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Stage e inglese, accoppiata di successo

posctard Stage e inglese, accoppiata di successo Per Emilio , di Scienze bancarie, l’esperienza a Dublino è servita per svolgere un corso di lingua e perfezionarla attraverso un internship in una grande società irlandese 31 ottobre 2019 di Emilio De Renzis * Un corso di inglese abbinato a un’esperienza di stage. Fin dall’inizio mi sono sentito immerso nella cultura dublinese avendo scelto di spendere questo periodo all’estero in host family . È stato divertente scoprire nuove tradizioni, modi di fare, partecipare alle feste di famiglia, i compleanni, le cene. Il primo mese di corso di inglese all’Emerald Cultural Institute è stato molto interessante: ho scoperto un nuovo approccio allo studio della lingua. Ho scelto il corso di inglese Gen4, che prevede lezioni mattutine su grammatica e pronuncia e lezioni pomeridiane strutturate come conversazioni in gruppo su vari temi di attualità. Abbiamo avuto l’opportunità di visitare anche il Nord dell’isola, dove si trovano le particolarissime formazioni rocciose del Giant Causeway, il Rope Bridge, il villaggio di Howth e la città di Belfast. Inoltre, la richiesta di bici è molto alta, quindi è molto facile vendere la bici al termine dell’esperienza.

 

Cina, tre mesi fra corsi e avventure

L’altra faccia del gigante asiatico nel racconto di Cristina , di Scienze linguistiche 14 novembre 2019 di Cristina Freddi * Conseguita la laurea triennale in Scienze Linguistiche, ho voluto mettere alla prova ciò che avevo appreso durante il mio percorso universitario fino a quel momento. Quale modo migliore di farlo se non partendo alla scoperta del Paese su cui ho concentrato i miei studi degli ultimi anni? La mattina del 25 marzo ero davanti al gate, in procinto di prendere un volo diretto a Beijing, con tanta voglia di arricchire il mio bagaglio culturale. Una volta arrivata, sono salita su un taxi che mi ha portata al campus della Beijing Yuyan Daxue , la mia nuova casa per i successivi tre mesi e il luogo dove avrei frequentato i corsi di cinese. Oltre ai corsi di lingua, l’università offre la possibilità a tutti gli studenti di partecipare ad alcune gite organizzate, tra le quali la visita alla più famosa fabbrica di succhi della città e la visita ad alcuni monumenti. Non facendoci fermare dalla pioggia e dal forte vento, abbiamo potuto visitare una delle più straordinarie costruzioni dell’uomo - al modico prezzo di un raffreddore! Ho scoperto l’utilità di applicazioni come WeCha t, che mi hanno permesso di entrare in contatto con associazioni studentesche che organizzano viaggi di ogni genere. Appena rientrata a Beijing e subito ripartita, ho avuto la possibilità di cavalcare per la prima volta un cammello nel deserto dell’Inner Mongolia, di esplorare le sterminate praterie a dorso di cavallo e di ammirare le stelle in un luogo completamente privo di inquinamento luminoso. Tre mesi sono lunghi e con la mia conoscenza limitata della lingua mi sono trovata più volte in situazioni di disagio, che al momento dell’accaduto sembravano la fine del mondo, ma alle quali ripensando ora non posso evitare di sorridere.

 

A Shanghai a studiare con i manager

È molto interessante il fatto di poter conoscere i manager da un punto di vista lavorativo e personale, potendosi immergere pienamente in un’altra cultura. Inoltre, si tratta di un corso molto interattivo, in cui le attività di team working e di public speaking sono il pane quotidiano. Ho appreso gli strumenti e le tecniche base di project &; people management e, a ogni spiegazione teorica, seguiva sempre la messa in pratica in prima persona tramite attività di team work, così da interiorizzare queste nozioni al meglio nel breve tempo. Il momento finale del corso dedicato ai feedback personali è stato veramente utile: è un ottimo momento per tirare le somme del proprio percorso, parlare apertamente, prendere consapevolezza di sé e di ciò che si può fare per migliorarsi. I ritmi sono serrati, ma una volta che ci si abitua a mantenere alto il livello di concentrazione, si viene travolti dal ritmo incalzante delle giornate, e tutto diventa più facile e immediato. Il gruppo composto da studenti e lavoratori provenienti da tutto il mondo lo rendeva eterogeneo e con molte esperienze da condividere e da cui imparare. È un programma molto intenso, che mette a dura prova, ma che tanto toglie, in termini di sonno e di energia, quanto dà a livello di autoconsapevolezza e autoefficacia.

