inoltre, non possiamo pensare di proporre loro lezioni frontali di 5 ore in aula; sono cambiati i tempi, i modi, i livelli di attenzione, per cui è necessario che la scuola prenda coscienza ed elabori nuovi modelli per sopperire a tali cambiamenti. “La scuola lombarda è una scuola d’eccellenza e si è sempre distinta per aver raccolto sfide come questa che permettono di fornire agli studenti sistemi di apprendimento sempre più efficaci. Sulla base di questo lavoro preparatorio, nella seconda fase(l’operatoria) si lavora in classe, in piccoli gruppi, allo sviluppo di un artefatto (la soluzione di un problema, una sintesi, un contenuto digitale).

 

Educare con i nuovi media

Milano Educare con i nuovi media È in partenza il primo Mooc promosso dalla Conferenza episcopale italiana e dal Cremit dell’Università Cattolica, rivolto a operatori, educatori, famiglie, animatori, insegnanti e professionisti della comunicazione. gennaio 2019 Come la famiglia può affrontare l’educazione digitale? Quale ruolo svolge la comunità scolastica quando i media diventano parte integrante della vita quotidiana degli studenti? Quali sono le opportunità che la pastorale può assumere nella propria riflessione e azione? Il corso partirà lunedì 28 gennaio 2019 (dal 21 gennaio prenderà avvio una fase previa di socializzazione e conoscenza della piattaforma) e si snoderà per 6 settimane, fino a lunedì 4 marzo (con una settimana di recupero da lunedì 11 marzo). La proposta formativa nasce in linea con gli Orientamenti pastorali CEI 2010-2020 e il Direttorio CEI “Comunicazione e missione”, e raccoglie le indicazioni emerse dai vescovi italiani nel corso della 71a Assemblea Generale della CEI. L’obiettivo è di fornire un approfondimento su nozioni e pratiche digitali. Il corso online, infatti, affronta lo sviluppo della comunicazione e la mediamorfosi, il ruolo dell’informazione oggi, la questione delle relazioni, dell’identità e della socializzazione in rete, gli strumenti per un’educazione digitale nei diversi contesti e la presenza della tecnologia nell’azione pastorale (dalla liturgia alla catechesi, ai momenti aggregativi). Il percorso formativo, composto da 6 moduli, 18 video-lezioni e 18 schede di approfondimento tematico, proposte operative e materiali per l’approfondimento, si rivolge a educatori, animatori, operatori pastorali, genitori, insegnanti e professionisti della comunicazione. Le iscrizioni si chiuderanno definitivamente il 17 febbraio ma è possibile accedere alla piattaforma e ai materiali anche dopo l’inizio del corso e comunque entro il 25 marzo.

 

Crescono gli alunni con disabilità

Milano Crescono gli alunni con disabilità Nelle scuole italiane, con l’aumento del numero di studenti accolti, c’è sempre più bisogno di un approccio educativo attento alla loro integrazione. Come affronta la scuola italiana l’integrazione di questi studenti? Ne parliamo con il professor Luigi D’Alonzo , ordinario di Pedagogia speciale e direttore del nuovo master in “Didattica e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD – DDAI)” dell’Università Cattolica. Qual è l’andamento rispetto agli anni precedenti? «Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale sulla salute delle Regioni italiane (Focus sulla Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, del 31 dicembre 2017) le persone con disabilità sono circa 4 milioni e 360 mila pari al 7,2% della popolazione italiana. Qual è il focus di questo corso? «Il master in “Didattica e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD – DDAI)” è rivolto a docenti delle scuole statali e paritarie, dirigenti scolastici, coordinatori didattici ed educatori. Il Master è organizzato in stretta collaborazione con il Centro studi sulla Disabilità e Marginalità (CeDisMa) dell’Università Cattolica e si avvale di docenti e conduttori con grande esperienza professionale e specialistica nel settore del Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività». scuola #disabilita #inclusione #master Facebook Twitter Send by mail UN MASTER SU DEFICIT D’ATTENZIONE/ IPERATTIVITÀ Scadono il 12 settembre le iscrizioni al nuovo master in “ Didatti ca e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD – DDAI) ”. Il percorso è organizzato in stretta collaborazione con il Centro studi sulla Disabilità e Marginalità (CeDisMa) dell’Università Cattolica e si avvale di docenti e conduttori con grande esperienza professionale e specialistica nel settore del Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività.

