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Lettere, terzo mandato per Bianchi

Milano Lettere, terzo mandato per Bianchi Il professore ordinario di Storia moderna è stato confermato preside di Lettere e filosofia dal Consiglio di facoltà per il quadriennio 2018/19 – 2021/2022. luglio 2018 Il 4 luglio il Consiglio di facoltà di Lettere e filosofia ha confermato, per acclamazione, preside il professor Angelo Bianchi . Nato a Milano nel 1958, Bianchi è professore ordinario di Storia moderna nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica, dove insegna Storia della storiografia moderna. Preside dal 2010, il professore Bianchi è componente del collegio dei docenti della Scuola di Dottorato in Studi umanistici e componente del Comitato di gestione dell'Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo (Almed). È socio della Classe di Studi Borromaici dell'Accademia Ambrosiana di Milano, della Società Storica Lombarda e della Società Storica Laudense. È stato coordinatore scientifico nazionale di tre progetti di ricerca cofinanziati dal Miur: Per un atlante storico dell'istruzione secondaria maschile e femminile dall'età delle riforme al 1859. XVI-XX (promosso dall’Istituto di Storia delle Chiese presso il Dipartimento di Storia Universale dell’Accademia delle Scienze di Mosca); Membro dei comitati scientifici di diverse riviste scientifiche, dirige la Sezione “ Storia ” della collana Saggi, pubblicata dalla Casa editrice Morcelliana di Brescia.

 

Il lascito di Sergio Cotta

MILANO Il lascito di Sergio Cotta A dieci anni dalla scomparsa di uno degli esponenti più noti della filosofia del diritto italiana del Novecento, una giornata di studio in suo ricordo nel campus di Milano. by di Fabiana Cristofari | 28 giugno 2017 A dieci anni dalla morte di Sergio Cotta ( 1920–2007 ), uno degli esponenti più noti della filosofia del diritto italiana del Novecento, il 18 maggio scorso all’Università Cattolica di Milano si è tenuta una giornata di studio in suo ricordo. L’iniziativa – organizzata e promossa da uno dei suoi allievi, Bruno Montanari , docente di Filosofia del diritto all’Università Cattolica e all’Università di Catania – ha inteso stimolare un confronto sul pensiero del maestro facendo memoria dei suoi scritti e della sua persona. Sergio Cotta ha infatti sviluppato una propria concezione del diritto, o meglio della giuridicità , di cui ha scorto il fondamento e il senso nella struttura ontologica del soggetto-uomo quale ente co-esistenziale. In tale contesto è intervenuto Bruno Montanari, soffermandosi sull’attualità dell’ontofenomenologia del suo maestro, ripercorrendo non solo le fasi cruciali del suo itinerario di ricerca e insegnamento ma anche del suo impegno politico e sociale, in particolare durante il periodo delle guerre partigiane. Nel pomeriggio si è voluto dare spazio a una seconda tavola rotonda, alla quale hanno preso parte studiosi più giovani che, a partire da sensibilità e approcci diversi, hanno valorizzato il contributo del pensiero di Cotta rispetto ad alcune delle questioni più discusse nell’attuale dibattito giusfilosofico. Le parole finali di ringraziamento formulate da Maurizio Cotta , insieme ad alcuni suoi personali ricordi del padre, del suo lavoro di ricerca scientifica nonché del rapporto con i suoi allievi, hanno concluso la giornata di studio.

 

Incontro con Camillo Ruini

Milano Incontro con Camillo Ruini Il cardinale, già vicario del Papa e presidente della Conferenza episcopale italiana, apre con la sua lezione tra teologia e approccio sistemico il ciclo di seminari Ricerche sistemiche in filosofia, nelle scienze e nelle arti . ottobre 2017 L’anima e la sua immortalità tra teologia e approccio sistemico è il tema della lezione che il cardinale Camillo Ruini terrà in largo Gemelli a Milano giovedì 26 ottobre . L’intervento del cardinale, già vicario del Santo Padre e presidente della Conferenza episcopale italiana, apre il ciclo di seminari Ricerche sistemiche in filosofia, nelle scienze e nelle arti promosso dal dipartimento di Filosofia dell’Ateneo. La crisi dell’idea di anima e della sua immortalità pone un grande problema alla teologia» ha scritto il cardinale presentando il suo intervento. Mostriamo anzitutto che anche per la teologia attuale l’immortalità dell’anima è irrinunciabile. Mostriamo poi come nella concezione sistemica la nozione di organizzazione corrisponda al concetto teologico di anima. Osserviamo inoltre che non è contraddittoria la sopravvivenza del principio di organizzazione nonostante la dissoluzione del fenomeno umano nella morte.

 

Quando i bambini fanno ooh

Milano Quando i bambini fanno ooh Prendete dei ragazzi delle elementari e liberate la loro curiosità su di sé e sulla vita: solleverete tante domande che neanche nelle aule universitarie. Un assunto che è stato ribaltato dal progetto “Fare Filosofia con i bambini ”, che ha coinvolto sei classi di quarta e quinta elementare dell ’Istituto Leone XIII di Milano , per iniziativa del dipartimento di Filosofia dell’Ateneo. Il progetto, che inizialmente prevedeva soltanto due classi, è stato accolto con tanto entusiasmo da essere poi esteso a sei. I primi ad apprezzarlo sono stati proprio i giovanissimi scolari (in alto e in fondo all'articolo alcuni dei disegni realizzati nei laboratori) . La novità è stata questa: non abbiamo mai dato un contenuto ma, attraverso la discussione e il gioco, abbiamo lasciato che fossero proprio i ragazzi a concettualizzare, partendo dal vissuto quotidiano, dalla realtà che conoscevano, per farli riflettere su di loro, sulla valenza del pensiero e dei nomi». “Fare Filosofia con i bambini” è un progetto che ha il pregio di avvicinare i più piccoli al mondo delle discipline umanistiche in un’epoca in cui il sapere privilegiato è quello tecnico-scientifico. Il laboratorio ha coinvolto anche i genitori , che, al termine degli incontri, hanno voluto sapere come fosse possibile portare avanti il percorso di costruzione dello spirito critico intrapreso dai bimbi: «Noi abbiamo suggerito di farli parlare, senza riempirli di domande, ma costruendo un domandare che è anche un parlare. Il sogno della professoressa Muller e del dipartimento sarebbe creare un progetto pilota che coinvolga gli ultimi tre anni delle scuole elementari: un’occasione in più per una formazione mentale del bambino completa con una didattica del tutto nuova.