 

X-Culture premia gli studenti di Lingue

Brescia X-Culture premia gli studenti di Lingue Beatrice Panzani , Francesca Seneci e Giulia Caggioni si sono piazzate tra i primi 10 team classificati nella prova di marketing globale del progetto X-Culture. Beatrice Panzani , Francesca Seneci e Giulia Caggioni sono le tre studentesse della facoltà di Scienze linguistiche che, con i loro rispettivi gruppi di lavoro, si sono piazzate tra i primi 10 team classificati nella prova di marketing globale. Per loro, oltre al grandissimo traguardo personale, il certificato di “Best Team Certificate” , consegnato questa mattina durante la cerimonia di premiazioni dal coordinatore di facoltà Mario Taccolini e dalla professoressa Loretta Battaglia , coordinatrice e “regista” della partecipazione dei ragazzi al bando. Il progetto è stato proposto durante il corso di Marketing della facoltà di Scienze linguistiche tenuto dalla professoressa Battaglia; ogni studente è stato inserito in un team internazionale composto da 6/7 ragazzi provenienti da altre università, col compito di progettare piani aziendali efficaci. Un successo che si rinnova: Alessandro Carrera è tra gli studenti dell’Università Cattolica di Brescia che l’anno scorso si sono distinti nel medesimo progetto. Per lui l’invito a partecipare all’esclusivo X-Culture 2016 Symposium : la conferenza annuale organizzata in collaborazione con l’ Accademy of International Business Usa Southeast Division e sponsorizzata da SYKES , una della più grandi compagnie multinazionali al mondo, in grado di vantare più di 50.000 unità specializzate nei diversi ambiti del sistema economico. Quest’anno il convegno avrà luogo sull’esclusiva nave da crociera Royal Caribbean “Brilliance of the Seas” che salperà il 10 novembre da Tampa, in Florida, e viaggerà per due giorni alla volta dell’isola messicana di Cozumel, nel mar dei Caraibi, prima di effettuare il ritorno.

 

Exchange tra le meraviglie d’Australia

postcard Exchange tra le meraviglie d’Australia Laura , studentessa di Methods and Topics in Arts Management , ha sperimentato il modello universitario australiano ma, soprattutto, ha incontrato un mondo nuovo e affascinante con cui misurarsi e crescere. Mettersi costantemente in gioco con sé stessi e con gli altri ti permette di apprezzare l’impatto positivo che ognuno di noi può avere nel proprio piccolo. A livello accademico, mi sono trovata davvero molto bene con le unit che ho scelto alla Deakin University di Melbourne . Nonostante non sia stato immediato trovare dei corsi adatti al mio percorso di studi, sono rimasta soddisfatta delle scelte che ho fatto e dei traguardi raggiunti. Passare tanto tempo con loro ha nettamente rafforzato il mio inglese, quell’inglese che non si studia sui libri ma che serve nella vita quotidiana. È stato proprio con un gruppo di ragazze in exchange come me che ho viaggiato, una volta terminati gli esami, per visitare prima Cairns e poi Sydney. Penso che la forza dell’Australia sia proprio quella di essere un continente che sa valorizzare la sua diversità, unendo la sua maestosità e grandiosità in stile americano con luoghi europei “a misura d’uomo” e una natura (sia flora che fauna) spaventosamente meravigliosa.

 