 

Formazione oggi, quali sfide?

Brescia Formazione oggi, quali sfide? Alleanza e dialogo tra giovani, network, istituti scolastici e imprese: ecco gli ingredienti per formare le risorse del futuro. by Bianca Martinelli | 10 aprile 2018 Riflettere sulle frontiere della formazione umana e professionale al giorno d’oggi non può prescindere dal perseguire una realizzazione personale e comunitaria del singolo, a cui una società deve aspirare. I lavori si sono aperti con i saluti del Presidente della facoltà di Scienze della formazione Luigi Pati e con l’intervento del sindaco Emilio Del Bono , che si è espresso per sottolineare come "il patto formativo tra imprese, università e giovani, è sinergico per la crescita di un territorio". Al centro degli interventi è stata la consapevolezza di come una nuova formazione possa concretizzarsi soltanto attraverso un’alleanza tra persone attente all'attuale condizione giovanile, creando così i presupposti per individuare e sviluppare talenti e competenze specifiche di ciascuno. “Oltre alle competenze avanzate e digitali, un ruolo sempre più cruciale è riconosciuto a life skills come intraprendenza, creatività, apertura al nuovo e disponibilità ad aggiornarsi continuamente – ha sottolineato il coordinatore del corso di laurea magistrale in Progettazione Pedagogica e formazione delle risorse umane, Pierluigi Malavasi . Occorre dunque effettuare un riflessione in questo senso poiché formare individui vincenti e generazioni in grado di capire il mondo che cambia è fondamentale per il funzionamento della società” ha concluso Malavasi. Il problema maggiore della scuola, oggi, è forse quello di non saper leggere le reali inclinazioni dei ragazzi, che sbagliano così la scelta del percorso di studi poiché non sufficientemente indirizzati.”.

 

L’alternanza come esperimento

brescia L’alternanza come esperimento Per alcuni studenti del Liceo classico Arici, l’ alternanza scuola-lavoro si è svolta nei laboratori di Fisica di Brescia. Nel vero senso della parola, visto che alcuni ragazzi in alternanza-scuola lavoro all’Università Cattolica sono stati ospiti dei laboratori di Fisica del campus di Brescia. Sotto la guida degli universitari, gli “ariciani” hanno compreso e visto con i loro occhi la natura di alcuni importanti esperimenti che nel corso del tempo hanno consentito grandi passi in avanti nello studio della propagazione delle onde. Il primo riguardava il principio di Huygens-Fresnel, che costituisce uno strumento di calcolo molto utile, in quanto consente di determinare direttamente il fronte d'onda a un certo istante, una volta noto quello a un qualsiasi istante precedente (o successivo). Dopo aver compreso il fenomeno della diffrazione e averlo rappresentato su un grafico, il percorso degli ariciani nella conoscenza dei fenomeni luminosi è proseguito nel nome di Thomas Young, che con il suo esperimento nel 1801 dimostrò la natura ondulatoria della luce. Accanto al lavoro sperimentale nei laboratori di fisica, a un altro gruppo di studenti è toccato il compito di documentarlo. Mentre i primi si occupavano di comprendere e replicare gli esperimenti di Huygens e di Young, agli altri è stato chiesto di produrre un video in cui mostrare tutte le fasi teoriche e pratiche dello studio dei fenomeni luminosi.

 

