Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Scriveranno teologi, assistenti pastorali e professori. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete.


Vangelo di Marco (Mc 12,18-27)

Ascolta "Di sorpresa in sorpresa" su Spreaker.

Funerale, post-terremoto. Un biglietto sulla bara della fidanzata: «Promettimi che ti rivedrò!». Eppure un collega mi diceva: «Sto riandando a messa, ma certe cose non le posso credere», e una era l’aldilà. Provai a dirgli di lasciar perdere l’aldilà come l’aveva immaginato, e pure Dante. Gli chiesi se talora avesse avvertito, invece, che l’unica cosa ad avere un respiro oltre la morte potesse essere l’amore. Aggiunsi che, se Dio c’è, Dio è amore e, in Gesù, ci propone la sfida di credere che l’adesione all’amore, anche quando costi la vita, in Dio è pienezza di vita. Per cui non si tratta di credere, contro il sentire umano, in qualche prodigio compiuto da Dio, ma nel dato, forse, più esistenzialmente vero della nostra condizione: che l’amore, cioè l’essere stesso di Dio speso in Gesù fino alla croce, si manifesta in sé come risurrezione nei confronti della morte. Ne fu contento, salvo temere che fossi eretico: tanto è inconsueto lo sforzo di rendere ragione della fede. Senza impadronirsene. Un altro collega, non credente, mi confidava che, ritenendo di morire in un incidente, aveva espresso un ultimo pensiero: «Grazie, è stato bello!». Lo avremmo detto pure noi? Valga Sap 1,14. Ma valga anche Roberto Benigni: «È stata una sorpresa la vita, sarà una sorpresa anche la morte».

Luciano Eusebi, docente di Diritto penale, Facoltà di Giurisprudenza