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Scuola paritaria, non chiamatela privilegio

Speciale Scuola paritaria, non chiamatela privilegio Se chiudono, come si rischia dopo lo tsunami del Coronavirus, a risentirne non sono solo le famiglie e gli studenti che le scelgono ma il sistema scolastico che è efficace ed efficiente solo se integrato e plurale. Ne esce un quadro in cui c’è una scuola statale da finanziare in toto (anche e soprattutto in tempo di Covid) e una “privata” che, in quanto “privilegio”, come se fosse una borsa di marca, non deve essere sostenuta. La realtà, infatti, è diversa: la paritaria non è la scuola privata, ma comprende la scuola paritaria non profit - in particolare quelle cattoliche, che sono la maggioranza - e accoglie tutti, anche e soprattutto nelle zone più povere del nostro Paese, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado. Molte scuole rischiano di non farcela Oggi l’Italia e l’Europa non hanno bisogno solo della scuola statale o solo della scuola non statale ma di entrambe. Non c’è nemmeno una scuola a priori meglio di un’altra, c’è solo una scuola diversa dall’altra, ma entrambe buone e necessarie per il bene di tutti. Chiaramente il parametro di finanziamento non dovrà essere né insufficiente, né eccedente rispetto a ciò di cui si necessita per svolgere un servizio formativo di eccellenza, innovativo ed efficiente e deve essere in grado di remunerare tutto il necessario (appunto di sostenibilità). Co-autore del volume “Il diritto di apprendere”, Giappichelli Editore 2015 Primo di una serie di articoli dedicati al sistema delle scuole paritarie in Italia #scuola #scuola paritaria #non statale #istruzione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La Fase 3 e il nodo dell’istruzione

Analisi La Fase 3 e il nodo dell’istruzione È preoccupante l’assenza di attenzione del legislatore nei confronti di un tema, come la scuola, che dovrebbe essere un elemento fondante di ogni società, ancor di più in questo momento di ricostruzione. L’articolo del prof Paolo Balduzzi su Il Messaggero 08 giugno 2020 Paolo Balduzzi , ricercatore di Scienza delle finanze, affronta il tema dell’istruzione, ricordando in particolar modo come la questione ancora una volta non abbia rappresentato una priorità né durante l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 né nella fase della ripresa del Paese. Non che prima dell’emergenza coronavirus il tema scaldasse particolarmente il cuore del legislatore (quello in carica e molti di quelli che lo hanno preceduto). Basta uno sguardo alle cifre per ricordarci che l’istruzione, ad ogni ordine e grado, non è certo mai stata una priorità: la spesa per l’istruzione in rapporto al Pil è infatti inferiore al 4% nel nostro Paese, ben al di sotto della media Ue (5%). A poco serve ricordare che siamo il Paese più anziano dell’Unione Europea (e il secondo al mondo), perché anche guardando ai dati pro capite aggiustati per l’età la situazione resta drammatica e migliora solo di poco. Volendo poi andare oltre alle cifre, che ovviamente raccontano solo una parte della realtà, la cronaca di questi ultimi mesi ci ha raccontato la storia di un Paese che ha dovuto affrontare molte difficoltà, che ha saputo meritoriamente risolverne alcune ma che non ha voluto occuparsi davvero di altre. L’ultimo esempio di questa atavica pigrizia del legislatore sul tema è la sorte del cosiddetto “decreto scuola” che, per colpevole indecisione e divisione della maggioranza, nonché per colpevole ostruzionismo dell’opposizione, rischia di decadere se non verrà definitivamente approvato entro domenica.

 

Stressessanta, una app per superare l’ansia da esame

Gli psicologi dell’Università Cattolica propongono per l’occasione la App Stressessanta che si propone di contenere lo stress degli studenti in una settimana dedicando pochi minuti al giorno a esercizi specifici grazie alla realtà virtuale. L’ansia da esame è una reazione emotiva da non sottovalutare perché può interferire con le competenze e le abilità dello studente, con il rischio di influenzare negativamente il risultato della prova. Per riuscire a monitorare e superare i problemi di tipo psicologico che si manifestano improvvisamente prima e durante l'esame è dunque fondamentale acquisire le competenze di base nella gestione delle proprie emozioni . La App propone un protocollo della durata di una settimana utilizzando tre diverse tipologie di esperienze in realtà virtuale: • Empowement Emozionale ( Comprendi quello che senti : tre esperienze guidate per imparare a riconoscere e capire le proprie emozioni legate all'esame). Esposizione Controllata ( Verifica quello che senti attraverso lo stress inoculation training : tre simulazioni stressanti legati all'esperienza di preparazione e di gestione dell’esame, della durata di due minuti l’una. Il tuo compito è quello di imparare a gestirle usando le tecniche di empowerment e di rilassamento presentate). Rilassamento Guidato ( Controlla quello che senti : tre esperienze di rilassamento guidato, della durata di due minuti l’una da imparare e utilizzare prima e durante l'esposizione controllata o l'esame).