A Charlotte a scuola di diversità

Mi sono sentita in molte occasioni più “viva”, più coraggiosa, più intraprendente, più propensa ad abbracciare idee improvvise di viaggi, di esperienze nuove. In un contesto del genere infatti tutte le emozioni sono amplificate rispetto alla quotidianità che vivi in Italia, perché hai la consapevolezza che ci sarà una “data di scadenza”, che hai solo cinque mesi per ambientarti, creare amicizie, viaggiare, prepararti agli esami, per divertirti. Senza ombra di dubbio le persone con cui è più semplice legare sono gli altri studenti Exchange come te, con cui condividi il fatto di aver lasciato tutto per qualche mese, di aver deciso di intraprendere questa meravigliosa avventura senza sapere chi e cosa avresti trovato nel tuo cammino. Questo ti porta a credere di più nell’umanità in generale, in quanto ti ritrovi parte di una compagnia fatta di ragazzi provenienti dai contesti più disparati, diversi interessi, diversi corsi di studio, diverse attitudini e desideri, ma con i quali stai condividendo la stessa esperienza di vita. Ti senti parte di un gruppo in cui si impara ad andare oltre le differenze, a non giudicare modi di pensare e vivere diversi, perché diverso non significa sbagliato, anzi, è proprio quella diversità che rende ciascuno di noi unico e indispensabile. Senti di avere capito che non serve preoccuparsi troppo per una sconfitta ma anzi devi essere pronto a metterti in gioco, a buttarti e vedere come va. Sicuramente alla fine di questa esperienza sei pronto ad aprirti a nuove esperienze e possibilità che altrimenti prima ignoravi. Credi di più in te stesso, nelle tue capacità, di poter riuscire a fare tutto quello che desideri e nessuno potrà più fermarti nel perseguire i tuoi sogni più ambiziosi.

 

X-Culture premia gli studenti e i loro progetti internazionali

Brescia X-Culture premia gli studenti e i loro progetti internazionali Le studentesse bresciane Katia Solvesi e Alessia Manenti sono state pemiate nell’ambito del progetto che coniuga formazione internazionale, uso delle lingue e del digitale per le aziende. Tra i partecipanti della sede di Brescia che si sono distinti nell’edizione 2019: Katia Solvesi a cui, nell’ambito della cerimonia di consegna degli attestati avvenuta il 2 luglio presso la sede bresciana dell’Ateno, è stato consegnato l’attestato di “Best Team 2019” per aver sviluppato un progetto per un’azienda colombiana. Ad Alessia Manenti , invece, è andato il premio come miglior studente tra i primi 150 e il conseguente invito a partecipare al simposio annuale che quest’anno è in programma a Calgary, in Canada. “Adventure Addicted è una giovane start-up italiana che si occupa di organizzare viaggi e avventure sportive tramite app. Per loro mi sono occupata di sviluppare un progetto di marketing internazionale in grado di promuoverne la conoscenza e l’utilizzo sui mercati esteri” ha raccontato Alessia. A consegnare i diplomi è intervenuto il prorettore Mario Taccolini , che ha elogiato il lavoro dei ragazzi oltre a quello, costante e dedicato, della docente di Marketing Loretta Battaglia , che ha coordinato le fasi di preparazione dei ragazzi e promosso l’iniziativa. “Grazie al progetto X-Culture, gli allievi della triennale di Scienze linguistiche hanno lavorato in team con altre 80 università del mondo, operando su progetti di business internazionale per aziende attive sui mercati nazionali e internazionali – ha precisato Battaglia. xculture #marketing #international #formazione #aziende Facebook Twitter Send by mail Print X-Culture L’iniziativa, coordinata dall’Università di Greensboro in North Carolina (Usa) , promuove dei team internazionali di studenti che lavorano a distanza per un semestre su un progetto di business internazionale.

 

Cooking class per studenti internazionali

educatt Cooking class per studenti internazionali Attraverso lezioni teoriche e prove pratiche i ragazzi si mettono alla prova sperimentando ed entrando in contatto con le eccellenze enogastronomiche del nostro Paese. by Valentina Giusti | 05 settembre 2019 Scoprire l’Italia, terra ricca di bellezze artistiche e culturali, attraverso uno degli aspetti più rinomati al mondo: la sua cucina. Avviate nel 2013 da un’idea dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e da Edilio Mazzoleni , in collaborazione con Educatt e Pietro Parmeggiani , Angelo Giornelli e Renato Colombo , le cooking class hanno visto una crescita esponenziale dei partecipanti. Per i corsi arrivano richieste da studenti provenienti da moltissime università sparse in tutto il mondo, non solo dall’Europa ma anche dall’America del Nord e del Sud, dall’Asia, dall’Australia. Durante le lezioni pratiche di cucina, che si svolgono nelle mense di via Necchi 5 e 9, gli studenti scoprono il meglio della cucina regionale italiana, tradizionale e contemporanea, grazie alla guida degli chef Dante Busnelli e Tito Sestu . The Discovery of Italy through its Culinary Traditions arriva nel mese di settembre alla sua sesta edizione, e l’entusiasmo legato a questi corsi è sempre maggiore, come il numero di studenti internazionali che ogni anno richiede di potervi partecipare. È un’esperienza davvero piacevole» racconta Tito Sestu , chef collaboratore di Educatt e coordinatore della cooking class.

