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Lavoro e aziende alla prova del giorno dopo

Economia Lavoro e aziende alla prova del giorno dopo Il giuslavorista Michele Faiol i commenta le misure prese dal Governo e dall’Europa chiedendo di pensare non solo all’emergenza ma a quando rialzeremo le saracinesche. Il 50% delle imprese non ci sarà più e il mercato del lavoro non sarà più lo stesso by Paolo Ferrari | 19 marzo 2020 «La vera sfida che abbiamo davanti è quella di ricostruire. Per il professor Michele Faioli , docente di Diritto del lavoro alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica bisogna scegliere con convinzione la fatica del pensiero lungo per superare lo tsunami generato dal Coronavirus. Come prepararsi a questo nuovo mercato del lavoro? «Un ruolo importante lo gioca l’Europa, che deve fare di più. Senza aspettarsi grandi riforme che richiederebbero anni, in base ai Trattati attuali bisogna incidere su politiche per la concorrenza, politiche economiche e politiche sociali, oltre che su politiche per la sicurezza sul lavoro. Qual è la terza misura? «La terza seszione, che mi pare d’interesse estremo e che molti hanno sottovalutato, è che viene introdotto un premio retributivo per coloro che stanno in fabbrica. Una somma piccola che viene defiscalizzata al datore di lavoro ed è un modo per premiare coloro che sono costretti a stare sul posto di lavoro».

 

La lezione di Pierre Cahuc per ricordare Carlo Dell’Aringa

MILANO La lezione di Pierre Cahuc per ricordare Carlo Dell’Aringa Il salario minimo in Europa è il tema della lectio magistralis dell’economista francese intitolata alla memoria dell’emerito dell’Università Cattolica 11 novembre 2019 Una lezione per ricordare Carlo Dell’Aringa. Il salario minimo in Europa: sarà il tema al centro della Lectio cathedrae magistralis di Pierre Cahuc , docente di Economia a Sciences Po di Parigi, e attento osservatore delle dinamiche del mercato del lavoro. Lunedì 18 novembre , alle ore 16.00 , dopo i saluti del rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Franco Anelli e l’introduzione di Claudio Lucifora , docente di Economia politica, Pierre Cahuc nell’ Aula Pio XI pronuncerà la sua relazione dal titolo Minimum Wages in Europe . Assieme ai bassi salari, l’economista francese si concentrerà anche su altri aspetti, per esempio come prevenire le disuguaglianze dei lavoratori più poveri e la diffusione del lavoro povero. Tutti temi di grande attualità anche in Italia, dove esistono due disegni di legge, già in fase di avanzata discussione in Parlamento, il cui intento è introdurre anche nell’ordinamento italiano un salario minimo legale», spiega il professor Lucifora. Cahuc, alla luce dell’esperienza francese, dove il salario minimo legale è presente da diversi decenni, indicherà quali sono le cautele da adottare per gestire uno strumento così importante e delicato per il benessere dei lavoratori, le disuguaglianze e l’occupazione». La commissione ha poi deciso di attribuire una speciale menzione ad altre due tesi di laurea, altrettanto meritevoli: sono quelle di Antonella Musillo e di Claudio Luccioletti , rispettivamente laureati all’Università Cattolica e all’Università Alma Mater di Bologna.

 

Scuola lavoro, l’alternanza cresce

ateneo Scuola lavoro, l’alternanza cresce In un anno ha fatto registrare un balzo del 65% di studenti accolti nel nostro Ateneo, tra inserimento negli uffici e attività didattiche dei docenti con alcuni dei 96 istituti coinvolti. Quella che è ormai una realtà per il sistema scolastico italiano, lo è in modo evidente anche per il nostro Ateneo che, a partire dalle prime sperimentazioni dell’anno 2014-2015, ha incrementato sempre più questa forma di collaborazione con gli istituti superiori. Basti pensare che in un solo anno ha fatto registrare un balzo superiore al 65% di studenti accolti in tutti i campus dell’Atene o. Nell’anno accademico 2017-2018 sono stati 1.137 a fronte dei 687 del 2016-2017, mentre le scuole coinvolte sono aumentate da 68 a 96. Il primo canale è quello dell’ inserimento degli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori negli uffici e nei serviz i dell’Università: dal Centro di Ateneo per la solidarietà internazionale (Cesi) all’Ufficio Stampa e media, dall’Ufficio internazionale alla biblioteca, dalle risorse umane all’editrice Vita e Pensiero. Lo conferma Simone Robbiati , 18 anni, studente del Liceo classico “Maiorana” di Desio (Mi), che è al secondo anno di Alternanza in Università Cattolica: «L’anno scorso sono stato accolto nell’Ufficio comunicazione e quest’anno in Biblioteca. L’iniziativa aveva lo scopo di sviluppare negli studenti del triennio del Liceo Classico competenze relative al loro ruolo di Tutor nei confronti degli studenti che, nel biennio, presentano difficoltà su alcune materie e si proponeva di potenziare nei tutor liceali alcune abilità che favorissero il loro operato. Come ha detto una di loro: «Grazie a questo progetto abbiamo avuto l’opportunità di metterci in gioco direttamente e di acquisire maggiori consapevolezze su di noi, nel ruolo di tutor».

