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Scuola lavoro, l’alternanza cresce

ateneo Scuola lavoro, l’alternanza cresce In un anno ha fatto registrare un balzo del 65% di studenti accolti nel nostro Ateneo, tra inserimento negli uffici e attività didattiche dei docenti con alcuni dei 96 istituti coinvolti. Quella che è ormai una realtà per il sistema scolastico italiano, lo è in modo evidente anche per il nostro Ateneo che, a partire dalle prime sperimentazioni dell’anno 2014-2015, ha incrementato sempre più questa forma di collaborazione con gli istituti superiori. Basti pensare che in un solo anno ha fatto registrare un balzo superiore al 65% di studenti accolti in tutti i campus dell’Atene o. Nell’anno accademico 2017-2018 sono stati 1.137 a fronte dei 687 del 2016-2017, mentre le scuole coinvolte sono aumentate da 68 a 96. Il primo canale è quello dell’ inserimento degli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori negli uffici e nei serviz i dell’Università: dal Centro di Ateneo per la solidarietà internazionale (Cesi) all’Ufficio Stampa e media, dall’Ufficio internazionale alla biblioteca, dalle risorse umane all’editrice Vita e Pensiero. Lo conferma Simone Robbiati , 18 anni, studente del Liceo classico “Maiorana” di Desio (Mi), che è al secondo anno di Alternanza in Università Cattolica: «L’anno scorso sono stato accolto nell’Ufficio comunicazione e quest’anno in Biblioteca. L’iniziativa aveva lo scopo di sviluppare negli studenti del triennio del Liceo Classico competenze relative al loro ruolo di Tutor nei confronti degli studenti che, nel biennio, presentano difficoltà su alcune materie e si proponeva di potenziare nei tutor liceali alcune abilità che favorissero il loro operato. Come ha detto una di loro: «Grazie a questo progetto abbiamo avuto l’opportunità di metterci in gioco direttamente e di acquisire maggiori consapevolezze su di noi, nel ruolo di tutor».

 

Job Pricing, studiare in Cattolica conviene

ateneo Job Pricing, studiare in Cattolica conviene I risultati del rapporto focalizzato sulle retribuzioni dei laureati, che analizza le prospettive di carriera offerte dagli atenei italiani. Un valore che supera dell’8% la media nazionale. L’Università Cattolica sale al secondo posto (escludendo il Politecnico di Milano) sia nella fascia di laureati tra i 35 e i 44 anni (con una retribuzione annua lorda di 44.307 euro), sia nella fascia tra i 45 e i 54 anni, toccando uno stipendio lordo di 61.040 euro. Ma il dato più interessante è l’incremento retributivo percentuale tra l’ingresso nel mondo del lavoro e gli anni centrali della propria carriera. L’Università Cattolica, con un +87%, registra il balzo in avanti maggiore tra la retribuzione nella fascia 25-34 anni e quella 45-54, salendo sul gradino più alto del podio degli atenei italiani. Dal rapporto Job Pricing emerge, comunque, che, a prescindere dalle differenze tra le varie università, prendere un titolo accademico conviene ancora: sul piano del reddito lordo annuo medio, i laureati superano di 11.900 euro i diplomati (39.730 euro contro 27.849). jobpricing #lavoro #retribuzione #stipendio Facebook Twitter Send by mail.

 

L’azienda del futuro? Circolare

Milano L’azienda del futuro? Circolare Secondo una ricerca condotta da Asag e Randstad, il 42% di professionisti e dirigenti Hr italiani intervistati vorrebbe gerarchie meno rigide e maggiore partecipazione. Un approccio che promuove una responsabilità diffusa e un nuovo modo di valutare l’errore sul posto di lavoro, che ben il 44% delle aziende non vede più come un danno ma come una fonte di apprendimento e miglioramento. Ma l’applicazione concreta di una struttura organizzativa circolare e partecipata stenta ancora a diffondersi: è presente in appena il 4% delle aziende. Dall’indagine emerge un forte bisogno di cambiamento da parte delle imprese, che però nella maggior parte dei casi restano ancora legate a modelli organizzativi tradizionali – commenta Marco Ceresa , Amministratore delegato di Randstad Italia –. Passare da un modello gerarchico a una struttura circolare è una transizione obbligata per le aziende che vogliono prosperare, perché una forza lavoro deresponsabilizzata, priva di autonomia, che esegue direttive calate dall’alto e non condivise, ha un impatto fortemente negativo sulle performance e sulla capacità di innovare delle imprese». Dalla ricerca, infatti, emerge che nella quasi totalità delle aziende mancano tempi e luoghi in cui far circolare informazioni, idee e ipotesi progettuali, ma soprattutto in cui condividere il senso degli oggetti di lavoro. Allo stesso tempo è evidente la carenza e la desiderabilità di un’organizzazione più circolare, i cui manager non abbiano paura dei processi partecipativi e del conflitto e si fidino dei collaboratori, che a loro volta possano portare idee e contributi conoscitivi.

