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Al via la Scuola euromediterranea di introduzione all'imprenditorialità

 

Scuola di Giornalismo, al via i corsi con il Pulitzer Lawrence Wright

Oggi, lunedì 2 dicembre , Wright parlerà agli studenti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, in occasione dell'inaugurazione del corso biennale 2019/2021 della Scuola di Giornalismo. God save the news con il Premio Pulitzer 2007 Lawrence Wright si terrà in aula Gemelli a partire dalle 9.30. Il titolo della lezione si ispira all’ultimo libro Dio salvi il Texas , edito da NR edizioni, un viaggio nel più controverso degli stati americani, il cuore della Trumpland, che non elegge un politico democratico da oltre vent'anni. È stato pubblicato in Italia con la traduzione curata da Paola Peduzzi , responsabile esteri del quotidiano Il Foglio , che dialogherà con l’autore dopo l’introduzione del direttore della Scuola di Giornalismo Marco Lombardi . pulitzer #lawrence wright #scuola giornalismo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Una magia animata

Cinema Una magia animata Un convegno ha spiegato il valore del cinema d’animazione all'interno del percorso formativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Tra gli effetti positivi riscontrati: propensione alla collaborazione, al lavoro di gruppo e inclusione by Emma Vitiello | 06 novembre 2019 Raccontare il valore del cinema d’animazione all’interno di un percorso formativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Se n'è parlato in Università Cattolica durante la presentazione del progetto AB… Cinema che nasce dalla collaborazione tra Dams, Avisco e Istituto comprensivo Kennedy di Brescia. Gli ospiti sono stati Chiara Boffelli , coordinatrice del Bergamo Film Meeting ; Irene Tedeschi , rappresentante di Avisco; tre professoresse delle scuole che hanno partecipato al progetto ( Annamaria Bernardi, Giuseppina Laffranchini e Monja Rasi ). L’intervento della Boffelli ha insistito sulla forza dei cortometraggi d’animazione d’autore all’interno delle scuole, poiché portatori di grandi messaggi senza il bisogno di parole e quindi di un linguaggio universale. Successivamente è intervenuta la professoressa Annamaria Bernard i che ha raccontato in cosa è consistito il progetto AB…Cinema e come è stato sviluppato. Un lavoro inclusivo dove il clima di lavoro e di collaborazione ha creato una vera e propria magia che è trapelata in ogni secondo dei cortometraggi realizzati (Questa è la mia faccia, Una nuova invenzione, Metaforicamente viaggiando ) e mostrati alla fine della conferenza.

 

Scuola lavoro, l’alternanza cresce

ateneo Scuola lavoro, l’alternanza cresce In un anno ha fatto registrare un balzo del 65% di studenti accolti nel nostro Ateneo, tra inserimento negli uffici e attività didattiche dei docenti con alcuni dei 96 istituti coinvolti. Quella che è ormai una realtà per il sistema scolastico italiano, lo è in modo evidente anche per il nostro Ateneo che, a partire dalle prime sperimentazioni dell’anno 2014-2015, ha incrementato sempre più questa forma di collaborazione con gli istituti superiori. Basti pensare che in un solo anno ha fatto registrare un balzo superiore al 65% di studenti accolti in tutti i campus dell’Atene o. Nell’anno accademico 2017-2018 sono stati 1.137 a fronte dei 687 del 2016-2017, mentre le scuole coinvolte sono aumentate da 68 a 96. Il primo canale è quello dell’ inserimento degli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori negli uffici e nei serviz i dell’Università: dal Centro di Ateneo per la solidarietà internazionale (Cesi) all’Ufficio Stampa e media, dall’Ufficio internazionale alla biblioteca, dalle risorse umane all’editrice Vita e Pensiero. Lo conferma Simone Robbiati , 18 anni, studente del Liceo classico “Maiorana” di Desio (Mi), che è al secondo anno di Alternanza in Università Cattolica: «L’anno scorso sono stato accolto nell’Ufficio comunicazione e quest’anno in Biblioteca. L’iniziativa aveva lo scopo di sviluppare negli studenti del triennio del Liceo Classico competenze relative al loro ruolo di Tutor nei confronti degli studenti che, nel biennio, presentano difficoltà su alcune materie e si proponeva di potenziare nei tutor liceali alcune abilità che favorissero il loro operato. Come ha detto una di loro: «Grazie a questo progetto abbiamo avuto l’opportunità di metterci in gioco direttamente e di acquisire maggiori consapevolezze su di noi, nel ruolo di tutor».

