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Cremona, agroalimentare da campioni

Cremona Cremona, agroalimentare da campioni I dati diffusi dal Cersi dell’Università Cattolica rivelano la leadership in Italia del territorio cremonese per produzione, trasformazione ed esportazione. novembre 2018 Il territorio cremonese occupa un posto di primo piano nell’ambito della filiera dell'agroalimentare grazie alle sue attività di produzione, trasformazione ed esportazione. Lo dimostrano i dati diffusi dal Centro di Ricerca per lo Sviluppo imprenditoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Cersi) secondo i quali Cremona è leader nell’export agroalimentare, che detiene una quota dell’11,3% in ambito regionale e del 2,21% a livello italiano . A Cremona, secondo il Cersi, si sarebbe creata una congiuntura favorevole di diversi fattori che hanno portato alla nascita di un “eco-sistema” locale a sostegno dell’impresa agroalimentare. Tale risultato è stato ottenuto anche per il lavoro strategico che ha puntato sulla formazione universitaria e postlaurea , fondamentale per la competitività di un territorio. In particolare è emerso che il comparto agroalimentare è vincente per l’ampia offerta di prodotti di qualità e di certificazioni riconosciute dai mercati internazionali, oltre che per la capacità di mantenere saldo il rapporto del prodotto con il territorio di origine. La riorganizzazione del settore, dopo la recente crisi finanziaria, ha puntato molto sulla valorizzazione dell’unicità dei prodotti delle piccole aziende e la domanda estera è stata fondamentale per la crescita della produzione agroalimentare italiana.

 

Ecco il test che inchioda i falsi parmesan

A mettere a punto un sistema per scoprire facilmente le imitazioni di alcuni tra i prodotti agro-alimentari più “taroccati” al mondo è stato un pool di ricercatori di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica, guidato dal preside della facoltà di Piacenza Marco Trevisan . Il tutto grazie all’utilizzo di una tecnica emergente, nota come analisi metabolomica . Lo scopo di questo lavoro preliminare è stato quello di discriminare in base all’impronta chimica prodotti Grana Padano DOP, di sicura provenienza e certificazione, da formaggi spacciati come tali nel mercato italiano e straniero» spiega il professor Trevisan. A tale scopo, sfruttando la strumentazione disponibile nella facoltà del campus piacentino, è stata utilizzata l’analisi metabolomica» continua il docente di Biochimica. Tale approccio ha permesso di valutare in modo più ampio, rispetto alle analisi condotte sui singoli composti, le possibili differenze nel profilo di composti chimici - come acidi grassi, amminoacidi, metaboliti secondari - presumibilmente dettate dalle procedure insite nel disciplinare di produzione. Infatti, si può affermare che l’intero ciclo produttivo di questi prodotti DOP (definito dal rigido disciplinare di produzione) sia in grado di guidare i processi biochimici soprattutto durante la stagionatura, fase fondamentale della produzione, in cui il prodotto acquisisce le sue caratteristiche organolettiche distintive». Inoltre, il potenziale di questa tecnica analitica potrebbe essere sfruttato per proteggere il consumatore , sempre più consapevole, ed evidenziare la differente qualità dei prodotti nostrani certificati rispetto alle imitazioni estere, purtroppo sempre più diffuse sul mercato agro-alimentare».

 

