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L’agri-robot che pota le viti

Scienza e tecnica L’agri-robot che pota le viti Sarà sviluppato dall’IIT in collaborazione con il laboratorio I-Leaf della sede di Piacenza dell’Ateneo e segnerà, come spiega il professor Stefano Poni , una rivoluzione nell’agricoltura di precisione applicata ai vigneti. Ecco in video come funziona 15 novembre 2018 La robotica scende in campo per gestire in modo innovativo le colture. L'agricoltura di precisione mira, infatti, a massimizzare sia resa e qualità delle colture, per ottenere una maggiore competitività e sostenibilità dei sistemi agricoli. Il progetto porterà allo sviluppo e all'applicazione di un nuovo robot da utilizzare in vigneto» spiega il professor Stefano Poni , direttore del Dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali sostenibili . Nella fattispecie, l’applicazione robotica riguarderà la complessa e affascinante operazione della potatura invernale in vigneto». Un progetto che si avvantaggia dell'esperienza complementare di IIT (robotica e automazione) e Università Cattolica (produzione di colture sostenibili) per l'implementazione di un robot esistente sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia per applicazioni innovative in agricoltura. Un progetto che corre veloce: il primo prototipo sta infatti prendendo vita.

 

Con gli Eas si studia facendo

Brescia Con gli Eas si studia facendo A Brescia il convegno nazionale sul metodo Episodio di Apprendimento Situato, che privilegia lo studio di contenuti nel loro contesto specifico e una fase pratica, per favorire la concentrazione dei ragazzi. by Bianca Martinelli | 19 ottobre 2018 Negli studenti di oggi, si sa, è sempre più frequente riscontrare una difficoltà di apprendimento dovuta a una scarsa concentrazione o alla fatica di mantenere prolungata la soglia dell’attenzione su uno stesso argomento. Brescia ha ospitato la giornata di studio di rilevanza nazionale “Valutare con gli EAS”, promossa dal CREMIT, Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media , all’Informazione e alla Tecnologia dell’Università Cattolica in collaborazione con Morcelliana editrice, e andato in scena il 19 ottobre all’Auditorium San Barnaba. In questo modo viene incontro alle esigenze di ragazzi, quelli di oggi, sempre meno abituati a concentrarsi a lungo sulle cose, rispettando il carico cognitivo che lo studente può sostenere: troppe cose, tutte insieme, svolte in fretta, non producono apprendimento”. Oggi, inoltre, non possiamo pensare di proporre loro lezioni frontali di 5 ore in aula; sono cambiati i tempi, i modi, i livelli di attenzione, per cui è necessario che la scuola prenda coscienza ed elabori nuovi modelli per sopperire a tali cambiamenti. “La scuola lombarda è una scuola d’eccellenza e si è sempre distinta per aver raccolto sfide come questa che permettono di fornire agli studenti sistemi di apprendimento sempre più efficaci. Sulla base di questo lavoro preparatorio, nella seconda fase(l’operatoria) si lavora in classe, in piccoli gruppi, allo sviluppo di un artefatto (la soluzione di un problema, una sintesi, un contenuto digitale).

 

Faccia a faccia con la ricerca

Brescia Faccia a faccia con la ricerca Dallo spettroscopio che rivela l’autenticità di un dipinto all’algoritmo che scova le fake news; dalla psicologia alla corretta creazione della web reputation. by Bianca Martinelli | 03 ottobre 2018 C’era anche la Cattolica di Brescia tra le Istituzioni che, venerdì 28 settembre in centosedici città italiane, hanno aperto le porte dei loro laboratori in occasione della “Notte dei Ricercatori” , dal sottotitolo MEETmeTONIGHT promossa dalla Commissione Europea fin dal 2005. Ne è stato un esempio il laboratorio dedicato alla tecniche spettroscopiche di norma impiegate per analizzare la composizione di materiali particolari che oggi trovano una sempre maggiore applicazione nel contesto della verifica dell’autenticità o di successivi rifacimenti dei dipinti e delle opere d’arte. Discipline scientifiche ed artistiche sono alla base anche della ricerca scultorea dell’artista olandese Rinus Roelofs , le cui sculture a grandezza monumentale – composte da elementi modulari il cui rapporto è basato su teoremi matematici - sono state esposte e illustrate per tutta la giornata. In un'epoca in cui i grandi cambiamenti digitali hanno investito (forse più di altri) il mondo informazione, fare ricerca significa anche individuare un modo per attestare la veridicità delle notizie che ogni giorno vengono diffuse sui media e sulle piattaforme digitali, e i social network. L’area Arte, Comunicazione e Spettacolo ha invece proposto "Brand Yourself" in cui sono stati illustrati gli strumenti orientarsi e costruire la propria web reputation , anche attraverso simulazioni e presentazioni di case-history . Grande successo, infine, anche per la "Caccia al Tesoro" pensata per coinvolgere i ragazzi delle scuole medie e superiori, che si sono così sfidati nella risoluzione di rebus e rompicapi matematici in giro per la città.

