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Le parole della fase 2

In modo accentuato nei documenti aziendali e nel parlato più che in tv o nei documenti ufficiali le contaminazioni dall’inglese sono un dato incontrovertibile. Un dialogo italiano-francese ”, il secondo appuntamento promosso dall’ Osservatorio di Terminologie e politiche linguistiche (Otpl) e dal Centro di ricerca sulla televisione e gli audiovisivi (Certa), coordinato dalla direttrice di Optl Maria Teresa Zanola . All’evento virtuale hanno partecipato i due linguisti Bernard Cerquiglini e Francesco Sabatini , Paolo D’Achille dell’Università degli studi di Roma Tre e Massimo Scaglioni , responsabile Certa e docente di Storia e economia dei media in Università Cattolica. Come ha dichiarato Francesco Sabatini , presidente onorario dell’Accademica della Crusca, «abbiamo colto che bisogna difendere due dimensioni: la necessità di una comunicazione a livello planetario, e una verticale nella comunità nazionale». Inoltre si affaccia il “pericolo spazzatura” ossia, ha continuato Sabatini «corriamo il rischio di dedicare enormi quantità di tempo, risorse e denaro nell’apprendere al meglio l’inglese di cui poi ci serviamo in una percentuale di casi ancora molto bassa e di relegare nella spazzatura le altre lingue». Un termine come “smartabile” non si può introdurre nel vocabolario della lingua italiana perché è malformato e perchè “abile” è un suffisso che richiede un verbo transitivo (e non è il caso di smart ). Ora si è tornati a vedere i talk politici, indice di una grande necessità di chiarificazione perché alcuni temi come quello dei “congiunti” nelle norme stabilite dal governo sono stati caratterizzati dall’oscurità».

 

Far ripartire l’economia, la vera urgenza del dopo Covid

Rassegna stampa Far ripartire l’economia, la vera urgenza del dopo Covid I disoccupati e gli inattivi crescono, gli atenei rispondono con la formazione universitaria. Gli esperti dell'Università Cattolica sono interventui anche questa settimana in radio e tv by Antonella olivari | 05 giugno 2020 I temi economici prevalgono sull’emergenza sanitaria del Covid 19 nella settimana che va dal 30 maggio al 4 giugno. Gli ultimi dati sui contagi sono rassicuranti e hanno portato alla riapertura dei confini fra le regioni italiane. Mentre debutta l’App Immuni, lo sguardo va Oltreoceano con l’America che si infiamma sull’omicidio Floyd, provocando un’ondata di protesta contro il razzismo anche in Europa. A Radio 24 del 1 giugno Luca Richeldi propone una riflessione sugli spostamenti interregionali e sulla app "Immuni", mentre a Rai 3 Tgr Lazio Ketty Peris passa in rassegna i problemi alla pelle causati dai Gel alcolici. L’anno scolastico è ormai agli sgoccioli e gli studenti si apprestano a scegliere l’Università anche attraverso gli open day virtuali messi in campo dagli atenei. Il rettore Franco Anelli presenta le iniziative dell’open week a Buongiorno regione del 2 giugno, in onda su Rai 3, con gli altri rettori lombardi.

 

Gli esperti Unicatt sette giorni in Tv

Rassegna stampa Gli esperti Unicatt sette giorni in Tv La Fase 2 al centro degli interventi dei professori dell’Università Cattolica sulle principali emittenti televisive. Spazio anche a politica estera e sport by Antonella Olivari | 29 maggio 2020 Il virus pare stia perdendo la sua carica virale e l’Italia inizia ad alzare lo sguardo sul dopo, senza perdere d’occhio il numero dei contagiati. Per esempio, che ruolo ha avuto la comunicazione durante l’emergenza sanitaria? Da qui è nato l’ebook gratuito di Marianna Sala del Corecom e di Massimo Scaglioni presentato al tg di Telecity Lombardia il 22 maggio nel quale si parla di fake news e disinformazione medico scientifico. Un’altra analisi è stata fatta da Guendalina Graffigna ospite il 24 maggio a Radio Vaticana che ha messo in evidenza sintomi da stress per il 70% degli operatori sanitari a causa del Covid-19. Stress e timori anche in famiglia emergono dall’indagine realizzata da Camillo Regalia e presentata a Radio Uno. A Unomattina Roberto Cauda , il 25 maggio, analizza l’andamento del virus durante la prima settimana di riapertura, ad Agorà Americo Cicchetti parla del sistema sanitario e di quali miglioramenti si possono apportare. La pandemia ha bloccato il sistema sanitario: Rocco Bellantone a Unomattina parla dei mancati controlli alla tiroide e delle conseguenze per chi ha un tumore. Il 28 maggio arriva il verdetto della ripartenza del campionato di calcio, il commento di Claudio Sottoriva Rainews24 Sport 24, mentre a Tagadà , su LA7, Roberto Cauda spiega le conseguenze del Covid su cuore, cervello e polmoni.