 

La Cattolica piace alle aziende

L’indagine definisce le migliori università al mondo secondo i recruiter delle aziende tra i 3.800 atenei presi in considerazione. A livello mondiale, Università Cattolica si posiziona nella top 100 attestandosi al 67° posto. Nell’indicatore Employer Reputation , basato su un sondaggio di quasi 30.000 recruiter ai quali è stato chiesto di indicare da quali università preferiscono assumere talenti, l’Università Cattolica si attesta invece, al terzo posto in Italia, subito dopo il Politecnico di Milano e il Politecnico di Torino. A livello mondiale, l’Ateneo di largo Gemelli figura nella top 150, al 118° posto. Università Cattolica conferma la sua vocazione nel formare studenti in grado di fare la differenza nel mercato del lavoro sia a livello italiano che internazionale» afferma Pier Sandro Cocconcelli , delegato del rettore per l’Internazionalizzazione. In Italia siamo il primo ateneo onnicomprensivo sia per numero di partnership con le aziende sia per capacità attrattiva dei nostri talenti per il mercato del lavoro e siamo preceduti solo da due atenei specialistici. Il 67° posto a livello internazionale ottenuto nel ranking degli atenei con più partnership con le aziende attesta l'efficacia della nostra offerta formativa e di stage sviluppata negli anni attraverso partner prestigiosi a livello globale».

 

Terzo settore, riforma sotto la lente

piacenza Terzo settore, riforma sotto la lente Il sottosegretario al ministero del Lavoro Luigi Bobba lunedì 6 marzo a Piacenza chiuderà la giornata di studi sulla legge delega 6 giugno 2016/106. Intervengono, tra gli altri il rettore Franco Anelli e il professor Stefano Zamagni 01 marzo 2017 Mettere ordine e semplificare il terzo settore , definendone il quadro di azione, armonizzandone le norme con un Codice specifico, prevedendo un unico Registro nazionale, rivedendo la normativa sull’impresa sociale, istituendo il servizio civile universale. La legge delega del terzo settore approvata nel maggio scorso da tempo al governo fino al giugno di quest’anno per dare attuazione effettiva a questi principi attraverso i decreti legislativi delegati. Verrà inoltre esposto il punto di vista dell’Ordine Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (tramite un rappresentante del Consiglio Nazionale). La sessione pomeridiana, coordinata dal professor Pier Antonio Varesi, mira a esaminare le problematiche e le prospettive della riforma del terzo settore dal punto di vista degli attori del sistema. Stefano Zamagni , già docente di economia politica all’Università di Bologna; Elena Zuffada , docente di economia aziendale alla sede di Piacenza dell’Università Cattolica di Piacenza; Giorgio Fiorentini , docente Senior di economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche all’Università Bocconi. Luigi Bobba , Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha promosso la riforma ed è attualmente il punto di riferimento del Governo per la sua attuazione.

 

Job Pricing, studiare in Cattolica conviene

ateneo Job Pricing, studiare in Cattolica conviene I risultati del rapporto focalizzato sulle retribuzioni dei laureati, che analizza le prospettive di carriera offerte dagli atenei italiani. Un valore che supera dell’8% la media nazionale. L’Università Cattolica sale al secondo posto (escludendo il Politecnico di Milano) sia nella fascia di laureati tra i 35 e i 44 anni (con una retribuzione annua lorda di 44.307 euro), sia nella fascia tra i 45 e i 54 anni, toccando uno stipendio lordo di 61.040 euro. Ma il dato più interessante è l’incremento retributivo percentuale tra l’ingresso nel mondo del lavoro e gli anni centrali della propria carriera. L’Università Cattolica, con un +87%, registra il balzo in avanti maggiore tra la retribuzione nella fascia 25-34 anni e quella 45-54, salendo sul gradino più alto del podio degli atenei italiani. Dal rapporto Job Pricing emerge, comunque, che, a prescindere dalle differenze tra le varie università, prendere un titolo accademico conviene ancora: sul piano del reddito lordo annuo medio, i laureati superano di 11.900 euro i diplomati (39.730 euro contro 27.849). jobpricing #lavoro #retribuzione #stipendio Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Stage, una card per la banca