 

Disabili, con #eCatt l’Università è più vicina

Lo testimonia il Servizio Integrazione studenti con disabilità e DSA , fiore all’occhiello dell’Ateneo che accompagna questi giovani lungo tutto il percorso universitario, offrendo supporto nella didattica, nella consulenza pedagogica, tecnologica, negli spostamenti, nella gestione delle pratiche amministrative. L’emergenza di questi mesi ha messo a dura prova anche e soprattutto le fasce più fragili della popolazione e l’Università Cattolica sta facendo la sua parte prendendo in carico le esigenze specifiche degli studenti con disabilità, in particolare i ciechi e i sordi. In attesa che l’ateneo si doti di un software di riconoscimento vocale si raccomanda di prevedere una sintesi scritta della lezione da fornire allo studente e nel caso dell’uso di Power Point di attivare la funzione dei sottotitoli. Resta attivo, infine, il servizio permanente di assistenza del Servizio Integrazione da parte dei pedagogisti laureati in Cattolica che supportano i ragazzi (5 nella sede di Milano, 2 a Brescia, 1 a Piacenza e uno a Roma). In università il Centro studi e ricerche sulla disabilità e la marginalità (CeDisMa) sta operando attivamente per ricondurre l’attenzione dei policy makers sulle esigenze di tutti gli studenti, dalla scuola primaria all’istruzione superiore, portatori di vari tipi di handicap. Dal nostro osservatorio avvertiamo il grido di dolore di molti allievi con deficit lasciati a loro stessi, dimenticati dalla scuola e da insegnanti incapaci di offrire tutto ciò che la loro condizione richiede - racconta Luigi D’Alonzo , direttore di CeDisMa -. Allievi che spesso non hanno collegamenti internet adeguati (si calcola che siano 1/3 gli studenti in Italia privi di connessioni idonee) o che pur potendo avere a casa device capaci non riescono ad avere quel supporto competente dai loro insegnanti».

 

Scuole dell’infanzia e famiglie provate dal lockdown

Commentano così i ricercatori che hanno raccolto l’esperienza delle strutture educative per la prima infanzia durante la fase di lockdown nell’ambito dell’indagine condotta dal Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica. Svolta nel mese di aprile attraverso un ampio questionario online, la ricerca ha approfondito diverse aree tematiche e in particolare i professori Maria Letizia Bosoni , Donatella Bramanti , Flavio Merlo e Manuela Tomisich hanno analizzato le risposte delle strutture educative per la prima infanzia durante la fase di lockdown. Tuttavia l’educazione non si ferma: educatori e insegnanti si sono attrezzati per attivare qualche forma di didattica a distanza, raggiungendo i genitori attraverso mail (55,3%), whatsapp/chat (47,9%) e sito internet della scuola (41,5%). La situazione attuale è tuttavia vissuta con grande apprensione, sia rispetto al proprio lavoro (quasi la metà dei rispondenti è fortemente preoccupato per il proprio posto di lavoro, 39,3%) sia rispetto alla stabilità della struttura stessa (35,9%). Ne emerge una rappresentazione dei genitori soli più che mai nel compito educativo, potendo contare in questo momento soltanto sul supporto, prezioso, ma “distante”, delle strutture educative. Se la fase di lockdown ha di fatto messo in stand-by il mondo della scuola, la crescita e l’educazione dei bambini non si ferma, perdendo però importanti e fondamentali momenti di interazione. Il processo di socializzazione, infatti, non avviene nel vuoto ma dentro contesti specifici e insostituibili, in famiglia e a scuola, contesti densi di relazioni significative.

 

La scuola a casa con i webinar

Scuola La scuola a casa con i webinar Grande successo di pubblico per il ciclo online promosso da Cremit per gli insegnanti che hanno dovuto reinventare le modalità della didattica al tempo del Covid 19. I webinar continueranno fino al primo giugno by Emanuela Gazzotti | 12 maggio 2020 Il tempo del Covid 19 ha accompagnato il tempo della scuola a casa con tutte le problematiche connesse. Gli strumenti digitali fanno parte delle famiglie? Lo smart working e il distant schooling si conciliano? La scuola ha saputo supportare le famiglie nelle attività a distanza? Sono le prime domande emerse nella fase immediatamente successiva alla riorganizzazione messa in atto dalla scuola per continuare la formazione degli alunni. Il centro di ricerca Cremit sull'Educazione ai Media all'Innovazione e alla Tecnologia , diretto dal pedagogista Pier Cesare Rivoltella , ha colto l’occasione di questa emergenza per dare un contributo concreto avviando un efficace ciclo di webinar sul tema della didattica a distanza che ha riscontrato sempre il “tutto esaurito”. Nel caso, poi, di scuole più evolute che hanno potuto allestire sistemi di eLearning, il genitore si è trovato ad affiancare i figli anche nelle fasi del collegamento, accompagnando per esigenze di sicurezza il figlio durante tutta la fase della connessione on line». I webinar gratuiti promossi da Cremit sono rivolti agli insegnanti della scuola del primo ciclo (infanzia, primaria e secondaria di primo grado), si avvale di esperti del Centro di ricerca che saranno in ascolto e dialogo due volte alla settimana alle ore 17 per un’ora. Il sito del Cremit segnala anche altre iniziative promosse ad esempio dalle riviste Essere a scuola , alcune challenge didattiche e le proposte di due gruppi di studenti della laurea magistrale Media Education della facoltà di Scienze della formazione della Cattolica: uno si chiama Insiem.e.