 

Ora di matematica, s’impara l’inglese

Gli obiettivi linguistici sono di ordine secondario e non seguono la scansione progressiva tipica di un corso di lingua, bensì sono strettamente connessi a contenuti e attività di apprendimento della materia. L’insegnamento disciplinare con metodologia Clil è ordinamentale dall’anno scolastico 2014-2015 nell’ultima classe dei licei e istituti tecnici di nuova istituzione, mentre l’ordinamento dei licei linguistici prevedeva già a decorrere dall’anno scolastico 2012-2013 l’insegnamento di due diverse discipline in due diverse lingue straniere, una dal terzo anno, l’altra dal quarto. Obiettivi di questa modalità di insegnamento/apprendimento sono lo sviluppo di competenze bilingui (multilingui nel caso dei licei linguistici e/o nel caso di allievi di lingua madre diversa dall’italiano), nonché multi e interculturali, poiché incoraggiano una costante entrata/uscita da sistemi semantico-culturali diversi. Richiedere all’apprendente la capacità di rielaborare, riformulare, sintetizzare nella lingua di scolarizzazione contenuti appresi in una lingua straniera e/o viceversa, comporterebbe, tuttavia, forme di accertamento che prevedano tra i criteri di valutazione lo sviluppo delle competenze di mediazione. Pur promuovendo la competenza linguistico-comunicativa nella lingua straniera, la metodologia Clil finalizza le opportunità di esercitare abilità ricettive (ascolto e lettura) e produttive (parlare e scrivere) in lingua straniera allo sviluppo di competenze disciplinari. Lo scopo dell’uso della lingua straniera nell’insegnamento/apprendimento disciplinare è incoraggiare la riflessione sulla comprensibilità dell’input, sugli ostacoli che la specificità della lingua utilizzata può frapporre al raggiungimento degli obiettivi, sulla doppia focalizzazione su contenuti e lingua. Più complessa della lingua utilizzata nella vita quotidiana, la lingua dello studio - usata per esprimere contenuti disciplinari - richiede tempi di apprendimento diversi rispetto alla lingua dell’interazione sociale.

 

L'integrazione si gioca anche a scuola

Brescia L'integrazione si gioca anche a scuola Una ricerca-azione della facoltà di Scienze della formazione ha indagato il livello di partecipazione scuola-famiglia in alcuni istituti della Provincia di Brescia con alunni stranieri. by Antonella Olivari | 31 ottobre 2017 La Lombardia è la regione con il numero più elevato di alunni con cittadinanza non italiana (191.526 allievi, il 24,3% della popolazione scolastica con cittadinanza non italiana), seguita dal Veneto (91.867, l’11,7%), dall’Emilia Romagna (90.286,l’11,5%). Partendo da questi dati i pedagogisti della facoltà di Scienze della Formazione sono convinti che si debba elaborare un modello educativo interculturale per la piena integrazione di tutte le diversità. Proprio nelle scuole si deve costruire una reale esperienza di apprendimento e di inclusione sociale e lo si può fare grazie alla collaborazione di tutti i soggetti educativi del territorio. Una ricerca-azione biennale, condotta da un gruppo di ricercatori della Cattolica coordinati dal preside della facoltà di Scienze della formazione Luigi Pati , che ha indagato il livello di partecipazione scuola-famiglia in 8 scuole di ordini e gradi differenti della Provincia di Brescia con alunni stranieri. Tutto questo perché il dialogo tra scuola e famiglia porta a una corresponsabilità tra le parti che diventa il risultato della capacità personale e di gruppo di inserirsi con creatività nell’ideazione di nuovi modelli di sviluppo e di azione. Le ragioni sono quelle di stabilire tra scuola e famiglia "un vero e proprio patto educativo per favorire una migliore formazione degli studenti, sia in termini di inclusione sociale, che di rinnovamento necessario in aue dove spesso la maggioranza ha provenienze diverse da quella locale" ha concluso Pati.

 

Un’app per progettare la didattica

Milano Un’app per progettare la didattica L’obiettivo del progetto internazionale Depit, a cui partecipa il Cremit dell’Università Cattolica, è di esplicitare il processo di progettazione sia per gli inseganti che per gli studenti, fornendo loro un accesso più facile al processo di apprendimento. marzo 2019 La progettazione didattica è la protagonista di Depit (Designing for Personalization and Inclusion with Technologies), il progetto promosso da una rete di università europee che il 7 e 8 marzo fa tappa in Cattolica. Insieme hanno dato vita a una app – e un manuale in tre lingue – che stanno testando 200 insegnanti fra Italia e Spagna e 400 studenti, tra cui 86 iscritti a Scienze della Formazione in Cattolica. Dalla sperimentazione, che sta per concludersi, emergono elementi da valorizzare e altri da modificare: «Durante questa fase, la app è oggetto di sperimentazione e testing sul campo, in classe e a scuola, rendendola usabile e performante. In realtà la app è pensata per continuare a essere modificata: viene incontro alla complessità contestuale in quanto strumento e ambiente dotato di flessibilità e modificabile in situazione, in aula e a posteriori rileggendo la progettazione. Tra di loro, oltre al coordinatore del progetto Roberto Righi e al direttore del Cremit Pier Cesare Rivoltella , arriva da Londra Diana Laurillard , autrice di “Teaching as a design science”. Alla base del progetto vi è infatti anche il suo Conversational Framework, che mette al centro la figura dell’insegnante, promuovendo la collaborazione tra docenti nell’elaborazione dei contenuti e includendo – nel processo di design – anche gli studenti.