milano Stage, una card per la banca Per molti studenti del master Credit Risk Management il tirocinio professionale è un palcoscenico privilegiato per affacciarsi sul mondo del lavoro. Lo stage è un palcoscenico privilegiato perché offre la possibilità di poter vedere i ragazzi al lavoro e di poterne conoscere il loro valore professionale» afferma il manager che è anche docente al master Credit Risk Management (Crerim) dell’Università Cattolica. Negli anni, ho avuto in stage in Unicredit alcuni di questi profili ed è stata un’esperienza più che positiva: si sono rivelati svegli e con una buona preparazione di base. Non meno importante è l’acquisizione di abilità relazionali e comunicative: imparare a lavorare in team, cercando di far valere la propria posizione o apprendere le skill necessarie per rapportarsi anche con l’esterno, può essere davvero molto utile». Unicredit ha assunto già alcuni allievi del master Crerim: come valuta il profilo professionale che forma questo percorso post laurea? «Nel mio team, nel quale operano 20 persone, tre vengono proprio dal master. Il primo profilo, dopo lo stage nella nostra banca, ha lavorato in un altro istituto bancario, per poi essere assunto qui da noi; il secondo lavorava in un’altra banca prima di scegliere Unicredit; il terzo, cui è appena stato offerto il contratto, è entrato da poco. Si tratta di figure che sono riuscite a inserirsi nella squadra e che mi hanno colpito per il loro atteggiamento propositivo e le loro competenze di base.

 

Stage Day, arrivano le Walk Interview

MILANO Stage Day, arrivano le Walk Interview I brevi colloqui con alcune delle più importanti banche, compagnie assicurative, società di consulenza e Sgr per gli studenti di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative al centro della prima giornata finalizzata a concretizzare tirocini curricolari. A promuoverlo, lunedì 20 marzo alle 9.30 in via Nirone 15 a Milano, la facoltà di Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative. Duplice l’obiettivo: creare per gli studenti un momento di confronto con i professionisti del settore e, nello stesso tempo, dare l’opportunità di reperire le informazioni utili ai fini dello svolgimento di un tirocinio curriculare. Uno degli aspetti interessanti di questa giornata è il momento Walk Interview », spiega Elena Beccalli , preside di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative . Lo Stage Day rientra tra le iniziative promosse dal Board “Facoltà-Mondo del lavoro”, un progetto nato due anni fa, che coinvolge autorevoli protagonisti della comunità finanziaria nazionale e internazionale con l’intento di accorciare le distanze tra università e aziende. Puntiamo a realizzare un’offerta formativa mirata a fornire agli studenti l’opportunità, già durante il percorso di laurea, di acquisire e sperimentare abilità e conoscenze tecnico-specialistiche che possano servire ai fine della carriera professionale». Attività che stanno riscuotendo molto successo tra gli studenti di una facoltà premiata anche dagli ultimi dati Anvur sullo stato del sistema universitario e della ricerca secondo cui Scienze bancarie finanziarie e assicurative si posiziona ai primi posti a livello nazionale nella classifica del settore Economia degli intermediari finanziari.

 

Donne e lavoro, talenti senza età

Milano Donne e lavoro, talenti senza età Più di una donna su due tra le lavoratrici over 50 è “in difficoltà” o “smarrita” sul lavoro, ma ha ancora potenziale da esprimere. gennaio 2018 Chi sono, come stanno e quale potenziale hanno ancora da esprimere le donne oltre i cinquant’anni che lavorano ancora in azienda. Solo un terzo tra queste donne - le attive e soddisfatte - hanno un alto livello di potenziale lavorativo, sono ben realizzate da un punto di vista personale e sono ancora molto attive nel dare il loro contributo lavorativo in azienda. Ci sono poi le lavoratrici attive ma “in difficoltà” (36,1%), quelle donne che sono ancora attive sul lavoro ma hanno un basso livello di benessere psicologico. Queste donne presentano il più basso livello di benessere psicologico oltre che il più basso livello di impegno nel lavoro e di orientamento al futuro lavorativo. Dall’analisi delle caratteristiche di questo profilo emerge che sono donne che hanno affrontato negli ultimi anni delle transizioni importanti (malattie proprie o di persone care, separazioni e divorzi, cambiamenti lavorativi) ma che non hanno potuto contare su un ricco network relazionale e su un clima organizzativo positivo. Talenti senza età è un progetto che ha voluto mettere per la prima volta sotto i riflettori le donne over50 per comprenderne i vissuti - ha spiegato Claudia Manzi , professore associato di Psicologia Sociale Università Cattolica di Milano -.

 

Università e lavoro, la Cattolica al top

Sono i dati emersi da due degli indicatori che compongono il Graduate Employability Ranking 2019, l’indagine che analizza le migliori 500 università al mondo per quanto riguarda l’occupabilità tra i 758 atenei presi in esame. Considerando la media ponderata di tutti gli indicatori, l’Università Cattolica del Sacro Cuore si attesta tra le posizioni 121-130 nella classifica mondiale. Entrando nel merito dei singoli indicatori, secondo l’indice Employer - Students Connections, realizzato sul numero di aziende attivamente impegnate nel campus, l’Università Cattolica è prima in Italia tra le 18 università italiane presenti in classifica, e 58esima al mondo. E ancora: nell’indicatore Partnerships with Employers, che si basa sulle collaborazioni sviluppate dalle università con multinazionali e sul tirocinio degli studenti, l’Università Cattolica si attesta 94esima a livello mondiale, sesta in Italia. Le indicazioni che provengono da QS - commenta il professor Pier Sandro Cocconcelli , delegato del rettore per l’internazionalizzazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore - rappresentano per il nostro Ateneo un motivo di grande orgoglio. Non si tratta solo di numeri, ma del valore che ogni giorno diamo ai nostri studenti, lavorando con eccellenti professionisti in grado di trasferire competenze di altissima qualità. I risultati, infatti, dimostrano che, una volta usciti dall’Ateneo, i laureati di Università Cattolica hanno tutte le skill per sapersi distinguere nel mondo del lavoro, portando così il loro bagaglio culturale nelle migliori aziende italiane e internazionali».