 

Il virus ha cambiato la nostra lingua

Di più, ha marcato molte lingue e in particolare quelle romanze, quelle che trovano ancora oggi una matrice comune nei Paesi del sud dell’Europa, Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Romania. Parole come “lockdown” che, come ha ricordato il linguista Francesco Sabatini , presidente onorario dell’Accademica della Crusca, ha origini angloamericane ed è nato nell’ambiente carcerario per indicare la situazione di isolamento dei detenuti. Da un uso specialistico se ne è fatto, dunque, un uso generalizzato che ha definito la chiusura e il blocco delle attività di molte popolazioni nel mondo. In base alle richieste arrivate all’Accademia della Crusca, di cui il docente fa parte, si evince che diversi termini anglofoni sono ormai acclimatati nel linguaggio comune, per altri nuovi invece forse è necessario avviare una riflessione per proporre alternative che utilizzino la lingua madre. L’introduzione di questi termini ha sortito anche un effetto ironico in Paesi come la Francia, dove una certa creatività lessicale ha prodotto i “coronaperó” e gli “zoomaperó” al posto dei classici aperitivi, o i “coronabdó”, gli addominali rinforzati dal ripiego della ginnastica casalinga. Oltre al già ricordato lockdown, anche i concetti di tracciabilità, di morbilità, di distanziamento sociale (che in francese riguarda le differenze tra le classi sociali e non la separazione fisica tra i cittadini), o ancora i termini “resistenza”, “confinamento”, “mascherina” nella sua duplice veste di protezione e nascondimento. Il futuro che attende la tv è probabilmente un’estate con un caso fisiologico di ascolti se la situazione si normalizzerà, in attesa di una nuova ondata di informazione in autunno quando torneranno verosimilmente tensioni sociali e politiche.

 

Gli esperti in radio e tv sulla ripartenza dopo il lockdown

Rispetto al tema dei test sierologici di cui si parla molto in questi giorni lo pneumologo Luca Richeld i l’11 maggio è intervenuto al GR1 e al GR2 su come si muovono le regioni rispetto a questi test. Un intervento specifico sulla reazione dei pazienti diabetici al Coronavirus, è stato poi il 10 maggio quello di Dario Pitocco a Effetti Collaterali di Radio Vaticana. Anche Americo Cicchetti il 12 maggio ha spiegato il meccanismo del Mes e gli investimenti nel sistema sanitario a Zapping di Radio 1 e ha illustrato il report sui tamponi il 10 maggio ai GR 1, 2 e 3. Relativamente al futuro dell’Europa e alle mosse della BCE, al rapporto tra l’epidemia Covid-19 e la globalizzazione e il ruolo degli Stati nazione, Vittorio Emanuele Parsi ha espresso il suo parere a Frontiere di Rai1 l’11 maggio. Il politologo ha sottolineato come le grandi sfide consentano sempre di pensare in modo diverso e che la rete di interdipendenza globale ha sottovalutato un principio di precauzione nella progettazione di qualsiasi sistema: il fattore umano di coloro che erano in gioco. E a partire dal suo ultimo libro Vulnerabili: come la pandemia cambierà il mondo sempre Vittorio Emanuele Parsi a Nessun luogo è lontano di Radio 24 ha parlato della fiducia nei governi e delle tendenze politiche. Sull’attentato contro un ospedale in Afghanistan Marco Lombardi è intervenuto a Radio Vaticana il 14 maggio e a Sky tg24 il 9 maggio sulla liberazione di Silvia Romano in occasione del suo imminente arrivo.

 

Una bussola per orientarsi nella jungla televisiva

Milano Una bussola per orientarsi nella jungla televisiva Nasce Orientaserie.it dalla collaborazione tra Unicatt, Aiart e Corecom, il primo sito web che aiuta i genitori a valutare le serie TV. I redattori del sito che aiuta cittadini e famiglie a scegliere cosa vedere provengono dal master International Screenwriting and Production attivo presso la sede milanese dell’Ateno. Qualche esempio? La serie Sotto copertura , poco conosciuta eppure molto valida, racconta la cattura del boss della camorra Antonio Iovine avvenuta nel 2010 dopo una latitanza di quasi quindici anni e la riteniamo l’altra faccia della medaglia rispetto alla celeberrima Gomorra » - precisa. Una risorsa indispensabile per tutti, ma in particolare per genitori ed educatori, uno strumento di consultazione agile, documentato e affidabile su un mondo nel quale gli adolescenti trascorrono ormai una buona parte del loro tempo libero. Il sito ospita recensioni di critici ed esperti, segnala e promuove contenuti adatti alla visione in famiglia, offrendo tutte le informazioni necessarie per valutare i prodotti più popolari e poter così esprimere un primo giudizio fondato e credibile. Sempre più spesso le serie tv sono realizzazioni di alto livello, che affrontano anche tematiche piuttosto impegnative quanto a contenuti e impianto narrativo, oltre che emotivamente complesse. È importante che genitori, insegnanti e tutti coloro che a vario titolo hanno a che fare con i ragazzi siano informati sulle storie e i personaggi più seguiti.

