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Famiglia-lavoro, basta retorica

Questo vuol dire che le famiglie si trovano soprattutto ad affrontare problemi legati alla cura degli anziani, specie se non autosufficienti» afferma il professor Riva, che coordina l’organizzazione della conferenza internazionale. All’interno delle aziende le politiche per la conciliazione sono poco diffuse, soprattutto in quelle più grandi, che hanno forza lavoro qualificata e che impiegano un’alta quota di lavoro femminile. Si dice che molta enfasi è posta sull’importanza della famiglia, ma i servizi dati alla famiglia perché eserciti questo suo ruolo di cura sono molto pochi. Se si guarda invece ad altri Paesi, come il Regno Unito, si vede che si è seguito negli anni un’altra tipologia di intervento, che è quella garantita dalle imprese». Quali sono i Paesi europei che gestiscono meglio la conciliazione? «Sul piano delle politiche pubbliche i Paesi del nord Europa sono oggetto di studio da 30 anni a questa parte. In che senso? «C’è stata la riforma per i giorni di congedo parentale concessi al padre: in gran parte dei Paesi europei c’è una quota di congedo parentale riservata per diritto al papà, talvolta è anche un obbligo che stia a casa. Incoraggia, inoltre, una riflessione critica sui temi dell’uguaglianza e della diversità con l’obiettivo di promuovere la diffusione di nuove politiche e pratiche, sia da parte dell’attore pubblico che delle organizzazioni e delle imprese del privato.

 

Disegnare il lavoro con Samsung

Pensare e gestire il cambiamento”, in programma venerdì 28 aprile dalle 10 alle 13 nella cripta dell’aula magna di largo Gemelli, rappresenta l’evento di kick-off di questo progetto che Samsung Italia ha sviluppato insieme all’Università Cattolica, per riflettere sullo scenario dell’innovazione, individuare problemi e opportunità e disegnare possibili traiettorie occupazionali. Il corso, che si svolgerà nel mese di luglio 2017, seguirà la modalità del BLEC Model, ossia il modello di blended instruction ideato dal Cremit, le cui caratteristiche strutturali sono il blended learning , la tecnica delle e-tivity e il coaching . La formazione avverrà dunque in parte in presenza e in parte a distanza e prevede attività da svolgere online a tempo (al massimo due settimane), come per esempio brevi consegne, piccoli prodotti e compiti da svolgere in poche ore di lavoro, che garantiranno l’avanzamento del corso di formazione. I migliori 30 studenti della seconda fase del corso accederanno all’Hackaton finale e otterranno un servizio di placement gratuito da parte di Randstad, agenzia per il lavoro specializzata nella ricerca e selezione del personale e nella formazione, e partner del progetto. Pensare e gestire il cambiamento”, in programma venerdì 28 aprile dalle 10 alle 13 nella cripta dell’aula magna di largo Gemelli è l’evento di avvio del progetto promosso da Samsung insieme all’Ateneo. IL CREMIT A #STEMINTHECITY Il Centro di ricerca sull’educazione ai media, all’informazione e alla tecnologia (Cremit) partecipa a #STEMintheCity , l’iniziativa del Comune di Milano nata per sensibilizzare i giovani alla cultura digitale e avvicinare le ragazze allo studio delle materie tecnico-scientifiche. Il Cremit proporrà venerdì 28 aprile due laboratori tematici nella sede dell’Università Cattolica in piazza Buonarroti, condotti da Gianna Cannì , collaboratrice del Cremit e del corso di Scienze dell’educazione come docente di progettazione educativa e didattica.

 

Lavoro, dunque sono!

