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Porte aperte per l'Open Day

Roma Porte aperte per l'Open Day Presentata nella Giornata di Orientamento preuniversitario di venerdì 23 novembre l’offerta formativa dell’Ateneo per le Facoltà di Economia e Medicina e chirurgia. Alle aspiranti matricole e alle loro famiglie è stata presentata l’intera offerta formativa della Facoltà di Economia e della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica presso la sede di Roma. I partecipanti hanno anche avuto la possibilità di cimentarsi con le prove di simulazione per l’ammissione ai Corsi di laurea in Economia e Medicina e chirurgia. Claudio Giuliodori, Assistente Ecclesiastico Generale dell’Università Cattolica, il professor Domenico Bodega , Preside della Facoltà di Economia, il professor Antonio Lanzone , coordinatore del Corso di laurea magistrale in Medicina e chirurgia, e il dottor Fabrizio Vicentini , Direttore della sede di Roma della Cattolica. Per la Facoltà di Economia è stato presentato il Corso di laurea triennale in Economia e gestione dei servizi. Per la Facoltà di Medicina e chirurgia , sono stati presentati i Corsi di laurea a ciclo unico in Farmacia, Medicina e chirurgia, Medicine and Surgery e in Odontoiatria e protesi dentaria e i Corsi di laurea triennali delle Professioni sanitarie e in Scienze e tecnologie cosmetologiche. orientamento #openday #economia #medicina #test Facebook Twitter Send by mail PREPARAZIONE AI TEST E INCONTRO CON LE FAMIGLIE “Mettiamoci alla prova”: incontri di preparazione alle prove di ammissione alle Facoltà di Economia e Medicina.

 

SSN, quarant'anni dopo

Roma SSN, quarant'anni dopo Un convegno promosso dall’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (ALTEMS) dell’Ateneo ha fatto un bilancio dei primi 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale, analizzando le sfide che la sanità italiana è chiamata ad affrontare in futuro. by Federica Mancinelli | 12 novembre 2018 “A 40 anni dalla legge 833 del 1978: le sfide per la sanità e la salute” è il titolo del convegno che si è svolto lo scorso 9 novembre nella sede di Roma dell’Università Cattolica, in occasione del quarantesimo anniversario dell’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale. Il convegno è stato aperto da Domenico Bodega, Preside della Facoltà di Economia all’Università Cattolica, e Americo Cicchetti, Direttore dell’ALTEMS. “Il convegno – ha affermato Vincenzo Antonelli, coordinatore del Master - coinvolgendo qualificati esponenti del mondo accademico e delle istituzioni, intende non solo fare un bilancio dei primi 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale, ma soprattutto prospettare ed approfondire le sfide che la sanità italiana è chiamata ad affrontare nel futuro. Tali sfide vanno dalla riorganizzazione delle aziende sanitarie al riassetto dell’assistenza primaria, da un nuovo ruolo dei privati alla dimensione internazionale ed europea dell’assistenza sanitaria, dalle ricadute delle nuove tecnologie sulla sanità al ripensamento della relazione terapeutica medico-paziente”.

 

Cambiamento climatico, che fare?

Ambiente Cambiamento climatico, che fare? Clic-Plan è il progetto avviato dall’Alta Scuola per l'Ambiente con la sponda bresciana del lago di Garda per misurare la percezione pubblica degli effetti dei cambiamenti climatici. Obiettivo: definire un piano locale di adattamento e prevenzione. Da anni infatti si discute di strategie di mitigazione, ma risulta assai più nuovo il tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici quale strumento per rafforzare la resilienza dei territori e delle comunità di fronte al peso degli eventi naturali cui sono esposte. A tale riguardo l’Università Cattolica di Brescia ha avviato con la sponda bresciana del Lago di Garda il progetto “ CLIC-PLAN: CLIma in Cambiamento. Piano Locale di AdattameNto per comuni lacustri in territorio subalpino con forte vocazione turistica”, diretto dal Prof. Pierluigi Malavasi dell’Alta Scuola per l’Ambiente (ASA), in collaborazione con le Facoltà di Scienze politiche e sociali e la Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali. Obiettivo del progetto è elaborare un modello/prototipo di Piano locale di adattamento partecipato per comuni lacustri in territorio subalpino a forte vocazione turistica, attraverso la conduzione di azioni pilota su Comuni della sponda bresciana del Lago di Garda. Il progetto, avviato nel giugno 2017 con termine a dicembre 2019, vede coinvolti i comuni coinvolti di Desenzano del Garda, Manerba del Garda, Tremosine e Tignale, Salò.