 

Prepararsi al Fit con i 24 Cfu

cattolicapost Prepararsi al Fit con i 24 Cfu Nessuno conosce le scadenze del bando per il reclutamento dei nuovi insegnanti , che immetterà direttamente in ruolo . Diverse restano ancora le incognite che incombono sulla definizione di una data, anche se i meglio informati sostengono: non prima della fine del 2018 . Tant’è vero che c’è voluta un’altra Nota ministeriale – quella del 25 ottobre 2017 – per chiarire ciò che fino alle prime settimane di quest’autunno ancora non risultava evidente. Complicazioni procedurali a parte – penso soprattutto al dibattito innescato con l’introduzione dei 24 Cfu – c’è un aspetto di questa norma che conviene non sottovalutare. In questo senso i percorsi per l’acquisizione dei 24 Cfu costituirebbero, più che un ennesimo intralcio burocratico allo sviluppo di una carriera già difficile, un’occasione di preparazione alle prove di concorso . Durante un recente dibattito pubblico sui 24 Cfu ho assistito all’intervento di un dottore di ricerca che sosteneva di avere già, dopo tre anni di dura preparazione disciplinare, sufficienti competenze per accedere ai ruoli di insegnamento nella scuola secondaria. Ma come comportarsi quando in classe ci sono alunni con disturbi dell’apprendimento, bisogni educativi speciali o provenienze sociali “a rischio”? Credo che un buon insegnante, oltre a indicare ai propri allievi la meta, debba conoscere anche le strade che permettono loro di raggiungerla.

 

Educare con i nuovi media

Milano Educare con i nuovi media È in partenza il primo Mooc promosso dalla Conferenza episcopale italiana e dal Cremit dell’Università Cattolica, rivolto a operatori, educatori, famiglie, animatori, insegnanti e professionisti della comunicazione. gennaio 2019 Come la famiglia può affrontare l’educazione digitale? Quale ruolo svolge la comunità scolastica quando i media diventano parte integrante della vita quotidiana degli studenti? Quali sono le opportunità che la pastorale può assumere nella propria riflessione e azione? Il corso partirà lunedì 28 gennaio 2019 (dal 21 gennaio prenderà avvio una fase previa di socializzazione e conoscenza della piattaforma) e si snoderà per 6 settimane, fino a lunedì 4 marzo (con una settimana di recupero da lunedì 11 marzo). La proposta formativa nasce in linea con gli Orientamenti pastorali CEI 2010-2020 e il Direttorio CEI “Comunicazione e missione”, e raccoglie le indicazioni emerse dai vescovi italiani nel corso della 71a Assemblea Generale della CEI. L’obiettivo è di fornire un approfondimento su nozioni e pratiche digitali. Il corso online, infatti, affronta lo sviluppo della comunicazione e la mediamorfosi, il ruolo dell’informazione oggi, la questione delle relazioni, dell’identità e della socializzazione in rete, gli strumenti per un’educazione digitale nei diversi contesti e la presenza della tecnologia nell’azione pastorale (dalla liturgia alla catechesi, ai momenti aggregativi). Il percorso formativo, composto da 6 moduli, 18 video-lezioni e 18 schede di approfondimento tematico, proposte operative e materiali per l’approfondimento, si rivolge a educatori, animatori, operatori pastorali, genitori, insegnanti e professionisti della comunicazione. Le iscrizioni si chiuderanno definitivamente il 17 febbraio ma è possibile accedere alla piattaforma e ai materiali anche dopo l’inizio del corso e comunque entro il 25 marzo.

 

Immigrati, mediazione contro paura

ottobre 2017 di Valerio Corradi * La documentata analisi proposta dal CIRMiB - il Centro di iniziative e ricerche sulle Migrazioni a Brescia - fornisce chiare indicazioni su come l’immigrazione stia trasformando, gradualmente e a più livelli, la società bresciana. I molti argomenti affrontati sono riconducibili ad almeno due ordini di questioni: il grado di inclusione socio-lavorativa degli immigrati regolari e il livello di sostenibilità dell’accoglienza di richiedenti asilo/rifugiati. Oltre al dato sui “nuovi cittadini bresciani”, ne danno conferma: l’aumento degli stranieri proprietari di abitazione, il calo della mobilità territoriale verso altre province italiane, la crescita dei residenti da più di 10 anni, la prevalete motivazione famigliare rispetto a quella economica per i nuovi arrivi. Una riprova è che circa il 10% dei posti complessivi di accoglienza è gestito tramite lo SPRAR (29 i comuni coinvolti), mentre la più ampia distribuzione dei richiedenti asilo/rifugiati è il risultato di interventi non organici attuati tramite i Centri di Accoglienza Straordinaria. Per giungere a un modello compiuto e condiviso è necessario un ulteriore sforzo di tutti gli attori in gioco nel supportare percorsi di inclusione e di accoglienza che siano sensibili alle differenze e forniscano concrete opportunità per una crescita sociale sostenibile del territorio. Docente di Sociologia del territorio e Centro di Iniziative e di Ricerche sulle Migrazioni - CIRMiB #immigrazione #mediazione #scuola #brescia Facebook Twitter Send by mail Print Alcuni dati Dal rapporto del CIRMiB "La Mediazione necessaria. Nel 2016 l’incidenza degli stranieri tra gli iscritti a un corso universitario a Bs è del 6,3% (7% presso l’Università degli Studi e 4,3% presso la Cattolica di Brescia); fra gli immatricolati ormai l’80% ha frequentato le scuole superiori in Italia.