Brescia Lavoro, dunque sono! Il convegno ha affrontato la controversa questione dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e del basso tasso occupazionale. Cause del deficit: la crisi economica e un eccesso di familismo, il rimedio è saper puntare su competenze umane. by Bianca Martinelli | 16 marzo 2017 Tra le questioni contemporanee che più necessitano di un’accurata riflessione, quella del rapporto problematico tra giovani e ingresso nel mondo del lavoro è certamente una della più urgenti. Di quest’urgenza – tale poiché inscindibilmente legata al futuro di intere generazioni – delle cause e delle competenze da mettere in campo per giungere ad una soluzione, si è parlato nel convegno “La vocazione del lavoro, il lavoro come vocazione”. In questo senso, le politiche dello Stato non dovrebbero essere rivolte solo all’erogazione di sussidi e aiuti alle classi sociali in difficoltà e ai ceti bassi, ma anche ragionare in prospettiva, tenendo conto dell’inevitabile ricambio generazionale. Un dato di grande interesse che emerge nella terza parte dello studio è dato da quella che viene definita “mappatura delle propensioni di studio” in cui si dà notizia di come un’eccessiva attitudine possa accentuare il distacco e l’allontanamento dei ragazzi da una concezione lavorativa. In questo contesto trovano infine spazio ipotesi e strategie da mettere in atto per arginare l’emergenza: tra queste spiccano i recenti programmi d’inserimento degli studenti negli ambienti lavorativi, come ad esempio è il caso dell’alternanza scuola-lavoro, o la possibilità di corredare il proprio curriculum vitae con esperienze formative all’estero.

 

Sport e aziende, si vince in team

Brescia Sport e aziende, si vince in team Alla lezione inaugurale della laurea magistrale in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane, Dino Meneghin e il capitano della Germani Basket Brescia Alessandro Cittadini hanno spiegato l'importanza di fare squadra per lo sport e l'azienda. by Bianca Martinelli | 07 ottobre 2016 Lo sport come metafora di vita e il gioco di squadra come strategia fondamentale da attuare sia in campo che nella vita lavorativa e di tutti giorni. Tra sfide e traguardi , promosso dalla laurea magistrale in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane, ha messo in luce i numerosi punti di tangenza in grado di accomunare due ambiti del vivere apparentemente distanti tra loro. Che senso ha essere i migliori, se non si ha nessuno con cui spartire la propria gioia?» Parola di Dino Meneghin , campione indimenticato sul campo del basket italiano, che oggi presta la propria perizia tecnica in qualità di Dirigente sportivo nazionale. Gli fa eco Pierluigi Malavasi , coordinatore del corso di laurea magistrale in Progettazione pedagogica: « Lavorare in gruppo, pur valorizzando i talenti peculiari di ciascuno, è oggi il requisito fondamentale che le aziende richiedono ai nuovi laureati. Del resto la capacità di fare gioco di squadra è ormai è ormai considerata tra le caratteristiche più rilevanti all’interno di un’organizzazione aziendale. Questi concetti sono ampiamente presenti nelle parole di Graziella Bragaglio , Presidente del Germani Bascket Brescia: « Fare sport e gestire una squadra significa costruire relazioni, abbracciare il tessuto sociale: lo sport deve creare tutto ciò e costituire aggregazione.

 

Posto, dunque sono

Brescia Posto, dunque sono Due appuntamenti a Brescia illustrano agli studenti i rischi e la potenzialità connesse alla gestione della propria reputazione online. by Bianca Martinelli | 12 ottobre 2016 Nell’era del digitale, dei social network, delle informazioni virali grazie ai motori di ricerca, e della tecnologia in rapida, rapidissima evoluzione, anche il mondo del lavoro ha aggiornato le proprie modalità di reclutamento del personale. A Brescia l’incontro Think before you post! , titolo che suona come un monito, ha illustrato agli studenti come utilizzare e gestire la propria reputazione digitale e curare al meglio la propria immagine nel grande calderone del web, anche in un’ottica lavorativa. In questo senso la valutazione non è solo sulla presenza, ma anche sull’assenza…essere esclusi dai social network oggi significa essere fuori dal mondo». Occorre tenere privato tutto ciò che è molto personale, come le vacanze o le feste con gli amici, anche perché dai social chiunque può salvare sul proprio pc, a nostra insaputa, le nostre foto. Altra cosa: dare valore alle caratteristiche utili per la professione per cui ci vogliamo candidare… Se ci si vuole candidare come guida turistica, sarà utile mettere in mostra la conoscenza delle lingue, se invece voglio candidarmi come hostess per fiere ed eventi potrebbe essere utile avere una bella presenza». L’iniziativa, gratuita, è stata organizzata dal Comitato Università Mondo del Lavoro in collaborazione con Adecco, ed è rivolta agli studenti e ai laureati dell’Università Cattolica.