 

La scuola (non) è finita

Podcast La scuola (non) è finita Tra annunci di “liberi tutti” e investimento sulla formazione a distanza, l’anno scolastico non può e non deve considerarsi concluso. L’intervento del professor Pier Paolo Triani su come l’emergenza Coronavirus ha cambiato le carte in tavola by Sabrina Cliti | 16 aprile 2020 Mancano ancora più di due mesi al taglio del traguardo finale. Parliamo della scuola che l’emergenza Coronavirus ha trasformato in tempi record, allestendo ambienti virtuali in cui l’apprendimento non si è mai fermato. Le lezioni online proseguiranno nei prossimi mesi, così come le attività di studio e di valutazione. Ma al di là delle nuove modalità adottate, la scuola non è certo finita, dato che il suo senso va al di là delle aule e dei banchi, il senso è quello di aiutare le persone a crescere e questo indubbiamente permane». Ne è convinto il professor Pier Paolo Triani , pedagogista della facoltà di Scienze della formazione, campus di Piacenza, che abbiamo intervistato. scuola #formazione a distanza #triani Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Scuola a casa, webinar per insegnanti

Formazione Scuola a casa, webinar per insegnanti Per accompagnare l’attività di migliaia di docenti del primo ciclo scolastico alle prese con la didattica a distanza, il Cremit dell’Università Cattolica organizza una serie di incontri virtuali con gli esperti del centro. Si parte lunedì 20 aprile 17 aprile 2020 Il Coronavirus ha fermato e, ormai è assodato, posto fine alle lezioni in presenza nelle scuole italiane. Dal 20 aprile al primo giorno di giugno, due volte a settimana alle 17 propone un’ora in ascolto e dialogo con alcune voci del Centro. Il ciclo di webinar è rivolto agli insegnanti della scuola del primo ciclo (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) e si avvale di esperti del Centro di ricerca, con il supporto dell’Università Cattolica di Milano. La scuola e il digitale, leggere e ridurre il divario, progettare una lezione a distanza, ridurre la distanza, essere sostenibili, valorizzare i consumi mediali, attivare la curiosità, attivare le famiglie, realizzare video e podcast sono i temi affrontati. Il ciclo " La scuola a casa " inizierà con un intervento del professor Pier Cesare Rivoltella , direttore del centro di ricerca. Per seguire i singoli webinar in diretta è necessario iscriversi utilizzando i form messi a disposizione sul sito del Cremit , dove si trovano tutte le informazioni per seguire al meglio il percorso.

 

La Cattolica chiama, la scuola risponde

Ateneo La Cattolica chiama, la scuola risponde Nasce da Cremit #distantimaunitiperlascuola, iniziativa per agevolare insegnanti e genitori nel tempo dell’emergenza. Una community che rappresenta una forma di solidarietà didattica digitale by Emanuela Gazzotti | 27 marzo 2020 Dall’università alla scuola. distantimaunitiperlascuola è una challenge di solidarietà didattica digitale che il centro di ricerca Cremit ha avviato come piattaforma di condivisione di contributi didattici aperta a tutti gli insegnanti di scuole di ogni ordine e grado. L’idea è quella di una forma di solidarietà didattica digitale. I lavori più completi saranno poi pubblicati sul numero speciale di EaS - Essere a scuola , diretta dal direttore di Cremit, Pier Cesare Rivoltella , rivista di aggiornamento professionale per gli insegnanti del primo ciclo di istruzione, edita da Morcelliana. Questo numero è già disponibile gratuitamente ed è dedicato interamente alla comunicazione didattica e contiene lo speciale “Scuola a casa”. Una di queste è un help-desk, dedicato in particolare alla suola primaria e dell'infanzia, un forum dove insegnanti, dirigenti scolastici e genitori possano postare domande cui una redazione virtuale di esperti del Cremit risponderà.