 

Gli esperti della Cattolica on air e tv

Su Radio 24, il 26 aprile, si parla della mancanza di attività sportiva e di e-sport con Stefano Tirelli , esperto di tecniche sperimentali sportive per il benessere degli atleti. Il successo delle serie tv si sta rafforzando in questo periodo di quarantena e per aiutare genitori e figli nella scelta è stato realizzato il sito Orienta Tv, un progetto, presentato alla Tgr Lombardia, che vede il coinvolgimento anche di docenti dell’Università Cattolica. Il 27 aprile fa capolino la politica estera su Radio vaticana dove Eleonora Ardemagni parla della questione Yemen con il governo che tratta con i ribelli sciiti e della paura che anche qui si diffonda il Coronavirus. In tema Covid, a Obiettivo salute di Radio 24, un gruppo di psicologi Università Cattolica racconta che ha preparato esercizi per affrontare l’emergenza, mentre Alessandro Solipaca , ospite a “I fatti vostri” di Rai2, spiega cosa ci si aspetta dopo il 4 maggio, ma tutto dipenderà da come si comporteranno i cittadini. Al Tg di Rai3 Luca Richeldi fa il punto sul contagio in Italia, con numeri e prospettive e a La vita in diretta di Rai 1 Rocco Bellantone fa un bilancio della struttura Columbus Covid 2 Hospital dopo poco più di un mese dalla nascita. Di prima mattina del 28 aprile, su Radio 1, Chiara Giaccardi racconta come le famiglie stanno reagendo a questo momento difficile e cosa è mancato per visualizzare lo sforzo fatto poiché gli strumenti per ora messi in atto dal Governo non bastano per affrontare la ripresa. Anche nella giornata del 29 aprile, a Tutta salute di Rai 3, si parla del contagio da Covid con Stefano Vella , che si sofferma sulle diversità fra regione e regione; a Uno Mattina Americo Cicchetti suggerisce come può riorganizzarsi il sistema sanitario italiano.

 

I docenti Unicatt in radio e tv

RASSEGNA STAMPA I docenti Unicatt in radio e tv Anche questa settimana gli esperti dell’ateneo sono intervenuti ai dibattiti radio televisivi sulla fase 1 e sui possibili scenari della fase 2 post Covid by Antonella Olivari | 23 aprile 2020 Una crisi globale senza precedenti. È quello che ci si aspetta dopo la pandemia da Coronavirus, secondo Carlo Cottarelli intervenuto a Radio 1 il 18 aprile. Nel frattempo su Tv 2000 Walter Ricciardi continua a mettere tutti in guardia su possibili nuovi focolai. Nell’emergenza anche i giovani universitari si danno da fare e lo studente della Cattolica ventiduenne Matteo ha l’intuizione di trasformare la visiera da scherma in presidio sanitario come racconta a Radio2 il 19 aprile. Il 20 aprile Mauro Magatti è a Storie Italiane su Rai 1 per commentare il furbetto che si finge infermiere per poter uscire e se ne vanta pubblicando la storia sui social, le nostre piazze di oggi. Roberto Cauda , il 21 aprile, è ospite alla trasmissione Tagadà , su La7, per rispondere in diretta ai vari dubbi da contagio, mentre Alessandro Curioni parla al Gr1 e Gr2 Rai, nella giornata del 22 aprile, della sicurezza dei dati raccolti dalla app Immuni. Nello stesso giorno Roberto Cauda è a Uno mattina per parlare della correlazione fra inquinamento e epidemia in occasione dell’Earth day, mentre Giacomo Gerosa presenta al GR1 Rai gli esiti della ricerca pubblicati su Nature relativi all’aumento dell’ozono “cattivo” in Europa a causa dei cambiamenti climatici.

 

I nostri esperti su radio e piccolo schermo

RASSEGNA STAMPA I nostri esperti su radio e piccolo schermo Anche nella settimana pre e post pasquale gli esperti dell’Università Cattolica non hanno lesinato la loro disponibilità a partecipare a trasmissioni radio televisive per dare il proprio contributo sul fronte medico ed economico, ma anche psico-sociologico. Una nota positiva arriva il giorno di Pasqua da Uno mattina dove il geriatra Francesco Landi racconta come fanno bene i nipoti ai nonni che, grazie alle nuove tecnologie, riescono a mantenere un rapporto vivo e a farli sentire meno soli. Nel frattempo al Policlinico Gemelli i casi più gravi vengono smistati e inviati al Columbus Covid-2 Hospital come raccontano nel giorno di Pasquetta al TG3 Francesco Franceschi , primario del Pronto Soccorso, e Antonio Gasbarrini , direttore Servizio scienze mediche e chirurgiche del Policlinico Gemelli. Nel frattempo la Regione Lombardia istituisce una cabina di regia con imprese, sindacati e rettori delle università milanesi per definire la fase Due, di cui si parla nei principali Tg del giorno e di cui ha parlato a Radio 24 il rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli . Giuseppe Arbia e Carlo Cottarelli figurano fra gli esperti a Di martedì su La7 per analizzare l’andamento del contagio e le ripercussioni economiche, mentre Angelo Baglioni , su Class CNBC, parla di coronabond e del mancato accordo europeo. A Porta a Porta , il 15 aprile, Stefano Vella commenta i dati del girono e afferma che prima di entrare nella fase due bisognerà vedere come va il calo dei contagi, mentre Americo Cicchetti a La vita indiretta si sofferma sulle tematiche economiche legate al coronavirus. Anche nella giornata del 16 aprile l’infettivologo Roberto Cauda spiega a Uno Mattina e Sky Tg24 perché il numero dei morti non accenna a diminuire, così anche Giuseppe Arbia a Zapping di Rai Radio 2.