Thauma, Sofocle e Eschilo sul podio

Milano Thauma, Sofocle e Eschilo sul podio Con opere dei grandi tragediografi greci, gli studenti del liceo Foscolo di Albano Laziale e dell’Istituto Sant’Ambrogio di Milano hanno vinto la quarta edizione del Festival dedicato al teatro antico, che ha messo in competizione 19 scuole da tutta Italia. marzo 2018 Sofocle e Eschilo hanno vinto la quarta edizione del Festival Thauma – Teatro antico in scena . Gli studenti del liceo Foscolo di Albano Laziale e dell’Istituto Sant’Ambrogio di Milano si sono aggiudicati il primo premio rispettivamente nella categoria Spettacolo con Aiace di Sofocle e in quella dei Saggi con Attraverso il dolore. I vincitori sono stati scelti da una giuria professionale, che ha accolto anche studenti e dottorandi di ricerca, e da una giuria popolare, dopo un’attenta disamina degli spettacoli andati in scena dal 19 al 22 marzo presso il Teatro Commenda di Milano. Quest’anno 19 scuole di tutta Italia hanno partecipato al Festival con rappresentazioni di tragedie e commedie, e riscritture del repertorio classico: spettacoli costruiti attorno ai grandi archetipi del teatro di ogni tempo e interpretati da giovanissimi attori che ne studiano il senso da consegnare al pubblico di oggi. Il Festival mette in gara sia spettacoli del repertorio classico greco e latino, sia progetti di scenografie, maschere e costumi per la messinscena teatrale di questi testi. Sul fronte formativo la gara tra gruppi teatrali favorisce l’aggregazione sociale dei componenti all’interno di ciascun team, la ricerca dei mezzi più opportuni per ottenere la massima qualità nel proprio lavoro, l’entusiasmo proprio dell’esperienza sia teatrale che agonistica.

 

Cyberbullismo, che fare?

by Bianca Martinelli | 01 gennaio 0001 Complici i recenti fatti di cronaca, è tra i temi di maggiore attualità, al punto che, anche tra gli esperti, si inizia a parlare di vera e propria emergenza. Un convegno che, come ha spiegato la prof.ssa Simona Caravita , ha preso avvio anche sullo spunto di quelle che sono le ultime direttive in materia emanate dalle Nazioni Unite. Le direttive europee parlano di un’azione sistemica di monitoraggio che coinvolga tutto il sistema scolastico e le sue parti interessate, dagli insegnanti, alla famiglie e gli studenti. Questo è necessario poiché la natura del fenomeno non è solo individuale, bensì sfrutta logiche “di gruppo” in cui pubblico e spettatori sono fondamentali” conclude Caravita. Necessario dunque un intervento integrato verso un’educazione morale, oltre che all’uso corretto delle tecnologie poiché, se queste ultime non sono la causa originaria, certamente componenti quali visibilità, condivisione e viralità dei contenuti postati in rete, fungono da cassa di risonanza sugli effetti nelle vittime. Secondo Federica Di Cosimo , referente il Bullismo e il Cyberbullismo per Ufficio Territoriale di Brescia “Gli strumenti legislativi oggi a nostra disposizione sono molti ma serve la sinergia tra istituti scolastici e famiglie degli studenti. Gli obiettivi sono di tre tipi: prevenzione, contrasto, ma anche recupero dei casi in cui gli episodi di questo tipo si siano già verificati.

 

A scuola? Parole non ostili

Milano A scuola? Parole non ostili La ministra Valeria Fedeli, la presidente Rai Monica Maggioni e circa 2mila insegnanti di ogni ordine e grado provenienti da tutta Italia hanno partecipato alla Giornata di formazione per portare tra gli studenti il decalogo di un web più sicuro. Questa è l’idea al centro di “Parole a scuola” , la giornata di formazione gratuita per insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, organizzata dall’Associazione temporanea di scopo “ Parole O_Stili ” e Miur presso la sede milanese dell’Università Cattolica lo scorso 9 febbraio. Si tratta di un progetto nato a Trieste che ha già raggiunto più di un milione di persone e che ora sta girando l’Europa grazie alla traduzione in dieci lingue comunitarie. Le parole non hanno solo dei mondi dietro di sé, ma definiscono dei mondi», ha dichiarato Monica Maggioni per la quale il “Manifesto delle parole non ostili” è un’indicazione di metodo utile sia per gli insegnanti sia per quanti lavorano nel mondo della comunicazione. E rispetto alle fake news ha dichiarato: «Le parole che fanno male sono anche quelle che alterano la realtà: dire una cosa al posto di un’altra non è una bufala, è un falso, e come tale andrebbe punito». Così il magistrato Gherardo Colombo ha sintetizzato quanto sia importante scegliere le parole per veicolare dei messaggi nella società durante l’incontro “Dalla Costituzione al Manifesto: le parole per crescere”, il panel che ha aperto i lavori in Aula Magna dopo la plenaria di “Parole a scuola”. Non è un caso che quello che oggi chiamiamo “Ministero della Difesa” prima si chiamasse “Ministero della Guerra”: questo cambio di denominazione rimarca quanto dice l’articolo 1 della Costituzione, ossia che “l’Italia ripudia la guerra”.