L’agricoltura tira e crea lavoro

MEETING DI RIMINI 2018 L’agricoltura tira e crea lavoro La filiera agro-alimentare, che parte dal campo per finire alla tavola, è il secondo settore manifatturiero italiano, con oltre 130 miliardi di euro di fatturato. E, per il ministero per lo Sviluppo economico, l’industria agroalimentare è il secondo settore manifatturiero italiano, con oltre 130 miliardi di euro di fatturato . Un manifatturiero con elevatissima capacità di conquista dei mercati esteri: l’elaborazione dei dati Istat da parte di Coldiretti rivela che il 2017 ha fatto segnare un record storico per il made in Italy agroalimentare con esportazioni che hanno raggiunto i 41,03 miliardi di euro (+7% rispetto all’anno precedente) . Quasi i due terzi di queste sono dirette verso i Paesi Ue, ma gli Stati Uniti con 4,03 miliardi di euro sono il principale mercato extra Ue e il terzo in termini generali. Da qui il bisogno di nuove professionalità , capaci di gestire i nuovi sistemi di irrigazione, basati su sensori di umidità, centraline di raccolta dati, software di analisi e così via. Professionalità multi-disciplinari, dove l’agronomia va a braccetto con l’informatica . Bisogna formare nuovi professionisti dell’agro-alimentare che riescano a far mantenere gli attuali livelli di produzione con un ridotto impatto ambientale, senza però cadere nella trappola di un “ambientalismo romantico” , che non può essere compatibile con le necessità di mantenere dei livelli produttivi e qualitativi elevati. Il direttore del Dipartimento di Scienze e tecnologie alimentari per una filiera agro-alimentare sostenibile (Distas) , che insegna Biologia dei Microrganismi alla facoltà di Scienze Agrarie, alimentari e ambientali della sede di Piacenza–Cremona, interverrà venerdì 24 agosto nella giornata dedicata a “I nuovi lavori”, con un focus particolare sull’agro-alimentare.

 

Agroalimentare, sostenibile per decreto

Piacenza Agroalimentare, sostenibile per decreto Garantire il made in Italy e tutelare consumatori e produttori: un progetto dei ministeri dell’Ambiente e delle Politiche agricole per un sistema unico di misurazione della sostenibilità . Si avrà così un sistema univoco per valutare la sostenibilità delle produzioni italiane e, soprattutto, si otterrà «un importante biglietto da visita per i mercati internazionali delle produzioni made in Italy » prosegue il professor Capri. Il ministero delle Politiche agricole si è da sempre occupato della sostenibilità a partire dagli aspetti più agricoli: pratiche agronomiche e gestione dei trattamenti in campo con agro farmaci, in modo da assicurare un prodotto dalla qualità elevata, sicuro e rispettoso dell’ambiente. Per questo ha creato il marchio Sqnpi, il Sistema di Qualità Nazionale sulla produzione Integrata, identificato da un’ape sull’etichetta del prodotto» spiega la ricercatrice Lucrezia Lamastra , che insieme al professor Ettore Capri è coinvolta attivamente in questo progetto. Il Ministero dell’Ambiente, dal canto suo, si occupa da anni di promuovere programmi finalizzati alla diffusione di modelli sostenibili di produzione e consumo fra i quali Viva - La Sostenibilità nella Vitivinicoltura in Italia rappresenta sicuramente l’esempio più concreto, con una valutazione della sostenibilità a 360 gradi». Viva nasce nel 2011 come progetto nazionale pilota con lo scopo di misurare e migliorare le prestazioni di sostenibilità della filiera vite-vino» ricorda il professor Capri, che ha seguito scientificamente l’implementazione di questo sistema. Grazie all’individuazione di quattro indicatori (Aria, Acqua, Territorio e Vigneto), accompagnati dai relativi disciplinari, le aziende che aderiscono al programma possono misurare l’impatto della loro produzione e della loro organizzazione in termini di sostenibilità e intraprendere in tal modo un percorso di miglioramento».

 

Una tassa fa bene alla dieta?