 

Paper marketing per il territorio dei laghi

Brescia Paper marketing per il territorio dei laghi Gli studenti al secondo anno della Laurea magistrale Ge.Co. hanno consegnato al presidente della Provincia Samuele Alghisi i progetti di comunicazione digitale (e non solo) pensati per la promozione delle aree turistiche lacustri della provincia bresciana. by Bianca Martinelli | 20 dicembre 2018 Nell’era del digitale e delle telecomunicazioni in continua evoluzione verso dinamiche social e di condivisione, diventa sempre più necessario affiancare una comunicazione di tipo tradizionale ai mezzi offerti dal web. I progetti, pensati durante il corso “Marketing del territorio e della Pmi” tenuto in Cattolica dalla prof.ssa Maria Paola Pasini , “sfruttano appieno il ventaglio delle possibilità offerte dalla comunicazione digitale, senza però dimenticare quella tradizionale offline. Le proposte sono ora state formalmente consegnate al territorio bresciano , ai sindaci e agli amministratori locali, mentre “gli studenti rimarranno a disposizione di enti e comuni che vorranno svilupparle” ha concluso la prof.ssa Pasini. geco #comunicazione #territorio Facebook Twitter Send by mail.

 

Quando la pace scrive la storia

Quando la pace scrive la storia by Alessandro Socini | 18 marzo 2010 Non è solo la guerra a fare la storia, ma anche la pace. Secondo Alessandro Duce , docente di Storia delle relazioni internazionali all’Università di Parma, i periodi successivi ai conflitti sono più lunghi e hanno molto di più da dire allo storico. Le fasi di decomposizione del sistema (guerre, attacchi, invasioni) sono sempre brevi ed estemporanee, mentre le fasi di stabilizzazione sono assai più lunghe e significative, soprattutto per vedere le strategie dei paesi vincenti – ha spiegato -. Tali fasi sono sempre regolate da coloro che hanno vinto e lo studio di congressi e accordi internazionali post bellici è fondamentale per comprendere appieno la logica e la ratio della storia seguente di questi paesi». Lo storico ha spiegato, poi, il paradosso della bomba atomica: «La più grande arma di pace è stata proprio l’atomica, la quale non ha permesso altri conflitti mondiali, poiché il costo sarebbe stato troppo elevato». Hiroshima e Nagasaki hanno in qualche modo cambiato la storia del mondo, anche in relazione alle ideologie: «Quando si parla di radicamenti delle idee, uno degli elementi che ha spinto il sistema mondiale ad andare in crisi e a frenarsi è stato proprio la bomba atomica». Alla domanda sull’eventualità che si vada verso un gioco a due tra Usa-Ue e Cina, il professor Duce ha risposto in modo netto: «Non vedo alcuna animosità negli equilibri attuali che porti a un gioco a due.

 

Geckathon, la sfida della comunicazione

Lavoro & New media Geckathon, la sfida della comunicazione Il contest ha fornito agli studenti un assaggio del lavoro di squadra, delle caratteristiche indispensabili e delle modalità utili alla costruzione di un piano di comunicazione efficace. Il 4 maggio è andata in scena la prima edizione di “Geckathon”, il contest organizzato e promosso dall’innovativa Laurea magistrale GeCo – Gestione dei contenuti digitali per i media, le imprese e i patrimoni culturali, dell’Università Cattolica di Brescia. Obiettivo del Geckathon è stato quello di fornire agli studenti del GeCo, o a coloro i quali sono intenzionati ad iscriversi, uno spaccato di tre situazioni reali che potenzialmente potrebbero trovarsi ad affrontare una volta inseriti nel mondo lavorativo. Un esempio? Per promuovere la nostra lampada catalitica, in grado di diminuire l’inquinamento all’interno della stanza ove è posta, abbiamo incentrato la comunicazione sui benefici sull’organismo umano, piuttosto che quelli sull’ambiente”. Anche per Capovin, affinchè una strategia di comunicazione vada a buon fine, “è fondamentale trovare i punti di forza e le specificità della realtà da promuovere, per trovare i canali giusti. Lo ha sottolineato Borsoni: “In questi ultimi dieci anni lo scenario comunicativo delle aziende è completamente mutato, per questo i profili usciti da una laurea magistrale come GeCo sono e saranno estremamente importanti per le piccole e medie imprese . Le maggiori difficoltà? “Tempi stretti, richieste da parte dei clienti che fremono, e una diversa visione delle cose: quello che intendete fare voi, non sempre rispecchierà quello che vuole fare il cliente” ha concluso Buzzi.

 

My Mentor sul campo di rugby

 

Public Policy, in mille a Milano

La conferenza è un’iniziativa dell’ Associazione internazionale di scienza politica (Ipsa) e delle altre organizzazioni mondiali delle discipline politologiche. I partecipanti, provenienti da tutti i continenti, sono riuniti per quattro giorni di intensi approfondimenti sulle principali tematiche e sfide che l’intervento pubblico si trova oggi ad affrontare nei vari contesti geografici e settoriali: dall’ambiente alla sanità, dall’amministrazione pubblica all’immigrazione. La conferenza è articolata in diverse sessioni parallele nel corso delle quali docenti universitari, ricercatori, esperti del settore e practitioners illustreranno i propri lavori scientifici. A queste si affiancheranno tre sessioni plenarie e tre tavole rotonde alle quali interverranno i massimi esperti mondiali in tema di politiche pubbliche, che forniranno occasioni di dialogo e confronto con alcuni rappresentanti del mondo politico. Tra questi Raffaele Cattaneo , presidente del Consiglio regionale della Lombardia, e Fabrizio Barca , già ministro per la coesione territoriale.