 

Diritto del lavoro, en plein Cattolica

MILANO Diritto del lavoro, en plein Cattolica A Cecilia Rimoldi e Roberto Pettinelli , laureati in Giurisprudenza, i premi intitolati a Ludovico Barassi e Francesco Santoro Passarelli, grandi giuristi del passato, promossi dall’Associazione italiana di diritto del lavoro e della sicurezza sociale. settembre 2018 Ampio successo quest’anno per l’Università Cattolica al XIX Congresso nazionale dell’Associazione italiana di diritto del lavoro e della sicurezza sociale (Aidlass), prestigiosa organizzazione che riunisce professori, magistrati, professionisti e cultori di questo ramo del diritto. Nella splendida cornice del centro storico di Palermo, nel Teatro Santa Cecilia, dal 17 al 19 maggio 2018, giuslavoristi provenienti da tutta Italia hanno discusso sulla retribuzione, introdotti al tema dalle magistrali relazioni di illustri professori. Nel pomeriggio del 18 maggio si è poi svolta l’attesissima consegna dei premi che ogni anno l’associazione attribuisce per le migliori tesi di laurea e dottorato, intitolati alla memoria, rispettivamente, di Ludovico Barassi e Francesco Santoro Passarelli, grandi giuristi del passato che hanno dato lustro al Diritto del lavoro. l premio “Santoro Passarelli” è stato invece assegnato a Roberto Pettinelli, già laureato in Giurisprudenza dell’Università Cattolica , che ha conseguito in largo Gemelli il dottorato di ricerca in “Diritto del lavoro e relazioni industriali” con la dissertazione “La gestione del dissenso collettivo. Fondamento e limiti del principio di maggioranza tra valorizzazione del dettato costituzionale e rafforzamento dell'ordinamento intersindacale”, scritta sotto la guida del professor Vincenzo Ferrante , ordinario di diritto del lavoro della facoltà di Giurisprudenza. Questi importanti riconoscimenti testimoniano non soltanto la bravura di Cecilia e Roberto, ma anche la vitalità della scuola di diritto del lavoro della Cattolica, che, anche dopo la scomparsa di un maestro come Mario Napoli (1945-2014), continua a formare giuslavoristi eccellenti.

 

Aljcia, storia di straordinaria solidarietà

La diciottenne polacca, da nove anni in Italia, potrà iscriversi in Cattolica grazie alla generosità dei lettori del Giornale di Brescia, che ha raccontato la sua storia. by Antonella Olivari | 04 ottobre 2018 C’era anche Aljcia al Welcome day di Scienze politiche e sociali della sede di Brescia. La studentessa polacca che fino a pochi mesi fa pensava di rinunciare al suo sogno, ora potrà proseguire gli studi all’università grazie al sostegno dei lettori del Giornale di Brescia, il primo quotidiano della città, e alla disponibilità dell’Università Cattolica. Una ragazza così brava e motivata non poteva fermarsi e si è messa in moto la solidarietà dei bresciani, fra i quali i colleghi di lavoro e la cooperativa sociale dove lavora come centralinista, che ha consentito ad Aljcia di iscriversi e di coprire i costi della prima rata. Se studenti così meritevoli ci scelgono, non possiamo che esserne orgogliosi» ha detto il preside della facoltà di Scienze politiche e sociali Guido Merzoni , durante l’incontro al Giornale di Brescia con la direttrice Nunzia Vallini . Ora toccherà a lei, al suo impegno e alla sua determinazione dimostrare che questi sforzi non sono stati vani e accedere anche alla borsa di studio che Educatt, l’Ente per il diritto allo studio della Cattolica, mette a disposizione degli gli studenti meritevoli e bisognosi. Aljcia ha già aperto i primi libri in adozione al corso e vedrà di non far tardare troppo il taglio della prima torta che la redazione del Giornale di Brescia le ha chiesto di tagliare per ogni esame che supererà.

 

Dell’Aringa, una vita a riformare il lavoro

I temi che caratterizzano la sua ampia produzione scientifica e pubblicistica spaziano dalla disoccupazione alle disuguaglianze nei redditi, dai salari all’inflazione, dalla produttività delle imprese alla organizzazione del lavoro, con un’attenzione e una conoscenza profonda dei dettagli istituzionali che regolano il funzionamento del mercato del lavoro. Un percorso di riforma, quello del mercato del lavoro, che ha seguito, commentato e indirizzato avendo come scopo non solo quello di tutelare i lavoratori e le lavoratrici, ma anche categorie spesso non sufficientemente rappresentate nel confronto politico come i giovani e i disoccupati. Ha creato, forse anche senza averne l’intenzione, una scuola di economisti del lavoro che al rigore metodologico uniscono attenzione agli aspetti istituzionali del mercato del lavoro e l’importanza di tradurre i risultati in prescrizioni di politica economica per il miglioramento del benessere sociale. Nel 1985 fonda il Creli (Centro di Ricerche Economiche per i problemi del Lavoro e dell’Industria) un centro di ricerche economiche dell’Università Cattolica di cui diventa direttore e che dirige per molti anni. Nella seconda metà degli anni 80 è tra i fondatori dell’Associazione Italiana degli Economisti del Lavoro (Aiel), di cui sarà anche presidente dal 1985 al 1991. Dal 1993 al 1995 è stato componente del consiglio direttivo dell’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale nel pubblico impiego) di cui nel 1995 è divenuto presidente, carica che ha mantenuto fino al 2000. È stato autore di numerosi articoli sui temi del lavoro e delle relazioni industriali apparsi sui principali quotidiani nazionali, e in particolare sul Sole 24ore di cui è stato editorialista dal 2003.

