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Contro l’odio, storia e memoria

Le iniziative per la Giornata della memoria 2018 24 gennaio 2018 di Saverio Gentile * Ottant’anni sono una buona occasione per ricordare una delle pagine più buie della nostra storia: quella delle “leggi razziali”. Nell’allora Regno d’Italia, con l’emanazione dei “provvedimenti per la tutela della razza”, a far data dal settembre 1938, il regime fascista ha scatenato una vera e propria persecuzione giuridica nei confronti dei cittadini italiani considerati di razza ebraica. Ma vi fu anche (non poco) consenso da parte degli italiani verso quella che senza dubbio fu la pagina di gran lunga più vergognosa dell’intera storia giuridica nazionale, che non mancò poi di far sentire i suoi effetti a contrario anche sulla Costituzione della Repubblica italiana. Basti pensare all’articolo 3, I comma, che sancisce, tra l’altro, la pari dignità sociale di tutti i cittadini e l’eguaglianza di fronte alla legge senza distinzione di razza; o all’articolo 22, laddove afferma che nessuno possa “essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome”. leggirazziali #shoah #giornatadellamemoria #razza Facebook Twitter Send by mail COSTITUZIONE, IL MONITO DELL’ARTICOLO 3 Il riferimento alla razza fu inserito nel testo costituzionale per rimarcare il rifiuto assoluto di qualsiasi forma di discriminazione, a fronte di una tragica pagina di storia italiana. PIACENZA: SIAMO QUI, SIAMO VIVI L'appuntamento di Let's book per la Giornata della Memoria ha preso spunto dalla pubblicazione del diario inedito di Alfredo Sarano , che salvò molte famiglie dai rastrellamenti e fu a sua volta salvato dal coraggio di famiglie non ebree. Per saperne di più ] BRESCIA, MOSTRA SULLE DONNE DELLA SHOAH La sede ospita nel corridoio Montini la mostra fotografica “ Donne nella Shoah ”, inaugurata venerdì 26 gennaio in aula Montini da un incontro per gli studenti con gli interventi dei pedagogisti dell’Ateneo Domenico Simeone e Livia Cadei , e di Rolando Anni .

 

Costituzione, il monito dell’articolo 3

MILANO Costituzione, il monito dell’articolo 3 Il riferimento alla razza fu inserito nel testo costituzionale per rimarcare il rifiuto di qualsiasi forma di discriminazione a fronte di una tragica pagina storica. Il secondo comma dell’articolo 3 sancisce, invece, il dovere della Repubblica di perseguire politiche di eguaglianza in senso sostanziale, finalizzate a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che pregiudicano, di fatto, il pieno sviluppo della persona umana, obiettivo che l’ordinamento giuridico intende rendere effettivo. Pertanto, mentre forme di differenziazione fondate su condizioni personali del soggetto sono espressamente vietate dal primo comma, differenze ragionevoli possono risultare opportune e persino soluzioni obbligate, quando siano funzionali alla rimozione degli ostacoli che impediscono, di fatto, il pieno e libero sviluppo della persona umana. Tra i fattori di discriminazione che la Costituzione ha preso in considerazione nell’articolo 3, come ostacolo alla piena realizzazione del principio di eguaglianza, è presente anche il riferimento alla “razza”. Tale scelta conserva il significato profondo di una doverosa assunzione di responsabilità rispetto a fatti storici tragici, a gravissimi atti di disconoscimento del valore della persona umana, che si è preteso di giustificare attraverso il riferimento a provvedimenti “legali” sul piano formale, ma profondamente anti-giuridici sul piano sostanziale. Rispetto a questi fatti, che esprimono il male commesso da uomini nei confronti di altri uomini, il riferimento alla “razza” tuttora leggibile nel testo costituzionale come parametro di non discriminazione conserva il valore di un convinto ripudio di simili scelte offensive e un profondo, perdurante monito a non dimenticare. leggirazziali #shoah #giornatadellamemoria #razza Facebook Twitter Send by mail IL SEMINARIO PERMANENTE Per il giurista attento a cogliere i segnali di possibili derive degli strumenti giuridici vigenti, sul piano della legittimazione politico-normativa o sul piano interpretativo, la “Giornata della memoria” costituisce una preziosa occasione di riflessione.