Scienze agrarie, alimentari e ambientali Una tassa fa bene alla dieta? Un’equilibrata politica fiscale su cibi meno sostenibili potrebbe proteggere la salute e abbattere le emissioni generate dai processi di produzione, senza pesare sulle tasche dei consumatori. ottobre 2017 Una politica fiscale mirata sui prodotti meno sostenibili a livello ambientale potrebbe ridurre del 19% in Italia le emissioni derivanti dai processi di produzione e consumo agro-alimentare. È quanto emerge dal progetto di ricerca europeo Susdiet - Understanding consumer behaviour to encourage a (more) sustainable food choice , appena concluso, che ha coinvolto studiosi di 9 Paesi e di aree multidisciplinari diverse. Molti esperimenti condotti nell’ambito del progetto hanno messo in evidenza questa sorta di “resistenza al cambiamento” delle scelte di consumo, in diversi contesti (super/ipermercati, mense, ristoranti…) e in diversi Paesi europei». Una resistenza al cambiamento riscontrata anche in relazione alle informazioni sull’impatto ambientale delle produzioni alimentari, in particolare a quelle relative alle emissioni di CO2, visto che nell’ambito del progetto Susdiet l’unità di ricerca della Cattolica si è occupata soprattutto dell’analisi dell’impatto delle informazioni nutrizionali e delle politiche fiscali. In particolare abbiamo simulato l’impatto di una tassa sugli alimenti a più alto contenuto di emissioni di CO2, che, com’è noto, sono i prodotti di origine animale» continua il docente della Cattolica di Piacenza. Inoltre, si registrerebbe un miglioramento della qualità della dieta piccolo ma significativo (un miglioramento di due punti di un indice di qualità della dieta che varia fra 0 e 100), legato al minor consumo di nutrienti che hanno un impatto negativo sulla salute (zuccheri, sale, grassi saturi)».

 

Più sostenibilità = più competitività

Piacenza Più sostenibilità = più competitività Lo scorso 16 novembre, a Piacenza, l'incontro dei 5 partner del progetto europeo FoodChains 4 EU . Il prof. Gabriele Canali è il referente italiano del progetto, in cui l'Emilia Romagna è l'unica regione a rappresentare il nostro Paese. novembre 2017 La Cattolica di Piacenza è parte di “ FoodChains 4 EU ”, progetto Europeo che coinvolge cinque Paesi ( Italia , Regno Unito , Paesi Bassi , Bulgaria e Romania ), già tutti caratterizzati da un solido e ampio settore alimentare che garantisce ai propri cittadini benefici economici e sociali. Tutti i Paesi partecipanti riconoscono che l’unica strategia possibile per mantenere la competitività sia concentrarsi sulla sostenibilità di questo settore, migliorandola. Per raggiungere questo obiettivo, autorità e università delle regioni coinvolte lavorano a stretto contatto con gli altri stakeholders presenti sul territorio, condividendo la propria esperienza nel campo dell’innovazione e della sostenibilità durante incontri e workshop . Basandosi su questo scambio di conoscenze ed esperienze, ogni regione potrà sviluppare un piano di azione che permetterà all’economia regionale di “creare” innovazioni sostenibili. Il professor Gabriele Canali , docente presso la sede di Piacenza, è il referente Italiano del progetto: il coinvolgimento della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali di Piacenza rende l’ Emilia-Romagna l’unica regione a rappresentare l’Italia in FC4EU.

 

Non “beviamoci” le bufale

Cremona Non “beviamoci” le bufale Se le conosci le eviti: le false informazioni nell’agro-alimentare è il tema del convegno promosso alla Camera di Commercio nell’ambito della Festa del Torrone 2017 e del progetto Cremona Food-Lab. novembre 2017 Non “beviamoci” le bufale! Se le conosci le eviti: le false informazioni nell’agro-alimentare è il titolo del convegno che si terrà venerdì 24 novembre alle 10, nella Sala Maffei della Camera di Commercio di Cremona (ingresso da Via Lanaioli 7), nell’ambito della Festa del Torrone 2017 e del progetto Cremona Food-Lab. Il settore agroalimentare, eccellenza dell’economia italiana e cremonese - sottolinea Gian Domenico Auricchio , presidente della Camera di Commercio di Cremona - è uno dei più esposti a cattiva informazione e a fake news: la diffusione di false notizie comporta inevitabilmente gravi rischi per imprese e consumatori. Puntare su una corretta informazione nel segno della trasparenza e della conoscenza diretta contribuisce a combattere tali rischi e ad adottare comportamenti di acquisto informati e consapevoli che mirino alla tutela del consumatore e di conseguenza alla valorizzazione e tutela della nostra migliore tradizione agroalimentare». Per questo abbiamo voluto che uno dei primi eventi promossi da Cremona Food lab puntasse l’attenzione sulle fake news, con un affondo particolare a quelle che riguardano il cibo. L’Italia è anche il paese al mondo con il maggior numero di alimenti con protezione d’origine o di indicazione geografica, segno di una grande tradizione. A questo mira il progetto Cremona Food-Lab, progetto finanziato da Fondazione Cariplo e da Regione Lombardia, in collaborazione con Comune di Cremona, Provincia di Cremona e Camera di Commercio di Cremona, coordinato dall’Università Cattolica, con il partner Crea-Flc.