 

DOC, la serie del momento nasce in Cattolica

TV DOC, la serie del momento nasce in Cattolica Dalla professoressa della Facoltà di Medicina Barbara Fossati che ha ispirato Matilde Gioli agli autori che si sono formati al Master MISP . La fiction in onda su RaiUno è “made in Unicatt” by LUCA APREA | 09 aprile 2020 Autori, story editor, produttori e...medici. Il cuore di DOC-Nelle tue mani , la serie tv in onda su RaiUno che nelle ultime settimane sta facendo registrare ascolti da record, batte per la Cattolica. Io le ho detto 'spero non troppo' visto che il suo personaggio, almeno in un primo momento, non è proprio simpaticissimo... ma è vero che entrambe abbiamo un certo piglio molto 'milanese' nell'approccio. Un tema che abbiamo affrontato infatti è stato proprio quello dell'empatia tra medico e paziente, l'aspetto psicologico è uno degli aspetti che gli attori hanno prestato particolare attenzione. Per esigenze narrative (la serie è composta da 16 episodi) è stato necessario drammatizzare molto il punto di partenza ma la sua presenza è stata di enorme importanza per la costruzione del profilo del protagonista. Il punto centrale della storia è comunque quello del libro ovvero di un dottore che, vivendo in prima persona l'esperienza del paziente, in seguito è diventato un medico migliore". Se da un lato è innegabile che ci sia una particolare attenzione a questo tipo di dinamiche dall'altra il rischio, concreto, era quello che la gente la sera non avesse voglia di vedere un ospedale anche in una serie tv.

 

Medicina ed economia, risposte alla crisi

RASSEGNASTAMPA Medicina ed economia, risposte alla crisi Gli esperti dell’Università Cattolica intervengono in radio e televisione per offrire un contributo di analisi in questo tempo difficile e di emergenza by Emanuela Gazzotti | 03 aprile 2020 Continua la presenza assidua degli esperti dell’Università Cattolica in radio e televisione. Il loro contributo si aggiunge all’ordinario, e straordinario, lavoro quotidiano di assistenza ai malati nel caso dei medici, e di riflessione sulla gestione della crisi per gli economisti: una disponibilità che racconta la dedizione e il senso di responsabilità verso tutta la comunità. Il professore ha parlato anche a Circo Massimo di Radio Capital a proposito del fabbisogno di miliardi di mascherine chirurgiche che serviranno a tutti nella fase di riapertura delle attività per proteggere gli altri da eventuali virus nel caso si sia asintomatici. Il 1° aprile a Otto e mezzo di La7 ha poi dichiarato che l’epidemia va valutata ogni due settimane e che è improbabile che si possano allentare le misure a partire dal 13 aprile. Lo pneumologo Luca Richeldi il 1° aprile a Circo Massimo di Radio Capital ha paragonato la situazione che stiamo vivendo alla scalata di una montagna che è faticosa tanto quanto la discesa. Lo psicologo dell’emergenza Fabio Sbattella il 1° aprile a Tra poco in edicola di Radio 1 ha parlato del carico emotivo degli operatori sanitari e ha sottolineato l’importanza degli strumenti di protezione che danno sicurezza, di motivazione e di slancio, di competenza e preparazione specialistica. Anche il direttore generale della Fondazione Policlinico Gemelli Marco Elefanti il 3 aprile ha parlato a Buongiorno Regione Lazio di Rai3 per ricordare l’attività di ricerca in corso relativa ai trial clinici per lo studio dei protocolli di cura che vengono testati sui pazienti.

 

Il master a lezione Instagram da Saviano

Milano Il master a lezione Instagram da Saviano Gli studenti del master in Ideazione e produzione audiovisiva cinematografica e per i media digitali sono stati i primi a interagire a distanza con lo scrittore napoletrano, per parlare di serie Tv. Il racconto degli allievi coinvolti 09 aprile 2020 di Monia Mosca, Luigi Minerva, Isabella Aniasi * Una lectio magistralis davvero speciale: dall’altro capo della diretta Instagram e dell’oceano Atlantico, a New York, Roberto Saviano ci ha introdotto nel mondo delle serie tv. Come? Grazie a Piero Passaniti , nostro docente di Tecniche di informazione giornalistica in video, e Federica Campana , stretta collaboratrice di Roberto Saviano, che si è diplomata nel 2004 facendo il nostro stesso percorso formativo per poi diventare autore a Che tempo che fa e poi con Saviano. Per prepararci alla diretta, avevamo preparato come classe una serie di domande sul tema e anche qualcuna personale, pensando che ne avrebbe scelte alcune: invece ha risposto a tutte quelle che avevamo scritto in modo approfondito, ponderato e mai banale. Abbiamo discusso di tanti temi: dalla responsabilità degli autori quando scrivono prodotti di così largo consumo e popolari fino a questioni più specifiche, come le varie tecniche di scrittura per i diversi tipi di contenuto (serie tv, film, documentario, teatro). Ci ha chiesto del nostro percorso di studi, dei nostri riferimenti cinematografici e di come stiamo affrontando questo periodo di isolamento, di come riusciamo a portare avanti I nostri progetti video…in quarantena. Siamo stati tutti molto contenti di questa lezione-confronto a distanza, che ci ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che “la distanza” non è quella fisica (Milano-New York in streaming) ma un modo di rapportarsi…e con lui non l’abbiamo percepita affatto.