 

Mondo 4.0: la sfida si vince in team

Mondo 4.0: la sfida si vince in team Per fronteggiare lo tsunami digitale – sia privato che professionale - servono competenze, gioco di squadra e spirito di sperimentazione. settembre 2017 Siamo nel pieno della Quarta rivoluzione industriale e nel nostro mondo 4.0, dominato da uno tsunami digitale che ha pervaso vita privata e professionale, le sfide che si presentano sono inedite, stimolanti, capaci di influire anche sui valori che guidano il nostro fare. Si è partiti da questa riflessione nell’incontro Scuola 4.0 che ha portato 160 studenti dell’ITC Romagnosi in Cattolica per raccogliere stimoli utili ad affrontare il cambiamento. Si è anche parlato dell’evoluzione dei valori, sia personali che professionali: il valore del gioco di squadra e la propensione all’innovazione e allo spirito di sperimentazione sono oggi imprescindibili”. Infine la Tecnologia 4.0 nell’intervento del prof. Francesco Timpano “Abbiamo parlato del nuovo legame che c’è tra macchine, sistemi informatici e la rete, il cloud, analizzando i possibili impatti che la quarta rivoluzione industriale avrà sulla nostra vita, sui nostri comportamenti sui contenuti delle nostre attività lavorative. Una sfida importante che incontra molto l’interesse dei giovani: l’obiettivo è di aumentare la quantità di informazioni che hanno per poter affrontare con la giusta consapevolezza questa sfida”. A chiudere l’incontro l’intervento del prof. Sebastiano Grandi che si è soffermato sulla rivoluzione della comunicazione digitale Mondo 4.0: la sfida si vince in team 1 / #scuola #tecnologia #universita Facebook Twitter Send by mail.

 

Al posto tuo?

Piacenza Al posto tuo? L'uomo e la macchina al centro delle riflessioni della XVII edizione di Cives, lo spazio di Formazione Civica offerto alla cittadinanza dall'Università Cattolica e dalla diocesi di Piacenza-Bobbio. Il ciclo si apre con la prolusione di Padre Carlo Casalone. novembre 2017 I cambiamenti che le tecnologie dell’automazione e della digitalizzazione stanno determinando sull’economia, hanno conseguenze radicali anche sulle prospettive del lavoro e delle relazioni sociali. “Al posto tuo?” è il titolo della XVII edizione di Cives , lo Spazio di Formazione Civica offerto dall’ Università Cattolica e dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio , che quest’anno ha per tema proprio lo sviluppo tecnologico che sta sempre più diventando protagonista delle nostre vite. Nella seconda parte del corso sono state analizzate alcune questioni territoriali importanti, come il lavoro, l’ambiente e il futuro educativo e occupazionale dei giovani di Piacenza. Come sempre Cives è destinato a persone che hanno voglia di approfondire in modo laico e libero i dilemmi del nostro tempo, le questioni sociali per leggere e interpretare insieme le sfide della città e del territorio. Partecipano anche giovani studenti universitari e delle scuole superiori, con un impegno attivo anche nella gestione degli incontri e soprattutto dell’assemblea finale “Cives parla alla civitas”, in cui le nuove generazioni interrogano le istituzioni locali sul futuro di Piacenza.

