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Televisione, com'era ieri e com'è oggi

Brescia Televisione, com'era ieri e com'è oggi Traendo spunto della presentazione della sua ultima fatica letteraria, Carlo Vitagliano ha tenuto una lezione aperta in cui ha raccontato agli studenti dello Stars aneddoti e vicende della sua trentennale esperienza umana e professionale a Canale 5. Ospite del Corso di Storia della Radio e della Televisione tenuto dalla Prof.ssa Paola Abbiezzi , Vitagliano ha potuto raccontare la propria esperienza umana e professionale che si è inserita nella cornice, più generale, delle vicende legate alla nascita della televisione commerciale in Italia. L’associazione NuovoAmbra nella giornata di venerdì 16 Dicembre l’ha invitato in Università per presentare il suo libro e, insieme con lui ha chiamato anche il Prof. Giorgio Simonelli , docente dell’Università Cattolica di Milano, storico della radio e della televisione, e Gian Paolo Parenti , Channel Manager del canale JOI (Mediaset Premium). “Noi, i ragazzi del biscione”, come ha spiegato Simonelli, descrive quella generazione di trentenni - tra i quali, per esempio, Carlo Freccero e Antonio Ricci - che rivoluzionò il modo di fare la televisione in Italia. Gian Paolo Parenti ha individuato alcuni elementi principali nel contento odierno: la frammentazione delle audience, lo sviluppo industriale di conglomerati mediali, il ruolo pervasivo del marketing, la centralità dei contenuti “pregiati”. Vitagliano, ripensando alla propria esperienza professionale, ha testimoniato il modo in cui ha cercato di valorizzare il proprio lavoro. Anche quei ragazzi, da giovani promesse, sono diventati venerati maestri, citando il famoso aforisma di Alberto Arbasino, ma le loro storie servono a ricordarci che dobbiamo sempre tentare la strada dell’innovazione quando parliamo di media e comunicazione.

 

La Firenze dei Medici va in Tv

La serie è già stata venduta in moltissimi Paesi del mondo ed è in fase di perfezionamento la vendita anche in Usa, un mercato fra i più restii ad accettare prodotti che vengono dall’estero. Gli spettatori potranno vedere anche la straordinaria interpretazione di Richard Madden (conosciuto internazionalmente per Game of Thrones e per il ruolo del principe nel Cenerentola di Kenneth Branagh), il vero protagonista della serie, incentrata sull’ascesa di Cosimo de’ Medici a dominus di Firenze, e di molti altri coprotagonisti. Da lì la storia si sviluppa in modo sempre trepidante, con la intensità tipica delle serie americane, ma anche con una capacità di toccare grandi temi e un gusto del racconto adatto a raggiungere un pubblico generalista e non solo di nicchia come invece fanno molte serie cable statunitensi. Viene comunque raccontata l’idea di banca che avevano i Medici, il loro ruolo di mecenati dell’arte, il desiderio di rendere grande la città e contribuire allo sviluppo di una collettività. Ettore Bernabei, che ci ha lasciato nell’agosto di quest’anno, aveva seguito tutto lo sviluppo del lavoro e aveva già visto la serie completa prima dell’estate, e ne era stato molto fiero. Nella presentazione fatta a Firenze un ricordo speciale è stato dedicato a lui, che avrà sorriso da lassù, con quell’orgoglio dell’essere italiano che aveva imparato dai suoi maestri fiorentini (Giorgio La Pira, don Raffaele Bensi) e che non lo ha mai abbandonato. Con loro anche lo story editor Giovanni Capetta , anche lui laureato in largo Gemelli e un paio di altri più giovani ex allievi dell’Università ( Rachele Mocchetti e Ludovico Maltese ), che hanno collaborato in diversi ruoli sia in fase di sviluppo che poi sul set.

 
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