 

Con Food-Lab l’agroalimentare vola

Cremona Con Food-Lab l’agroalimentare vola Finanziamento di oltre 1,5 mln da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia per il nuovo centro di ricerca. Il preside Morelli: favorirà la crescita del distretto del latte e del dolce aiutando l’innovazione di prodotto e di processo delle imprese del settore. Con “ Cremona Food-Lab ” l’Università Cattolica, coinvolgendo entrambe le facoltà presenti nel campus, lancia sul territorio un polo di ricerca e servizi per le imprese nel settore agroalimentare. Il progetto triennale ha ricevuto da Fondazione Cariplo un finanziamento 1.120.000 euro nell’ambito del piano “Interventi emblematici maggiori”, a cui si aggiungono i contributi di 480.000 euro della Regione Lombardia e di 270.000 euro del Comune , e gli ulteriori cofinanziamenti della Camera di Commercio e della Provincia di Cremona. Professore, che ruolo può giocare il nuovo laboratorio nel settore agroalimentare cremonese? «L’Ateneo è già stato parte attiva nel far scoprire a Cremona l’esistenza di un doppio binario economico: non solo il latte ma anche il dolce. Il futuro è la costruzione e qualificazione di questo distretto come un insieme di aziende produttrici e di servizi». L’Esposizione ha “risvegliato la coscienza” agroalimentare degli Italiani e ha permesso di riscoprire un patrimonio culturale ed economico che, a differenza di quello archeologico e artistico, è “condivisibile” con il resto del mondo: far mangiare vero “made in Italy” è possibile ed è un punto fondamentale del rilancio dell’economia».

 

Martina, una lezione in chiave europea

Scienze agrarie, alimentari e ambientali Martina, una lezione in chiave europea Lunedì 3 aprile , dopo il saluto del rettore, la lectio magistralis del ministro delle Politiche agricole sul “ruolo dell’agroalimentare nei 60 anni dai trattati di Roma”. Al termine, la consegna delle borse di studio agli studenti meritevoli. marzo 2017 Europa , formazione internazionale e sistema agroalimentare . Sono le parole chiave intorno a cui si svilupperà lunedì 3 aprile , a partire dalle 10.30, la Lectio Cathedrae magistralis della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali affidata al ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina . Il ruolo dell’agroalimentare nei 60 anni dai trattati di Roma il titolo della lezione, che si terrà nel centro congressi della sede di Piacenza dell’Ateneo e sarà preceduta dai saluti del rettore Franco Anelli e dall’intervento del professor Gabriele Canali su “Alta formazione, dimensione europea e dimensione territoriale”. Il preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali Lorenzo Morelli si soffermerà sul ruolo della formazione universitaria per il futuro del sistema agroalimentare mondiale, concentrandosi anche sulla dimensione fortemente internazionale della facoltà piacentina, della sua ricerca e della sua proposta formativa. Al termine della lectio , il ministro consegnerà le borse di studio agli studenti meritevoli della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali.

