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La bambina dietro gli occhi

Milano La bambina dietro gli occhi È il titolo del volume presentato in largo Gemelli: la storia di una bambina ebrea, Yehudith, che ha perso l’infanzia e i suoi genitori, strappata alla deportazione grazie a una famiglia di Desio che finge sia sua figlia. Una testimonianza ricca e toccante che ripercorre la vita di Yehudith Kleinam , che del libro è anche l’autrice. Yehudith, bambina ebrea, riesce a sottrarsi alle persecuzioni grazie a una famiglia di Desio, che, davanti ai carabinieri giunti per arrestare lei e la sua famiglia, mentono, fingendo che fosse loro figlia. Una storia che parla della tragedia della Shoah in un modo diverso, lontano dai campi di concentramento e dalla guerra ma vicine nel dramma di una bambina costretta a crescere troppo in fretta, quando a soli 5 anni ha dovuto dire addio a sua madre, ritrovandosi sola nel mondo. È la storia di una bambina che ha perso l’infanzia e i suoi genitori: il tutto è reso grazie a una varietà di piccoli racconti e aneddoti che permettono di immedesimarsi nelle difficoltà che ha dovuto affrontare la piccola Giuditta». Il lavoro di ricerca storica di Durchfeld è stato lungo e non privo di difficoltà, nel suo tentativo di trovare conferma nei fatti della memoria di Yehudith. Storia di una ragazzina che resiste alla Shoah di Yehudith Kleinman (Panozzo Editore, 2018) è il libro che è stato presentato nella sala Maria Immacolata mercoledì 30 gennaio.

 

Piacenza, la Shoah delle ragazze

Piacenza Piacenza, la Shoah delle ragazze Con il reading davanti a 500 studenti delle superiori è andato in scena il tentativo di dar concretezza, nello sguardo di chi è giovane oggi, a chi ha vissuto l’Olocausto, per far ragionare, con poca teoria e molta pratica, sul tema della discriminazione. gennaio 2019 Storie di vite che si intrecciano. Vite di donne che hanno in comune l’aver attraversato quel nero di storia che macchia ancora le coscienze. Le hanno conosciute così, i 500 studenti delle scuole superiori che hanno riempito il 21 gennaio scorso i due centri congressi della Cattolica a Piacenza, attraverso le loro stesse parole, recitate dalla giovane attrice Valentina Ghelfi e narrate dall’ebraista Matteo Corradini. In un silenzio irreale gli adolescenti di oggi hanno “incontrato” adolescenti, musiciste, contadine, mamme che hanno vissuto la Shoah, unite dal destino e non dalle storie personali. Ma non è la celebrità che conta, è il pensiero ricorrente di cosa abbia significato essere donna sotto le leggi razziali, essere donna nella deportazione e nel lager. shoah #olocausto #donna #rmemoria Facebook Twitter Send by mail.

 

La Shoah con gli occhi delle donne

giornata della memoria La Shoah con gli occhi delle donne Nell’intervento al Quirinale per la Giornata della Memoria, alla presenza del presidente Mattarella , la professoressa Milena Santerini rilegge il dramma di chi si è trovata vittima della barbarie nazista. gennaio 2019 di Milena Santerini * Siamo qui con una memoria ancora viva della deportazione, consapevoli di aver avuto più di settant’anni di pace grazie all’Europa unita che ha saputo finora mantenere la promessa: mai più la guerra, mai più la Shoah. Come scrive Primo Levi: “Considerate se questa è una donna / Senza capelli e senza nome / Senza più forza di ricordare / Vuoti gli occhi e freddo il grembo / Come una rana d'inverno”. Nei racconti delle donne sopravvissute alla Shoah ricorre il ricordo della nudità di chi non ha più nulla; non solo i vestiti ma la famiglia, la casa, la vita di prima. Ce lo insegna la storia di Celeste detta Stella di piazza Giudia, che denunciava gli ebrei correligionari del ghetto di Roma indicandoli uno a uno ai fascisti e ai tedeschi e si sentiva onnipotente quando bastava un sì o un no per dare o togliere la vita. Ed è una donna, Gitta Sereny, che dopo la guerra si immerge in quelle tenebre e intervista a lungo Franz Stangl direttore del campo di Treblinka per capire cosa sentiva mandando a morte le persone, ed è a lei che Stangl spiega: “Raramente li vedevo come persone. Storia di una ragazzina che resiste alla Shoah di Yehudith Kleinman (Panozzo Editore, 2018) è il libro che verrà presentato nella sala Maria Immacolata mercoledì 30 gennaio alle 15 .