 

Sri Lanka, bambini semi di pace

Milano Sri Lanka, bambini semi di pace Inaugurata a Weligama la scuola materna che sigilla l’amicizia nata tra l’Ateneo e il Paese colpito dallo tsunami del dicembre 2004. Il progetto, promosso dall'Università Cattolica e dall'associazione Francesco Realmonte onlus, si è concretizzato con la costruzione dell'edificio che, oltre ad accogliere i bambini per le attività educative, diventa un polo di eccellenza per la formazione degli educatori e operatori del distretto di Galle. In collaborazione con l'Ateneo verranno avviati dei programmi d'intervento psicosociale rivolti a bambini e famiglie più vulnerabili con lo scopo di attivare risorse locali e promuovere percorsi di resilienza. La scuola, realizzata con il contributo donato all'associazione Francesco Realmonte dalla fondazione svizzera Antojoe Luogo, si trova a Weligama accanto alla parrocchia di padre Charles Hewawasam , vicario generale della diocesi di Galle e direttore di School for life, sul terreno di proprietà della diocesi di Galle. È gestita dalle suore domenicane incaricate dal vescovo di Galle monsignor Raymond Wickramasinghe , promotore locale di tutto il progetto. All'inaugurazione erano presenti il vescovo di Galle, padre Charles, alcuni altri sacerdoti della diocesi, la responsabile provinciale delle suore domenicane, un esponente del governo, oltre naturalmente a genitori e bambini. Come rappresentanti italiani hanno partecipato monsignor Gianni Ambrosio , vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio, Cristina Castelli , coordinatrice del progetto e direttore dell’Unità di resilienza dell’Università Cattolica, Agostino Fusconi e Antonella Cassano dell’Ateneo , Alessandra Corrado , presidente della Francesco Realmonte Associazione Svizzera Italia, Mariella Sinisi , vice presidente dell'Associazione Francesco Realmonte onlus.

 

Bullismo, un’emergenza mondiale

MILANO Bullismo, un’emergenza mondiale Nella prima Giornata nazionale dedicata dal Miur alla lotta al fenomeno a scuola, la psicologa Simona Caravita fa notare come possa diventare una palestra di condotte violente anche in età adulta. Simona Caravita , docente di Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell'Educazione nella sede di Brescia dell’Ateneo, accoglie con favore l’idea del Miur di istituire per il 7 febbraio la Giornata nazionale contro il bullismo a scuola, che coincide con il Safer Internet Day (#SID2017) promosso dalla Commissione Europea . Secondo una ricerca di Doxa Kids del 2014 su 1500 alunni dagli 11 ai 19 anni, 35% hanno assistito a episodi di bullismo. Secondo un’altra ricerca del 2015, dal 2010 al 2014 tra bambini di 11 anni di 3317 classi di varie regioni italiane ci sarebbe stato un aumento generalizzato del bullismo. Il cyberbullismo è dovuto anche all’incapacità di educare i giovani all’uso delle tecnologie con un’assunzione di responsabilità morale rispetto alle azioni che si compiono. Quali provvedimenti dovrebbero essere adottati? Anche nella prospettiva di un’educazione all’affettività? «Il bullismo può diventare palestra di condotte aggressive e violente anche in età adulta. Che idea hanno questi ragazzi su cosa è coraggio e cosa è vigliaccheria? «Chi si comporta in modo prevaricante lo fa perché la vittima è più debole.

 

Crescono gli alunni con disabilità

Milano Crescono gli alunni con disabilità Nelle scuole italiane, con l’aumento del numero di studenti accolti, c’è sempre più bisogno di un approccio educativo attento alla loro integrazione. Come affronta la scuola italiana l’integrazione di questi studenti? Ne parliamo con il professor Luigi D’Alonzo , ordinario di Pedagogia speciale e direttore del nuovo master in “Didattica e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD – DDAI)” dell’Università Cattolica. Qual è l’andamento rispetto agli anni precedenti? «Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale sulla salute delle Regioni italiane (Focus sulla Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, del 31 dicembre 2017) le persone con disabilità sono circa 4 milioni e 360 mila pari al 7,2% della popolazione italiana. Qual è il focus di questo corso? «Il master in “Didattica e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD – DDAI)” è rivolto a docenti delle scuole statali e paritarie, dirigenti scolastici, coordinatori didattici ed educatori. Il Master è organizzato in stretta collaborazione con il Centro studi sulla Disabilità e Marginalità (CeDisMa) dell’Università Cattolica e si avvale di docenti e conduttori con grande esperienza professionale e specialistica nel settore del Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività». scuola #disabilita #inclusione #master Facebook Twitter Send by mail Print UN MASTER SU DEFICIT D’ATTENZIONE/ IPERATTIVITÀ Scadono il 12 settembre le iscrizioni al nuovo master in “ Didatti ca e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD – DDAI) ”. Il percorso è organizzato in stretta collaborazione con il Centro studi sulla Disabilità e Marginalità (CeDisMa) dell’Università Cattolica e si avvale di docenti e conduttori con grande esperienza professionale e specialistica nel settore del Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività.