 

Migrazioni, il lavoro che m(n)obilita

summer school 2018 Migrazioni, il lavoro che m(n)obilita Fanno i lavori che gli italiani non vogliono più svolgere ma in un quadro di precarizzazione sono divenuti ingranaggi di un circolo vizioso di un peggioramento delle condizioni di lavoro e reddito. Era l’obiettivo della Summer School “ Mobilità umana e giustizia globale ” 2018 , che si è tenuta quest’anno a Santa Maria di Leuca. Il fenomeno migratorio pone una varietà di sfide ai mercati dell’Unione Europea, chiamati a verificare le proprie capacità di inclusione; d’altro canto appare però indiscutibile che, superando gli attuali (e troppo spesso inefficaci) modelli dell’integrazione, il beneficio apportato da questi attori economici sarebbe straordinario. La straordinaria adattabilità dei migranti - sottolinea Laura Zanfrini al termine della IX edizione della scuola - li ha resi i candidati ideali per occupare quei lavori che gli italiani non volevano più fare rendendoli una risorsa strutturale per il funzionamento della nostra economia e della nostra società. E conclude affermando che «garantire l’uguaglianza delle opportunità e le condizioni di un lavoro decente e dignitoso per tutti è dunque un passaggio fondamentale per valorizzare il potenziale dell’immigrazione e promuovere una convivenza pacifica e solidale». Quest’ultimo comincia invece da piccoli step, è localizzato, sostenibile, non è solo di qualcuno, ma di molti e ovviamente necessita di una congiunzione socio-politica virtuosa. Nel panorama delle iniziative formative dedicate al fenomeno delle migrazioni internazionali, la Summer School si distingue per il fatto di condurre l’analisi della mobilità umana all’interno di una riflessione più ampia, che comprende la questione della giustizia in tutte le sue implicazioni (economiche, politiche, sociali, culturali ed etiche).

 

Lavoro, il valore della laurea

Meeting di Rimini Lavoro, il valore della laurea Il titolo di studio universitario si conferma un ottimo investimento per raggiungere migliori opportunità professionali ma è sempre più importante investire in orientamento, stage , soft skill e placement . Parla il prorettore Antonella Sciarrone Alibrandi 22 agosto 2018 di Antonella Sciarrone Alibrandi * In un quadro di grandi trasformazioni, il titolo di studio universitario si conferma sempre più centrale nella ricerca di lavoro da parte dei giovani. Molto spesso il tema dell’inserimento professionale dei giovani ruota attorno all’esigenza di coerenza tra il percorso di studi e il profilo occupazionale del neo-lavoratore. Una centralità peraltro di rilievo anche nell’agenda europea, a partire dalla strategia di Lisbona del 2000 e poi nella strategia Europa 2020, ove emerge l’obiettivo dell’UE di puntare sullo sviluppo di una società della conoscenza attraverso l’investimento sul capitale umano e la costruzione di un sistema di life long learning . Tra i progetti avviati negli ultimi anni può essere ricordato l’investimento fatto con riguardo ai servizi legati all’orientamento professionale nell’ambito del programma europeo Garanzia Giovani , volto a promuovere il reinserimento formativo e lavorativo dei Neet , ossia dei giovani che né studiano né lavorano. L’importanza dell’orientamento è dettata, inoltre, dalla necessità di analizzare i recenti fattori di cambiamento del mondo del lavoro, nonché il modo in cui sta mutando la configurazione di alcuni mestieri, particolarmente di quelli più tradizionali. Altrettanto attuale è poi la sfida all’internazionalizzazione dei percorsi di formazione e il potenziamento del learning by doing , attraverso un rafforzamento di stage , esperienze di studio/lavoro e occasioni reali di traduzione del sapere teorico in abilità professionali.

 

Libri, nuovi lavori tra le pagine

cattolicapost Libri, nuovi lavori tra le pagine Altro che crisi: in Italia il mercato dell’editoria libraria è due volte quello dei quotidiani, cinque volte quello della musica e è secondo solo a quello delle pay tv. I numeri dicono che l’editoria libraria è un settore che offre molte opportunità lavorative a giovani competenti e appassionati. Il mercato del libro è due volte quello dell’editoria quotidiana, quasi quattro volte quello del cinema di sala o dei videogiochi, cinque volte quello della musica, ed è secondo solo al mercato delle pay tv . E se è vero che i “ bestselleroni ” sono sempre più rari, è anche vero che si moltiplicano i microseller e si creano le nicchie di interesse più varie. Un mondo composito, fatto non solo di romanzi, ma anche di libri per ragazzi, fumetti, manuali, saggi, libri scolastici, in fermento grazie alle sperimentazioni sul digitale e alla moltiplicazione dei percorsi di formazione, testi universitari, giuridici, scientifici e tecnici. Netfilx & co ., accusati di sottrarre tempo alla lettura, sono sempre più affamati di storie e dunque interlocutori sempre più frequenti di autori ed editori che alle case di produzione e alle tv propongono contenuti. Diretto dal professor Edoardo Barbieri , progettato e coordinato da Paola Di Giampaolo , il master è aperto a laureati di tutte le facoltà, umanistiche, giuridiche ed economiche, che vogliano fare dell’amore per la lettura e la scrittura la propria professione.