 

L’ufficio “falsi” di largo Gemelli

GIORNATA DELLA MEMORIA L’ufficio “falsi” di largo Gemelli In occasione della Giornata della memoria ricordiamo le storie di laureati e studenti dell’Università Cattolica che aiutarono gli ebrei a fuggire alla loro terribile sorte o che, invece, soffrirono in prima persona nei campi di concentramento tedeschi. Nel 2018 la neuroscienziata Maryanne Wolf ha scritto: «Stiamo frazionando troppo la nostra attenzione perché la nostra memoria di lavoro possa funzionare in maniera ottimale; diamo per scontato che in un mondo digitale non si abbia bisogno di ricordare nello stesso modo che in passato». E continua: «Ci sono alcune tetre valutazioni che indicano come la capacità media di memoria di molti adulti sia diminuita di oltre il 50% nell’ultimo decennio». La storia che vogliamo ricordare è quella dei laureati e studenti dell’Università Cattolica che aiutarono gli ebrei a fuggire alla loro terribile sorte e altri che invece soffrirono in prima persona nei campi di concentramento tedeschi. Si trattava di assisterli, di sistemarli, di trovare loro rifugio o di avviarli subito, nei casi più urgenti e più gravi, alla frontiera, in maniera possibilmente sicura. Violante rifiuta di aderire alla Repubblica di Salò e viene deportato in Polonia: «La presenza dei cattolici era particolarmente viva: io l'Università Cattolica, attraverso i suoi giovani laureati e professori, l'ho conosciuta lì. gennaio 2019, ricordiamo il terribile crimine dell’Olocausto, ricordiamolo rileggendo pagine di una storia che è passata anche da qui, davanti a persone che hanno compiuto scelte difficili sfidando «uomini che dell’ingiustizia avevano fatto la loro legge».

 

La Shoah delle ragazze

GIORNATA DELLA MEMORIA 2019 La Shoah delle ragazze Tra le iniziative promosse dall’Ateneo per la Giornata della Memoria del 27 gennaio, a Piacenza una lettura al femminile dell’Olocausto. gennaio 2019 Anne Frank, Esther Hillesum, Ilse Weber e Inge Auerbacher sono i nomi, i volti e le storie di alcune donne che hanno vissuto sulla propria pelle l’Olocausto nazista. Le loro parole - quelle che hanno riportato su diari personali e opere di denuncia - verranno rilette lunedì 21 gennaio alle ore 11 nel centro congressi della sede di Piacenza dell’Università Cattolica, davanti a più di 400 studenti di scuola superiore , con uno sguardo inevitabilmente rivolto anche alle discriminazioni del presente. Dialettica dei confini e diversità culturale nelle prospettive penalistica e giusletteraria è il tema del Seminario permanente dei ricercatori “Biancamaria Spricigo” promosso con la facoltà di Giurisprudenza e il Dipartimento di Scienze giuridiche mercoledì 23 gennaio alle ore 12.30 in vista della Giornata della memoria. Ricorrendo soprattutto a fotografie e immagini, l’esposizione si propone di far conoscere una realtà che ha drammaticamente coinvolto oltre 700 mila soldati italiani internati in Germania dopo l’8 settembre 1943 ed usati come lavoratori forzati nelle campagne e nelle fabbriche tedesche per lo sforzo bellico della Germania. Storia di una ragazzina che resiste alla Shoah di Yehudith Kleinman (Panozzo Editore, 2018) è il libro che verrà presentato nella sala Maria Immacolata mercoledì 30 gennaio alle 15 . Intervengono: Savina Raynaud , presidente della sezione lombarda della Società filosofica italiana (Sfi), Rossana Veneziano , Sfi lombarda e graduate Yad Vashem, Matthias Durchfeld, Istoreco, curatore e traduttore del libro, monsignor PierFrancesco Fumagalli , presidente dell’Associazione Italia-Israele di Milano, suor Gabriella Tettamanzi, Madre generale delle Ancelle della Carità.