 

Ebrei in fuga a Shanghai

milano Ebrei in fuga a Shanghai In occasione della prima Giornata dei Giusti dell’Umanità , che si celebra il 6 marzo, l’Istituto Confucio presenta il volume curato dalla professoressa Elisa Giunipero , che racconta la storia dei 18mila ebrei che trovarono asilo nel ghetto di Hongkou. marzo 2018 In occasione della prima Giornata dei Giusti dell’Umanità , che si celebra il 6 marzo, è in uscita “ Ebrei a Shanghai. Storia dei rifugiati in fuga dal Terzo Reich ” (O barra O edizioni), un capitolo della storia della Shoah pressoché sconosciuto in Italia. La presentazione del volume, curato dalla professoressa Elisa Giunipero , direttrice dell’Istituto Confucio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, si terrà mercoledì 14 marzo alle 18 nell’Aula G.129 S. Paolo (largo Gemelli, 1 – Milano). La “Parigi d’Oriente” divenne la cornice di un’integrazione complessa eppure riuscita: migliaia di rifugiati trovarono asilo all’interno del ghetto di Hongkou dove condussero un’esistenza difficile, ma priva di conflitti con la popolazione locale. I diversi contributi raccolti nel libro ripercorrono gli eventi storici di quegli anni e descrivono lo straordinario sviluppo economico e socioculturale della metropoli in seguito all’incontro tra popoli tanto distanti tra loro. Accanto alle vicende collettive, emergono la voce della testimone Sonja Mühlberger, nata a Shanghai nel 1939, e la storia esemplare del console cinese a Vienna Ho Feng Shan, riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” per aver concesso il visto di espatrio agli ebrei in fuga dal Terzo Reich.

 

Studenti con Liliana Segre

Milano Studenti con Liliana Segre In Aula Magna un’iniziativa per i ragazzi delle scuole superiori milanesi e alcuni universitari dell’Ateneo per fare memoria delle leggi razziali. maggio 2018 Sono passati ottant’anni da una delle pagine più buie della nostra storia: quella delle “leggi razziali”. Nell’allora Regno d’Italia, con l’emanazione dei “provvedimenti per la tutela della razza”, dal settembre 1938, il regime fascista scatenò una persecuzione giuridica nei confronti dei cittadini italiani considerati di razza ebraica. Ne restò escluso il solo diritto alla vita, anch’esso annientato nel buio biennio della Repubblica di Salò quando si realizzò una vera e propria caccia all’ebreo da parte dei nazisti, con la complicità dei repubblichini». Saverio Gentile sarà uno dei relatori dell’iniziativa promossa dalla Prefettura di Milano giovedì 10 maggio , ospitata nell’Aula Magna della sede di largo Gemelli dell’Università Cattolica. Il convegno “ A ottant'anni dall'emanazione delle leggi razziali: istituzioni e societa' per una memoria attiva ” è riservato agli studenti delle scuole superiori milanesi e ad alcuni universitari dell’Ateneo e sarà introdotto e coordinato da Ferruccio De Bortoli , presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano. Seguiranno gli interventi della senatrice a vita Liliana Segre , del primo presidente emerito della Corte di Cassazione Giovanni Canzio , del ricercatore della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica Saverio Gentile , e dello storico Michele Sarfatti .