 

Parole O_Stili anche a scuola

Milano Parole O_Stili anche a scuola Venerdì 9 febbraio in largo Gemelli, alla presenza della ministra Valeria Fedeli , una giornata di formazione gratuita per insegnanti degli istituti di ogni ordine e grado. L’obiettivo è promuovere tra gli studenti il Manifesto della comunicazione non ostile 12 gennaio 2018 Portare nelle scuole italiane il Manifesto della comunicazione non ostile . È la nuova tappa della campagna Parole O_Stili , promossa dall’omonima Ats, di cui l’Università Cattolica è partner . E proprio la sede milanese dell’Ateneo di largo Gemelli ospiterà “ Parole a Scuola ”, la giornata di formazione gratuita sul tema delle competenze digitali e della comunicazione consapevole e informata in Rete per gli insegnanti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado . L’evento, in programma venerdì 9 febbraio in largo Gemelli a Milano, alla presenza della ministra Valeria Fedeli , ha lo scopo di fornire gli strumenti per educare alla cittadinanza digitale e per creare nuovi percorsi didattici che portino il Manifesto della comunicazione non ostile nelle classi d’Italia. A guidare i panel saranno docenti dell’Università Cattolica e di altri importanti atenei italiani, esperti di comunicazione, marketing e social media, giornalisti, specialisti della formazione e della cultura italiana, insegnanti che hanno già utilizzato il manifesto come strumento didattico. comunicazione #paroleostili #scuola #valeriafedeli Facebook Twitter Send by mail COME ISCRIVERSI AI PANEL La pagina ufficiale di Parole a scuola Per iscriversi ai panel/laboratori: piattaforma Eventbrite Per informazioni: scuola@paroleostili.it Profili social: Twitter ParoleOstili , Facebook Parole O_Stili.

 

Parole a scuola, basta ostilità

milano Parole a scuola, basta ostilità Alla giornata di formazione gratuita, organizzata in largo Gemelli venerdì 9 febbraio per iniziativa di Ats Parole O_Stili e Miur , parteciperanno circa 2mila insegnanti da tutta Italia . Lo stesso vale per l' hate speech in rete: non lo trovano divertente quasi l'80% degli italiani dai 18 ai 35 anni, percentuale che sale per i ragazzi dagli 11 ai 17 anni, che ne condannano soprattutto l’uso per divertimento (95%) o per ottenere il rispetto degli altri (93%). La giornata di formazione si terrà nella sede milanese dell’Università Cattolica venerdì 9 febbraio nell'ambito delle iniziative previste dal Miur in occasione della settimana sulla navigazione sicura e responsabile in Rete. Durante la giornata del 9 febbraio, infatti, l’Associazione Parole O_Stili consegnerà ai docenti oltre 100 schede didattiche, uno strumento operativo per affrontare i temi dell’educazione e della cittadinanza digitale attraverso i 10 principi del Manifesto, già adottato e diffuso dal Miur nelle scuole italiane con l’avvio dell’anno scolastico in corso. paroleostili #scuola #digitale #miur Facebook Twitter Send by mail IL PROGRAMMA “Parole a scuola” si apre venerdì 9 febbraio alle 9.20 nell’ Aula Magna di largo Gemelli con una sessione plenaria. Dopo i saluti del rettore Franco Anelli e della presidente dell’Associazione Parole O_Stili, Rosy Russo , interverranno Vera Gheno , linguista dell’Accademia della Crusca; Monica Maggioni , presidente della Rai, Valentina Aprea , assessore all’Istruzione, formazione e lavoro della Regione Lombardia. Seguiranno la presentazione dei risultati della ricerca EU Kids Online per Miur e Parole O_Stili e le conclusioni, a cura di Valeria Fedeli , ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

 