 

Bambini, che bellezza la filosofia

MILANO Bambini, che bellezza la filosofia Professori in toga hanno accolto gli alunni di terza, quarta e quinta elementare per una lezione su Sant’Agostino. Non si è trattato di evocare la pietra filosofale di Harry Potter ma di avvicinare i più piccoli al filosofare. Paola Muller , docente di Storia della Filosofia medievale, ha accolto con queste parole gli alunni di sei classi (terze, quarte e quinte) dell’Istituto scolastico Madre Cabrini di Milano, stupiti dalla nera toga accademica indossata dalla professoressa insieme ad altri colleghi. Noi mettiamo l’accento sul filosofare proprio perché il nostro approccio è di dialogo» spiega Paola Muller, che cura il laboratorio del Dipartimento di Filosofia insieme a Ingrid Basso e Pia De Simone . Sant’Agostino è un filosofo che ha avuto una vita ricca di insegnamenti validi anche per noi oggi», dice la professoressa Muller spiegando perché sia stato scelto proprio il filosofo di Ippona. Uno dei principi alla base della filosofia agostiniana è «scoprire la bellezza che è dentro di noi e fuori di noi e, per farlo, dobbiamo interrogarci e interrogare il mondo», aggiunge la docente. “Filosofare con i bambini” tornerà nelle aule di largo Gemelli lunedì 26 marzo e toccherà agli studenti dell’Istituto Comprensivo Pisacane Poerio confrontarsi con il pensiero di Sant’Agostino e il suo concetto di bellezza.

 

Se a scuola si insegna in lingua straniera

MILANO Se a scuola si insegna in lingua straniera Una ricerca condotta da un’équipe del nostro Ateneo su 873 docenti fa il punto sull’insegnamento con metodologia Clil nei licei linguistici italiani. aprile 2016 L’insegnamento di una disciplina non linguistica (Dnl) in lingua straniera è parte dei rinnovamenti introdotti dalla Legge di Riforma n. 53/2003 e Regolamenti del 2010 per la Scuola secondaria di secondo grado. Al fine di monitorare i processi innovativi, la Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione del Miur ha affidato il Progetto Azioni a supporto della metodologia Clil nei Licei Linguistici. Anno scolastico 2014-2015 all’Isis Niccolò Machiavelli di Firenze, capofila della rete nazionale dei “Licei linguistici”, che ha sviluppato sei Azioni volte a sostenere l’innovazione Clil negli ordinamenti scolastici. I risultati delle ricerche sono stati illustrati nel seminario " Clil nei Licei Linguistici: gli esiti delle azioni a supporto " a Milano il 28 aprile 2016, nell'Aula Magna dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, largo A. Gemelli, 1 . Punti di forza dell’esperienza Clil si manifestano nella consapevolezza più approfondita degli obiettivi disciplinari e linguistici, nella particolare attenzione alle interconnessioni fra conoscenze, abilità linguistiche e competenze comunicative, oltre alla diversificazione delle modalità di insegnamento/apprendimento e delle attività, che si aprono a strategie multimodali e multimediali di rilievo. clil #scuola #linguastraniera #lingue Facebook Twitter Send by mail Print I DATI DELLA RICERCA Il questionario, al quale hanno risposto 873 docenti , ha messo a fuoco il "profilo" dei docenti Clil: prevalentemente stabili (94,42%), di età superiore ai 45 anni (circa l’80%) e con oltre 21 anni di servizio.

 

Mamme a lezione d’italiano

Service Learning Mamme a lezione d’italiano Un gruppo di studentesse di "Pedagogia generale e della comunicazione" ha svolto attività di alfabetizzazione nell’ambito di un corso di italiano per donne e madri immigrate. Perché grammatica, lessico e comunicazione sono veicoli di inclusione sociale. by Bianca Martinelli | 14 maggio 2019 Si è concluso con successo il corso di italiano e alfabetizzazione per donne e mamme immigrate, grazie al quale alcune studentesse del corso di "Pedagogia generale e della comunicazione" della Cattolica si sono calate nel ruolo di insegnanti ed educatrici nel settore dell’alfabetizzazione. In aggiunta al corso base, inoltre, è stato promosso un approfondimento dedicato alla conoscenza storica, culturale e artistica della città di Brescia. L’iniziativa, promossa da Anolf Cisl Brescia con Anteas , Cisl Scuola e la sede di Brescia di IAL Lombardia , è stata patrocinata dalla Cattolica, in collaborazione con l’amministrazione comunale, l’ Ufficio Scolastico Provinciale e all’ Associazione Centro Migranti Onlus . Il corso è nato da una necessità sollevata da alcuni istituti scolastici bresciani, che hanno raccontato la difficoltà a comunicare con le mamme dei bambini stranieri, in quanto hanno meno opportunità di imparare la nostra lingua e quindi di integrarsi nel contesto sociale. Durante il corso sono state insegnate le basi del lessico e della grammatica italiana, i modi con cui è possibile presentarsi nel contesto di nuove situazioni (ad esempio, recandosi dal dottore), i nomi dei cibi presenti al supermercato, la distinzione tra plurale e singolare, l’uso corretto del verbo avere.