 

La Shoah con gli occhi dei bambini

Piacenza La Shoah con gli occhi dei bambini Per la Giornata della memoria quattrocento studenti delle scuole superiori di Piacenza hanno affollato il campus di Piacenza per un riflettere sul senso di fare memoria. E poi una ricerca svolta su sopravvissuti, bambini durante la Shoah, che ha cercato di mettere in luce i motivi di resilienza per questi bambini catapultati in una situazione terribile. La giornata della memoria ci ricorda una delle pagine più tragiche della nostra storia, pagina che tuttavia non è più così recente: i testimoni diretti stanno scomparendo e quindi urge un altro modo di fare memoria» sottolinea il professor Daniele Bruzzone , organizzatore del convegno. Noi abbiamo voluto trovare i motivi di attualità di quella pagina, cercando di capire in che cosa possa essere utile, nella nostra vita, l’esperienza della deportazione. Pertanto abbiamo concentrato la nostra attenzione su una prospettiva che ci permettesse di capire non solo le efferatezze che venivano compiute nei lager, ma in particolare il modo in cui le persone riuscivano a resistere in questa situazione estrema, con quali motivazioni e con quali risorse spirituali». Marco Ius, ricercatore dell’Università di Padova, ha presentato i risultati di uno studio realizzato sui bambini nascosti della Shoah, scampati all’olocausto grazie al fatto di essere stati allontanati dalle famiglie d’origine per vivere in altre famiglie o in conventi. Solo negli ultimi anni si è aperta questa attenzione ai bambini nascosti, che ha svelato un mondo di dolore e di perdita ma anche di risorse umane e spirituali.

 

La vita prima della Shoah

brescia La vita prima della Shoah Nella mostra esposta a Brescia fino all’11 febbraio, nell’ambito della Giornata della memoria, le fotografie fissano i volti sorridenti e ancora ignari della tragedia che li aspetta, di chi fu poi vittima della tragedia dei campi di sterminio. L’obiettivo principale dell’iniziativa è, infatti, illustrare la vita che conducevano le vittime della shoah (chiamata anche porrajmos da rom e sinti) prima della strage. La mostra, curata da Rolando Anni e Paola Pasini dell’Arichivio storico della Resistenza bresciana e dell’Età contemporanea, inserisce accanto ai volti dei perseguitati, quelli dei persecutori, che non appaiono ancora con le stigmate dei malvagi. Nella Biblioteca “Padre O. Marcolini” diretta da Gabriele Signorini e la sezione degli Archivi Storici dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore affidata a Pierangelo Goffi si possono trovare inoltre fonti su quel periodo storico. Tra le altre cose si possono trovare alcuni film antisemiti del regime nazista, utilizzati come strumento di propaganda antiebraica, attraverso i quali si elogiavano le caratteristiche della “razza pura”, quella ariana. Le tre pellicole che riscossero un maggiore successo furono quelli ordinati da Goebbels prima dell’inizio della guerra e sono Die Rothschilds (I Rothschild), Jud Süss (Süss l’ebreo) e Der ewige Jude (L’ebreo eterno). Non mancano, infine, alcune pubblicazioni antisemite italiane, come la rivista “La difesa della razza”, pubblicata con cadenza quindicinale dal 5 agosto 1938 al 20 giugno 1943 sotto gli auspici del Ministero della Cultura popolare.

 

In fuga da Hitler verso la Cina

MOSTRE In fuga da Hitler verso la Cina L’esodo degli ebrei a Shanghai, durante il nazismo, raccontato in una mostra al Memoriale della Shoah. L’avvento del nazismo e delle leggi razziali, alla metà degli anni ’30, portò all’esodo di circa 18.000 ebrei europei verso l’Estremo Oriente, generando una forte comunità a Shanghai. A raccontarlo attraverso testimonianze, documenti e fotografie – per la prima volta tradotti in italiano – la mostra dal titolo “Gli Ebrei a Shanghai”, visitabile dal 18 settembre fino al 15 dicembre al Memoriale della Shoah di Milano. L’esposizione è stata organizzata dagli Istituti Confucio dell’Università Cattolica e dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con lo Shanghai Jewish Refugees Museum , la Fondazione Memoriale della Shoah di Milano Onlus e l’ Istituto Italiano di Cultura - Consolato Generale d’Italia a Shanghai . Il massiccio afflusso terminò nel 1941 con la dichiarazione di guerra dell’Italia alla Francia e alla Gran Bretagna, che sancì la chiusura della rotta verso la Cina, e del bombardamento giapponese di Pearl Harbour, nel dicembre 1941, che diede il via alla guerra del Pacifico. Nella seconda parte della mostra viene presentata la vita dei rifugiati ebrei a Shanghai, per i quali nemmeno la forte diversità della lingua è stata una barriera all’inserimento nel Paese. Dopo un periodo di libertà - in cui gli ebrei avviarono proprie attività commerciali fino a creare una “Piccola Vienna” nel distretto di Hongkou a Shanghai - l’invasione giapponese della Cina nel 1942 portò a nuova situazione di persecuzione.