 

Per il lavoro allenarsi è meglio

roma Per il lavoro allenarsi è meglio Alessia Zecchini , campionessa mondiale di apnea, ha portato la sua testimonianza a un incontro promosso dallo Stage & Placement della sede di Roma per aiutare gli studenti a orientarsi per il futuro. ottobre 2016 «Quando ci immergiamo nella vita, come nel mare, dobbiamo prepararci con cura e lavorare con determinazione, senza paura di fallire. Parola di Alessia Zecchini , una che di allenamento ne sa parecchio, essendo campionessa mondiale di apnea e detentrice di numerosi record internazionali. Alessia è intervenuta come ospite speciale a una nuova iniziativa organizzata dal Servizio Stage & Placement della sede di Roma dell’Ateneo. Attraverso le suggestioni di Maria Picone , Career Advisor Randstad, e Daniela Vellucci , Regional Recruiter Randstad, si è concentrata l’attenzione sul valore di fattori come la passione, l’impegno e la responsabilità. Giovanni De Cesare , promotore dell’iniziativa per Bosch, ha poi introdotto in particolare il concetto di “allenamento”, valido anche nella costruzione del progetto professionale di ciascuno. E appuntamento ai prossimi eventi (in aula 7): Mercoledì 26 ottobre , evento Umana sul Colloquio individuale - ore 10 Giovedì 17 novembre , evento GiGroup sull’Assessment center - ore 16 Mercoledì 30 novembre , evento Adecco sulla Digital reputation - ore 10.30 #lavoro #stage #placement #orientamento Facebook Twitter Send by mail.

 

In collegio la formazione continua

Milano In collegio la formazione continua Dal ruolo della donna, con tre voci femminili provenienti da ambiti culturali diversi, al mondo del lavoro. Nei percorsi di approfondimento proposti nelle strutture residenziali milanesi si indaga la realtà e ci si prepara al futuro professionale. aprile 2016 Si avviano alla conclusione i percorsi di approfondimento proposti nei collegi milanesi, che sono stati anche quest’anno occasione di riflessione e dibattito, per gli studenti che risiedono nelle strutture ma non solo. Gli incontri proposti hanno offerto la possibilità di approfondire temi di grande respiro ma anche aspetti del mondo del lavoro molto vicini agli interessi degli studenti. È il caso, per esempio, dell’incontro di mercoledì 27 aprile al collegio Marianum, dove si è tenuto l’incontro dal titolo Essere donna nel mondo . Lo stesso giorno, al collegio Ludovicianum alle ore 21, l’ultimo incontro del Seminario Economico-Giuridico centrato sul tema della corporate e personal reputation nei nuovi media: ne hanno discusso Andrea Cioffi , docente di Economia aziendale all’Università Cattolica e fondatore di Digital Dictionary, e Leonardo Intriago , customer success manager di Linkedin. Il focus dell’incontro è stato l’alertness dell’imprenditore e il rapporto tra Stato e Mercato per la nascita e la diffusione di attività vivaci e coraggiose.

 

Geckathon, la sfida della comunicazione

Lavoro & New media Geckathon, la sfida della comunicazione Il contest ha fornito agli studenti un assaggio del lavoro di squadra, delle caratteristiche indispensabili e delle modalità utili alla costruzione di un piano di comunicazione efficace. Il 4 maggio è andata in scena la prima edizione di “Geckathon”, il contest organizzato e promosso dall’innovativa Laurea magistrale GeCo – Gestione dei contenuti digitali per i media, le imprese e i patrimoni culturali, dell’Università Cattolica di Brescia. Obiettivo del Geckathon è stato quello di fornire agli studenti del GeCo, o a coloro i quali sono intenzionati ad iscriversi, uno spaccato di tre situazioni reali che potenzialmente potrebbero trovarsi ad affrontare una volta inseriti nel mondo lavorativo. Un esempio? Per promuovere la nostra lampada catalitica, in grado di diminuire l’inquinamento all’interno della stanza ove è posta, abbiamo incentrato la comunicazione sui benefici sull’organismo umano, piuttosto che quelli sull’ambiente”. Anche per Capovin, affinchè una strategia di comunicazione vada a buon fine, “è fondamentale trovare i punti di forza e le specificità della realtà da promuovere, per trovare i canali giusti. Lo ha sottolineato Borsoni: “In questi ultimi dieci anni lo scenario comunicativo delle aziende è completamente mutato, per questo i profili usciti da una laurea magistrale come GeCo sono e saranno estremamente importanti per le piccole e medie imprese . Le maggiori difficoltà? “Tempi stretti, richieste da parte dei clienti che fremono, e una diversa visione delle cose: quello che intendete fare voi, non sempre rispecchierà quello che vuole fare il cliente” ha concluso Buzzi.