 

Al via la Scuola euromediterranea di introduzione all'imprenditorialità

 

Scuola di Giornalismo, al via i corsi con il Pulitzer Lawrence Wright

Oggi, lunedì 2 dicembre , Wright parlerà agli studenti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, in occasione dell'inaugurazione del corso biennale 2019/2021 della Scuola di Giornalismo. God save the news con il Premio Pulitzer 2007 Lawrence Wright si terrà in aula Gemelli a partire dalle 9.30. Il titolo della lezione si ispira all’ultimo libro Dio salvi il Texas , edito da NR edizioni, un viaggio nel più controverso degli stati americani, il cuore della Trumpland, che non elegge un politico democratico da oltre vent'anni. È stato pubblicato in Italia con la traduzione curata da Paola Peduzzi , responsabile esteri del quotidiano Il Foglio , che dialogherà con l’autore dopo l’introduzione del direttore della Scuola di Giornalismo Marco Lombardi . pulitzer #lawrence wright #scuola giornalismo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Una magia animata

Cinema Una magia animata Un convegno ha spiegato il valore del cinema d’animazione all'interno del percorso formativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Tra gli effetti positivi riscontrati: propensione alla collaborazione, al lavoro di gruppo e inclusione by Emma Vitiello | 06 novembre 2019 Raccontare il valore del cinema d’animazione all’interno di un percorso formativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Se n'è parlato in Università Cattolica durante la presentazione del progetto AB… Cinema che nasce dalla collaborazione tra Dams, Avisco e Istituto comprensivo Kennedy di Brescia. Gli ospiti sono stati Chiara Boffelli , coordinatrice del Bergamo Film Meeting ; Irene Tedeschi , rappresentante di Avisco; tre professoresse delle scuole che hanno partecipato al progetto ( Annamaria Bernardi, Giuseppina Laffranchini e Monja Rasi ). L’intervento della Boffelli ha insistito sulla forza dei cortometraggi d’animazione d’autore all’interno delle scuole, poiché portatori di grandi messaggi senza il bisogno di parole e quindi di un linguaggio universale. Successivamente è intervenuta la professoressa Annamaria Bernard i che ha raccontato in cosa è consistito il progetto AB…Cinema e come è stato sviluppato. Un lavoro inclusivo dove il clima di lavoro e di collaborazione ha creato una vera e propria magia che è trapelata in ogni secondo dei cortometraggi realizzati (Questa è la mia faccia, Una nuova invenzione, Metaforicamente viaggiando ) e mostrati alla fine della conferenza.

 

Scuola lavoro, l’alternanza cresce

ateneo Scuola lavoro, l’alternanza cresce In un anno ha fatto registrare un balzo del 65% di studenti accolti nel nostro Ateneo, tra inserimento negli uffici e attività didattiche dei docenti con alcuni dei 96 istituti coinvolti. Quella che è ormai una realtà per il sistema scolastico italiano, lo è in modo evidente anche per il nostro Ateneo che, a partire dalle prime sperimentazioni dell’anno 2014-2015, ha incrementato sempre più questa forma di collaborazione con gli istituti superiori. Basti pensare che in un solo anno ha fatto registrare un balzo superiore al 65% di studenti accolti in tutti i campus dell’Atene o. Nell’anno accademico 2017-2018 sono stati 1.137 a fronte dei 687 del 2016-2017, mentre le scuole coinvolte sono aumentate da 68 a 96. Il primo canale è quello dell’ inserimento degli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori negli uffici e nei serviz i dell’Università: dal Centro di Ateneo per la solidarietà internazionale (Cesi) all’Ufficio Stampa e media, dall’Ufficio internazionale alla biblioteca, dalle risorse umane all’editrice Vita e Pensiero. Lo conferma Simone Robbiati , 18 anni, studente del Liceo classico “Maiorana” di Desio (Mi), che è al secondo anno di Alternanza in Università Cattolica: «L’anno scorso sono stato accolto nell’Ufficio comunicazione e quest’anno in Biblioteca. L’iniziativa aveva lo scopo di sviluppare negli studenti del triennio del Liceo Classico competenze relative al loro ruolo di Tutor nei confronti degli studenti che, nel biennio, presentano difficoltà su alcune materie e si proponeva di potenziare nei tutor liceali alcune abilità che favorissero il loro operato. Come ha detto una di loro: «Grazie a questo progetto abbiamo avuto l’opportunità di metterci in gioco direttamente e di acquisire maggiori consapevolezze su di noi, nel ruolo di tutor».

 

Ora di matematica, s’impara l’inglese

Gli obiettivi linguistici sono di ordine secondario e non seguono la scansione progressiva tipica di un corso di lingua, bensì sono strettamente connessi a contenuti e attività di apprendimento della materia. L’insegnamento disciplinare con metodologia Clil è ordinamentale dall’anno scolastico 2014-2015 nell’ultima classe dei licei e istituti tecnici di nuova istituzione, mentre l’ordinamento dei licei linguistici prevedeva già a decorrere dall’anno scolastico 2012-2013 l’insegnamento di due diverse discipline in due diverse lingue straniere, una dal terzo anno, l’altra dal quarto. Obiettivi di questa modalità di insegnamento/apprendimento sono lo sviluppo di competenze bilingui (multilingui nel caso dei licei linguistici e/o nel caso di allievi di lingua madre diversa dall’italiano), nonché multi e interculturali, poiché incoraggiano una costante entrata/uscita da sistemi semantico-culturali diversi. Richiedere all’apprendente la capacità di rielaborare, riformulare, sintetizzare nella lingua di scolarizzazione contenuti appresi in una lingua straniera e/o viceversa, comporterebbe, tuttavia, forme di accertamento che prevedano tra i criteri di valutazione lo sviluppo delle competenze di mediazione. Pur promuovendo la competenza linguistico-comunicativa nella lingua straniera, la metodologia Clil finalizza le opportunità di esercitare abilità ricettive (ascolto e lettura) e produttive (parlare e scrivere) in lingua straniera allo sviluppo di competenze disciplinari. Lo scopo dell’uso della lingua straniera nell’insegnamento/apprendimento disciplinare è incoraggiare la riflessione sulla comprensibilità dell’input, sugli ostacoli che la specificità della lingua utilizzata può frapporre al raggiungimento degli obiettivi, sulla doppia focalizzazione su contenuti e lingua. Più complessa della lingua utilizzata nella vita quotidiana, la lingua dello studio - usata per esprimere contenuti disciplinari - richiede tempi di apprendimento diversi rispetto alla lingua dell’interazione sociale.