 

Contro l’odio, storia e memoria

Le iniziative per la Giornata della memoria 2018 24 gennaio 2018 di Saverio Gentile * Ottant’anni sono una buona occasione per ricordare una delle pagine più buie della nostra storia: quella delle “leggi razziali”. Nell’allora Regno d’Italia, con l’emanazione dei “provvedimenti per la tutela della razza”, a far data dal settembre 1938, il regime fascista ha scatenato una vera e propria persecuzione giuridica nei confronti dei cittadini italiani considerati di razza ebraica. Ma vi fu anche (non poco) consenso da parte degli italiani verso quella che senza dubbio fu la pagina di gran lunga più vergognosa dell’intera storia giuridica nazionale, che non mancò poi di far sentire i suoi effetti a contrario anche sulla Costituzione della Repubblica italiana. Basti pensare all’articolo 3, I comma, che sancisce, tra l’altro, la pari dignità sociale di tutti i cittadini e l’eguaglianza di fronte alla legge senza distinzione di razza; o all’articolo 22, laddove afferma che nessuno possa “essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome”. leggirazziali #shoah #giornatadellamemoria #razza Facebook Twitter Send by mail COSTITUZIONE, IL MONITO DELL’ARTICOLO 3 Il riferimento alla razza fu inserito nel testo costituzionale per rimarcare il rifiuto assoluto di qualsiasi forma di discriminazione, a fronte di una tragica pagina di storia italiana. PIACENZA: SIAMO QUI, SIAMO VIVI L'appuntamento di Let's book per la Giornata della Memoria ha preso spunto dalla pubblicazione del diario inedito di Alfredo Sarano , che salvò molte famiglie dai rastrellamenti e fu a sua volta salvato dal coraggio di famiglie non ebree. Per saperne di più ] BRESCIA, MOSTRA SULLE DONNE DELLA SHOAH La sede ospita nel corridoio Montini la mostra fotografica “ Donne nella Shoah ”, inaugurata venerdì 26 gennaio in aula Montini da un incontro per gli studenti con gli interventi dei pedagogisti dell’Ateneo Domenico Simeone e Livia Cadei , e di Rolando Anni .

 

Costituzione, il monito dell’articolo 3

MILANO Costituzione, il monito dell’articolo 3 Il riferimento alla razza fu inserito nel testo costituzionale per rimarcare il rifiuto di qualsiasi forma di discriminazione a fronte di una tragica pagina storica. Il secondo comma dell’articolo 3 sancisce, invece, il dovere della Repubblica di perseguire politiche di eguaglianza in senso sostanziale, finalizzate a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che pregiudicano, di fatto, il pieno sviluppo della persona umana, obiettivo che l’ordinamento giuridico intende rendere effettivo. Pertanto, mentre forme di differenziazione fondate su condizioni personali del soggetto sono espressamente vietate dal primo comma, differenze ragionevoli possono risultare opportune e persino soluzioni obbligate, quando siano funzionali alla rimozione degli ostacoli che impediscono, di fatto, il pieno e libero sviluppo della persona umana. Tra i fattori di discriminazione che la Costituzione ha preso in considerazione nell’articolo 3, come ostacolo alla piena realizzazione del principio di eguaglianza, è presente anche il riferimento alla “razza”. Tale scelta conserva il significato profondo di una doverosa assunzione di responsabilità rispetto a fatti storici tragici, a gravissimi atti di disconoscimento del valore della persona umana, che si è preteso di giustificare attraverso il riferimento a provvedimenti “legali” sul piano formale, ma profondamente anti-giuridici sul piano sostanziale. Rispetto a questi fatti, che esprimono il male commesso da uomini nei confronti di altri uomini, il riferimento alla “razza” tuttora leggibile nel testo costituzionale come parametro di non discriminazione conserva il valore di un convinto ripudio di simili scelte offensive e un profondo, perdurante monito a non dimenticare. leggirazziali #shoah #giornatadellamemoria #razza Facebook Twitter Send by mail IL SEMINARIO PERMANENTE Per il giurista attento a cogliere i segnali di possibili derive degli strumenti giuridici vigenti, sul piano della legittimazione politico-normativa o sul piano interpretativo, la “Giornata della memoria” costituisce una preziosa occasione di riflessione.