 

Bambini, che bellezza la filosofia

MILANO Bambini, che bellezza la filosofia Professori in toga hanno accolto gli alunni di terza, quarta e quinta elementare per una lezione su Sant’Agostino. Non si è trattato di evocare la pietra filosofale di Harry Potter ma di avvicinare i più piccoli al filosofare. Paola Muller , docente di Storia della Filosofia medievale, ha accolto con queste parole gli alunni di sei classi (terze, quarte e quinte) dell’Istituto scolastico Madre Cabrini di Milano, stupiti dalla nera toga accademica indossata dalla professoressa insieme ad altri colleghi. Noi mettiamo l’accento sul filosofare proprio perché il nostro approccio è di dialogo» spiega Paola Muller, che cura il laboratorio del Dipartimento di Filosofia insieme a Ingrid Basso e Pia De Simone . Sant’Agostino è un filosofo che ha avuto una vita ricca di insegnamenti validi anche per noi oggi», dice la professoressa Muller spiegando perché sia stato scelto proprio il filosofo di Ippona. Uno dei principi alla base della filosofia agostiniana è «scoprire la bellezza che è dentro di noi e fuori di noi e, per farlo, dobbiamo interrogarci e interrogare il mondo», aggiunge la docente. “Filosofare con i bambini” tornerà nelle aule di largo Gemelli lunedì 26 marzo e toccherà agli studenti dell’Istituto Comprensivo Pisacane Poerio confrontarsi con il pensiero di Sant’Agostino e il suo concetto di bellezza.

 

Filosofia e teologia, alleanza possibile

aprile 2018 Nel nostro Paese c’è una spaventosa ignoranza teologica, soprattutto nei giovani che studiano filosofia, ma non si può studiare la filosofia senza la teologia. “Ma filosofia e teologia non devono ridursi a un sapere come gli altri, e la teologia non può presumere di tornare ad essere quel sapere che unifica tutti gli altri com’era in passato”, ha detto Cacciari. Il quale poi ha ricordato che “la cosa ultima della filosofia è Dio, mentre nel caso cristiano, del tutto peculiare rispetto agli altri monoteismi, la teologia è appesa alla Croce”. Gli ha fatto eco l’arcivescovo emerito di Milano, il quale si è chiesto se la teologia, “che è sapienza e sapere insieme, è ancora degna di stare al tavolo del dialogo con gli altri saperi”. Una frammentazione che spesso finisce per porre divieti al fatto che si possa perseguire ciò che è ritenuto impossibile o inconoscibile, come se la trascendenza o l’autotrascendersi non siano più rilevanti o interessanti per l’uomo del XX secolo”. teologia #filosofia #dialogotrasaperi Facebook Twitter Send by mail IL DIBATTITO Lunedì 23 aprile l’Arcivescovo emerito di Milano cardinale Angelo Scola è stato ospite del dibattito Saperi in dialogo: quale ruolo per la teologia? insieme al filosofo Massimo Cacciari , docente dell'Università San Raffaele di Milano. L’incontro, che si è aperto con i saluti del rettore Franco Anelli , è stato organizzato dal Collegio dei docenti di Teologia ed è nato in occasione della presentazione del libro Ordo Sapientiae.

 

Grozio, un filosofo contro la guerra

Brescia Grozio, un filosofo contro la guerra Nel 1625 il filosofo denunciava la guerra come antinaturale e attribuiva ai trattati il compito di regolare i rapporti tra gli Stati, gettando le basi per diritto naturale e laicità. Eppure visse cinque secoli fa. Ci troviamo a cavallo tra il periodo tardo-rinascimentale e il periodo barocco: l’Europa è devastata da epidemie e guerre e in particolare dall’anno 1618 con l’inizio della guerra dei trent’anni. Nel 1625 pubblicò la sua opera più importante, “De juri belli ac pacis”, di cui ha parlato lo scorso uno marzo il professore fra’ Fausto Arici nella conferenza “Diritto della pace e della guerra”, promossa nella sede di Brescia della facoltà di Scienze politiche e sociali. Nel trattato del 1625 Grozio denuncia la guerra come un fattore antinaturale poiché può essere considerata giusta solo se è vista come ultima opzione o se serve a punire lo Stato che abbia violato i patti, fallito ogni tentativo di conciliazione. Grazie ai patti e alla costruzione di una società basata su regole gli uomini stabiliscono di creare una società basata sulla politica che si sottomette alle autorità. Per il Giusnaturalismo non esistono solo le leggi di chi comanda ma esistono le leggi naturali non scritte che sono superiori alle leggi di un sovrano. Le leggi di un’autorità non dovrebbero mai contrastare con il diritto naturale ovvero quello che i greci un tempo chiamavano “agrafoi nomoi” (leggi non scritte).

 
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