 

L'integrazione si gioca anche a scuola

Brescia L'integrazione si gioca anche a scuola Una ricerca-azione della facoltà di Scienze della formazione ha indagato il livello di partecipazione scuola-famiglia in alcuni istituti della Provincia di Brescia con alunni stranieri. by Antonella Olivari | 31 ottobre 2017 La Lombardia è la regione con il numero più elevato di alunni con cittadinanza non italiana (191.526 allievi, il 24,3% della popolazione scolastica con cittadinanza non italiana), seguita dal Veneto (91.867, l’11,7%), dall’Emilia Romagna (90.286,l’11,5%). Partendo da questi dati i pedagogisti della facoltà di Scienze della Formazione sono convinti che si debba elaborare un modello educativo interculturale per la piena integrazione di tutte le diversità. Proprio nelle scuole si deve costruire una reale esperienza di apprendimento e di inclusione sociale e lo si può fare grazie alla collaborazione di tutti i soggetti educativi del territorio. Una ricerca-azione biennale, condotta da un gruppo di ricercatori della Cattolica coordinati dal preside della facoltà di Scienze della formazione Luigi Pati , che ha indagato il livello di partecipazione scuola-famiglia in 8 scuole di ordini e gradi differenti della Provincia di Brescia con alunni stranieri. Tutto questo perché il dialogo tra scuola e famiglia porta a una corresponsabilità tra le parti che diventa il risultato della capacità personale e di gruppo di inserirsi con creatività nell’ideazione di nuovi modelli di sviluppo e di azione. Le ragioni sono quelle di stabilire tra scuola e famiglia "un vero e proprio patto educativo per favorire una migliore formazione degli studenti, sia in termini di inclusione sociale, che di rinnovamento necessario in aue dove spesso la maggioranza ha provenienze diverse da quella locale" ha concluso Pati.

 

Un’app per progettare la didattica

Milano Un’app per progettare la didattica L’obiettivo del progetto internazionale Depit, a cui partecipa il Cremit dell’Università Cattolica, è di esplicitare il processo di progettazione sia per gli inseganti che per gli studenti, fornendo loro un accesso più facile al processo di apprendimento. marzo 2019 La progettazione didattica è la protagonista di Depit (Designing for Personalization and Inclusion with Technologies), il progetto promosso da una rete di università europee che il 7 e 8 marzo fa tappa in Cattolica. Insieme hanno dato vita a una app – e un manuale in tre lingue – che stanno testando 200 insegnanti fra Italia e Spagna e 400 studenti, tra cui 86 iscritti a Scienze della Formazione in Cattolica. Dalla sperimentazione, che sta per concludersi, emergono elementi da valorizzare e altri da modificare: «Durante questa fase, la app è oggetto di sperimentazione e testing sul campo, in classe e a scuola, rendendola usabile e performante. In realtà la app è pensata per continuare a essere modificata: viene incontro alla complessità contestuale in quanto strumento e ambiente dotato di flessibilità e modificabile in situazione, in aula e a posteriori rileggendo la progettazione. Tra di loro, oltre al coordinatore del progetto Roberto Righi e al direttore del Cremit Pier Cesare Rivoltella , arriva da Londra Diana Laurillard , autrice di “Teaching as a design science”. Alla base del progetto vi è infatti anche il suo Conversational Framework, che mette al centro la figura dell’insegnante, promuovendo la collaborazione tra docenti nell’elaborazione dei contenuti e includendo – nel processo di design – anche gli studenti.