 

Aziende a caccia di umanisti

Un recente articolo, firmato da Tom Perrault https://hbr.org/2016/01/digital-companies-need-more-liberal-arts-majors , argomenta come un contesto a più alto contenuto tecnologico, in cui molte operazioni tecniche e anche diverse attività di produzione saranno sostituite dai computer, richiederà sempre più creatività, empatia, ascolto, visione: capacità che si alimentano di cultura umanistica. Il punto è che, quale che sia l’impiego che si svolge, a contatto con una strumentazione specifica o meno, ognuno di noi deve fare i conti con tecnologie con cui è necessario familiarizzare. Perché? «È assolutamente necessario il recupero dell’etichetta di “umanista”, ma questa deve essere supportata da una capacità di lettura in profondità e di estensione di sguardo e di orizzonti, potremmo dire una visione in verticale e in orizzontale. Riagganciandomi al rovesciamento della One best way, sottolineo l’importanza del pensare, cioè la capacità di aprirsi a nuove ipotesi, da cui poi la creatività, il coraggio nell’investire in ciò che si fa, l’avere una capacità di anticipare delle risposte, anche a prescindere dalle competenze digitali». Quelle che riguardano la necessità di trasformare la condizione di incertezza e di precarietà in una condizione di aiuto alle persone ad attraversare uno scenario di contraddizioni e complessità, compresa la possibilità della perdita stessa di un impiego. Questo vuol dire che bisogna evitare che termini come “creatività” o “proattività” divengano semplici slogan , che definiscono profili tanto completi da sembrare quasi al di fuori della realtà». È inoltre necessario che l’individuo sia in grado di comprendere i diversi linguaggi e di eseguire analisi che servono per avere una maggiore consapevolezza dei numerosi contesti.

 

Lavoro 4.0, rivoluzione da gestire

cattolicapost Lavoro 4.0, rivoluzione da gestire La digitalizzazione apre nuove opportunità ma scardina anche gli schemi di lavoro tradizionali, con conseguenze non sempre positive per le persone. Giovedì 24 maggio in largo Gemelli parlano gli HR manager su invito del master International HR Management by Daniela Fogliada | 23 maggio 2018 Come gestire il lavoro che cambia? Interverranno Walter Ballardin , Ceo di Bid, Fabrizio Brucato , Talent aquisition Manager &; HR Business Partner di Comau, Massimo Ippolito , Innovation Manager di Comau, Nicolle Herrera Ramirez , HR Business Partner at Global Corporate &; Commercial Central Team di Assicurazioni Generali. La digitalizzazione attiva un processo di innovazione dirompente che, da una parte, apre nuove opportunità sociali e di business, dall’altra, sembra scardinare gli schemi di lavoro tradizionali, con importanti e talvolta drammatiche conseguenze per le persone e per le organizzazioni. Si abilitano nuovi tempi, spazi e luoghi di lavoro, aprendo inedite possibilità organizzative quali smart working , agile working e nuove modalità di produzione virtuale con impatti positivi sia per le organizzazioni che per le persone. I detrattori individuano invece tra gli svantaggi della nuova rivoluzione digitale la de-umanizzazione del lavoro e la conseguente perdita di occupazione senza precedenti, oltre a svariate forme di precarietà. Dal punto di vista del lavoratore, tale rivoluzione sarebbe alla base di una sensazione di insicurezza, instabilità, ansia legata alla tecnologia, isolamento e segregazione.

 

Career Day, nuova tappa a Roma

Roma Career Day, nuova tappa a Roma Giovedì 16 maggio nuovo appuntamento con il Career Day, uno degli eventi più attesi dell’anno per chi è alla ricerca di lavoro. Modera Americo Cicchetti , Direttore Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (ALTEMS).