 

Tumore al seno, la tecnologia amica

Roma Tumore al seno, la tecnologia amica Da uno studio Altems emergono i benefici dell’uso di terapie sottocute patient friendly: riduzione dei tempi di somministrazione, dei tempi di attesa in ospedale, della permanenza nel day-hospital. Oggi più che mai è necessario valutare ogni innovazione, sia essa terapeutica o tecnologica, in un’ottica multidimensionale che comprenda tutti gli aspetti ad essa correlati nel breve e lungo periodo: assistenziali, economici, sociali ed etici. Questo obiettivo è raggiungibile attraverso l’Health Technology Assessment che consente di analizzare le variabili con il valore aggiunto della partecipazione di tutti gli stakeholder coinvolti nel processo (dalle Istituzioni, al clinico, fino al paziente). La somministrazione endovena oltre a tempi sensibilmente più lunghi, richiede la presenza di un accompagnatore e comporta il rallentamento dei flussi lavorativi dello staff medico (inserimento di cateteri, rischio di reazioni avverse all’infusione) e in generale maggiori costi. La somministrazione sottocute nel carcinoma della mammella supera molte di queste problematiche a beneficio sia del paziente e del suo caregiver (migliorando l’autonomia e la produttività di entrambi e l’aderenza al trattamento) sia dell’organizzazione ospedaliera che ne guadagna in efficienza temporale ed economica. Offrire una riduzione dei tempi di attesa in ospedale del 34% e in generale del 50% la permanenza nel day-hospital significa riconsegnare alla persona e alla società un tempo di qualità. I risultati del Report HTA 2017 confermano la validità della formulazione sottocute per il linfoma non-Hodgkin, come alternativa alla formulazione endovenosa non solo in termini di migliore gestione dei tempi ma anche di minori possibili complicanze legate alla somministrazione endovena.

 

Pietro, dal latino alla startup

Milano Pietro, dal latino alla startup Se mi perdo è un braccialetto che permette di ritrovare, grazie allo smartphone, bambini, anziani o animali che si sono persi. Pietro Tinelli è un giovane laureato triennale in Lettere classiche con una tesi sulla “Storia economica e sociale del mondo antico”. Ed è anche uno dei protagonisti del successo dei braccialetti Se mi perdo , realizzati dalla startup Blu Oberon di cui è socio. Un dispositivo che permette di ritrovare, grazie a un microchip e allo smartphone, bambini, anziani o animali che si sono persi. Che cos’è e quando è nato Se mi perdo ? «Il nostro braccialetto è sul mercato dalla fine del 2015 ed è nato dall’individuazione del bisogno di un prodotto tecnologico semplice da utilizzare e che non costasse molto. Come funziona? È molto semplice: è una striscia di tessuto elastico in cui è integrato un chip più sottile di un capello grazie a una tecnologia impalpabile. Da un mese e mezzo, avvicinando il telefono al braccialetto si apre una chat con i genitori e, da prima dell’estate, è disponibile una versione per anziani malati di Alzheimer, sviluppata su richiesta di un centro diurno Asl di Roma.

 

Il cibo? Sempre più "social"

Brescia Il cibo? Sempre più "social" Dalla figura dei food-blogger agli strumenti che permettono maggiore interattività da parte degli utenti, la comunicazione di tutto ciò che riguarda l’universo del food è tra le più seguite oggi. dicembre 2017 La comunicazione di tutto ciò che riguarda l’universo del food è, come tutti possiamo rilevare, molto seguita nella società contemporanea e, secondo alcune previsioni, lo sarà ancora di più in futuro. Del rapporto che intercorre tra i media e la gastronomia si è parlato durante l’incontro Dieta Mediale, storie e racconti di cibo tra carta stampata, tv e nuovi consumi che si è tenuto, venerdì 15 dicembre presso la sede bresciana dell’Università Cattolica. Nella sala della Gloria sono intervenuti la dottoressa Paola Abbiezzi , docente di Storia della radio e della televisione, all’Università Cattolica; Leonardo Romanelli , critico, giornalista e scrittore enogastronomico di spicco e Iginio Massari , primo Maestro Pasticciere d’Italia ed allenatore della nazionale di pasticceria italiana. Storie di risvegli e vite quotidiane" , ha passato la parola all’autore del libro per una presentazione dello scritto e a Massari per chiedere al mago dei dolci quale leccornia per eccellenza meriti di essere consumata durante il pasto che precede ogni nostra avventura. Il maestro bresciano ha suggerito di mangiare, tra i pochi dolci che ci sono concessi, in quanto non esistono dessert dietetici, a colazione e sempre, quelli che riportano indietro a rivivere un momento piacevole del passato. Questa intermittenza del cuore di proustiana memoria è trattata anche da Romanelli nel suo libro come nel racconto "Tè e Curry" dove il protagonista in viaggio nell’India meridionale avvicinando una tazza di tè alle labbra si ricorda della persona amata e della prima volta che l’avevano bevuto insieme.