 

Comunicazione, specializzarsi non basta

MEETING DI RIMINI 2018 Comunicazione, specializzarsi non basta Crescono le opportunità di lavoro ma c’è bisogno di più stabilità. Se dunque le professioni della comunicazione sono cresciute in modo ipertrofico; se orientarsi al loro interno è diventato difficile, persino per chi già vi opera, in modo del tutto inopinato esse evidenziano dei tratti comuni, un plesso di competenze e di attitudini che le tagliano trasversalmente . Poi la padronanza dei linguaggi mediali e primo fra tutti del linguaggio audiovisivo: sia che si debba realizzare un contenuto, sia che lo si debba gestire, collocare strategicamente e promuovere, la conoscenza dei linguaggi è un fattore chiave e una competenza irrinunciabile. Ancora, un ampio retroterra di conoscenze : si parla da tempo della strategicità delle humanities, della crucialità del contributo che sono in grado di offrire a tutti i settori della produzione: questo vale tanto più nel caso delle professioni della comunicazione. Un consumo culturale ampio, articolato, che spazi attraverso arti, prodotti e performance diverse è un elemento fondamentale, una parte essenziale del capitale di conoscenze e di risorse che un professionista è tenuto a mettere in campo. Nell’ambito delle professioni della comunicazione queste ultime sono considerate un patrimonio ovvio, a fronte naturalmente di un percorso di studi dedicato e auspicabilmente di un portfolio di attività e di esperienze già maturate durante il periodo di formazione. La professoressa Mariagrazia Fanchi , docente di Strategie e linguaggi della comunicazione mediale, facoltà di Lettere e Filosofia , direttrice dell’ Alta Scuola in Media, comunicazione e spettacolo (Almed) , interverrà v enerdì 24 agosto alle 18.40 sul tema “ La materia oscura.

 

Università e lavoro, cambio d’epoca

MEETING DI RIMINI 2018 Università e lavoro, cambio d’epoca Gli Atenei, per affrontare questa fase di cambiamento strutturale, devono tornare a educare, insegnando ai giovani a scoprire il nesso tra particolare e universale. Nell'ambito del Meeting di Rimini parla il direttore Area ricerca e sviluppo Mario Gatti 20 agosto 2018 di Mario Gatti * Per motivi professionali ho spesso modo di interfacciarmi sia con giovani in cerca di lavoro sia con aziende ed enti che hanno bisogno di selezionare risorse umane. E la prima osservazione che mi sento di fare è che il lavoro in sé è cambiato . Quello tradizionalmente inteso risponde sempre meno alle richieste del mercato; le società di consulenza hanno cambiato la modalità di reclutamento delle risorse e l’irrompere del digitale su vasta scala ha trasformato i processi lavorativi (e anche formativi). Che idea hanno del lavoro? Desiderano ancora lavorare nelle cosiddette aziende tradizionali? Qual è, invece, la concezione dei manager e degli imprenditori? Le aziende sono “ open ” per i giovani? Quali i requisiti e le competenze imprescindibili oggigiorno? Ha ancora senso parlare di competenze tecniche o verticali? Se le parole chiave del mercato del lavoro tradizionale erano “conoscenza”, “specializzazione”, “verità oggettiva” e “pianificazione a lungo termine”, il nuovo paradigma del lavoro innovativo è caratterizzato da “comprensione”, “complessità”, “valori propri del soggetto” e “flessibilità”. Questo farà sì che i nostri laureati siano veramente smart e dotati di un solido bagaglio culturale e valoriale che permetta loro di entrare nel mondo del lavoro non solo ricchi di competenze verticali ma con la capacità di osservare e inserirsi in questo cambio d’epoca.

 

Un coach virtuale per chi cerca lavoro

MEETING DI RIMINI 2018 Un coach virtuale per chi cerca lavoro Con Jobiri l’Ateneo mette a disposizione di studenti e laureati un consulente di carriera che aiuta a definire obiettivi professionali, costruire cv e allenarsi ai colloqui. Si potrà testare allo stand Unicatt al Meeting di Rimini 12 luglio 2018 Simulare un colloquio di lavoro davanti al proprio pc o cellulare, ricevendone in cambio consigli utili su espressioni, gesti e posture da usare o evitare quando si è di fronte a un vero recruiter. L’Università Cattolica la propone ai suoi studenti e ai suoi laureati proiettati nel mondo del lavoro grazie a Jobiri , la piattaforma sviluppata da Claudio e Roberto Sponchioni ( nella foto a sinistra ), che ha già sfiorato in pochi mesi i 6.000 accessi. Jobiri , startup innovativa a vocazione sociale, è nata proprio con questo intento: mettere a disposizione di chiunque un consulente di carriera intelligente, così che nessuno sia lasciato più solo nella ricerca di un lavoro. lavoro #placement #jobiri Facebook Twitter Send by mail RIMINI, LO STAND DELLA CATTOLICA L’Università Cattolica anche quest’anno sarà presente alla 39° edizione del Meeting per l’Amicizia fra i popoli, che ha come titolo “Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l'uomo felice”. Claudio Sponchioni , fondatore di Jobiri, - la piattaforma basata su algoritmi di intelligenza artificiale proprietari, adottata dall’Università Cattolica per i propri studenti e laureati - interverrà martedì 21 agosto alle 11.40 sul tema “Trovare lavoro con l'intelligenza artificiale: il caso Jobiri” . ALUMNI UCSC AL MEETING L’edizione 2018 del Meeting, nel contesto di “MeshArea” , rappresenta un’importante opportunità per tutti gli Alumni dell’Università Cattolica: partecipando alle attività e ai talk, gli ex studenti potranno approfondire le proprie conoscenze e interessi in ambito professionale e accedere alle iniziative legate al mondo del lavoro.