 

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IL DIBATTITO Intelligenza artificiale, non tutto è calcolabile Non possiamo dire oggi che cosa i sistemi intelligenti arriveranno a consentirci di fare. L’intervento del professor Massimo Marassi #intelligenza artificiale #cervello #robot Leggi tutto Milano Lo scrittore che abitava la sua lingua A 93 anni è morto Andrea Camilleri, padre del commissario Montalbano, maestro indiscusso del giallo e di una narrativa paradossale, tanto più amata quanto più circoscritta nei particolarismi. Lo ricorda Giuseppe Lupo attraverso il volume Dentro il labirinto #andreacamilleri #letteratura #scrittore Leggi tutto l'approfondimento L’eredità di Gemelli 60 anni dopo Per Maria Bocci si deve riconoscere al fondatore dell’Ateneo la capacità d’incidere sul proprio tempo. Ecco cosa hanno risposto #libri #estate #letture #consigli il commento Perché “Chernobyl” ha bucato lo schermo by | 11 luglio 2019 » Il professor Massimo Scaglioni analizza la grande accoglienza della serie Tv in tutto il mondo. Così l'Università Cattolica rilegge Sturzo by | 3 luglio 2019 » A cent’anni dall’«Appello ai liberi e forti», le sue parole d’ordine sono ancora attuali a fronte delle sfide dell’individualismo digitale e delle ideologie che alimentano la paura. Da settembre riprenderà a pieno regime l’esperienza collegiale Il Container.9 si sposta in via Necchi by Sara Barboglio Con l’arrivo dell’estate Educatt si prepara ad alcuni importanti cambiamenti: dal trasferimento del Container.9 in via Necchi 9 allo spostamento della vendita dei buoni pasto monouso allo shop di Casa Fogliani. Collegi, educati alla rappresentanza by Valentina Giusti Un progetto formativo di responsabilizzazione e crescita: grazie ai quattro appuntamenti del Progetto Agorà gli studenti di Roma hanno approfondito le dinamiche organizzative della vita in collegio e degli eventi intercollegiali.

 

Milano-Cortina 2026 passa l’esame

milano Milano-Cortina 2026 passa l’esame La candidatura per le olimpiadi invernali è stata presentata in largo Gemelli come una sfida possibile. In Cattolica l’arrivo della fiaccola delle Universiadi VIDEO by Matteo Chiesa | 12 giugno 2019 La candidatura per le olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 è già realtà. I criteri in base ai quali verrà selezionata la città che ospiterà i giochi riguardano la vision (perché una nazione vuole mettersi a disposizione del Cio); la presenza di infrastrutture all’altezza dell’evento (luoghi, impianti, collegamenti); la capacità di ospitare 24mila fra atleti e preparatori; il budget. Il primo riguarda la «creazione di una generazione 2020-2026 che ponga al centro lo sport non solo nelle scelte amministrative ma anche nelle scelte comunicative della città. Il secondo mira alla valorizzazione del territorio e al trasferimento di un «know how alle persone che abitano le montagne e che a loro volta manterranno gli impianti sportivi», combattendo così lo spopolamento delle Alpi. La nuova agenda del Cio non vuole che si costruiscano nuove installazioni per poi abbandonarle, e questo potrebbe costituire un vantaggio notevole per la candidatura italiana, già fornita di impianti di eccellenza. Un tema critico sarà quello ambientale, per soddisfare il quale il progetto italiano prevede la creazione di due centri olimpici a impatto zero, uno a Livigno e uno a Cortina, costituiti da casette di legno smontabili che al termine dei giochi rimarrebbero in dotazione alla protezione civile.

 

Comunicatori con il master nel Cv

Per Elisabetta , che ha lasciato una professione di avvocato per il suo amore per la comunicazione, dopo il master in Media Relation, si sono aperte le porte di Generali Group. giugno 2019 Dopo la laurea in Giurisprudenza e l’abilitazione alla professione di avvocato non ha resistito al suo grande amore per la comunicazione d’impresa. Elisabetta Randazzo ha lasciato un lavoro sicuro in un importante studio legale di Torino e una promettente carriera legale per iscriversi al master in Media Relation e Comunicazione d’impresa dell’Università Cattolica, con l’obiettivo di acquisire le competenze e le tecniche della professione di comunicatore. Come lei Paolo Asti , laureato in filosofia, che dopo il master è stato assunto in Intesa Sanpaolo dove si occupa di comunicazione interna. Tutte lo loro storie sono il frutto della specifica attenzione che è dedicata al periodo di stage, parte integrante del programma didattico, che rappresenta un punto di forza, con un livello di placement molto alto. Inoltre, il master si avvale di numerose partnership con rilevanti aziende che ogni anno offrono agli studenti più meritevoli borse di studio, assegnate per meriti conseguiti durante il percorso formativo. Il master è considerato d’eccellenza in quanto è il risultato di una stretta collaborazione fra la prestigiosa Università Cattolica e numerose aziende di primaria importanza, italiane e multinazionali.