 

Bordeaux, Erasmus al profumo di Francia

Postcard Bordeaux, Erasmus al profumo di Francia Benedetta, di Scienze linguistiche, ha respirato l’atmosfera francese in ogni vicolo, in ogni paesaggio e in ogni angolo del campus dell’università. Un'esperienza da vivere tutta d'un fiato 29 novembre 2019 di Benedetta Campelli * “Mes chèrs parents, je pars. Je ne m’enfuis pas, je vole!” “Cari genitori, io parto! Non scappo via, volo!” - La famiglia Bélier Con queste parole nel cuore è iniziata la mia avventura per l’ Erasmus a Bordeaux, in Francia. Mi sono totalmente innamorata della città in cui mi trovavo. A un’ora dalla città si trova un paesino di nome St. Emilion caratterizzato dai vigneti che in autunno mostrano colori e fanno assaporare uva, vini e profumi indimenticabili. Una volta finita l’esperienza, guardando indietro ai passi fatti con impegno, ognuno potrà riconoscere di aver camminato un bel pezzo di strada tirando fuori una forza che non si immaginava neanche di avere. Trascorrere un periodo della propria vita all’estero è un’avventura che consiglio a chiunque, dà una grande energia, arricchisce sotto ogni punto di vista e proietta verso un futuro più stimolante.

 

Cena multietnica in Collegio

Piacenza Cena multietnica in Collegio Sfida tra i fornelli per gli studenti internazionali del campus piacentino, in una gara (amichevole) di piatti tipici dei paesi d’origine. marzo 2019 Impegno, spirito di condivisone e curiosità sono stati i protagonisti dell’ “International Dinner” che si è tenuta nella serata del 21 febbraio scorso, nella sala Frassino del Collegio Sant’Isidoro dell’Ateneo piacentino. Così, piatti colorati e curiosi hanno acceso la serata e la tavola, coinvolgendo i commensali nella ricerca degli ingredienti utilizzati e sui nomi dei piatti presentati da studenti animati dalla volontà di far conoscere al resto del mondo che cosa cucinano le loro nonne e loro mamme. Taiwan, Messico, USA, Francia, Argentina, India, Moldavia, Slovacchia, Colombia, Tanzania e Germania, sono tutte le nazionalità dei piatti cucinati, con competenza e talento, seppur con la difficoltà, talvolta, di reperire gli ingredienti nei negozi italiani. Preparare cibo e piatti del proprio paese, per dare a tutti la possibilità di assaggiare e di cimentarsi con una cucina diversa e spesso con sapori e aromi nuovi, provenienti da tutto il mondo, con generosità e spirito di internazionalizzazione, valori da sempre condivisi dall’Università Cattolica. international #dinner #food Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Brescia capitale della Fisica

Brescia Brescia capitale della Fisica Dal 27 giugno il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Cattolica ospiterà, per la prima volta in Italia, il prestigioso International Workshop on Disorder System. L’occasione è la decima edizione del prestigioso convegno International Workshop on Disorder System che, ogni due anni a partire dal 1998, raduna i più illustri studiosi in materia di sistemi disordinati e che quest’anno si terrà presso il Dipartimento di Matematica e Fisica Niccolò Tartaglia di Brescia. Obiettivo del congresso è radunare diverse comunità di fisici e scienziati da tutti il mondo che si occupano di sistemi disordinati» afferma Fausto Borgonovi (nel video sopra) , docente di Fisica quantistica dell’Università. I sistemi disordinati sono molto importanti poiché, nonostante siano caotici e presentino caratteristiche particolari, spesso vi si riesce a scovare dei tratti comuni che ci permettono di studiarli e di ricavarne informazioni. Le tematiche affrontate all’interno dell’incontro saranno quelle legate al trasporto dei sistemi disordinati, del trasporto eccitonico - ovvero del trasporto di semiparticelle di materia solida o condensata - e quindi anche con possibili applicazione nel campo dell’utilizzo della luce solare, dei collettori di luce o dell’ingegneristica. All’interno del nostro dipartimento ci sono dei gruppi di ricerca sia teorici che pratici che si occupano di queste tematiche di grande interesse internazionale. Il contributo della Cattolica sarà importante, grazie all’esperienza pluriennale maturata nella stazione di ecofisiologia e fisica ambientale di Bosco Fontana (Mn): centro di rilevanza europea in cui si misurano flussi di ozono all’interno di una foresta naturale, e i conseguenti studi modellistici legati scaturiti dallo studio dell’impatto dell’ozono.