 

Vino, primo Made in Italy sostenibile

Piacenza Vino, primo Made in Italy sostenibile Presentato al Vinitaly il modello nazionale per la produzione di vino sostenibile, frutto di otto anni di lavoro legati al progetto del ministero dell’Ambiente Viva con il coordinamento scientifico della facoltà di Scienze agrarie dell’Università Cattolica. aprile 2017 Con la firma di due memorandum il ministero dell'Ambiente, Federvini e l’Unione Italiana Vini hanno stabilito le regole e il programma di lavoro comune che provveda allo sviluppo della sostenibilità delle produzioni vitivinicole italiane. La sostenibilità – spiega il ministro Galletti – è un obiettivo che unisce l'azione per l'ambiente e quella per l'agricoltura di qualità: il rispetto delle prerogative ambientali è un elemento di competitività decisivo e irrinunciabile per il mondo vitivinicolo». La fase pilota si è conclusa a giugno 2014: il progetto è stato aperto a tutte le aziende vitivinicole nazionali che sono interessate a prendervi parte: oggi il numero delle aziende che hanno aderito al progetto si è decuplicato e le richieste sono in continua crescita. Abbiamo sempre creduto nella sostenibilità – afferma il direttore di Opera professor Ettore Capri - e per questo possiamo vantarci di essere i pionieri di un processo di cambiamento che porta inevitabilmente a un cambio di rotta del settore agro-alimentare italiano. Diffondere la cultura della sostenibilità in modo concreto, concreto quanto una bottiglia di vino certificata Viva, è prima di tutto un progetto educativo di lungo termine. Non è mero trasferimento tecnologico e conoscitivo, è servizio sociale ed è un percorso di condivisione di un valore comune in una comunità di portatori d’interesse molto variegata.

 

Martina, l’Europa faccia la sua parte

piacenza Martina, l’Europa faccia la sua parte Il ministro delle Politiche agricole, nella lectio della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, ha affrontato il tema dei dazi americani e delle risposte che devono venire dall’Ue. Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali ha tenuto lo scorso 3 aprile la Lectio Cathedrae magistralis della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali sul “ Ruolo dell’agroalimentare nei 60 anni dai trattati di Roma ” [ guarda il video integrale ] . Lo sviluppo della multifunzionalità deve essere incentivato, espressione di un territorio dove si unisce qualità, sostenibilità e socialità, rispondendo agli attacchi con esperienze sinergiche di imprenditorialità privata, supportata dal pubblico. L’Italia deve assumere un ruolo da protagonista ed anche l’università è chiamata al fondamentale compito di formare lo “zoccolo duro” di questo sistema, per creare una consapevolezza nuova per il nostro agro-alimentare». L’intervento del ministro Martina è stato preceduto dal saluto del rettore Franco Anelli , che nella sua introduzione ha evidenziato il ruolo dell'Università Cattolica nella rinascita agricola dell'Italia, citando le parole di Padre Gemelli: «Non basta dare la terra ai contadini, bisogna anche supportarli nel produrre. Il preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali Lorenzo Morelli ha sottolineato che «il territorio ha da sempre connotato questa facoltà, un centro per formare uomini, la loro terra e quindi ha un’azione sociale. Per Canali la sua lezione va tradotta «nella ricerca di una formazione elevata, con una visione europea, analitica delle specificità territoriali che superi visioni frammentarie, che operi sinergie, una lungimiranza che guardi lontano coniugando insieme locale, europeo ed internazionale».

 

Olanda e Piacenza insieme

“Questa laurea olandese prevede due collaborazioni con università estere. “Una collaborazione che consentirà , agli studenti italiani di frequentare a Piacenza, nei prossimi anni, un percorso di studi in Inglese con un importante respiro internazionale”. olanda #partnership #agroalimentare Facebook Twitter Send by mail.

