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Più sostenibilità = più competitività

Piacenza Più sostenibilità = più competitività Lo scorso 16 novembre, a Piacenza, l'incontro dei 5 partner del progetto europeo FoodChains 4 EU . Il prof. Gabriele Canali è il referente italiano del progetto, in cui l'Emilia Romagna è l'unica regione a rappresentare il nostro Paese. novembre 2017 La Cattolica di Piacenza è parte di “ FoodChains 4 EU ”, progetto Europeo che coinvolge cinque Paesi ( Italia , Regno Unito , Paesi Bassi , Bulgaria e Romania ), già tutti caratterizzati da un solido e ampio settore alimentare che garantisce ai propri cittadini benefici economici e sociali. Tutti i Paesi partecipanti riconoscono che l’unica strategia possibile per mantenere la competitività sia concentrarsi sulla sostenibilità di questo settore, migliorandola. Per raggiungere questo obiettivo, autorità e università delle regioni coinvolte lavorano a stretto contatto con gli altri stakeholders presenti sul territorio, condividendo la propria esperienza nel campo dell’innovazione e della sostenibilità durante incontri e workshop . Basandosi su questo scambio di conoscenze ed esperienze, ogni regione potrà sviluppare un piano di azione che permetterà all’economia regionale di “creare” innovazioni sostenibili. Il professor Gabriele Canali , docente presso la sede di Piacenza, è il referente Italiano del progetto: il coinvolgimento della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali di Piacenza rende l’ Emilia-Romagna l’unica regione a rappresentare l’Italia in FC4EU.

 

Non “beviamoci” le bufale

Cremona Non “beviamoci” le bufale Se le conosci le eviti: le false informazioni nell’agro-alimentare è il tema del convegno promosso alla Camera di Commercio nell’ambito della Festa del Torrone 2017 e del progetto Cremona Food-Lab. novembre 2017 Non “beviamoci” le bufale! Se le conosci le eviti: le false informazioni nell’agro-alimentare è il titolo del convegno che si terrà venerdì 24 novembre alle 10, nella Sala Maffei della Camera di Commercio di Cremona (ingresso da Via Lanaioli 7), nell’ambito della Festa del Torrone 2017 e del progetto Cremona Food-Lab. Il settore agroalimentare, eccellenza dell’economia italiana e cremonese - sottolinea Gian Domenico Auricchio , presidente della Camera di Commercio di Cremona - è uno dei più esposti a cattiva informazione e a fake news: la diffusione di false notizie comporta inevitabilmente gravi rischi per imprese e consumatori. Puntare su una corretta informazione nel segno della trasparenza e della conoscenza diretta contribuisce a combattere tali rischi e ad adottare comportamenti di acquisto informati e consapevoli che mirino alla tutela del consumatore e di conseguenza alla valorizzazione e tutela della nostra migliore tradizione agroalimentare». Per questo abbiamo voluto che uno dei primi eventi promossi da Cremona Food lab puntasse l’attenzione sulle fake news, con un affondo particolare a quelle che riguardano il cibo. L’Italia è anche il paese al mondo con il maggior numero di alimenti con protezione d’origine o di indicazione geografica, segno di una grande tradizione. A questo mira il progetto Cremona Food-Lab, progetto finanziato da Fondazione Cariplo e da Regione Lombardia, in collaborazione con Comune di Cremona, Provincia di Cremona e Camera di Commercio di Cremona, coordinato dall’Università Cattolica, con il partner Crea-Flc.

 

Una tassa fa bene alla dieta?

Scienze agrarie, alimentari e ambientali Una tassa fa bene alla dieta? Un’equilibrata politica fiscale su cibi meno sostenibili potrebbe proteggere la salute e abbattere le emissioni generate dai processi di produzione, senza pesare sulle tasche dei consumatori. ottobre 2017 Una politica fiscale mirata sui prodotti meno sostenibili a livello ambientale potrebbe ridurre del 19% in Italia le emissioni derivanti dai processi di produzione e consumo agro-alimentare. È quanto emerge dal progetto di ricerca europeo Susdiet - Understanding consumer behaviour to encourage a (more) sustainable food choice , appena concluso, che ha coinvolto studiosi di 9 Paesi e di aree multidisciplinari diverse. Molti esperimenti condotti nell’ambito del progetto hanno messo in evidenza questa sorta di “resistenza al cambiamento” delle scelte di consumo, in diversi contesti (super/ipermercati, mense, ristoranti…) e in diversi Paesi europei». Una resistenza al cambiamento riscontrata anche in relazione alle informazioni sull’impatto ambientale delle produzioni alimentari, in particolare a quelle relative alle emissioni di CO2, visto che nell’ambito del progetto Susdiet l’unità di ricerca della Cattolica si è occupata soprattutto dell’analisi dell’impatto delle informazioni nutrizionali e delle politiche fiscali. In particolare abbiamo simulato l’impatto di una tassa sugli alimenti a più alto contenuto di emissioni di CO2, che, com’è noto, sono i prodotti di origine animale» continua il docente della Cattolica di Piacenza. Inoltre, si registrerebbe un miglioramento della qualità della dieta piccolo ma significativo (un miglioramento di due punti di un indice di qualità della dieta che varia fra 0 e 100), legato al minor consumo di nutrienti che hanno un impatto negativo sulla salute (zuccheri, sale, grassi saturi)».

 

Agroalimentare, sostenibile per decreto

Piacenza Agroalimentare, sostenibile per decreto Garantire il made in Italy e tutelare consumatori e produttori: un progetto dei ministeri dell’Ambiente e delle Politiche agricole per un sistema unico di misurazione della sostenibilità . Si avrà così un sistema univoco per valutare la sostenibilità delle produzioni italiane e, soprattutto, si otterrà «un importante biglietto da visita per i mercati internazionali delle produzioni made in Italy » prosegue il professor Capri. Il ministero delle Politiche agricole si è da sempre occupato della sostenibilità a partire dagli aspetti più agricoli: pratiche agronomiche e gestione dei trattamenti in campo con agro farmaci, in modo da assicurare un prodotto dalla qualità elevata, sicuro e rispettoso dell’ambiente. Per questo ha creato il marchio Sqnpi, il Sistema di Qualità Nazionale sulla produzione Integrata, identificato da un’ape sull’etichetta del prodotto» spiega la ricercatrice Lucrezia Lamastra , che insieme al professor Ettore Capri è coinvolta attivamente in questo progetto. Il Ministero dell’Ambiente, dal canto suo, si occupa da anni di promuovere programmi finalizzati alla diffusione di modelli sostenibili di produzione e consumo fra i quali Viva - La Sostenibilità nella Vitivinicoltura in Italia rappresenta sicuramente l’esempio più concreto, con una valutazione della sostenibilità a 360 gradi». Viva nasce nel 2011 come progetto nazionale pilota con lo scopo di misurare e migliorare le prestazioni di sostenibilità della filiera vite-vino» ricorda il professor Capri, che ha seguito scientificamente l’implementazione di questo sistema. Grazie all’individuazione di quattro indicatori (Aria, Acqua, Territorio e Vigneto), accompagnati dai relativi disciplinari, le aziende che aderiscono al programma possono misurare l’impatto della loro produzione e della loro organizzazione in termini di sostenibilità e intraprendere in tal modo un percorso di miglioramento».

 
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