 

Ebrei in fuga a Shanghai

milano Ebrei in fuga a Shanghai In occasione della prima Giornata dei Giusti dell’Umanità , che si celebra il 6 marzo, l’Istituto Confucio presenta il volume curato dalla professoressa Elisa Giunipero , che racconta la storia dei 18mila ebrei che trovarono asilo nel ghetto di Hongkou. marzo 2018 In occasione della prima Giornata dei Giusti dell’Umanità , che si celebra il 6 marzo, è in uscita “ Ebrei a Shanghai. Storia dei rifugiati in fuga dal Terzo Reich ” (O barra O edizioni), un capitolo della storia della Shoah pressoché sconosciuto in Italia. La presentazione del volume, curato dalla professoressa Elisa Giunipero , direttrice dell’Istituto Confucio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, si terrà mercoledì 14 marzo alle 18 nell’Aula G.129 S. Paolo (largo Gemelli, 1 – Milano). La “Parigi d’Oriente” divenne la cornice di un’integrazione complessa eppure riuscita: migliaia di rifugiati trovarono asilo all’interno del ghetto di Hongkou dove condussero un’esistenza difficile, ma priva di conflitti con la popolazione locale. I diversi contributi raccolti nel libro ripercorrono gli eventi storici di quegli anni e descrivono lo straordinario sviluppo economico e socioculturale della metropoli in seguito all’incontro tra popoli tanto distanti tra loro. Accanto alle vicende collettive, emergono la voce della testimone Sonja Mühlberger, nata a Shanghai nel 1939, e la storia esemplare del console cinese a Vienna Ho Feng Shan, riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” per aver concesso il visto di espatrio agli ebrei in fuga dal Terzo Reich.

 

Studenti con Liliana Segre

Milano Studenti con Liliana Segre In Aula Magna un’iniziativa per i ragazzi delle scuole superiori milanesi e alcuni universitari dell’Ateneo per fare memoria delle leggi razziali. maggio 2018 Sono passati ottant’anni da una delle pagine più buie della nostra storia: quella delle “leggi razziali”. Nell’allora Regno d’Italia, con l’emanazione dei “provvedimenti per la tutela della razza”, dal settembre 1938, il regime fascista scatenò una persecuzione giuridica nei confronti dei cittadini italiani considerati di razza ebraica. Ne restò escluso il solo diritto alla vita, anch’esso annientato nel buio biennio della Repubblica di Salò quando si realizzò una vera e propria caccia all’ebreo da parte dei nazisti, con la complicità dei repubblichini». Saverio Gentile sarà uno dei relatori dell’iniziativa promossa dalla Prefettura di Milano giovedì 10 maggio , ospitata nell’Aula Magna della sede di largo Gemelli dell’Università Cattolica. Il convegno “ A ottant'anni dall'emanazione delle leggi razziali: istituzioni e societa' per una memoria attiva ” è riservato agli studenti delle scuole superiori milanesi e ad alcuni universitari dell’Ateneo e sarà introdotto e coordinato da Ferruccio De Bortoli , presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano. Seguiranno gli interventi della senatrice a vita Liliana Segre , del primo presidente emerito della Corte di Cassazione Giovanni Canzio , del ricercatore della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica Saverio Gentile , e dello storico Michele Sarfatti .