Allievi con Adhd, la strada dell’inclusione

MIlano Allievi con Adhd, la strada dell’inclusione Servono interventi psico-educativi e azioni il più possibile specifici e appropriati da parte di docenti competenti e facciano sì che la scuola di oggi sia una scuola accogliente “ per tutti e per ciascuno ”. maggio 2018 Favorire la gestione inclusiva, consapevole e responsabile a scuola degli alunni con Adhd (Disturbo da Deficit d’Attenzione/Iperattività). Tutti d’accordo sull’importanza di un intervento educativo efficace e inclusivo, intendendo il termine inclusivo nell’accezione di “stare con l’altro” e “creare relazione”, costruendo degli interventi che lavorino sull’ambiente e sul processo educativo, attraverso un modello di riferimento che è quello della prospettiva bio-psico-sociale dell’Icf dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Quindi l’importanza di uno sguardo che vada oltre il singolo allievo ma abbracci il contesto; quest’ultimo inteso come “barriera o facilitatore” di inclusione, che metta necessariamente al centro lo studente con i suoi bisogni educativi, i suoi punti di forza e le sue difficoltà. Il master, rivolto a docenti delle scuole statali e paritari, dirigenti scolastici, coordinatori didattici ed educatori intende promuovere le competenze specifiche necessarie al sostegno e allo sviluppo cognitivo e comportamentale degli alunni con disturbi da Deficit d’Attenzione/Iperattività, con particolare attenzione alla dimensione emozionale e relazionale. Il seminario si è aperto con l’intervento del professor D’Alonzo che ha delineato il concetto di “limite” in educazione e la necessità che a scuola si adotti una didattica differenziata per gestire in classe l’allievo con Adhd. A seguire una tavola rotonda, coordinata da Jessica Sala , con la partecipazione di relatori importanti del mondo della Pedagogia e della Psicologia clinica: Stefania Villa , Claudio Bissoli , Isabella Cropanese , Roberta Sala e Gianluca Daffi .

 

Bambini, che bellezza la filosofia

MILANO Bambini, che bellezza la filosofia Professori in toga hanno accolto gli alunni di terza, quarta e quinta elementare per una lezione su Sant’Agostino. Non si è trattato di evocare la pietra filosofale di Harry Potter ma di avvicinare i più piccoli al filosofare. Paola Muller , docente di Storia della Filosofia medievale, ha accolto con queste parole gli alunni di sei classi (terze, quarte e quinte) dell’Istituto scolastico Madre Cabrini di Milano, stupiti dalla nera toga accademica indossata dalla professoressa insieme ad altri colleghi. Noi mettiamo l’accento sul filosofare proprio perché il nostro approccio è di dialogo» spiega Paola Muller, che cura il laboratorio del Dipartimento di Filosofia insieme a Ingrid Basso e Pia De Simone . Sant’Agostino è un filosofo che ha avuto una vita ricca di insegnamenti validi anche per noi oggi», dice la professoressa Muller spiegando perché sia stato scelto proprio il filosofo di Ippona. Uno dei principi alla base della filosofia agostiniana è «scoprire la bellezza che è dentro di noi e fuori di noi e, per farlo, dobbiamo interrogarci e interrogare il mondo», aggiunge la docente. “Filosofare con i bambini” tornerà nelle aule di largo Gemelli lunedì 26 marzo e toccherà agli studenti dell’Istituto Comprensivo Pisacane Poerio confrontarsi con il pensiero di Sant’Agostino e il suo concetto di bellezza.

 

Sotto il cielo dell'Alternanza

Brescia Sotto il cielo dell'Alternanza A Brescia sono stati presentati i risultati della ricerca condotta in tre istituti superiori per individuare gli effetti prodotti dal sistema di alternanza scuola-lavoro a tre anni dall’entrata in vigore della riforma scolastica. by Bianca Martinelli | 12 dicembre 2017 Studenti più consapevoli e desiderosi di mettersi alla prova, ragazzi curiosi di comprendere e toccare con mano cosa voglia dire entrare a far parte del mondo del lavoro, e volontà di individuare un ambito lavorativo in cui poter sviluppare le proprie capacità e attitudini. Alternanza scuola, lavoro e università finanziata da Fondzione Comunità Bresciana, racconta di come, in seguito alla riforma scolastica attuata con la legge 107/2015, il bilancio possa considerarsi positivo in termini qualitativi. Strumenti d’indagine sono state le 88 interviste effettuate in diverse fasi dell’alternanza (una per ciascuno studente), i 264 questionari distribuiti a studenti e tutor, 3 laboratori riflessivi per gli studenti, 2 focus group rivolti agli insegnanti, 3 incontri con le famiglie dei ragazzi e 17 meeting progettuali. Ampliando il raggio sul territorio nazionale i dati quadro mostrano come tra l’anno scolastico 2014/15 e il 2015/16, grazie all’obbligatorietà, il numero degli studenti coinvolti sia passato da 273mila ad un sonoro 652.641, con un incremento del 139%. Gli istituti che hanno fatto alternanza sono passati dall’essere il 54% al 96%, mentre per i percorsi attivati si registra un +154%, ovvero da 11.585 al 29.437. Dall’altro lato vi sono poi gli enti “ospitanti” dove gli studenti sono inviati: il 36,1% sono imprese, ma anche biblioteche (il 12,4%), pubblica amministrazione nell’8,5% dei casi, enti no profit (7,6%) o studi professionali e associazioni di categoria.

