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Ho fede, riuscirò. Formazione, competenze e coraggio

Parola del giorno Ho fede, riuscirò. Formazione, competenze e coraggio A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Alessandra Vischi | 08 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Formazione, competenze e coraggio" su Spreaker. Il Vangelo di Matteo oggi richiama la nostra attenzione su due aspetti: da una parte la consapevolezza delle fragilità umane – «mio figlio […] soffre molto» (Mt 17,15), dall’altra l'incapacità o paura di affrontare situazioni difficili – «non siamo riusciti» (Mt 17,19) – che richiedono forze che non crediamo di possedere. Quante volte ciascuno di noi ha detto: “Non riesco! Non ce la faccio!”. A ciascuno di noi l’impegno di comprendere e interpretare le fatiche delle persone che incontriamo (le malattie, le ingiustizie, le povertà) e dei territori che abitiamo (inquinamento, cambiamenti climatici, eventi naturali catastrofici).

 

La forza dell’ascolto

Parola del giorno La forza dell’ascolto A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Maria Teresa Zanola | 05 giugno 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Marco (Mc 12,35-37) Ascolta "La forza dell'ascolto" su Spreaker. L’ascolto consente anche di fare altro … e questo distrae, e non fa ascoltare veramente…, ma permetterebbe altresì di pregare, ampliando ancor più profondamente la mente e il cuore. San Benedetto, nella sua Regola, invita all’ascolto, con un sussurro amoroso, per dare l’esperienza della vita in Lui: «Che cosa di più dolce per noi, fratelli carissimi, di questa voce del Signore che ci invita?» (Prologo 19). L’ascolto implica sempre un altro, l’altro che parla, l’Altro che ci chiama, ed è un mistero, per la sua bellezza, la sua forza, la sua intensità.

 

Un rivolgimento dei sensi

Parola del giorno Un rivolgimento dei sensi A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Raffaele Maiolini | 14 aprile 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Giovanni (Gv 20, 11-18) Ascolta "Un rivolgimento dei sensi" su Spreaker. Mentre Pietro e Giovanni ritornano a casa, Maria non si schioda da quel sepolcro. Eppure è talmente ripiegata sul suo dolore, che, piangendo, non riesce a riconoscere presenze angeliche, che le chiedono il motivo di tanto pianto. È proprio così: si può essere talmente ripiegati sul proprio dolore, da vivere un delirio di onnipotenza tale da pensare di essere gli unici a poter recuperare la mancanza.

 

Dove potremo comprare il pane?

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. La domanda che Gesù rivolge a Filippo – «Dove potremo comprare il pane?» (Gv 6,5) – è la domanda dell’umanità, di ogni uomo e donna interpellati nella loro fragilità e povertà a prendere delle decisioni. È la domanda che sta all’origine di un cammino, dentro il quale ciascuno di noi scopre che la sua esistenza è una perenne condivisione. Dove potremo comprare il pane?» è la domanda che nasce dalla consapevolezza dell’essere inadeguati a risolvere i problemi con quel poco che abbiamo, ma quel poco, se condiviso con il Signore, diventa tanto, sovrabbondante: «Riempirono dodici canestri» (Gv 6,13). Gesù, in un altro contesto, ce lo dice in modo molto chiaro: «Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5). Il poco dell’umanità, nella logica d’amore di Dio, si trasforma nell’avanzo.

 

Un miracolo che cambia la vita!

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 4, 43-54) Un figlio malato, un padre che non ha alternative in quanto umanamente possibili e va da “quel Gesù” che conosceva per sentito dire con la certezza che avrebbe potuto guarire il figlio. Un atto di fede totale sulla parola di Gesù ed un annuncio di salvezza che diventa realtà: tuo figlio vive! Ascolta "Un miracolo che cambia la vita!" su Spreaker. Al di là del miracolo è importante rilevare la storia di conversione di quest’uomo: l’angoscia per la possibile perdita del figlio e l’impotenza di fronte al progredire della malattia, lo mettono nella condizione di incontrare Gesù personalmente. Esce per cercarlo, per incontralo, per implorarlo, per ottenere ciò che sembra impossibile e nell’incontro con Gesù vive un’esperienza di fede così profonda che cambia la sua vita “e credette lui con tutta la sua famiglia”. Allora perché non fare come lui? Usciamo quindi per andare ad incontrare “quel Gesù” che forse ad oggi conosciamo solo per “sentito dire” o solo perché che ci è stato “insegnato”. Ci è offerta la possibilità di incontrarlo oggi con le nostre paure e smarrimenti, in modo autentico e lasciare che sia Lui a cambiare la nostra vita.