 

Career Day, sfida pedagogica e occupazionale

Career Day Career Day, sfida pedagogica e occupazionale La quinta edizione del giorno dedicato alle carriere educative ha illustrato l’importanza e la richiesta di professionisti del settore. È il dato in controtendenza, rispetto a quelli generali sull’occupazione giovanile, emerso nel corso del Career Day del corso di Laurea Magistrale in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane della Facoltà di Scienze della Formazione di Brescia. Sfida pedagogica significa anche diffondere il concetto che la cosa pubblica, esattamente in quanto tale, è di tutti noi, e non certo di nessuno. Diffondere questa consapevolezza significa sensibilizzare i cittadini verso una maggiore attenzione e cura della città. Se penso che uno spazio, un muro o una cosa siano anche miei… non li danneggio, bensì me ne prendo cura, e questo vale per lo scettro culturale, sportivo, urbanistico”. Il punto di vista delle aziende è stato fornito da Giancarlo Turati , Presidente del Comitato piccola industria bresciana che ha sottolineato come: “Al giorno d’oggi la collaborazione tra diverse risorse di un’azienda si sviluppa, non più su assi verticali, bensì su assi orizzontali. In questo contesto le risorse umane sono un fattore importante e indispensabile all’interno della realtà aziendale: puntare sui talenti e sulle competenze specifiche di ciascuno può garantire valore e sviluppo all’azienda ”.

 

Master SMEA: dal diploma al lavoro

Cremona Master SMEA: dal diploma al lavoro A poco più di tre mesi dalla conclusione del 31° Master in management agro-alimentare, sono già ottime le notizie sul fronte occupazionale. aprile 2016 La gran parte degli studenti che si sono diplomati lo scorso dicembre ha già un lavoro stabile e soddisfacente. A indicarlo sono i dati sul placement dell'Alta Scuola di management ed economia agro-alimentare dell'Università Cattolica di Cremona. Il ruolo dello stage è centrale nel nostro approccio – ci spiega il professor Renato Pieri direttore di Smea – perché concretizza la prosecuzione delle lezioni teoriche in aula all'esperienza concreta nel mondo aziendale. Grazie anche al rapporto stretto e proficuo che Smea coltiva con le maggiori imprese dell'agro-alimentare e della Grande distribuzione: Areté, Oxon, Sinfo One, Pasta Baronia, Cargill, Sipcam, mra USA op. il Tricolore per citarne alcune». Il Master è focalizzato sulla preparazione manageriale applicata al settore agro-alimentare, è riservato a un massimo di 30 studenti ed è aperto a tutti i laureati magistrali in discipline tecnico-scientifiche ed economico-giuridiche. Dopo quasi otto mesi in aula (da fine settembre a metà maggio) il Master prevede 4-6 mesi di stage aziendale che, come visto, costituisce l’anticamera dell’assunzione dello studente.

 