 

Minibot, cosa sono e che rischi comportano

l'analisi Minibot, cosa sono e che rischi comportano Una mozione della Camera impegna il Governo a sbloccare il pagamento degli arretrati a professionisti e imprese ricorrendo anche a “ titoli di Stato di piccolo taglio ”. Il rischio è la creazione di una moneta parallela, come spiega il professor Andrea Terzi 06 giugno 2019 di Andrea Terzi * Si torna a parlare di “minibot”. Ma perché mai lo Stato dovrebbe pagare i propri creditori non già con un bonifico ma consegnando dei titoli cartacei, molto simili a banconote, emessi direttamente dal Tesoro? La formula è criptica al punto che qualche parlamentare ha confessato di aver votato la mozione senza afferrarne il contenuto. Parrebbe, a prima vista, poco rilevante che lo Stato reperisca i fondi per pagare i creditori, oppure consegni direttamente ai creditori dei titoli di nuova emissione. Prima ancora di chiederci se, e a quale valore, queste quasi-banconote sarebbero accettate come mezzi di pagamento, va rilevato che una legge che istituisse una “moneta parallela” non potrebbe essere promulgata dal Capo dello Stato senza averne preventivamente accertato la compatibilità col Trattato sull’Unione Europea. Tecnicamente, i minibot sono assimilabili alle monete metalliche in euro che teniamo nel borsellino, emesse anch’esse dal Tesoro in quantità autorizzate dalla Banca Centrale Europea, e iscritte a debito dello Stato. In realtà, al solo sorgere di uno scontro di tali proporzioni, i prezzi dei veri titoli di Stato (quelli che promettono euro) cadrebbero a picco, causando una vera e propria crisi finanziaria dello Stato e delle banche.

 

Il Farmacista del futuro si forma in Cattolica

Roma Il Farmacista del futuro si forma in Cattolica Dal Biotech alla salute e benessere: lunedì 22 luglio un confronto a più voci fra Università e aziende su formazione ed employability del corso di laurea in Farmacia. by Federica Mancinelli | 18 luglio 2019 Il Farmacista del futuro sarà sempre di più una figura cardine del sistema salute, caratterizzato da continua innovazione in particolare nell’ambito del Biotech. E’ questo il focus che ha ispirato la costruzione del programma formativo del nuovo Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia promosso dalla Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica. In particolare Farmacia del territorio e dei servizi assistenziali, farmacovigilanza ed employability nell’ambito industriale e biotech saranno i temi al centro del confronto tra Università e aziende che si terrà lunedì 22 luglio alle ore 11.00 nell’Aula 715 della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. Nello sviluppare l’offerta formativa del Corso di laurea in Farmacia il tema della “employability” è stato centrale nel percorso di discussione ed accreditamento ministeriale. Una particolare attenzione è riservata a tre profili caratterizzanti che indirizzeranno gli studenti nei temi del management e marketing, dei dispositivi medico-diagnostici e dei percorsi assistenziali e del benessere. Inoltre, la presenza del corso di laurea in Economia e gestione dei Servizi garantisce la possibilità di acquisire conoscenze e competenze manageriali indispensabili per il Farmacista.

 

Collegi, un anno vissuto intensamente

ateneo Collegi, un anno vissuto intensamente Al termine delle lezioni i collegi e le residenze universitarie sospendono le attività e proposte formative e la vita dei ragazzi nelle strutture trascorre tra esami e ritorno in famiglia. by Martina Vodola | 04 luglio 2019 Mentre si avviano le selezioni per il nuovo anno con i College Camp , le numerose attività formative dei collegi e delle residenze universitarie volgono momentaneamente al termine per dar spazio agli studenti per la preparazione agli esami e il rientro a casa. In questa particolare atmosfera “da sessione estiva”, dove il fermento delle lezioni viene messo a tacere dal clima di raccoglimento pre-esame e dalla chiusura dell’anno accademico, le strutture diventano via via sempre più vuote fino alla loro chiusura a fine luglio. I collegi e le residenze sospendono quindi momentaneamente il loro servizi dagli ultimi giorni di agosto fino ai primi di settembre, quando gli studenti fanno ritorno alla vita universitaria. Con le strutture riprenderanno a pieno regime i percorsi e le attività formative che durante l’anno affiancano gli studi dei ragazzi, andando a integrare i loro profili professionali grazie all’acquisizione di quelle competenze trasversali note come soft skills. Con settembre riprenderanno, al fianco di nuove, molte delle iniziative che sono state proposte nell’anno appena trascorso, nell’ottica di offrire ai ragazzi una formazione integrale della persona, capace di ampliare competenze personali e professionali. Grazie al supporto offerto da Educatt a queste iniziative, l’Ente per il diritto allo studio dell’Università Cattolica contribuisce al progetto formativo dell’Ateneo.