 

Prepararsi al Fit con i 24 Cfu

cattolicapost Prepararsi al Fit con i 24 Cfu Nessuno conosce le scadenze del bando per il reclutamento dei nuovi insegnanti , che immetterà direttamente in ruolo . Diverse restano ancora le incognite che incombono sulla definizione di una data, anche se i meglio informati sostengono: non prima della fine del 2018 . Tant’è vero che c’è voluta un’altra Nota ministeriale – quella del 25 ottobre 2017 – per chiarire ciò che fino alle prime settimane di quest’autunno ancora non risultava evidente. Complicazioni procedurali a parte – penso soprattutto al dibattito innescato con l’introduzione dei 24 Cfu – c’è un aspetto di questa norma che conviene non sottovalutare. In questo senso i percorsi per l’acquisizione dei 24 Cfu costituirebbero, più che un ennesimo intralcio burocratico allo sviluppo di una carriera già difficile, un’occasione di preparazione alle prove di concorso . Durante un recente dibattito pubblico sui 24 Cfu ho assistito all’intervento di un dottore di ricerca che sosteneva di avere già, dopo tre anni di dura preparazione disciplinare, sufficienti competenze per accedere ai ruoli di insegnamento nella scuola secondaria. Ma come comportarsi quando in classe ci sono alunni con disturbi dell’apprendimento, bisogni educativi speciali o provenienze sociali “a rischio”? Credo che un buon insegnante, oltre a indicare ai propri allievi la meta, debba conoscere anche le strade che permettono loro di raggiungerla.

 

Educare con i nuovi media

Milano Educare con i nuovi media È in partenza il primo Mooc promosso dalla Conferenza episcopale italiana e dal Cremit dell’Università Cattolica, rivolto a operatori, educatori, famiglie, animatori, insegnanti e professionisti della comunicazione. gennaio 2019 Come la famiglia può affrontare l’educazione digitale? Quale ruolo svolge la comunità scolastica quando i media diventano parte integrante della vita quotidiana degli studenti? Quali sono le opportunità che la pastorale può assumere nella propria riflessione e azione? Il corso partirà lunedì 28 gennaio 2019 (dal 21 gennaio prenderà avvio una fase previa di socializzazione e conoscenza della piattaforma) e si snoderà per 6 settimane, fino a lunedì 4 marzo (con una settimana di recupero da lunedì 11 marzo). La proposta formativa nasce in linea con gli Orientamenti pastorali CEI 2010-2020 e il Direttorio CEI “Comunicazione e missione”, e raccoglie le indicazioni emerse dai vescovi italiani nel corso della 71a Assemblea Generale della CEI. L’obiettivo è di fornire un approfondimento su nozioni e pratiche digitali. Il corso online, infatti, affronta lo sviluppo della comunicazione e la mediamorfosi, il ruolo dell’informazione oggi, la questione delle relazioni, dell’identità e della socializzazione in rete, gli strumenti per un’educazione digitale nei diversi contesti e la presenza della tecnologia nell’azione pastorale (dalla liturgia alla catechesi, ai momenti aggregativi). Il percorso formativo, composto da 6 moduli, 18 video-lezioni e 18 schede di approfondimento tematico, proposte operative e materiali per l’approfondimento, si rivolge a educatori, animatori, operatori pastorali, genitori, insegnanti e professionisti della comunicazione. Le iscrizioni si chiuderanno definitivamente il 17 febbraio ma è possibile accedere alla piattaforma e ai materiali anche dopo l’inizio del corso e comunque entro il 25 marzo.

 

Immigrati, mediazione contro paura

ottobre 2017 di Valerio Corradi * La documentata analisi proposta dal CIRMiB - il Centro di iniziative e ricerche sulle Migrazioni a Brescia - fornisce chiare indicazioni su come l’immigrazione stia trasformando, gradualmente e a più livelli, la società bresciana. I molti argomenti affrontati sono riconducibili ad almeno due ordini di questioni: il grado di inclusione socio-lavorativa degli immigrati regolari e il livello di sostenibilità dell’accoglienza di richiedenti asilo/rifugiati. Oltre al dato sui “nuovi cittadini bresciani”, ne danno conferma: l’aumento degli stranieri proprietari di abitazione, il calo della mobilità territoriale verso altre province italiane, la crescita dei residenti da più di 10 anni, la prevalete motivazione famigliare rispetto a quella economica per i nuovi arrivi. Una riprova è che circa il 10% dei posti complessivi di accoglienza è gestito tramite lo SPRAR (29 i comuni coinvolti), mentre la più ampia distribuzione dei richiedenti asilo/rifugiati è il risultato di interventi non organici attuati tramite i Centri di Accoglienza Straordinaria. Per giungere a un modello compiuto e condiviso è necessario un ulteriore sforzo di tutti gli attori in gioco nel supportare percorsi di inclusione e di accoglienza che siano sensibili alle differenze e forniscano concrete opportunità per una crescita sociale sostenibile del territorio. Docente di Sociologia del territorio e Centro di Iniziative e di Ricerche sulle Migrazioni - CIRMiB #immigrazione #mediazione #scuola #brescia Facebook Twitter Send by mail Print Alcuni dati Dal rapporto del CIRMiB "La Mediazione necessaria. Nel 2016 l’incidenza degli stranieri tra gli iscritti a un corso universitario a Bs è del 6,3% (7% presso l’Università degli Studi e 4,3% presso la Cattolica di Brescia); fra gli immatricolati ormai l’80% ha frequentato le scuole superiori in Italia.