 

La Giornata della memoria in Ateneo

gennaio 2016 La Giornata della memoria in Ateneo Mostra su parole, disegni, fotografie della liberazione dai Lager, distribuzione gratuita del volume con Moni Ovadia e seminario giuridico sulle leggi razziali. gennaio 2016 Un seminario su una delle pagine più buie della storia giuridica italiana, quella delle leggi razziali del 1938; una mostra su parole, disegni, fotografie della liberazione dai Lager (a lato), la distribuzione gratuita di un volume “contro il razzismo” realizzato in collaborazione con Moni Ovadia (vedi sotto). A Brescia , oltre alla mostra (di cui parliamo a lato), si osserverà un minuto di silenzio negli spazi in cui è allestita l'esposizione e la messa delle 12.30 che si celebra ogni giorno sarà dedicata alle vittime dell'Olocausto . A Milano , protagonista del Seminario permanente dei ricercatori , per il quarto ciclo dei “Mercoledì del Dipartimento”, la lezione di Saverio Gentile , ricercatore di Storia del diritto medievale e moderno, su La legalità del male. MONI OVADIA, UN LIBRO CONTRO IL RAZZISMO Educatt sostiene l’iniziativa della cattedra di Antropologia della professoressa Giovanna Salvioni distribuendo gratuitamente il volume Contro il razzismo: per il bene e per il diritto alle differenze . Amore e Giustizia nell’opera di Etty Hillesum di Roberto Cazzola , scrittore e responsabile della germanistica di Adelphi, pubblicato nel libro Giustizia e letteratura II a cura di Gabrio Forti, Claudia Mazzucato e Arianna Visconti . BRESCIA, MOSTRA SU DISEGNI E PAROLE DEI SOPRAVVISSUTI La mostra “Shoah: voci e silenzi della memoria” , aperta dal 25 gennaio al 6 febbraio 2016 (9-18) nel corridoio Montini della sede di Brescia dell’Ateneo, ricorda, attraverso fotografie, disegni, volti e parole, scritte dopo la liberazione, coloro che sono sopravvissuti allo sterminio.

 

Liliana Segre, la colpa d’essere nata

Milano Liliana Segre, la colpa d’essere nata La neo senatrice a vita racconta in aula magna agli studenti delle scuole superiori milanesi la disumanità delle leggi razziali, emanate 80 anni fa in Italia, e la deportazione in Germania. Due parole che la senatrice ha spiegato bene a una platea di studenti delle scuole superiori milanesi ed alcuni universitari, durante l’incontro nell’aula magna dell’Ateneo lo scorso 10 maggio dal titolo “ A ottant’anni dall’emanazione delle leggi razziali: istituzioni e società per una memoria attiva ”, promosso dalla Prefettura di Milano. Ho provato all’età di tredici anni quello che iniziava ad essere l’irreparabile: per quaranta giorni sono stata rinchiusa nella cella 202 a San Vittore. Per un anno lavora presso la fabbrica di munizioni Union, che apparteneva alla Siemens, per poi essere deportata in Germania. Ciò che è triste è che l’indifferenza c’è ancora oggi». Concetto ripreso anche dall’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini : «Indifferenza è quando diciamo che quello che capita agli altri non ci tocca. Per questo dobbiamo chiedere scusa da parte dei nostri padri e nonni che hanno permesso che tutto questo accadesse».

 
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