 

A Rimini per parlare di lavoro

ateneo A Rimini per parlare di lavoro Al Meeting per l’Amicizia fra i popoli , dal 19 al 25 agosto , l’Università Cattolica sarà presente con uno stand collocato nella MeshArea e promuoverà tredici dei 140 Talk in programma. luglio 2018 L’Università Cattolica anche quest’anno sarà presente alla 39° edizione del Meeting per l’Amicizia fra i popoli , che ha come titolo “ Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l'uomo felice ”. Alla kermesse riminese in programma dal 19 al 25 agosto , l’ateneo presenterà, oltre ai suoi campus e all’offerta formativa, la Community Alumn i e i vari Cattolica per . All’interno di MeshArea saranno promossi circa venti incontri giornalieri per sette giorni con agili Talk da 20 minuti, per favorire l’interazione con i relatori. Nell’ambito dei 140 Talk di quest’area ci saranno anche tredici interventi di docenti e relatori legati all’Ateneo ( scarica il calendario ). Allo stand dell’Università Cattolica si potrà testare in prima persona le potenzialità di Jobiri in compagnia del suo ideatore. Infine, sarà a disposizione una postazione per “testare” Jobiri , il primo consulente di carriera digitale intelligente, attraverso il portale Stage&Placement d’Ateneo.

 

Famiglia-lavoro, basta retorica

Questo vuol dire che le famiglie si trovano soprattutto ad affrontare problemi legati alla cura degli anziani, specie se non autosufficienti» afferma il professor Riva, che coordina l’organizzazione della conferenza internazionale. All’interno delle aziende le politiche per la conciliazione sono poco diffuse, soprattutto in quelle più grandi, che hanno forza lavoro qualificata e che impiegano un’alta quota di lavoro femminile. Si dice che molta enfasi è posta sull’importanza della famiglia, ma i servizi dati alla famiglia perché eserciti questo suo ruolo di cura sono molto pochi. Se si guarda invece ad altri Paesi, come il Regno Unito, si vede che si è seguito negli anni un’altra tipologia di intervento, che è quella garantita dalle imprese». Quali sono i Paesi europei che gestiscono meglio la conciliazione? «Sul piano delle politiche pubbliche i Paesi del nord Europa sono oggetto di studio da 30 anni a questa parte. In che senso? «C’è stata la riforma per i giorni di congedo parentale concessi al padre: in gran parte dei Paesi europei c’è una quota di congedo parentale riservata per diritto al papà, talvolta è anche un obbligo che stia a casa. Incoraggia, inoltre, una riflessione critica sui temi dell’uguaglianza e della diversità con l’obiettivo di promuovere la diffusione di nuove politiche e pratiche, sia da parte dell’attore pubblico che delle organizzazioni e delle imprese del privato.

 

Hego, gli occhi del web sul campo

Il progetto, cresciuto nello spazio di coworking ConLab dell’Ateneo, si è già trasformato in Srl, come l’ultima nata Miscanthus by Matteo Zorzoli | 18 maggio 2017 Una piattaforma di condivisione di video e contenuti multimediali legati allo sport. A ideare e progettare tutto questo sono stati tre studenti della facoltà di Economia dell’Ateneo, Stefano Anastasia , Lorenzo Fiorito , Pio Fiorito , uno della Facoltà di Scienze Politiche della Statale di Milano, Marco Andriani , e uno del corso di Management della Bocconi, Roberto Iannaccone . ConLab ha consentito loro di applicare le nozioni del marketing tradizionale al business model di Hego, grazie al corso di formazione di un esperto del settore. In questo laboratorio creativo per start-upper in erba, promosso dall’Area Ricerca e Sviluppo dell’Ateneo e da Ilab, si è formato anche Miscanthus Project , che punta alla produzione di energia elettrica pulita e a impatto zero attraverso l’utilizzo di una preziosa pianta tropicale, il Miscanthus. Il lungo iter burocratico che hanno intrapreso, anche grazie all’aiuto e alla contaminazione con altri gruppi di startupper, ha portato Miscanthus a costituire una Srl all’inizio di maggio ed essere riconosciuto come start-up innovativa dal Registro delle Imprese con il nome di Planeta Renewables . Stimolare la contaminazione tra studenti di discipline diverse, offrire una serie di corsi di formazione specifici e promuovere la cultura dell’imprenditorialità e dell’innovazione sono, infatti, i tre obiettivi del progetto di formazione. I team potranno essere composti da studenti iscritti a Corsi di laurea, Scuole di dottorato, Master o Summer/Winter School dell’Università, laureati da non più di due anni, dottori di ricerca da non oltre un anno, e da un esterno all’Ateneo per ogni gruppo.