 

Piacenza, la ricerca fa poker

Piacenza Piacenza, la ricerca fa poker Oltre 2 milioni di euro di finanziamento da Regione e Unione europea per quattro progetti sull’innovazione nell’agroalimentare. Dai nuovi genotipi di vite e pomodoro, resistenti a siccità e parassiti, al cibo fermentato di nuova concezione per vegani. giugno 2016 Dal cibo fermentato di nuova concezione per vegani ai nuovi genotipi di vite e pomodoro resistenti a siccità e parassiti. I progetti puntano sui settori chiave della ricerca della facoltà piacentina: sostenibilità , innovazione nella filiera agro-alimentare “from farm to fork” , biotecnologie , miglioramento qualitativo e igienico-sanitario dei cibi . Mo.Re.Farming porterà alla creazione di una piattaforma di raccolta e gestione dei dati territoriali e aziendali per fornire all’agricoltore un supporto per promuovere un’agricoltura più sostenibile mediante le tecniche dell'agricoltura di precisione. Nel progetto “ Collezioni microbiche regionali: la biodiversità al servizio dell’industria agroalimentare ” l’attenzione sarà centrata sullo sfruttamento della biodiversità delle collezioni microbiche di quattro laboratori della rete Alta Tecnologia della Regione Emilia Romagna (tra cui il Centro di ricerca BioDna della Cattolica). L’obiettivo è quello di rendere più riconoscibili i prodotti alimentari della tradizione, ampliare la shelf life di alcuni cibi, migliorare gusto e resa nella produzione dei formaggi freschi, rendere più riconoscibili, sicuri e sani alcuni salumi regionali.

 

La Lombardia traina l'agroalimentare italiano

Cremona La Lombardia traina l'agroalimentare italiano Presentati i dati del tredicesimo Rapporto Regione Lombardia, Smea, Demm. aprile 2016 Con un valore di quasi 14 miliardi di euro , l'agro-alimentare della Lombardia rappresenta una fetta importante dell'intero sistema agricolo e alimentare italiano. Non solo importante, ma trainante visto che nel 2014 (ultimi dati disponibili) l'agro-alimentare lombardo è cresciuto dello 0,7% contro una diminuzione del 2,2% registrata a livello nazionale. Una prima parte del volume riporta l’analisi dei principali avvenimenti dell’anno (Expo 2015, avvio della riforma Pac, fine del regime delle quote latte) e delle prospettive del sistema a livello regionale e internazionale. La seconda parte è invece composta da un ampio quadro di sintesi delle caratteristiche strutturali ed economiche del sistema, al quale seguono i capitoli dedicati all’analisi delle politiche agricole a livello comunitario, nazionale e regionale, con una fotografia della loro attuale configurazione e l’esame delle tendenze in atto. Nella terza parte del Rapporto si considerano le principali componenti del sistema agro-alimentare: distribuzione al dettaglio, industria alimentare e agricoltura, comprendendo anche l’analisi degli scambi con l’estero. Nella parte conclusiva si analizzano le filiere più significative delle produzioni vegetali e animali della Lombardia, con un' appendice dedicata alle produzioni realizzate con il metodo biologico con le informazioni dettagliate sulla loro importanza a livello regionale e il confronto con il quadro nazionale.

 

Agrisystem, 10 anni per la ricerca agroalimentare

Piacenza Agrisystem, 10 anni per la ricerca agroalimentare Sono 18 i neo-dottori di ricerca per il Sistema Agroalimentare che hanno ricevuto il PhD. marzo 2016 Il Salone d’onore di Palazzo Rota Pisaroni della Fondazione di Piacenza e Vigevano ha ospitato lo scorso 18 marzo la cerimonia di proclamazione e conferimento del titolo di dottore di ricerca per il Sistema Agroalimentare, Agrisystem. Fondamentale in questi 10 anni il ruolo della Fondazione di Piacenza e Vigevano “Agrisystem è un dottorato nato e cresciuto in casa della Fondazione, che rimarrà vicina al progetto” ha affermato il Presidente della fondazione Massimo Toscani . “Certo è che la Fondazione investe sul territorio: quindi sarebbe molto bello che i ragazzi, pur avendo compiuto studi ed esperienze all’estero, potessero alla fine tornare a Piacenza e spendere qui la loro preziosa formazione”. Sono un gruppo bello, affiatato che adesso si disperderà nel mondo, anche se spero che restino legati tra di loro, portando con sé quello che hanno imparato qui”. “Agrisystem è stato primo esempio a livello europeo a portare avanti il concetto di multidisciplinarietà – ha affermato Lorenzo Morelli, Preside della Facoltà di Scienze agrarie – Ci è voluto del coraggio nel chiudere i dottorati di tre facoltà per confluire in un’unica scuola di dottorato”. Significativo anche l’intervento di Marco Trevisan, coordinatore della Scuola, che ha dichiarato “Agrisystem, scuola di alto livello, con importanti risultati tangibili: il 90% dei nostri diplomati ha trovato un impiego entro un anno dal diploma, il 75% nel settore dell’industria ed il 20% lavora all’estero.