 

L’uomo sulla luna c’è stato davvero

Miti a parte, le missioni che hanno portato a calpestare il suono lunare hanno portato a formulare ipotesi sulla sua formazione e sulla sua età. Parla il fisico Roberto Auzzi 03 luglio 2019 di Roberto Auzzi * Come ci ricorda Borges nel suo “ Manuale di zoologia fantastica ”, la Luna ha da sempre ispirato i sogni dell'uomo. Secondo una fiaba toscana, il Signore dette a Caino la Luna per prigione e lo condannò a portare un fardello di spine fino alla fine dei tempi. La necessità di un computer di bordo che consentisse alla missione di essere affidabile è stata una delle motivazioni che hanno guidato le prime ricerche nel campo dei circuiti integrati, ora utilizzati praticamente in ogni apparecchiatura elettronica. Tale ipotesi è ad oggi esclusa, in quanto richiederebbe una velocità molto maggiore di rotazione della Terra e non è compatibile con l'età della crosta oceanica. La teoria attualmente più accreditata è quella dell'impatto gigante, secondo la quale la Luna si sarebbe formata in seguito all'impatto con la Terra di un pianeta della massa simile a quella di Marte. docente di Teorie quantistiche dei campi alla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali , campus di Brescia #luna #scienza #spazio #universo Facebook Twitter Send by mail.

 

Strategie per sconfiggere l’odio online

lo studio Strategie per sconfiggere l’odio online La cultura convergente e la partecipazione digitale diffondono e normalizzano contenuti ostili o violenti generando quelli che Stefano Pasta chiama Razzismi 2.0 , semplificazioni interpretative di un mondo complesso. Il processo di accettazione sociale, che spesso passa dalla critica al “politicamente corretto”, dall’ironia e dalla pretesa di “non essere preso sul serio”, si nutre della deresponsabilizzazione degli utenti e della banalizzazione delle pedagogie d’odio. Durante la ricerca - spiega lo studioso - ho chattato con ragazzi con un’adesione ideologica strutturata e con altri - molti di più - che ripetevano “mi stai prendendo troppo sul serio”, “ho fatto solo una battuta”. Ma la posta in gioco è seria: sono giovani che inneggiano allo stermino, invocano le molotov contro i profughi, commentano un gol usando “ebreo” come parolaccia e scherzano sulla Shoah, minacciano di stuprare una coetanea che non la pensa come loro. Spesso l’odio elegge a bersaglio più target allo stesso tempo: quando si prende di mira una donna perché africana, o in quanto accusata di essere a favore degli stranieri, scatta facilmente l’insulto sessista o contro i disabili». Si apre dunque un grande campo educativo, ancora più importante della denuncia: promuovere gli anticorpi della Rete e l’attivismo digitale di cittadini che devono essere formati come agenti morali capaci di soggettività critica, attraverso l’assunzione di responsabilità personale. hatespeech #web #rete #odio Facebook Twitter Send by mail CHI È L’AUTORE Stefano Pasta , dottore di ricerca in Pedagogia, è assegnista presso il Centro di Ricerca sull’Educazione ai media dell’Informazione e alla Tecnologia (Cremit ) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove si occupa di educazione alla cittadinanza nell’ambiente digitale.

 

L’eredità di Gemelli 60 anni dopo

luglio 2019 Pubblichiamo l’articolo della professoressa Maria Bocci sulle origini dell’Università Cattolica in occasione della ricorrenza dei 60 anni dalla morte del fondatore dell’Ateneo, padre Agostino Gemelli, avvenuta il 15 luglio 1959 di Maria Bocci * Se si guarda alle origini dell’Università Cattolica si rimane impressionati dalla temperie storica in cui è stata fondata. Il gruppo di amici che da tempo si stava adoperando per creare l’ateneo dei cattolici italiani ora si muoveva su un terreno pieno di incognite, in uno dei periodi più ardui della storia nazionale. E ne aveva coscienza: «Pensare alla coltura superiore mentre l’Italia nostra è in preda a convulsioni, mentre imperversa una bufera che potrà forse tutto sommergere, può sembrare iniziativa di gente che vive fuori dal mondo, non a contatto con la tremenda realtà dell’oggi!». Insieme ai fatti, testimoniano una vera e propria «audacia cristiana», che suona come una sfida sino ad oggi, forse perché il secolo che ci tocca di vivere si è aperto con un groviglio di problemi la cui portata rischia di non essere meno impegnativa. Credeva, infatti, che all’operosità cattolica mancasse un sostrato di conoscenze rigoroso e verificato, quel sostrato che per lui, abituato a confrontarsi con l’analisi sperimentale, era indispensabile a un impegno dei cattolici che non soffrisse di pressapochismo. Al di là delle considerazioni che si potrebbero fare sulla storia dell’Università Cattolica e sui risultati del progetto culturale che l’ha originata, si deve riconoscere a padre Gemelli la capacità di incidere sul proprio tempo. Proporre ai giovani in maniera leale una certa impostazione culturale può rivelarsi un elemento di forza in un contesto che sembra alla ricerca di interlocutori credibili, dal punto di vista culturale non meno che da quello umano.