 

Mondo 4.0: la sfida si vince in team

Mondo 4.0: la sfida si vince in team Per fronteggiare lo tsunami digitale – sia privato che professionale - servono competenze, gioco di squadra e spirito di sperimentazione. settembre 2017 Siamo nel pieno della Quarta rivoluzione industriale e nel nostro mondo 4.0, dominato da uno tsunami digitale che ha pervaso vita privata e professionale, le sfide che si presentano sono inedite, stimolanti, capaci di influire anche sui valori che guidano il nostro fare. Si è partiti da questa riflessione nell’incontro Scuola 4.0 che ha portato 160 studenti dell’ITC Romagnosi in Cattolica per raccogliere stimoli utili ad affrontare il cambiamento. Si è anche parlato dell’evoluzione dei valori, sia personali che professionali: il valore del gioco di squadra e la propensione all’innovazione e allo spirito di sperimentazione sono oggi imprescindibili”. Infine la Tecnologia 4.0 nell’intervento del prof. Francesco Timpano “Abbiamo parlato del nuovo legame che c’è tra macchine, sistemi informatici e la rete, il cloud, analizzando i possibili impatti che la quarta rivoluzione industriale avrà sulla nostra vita, sui nostri comportamenti sui contenuti delle nostre attività lavorative. Una sfida importante che incontra molto l’interesse dei giovani: l’obiettivo è di aumentare la quantità di informazioni che hanno per poter affrontare con la giusta consapevolezza questa sfida”. A chiudere l’incontro l’intervento del prof. Sebastiano Grandi che si è soffermato sulla rivoluzione della comunicazione digitale Mondo 4.0: la sfida si vince in team 1 / #scuola #tecnologia #universita Facebook Twitter Send by mail.

 

Scuola, cambiano i “modi” d’imparare

Milano Scuola, cambiano i “modi” d’imparare Una rete di scuole milanesi con il Cedisma lancia una sperimentazione per superare il modello a “zig zag” con continui cambi di materia, a vantaggio di una didattica differenziata per blocchi più inclusiva anche per gli studenti con disabilità e Dsa. Un programma centrato sulla persona” è il progetto innovativo che coinvolge molte scuole italiane e, in particolare, 94 classi di 17 istituti comprensivi della scuola primaria a tempo pieno di Milano e provincia. L’iniziativa riguarda le scuole che vogliono rinnovare la didattica sul piano orario e qualitativo e anche della differenziazione didattica» afferma il direttore del Cedisma Luigi D’Alonzo , che coordinerà l’attività di osservazione e monitoraggio per questo primo anno di sperimentazione. Abbiamo un numero sempre maggiore di ragazzi complessi, si riscontra un boom di certificazioni di Disturbi dell’apprendimento (DSA) e disabilità a vario titolo e un boom anche di ragazzi senza certificazioni ma molto problematici. L’ipotesi che il progetto vuole percorrere è quella di cambiare l’orario scolastico, cercando di offrire ai bambini periodi di apprendimento dello stesso ambito disciplinare molto più ampi in modo che possano con tranquillità e flessibilità raggiungere gli obiettivi. Che ruolo avrà l’insegnante di sostegno con questa nuova modalità di insegnamento? «L’insegnante di sostegno, quando c’è, finalmente assolverà a quanto prevede la legge, e cioè assumerà la contitolarità della classe aiutando nella progettazione e nello svolgimento delle attività l’insegnante curriculare. scuola #primogiorno #bambini #didattica Facebook Twitter Send by mail CATTOLICAPER LA SCUOLA Da alcuni mesi l’Ateneo ha avviato Cattolicaper la scuola , il portale che mette a disposizione un’esperienza pluriennale nel campo della formazione e della ricerca applicata.

 

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