 

Thumbs Up, ecco i vincitori

Milano Thumbs Up, ecco i vincitori L’idea che ha vinto la competizione per 400 studenti delle scuole superiori di Milano e provincia è un packaging biodegradabile per le carni in vendita nei supermercati. febbraio 2019 È un nuovo packaging biodegradabile per le carni in vendita nei supermercati l’idea che ha vinto Thumbs Up Youth Award, progetto di alternanza scuola-lavoro che ha coinvolto 400 studenti di sei scuole superiori di Milano e provincia e di sei aziende. Il vincitore è stato il gruppo Ecomates del Liceo Statale “Primo Levi” di San Donato Milanese proprio con il progetto “ Care for us: nuovo packaging per la carne completamente compostabile formato da polistirolo compostabile e pellicola di Bioplastica ”. La squadra, composta da Aldo Pinelli, Marta Canestraci, Lorenzo Ratto, Luca Padula e Stefano Mango , ha vinto un corso di Public Speaking presso il Centro Teatro Attivo di Milano, la possibilità di svolgimento del test di orientamento Thumbs Up Map e una sessione di coaching con coach professionisti. La giuria, che ha apprezzato il mese di lavoro serrato degli studenti supportati dalle aziende e dagli insegnanti, ha scelto di assegnare anche il secondo e il terzo posto. Ogni azienda “ha adottato” una scuola affidandole un progetto e i 12 finalisti si sono confrontati davanti a una giuria che oggi ha decretato il vincitore. Suddivisi in sottogruppi, sono stati accompagnati nel lavoro sulla sfida lanciata dalle aziende sia dai tutor di Associazione Thumbs Up sia dai loro professori interni.

 

Autismo a scuola, la scelta dell’inclusione

Milano Autismo a scuola, la scelta dell’inclusione L’istituzione scolastica italiana ha saputo integrare molti allievi con disabilità, permettendo a molti di farsi strada negli studi e nel lavoro. aprile 2016 di Luigi D'Alonzo* È importante mettere dei punti fermi sull’autismo e condividerli in modo da offrire agli educatori, insegnanti e operatori delle basi di appoggio condivise per indirizzare il loro lavoro. Gli studi sul cervello con la tecnica di neuroimmagine dimostrano che i soggetti con autismo attivano con successo aree cerebrali normalmente preposte ad altri tipi di compiti con processi chiaramente di tipo compensatorio. Gli interventi di cura precoci sono stati associati a miglioramenti importanti ma molti studi indicano che i fattori più attendibili degli esiti evolutivi sono variabili esterne al trattamento, come le abilità linguistiche, sociali, e imitative e il livello intellettivo del bambino prima di iniziare il trattamento. Il numero di alunni con deficit nelle scuole italiane è cresciuto negli ultimi anni e, secondo l'ISTAT, nell'anno scolastico 2014/15 sono 153.848 gli alunni con disabilità (3,4% del totale). Essenziali sono l’intervento precoce e la consapevolezza che la promozione dello sviluppo dell’educando avviene soprattutto attraverso un contatto umano di valore, colmo di accettazione e di incontro con l’altrui persona e che tutto ciò alimenta una crescita maturativa. Intenzionalità e competenza costituiscono dunque un binomio inscindibile che deve governare l’evento educativo guidandolo in una prospettiva progettuale volta a promuovere nel soggetto handicappato itinerari di maieutica personale funzionali alla sua condizione di diversità.

 

Duecento liceali in visita alla Biblioteca

Milano Duecento liceali in visita alla Biblioteca Due giorni di incontri, articolati in presentazioni e laboratori rivolte agli studenti delle classi terze e quarte del Liceo scientifico “F. Enriques” di Lissone. Un’opportunità per vedere all’opera una delle più importanti realtà bibliotecarie del Paese. giugno 2016 «Una notevole ricchezza che ora stiamo cercando di declinare nel nostro operato quotidiano: competenza e disponibilità sono i due aspetti che i nostri ragazzi hanno maggiormente rilevato». Le due giornate di studio si sono svolte con il sostegno della Biblioteca della sede di Milano, che su richiesta del Servizio Orientamento e tutorato dell’Ateneo ha organizzato un articolato programma di presentazioni, visite guidate e laboratori. La positività del percorso svolto è testimoniata dal giudizio finale della professoressa Vergani: «Abbiamo avuto modo di vedere all’opera un vero e proprio lavoro di squadra. I nostri ragazzi hanno colto, nelle diverse figure che si sono succedute nell’arco della giornata, un’operazione sinergica, un team di professionisti competenti con i quali dialogare. biblioteca #studenti #scuola #lavoro Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Sulle tracce di Don Milani, l’emozionante incontro con la semplicità