 

Sri Lanka, bambini semi di pace

Milano Sri Lanka, bambini semi di pace Inaugurata a Weligama la scuola materna che sigilla l’amicizia nata tra l’Ateneo e il Paese colpito dallo tsunami del dicembre 2004. Il progetto, promosso dall'Università Cattolica e dall'associazione Francesco Realmonte onlus, si è concretizzato con la costruzione dell'edificio che, oltre ad accogliere i bambini per le attività educative, diventa un polo di eccellenza per la formazione degli educatori e operatori del distretto di Galle. In collaborazione con l'Ateneo verranno avviati dei programmi d'intervento psicosociale rivolti a bambini e famiglie più vulnerabili con lo scopo di attivare risorse locali e promuovere percorsi di resilienza. La scuola, realizzata con il contributo donato all'associazione Francesco Realmonte dalla fondazione svizzera Antojoe Luogo, si trova a Weligama accanto alla parrocchia di padre Charles Hewawasam , vicario generale della diocesi di Galle e direttore di School for life, sul terreno di proprietà della diocesi di Galle. È gestita dalle suore domenicane incaricate dal vescovo di Galle monsignor Raymond Wickramasinghe , promotore locale di tutto il progetto. All'inaugurazione erano presenti il vescovo di Galle, padre Charles, alcuni altri sacerdoti della diocesi, la responsabile provinciale delle suore domenicane, un esponente del governo, oltre naturalmente a genitori e bambini. Come rappresentanti italiani hanno partecipato monsignor Gianni Ambrosio , vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio, Cristina Castelli , coordinatrice del progetto e direttore dell’Unità di resilienza dell’Università Cattolica, Agostino Fusconi e Antonella Cassano dell’Ateneo , Alessandra Corrado , presidente della Francesco Realmonte Associazione Svizzera Italia, Mariella Sinisi , vice presidente dell'Associazione Francesco Realmonte onlus.

 

Bullismo, un’emergenza mondiale

MILANO Bullismo, un’emergenza mondiale Nella prima Giornata nazionale dedicata dal Miur alla lotta al fenomeno a scuola, la psicologa Simona Caravita fa notare come possa diventare una palestra di condotte violente anche in età adulta. Simona Caravita , docente di Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell'Educazione nella sede di Brescia dell’Ateneo, accoglie con favore l’idea del Miur di istituire per il 7 febbraio la Giornata nazionale contro il bullismo a scuola, che coincide con il Safer Internet Day (#SID2017) promosso dalla Commissione Europea . Secondo una ricerca di Doxa Kids del 2014 su 1500 alunni dagli 11 ai 19 anni, 35% hanno assistito a episodi di bullismo. Secondo un’altra ricerca del 2015, dal 2010 al 2014 tra bambini di 11 anni di 3317 classi di varie regioni italiane ci sarebbe stato un aumento generalizzato del bullismo. Il cyberbullismo è dovuto anche all’incapacità di educare i giovani all’uso delle tecnologie con un’assunzione di responsabilità morale rispetto alle azioni che si compiono. Quali provvedimenti dovrebbero essere adottati? Anche nella prospettiva di un’educazione all’affettività? «Il bullismo può diventare palestra di condotte aggressive e violente anche in età adulta. Che idea hanno questi ragazzi su cosa è coraggio e cosa è vigliaccheria? «Chi si comporta in modo prevaricante lo fa perché la vittima è più debole.

 

Crescono gli alunni con disabilità

Milano Crescono gli alunni con disabilità Nelle scuole italiane, con l’aumento del numero di studenti accolti, c’è sempre più bisogno di un approccio educativo attento alla loro integrazione. Come affronta la scuola italiana l’integrazione di questi studenti? Ne parliamo con il professor Luigi D’Alonzo , ordinario di Pedagogia speciale e direttore del nuovo master in “Didattica e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD – DDAI)” dell’Università Cattolica. Qual è l’andamento rispetto agli anni precedenti? «Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale sulla salute delle Regioni italiane (Focus sulla Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, del 31 dicembre 2017) le persone con disabilità sono circa 4 milioni e 360 mila pari al 7,2% della popolazione italiana. Qual è il focus di questo corso? «Il master in “Didattica e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD – DDAI)” è rivolto a docenti delle scuole statali e paritarie, dirigenti scolastici, coordinatori didattici ed educatori. Il Master è organizzato in stretta collaborazione con il Centro studi sulla Disabilità e Marginalità (CeDisMa) dell’Università Cattolica e si avvale di docenti e conduttori con grande esperienza professionale e specialistica nel settore del Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività». scuola #disabilita #inclusione #master Facebook Twitter Send by mail Print UN MASTER SU DEFICIT D’ATTENZIONE/ IPERATTIVITÀ Scadono il 12 settembre le iscrizioni al nuovo master in “ Didatti ca e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD – DDAI) ”. Il percorso è organizzato in stretta collaborazione con il Centro studi sulla Disabilità e Marginalità (CeDisMa) dell’Università Cattolica e si avvale di docenti e conduttori con grande esperienza professionale e specialistica nel settore del Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività.