 

A Brescia il primo Career day

Gli studenti e i laureati di tutte le facoltà e di tutti i corsi di laurea, provenienti anche da altre università, potranno incontrare gratuitamente recruiter e manager aziendali e presentare personalmente la propria candidatura agli stand delle aziende. Su prenotazione potranno partecipare ad attività formative ( Training point ), sia individuali che di gruppo, riguardanti la digital reputation, simulazione del colloquio di selezione, speed interview, consulenza one to one settore IT, soft skills. “Il dovere di sapere, il desiderio di conoscere” è il titolo scelto da Stefano Scarpa , partner di Egon Zehnder, una grande società di consulenza e selezione del personale, per illustrare agli studenti questa eterna rincorsa verso una conciliazione ideale. Le qualità che Lorenzo Dornetti , Ceo di AGF Group, esperto di neurovendita, il sistema per le vendite basato sulle neuroscienze, declinerà nei ruoli Vendite e Marketing che in Italia occupano ormai una posizione su tre nei motori di ricerca del personale. Antonio Bartesaghi , Ceo di Omet Group di Lecco, porta un esempio straordinario di diversificazione manifatturiera con stabilimenti in Italia, Cina, Spagna, Stati Uniti e Repubblica Ceca, mentre Andrea Busato , Sales Operations Director del gruppo Safilo, racconterà il cambio di direzione della propria carriera a 40 anni. Uno sezione del career day sarà dedicata all’ area del non profit di cui si parlerà nell’incontro organizzato dal corso di laurea in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane dedicato soprattutto agli studenti che concludono il ciclo triennale in Scienze della formazione. Al Career Day verranno raccontate tutte storie vere e concrete, di persone che mostreranno cosa succede nel mondo e nel lavoro, un esempio virtuoso per gli studenti e neolaureati che si stanno affacciando al mondo del lavoro.

 

Cinque ragioni per investire in formazione

cattolicapost Cinque ragioni per investire in formazione Secondo il rapporto OCSE Education at a glance 2017 l’Italia è tra i Paesi che destinano meno risorse a questo settore. A suonare il campanello d’allarme è il recente rapporto OCSE Education at a glance 2017 , che ci posiziona (anche quest’anno) tra i Paesi che poco investono in formazione, fanalino di coda al pari di Messico e Turchia. Solo il 18% degli italiani è infatti in possesso di un titolo di laurea: l’esatta metà della media dei Paesi OCSE. A preoccupare è anche un altro fenomeno: i Neet , i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano né studiano, raggiungono nel nostro Paese il 26% della popolazione. La fotografia può mutare, in meglio o in peggio, a seconda delle variabili geografiche (nord-sud), di genere (maschi-femmine), di titolo di studio (diploma-laurea) ma la sostanza non cambia. Lavoro inteso come luogo di crescita individuale e sociale, ambito di creatività e di ingegno, trama di relazioni e di soluzioni da ricercare. Investire in formazione, partecipare a un master, frequentare corsi di aggiornamento, significa anche diventare più competitivi nel mercato del lavoro, acquisire quelle skills che fanno la differenza, aumentare la propria employability e risultare interessanti per i datori di lavoro.

 

Diritto del lavoro, en plein Cattolica

MILANO Diritto del lavoro, en plein Cattolica A Cecilia Rimoldi e Roberto Pettinelli , laureati in Giurisprudenza, i premi intitolati a Ludovico Barassi e Francesco Santoro Passarelli, grandi giuristi del passato, promossi dall’Associazione italiana di diritto del lavoro e della sicurezza sociale. settembre 2018 Ampio successo quest’anno per l’Università Cattolica al XIX Congresso nazionale dell’Associazione italiana di diritto del lavoro e della sicurezza sociale (Aidlass), prestigiosa organizzazione che riunisce professori, magistrati, professionisti e cultori di questo ramo del diritto. Nella splendida cornice del centro storico di Palermo, nel Teatro Santa Cecilia, dal 17 al 19 maggio 2018, giuslavoristi provenienti da tutta Italia hanno discusso sulla retribuzione, introdotti al tema dalle magistrali relazioni di illustri professori. Nel pomeriggio del 18 maggio si è poi svolta l’attesissima consegna dei premi che ogni anno l’associazione attribuisce per le migliori tesi di laurea e dottorato, intitolati alla memoria, rispettivamente, di Ludovico Barassi e Francesco Santoro Passarelli, grandi giuristi del passato che hanno dato lustro al Diritto del lavoro. l premio “Santoro Passarelli” è stato invece assegnato a Roberto Pettinelli, già laureato in Giurisprudenza dell’Università Cattolica , che ha conseguito in largo Gemelli il dottorato di ricerca in “Diritto del lavoro e relazioni industriali” con la dissertazione “La gestione del dissenso collettivo. Fondamento e limiti del principio di maggioranza tra valorizzazione del dettato costituzionale e rafforzamento dell'ordinamento intersindacale”, scritta sotto la guida del professor Vincenzo Ferrante , ordinario di diritto del lavoro della facoltà di Giurisprudenza. Questi importanti riconoscimenti testimoniano non soltanto la bravura di Cecilia e Roberto, ma anche la vitalità della scuola di diritto del lavoro della Cattolica, che, anche dopo la scomparsa di un maestro come Mario Napoli (1945-2014), continua a formare giuslavoristi eccellenti.