 

Covid-19 si combatte anche in radio e Tv

Sono motivati, determinati e coraggiosi in questa fase storica» ha dichiarato Anna Maria Fellegara , preside della facoltà di Economia e Giurisprudenza della sede di Piacenza il 25 marzo a Newsroom Italia di Rainews24. L’Ateneo, prossimo a celebrare il suo primo secolo di vita, è pronto a guardare ai prossimi cento anni proprio a partire dall’interazione della didattica in presenza (fondamentale perché il processo formativo ha bisogno di relazione e di vicinanza) con gli strumenti offerti oggi dalla tecnologia. Con il passare delle settimane stanno emergendo molte esigenze che riguardano sia le persone costrette a stare in casa sia gli operatori sanitari sottoposti a ritmi di lavoro e pressioni psicologiche sempre più faticosi. Il 25 marzo a Basta la salute di Rainews24 lo psichiatra Gabriele Sani ha parlato del progetto “Resilienza Covid19” proprio per aiutare gli operatori sanitari. Ricordiamo quello di Stefano Vella il 23 marzo a La vita in diretta di Rai1 e il 24 marzo a Coffee break di La7 a proposito del farmaco Avigan utilizzato in Giappone. Una raccomandazione particolare è arrivata dal geriatra Graziano Onder il 26 marzo a Skytg24, che ha sottolineato l’importanza per gli anziani di rivolgersi subito al medico di base in caso di febbre e affanno. Il 25 marzo a Buongiorno regione di Rai3 e il 26 marzo a Piazza pulita di La7 si è parlato del progetto dei tamponi lampo, per il quale l’ospedale pilota è il Policlinico Gemelli.

 

Gli esperti Unicatt nel piccolo schermo

Un picco di informazioni è stato rilevato lunedì 16 marzo con l’apertura del Columbus Covid-2 Hospital , di cui ha parlato il preside della facoltà di Medicina e chirurgia, Rocco Bellantone al TG3 Lazio. Segnaliamo anche l’intervento a Frontiere di RAI1 di Walter Ricciardi , membro italiano del comitato esecutivo dell’OMS e professore di Igiene, che ha sottolineato la necessità di fare più prevenzione e assumere altri medici e infermieri. È il caso dell’economista Andrea Boitani che il 17 marzo a Il prezzo del virus di Class CNBC ha spiegato che la recessione è alle porte. Ma si può uscirne con uno sforzo di coesione europea e con il sostegno della Banca Centrale Europea che detiene attualmente il 25% del Pil di debito pubblico italiano e che consentirà di non aumentarlo. Un buon consiglio è quello di variare le attività quotidiane: l’informazione in tv, la lettura di un libro, il silenzio, le telefonate, l’ascolto della musica, insomma una ginnastica mentale e spirituale che permette di non farsi travolgere dall’angoscia. Una certa dose di paura è necessaria se intesa come consapevolezza della possibilità, oltre che di ammalarsi, anche di contagiare altri. A tutti è stato costantemente raccomandato di restare a casa e uscire solo per casi di vera necessità e Luca Richeldi il 18 marzo a RAI1 ha precisato che i sintomi tipici della malattia da coronavirus sono la febbre, la tosse, i dolori muscolari e spesso la congiuntivite.

 

Coronavirus, parlano gli esperti Unicatt

Covid-19 Coronavirus, parlano gli esperti Unicatt I professori dell’Università Cattolica hanno offerto la loro competenza ai microfoni di radio e televisione. Ecco alcuni dei loro interventi degli ultimi giorni by Federica Mancinelli | 06 marzo 2020 Nella seconda settimana di allerta ed emergenza sulla diffusione del Covid-19 anche nel nostro paese, i docenti dell’Università Cattolica continuano ad offrire la propria expertise nelle trasmissioni televisive e radiofoniche specializzate e più seguite. Inizia ad aumentare già dal fine settimana la preoccupazione sugli effetti economici e finanziari dell’epidemia: ne parla a RaiNews Angelo Baglioni e sui provvedimenti del Governo è centrato l’intervento di Andrea Monticini a TGR Lombardia . Iniziano a preoccupare le ragioni sanitarie, particolarmente quelle dell’assistenza ospedaliera: sono le terapie intensive di tutte le strutturi i luoghi maggiormente impegnati: Massimo Antonelli illustra la situazione nel programma domenicale “Mezz’ora in più”. Sull’impatto socioeconomico e sul cambiamento degli stili di vita è centrato l’intervento a Mi manda Rai Tre di Guendalina Graffigna che a TGR Lombardia offre alcuni utili consigli per affrontare l’emergenza. È una corsa contro il tempo per contenere il contagio, nelle piccole e grandi città: ne parla Luca Richeldi a Uno Mattina , mentre aumenta la gestione dei casi nei pronto soccorso: fa il punto della situazione Francesco Franceschi al TG2 . Accanto alle questioni sanitarie e economiche preoccupa il tema dei trasporti, che è tema cruciale per il lavoro, i movimenti, la quotidiana normalità: ne parla Andrea Boitani a RadioUno .