 

Shanghai, sinfonia del nuovo mondo

Trascorrere periodi di studio all’estero e interagire con altri studenti internazionali provenienti da svariati paesi, mi ha dato l’opportunità di sperimentare nuove situazioni e comprendere altri punti di vista, migliorando così la mia capacità di adattamento e arricchendo il mio bagaglio culturale e sociale. Oltre all’eccellenza dei professori e alle loro competenze nelle varie discipline, che sicuramente hanno contribuito a modellare ed arricchire le mie “hard skills”, il vero valore aggiunto di questa esperienza è stato l’ulteriore sviluppo e consolidamento delle mie “soft skills”. Capire come gli asiatici approcciano un problema, interagire con loro ogni giorno e scoprire la loro cultura, mi ha dato la possibilità di costruire un importante network che spero di poter coltivare anche in futuro. Altro aspetto fondamentale è stato quello di vivere un’esperienza del genere proprio a Shanghai, città internazionale e vero fulcro finanziario in grado di connettere l’Asia con il sistema economico occidentale. La città è particolarmente vivace e ricca di stimoli, dal quartiere francese di Xintiandi (da visitare in caso di improvvisa nostalgia europea) ai vari “rooftop bar” sul Bund che offrono, specialmente di notte, un panorama mozzafiato dei famosi grattacieli illuminati del centro finanziario. Curioso anche solo passeggiare per le strade e i quartieri più tradizionali della città, dove sono stato spesso fermato, con la scusa di una semplice foto, da famiglie e bambini asiatici stupiti di incontrare un ragazzo occidentale. Forte è il contrasto fra la capitale e Shanghai, sembra quasi di stare in due paesi diversi: se Shanghai rappresenta il centro finanziario ed economico, internazionale ed è improntata molto di più al business, Pechino è invece più turistica e apprezzata per i suoi siti storici, monumenti e parchi.

 

La Cattolica senza confini, in arrivo mille studenti

ORIENTATION DAY La Cattolica senza confini, in arrivo mille studenti Sono di 87 cittadinanze diverse gli studenti internazionali in mobilità o iscritti ai corsi di laurea accolti in questi giorni. Vengono da 76 Paesi nella sola sede di Milano ( 87 per tutte le sedi) gli studenti internazionali dell’Ateneo. In totale gli studenti internazionali attesi a frequentare corsi in Università Cattolica sono 998 (di cui 916 a Milano) per la sola sessione autunnale. Di questi poco più di 500 sono studenti in mobilità semestrale, 212 sono iscritti a corsi di laurea triennale, 93 a corsi di laurea magistrale e 92 a master annuali. A fare la parte del leone, i più rappresentati tra i soli studenti in mobilità sono Stati Uniti, Spagna e Cina . Tra quelli iscritti ai corsi di laurea il podio è composto da Turchia, Serbia e Russia , seguiti a ruota dalla Cina. Poland La TOP 10 per i soli studenti iscritti regolarmente ai corsi di laurea/master 1.

 