 

La Shoah con gli occhi dei bambini

Piacenza La Shoah con gli occhi dei bambini Per la Giornata della memoria quattrocento studenti delle scuole superiori di Piacenza hanno affollato il campus di Piacenza per un riflettere sul senso di fare memoria. E poi una ricerca svolta su sopravvissuti, bambini durante la Shoah, che ha cercato di mettere in luce i motivi di resilienza per questi bambini catapultati in una situazione terribile. La giornata della memoria ci ricorda una delle pagine più tragiche della nostra storia, pagina che tuttavia non è più così recente: i testimoni diretti stanno scomparendo e quindi urge un altro modo di fare memoria» sottolinea il professor Daniele Bruzzone , organizzatore del convegno. Noi abbiamo voluto trovare i motivi di attualità di quella pagina, cercando di capire in che cosa possa essere utile, nella nostra vita, l’esperienza della deportazione. Pertanto abbiamo concentrato la nostra attenzione su una prospettiva che ci permettesse di capire non solo le efferatezze che venivano compiute nei lager, ma in particolare il modo in cui le persone riuscivano a resistere in questa situazione estrema, con quali motivazioni e con quali risorse spirituali». Marco Ius, ricercatore dell’Università di Padova, ha presentato i risultati di uno studio realizzato sui bambini nascosti della Shoah, scampati all’olocausto grazie al fatto di essere stati allontanati dalle famiglie d’origine per vivere in altre famiglie o in conventi. Solo negli ultimi anni si è aperta questa attenzione ai bambini nascosti, che ha svelato un mondo di dolore e di perdita ma anche di risorse umane e spirituali.

 

La vita prima della Shoah

brescia La vita prima della Shoah Nella mostra esposta a Brescia fino all’11 febbraio, nell’ambito della Giornata della memoria, le fotografie fissano i volti sorridenti e ancora ignari della tragedia che li aspetta, di chi fu poi vittima della tragedia dei campi di sterminio. L’obiettivo principale dell’iniziativa è, infatti, illustrare la vita che conducevano le vittime della shoah (chiamata anche porrajmos da rom e sinti) prima della strage. La mostra, curata da Rolando Anni e Paola Pasini dell’Arichivio storico della Resistenza bresciana e dell’Età contemporanea, inserisce accanto ai volti dei perseguitati, quelli dei persecutori, che non appaiono ancora con le stigmate dei malvagi. Nella Biblioteca “Padre O. Marcolini” diretta da Gabriele Signorini e la sezione degli Archivi Storici dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore affidata a Pierangelo Goffi si possono trovare inoltre fonti su quel periodo storico. Tra le altre cose si possono trovare alcuni film antisemiti del regime nazista, utilizzati come strumento di propaganda antiebraica, attraverso i quali si elogiavano le caratteristiche della “razza pura”, quella ariana. Le tre pellicole che riscossero un maggiore successo furono quelli ordinati da Goebbels prima dell’inizio della guerra e sono Die Rothschilds (I Rothschild), Jud Süss (Süss l’ebreo) e Der ewige Jude (L’ebreo eterno). Non mancano, infine, alcune pubblicazioni antisemite italiane, come la rivista “La difesa della razza”, pubblicata con cadenza quindicinale dal 5 agosto 1938 al 20 giugno 1943 sotto gli auspici del Ministero della Cultura popolare.

 

In fuga da Hitler verso la Cina

MOSTRE In fuga da Hitler verso la Cina L’esodo degli ebrei a Shanghai, durante il nazismo, raccontato in una mostra al Memoriale della Shoah. L’avvento del nazismo e delle leggi razziali, alla metà degli anni ’30, portò all’esodo di circa 18.000 ebrei europei verso l’Estremo Oriente, generando una forte comunità a Shanghai. A raccontarlo attraverso testimonianze, documenti e fotografie – per la prima volta tradotti in italiano – la mostra dal titolo “Gli Ebrei a Shanghai”, visitabile dal 18 settembre fino al 15 dicembre al Memoriale della Shoah di Milano. L’esposizione è stata organizzata dagli Istituti Confucio dell’Università Cattolica e dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con lo Shanghai Jewish Refugees Museum , la Fondazione Memoriale della Shoah di Milano Onlus e l’ Istituto Italiano di Cultura - Consolato Generale d’Italia a Shanghai . Il massiccio afflusso terminò nel 1941 con la dichiarazione di guerra dell’Italia alla Francia e alla Gran Bretagna, che sancì la chiusura della rotta verso la Cina, e del bombardamento giapponese di Pearl Harbour, nel dicembre 1941, che diede il via alla guerra del Pacifico. Nella seconda parte della mostra viene presentata la vita dei rifugiati ebrei a Shanghai, per i quali nemmeno la forte diversità della lingua è stata una barriera all’inserimento nel Paese. Dopo un periodo di libertà - in cui gli ebrei avviarono proprie attività commerciali fino a creare una “Piccola Vienna” nel distretto di Hongkou a Shanghai - l’invasione giapponese della Cina nel 1942 portò a nuova situazione di persecuzione.