Brescia Sulle tracce di Don Milani, l’emozionante incontro con la semplicità Un gruppo di studenti e docenti della facoltà di Scienze della formazione si è recato a Barbiana, in visita all’istituto fondato negli anni Cinquanta da don Milani. by Dalila Raccagni | 23 maggio 2016 Un gruppo di studenti della facoltà di Scienze della Formazione , sabato 14 maggio, accompagnati da diversi docenti dell’Ateneo e da don Roberto Lombardi , assistente pastorale, si è recato in visita alla scuola di don Lorenzo Milani , a Barbiana , in provincia di Firenze. Partiti da Brescia alle prime ore del mattino, dopo aver attraversato le prime colline toscane, il gruppo ha imboccato il medesimo, erto tragitto che don Lorenzo Milani stesso effettuò la prima volta che arrivò in questi luoghi. Emblematico e valorizzante è stato l’incontro con Lauro Seriacopi , che ha permesso di gustare la bellezza e la semplicità di tutto ciò che don Milani, insieme ai suoi amati allievi, è riuscito a far vivere in quell’umile ma straordinariamente denso luogo di cultura. Stanze impregnate dell’amore verso la conoscenza che nasce dalla pratica, dallo sporcarsi le mani e dal credere nei talenti che ogni uomo, anche il più povero e umile, ha dentro di sé. Una vita, quella del Priore, spesa per gli ultimi, per i quali la capacità della lettura e della scrittura nella vita ha dato loro davvero la possibilità di essere protagonisti, di cambiare il mondo. È per questo che a Barbiana si incontrano e si scambiano storie di bambini, giovani, adulti e anziani all'insegna di un progetto intergenerazionale e di diffusione del sapere nella consapevolezza di essere cittadini degni, sempre e a qualsiasi condizione.

 

L’alternanza come esperimento

brescia L’alternanza come esperimento Per alcuni studenti del Liceo classico Arici, l’ alternanza scuola-lavoro si è svolta nei laboratori di Fisica di Brescia. Nel vero senso della parola, visto che alcuni ragazzi in alternanza-scuola lavoro all’Università Cattolica sono stati ospiti dei laboratori di Fisica del campus di Brescia. Sotto la guida degli universitari, gli “ariciani” hanno compreso e visto con i loro occhi la natura di alcuni importanti esperimenti che nel corso del tempo hanno consentito grandi passi in avanti nello studio della propagazione delle onde. Il primo riguardava il principio di Huygens-Fresnel, che costituisce uno strumento di calcolo molto utile, in quanto consente di determinare direttamente il fronte d'onda a un certo istante, una volta noto quello a un qualsiasi istante precedente (o successivo). Dopo aver compreso il fenomeno della diffrazione e averlo rappresentato su un grafico, il percorso degli ariciani nella conoscenza dei fenomeni luminosi è proseguito nel nome di Thomas Young, che con il suo esperimento nel 1801 dimostrò la natura ondulatoria della luce. Accanto al lavoro sperimentale nei laboratori di fisica, a un altro gruppo di studenti è toccato il compito di documentarlo. Mentre i primi si occupavano di comprendere e replicare gli esperimenti di Huygens e di Young, agli altri è stato chiesto di produrre un video in cui mostrare tutte le fasi teoriche e pratiche dello studio dei fenomeni luminosi.

 

20 anni di MigraReport

“Le migrazioni sono diventate un tema principale per la politica nazionale e internazionale poiché, come pare quasi assodato in Europa, chi promette di respingerne i flussi ha buona probabilità di riscuotere consensi alla elezioni – ha osservato la direttrice del Cirmib Maddalena Colombo . L’impegno di un centro di ricerca locale sugli impatti del fenomeno migratorio diviene pertanto ancora più importante affinché venga divulgata un’informazione corretta e affinata, che tenga conto non solo dei numeri ma anche dei fattori sociali”. Già perché, in tempi di luoghi comuni e di allarmismo costante e spesso infondato, la risposta a molte domande sui flussi migratori e sulle relative conseguenze la si può trovare nella conoscenza approfondita e documentata e nella capacità di inquadrare efficacemente i cosiddetti “effetti di aggregazione”. Certo, in genere gli stranieri rivestono ruoli di basso profilo nei campi, nelle stalle, nel settore della logistica, dei trasporti o dell’assistenza domiciliare, ma appare in crescita anche il numero degli imprenditori (+1,8%) concentrati nei settori del commercio, della ristorazione, o nelle costruzioni. Gli studenti stranieri sono il 7,1% all’Università Statale e il 4,5% in Cattolica (con un’incidenza del 6,6% che supera quella nazionale), ma il dato è in aumento (+19,5% rispetto all’anno scorso) e ben l’80% è in possesso di un diploma conseguito in Italia, il doppio rispetto a dieci anni fa. Famiglia. Qualche esempio? “Oggi a Brescia i cosiddetti 2G, gli studenti stranieri di seconda generazione, sono il 67% degli studenti stranieri totali, che in Italia sono il 60%. Le loro prestazioni non sono attualmente al pari di quelle dei colleghi italiani, ma la forbice tra i due dati va sempre più assottigliandosi ed esistono casi di studenti stranieri resilienti e in grado di ottenere ottimi risultati nonostante difficoltà linguistiche e/o socioeconomiche” conclude Barabanti.