 

La città del futuro

Brescia La città del futuro Sanità, turismo e impresa al femminile: nel “Libro bianco di co-progettazione territoriale integrata Brescia 2030” concertato dal Comune coi due Atenei cittadini, presentati 16 progetti per una città sempre più smart, attrattiva e tecnologicamente evoluta. Sono alcune delle 16 proposte concrete elaborate da quattro tavoli di lavoro che, chiamati dal Comune di Brescia e coordinati dall’Università degli Studi e dalla Cattolica di Brescia, si sono confrontati per individuare le linee guida e metodi applicativi per la città del futuro. Quello attuale è infatti un punto di partenza: i progetti potranno essere implementati, aggiornati, trovare finanziamenti per poi, infine, divenire fatti concreti. Riflettori punati anche sulle evoluzioni dell'industria 4.0, con progetti che mirano alla promozion di ambienti innovation friendly, e all'istituzione di percorsi di affiancamento alle aziende locali nella svolta di trasformazione digitale. Esempio concreto di questa sfida è InnexHub che, nato sotto la supevisione dell'Associazione Industriali Bresciani (Aib), si pone l'obiettivo lungimirante e fattibile di condurre il sistema imprenditoriale dei territori della provincia bresciana, di Mantova, e Cremona, verso un progressivo avvicinamento al digitale, fondamentale per rimanere sul mercato.

 

“XXI Triennale”, arriva l’app ufficiale

Cultura e innovazione “XXI Triennale”, arriva l’app ufficiale Nasce dalla sinergia tra Università Cattolica, Triennale di Milano e la piattaforma Jeco, l’applicazione bilingue e gratuita per avere informazioni sempre aggiornate sugli eventi della storica kermesse. by Bianca Martinelli | 14 aprile 2016 Voglia di visitare la XXI Triennale milanese – storica esposizione internazionale dedicata alle arti e al design – ma code, caos cittadino e mancanza di organizzazione vi fanno desistere? A parlare è il professor Stefano Pareglio , direttore del Crasl, che sottolinea: “Da sempre Jeco si occupa di promozione e valorizzazione dei contenuti culturali mediante le nuove tecnologie; la collaborazione con un’istituzione prestigiosa come la Triennale milanese si è rivelata un’ottima palestra”. In un momento storico in cui questo genere di tecnologie va per la maggiore, quali sono i suoi utilizzi e peculiarità? Lo abbiamo chiesto a Luca Francesco Garibaldo , ideatore e amministratore delegato di Jeco Guides , piattaforma tecnologica dedicata alla promozione dei patrimoni ambientali e culturali. A partire dalla propria collocazione geografica il visitatore potrà dunque consultare, anche in assenza di connessione ad internet, tutti i contenuti multimediali associati a ciascuno spazio, museo o galleria - dalle mostre in programma agli eventi, fino ai contatti e all’itinerario più breve per raggiungerli. triennalemilano #innovazione #cultura #tecnologia Facebook Twitter Send by mail L’ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE Nata nel 1923 a Monza e trasferitasi nel capoluogo lombardo nel 1933, la Triennale di Milano è un’istituzione culturale che produce mostre ed eventi legati all’arte, al design, all’architettura, moda, cinema, comunicazione e società. Dopo vent’anni di assenza torna l’Esposizione internazionale della Triennale: l’appuntamento diffuso in tutta la città, in programma dal 2 aprile al 12 settembre 2016 .

 
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