 

Se i robot danno una mano alla medicina

IL DIBATTITO Se i robot danno una mano alla medicina Nella robotica, come in altri ambiti della scienza, non esistono scoperte buone o cattive, ma è buono o cattivo l’utilizzo che di esse fa l’uomo. Le riflessioni che mi sento di condividere da queste esperienze sono le seguenti: 1) Come in altri ambiti della scienza anche in questo caso non esistono scoperte buone o cattive, ma è buono o cattivo l’utilizzo che di esse fa l’uomo. Se si pensa invece a un’applicazione militare che mira ad aumentare la forza, la destrezza e la velocità di esecuzione di militari umani resi “superman” da queste tecnologie allora è tutta un’altra musica. Un sistema artificiale avanzato è in grado di apprendere velocemente e di accumulare una quantità di informazioni che nessun cervello umano è in grado di accumulare e – cosa ancora più importante – di richiamare in tempi rapidissimi al momento giusto per prendere le decisioni necessarie. In altre parole, quello che stiamo per compiere e come lo stiamo per compiere, è già tutto scritto nell’attività del nostro cervello che precede di secondi o minuti quella determinata decisione, quella determinata scelta, quella determinata azione motoria, quella determinata sensazione ed emozione. Ancora una volta l’Umanità è posta di fronte al dilemma di come utilizzare una scoperta o una serie di scoperte; se per il bene comune e per una società migliore, o per il guadagno e il tornaconto di pochi a discapito di tutti gli altri. Domani sarà pubblicato il contributo di Massimo Marassi, docente di Filosofia teoretica #robot #intelligenza artificiale #medicina Facebook Twitter Send by mail ARRIVANO I ROBOT - IL DIBATTITO L’ intelligenza artificiale non è più fantascienza e le sue applicazioni sono entrate nella vita di tutti i giorni.

 

La politica dei porti chiusi analizzata da giuristi e avvocati

Francesca De Vittor , ricercatrice di Diritto internazionale nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, spiega con queste parole le ragioni alla base del dibattito scientifico dal titolo “La politica dei porti-chiusi. Di qui la necessità di sedersi attorno a un tavolo e discuterne per capire se l’analisi che fa un penalista è diversa da quella che può fare uno studioso di diritto amministrativo o di diritto internazionale. A chi si impone l’obbligatorietà del soccorso? In che misura gli Stati hanno un obbligo di fornire un porto sul loro territorio o di cooperare nell’individuazione dello stesso? La normativa del diritto del mare prevede che gli Stati cooperino. Cesare Pitea , docente di Diritto internazionale all’Università degli Studi di Milano, pone in evidenza la situazione anomala che incide sulle responsabilità e sugli obblighi in materia di soccorsi. Non bisogna dimenticare che quando si valuta il contenuto degli obblighi internazionali, le posizioni degli Stati non sono quelle dei governi, ma soprattutto quelle dei giudici, che determinano l’aderenza della prassi alla norma internazionale, quindi, di fatto la validità». Critico nei confronti del decreto sicurezza-bis anche Paolo Bonetti , docente di Diritto costituzionale all’Università degli Studi Milano-Bicocca: «In questo decreto ministeriale le norme sull’immigrazione citate dicono esattamente il contrario di quello che sostiene il Testo Unico sull’immigrazione: soccorrere, accogliere, identificare tutti gli stranieri in mare. Al dibattito, hanno partecipato tra gli altri, Luca Masera , docente di Diritto penale all’Università di Brescia, Gabriele Della Morte , docente di Diritto internazionale dell’Università Cattolica, Chantal Meloni , dell’Università Statale degli Studi di Milano.