 

Università e lavoro, i consigli degli esperti

Stage e placement Università e lavoro, i consigli degli esperti Dieci professionisti di diversi settori lavorativi e imprenditoriali hanno incontrato gli studenti nel corso della prima edizione del Career Day della sede di Brescia. Gli studenti e i laureati di tutte le facoltà e corsi di laurea hanno incontrato recruiter e manager aziendali ed hanno presentato personalmente la propria candidatura. Mente aperta e propensione a fare nuove esperienze sono le attitudini fondamentali che gli studenti devono avere secondo Andrea Busato di Safilo Group: «Occorre essere pronti ai cambiamenti: quando il treno delle occasioni passa, bisogna accoglierlo e sopravvivere alle novità». Il consiglio di Lorenzo Dornetti di AGF Group, è invece quello di «partire sempre dalla realtà: oggi una posizione lavorativa su tre riguarda il settore Sales & marketing, pertanto anche chi sta effettuando un percorso di studi diverso dovrà fare i conti con questo fattore». Sul “Dovere di sapere e il desiderio di conoscere” si è incentrato l’intervento di Stefano Scarpa che agli studenti ha detto: «Occorre crederci, impegnarsi e provarci ma evitate sempre le scorciatoie. Quello che ha fatto Adelaide Corbetta di Adicorbetta, unica donna fra i relatori, come ha tenuto a sottolineare, che ha incalzato gli studenti a studiare la grammatica, fondamentale nell’attività di comunicazione. carriera #orientamento #lavoro #futuro #aziende #careerday Facebook Twitter Send by mail LE TESTIMONIANZE Il Career Day della sede di Brescia dell'Ateneo è stato aperto dalle testimonianze di dieci professionisti e imprenditori , coordinati da Alberto Albertini , curatore dell’evento.

 

A Brescia il primo Career day

Gli studenti e i laureati di tutte le facoltà e di tutti i corsi di laurea, provenienti anche da altre università, potranno incontrare gratuitamente recruiter e manager aziendali e presentare personalmente la propria candidatura agli stand delle aziende. Su prenotazione potranno partecipare ad attività formative ( Training point ), sia individuali che di gruppo, riguardanti la digital reputation, simulazione del colloquio di selezione, speed interview, consulenza one to one settore IT, soft skills. “Il dovere di sapere, il desiderio di conoscere” è il titolo scelto da Stefano Scarpa , partner di Egon Zehnder, una grande società di consulenza e selezione del personale, per illustrare agli studenti questa eterna rincorsa verso una conciliazione ideale. Le qualità che Lorenzo Dornetti , Ceo di AGF Group, esperto di neurovendita, il sistema per le vendite basato sulle neuroscienze, declinerà nei ruoli Vendite e Marketing che in Italia occupano ormai una posizione su tre nei motori di ricerca del personale. Antonio Bartesaghi , Ceo di Omet Group di Lecco, porta un esempio straordinario di diversificazione manifatturiera con stabilimenti in Italia, Cina, Spagna, Stati Uniti e Repubblica Ceca, mentre Andrea Busato , Sales Operations Director del gruppo Safilo, racconterà il cambio di direzione della propria carriera a 40 anni. Uno sezione del career day sarà dedicata all’ area del non profit di cui si parlerà nell’incontro organizzato dal corso di laurea in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane dedicato soprattutto agli studenti che concludono il ciclo triennale in Scienze della formazione. Al Career Day verranno raccontate tutte storie vere e concrete, di persone che mostreranno cosa succede nel mondo e nel lavoro, un esempio virtuoso per gli studenti e neolaureati che si stanno affacciando al mondo del lavoro.

 

Career Day, appuntamento a Roma

POLO GIOVANNI XXIII Career Day, appuntamento a Roma Giovedì 18 maggio torna nella sede romana dell'Ateneo l'evento che accorcia le distanze col mondo del lavoro. Studenti e laureati potranno incontrare recruiter e manager aziendali, proponendo la propria candidatura per una nuova esperienza lavorativa. maggio 2017 Il Career Day torna anche nella sede di Roma giovedì 18 maggio (ore 9.30-16.00). Al Polo “Giovanni XXIII”, studenti e laureati di Roma, e di tutta Italia, potranno incontrare recruiter e manager aziendali, proponendo la propria candidatura a una nuova esperienza lavorativa. La giornata sarà ricca di occasioni per colloqui di approfondimento one-to-one, ma anche di attività dedicate all’‘allenamento’ delle proprie competenze trasversali. Si corona così il percorso di orientamento professionale offerto dal Servizio Stage e Placement della sede romana nel corso dell’anno 2016-2017. lavoro #careerday #recruiter #professioni Facebook Twitter Send by mail.