Tanzania, una bellissima palestra

Postcard Tanzania, una bellissima palestra Marta , della facoltà di Medicina, ha deciso di partecipare all’International Volunteering in un piccolo villaggio nel nord del Paese. Un mese tra le corsie di un ospedale 31 gennaio 2020 di Marta Zidda * Il volontariato mi è sembrato l'occasione giusta per soddisfare il mio desiderio di vivere un'esperienza all'estero che fosse in linea con il mio percorso di studi in Medicina. Ho trascorso un periodo di quattro settimane a Monduli, un piccolo villaggio nel nord, dove fin da subito mi sono sentita accolta come a casa. Dalla seconda settimana sono iniziate le attività di volontariato che ho svolto presso il “Levolosi Health Centre”, ospedale situato ad Arusha, città distante circa un'ora di bus dalla nostra residenza a Monduli. Essendo una studentessa del primo anno questa è stata per me la prima esperienza in ospedale: avevo tutto da imparare e mi sono completamente messa a servizio del personale locale che mi ha dato la possibilità di osservare il loro lavoro e apprendere. Noi volontari siamo stati accolti e guidati dal personale locale che si è dimostrato sempre disponibile a rispondere alle nostre domande e ad accompagnarci nelle attività quotidiane che svolgevamo in base alla nostra preparazione e conoscenze con un grado di autonomia crescente. Sono stati tanti anche i momenti emozionanti come vedere i pazienti affezionarsi a noi volontari e dispiacersi per la nostra partenza, assistere a un parto o entrare per la prima volta in una sala operatoria, tutte esperienze importanti per me, sia come studentessa che come persona.

 

Costruire uno show televisivo a Boston

Ma non è mancato il tempo per le amicizie, per il turismo e per la cultura 14 febbraio 2020 di Vittoriana Erba * Se penso che sono già passati due mesi da quando ho compiuto i miei primi passi a Boston, ancora non ci credo. Prima volta negli Stati Uniti, per passare tre settimane di Summer program interactive marketing communications , event planning &; promotion, presentational skills , in una città che non conoscevo, con persone che non conoscevo e in un sistema accademico molto diverso da quello italiano, da cui non sapevo bene cosa aspettarmi. Fin da subito abbiamo formato un bel gruppo, complice il fatto di passare le nostre giornate praticamente sempre insieme: enormi tavolate in mensa, lezioni al COM – ovvero il College of Communication – e serate di esplorazione della città o di relax giocando a biliardo in dormitorio. I tre corsi che abbiamo seguito ci hanno messi alla prova: divisi in gruppi, abbiamo ideato un piano di comunicazione per un’azienda bostoniana di nostra scelta e abbiamo progettato un intero evento da zero. Tra musei, monumenti e grattacieli, ho messo un bel po’ di spunte nella mia lista di “cose da fare almeno una volta nella vita”: ho adorato il Metropolitan Museum e la vista della città al tramonto dall’alto del One World Trade Center. La strada da percorrere al ritorno, invece, era meno chiara, e non ricordo di aver mai pedalato così tanto in vita mia! Queste tre settimane, che all’inizio sembravano un tempo lunghissimo e spaventoso, sono davvero volate, ed è stato difficile affrontare il rientro in Italia. Il bel gruppo che in poco tempo siamo riusciti a formare è stato una delle determinanti che mi ha fatto amare questa esperienza e, se dovessi scegliere un motivo per cui consigliarla, sarebbe sicuramente questo.

 

In Costa Rica, tra caffè e animali

Piantagione di caffè e Atenas Le prime due settimane le ho trascorse nella citta di Atenas, vivendo in una famiglia e lavorando in una piantagione di caffe. È un progetto che consiglio a tutti, estremamente arricchente, sia per quanto riguarda la conoscenza delle piante di caffe, sia per tutto il processo di produzione che richiede un sacchetto di prodotto. La piantagione si trova a circa 30 minuti dalla citta, ma e tranquillamente raggiungibile con i mezzi; il lavoro che si svolge e principalmente manuale, come pulire le piante, manutenzione generale, raccogliere i chicchi, tostare il caffe e impacchettarlo. Il venerdì non si lavora in piantagione ma ci si reca con Gerardo al mercato degli agricoltori per vendere il caffe, e questo dà la possibilita di entrare in contatto con tantissime persone del luogo e vedere qualcosa di davvero speciale e caratteristico. La vita ad Atenas e molto tranquilla, le persone sono molto gentili e disponibili, ho avuto anche il tempo di viaggiare insieme alle altre volontarie italiane e vedere tantissimi posti indimenticabili e fare un po’ la vita da “turista” in quel bellissimo paese. Ci sono due squadre che differiscono un po’ dalle altre: una squadra in particolare che tutti i giorni prepara i vari pasti per ciascun animale in base alle esigenze, e un’altra che invece lavora nell’ospedale e tratta gli animali piu a rischio o i cuccioli. Questo luogo inoltre aiuta a creare dei legami molto profondi con le altre persone, un po’ dovuto al fatto che si convive 24 ore su 24 con le stesse persone e un po’ perche si respira un clima molto familiare.

 
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