 

La comune passione per il teatro

Milano La comune passione per il teatro Nel 1955 Andrea Camilleri conosce Mario Apollonio in occasione del concorso per funzionari della neonata Rai. Un incontro che non si è più ripetuto. luglio 2019 di Paola Provenzano * Camilleri in Ora dimmi di te (Bompiani 2018) si rivolge alla sua pronipotina Matilda, le affida pensieri e ricordi, si cala nelle sue memorie e le consegna delle immagini vive, da custodire. Tra gli incontri di una vita di cui la rende partecipe vi è quello con il professor Mario Apollonio , nostro docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore tra il ’42 e il ’71. Sostenni gli orali a Roma, la commissione era presieduta da un grande storico del teatro e della letteratura, il professor Mario Apollonio - così scrive Camilleri in Ora dimmi di te -. Credo di interpretare il pensiero della commissione dichiarandole che ci rivedremo presto a Milano per il corso di formazione” - continua a raccontare Camilleri nel libro -. Costa aveva incontrato Apollonio che gli aveva espresso il rammarico per la decisione del presidente della RAI, ing. Filippo Guala, di escludere Camilleri. Di quell’esperienza, più che l’amarezza per la delusione, rimane stemperato dagli anni, per la sua Matilda, quel dialogo vivo, non inquinato da divergenze ideologiche, fra due uomini che pur partendo da terreni tanto differenti si erano ritrovati nella stessa passione per la parola viva e partecipata del teatro.

 

Packaging sostenibile, Piacenza si aggiudica il contest europeo

piacenza Packaging sostenibile, Piacenza si aggiudica il contest europeo Primo gradino del podio per gli studenti di Scienze e tecnologie alimentari e di Food Marketing della Cattolica, che al concorso europeo per l’agroalimentare sostenibile hanno presentato una confezione per alimenti riciclabile, innovativa e versatile. giugno 2019 Medaglia d’oro per la sostenibilità applicata al packaging per alimenti . Se l’è aggiudicata a Roma lo scorso 27 maggio la squadra di studenti della sede di Piacenza dell’Università Cattolica nella competizione “ Green poster ” legata al progetto internazionale Pefmed, promosso da Enea e finanziato dalla Commissione Europea. Un progetto nato per la riduzione dell’impronta ambientale lungo l’intera filiera produttiva agroalimentare, che ha interessato oltre 200 imprese di sei diversi paesi, coinvolgendo anche il ministero dell’Ambiente e Federalimentare italiano. Una soluzione interamente riciclabile e riutilizzabile, che, se prodotta con Bio-Pe, una bioplastica con le medesime proprietà funzionali del Pe convenzionale, ridurrebbe ulteriormente l’impatto ambientale. Trovare soluzioni di imballaggio più sostenibili, in linea con la crescente attenzione alla salvaguardia ambientale, economicamente percorribile per l’industria moderna e funzionale per il consumatore, è dunque possibile e conveniente. E per gli studenti vincitori non finisce qui. Saranno loro, guidati dalla professoressa Spigno, a rappresentare la Cattolica all’ edizione 2019 di Ecotrophelia , il concorso per l’ideazione e la realizzazione di un prototipo di prodotto alimentare industriale sostenibile ed eco-innovativo.

 

Intelligenza artificiale, non tutto è calcolabile

L’intervento del professor Massimo Marassi 18 luglio 2019 Continua il dibattito aperto dall’articolo dal titolo “ Arrivano i robot ”, dedicato a come l’intelligenza artificiale sta cambiando noi e il nostro modo di vivere e di pensare di Massimo Marassi * Sono stati necessari parecchi secoli per giungere a comprendere il funzionamento dell’intelligenza naturale. Fino a pochi anni fa si poteva dire che le macchine non erano in grado di vantare le intuizioni, i ragionamenti degli esseri umani, di decidere quale soluzione scegliere tra diverse possibilità. Questi limiti sono proprio ciò che i costruttori di sistemi intelligenti hanno già superato: d’altra parte un sistema artificiale che non abbia consapevolezza di ciò che conosce e fa, sarebbe soltanto un contenitore di informazioni, non certo un sistema intelligente. Soprattutto, la migliore rappresentazione che l’uomo immagina di sé è quella di diventare transumano o postumano, di oltrepassare ogni limite, sia questo imposto da Dio, dalla natura o dalla storia. Tuttavia, almeno per il momento, l’uomo è soltanto un essere mortale costruttore di macchine intelligenti, che sono una possibilità di fatto e di valore, purtroppo a disposizione innanzitutto del potere e del mercato. Per sciogliere l’alternativa basterebbe considerare che la mente umana è un sistema dinamico, capace di sentire e di soffrire, di comunicare il pensiero nel linguaggio, di condividere i sentimenti con emozioni travolgenti e passioni disparate. Però possiamo sentire che cosa desideriamo da essi e decidere se restare uomini o pensarci sciolti dalla materia, dalla società, dalla storia, in definitiva irresponsabili rispetto alla fine di un mondo, quello che ci ha accolti tra i viventi.

