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Vi racconto la mia Turchia

milano Vi racconto la mia Turchia Gül Ince Beqo , dottoranda in Sociologia all’Università Cattolica, studia l’immigrazione turca in Italia sconfinando con piacere nel territorio della letteratura. Gül Ince Beqo , dottoranda in Sociologia all’Università Cattolica di origine turca, ha scelto di dedicare il suo lavoro di ricerca a capire l’evoluzione, le criticità e la copertura mediatica di questo fenomeno. Nata a Karabük, in Turchia, nel 1984, dopo gli studi sociologici e un master in Cinema nel suo Paese, si è laureata in Italia in lingue e letterature straniere con una tesi sulla traduzione poetica. Impronte è la storia della voglia di tornare alle origini, che si scontra con la crudeltà della realtà: «È un po’ la trasposizione di quanto succede ai turchi che vengono in Italia, considerata solo un crocevia di passaggio verso la Germania e più in generale i Paesi Nordici. Anche perché, fare ritorno in patria, è un’ipotesi che non contemplano quasi mai: «Le persone preferiscono piuttosto restare qui, anche a costo di vivere tra le difficoltà, perché gli uomini e i padri di famiglia hanno un forte senso dell’onore e della dignità. Tra tutte le storie che ascolta ogni giorno, quelle che riguardano le donne sono le più significative: «Mi sono resa conto che hanno alle spalle vicende sfortunate e di dolore, dalle quali sono sempre uscite a testa alta, senza mai piangersi addosso e guardando sempre avanti. E di lezioni, ora, si occuperà anche Gül, che terrà 40 ore di esercitazione di lingua turca nel nuovo corso in Cultura e civiltà della Turchia in partenza col nuovo anno accademico 2017-2018.

 

Magatti, riconferma a Sociologia

MILANO Magatti, riconferma a Sociologia Il sociologo è stato rieletto alla guida della facoltà per un secondo mandato 22 luglio 2009 Il professor Mauro Magatti si riconferma preside della facoltà di Sociologia per il quadriennio 2009/2010-2012/13. Magatti è il secondo preside della facoltà, istituita nell'anno accademico 2001-02, la più giovane tra le quattordici dell'Ateneo di largo Gemelli. Nato nel 1960, laureato nel 1984 in Discipline economiche e sociali all'Università Bocconi di Milano, Magatti nel 1990 ha conseguito il PhD in Social Sciences. Professore di prima fascia alla facoltà di Scienze politiche dal 2002, è passato alla facoltà di cui è stato confermato preside nel 2003. Ha svolto attività di ricerca e di consulenza per numerosi enti italiani ed europei, tra cui Unione Europea, Miur, Ministero del lavoro, Fondazione Agnelli, Regione Lombardia, Isfol, Fondazione Pastore, Camera di Commercio di Milano. Negli ultimi anni la sua attività di ricerca si è concentrata sullo studio della globalizzazione e dei ceti popolari. È coordinatore di redazione di Studi di Sociologia e di Impresa&Stato e membro del Comitato scientifico di Aggiornamenti Sociali.

 

Storie generative si mettono in rete

MILANO Storie generative si mettono in rete L’ Archivio della generatività ha un nuovo sito in collaborazione con l’Università Cattolica: esperienze raccolte in tutto il Paese, con un format narrativo multimediale, che indicano nuove strade per andare oltre la crisi. Parla il professor Mauro Magatti 28 aprile 2016 Rivisitato e arricchito sia nella veste grafica che nei contenuti e nelle metodologie, l’ Archivio della generatività sociale , in collaborazione con l’Università Cattolica , si trasforma in un nuovo sito. Frutto del lavoro di indagine del Centro di Ricerca Arc - Centre for the Anthropology of Religion and Cultural Change , diretto dal professor Mauro Magatti , l’Archivio contribuisce alla identificazione, analisi, narrazione e connessione in rete di realtà organizzate connotate dal carattere della “generatività”. Ma che cosa si intende con questa espressione? Un gruppo di amici che di fronte a un bisogno o a un'emergenza sociale decide di riunirsi in un'associazione, dotandosi delle risorse strumentali e delle capacità umane e professionali utili per organizzare una risposta efficace e innovativa. Un imprenditore che ama la propria attività, non come un mezzo per far soldi, ma come un modo per realizzare qualcosa di bello, che lo appassiona di cui è orgoglioso; che coinvolge altri nella sua impresa, promuovendone le capacità, stimolandone la creatività e risvegliandone la responsabilità e l'iniziativa. Il direttore di Arc lo descrive come un insieme di «storie di imprese, associazioni e istituzioni che vivono creativamente il tempo lungo delle generazioni, che sanno lasciar andare anziché trattenere e difendere, e autorizzare altri dopo averli accompagnati alla maturità dell'essere e del fare». Mettendo in rete, come modo per condividere e camminare insieme, l'Archivio ci dice che nessuna storia in sé è conclusa ed esaurisce il modello, bensì che ogni racconto è prezioso, unico e insostituibile per restituirci ciò che siamo o che potremo essere.

 
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