 

Medici in prima linea anche in radio e tv

La conclamata pandemia da Covid-19 non ha ancora raggiunto il picco nel nostro Paese e ancora per tutta la prossima settimana dobbiamo aspettarci un aumento di contagi ma con la speranza che i provvedimenti e le restrizioni rigide presi dal Governo possano presto mostrare il loro effetto positivo. Questo è il messaggio ripetuto in decine di interviste da Walter Ricciardi , consigliere per le relazioni dell'Italia con gli organismi sanitari internazionali e docente di Igiene alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica a Roma. Solo nella giornata di giovedì 12 marzo il professore è intervenuto al tg3, a La7, a tutti i tg di Mediaset dove ha dichiarato: «É bene che cominciamo ad abituarci a una guerra lunga. Certo si sono manifestati casi anche nella popolazione di età media ma era prevedibile che in un Paese demograficamente segnato da una popolazione sempre più anziana e non particolarmente in salute questa fosse la fascia più colpita. La crescita è possibile che riguardi nei prossimi giorni anche il centro-sud Italia che ha sottovalutato completamente la situazione fino a qualche giorno fa». L’economista Americo Cicchetti a Giorno per giorno di Radio 1 ha parlato dell’efficienza del sistema sanitario che, «osservando gli indicatori di salute, si può affermare sia andato migliorando negli anni. Per far fronte all’emergenza Cicchetti ha ricordato che 5700 laureati in Medicina non hanno potuto sostenere l’esame di stato e stanno chiedendo di farlo per poter essere operativi e di aiuto da subito.

 

Ibridare per divulgare

L’incontro ha messo in luce aspetti rilevanti della nostra epoca: a partire dall’ibridazione dei mezzi di comunicazione che creano contenuti destinati a più piattaforme, per poi volgere su come la cultura debba investire su queste contaminazioni. L’apertura di un canale basato unicamente su contenuti culturali, era una scommessa: analisi di mercato alla mano, tutto era contro la riuscita di un progetto del genere. Per questo motivo, Pisoni ha capito che l’unico modo per poter avere un discreto successo era investire su contenuti che avessero una forte identità. Identità che è stata data da due scelte strategiche importanti: puntare su persone in grado di trattare argomenti culturali e artistici sul web con un discreto seguito, e coinvolgere micro-comunità di appassionati riguardo ad argomenti culturali molto specifici. Pisoni ha raccontato che questo era il punto su cui volevano insistere: “Creare un canale che si mischiasse con la vita culturale reale che trovi per le strade, quando esci di casa”. Una scelta vincente che ha prodotto un successo inaspettato per il canale di Sky e che dopo 7 anni ha portato SkyArte anche nel mondo cinematografico: molti dei documentari, realizzati in collaborazione con Sky, hanno riempito le sale dei cinema di tutto il mondo, ottenendo ottimi incassi. Alla luce di questo successo, viene da chiedersi se in fondo la cultura sia un settore lontano da queste ibridazioni oppure se non sia il caso di ibridarla per riportarla alla sua massima bellezza.

 

Giornalismo, la Scuola che piace alla Rai

CATTOLICAPOST Giornalismo, la Scuola che piace alla Rai Nel concorso della Tv pubblica, su 100 vincitori sono stati scelti 10 allievi degli ultimi anni del master biennale che forma nuovi professionisti dell’informazione. by Daniela Fogliada | 25 novembre 2015 Un’alta percentuale di successi e una formazione di valore che segue da vicino gli studenti, cercando di anticipare i cambiamenti del mondo dell’informazione. Potrebbe sembrare uno spot, se non fosse la premessa della notizia che all’ultimo concorso Rai, 10 dei 100 posti in palio per gli oltre 4mila aspiranti sono stati appannaggio dei professionisti usciti dalla nostra Scuola di Giornalismo , tra l’altro con un ottimo piazzamento che comprende anche il primissimo posto in graduatoria . Sulle orme di chi, prima di loro, dopo aver frequentato la Scuola è cresciuto professionalmente proprio in Rai o nelle principali testate, scegliendo la strada del giornalista freelance, entrando a far parte delle redazioni dei più importanti quotidiani, scalandone le posizioni fino a raggiungere anche ruoli di dirigenza. Nell’ultimo anno - aggiunge Scanni - i ragazzi della Scuola sono stati coinvolti anche in San Siro Stories , un ambizioso progetto giornalistico, narrativo e multimediale realizzato con strumenti nuovi che il giornalista di oggi deve necessariamente conoscere e padroneggiare per sopravvivere nel mondo del lavoro. Una storia di frontiera che ha molto da dire a quanto succede alle nostre metropoli che si trovano impaurite e impreparate ad affrontare il nemico che cresce dentro di loro. giornalismo #rai #informazione #tv Facebook Twitter Send by mail Print UNA FORTE POLITICA DI STAGE E PLACEMENT Da quest’anno la Scuola di Giornalismo forma 30 studenti , portandoli avanti per un biennio articolato in attività teoriche e laboratori in cui mettersi alla prova a livello pratico per affinare le tecniche giornalistiche.