 

CineYoung in 20 scuole bresciane

Brescia CineYoung in 20 scuole bresciane Oltre 7.000 studenti coinvolti e 250 classi provenienti da 20 scuole bresciane: torna CineYoung, la rassegna cinematrografica dedicata agli studenti by Federico Bertetti | 25 ottobre 2019 Si spengono le luci, comincia la proiezione: a grande richiesta torna CineYoung , la rassegna di pellicole rivolta ai giovani. Sono oltre 7.000 gli studenti coinvolti nel progetto, che porterà al cinema 250 classi provenienti da 20 istituti sparsi per tutto il territorio bresciano, a partire dal 6 ottobre 2019. L’evento, organizzato dall’ Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC) Brescia e finanziato dal MIUR e dalla Regione Lombardia, presenterà ai ragazzi una rassegna di circa 10 film, suddivisi in 40 proiezioni gratuite. CineYoung nasce nel 2017 in maniera ridotta, ma, grazie al finanziamento del Ministero, siamo riusciti ad ampliare la programmazione – ha esordito Elisa Lancini , ideatrice del progetto e responsabile di ACEC Brescia, durante la conferenza stampa di presentazione. Sono i documenti ministeriali a richiedere che l’attività legata al cinema sia resa curricolare: i film sono in grado di utilizzare linguaggi diversi che abilitano a vivere esperienze quotidiane in maniera differente. Il progetto CineYoung risponde ad un cambiamento nazionale, ma anche mondiale, del cinema – ha concluso Massimo Locatelli , professore di storia e critica del Cinema presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il primo spettacolo è stato il 6 ottobre, presso il Cinema Sereno di Brescia; la rassegna proseguirà coinvolgendo altre classi e altre sale con cadenza serrata fino al 21 novembre, data in cui avverrà la proiezione conclusiva presso il Cinema San Filippo Neri di Collebeato.

 

Lavoro, dunque sono!

Brescia Lavoro, dunque sono! Il convegno ha affrontato la controversa questione dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e del basso tasso occupazionale. Cause del deficit: la crisi economica e un eccesso di familismo, il rimedio è saper puntare su competenze umane. by Bianca Martinelli | 16 marzo 2017 Tra le questioni contemporanee che più necessitano di un’accurata riflessione, quella del rapporto problematico tra giovani e ingresso nel mondo del lavoro è certamente una della più urgenti. Di quest’urgenza – tale poiché inscindibilmente legata al futuro di intere generazioni – delle cause e delle competenze da mettere in campo per giungere ad una soluzione, si è parlato nel convegno “La vocazione del lavoro, il lavoro come vocazione”. In questo senso, le politiche dello Stato non dovrebbero essere rivolte solo all’erogazione di sussidi e aiuti alle classi sociali in difficoltà e ai ceti bassi, ma anche ragionare in prospettiva, tenendo conto dell’inevitabile ricambio generazionale. Un dato di grande interesse che emerge nella terza parte dello studio è dato da quella che viene definita “mappatura delle propensioni di studio” in cui si dà notizia di come un’eccessiva attitudine possa accentuare il distacco e l’allontanamento dei ragazzi da una concezione lavorativa. In questo contesto trovano infine spazio ipotesi e strategie da mettere in atto per arginare l’emergenza: tra queste spiccano i recenti programmi d’inserimento degli studenti negli ambienti lavorativi, come ad esempio è il caso dell’alternanza scuola-lavoro, o la possibilità di corredare il proprio curriculum vitae con esperienze formative all’estero.

 

Educare, passione che si rinnova

L’evento è promosso in occasione del cinquantesimo anniversario della Dichiarazione del Concilio Vaticano II Gravissimum educationis e del venticinquesimo anniversario della Costituzione Apostolica Ex corde Ecclesiae . Obiettivo dell’incontro è rilanciare «l’impegno della Chiesa nel campo educativo. Infatti i centri educativi cattolici non sono soltanto “dispensatori di competenze” ma, proprio per loro intrinseca natura, si caratterizzano per essere luoghi di incontro, dialogo e mutuo accrescimento in un percorso di educazione alla vita che si apre agli altri nell’ottica del bene comune». All’incontro interviene anche il rettore dell’Università Cattolica, professor Franco Anelli nell’ambito del dibattito dedicato alle università. Alla sessione dedicata alle scuole porterà il suo contributo anche il preside della facoltà di Scienze della formazione, professor Luigi Pati . universita #scuola #educazionecattolica Facebook Twitter Send by mail Print.

 

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