 

Borse di studio per ricordare Mario Napoli

milano Borse di studio per ricordare Mario Napoli Sono state consegnate a due neolaureati per iniziativa delle facoltà di Giurisprudenza e di Economia, con il contributo della Cisl, in memoria del giuslavorista dell’Ateneo. L’evento si è tenuto il 22 maggio nell’Aula Pio XI dell’Università Cattolica per iniziativa congiunta delle facoltà di Economia e di Giurisprudenza ed è stato l’occasione per la consegna dei premi di laurea dedicati alla memoria di Mario Napoli e Vito Milano . I saluti di apertura, davanti a un folto pubblico e ai familiari del giuslavorista e del sindacalista, sono stati formulati dal preside della facoltà di Giurisprudenza Gabrio Forti , che ha offerto qualche considerazione anche nel merito del saggio, sottolineando la tensione interpretativa del diritto verso la giustizia. La lectio è stata condotta da Roberto Voza , docente di Diritto del lavoro all’Università di Bari, che non ha mancato di ricordare lo scambio culturale sempre vivace intercorso tra la scuola milanese dell’Università Cattolica e quella barese. Nella seconda parte dell’incontro un vivido ricordo di Mario Napoli è stato offerto da Alberto Cova , professore emerito di Storia economica, Giorgio Pastori , emerito di Diritto amministrativo, e Tiziano Treu , emerito di Diritto del lavoro. Nell’ultima parte dell’evento, il presidente della Sezione lavoro del Tribunale di Milano, Pietro Martello , ha consegnato i premi di laurea per le migliori tesi magistrali discusse negli anni 2015 e 2016 in Università Cattolica in materia di Diritto del lavoro e sindacale e di Storia delle relazioni industriali. Il premio Mario Napoli è stato attribuito ex aequo a Chiara Calì (tesi su “Rapporti di lavoro e gruppi d’impresa”) e Giulia Gualdoni (tesi su “Misure di promozione dell’invecchiamento attivo”).

 

Ge.Co laurea i primi studenti

Per i primi quattro “dottori” del nuovo corso di laurea magistrale in Gestione di contenuti digitali per i media, le imprese e i patrimoni culturali il lavoro pare assicurato . Dopo la stage curricolare in azienda, ora è arrivata per tre di loro (una è già proprietaria di un’agenzia di comunicazione) quello extracurricolare e retribuito con prospettiva di assunzione. Ge.co forma professionisti della comunicazione digitale in grado di gestire contenuti narrativi, argomentativi, persuasivi, drammaturgici, grafico-visivi e audiovisivi in primo luogo all’interno del web e dei social media, e quindi all’interno delle rete interconnessa dei media contemporanei. Figure professionali di cui il mercato pare abbia davvero bisogno. geco #comunicazione #studenti #laureati #brescia #lavoro Facebook Twitter Send by mail.

 

Aziende e scuola a caccia di matematici

Brescia Aziende e scuola a caccia di matematici La bresciana Ocs, leader nella creazione di software per banche e finanza, sta facendo scouting fra laureati e studenti della facoltà di Matematica offrendo rapidamente uno sbocco occupazionale. agosto 2017 Non cercano nemmeno lavoro i laureati in matematica della Cattolica poiché sono le aziende a prenotarli prima ancora di giungere alla fine del percorso universitario. E’ quello che ha fatto Ocs di Brescia, società specializzata nello sviluppo di sistemi informativi integrati e nella consulenza per Società Finanziarie e Banche che operano nel mercato retail in Italia ed in Europa con un bilancio da “big data” (30,9 milioni di utili e un netto di 15). Contemporaneamente, le conoscenze matematiche nel mondo del lavoro sono rimaste indietro rispetto a questi sviluppi in ambito informatico; così avere nel proprio staff dei laureati di questo tipo oggi dalle aziende viene considerato un vantaggio in situazioni che spesso sono molto competitive. I matematici sono richiesti e molto apprezzati dai datori di lavoro perché grazie alla loro formazione, hanno la capacità di affrontare i problemi in maniera logica, analitica e creativa e sono in grado di concepire o adattare modelli per le diverse realtà delle aziende. Da anni si parla della mancanza di docenti di matematica; alle superiori sono quasi 700 le cattedre rimaste scoperte, ma è alle medie dove la situazione è da allarme rosso. L’aspetto preoccupante è che “nei prossimi giorni sono previste le nomine in ruolo, ma per quella classe di concorso non ci sarà un numero sufficiente di docenti per ricoprire tutti quei posti rimasti liberi”.

 

Cinque ragioni per investire in formazione

cattolicapost Cinque ragioni per investire in formazione Secondo il rapporto OCSE Education at a glance 2017 l’Italia è tra i Paesi che destinano meno risorse a questo settore. A suonare il campanello d’allarme è il recente rapporto OCSE Education at a glance 2017 , che ci posiziona (anche quest’anno) tra i Paesi che poco investono in formazione, fanalino di coda al pari di Messico e Turchia. Solo il 18% degli italiani è infatti in possesso di un titolo di laurea: l’esatta metà della media dei Paesi OCSE. A preoccupare è anche un altro fenomeno: i Neet , i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano né studiano, raggiungono nel nostro Paese il 26% della popolazione. La fotografia può mutare, in meglio o in peggio, a seconda delle variabili geografiche (nord-sud), di genere (maschi-femmine), di titolo di studio (diploma-laurea) ma la sostanza non cambia. Lavoro inteso come luogo di crescita individuale e sociale, ambito di creatività e di ingegno, trama di relazioni e di soluzioni da ricercare. Investire in formazione, partecipare a un master, frequentare corsi di aggiornamento, significa anche diventare più competitivi nel mercato del lavoro, acquisire quelle skills che fanno la differenza, aumentare la propria employability e risultare interessanti per i datori di lavoro.