 

Thumbs Up, ecco i vincitori

Milano Thumbs Up, ecco i vincitori L’idea che ha vinto la competizione per 400 studenti delle scuole superiori di Milano e provincia è un packaging biodegradabile per le carni in vendita nei supermercati. febbraio 2019 È un nuovo packaging biodegradabile per le carni in vendita nei supermercati l’idea che ha vinto Thumbs Up Youth Award, progetto di alternanza scuola-lavoro che ha coinvolto 400 studenti di sei scuole superiori di Milano e provincia e di sei aziende. Il vincitore è stato il gruppo Ecomates del Liceo Statale “Primo Levi” di San Donato Milanese proprio con il progetto “ Care for us: nuovo packaging per la carne completamente compostabile formato da polistirolo compostabile e pellicola di Bioplastica ”. La squadra, composta da Aldo Pinelli, Marta Canestraci, Lorenzo Ratto, Luca Padula e Stefano Mango , ha vinto un corso di Public Speaking presso il Centro Teatro Attivo di Milano, la possibilità di svolgimento del test di orientamento Thumbs Up Map e una sessione di coaching con coach professionisti. La giuria, che ha apprezzato il mese di lavoro serrato degli studenti supportati dalle aziende e dagli insegnanti, ha scelto di assegnare anche il secondo e il terzo posto. Ogni azienda “ha adottato” una scuola affidandole un progetto e i 12 finalisti si sono confrontati davanti a una giuria che oggi ha decretato il vincitore. Suddivisi in sottogruppi, sono stati accompagnati nel lavoro sulla sfida lanciata dalle aziende sia dai tutor di Associazione Thumbs Up sia dai loro professori interni.

 

Dell’Aringa, una vita a riformare il lavoro

I temi che caratterizzano la sua ampia produzione scientifica e pubblicistica spaziano dalla disoccupazione alle disuguaglianze nei redditi, dai salari all’inflazione, dalla produttività delle imprese alla organizzazione del lavoro, con un’attenzione e una conoscenza profonda dei dettagli istituzionali che regolano il funzionamento del mercato del lavoro. Un percorso di riforma, quello del mercato del lavoro, che ha seguito, commentato e indirizzato avendo come scopo non solo quello di tutelare i lavoratori e le lavoratrici, ma anche categorie spesso non sufficientemente rappresentate nel confronto politico come i giovani e i disoccupati. Ha creato, forse anche senza averne l’intenzione, una scuola di economisti del lavoro che al rigore metodologico uniscono attenzione agli aspetti istituzionali del mercato del lavoro e l’importanza di tradurre i risultati in prescrizioni di politica economica per il miglioramento del benessere sociale. Nel 1985 fonda il Creli (Centro di Ricerche Economiche per i problemi del Lavoro e dell’Industria) un centro di ricerche economiche dell’Università Cattolica di cui diventa direttore e che dirige per molti anni. Nella seconda metà degli anni 80 è tra i fondatori dell’Associazione Italiana degli Economisti del Lavoro (Aiel), di cui sarà anche presidente dal 1985 al 1991. Dal 1993 al 1995 è stato componente del consiglio direttivo dell’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale nel pubblico impiego) di cui nel 1995 è divenuto presidente, carica che ha mantenuto fino al 2000. È stato autore di numerosi articoli sui temi del lavoro e delle relazioni industriali apparsi sui principali quotidiani nazionali, e in particolare sul Sole 24ore di cui è stato editorialista dal 2003.

 

Avvocati, il Foro non è chiuso

Per questo occorre mettere nel proprio bagaglio attrezzi ed esperienze che fanno la differenza: dall’inglese agli stage, dall’Erasmus a un curriculum universitario di alto profilo. Scoraggiarsi potrebbe essere naturale a fronte di un contesto italiano che annovera virtualmente oltre 240.000 iscritti alla Cassa avvocati» fa notare il presidente dell’ Associazione degli studi legali associati (Asla) Giovanni Lega (nella foto a destra) , Managing Partner dello studio Lca con sedi a Milano, Dubai e Shanghai. Per l’avvocato Lega «gli studi professionali come quelli che rappresento danno grande rilievo, oltre che all’inglese parlato, scritto e compreso ad alto livello, a un buon percorso universitario, il cui unico punto di riferimento non sia solo il conseguimento della laurea con il massimo dei voti. La facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica è già attrezzata in merito al learning by doing , grazie a cui lo studente, al fianco di qualificati esponenti delle professioni forensi, si cimenta con i problemi pratici dell’esperienza legale» afferma il preside Gabrio Forti . Per prepararsi a questo appuntamento l’Università Cattolica propone il “ Corso speciale per la preparazione all'esame di avvocato ” , diretto dal professor Franco Anelli , ordinario di Istituzioni di Diritto Privato e rettore dell’Ateneo, e condiretto dal professor Giovanni Negri , professore emerito della facoltà di Giurisprudenza. Solo un corso per la preparazione all’esame di stato fornisce tutte le informazioni e gli strumenti utili per affrontarlo con maggiore probabilità di successo» afferma Cristiano Cunati , che ha frequentato recentemente il Corso speciale scegliendolo «per i nominativi dei docenti». Il Corso è incentrato sull’illustrazione e sulla redazione di pareri e atti processuali del tutto simili a quelli che al candidato verranno assegnati in sede di esame.