 

Il “mostro di ferro” raccontato in tv

Milano Il “mostro di ferro” raccontato in tv La prima puntata del documentario “ L’Italia del treno ” in onda dal 22 ottobre è stata presentata agli studenti di Storia dei media del professor Massimo Scaglioni . by Agostino Picicco | 09 novembre 2018 Il treno e la ferrovia hanno segnato la storia d’Italia, comprensiva di costume e società. È questo il concetto di fondo emerso dalla “lezione speciale” nell’ambito del corso di Storia dei media del prof. Massimo Scaglioni del Ce.R.T.A. (Centro di ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi) nel quale è stata proiettata la prima puntata del documentario storico L’Italia del treno (in cinque puntate) in onda su History Channel . E cosi, racconta il video, l’avvento del treno come mezzo di trasporto interviene sull’urbanistica modellando le città con un nuovo centro, le stazioni. E anche a livello sociale cambiano i colori dell’abbigliamento a causa del “nerofumo” del treno a vapore e viene introdotto il sugo di pomodoro, più facile da trasportare, per realizzare il piatto più famoso del mondo. A trasformarsi è anche la circolazione delle notizie, facilitate da lettere e telegrammi: treno e telegrafo agiscono su spazio e tempo, accorciandoli.

 

Perché dico viva la Rai

Giovedì 24 novembre la presentazione con Carlo Freccero del libro pubblicato dal professore della facoltà di Scienze linguistiche per Vita e Pensiero by Velania La Mendola | 26 ottobre 2016 Non è la Bbc ma, a certe condizioni, della Rai abbiamo ancora bisogno. Massimo Scaglioni , docente di Storia dei media alla facoltà di Scienze linguistiche, va al cuore di una questione che, nel nostro Paese, ha sempre fatto discutere e farà parlare ancora di sé dopo che il 6 maggio 2016 è scaduta la convenzione ventennale tra Stato e Rai Spa in materia. Morte o rinascita della Rai? stiamo parlando di «un’idea moderna, tanto più a fronte dei cambiamenti economici e mediali in corso, perché fa da contrappeso rispetto alla tendenza naturale del mercato verso la concentrazione in grandi conglomerati, sempre più rilevanti nel panorama statunitense ed europeo (Google, Youtube, ecc.). La speranza è nella legittimazione dell’esserci, dell'essere riconosciuto come bene comune, che ogni cittadino pensi che è importante che ci sia». Eppure sembra che la maggioranza degli italiani sia insoddisfatta della Rai, perché? «L’ingerenza politica ha minato la legittimazione del servizio di fronte al pubblico. La Rai è anche una storia di progetti quindi? «Sì, anzi è la parte meno indagata della sua storia ed è quella che cerco di delineare nel libro. I cattolici rimangono ancora portatori di valori fondamentali per il futuro del servizio pubblico, non nel senso di chiusura confessionale, ma nel senso dell’umanesimo, della centralità dell’uomo, per l’idea del servizio, se crediamo in una comunità che dialoga.

 

Bette, Joan e Ambra Angiolini

MILANO Bette, Joan e Ambra Angiolini La rivalità di due grandi attrici hollywoodiane arriva sul piccolo schermo nella serie Feud, in onda dal 7 gennaio su Mediaset Premium. L’anteprima in Cattolica con Aldo Grasso, Maurizio Porro e l’attrice che racconta il peso della competizione sul set. Ispirata al film del 1962 “Che fine ha fatto Baby Jane?”, la serie racconta la rivalità tra due grandi attrici del cinema anni ’50, Joan Crawford e Bette Davis, interpretate rispettivamente da Jessica Lange e Susan Sarandon. La serie è un gioco di grandi personalità che raccontano un vizio del cinema: quando c’è un protagonista non vuole che altri gli facciano ombra» spiega Grasso. Che aggiunge: «Feud: Bette and Joan, però, insegna che due attrici che non si amano, unendo la loro bravura, possono rendere un prodotto televisivo straordinario”. Queste erano Bette Davis e Joan Crawford, due grandi attrici rivali che hanno fatto la storia del cinema americano. Ma ho imparato a capire che oggi, quelle critiche che ho letto e sentito sul mio conto mi hanno aiutato a diventare più forte, perché altrimenti le parole negative trovano una dimora in noi e io non gliela voglio dare».

 

Cinema, radio, Tv e media digitali: i master si presentano al Festival di Venezia

La Cattolica al Lido Cinema, radio, Tv e media digitali: i master si presentano al Festival di Venezia Al Lido “in mostra” i corsi della Cattolica che rappresentano una lunga tradizione nel settore. settembre 2019 Vera fucina di mestieri nei settori del cinema, della tv, della radio e della comunicazione, l’Università Cattolica ha una lunga tradizione nella formazione di professionisti che operano come registi, sceneggiatori, produttori, giornalisti, critici cinematografici e televisivi. Una tradizione che si snoda attraverso l’offerta dei master che sono stati presentati oggi presso lo Spazio Fondazione Ente dello spettacolo alla 76° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. All’incontro questa mattina hanno partecipato Mario Gatti , direttore della sede di Milano dell’Ateneo, Antonella Sciarrone Alibrandi , prorettore dell’Università Cattolica, l’attore Giacomo Poretti e il presidente della FEdS Davide Milani . Gestione, sviluppo, comunicazione è unico in Italia nella formazione di figure professionali in grado di operare all'interno dell'industria televisiva, con particolare attenzione agli aspetti gestionali e manageriali dell'intera filiera produttiva e distributiva. La specificità del Master è quella di puntare alla costruzione delle diverse figure professionali della radio, offrendo agli allievi l'opportunità di partecipare alla progettazione e promozione di prodotti radiofonici ed eventi correlati. Il master in Digital communication specialist forma specialisti della comunicazione in grado di gestire gli strumenti digitali in modo professionale ed efficiente nell'ambito di qualsiasi strategia comunicativa.