Cattolica e Gambara, siglato il patto di collaborazione

Brescia Cattolica e Gambara, siglato il patto di collaborazione L'ateneo bresciano e il liceo cittadino hanno ufficializzato la cooperazione avviata da anni. Obiettivi comuni: la realizzazione di attività didattico-formative, ma anche la prevenzione dell’abbandono scolastico e “alternanza scuola-lavoro”. “L’idea è nata qualche mese fa dall’evidenza di come le iniziative di collaborazione tra i due istituti scolastici fossero già moltiplicate e diversificate – ha raccontato il Dirigente del Gambara, Giovanni Spinelli – è parso dunque spontaneo ipotizzare una convenzione quadro che desse sistematicità a questo rapporto ormai permanente. Tra le varie, con Università Cattolica abbiamo in essere diverse iniziative di alternanza scuola-lavoro: novità del sistema scolastico che ha sistematizzato quello che una volta erano gli stage ei tirocini e che nel nostro caso riguarda ben 250 nuovi studenti ogni anno”. Già da tempo, infatti, gli studenti delle varie Facoltà universitarie svolgono stage e tirocini tra i banchi del liceo cittadino; allo stesso tempo gli studenti del Gambara svolgono nell’Ateneo di via Trieste le ore previste dalla legge 107/2015, la cosiddetta Alternanza scuola lavoro . “Grazie all’iniziativa di nostri docenti o di quelli della Cattolica, abbiamo continuamente interventi specialistici di docenti universitari all’interno del liceo, incentrati su particolari snodi formativi che interessano il Gambara come ad esempio le scienze linguistiche o sociali” ha inoltre sottolineato Spinelli. Da oggi, grazie alla convezione stipulata, particolare attenzione sarà inoltre rivolta ai temi dell’orientamento scolastico-professionale, della prevenzione del rischio e dell’abbandono scolastico, della promozione di benessere e bilancio delle competenze nonché sullo sviluppo di programmi sulla legalità e la cittadinanza.

 

Scuola - lavoro, un binomio da valorizzare

Ad interrogarsi sul tema, giovedì 10 marzo nell’ambito del convegno internazionale “Un curriculo per la vita” - organizzato dal dipartimento di Pedagogia e dal corso di laurea magistrale in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane , coordinato da Pierluigi Malavasi , si sono riuniti studiosi, rappresentanti d’impresa e dirigenti scolastici. Se fino ad ora, erano infatti solo gli istituti tecnici e professionali ad avere l’obbligatorietà di stage e tirocini in azienda, la 107 introduce anche per i licei l’obbligo di 200 ore per avvicinarsi al mondo del lavoro e aumenta a 400 quelle degli istituti professionali. In particolare, abbiamo intensificato le collaborazioni già esistenti e ne abbiamo create di nuove come, ad esempio, quelle con alcuni laboratori di analisi biomedicali o con gli Spedali Civili di Brescia. Frequentando il modo dell’impresa lo studente ha certamente modo di capire, intuire o farsi un’idea delle cosiddette “soft skills”, le capacità di collegamento trasversale, oggi sempre più richieste e fondamentali nel mondo lavoro» ha spiegato. È stata dello stesso avviso Laura Quaranta - Consulente Politiche Attive del Lavoro e Risorse Umane in Apindustria - che ha illustrato come quest’ultima si sia attivata al fine di sensibilizzare gli insegnanti alla causa delle industrie. Luigi Pati , preside della facoltà di Scienze della Formazione, ha infatti sottolineato come «la proposta educativa dell’Università deve coniugarsi ai bisogni del mercato e della aziende: solo così il binomio dell’apprendimento scolastico sommato a quello lavorativo diviene caratteristica altamente professionalizzante. Per una corretta attuazione è importante considerare che il tema dell’Asl non va standardizzato, bensì reinterpretato sulla base della esperienze della persona, delle novità esistenti a livello scolastico e delle esigenze delle aziende».

 

Scuola-lavoro, che l’alternanza sia reale

CATTOLICAPOST Scuola-lavoro, che l’alternanza sia reale L’introduzione di esperienze pratiche nel mondo del lavoro, accanto alla didattica tradizionale degli istituti superiori, ha obiettivi ambiziosi ma sta creando anche qualche problema organizzativo. D’altra parte non possiamo negare che il grande assente è oggi il mondo del lavoro, le imprese e le aziende stesse sono abbastanza impreparate e, al di là delle positive dichiarazioni di principio di qualche imprenditore o delle associazioni di categoria, non si sono dimostrate entusiaste e molto proattive». Come vanno per ora le «Secondo l’Indire (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa), che annualmente monitora il processo, la quota di scuole superiori che fino allo scorso anno ha attivato percorsi di alternanza scuola-lavoro è ancora limitata, il 43,5% e tra queste solo il 13,3% sono licei. Secondo me se l’asl - come metodologia didattica innovativa - è pensata per avvicinare i giovani al mondo del lavoro, per orientarli e per promuovere il successo scolastico, è decisivo il coinvolgimento, oltre che delle scuole, anche delle famiglie e delle reti territoriali in una co-progettazione formativa che sia efficace. L’asticella è stata posta molto in alto, soprattutto considerando che saranno interessati a questo processo tutte le istituzioni scolastiche dell’intero territorio nazionale, e non solo gli istituti tecnici e professionali delle aree economicamente più evolute» commenta Michele Faldi , direttore Didattica, Formazione Post-laurea e Servizi agli Studenti dell’Università Cattolica. La speranza - fa notare Faldi - è che ciò non divenga la norma, perché le simulazioni d’azienda, a causa del contenuto professionale di molto inferiore che offrono ai giovani, sono al centro delle critiche anche in Germania».