 

Duecento liceali in visita alla Biblioteca

Milano Duecento liceali in visita alla Biblioteca Due giorni di incontri, articolati in presentazioni e laboratori rivolte agli studenti delle classi terze e quarte del Liceo scientifico “F. Enriques” di Lissone. Un’opportunità per vedere all’opera una delle più importanti realtà bibliotecarie del Paese. giugno 2016 «Una notevole ricchezza che ora stiamo cercando di declinare nel nostro operato quotidiano: competenza e disponibilità sono i due aspetti che i nostri ragazzi hanno maggiormente rilevato». Le due giornate di studio si sono svolte con il sostegno della Biblioteca della sede di Milano, che su richiesta del Servizio Orientamento e tutorato dell’Ateneo ha organizzato un articolato programma di presentazioni, visite guidate e laboratori. La positività del percorso svolto è testimoniata dal giudizio finale della professoressa Vergani: «Abbiamo avuto modo di vedere all’opera un vero e proprio lavoro di squadra. I nostri ragazzi hanno colto, nelle diverse figure che si sono succedute nell’arco della giornata, un’operazione sinergica, un team di professionisti competenti con i quali dialogare. biblioteca #studenti #scuola #lavoro Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Phd, al lavoro col talent

PIACENZA Phd, al lavoro col talent Per Arianna Roda e Matteo Angr i del dottorato Agrisystem di Piacenza si sono aperte le porte di due aziende italiane grazie al progetto di Miur, Confindustria e Fondazione Crui che ha selezionato 10mila candidature tra i dottori di ricerca italiani. È quanto hanno proposto Miur, Confindustria e Fondazione Crui ai dottori di ricerca italiana, mettendo in palio 136 posti di lavoro per i dottori di ricerca. Articolato su due bandi, uno rivolto alle imprese, per determinare 730 offerte di lavoro, e uno ai dottori di ricerca, PhD ITalent ha avuto una risposta eccezionale, se si considera che sono state presentate ben 10.000 candidature. Tra i vincitori c’è anche Arianna Roda ( nella foto alla a sinistra ), dottore di ricerca Agrisystem, per la quale si aprono le porte della funzione Ricerca e Sviluppo &; Controllo Qualità della Venchi, la società per azioni leader nella produzione del cioccolato. Il mio grazie va ai professori Marco De Faveri e Milena Lambri , che mi hanno seguita in tutto il percorso universitario facendomi vivere anche l'esperienza di assegnista di ricerca e dandomi l'opportunità di partecipare al bando nazionale Phd-Italents». Ma c’è un altro talento di Agrisystem valorizzato dal concorso appena concluso: è Matteo Angri ( nella foto a destra ), che sarà inserito nel settore Ricerca e Sviluppo applicativo di Hi-Food Spa: «Aver vinto il PhD Italent rappresenta una grande soddisfazione personale, dato anche il grandissimo numero di candidati. Ph-D Italent è un progetto molto interessante e promettente, che punta alla valorizzazione dei dottori di ricerca nel mondo del lavoro italiano, sottolineandone l’importanza per l'innovazione della ricerca nei diversi settori professionali e favorendo di conseguenza la crescita della imprese italiane, come avviene già in tanti altri paesi».

 

Posto, dunque sono

Brescia Posto, dunque sono Due appuntamenti a Brescia illustrano agli studenti i rischi e la potenzialità connesse alla gestione della propria reputazione online. by Bianca Martinelli | 12 ottobre 2016 Nell’era del digitale, dei social network, delle informazioni virali grazie ai motori di ricerca, e della tecnologia in rapida, rapidissima evoluzione, anche il mondo del lavoro ha aggiornato le proprie modalità di reclutamento del personale. A Brescia l’incontro Think before you post! , titolo che suona come un monito, ha illustrato agli studenti come utilizzare e gestire la propria reputazione digitale e curare al meglio la propria immagine nel grande calderone del web, anche in un’ottica lavorativa. In questo senso la valutazione non è solo sulla presenza, ma anche sull’assenza…essere esclusi dai social network oggi significa essere fuori dal mondo». Occorre tenere privato tutto ciò che è molto personale, come le vacanze o le feste con gli amici, anche perché dai social chiunque può salvare sul proprio pc, a nostra insaputa, le nostre foto. Altra cosa: dare valore alle caratteristiche utili per la professione per cui ci vogliamo candidare… Se ci si vuole candidare come guida turistica, sarà utile mettere in mostra la conoscenza delle lingue, se invece voglio candidarmi come hostess per fiere ed eventi potrebbe essere utile avere una bella presenza». L’iniziativa, gratuita, è stata organizzata dal Comitato Università Mondo del Lavoro in collaborazione con Adecco, ed è rivolta agli studenti e ai laureati dell’Università Cattolica.