 

Lavoro per l’uomo. E non viceversa

Analisi e proposte in occasione della 48a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani ” ( Vita e Pensiero ) propone in alternativa al codice della contrapposizione , che ha minato la sostenibilità delle nostre economie, il codice dell’equità e della solidarietà, tra generi, tra generazioni, tra persone con diversa provenienza e diverso background socio-culturale . Equità tra generazioni A una relazione tra giovani e mercato del lavoro identificata con la brutta metafora della rottamazione - ovvero l’idea che occorra favorire il pensionamento dei lavoratori maturi per fare spazio ai giovani - va opposto il principio dell’equità generazionale . Solo in questo modo diventa possibile affrancare i giovani da una lettura della disoccupazione e della sottoccupazione giovanili in termini di destino condiviso da un’intera generazione, alimentando una sorta di “mito incapacitante” che ne ingessa le capacità progettuali. Equità di genere e conciliazione È una questione emblematica e rimanda alla cesura tra sfera della produzione e sfera della riproduzione, che s’è imposta insieme alla società industriale. L’esclusione dei lavoratori stranieri dal sistema di diritti e tutele edificato nel corso del XX secolo potrebbe prefigurare scenari allarmanti per società che, troppo spesso, sentono di non aver più bisogno di tutti i loro abitanti; o di averne bisogno solo a determinate condizioni . A dare legittimità all’impresa oggi non può essere solo il risultato economico ma anche una nuova idea di valore che incorpora finalità sociali, grazie alla presenza di coordinate etiche che guidano l’organizzazione e bilanciano, mitigandoli, i driver di efficienza ed efficacia . CATTOLICI E LAVORO, UNA PROSPETTIVA STORICA Un’altra iniziativa sul tema del lavoro è in programma negli stessi giorni della Settimana sociale dei cattolici italiani di Cagliari.

 

Cenerentola stagista a Hong Kong

UCSC International Cenerentola stagista a Hong Kong Maddalena Duò , laureanda magistrale di Economia, ha raccontato in aula magna il suo stage alla Camera di Commercio della metropoli asiatica: come l’eroina della fiaba, dopo la fatica iniziale, è andata al ballo, stimata e valorizzata. Guarda il video 19 ottobre 2017 Non è stata semplicemente una favola a lieto fine quella che Maddalena Duò , laureanda magistrale della facoltà di Economia, ha vissuto a Hong Kong e Macao . Lo stage alla Camera di Commercio è stato una lezione di vita, che Maddalena ha deciso di raccontare, facendosi aiutare dalla fiaba di Cenerentola, nel corso dell’ International Day dello scorso 12 ottobre, in aula magna a Milano. Siamo noi che attraverso un atteggiamento positivo e propositivo possiamo creare armonia sul posto di lavoro. Alla fine dei tre mesi di stage, come Cenerentola, sono andata al ballo: mi sono sentita stimata, valorizzata e mi si sono aperte nuove opportunità lavorative a Hong Kong. Ho capito che a parità di livello di istruzione ciò che fa la differenza sono le esperienze fatte e le soft skills acquisite. Possiamo cambiare le cose se impariamo a essere come Cenerentola: sempre gentili e con una buona dose di coraggio».

 

Lombardia e globalizzazione

by Bianca Martinelli | 07 dicembre 2017 350 miliardi di Pil all’anno prodotti in Lombardia, di cui 35-36 mila miliardi di euro nella sola provincia di Brescia. “Non si tratta di dati forniti per stupire, impressionare o dare adito a ipotesi di autonomie, ma di informazioni che è fondamentale conoscere per comprendere il contesto economico e sociale in cui siamo inseriti e agiamo quotidianamente”. “Un contesto fatto da ben 109mila imprese, di cui 16mila manifatturiere, è la nostra cornice di riferimento” ha proseguito Tedeschi prima di passare la palla all’Assessore allo sviluppo economico della Regione Lombardia con delega al Turismo, Mauro Parolini . “Pensare all’economia oggi, non può prescindere dal ragionare in termini di cambiamento dettato da innovazione tecnologica, digitalizzazione e globalizzazione, le quali permettono di creare relazioni informative che hanno mutato moltissimo il settore economico nella sua totalità. Si tratta di opportunità enormi, ma anche di rischi concreti, e per difendere la propria autonomia e la propria esistenza all’interno di un mercato che oggi è mondiale le nostre imprese devono fare rete. A Brescia si sono registrate più di 10mila presenze all’anno in termini di turisti che vengono e soggiornano almeno una notte in città, con un aumento del Pil derivato del 6-7%. Come si traduce tutto ciò in termini di occupazione e posti di lavoro? “Il presente e il futuro ci impongono di sostituire i posti di lavoro tolti da tecnologia e automazione, rimpiazzandoli con altri.

 

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