 

I numeri della precarietà

In Lombardia, ad esempio, con un tasso di attività della fascia di età 15-64 anni del 70,7% (>63,9% media italiana) e un tasso di disoccupazione dell’8,2% (<12,7% media italiana), emerge come i lavoratori a tempo determinato sul totale degli occupati siano passati dal 6,6% (2010) al 7,4% (2013) in pochi anni. In questo contesto nel 2014 la provincia di Brescia si è distinta grazie a un tasso di attività 15-64 anni di 69,1%, inferiore alle media regionale del 70,7% e un tasso di disoccupazione del 9,1%, superiore alla media regionale del 8,2%. Ma cosa sta cambiando nel mondo dell’occupazione e del lavoro? Alcune riflessioni interessanti le ha fornite Giuseppe Garofalo , responsabile per l’Istat del progetto Archimede (Progetto Archivio Integrato di Microdati Economici e Demografici). Non è la tipologia di contratto a definire lo stato di precarietà» ha sottolineato. Oggi moltissimi giovani si avvalgono di contratti di collaborazione, ma di fatto si comportano come vere e proprie piccole imprese, sono liberi professionisti a tutti gli effetti. Occorre inoltre tenere in considerazione il fattore geografico e i relativi costi della vita: essere precario in Lombardia non è infatti uguale ad essere precario in Campania». Le cause di ciò possono essere imputabili alla crisi economica che ha colpito i settori dell’industria e delle costruzioni, che occupano per la maggior parte forza lavoro maschile, mentre le donne vengono impiegate maggiormente negli ambiti del commercio e dei servizi”.

 

ConLab, il garage di Steve Jobs

Milano ConLab, il garage di Steve Jobs Sedici postazioni, rete wifi, meeting room, uffici aperti 10 ore al giorno, sei mesi di tempo (estensibili fino a un massimo di 12). È l’auspicio del rettore Franco Anelli al “battesimo” di ConLab, il Contamination Lab che l’Università Cattolica ha deciso di aprire per studenti che stanno progettando startup. Inserito nell’elenco qualificato degli spazi di coworking del Comune di Milano, ConLab ha come interlocutori privilegiati le alte scuole, i centri di ricerca e i dipartimenti dell’Ateneo. Inoltre rappresentanti di Formaper di Camera di Commercio di Milano e Assolombarda potranno costruire partnership permanenti con il progetto. Si potrà usufruire anche di un supporto legale e amministrativo e di un networking per creare all’interno e all’esterno della community di Conlab una rete di contatti importanti. Hego vuole diventare una digital community di sportivi amatoriali, UpConscious vuole integrare: il Design Made in Italy, la Responsabilità Sociale e l’Upcycling, Alesco progetta di sviluppare una app che aiuti nell’acquisto di prodotti alimentari chi soffre di intolleranze e allergie. conlab #coworking #lavoro #startup Facebook Twitter Send by mail I MAGNIFICI QUATTRO Hego Lorenzo Fiorito, Pio Fiorito, Stefano Anastasia, Roberto Iannaccone, Marco Girolamo Andriani Una partita di calcetto o una sfida di tennis come non l’avete mai vista.

 