 

Arrivano i robot

il dibattito Arrivano i robot L’ intelligenza artificiale non è più fantascienza e le sue applicazioni sono entrate nella vita di tutti i giorni. luglio 2019 Apocalittici o integrati? Anche per la relazione tra robot e uomo torna utile la celebre dicotomia di Umberto Eco tra chi profetizza scenari pessimistici e chi vede solo le ricadute positive dell’arrivo dell’ intelligenza artificiale nella nostra esperienza. Ma sono molti gli esperti che stanno sperimentando l’uso di robot in diversi ambiti di ricerca: dalla medicina alle scienze agrarie (dove si sta testando l'agri-robot che pota le viti ), dalla comunicazione alla psicologia (con il robot che interagisce con i bambini ). Robot e lavoro, la cyber-rivoluzione è partita di Giuseppe Scaratti Iperconnettività e intelligenza artificiale influenzano i sistemi produttivi, le forme di lavoro, le infrastrutture impiegate, con profonde conseguenze sulla riconfigurazione delle competenze e dei profili richiesti. Ecco perché i robot possono pensare di Ciro De Florio La prima grande domanda che dovremmo porci è: saremo in grado di riconoscere che qualcosa pensi in maniera radicalmente diversa da come lo facciamo noi? E la seconda: alle macchine del 23esimo secolo sembrerà di essere delle macchine? Se i robot danno una mano alla medicina di Paolo Maria Rossini Nella robotica, come in altri ambiti della scienza, non esistono scoperte buone o cattive, ma è buono o cattivo l’utilizzo che di esse fa l’uomo. Intelligenza artificiale, non tutto è calcolabile di Massimo Marassi Non possiamo dire oggi che cosa i sistemi intelligenti arriveranno a consentirci di fare.

 

Essere popolari al tempo dei populismi. Così l'Università Cattolica rilegge Sturzo

il dibattito Essere popolari al tempo dei populismi. Così l'Università Cattolica rilegge Sturzo A cent’anni dall’«Appello ai liberi e forti», le sue parole d’ordine sono ancora attuali a fronte delle sfide dell’individualismo digitale e delle ideologie che alimentano la paura. Un dibattito tra alcuni docenti sul rapporto tra cattolici e politica. luglio 2019 “A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnino nella loro interezza gli ideali di giustizia e libertà” . Con queste parole il 18 gennaio 1919 dall’albergo Santa Chiara di Roma, la Commissione provvisoria del Partito Popolare Italiano, con a capo il segretario politico don Luigi Sturzo , dava inizio alla partecipazione attiva dei cattolici in politica. Un appello che, anche a cento anni di distanza, non ha perso smalto e freschezza. Abbiamo chiesto ad alcuni professori di spiegare l’attualità di alcune delle sue tesi.

 

Unione europea, il percorso a ostacoli sulla strada della parlamentarizzazione

l'analisi Unione europea, il percorso a ostacoli sulla strada della parlamentarizzazione Che significato ha la nomina di un italiano alla guida dell’assemblea rappresentativa dell’Unione? Il professor Antonio Zotti , docente di Istituzioni europee, passa in rassegna aspettative e timori all’apertura della nuova legislatura. luglio 2019 di Antonio Zotti * Nella dichiarazione precedente al voto che lo avrebbe portato alla sua elezione a Presidente del Parlamento europeo, l’eurodeputato David Sassoli affermava: «Mi candido perché credo che l’Europa sarà più forte solo con un Parlamento europeo in grado di giocare un ruolo più importante. A prima vista, la dichiarazione potrebbe sembrare un consueto esercizio di retorica parlamentare, priva di elementi di particolare originalità, soprattutto alla luce dell’atteggiamento almeno formalmente pro-integrazione del gruppo parlamentare di riferimento di Sassoli (i Socialisti e democratici) e dello scopo del voto. Inoltre, rimane il problema della relativa capacità di coordinamento – sia all’interno di ciascun gruppo sia fra gruppi diversi – di partiti con priorità e programmi per lo più incentrati sulla dimensione nazionale, e dunque spesso divergenti se non in aperto reciproco contrasto. Un tale obiettivo sarebbe infatti condizionato dall’accordo con le altre istituzioni, nonché con i singoli paesi membri; in tali condizioni, la capacità di un gruppo anche minoritario di governi di bloccare un processo di riforma – molto più impegnativo dei normali processi decisionali dell’Unione – è particolarmente alta. Di per sé, il ruolo di Presidente del Parlamento europeo non garantisce una “rendita di posizione” paragonabile a quelle garantite da altre posizioni di vertice, e richiede quindi un più di incisività nell’esercizio delle prerogative che esso comporta. D’altro canto, analogamente a quanto accade con i vertici e i componenti di altre istituzioni sovranazionali come la Commissione europea o la Banca centrale europea, un’efficace e adeguata interpretazione del proprio ruolo istituzionale può comportare la negazione degli interessi del paese di provenienza di colui che detiene la carica.

 

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