 

La Giornata della memoria in Ateneo

gennaio 2016 La Giornata della memoria in Ateneo Mostra su parole, disegni, fotografie della liberazione dai Lager, distribuzione gratuita del volume con Moni Ovadia e seminario giuridico sulle leggi razziali. gennaio 2016 Un seminario su una delle pagine più buie della storia giuridica italiana, quella delle leggi razziali del 1938; una mostra su parole, disegni, fotografie della liberazione dai Lager (a lato), la distribuzione gratuita di un volume “contro il razzismo” realizzato in collaborazione con Moni Ovadia (vedi sotto). A Brescia , oltre alla mostra (di cui parliamo a lato), si osserverà un minuto di silenzio negli spazi in cui è allestita l'esposizione e la messa delle 12.30 che si celebra ogni giorno sarà dedicata alle vittime dell'Olocausto . A Milano , protagonista del Seminario permanente dei ricercatori , per il quarto ciclo dei “Mercoledì del Dipartimento”, la lezione di Saverio Gentile , ricercatore di Storia del diritto medievale e moderno, su La legalità del male. MONI OVADIA, UN LIBRO CONTRO IL RAZZISMO Educatt sostiene l’iniziativa della cattedra di Antropologia della professoressa Giovanna Salvioni distribuendo gratuitamente il volume Contro il razzismo: per il bene e per il diritto alle differenze . Amore e Giustizia nell’opera di Etty Hillesum di Roberto Cazzola , scrittore e responsabile della germanistica di Adelphi, pubblicato nel libro Giustizia e letteratura II a cura di Gabrio Forti, Claudia Mazzucato e Arianna Visconti . BRESCIA, MOSTRA SU DISEGNI E PAROLE DEI SOPRAVVISSUTI La mostra “Shoah: voci e silenzi della memoria” , aperta dal 25 gennaio al 6 febbraio 2016 (9-18) nel corridoio Montini della sede di Brescia dell’Ateneo, ricorda, attraverso fotografie, disegni, volti e parole, scritte dopo la liberazione, coloro che sono sopravvissuti allo sterminio.

 

Liliana Segre, la colpa d’essere nata

Milano Liliana Segre, la colpa d’essere nata La neo senatrice a vita racconta in aula magna agli studenti delle scuole superiori milanesi la disumanità delle leggi razziali, emanate 80 anni fa in Italia, e la deportazione in Germania. Due parole che la senatrice ha spiegato bene a una platea di studenti delle scuole superiori milanesi ed alcuni universitari, durante l’incontro nell’aula magna dell’Ateneo lo scorso 10 maggio dal titolo “ A ottant’anni dall’emanazione delle leggi razziali: istituzioni e società per una memoria attiva ”, promosso dalla Prefettura di Milano. Ho provato all’età di tredici anni quello che iniziava ad essere l’irreparabile: per quaranta giorni sono stata rinchiusa nella cella 202 a San Vittore. Per un anno lavora presso la fabbrica di munizioni Union, che apparteneva alla Siemens, per poi essere deportata in Germania. Ciò che è triste è che l’indifferenza c’è ancora oggi». Concetto ripreso anche dall’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini : «Indifferenza è quando diciamo che quello che capita agli altri non ci tocca. Per questo dobbiamo chiedere scusa da parte dei nostri padri e nonni che hanno permesso che tutto questo accadesse».

 
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