Il viaggio di Abdoul

Brescia Il viaggio di Abdoul Il ragazzo, giunto dal Senegal in Italia su un barcone, ha raccontato agli studenti del corso di Pedagogia Interculturale l'esperienza vissuta sulla propria pelle. maggio 2016 Un gruppo di studenti del corso di Pedagogia Interculturale tenuto dalla prof.ssa Monica Amadini , giovedì 5 maggio, ha avuto l'opportunità di incontrare quattro ragazzi africani che hanno vissuto l'esperienza migratoria e che ora si trovano in Italia come richiedenti asilo. L'incontro è stato caratterizzato dalla testimonianza di Abdoul , un giovane ventottenne senegalese che ha raccontato la sua tormentata esperienza ; partito dal Senegal in cerca di lavoro, ha attraversato Mali e Niger per poi giungere in Libia. Attraverso le parole di Abdoul, gli studenti hanno potuto osservare l'esperienza migratoria da un punto di vista diverso: non quello di chi accoglie, bensì dalla prospettiva di chi migra. Nell'immaginario comune italiano - legato soprattutto e spesso quasi unicamente alla prospettiva di chi accoglie – è presente e fortemente impressa l'idea che queste persone migrino verso l'Europa alla ricerca di una vita migliore. In questa fase i migranti si scontrano con un’altra realtà dei fatti: la maggiore offerta di lavoro in Libia è reale, ma la situazione politica e sociale in cui si trova il Paese non permette alle persone di costruirsi una vita migliore e libera. In Libia l'atteggiamento nei confronti dello straniero in cerca di lavoro è di prevaricazione e dominio: essi vengono spesso imprigionati senza alcuna legittima motivazione e la loro libertà viene vincolata al pagamento di un riscatto.

 

Terzo settore, riforma sotto la lente

piacenza Terzo settore, riforma sotto la lente Il sottosegretario al ministero del Lavoro Luigi Bobba lunedì 6 marzo a Piacenza chiuderà la giornata di studi sulla legge delega 6 giugno 2016/106. Intervengono, tra gli altri il rettore Franco Anelli e il professor Stefano Zamagni 01 marzo 2017 Mettere ordine e semplificare il terzo settore , definendone il quadro di azione, armonizzandone le norme con un Codice specifico, prevedendo un unico Registro nazionale, rivedendo la normativa sull’impresa sociale, istituendo il servizio civile universale. La legge delega del terzo settore approvata nel maggio scorso da tempo al governo fino al giugno di quest’anno per dare attuazione effettiva a questi principi attraverso i decreti legislativi delegati. Verrà inoltre esposto il punto di vista dell’Ordine Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (tramite un rappresentante del Consiglio Nazionale). La sessione pomeridiana, coordinata dal professor Pier Antonio Varesi, mira a esaminare le problematiche e le prospettive della riforma del terzo settore dal punto di vista degli attori del sistema. Stefano Zamagni , già docente di economia politica all’Università di Bologna; Elena Zuffada , docente di economia aziendale alla sede di Piacenza dell’Università Cattolica di Piacenza; Giorgio Fiorentini , docente Senior di economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche all’Università Bocconi. Luigi Bobba , Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha promosso la riforma ed è attualmente il punto di riferimento del Governo per la sua attuazione.

 

Stage Day, arrivano le Walk Interview

MILANO Stage Day, arrivano le Walk Interview I brevi colloqui con alcune delle più importanti banche, compagnie assicurative, società di consulenza e Sgr per gli studenti di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative al centro della prima giornata finalizzata a concretizzare tirocini curricolari. A promuoverlo, lunedì 20 marzo alle 9.30 in via Nirone 15 a Milano, la facoltà di Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative. Duplice l’obiettivo: creare per gli studenti un momento di confronto con i professionisti del settore e, nello stesso tempo, dare l’opportunità di reperire le informazioni utili ai fini dello svolgimento di un tirocinio curriculare. Uno degli aspetti interessanti di questa giornata è il momento Walk Interview », spiega Elena Beccalli , preside di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative . Lo Stage Day rientra tra le iniziative promosse dal Board “Facoltà-Mondo del lavoro”, un progetto nato due anni fa, che coinvolge autorevoli protagonisti della comunità finanziaria nazionale e internazionale con l’intento di accorciare le distanze tra università e aziende. Puntiamo a realizzare un’offerta formativa mirata a fornire agli studenti l’opportunità, già durante il percorso di laurea, di acquisire e sperimentare abilità e conoscenze tecnico-specialistiche che possano servire ai fine della carriera professionale». Attività che stanno riscuotendo molto successo tra gli studenti di una facoltà premiata anche dagli ultimi dati Anvur sullo stato del sistema universitario e della ricerca secondo cui Scienze bancarie finanziarie e assicurative si posiziona ai primi posti a livello nazionale nella classifica del settore Economia degli intermediari finanziari.

 
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