 

Bambini, che bellezza la filosofia

MILANO Bambini, che bellezza la filosofia Professori in toga hanno accolto gli alunni di terza, quarta e quinta elementare per una lezione su Sant’Agostino. Non si è trattato di evocare la pietra filosofale di Harry Potter ma di avvicinare i più piccoli al filosofare. Paola Muller , docente di Storia della Filosofia medievale, ha accolto con queste parole gli alunni di sei classi (terze, quarte e quinte) dell’Istituto scolastico Madre Cabrini di Milano, stupiti dalla nera toga accademica indossata dalla professoressa insieme ad altri colleghi. Noi mettiamo l’accento sul filosofare proprio perché il nostro approccio è di dialogo» spiega Paola Muller, che cura il laboratorio del Dipartimento di Filosofia insieme a Ingrid Basso e Pia De Simone . Sant’Agostino è un filosofo che ha avuto una vita ricca di insegnamenti validi anche per noi oggi», dice la professoressa Muller spiegando perché sia stato scelto proprio il filosofo di Ippona. Uno dei principi alla base della filosofia agostiniana è «scoprire la bellezza che è dentro di noi e fuori di noi e, per farlo, dobbiamo interrogarci e interrogare il mondo», aggiunge la docente. “Filosofare con i bambini” tornerà nelle aule di largo Gemelli lunedì 26 marzo e toccherà agli studenti dell’Istituto Comprensivo Pisacane Poerio confrontarsi con il pensiero di Sant’Agostino e il suo concetto di bellezza.

 

Se a scuola si insegna in lingua straniera

MILANO Se a scuola si insegna in lingua straniera Una ricerca condotta da un’équipe del nostro Ateneo su 873 docenti fa il punto sull’insegnamento con metodologia Clil nei licei linguistici italiani. aprile 2016 L’insegnamento di una disciplina non linguistica (Dnl) in lingua straniera è parte dei rinnovamenti introdotti dalla Legge di Riforma n. 53/2003 e Regolamenti del 2010 per la Scuola secondaria di secondo grado. Al fine di monitorare i processi innovativi, la Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione del Miur ha affidato il Progetto Azioni a supporto della metodologia Clil nei Licei Linguistici. Anno scolastico 2014-2015 all’Isis Niccolò Machiavelli di Firenze, capofila della rete nazionale dei “Licei linguistici”, che ha sviluppato sei Azioni volte a sostenere l’innovazione Clil negli ordinamenti scolastici. I risultati delle ricerche sono stati illustrati nel seminario " Clil nei Licei Linguistici: gli esiti delle azioni a supporto " a Milano il 28 aprile 2016, nell'Aula Magna dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, largo A. Gemelli, 1 . Punti di forza dell’esperienza Clil si manifestano nella consapevolezza più approfondita degli obiettivi disciplinari e linguistici, nella particolare attenzione alle interconnessioni fra conoscenze, abilità linguistiche e competenze comunicative, oltre alla diversificazione delle modalità di insegnamento/apprendimento e delle attività, che si aprono a strategie multimodali e multimediali di rilievo. clil #scuola #linguastraniera #lingue Facebook Twitter Send by mail Print I DATI DELLA RICERCA Il questionario, al quale hanno risposto 873 docenti , ha messo a fuoco il "profilo" dei docenti Clil: prevalentemente stabili (94,42%), di età superiore ai 45 anni (circa l’80%) e con oltre 21 anni di servizio.

 

Mamme a lezione d’italiano

Service Learning Mamme a lezione d’italiano Un gruppo di studentesse di "Pedagogia generale e della comunicazione" ha svolto attività di alfabetizzazione nell’ambito di un corso di italiano per donne e madri immigrate. Perché grammatica, lessico e comunicazione sono veicoli di inclusione sociale. by Bianca Martinelli | 14 maggio 2019 Si è concluso con successo il corso di italiano e alfabetizzazione per donne e mamme immigrate, grazie al quale alcune studentesse del corso di "Pedagogia generale e della comunicazione" della Cattolica si sono calate nel ruolo di insegnanti ed educatrici nel settore dell’alfabetizzazione. In aggiunta al corso base, inoltre, è stato promosso un approfondimento dedicato alla conoscenza storica, culturale e artistica della città di Brescia. L’iniziativa, promossa da Anolf Cisl Brescia con Anteas , Cisl Scuola e la sede di Brescia di IAL Lombardia , è stata patrocinata dalla Cattolica, in collaborazione con l’amministrazione comunale, l’ Ufficio Scolastico Provinciale e all’ Associazione Centro Migranti Onlus . Il corso è nato da una necessità sollevata da alcuni istituti scolastici bresciani, che hanno raccontato la difficoltà a comunicare con le mamme dei bambini stranieri, in quanto hanno meno opportunità di imparare la nostra lingua e quindi di integrarsi nel contesto sociale. Durante il corso sono state insegnate le basi del lessico e della grammatica italiana, i modi con cui è possibile presentarsi nel contesto di nuove situazioni (ad esempio, recandosi dal dottore), i nomi dei cibi presenti al supermercato, la distinzione tra plurale e singolare, l’uso corretto del verbo avere.

 

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