 

Al Dies la lezione di Tito Boeri

PIACENZA Al Dies la lezione di Tito Boeri Il presidente dell’Inps, parlando agli studenti, ha affermato che bisogna informare da subito i giovani sul loro futuro pensionistico. Il rettore Franco Anelli ha rilanciato il protagonismo di Piacenza nell’agroalimentare dopo il successo dell’Expo. Nel suo discorso inaugurale il rettore ha fatto cenno ad alcuni numeri significativi per la sede: «Le immatricolazioni a Piacenza sono in costante crescita e decisa è l’apertura del campus alla dimensione internazionale - ha ricordato -. Nello scorso anno accademico gli studenti provenienti dall’estero per partecipare a periodi di studio e a progetti internazionali di ricerca e stage sono stati 117, mentre i nostri studenti che hanno partecipato a progetti di studio e stage all’estero sono stati 262». La scelta di discutere di pensioni in un luogo in cui si preparano giovani che ancora devono iniziare la loro carriera professionale sfiora apparentemente l’ossimoro» ha detto il professor Anelli introducendo la lectio del presidente dell’Inps Tito Boeri . Ma la realtà è che se si vuole parlare di pensioni è proprio quella dei giovani la questione ineludibile». Il professor Boeri nella sua lezione magistrale ha affermato che «è bene che i giovani si interessino alla loro situazione contributiva fin dal primo ingresso nel mondo del lavoro, è bene che tutta la popolazione sia maggiormente responsabilizzata, ma è anche giusto rassicurare le nuove generazioni sul sistema pensionistico».

 

Le imprese incontrano la ricerca

Cremona Le imprese incontrano la ricerca Agro-alimentare: le nuove potenzialità di ricerca di Cremona Food Lab sono state “toccate con mano” dalle 24 aziende, che hanno partecipato al match-making nella sede cremonese: non un convegno ma un dialogo diretto con i ricercatori nei laboratori. giugno 2018 Oltre 50 partecipanti in rappresentanza di 24 aziend e e 2 0 ricercatori : queste le squadre in campo il 22 giugno, per il match-making ospitato nella sede cremonese dell’Università Cattolica. L’incontro fra aziende e ricercatori si è tenuto all’interno delle attività del progetto “ Cremona Food Lab ” finanziato da Fondazione Cariplo, Regione Lombardia, Comune e Provincia di Cremona nonché dalla Camera di Commercio cremonese. Il progetto ha come obiettivo generale la creazione di un hub di ricerca e servizi per imprese del settore agro-alimentare al fine di supportarle nell’innovazione di prodotto e di processo, con particolare attenzione alla sicurezza alimentare, profilo nutrizionale, sostenibilità ambientale ed economica, formazione dei quadri dirigenti e del personale. Le nuove potenzialità di ricerca della sede cremonese dell’Università Cattolica sono state “toccate con mano” dalle aziende presenti che non hanno partecipato a un convegno ma si sono incontrate direttamente nei laboratori con i ricercatori. Molti gli argomenti, dalla tecnologia alla microbiologia, passando per la stampante 3D, il digital marketing e gli aspetti economici dell’analisi organolettica. Di particolare interesse la “novità” degli studi a livello psicologico dei comportamenti del consumatore, all’ordine del giorno in questo periodo di “fake news” alimentari.

 
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