 

Basta bussare: inviate idee, non Cv

Nell’idea imprenditoriale di Isabella Kuster e dei suoi soci startupper di Just Knock c’è anche la dimostrazione che la crisi economica, aldilà delle macerie, può lasciare qualche lezione. Dalla biografia di Isabella (nella foto in alto è la seconda da destra) si capiscono le radici di un progetto del genere. Trentadue anni, laureata in Scienze umane e filosofiche all’Università Cattolica nel Luglio 2007, dopo un Erasmus di 6 mesi all’Universidad Autonoma di Madrid, ha concluso gli studi con una tesi di laurea in Filosofia estetica , seguita dal professor Roberto Diodato . Una formazione umanistica, dunque, che, dopo un iniziale lavoro in ambito comunicazione ottenuto per via di un contatto dell’Ateneo, si è abbinata perfettamente, proprio grazie alla flessibilità e alla completezza di questo tipo di studi, al successivo percorso professionale di consulenza nell’ambito delle risorse umane. A febbraio 2015, la piattaforma justknock.it viene ufficialmente lanciata a e può vantare da subito l’adesione di importanti aziende che ne riconoscono il valore e credono nel modello proposto tra cui Adidas, Alessi, Artsana (Chicco e c.), Boffi, Monviso, Poliform e Valsoia . Le aziende che entrano a far parte del network hanno così la possibilità di ricevere idee fresche sul loro prodotto, in modo da leggere più facilmente i cambiamenti nel loro mercato di riferimento e al contempo individuare più efficacemente i talenti su cui investire. Just Knock - conclude Isabella - propone alle aziende un nuovo modo di fare talent scouting e innovazione, ponendosi l’obiettivo di rivoluzionare il modo di fare recruiting e aiuta i giovani talenti a emergere e a farsi notare dalle aziende».

 

Università e lavoro, i consigli degli esperti

Stage e placement Università e lavoro, i consigli degli esperti Dieci professionisti di diversi settori lavorativi e imprenditoriali hanno incontrato gli studenti nel corso della prima edizione del Career Day della sede di Brescia. Gli studenti e i laureati di tutte le facoltà e corsi di laurea hanno incontrato recruiter e manager aziendali ed hanno presentato personalmente la propria candidatura. Mente aperta e propensione a fare nuove esperienze sono le attitudini fondamentali che gli studenti devono avere secondo Andrea Busato di Safilo Group: «Occorre essere pronti ai cambiamenti: quando il treno delle occasioni passa, bisogna accoglierlo e sopravvivere alle novità». Il consiglio di Lorenzo Dornetti di AGF Group, è invece quello di «partire sempre dalla realtà: oggi una posizione lavorativa su tre riguarda il settore Sales &; marketing, pertanto anche chi sta effettuando un percorso di studi diverso dovrà fare i conti con questo fattore». Sul “Dovere di sapere e il desiderio di conoscere” si è incentrato l’intervento di Stefano Scarpa che agli studenti ha detto: «Occorre crederci, impegnarsi e provarci ma evitate sempre le scorciatoie. Quello che ha fatto Adelaide Corbetta di Adicorbetta, unica donna fra i relatori, come ha tenuto a sottolineare, che ha incalzato gli studenti a studiare la grammatica, fondamentale nell’attività di comunicazione. carriera #orientamento #lavoro #futuro #aziende #careerday Facebook Twitter Send by mail Print LE TESTIMONIANZE Il Career Day della sede di Brescia dell'Ateneo è stato aperto dalle testimonianze di dieci professionisti e imprenditori , coordinati da Alberto Albertini , curatore dell’evento.

 

L’alternanza come esperimento

brescia L’alternanza come esperimento Per alcuni studenti del Liceo classico Arici, l’ alternanza scuola-lavoro si è svolta nei laboratori di Fisica di Brescia. Nel vero senso della parola, visto che alcuni ragazzi in alternanza-scuola lavoro all’Università Cattolica sono stati ospiti dei laboratori di Fisica del campus di Brescia. Sotto la guida degli universitari, gli “ariciani” hanno compreso e visto con i loro occhi la natura di alcuni importanti esperimenti che nel corso del tempo hanno consentito grandi passi in avanti nello studio della propagazione delle onde. Il primo riguardava il principio di Huygens-Fresnel, che costituisce uno strumento di calcolo molto utile, in quanto consente di determinare direttamente il fronte d'onda a un certo istante, una volta noto quello a un qualsiasi istante precedente (o successivo). Dopo aver compreso il fenomeno della diffrazione e averlo rappresentato su un grafico, il percorso degli ariciani nella conoscenza dei fenomeni luminosi è proseguito nel nome di Thomas Young, che con il suo esperimento nel 1801 dimostrò la natura ondulatoria della luce. Accanto al lavoro sperimentale nei laboratori di fisica, a un altro gruppo di studenti è toccato il compito di documentarlo. Mentre i primi si occupavano di comprendere e replicare gli esperimenti di Huygens e di Young, agli altri è stato chiesto di produrre un video in cui mostrare tutte le fasi teoriche e pratiche dello studio dei fenomeni luminosi.

 

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