 

La Tv e le voci dello sport

milano La Tv e le voci dello sport Pierluigi Pardo, Francesco Pancani, Antonio Raimondi, Massimiliano Ambesi ed Elena Pero sono alcuni dei volti più conosciuti della telecronaca sportiva. by Matteo Nava | 11 aprile 2018 Le loro voci sono familiari tanto quanto le gesta dei campioni che raccontano lo sport in Tv. Pierluigi Pardo, Francesco Pancani, Antonio Raimondi, Massimiliano Ambesi ed Elena Pero sono solo alcuni dei volti più conosciuti della telecronaca sportiva, che accompagnano gli appassionati nello spettacolo del calcio, nel fascino del ciclismo o nell’agonismo del rugby. Sono stati protagonisti dell’evento Diamo voce allo sport , promosso da Cattolicaper lo sport lo scorso 9 aprile in aula magna, stimolati dalle domande del docente di giornalismo radiofonico e televisivo Giorgio Simonelli . Per Antonio Raimondi , di Discovery-Eurosport, icona giornalistica della palla ovale, «l’importante è sempre ricordarsi che i protagonisti devono essere gli atleti, coloro che lottano in campo e non i telecronisti». Nel mio caso è però fondamentale la conoscenza del paesaggio, che in tempi così dilatati offre vaste possibilità di narrazione in momenti statici delle corse». Le seconde voci sono invece state sperimentate per la prima volta nel tennis, per il quale Elena Pero realizza le telecronache su Sky Sport: «Se non si è sul campo è importante aver già vissuto direttamente l’evento che si racconta almeno una volta.

 

Perché “Chernobyl” ha bucato lo schermo

È un nuovo esempio della potenza della grande serialità televisiva, in termini di narrazione e di ricostruzione di un immaginario tanto orripilante quanto vero. luglio 2019 di Massimo Scaglioni * “Ecco spiegato perché nessuno ama gli scienziati: quando abbiamo una malattia da curare, dove sono? In laboratorio e sui libri, e intanto la nonna muore. Negli Stati Uniti, la messa in onda su HBO è partita lentamente (poco più di 700mila spettatori), per poi crescere fino a oltre due milioni di spettatori fra “ live ” e “ on-demand ”. Anche in Italia la curva è tutta in crescita: poco più di mezzo milione di spettatori per il primo episodio “ live ”, e poi un ascolto consolidato medio (nei sette giorni) di oltre un milione e duecentomila spettatori. Nei mesi di giugno e luglio, fra la partenza del primo episodio e la conclusione, in onda l’8 del mese, oltre 50 mila interazioni “social” hanno riguardato “Chernobyl”, con un’accensione particolare su Twitter (dati elaborati attraverso Nielsen Social Content Ratings). Il lavoro della serie creata e scritta da Craig Mazin e diretta da Johan Renck funziona perfettamente in questo senso: è moderatamente didascalica, mediando fra verità fattuali, ricostruzioni ed esigenze drammaturgiche, e capace di svelare, in modo quasi documentaristico, il marcio e l’inettitudine dietro le verità ufficiali. Chernobyl è un nuovo esempio della potenza della grande serialità televisiva, in termini di narrazione e di costruzione o, in questo caso, di “ricostruzione” di un immaginario tanto orripilante quanto vero.

 

L’immigrazione non buca la rete

milano L’immigrazione non buca la rete Secondo una ricerca della Cattolica con Fondazione Ismu, il tema immigrati non ha sfondato nei primetime dei tg e nella stampa e neppure nella presenza sui social di candidati e partiti in lizza per le regionali in Lombardia e nel Lazio. Dall’indagine risulta che nel mese di campagna elettorale che ha preceduto l ’election day del 4 marzo 2018 , nella fascia di primetime dei telegiornali delle sette reti nazionali è stato trasmesso un totale di 4.050 notizie, di cui 405 dedicate al tema “immigrazione” (pari al 10%) . Passando invece all'analisi della carta stampata locale in Lombardia, con 56 articoli, la provincia di Brescia risulta essere la più sensibile al tema dell’immigrazione e l’area metropolitana di Milano è in fondo alla classifica con 5 articoli, mentre in Lazio l'argomento appare meno rilevante. In parallelo con la presentazione di questo studio, nell’ambito di Migrations Mediations , si parla di immigrazione e processi di inclusione nel capoluogo lombardo. L’iniziativa presenta in questa occasione un database di tutte le realtà (associazioni, organizzazioni, fondazioni, compagnie teatrali, case di produzione, ecc.) attive sul territorio milanese che si sono impegnate, nell'arco degli ultimi tre anni, in progetti di dialogo interculturale mediante strumenti mediali, artistici, teatrali, culturali. Dall’analisi di un primo campione di 138 realtà, risulta che i soggetti che più sostengono gli interessi istituzionali verso l’inclusione sociale delle comunità straniere sono associazioni culturali (61%), fondazioni (11%), enti pubblici o privati (10%) e cooperative sociali (7%). In secondo luogo, la distribuzione delle iniziative sul territorio mostra un’interessante concentrazione nel centro storico, affiancata però da una intensa presenza di esperienze innovative nelle zone a più alta densità di comunità straniere (San Siro, Loreto-Via Padova, Calvairate, Dergano).

 

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