 

Trasfigurazione

Parola del giorno Trasfigurazione A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Fabrizio Cappa | 06 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. È un’immagine meravigliosa quella che il Vangelo ci propone. Non mi è difficile percepire questa situazione come perfetta, un momento di pace e serenità che si vorrebbe fermare nel tempo. La nube, questa voce e la rivelazione dirompente ci spaventano, quante volte ci succede nella vita. È la cruda vita di tutti i giorni quella in cui improvvisamente ci ritroviamo davanti, ma c’è la mano di Gesù, appena rivelato Figlio di Dio che si allunga verso di noi, ci invita e ci aiuta: «Alzatevi e non temete» (Mt 17,7).

 

Come un bambino

Parola del giorno Come un bambino A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Pietro Cafaro | 11 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 18,1-5.10.12-14) «Lo studio e la ricerca della verità e della bellezza sono una sfera di attività nella quale ci è consentito rimanere bambini tutta a vita» (Albert Einstein). Una frase adatta a chi fa il nostro mestiere: ogni giorno arrovelliamo la mente per ricostruire, sperimentare, verificare ipotesi di lavoro aggrappandoci a sprazzi di verità. È una inquietudine che non finisce mai, stimolata da quella scintilla di eternità che vive in ogni persona e alimenta una tensione verso orizzonti altrimenti inaccessibili. Tale scintilla può spegnersi se non alimentata dalla Fiducia: la fiducia di non essere orfani ma di avere un Padre. La Fiducia permette alla Speranza di esplicarsi compiutamente e fa scoprire a chi è disposto ad accettare il rischio, che quanto il Padre gli porge è “dolce come il miele”.

 

La misura del perdono è il perdono senza misura

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Scriveranno teologi, assistenti pastorali e professori. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Solo così il perdono non avrà bisogno di essere quantificato e potrà scaturire con naturalezza dallo sguardo benevolo e “prossimo” che gli esseri umani sapranno scambiarsi reciprocamente.

 

Guai all'ipocrisia

Parola del giorno Guai all'ipocrisia A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Claudio Daniele | 25 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (23,23-26) Gesù riprende severamente chi, come i farisei, vive di apparenza, di superficialità e di superiorità, credendosi perfetto. Più volte Gesù mette in guardia coloro che fondano la vita sull’esteriorità e sull’insignificanza, mentre sarebbe necessario andare al cuore dei problemi, dell'esistenza e delle relazioni. Non bisogna fermarsi a ciò che è immediato, poiché il rischio è di rimanere ciechi di fronte alla profondità e complessità dell’esistenza umana. A questo proposito è significativo il pensiero di Luigi Pirandello che vuole essere un ammonimento un po’ pessimista: «Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti». Questa è la positività della proposta di Gesù che non si limita a considerare l’esteriorità, ma ci invita a guardare oltre noi stessi con umiltà, per scoprire l’altissimo valore del donarsi gratuitamente e senza riserve.

 

Assassini, sepolcri e vernice

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (23,27-32) Gesù prende spunto dalla pratica, comune al suo tempo, di imbiancare a calce i sepolcri nel periodo precedente la Pasqua – per segnalarne la presenza ai passanti, evitando che essi venissero inavvertitamente “resi impuri” dal contatto – per accusare scribi e i farisei di ipocrisia e iniquità. Il versetto trenta – «Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici» (Mt 23,30) – evoca per un economista, come lo scrivente, il concetto di “incoerenza temporale”. Nella teoria economica, l’“incoerenza temporale” descrive una situazione in cui le preferenze di un soggetto cambiano nel corso del tempo, ciò che è preferito in un certo momento successivamente non lo è più. Cristo, Signore del tempo, si riferisce (in modo “creativo”) invece a un confronto con il passato. Per scribi e farisei è facile dire: «Se fossimo vissuti al tempo…» (Mt 23,30), ma poi non riconoscere Giovanni il Battista o essere parte attiva nella congiura che porterà Gesù alla croce. Il riferimento qui non è certo all’ “ereditarietà” della colpa, quanto al fatto che è più facile abbattere, decapitare o insozzare statue di illustri “antenati” (da Cristoforo Colombo a Indro Montanelli) piuttosto che riflettere sull’iniquità diretta e indiretta dei nostri gesti e delle nostre condotte attuali.

 

Andare incontro preparati

Parola del giorno Andare incontro preparati A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Alessandro Sbuelz | 28 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (25,1-13) Chi incontra un’opportunità di crescita avverte spontaneamente l’urgenza di fare del proprio meglio per coglierla. È intimamente legato al desiderio profondo di ognuno di noi di vivere la vita in pienezza, cogliendo le occasioni che essa offre. Andare incontro preparati dischiude la possibilità di vivere in pienezza, senza essere travolti dagli eventi. Le dieci vergini del Vangelo di oggi vanno incontro allo sposo. L’entusiasmo delle cinque vergini sagge rimane acceso e ben alimentato: esse parteciperanno alla gioia piena della festa nuziale.

 

Il vestito degli eletti

Parola del giorno Il vestito degli eletti A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Emilio Colombo | 20 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 22,1-14) Il termine "eletto" deriva dal latino "ēligo" che ha diverse traduzioni tra cui "cogliere" e "scegliere". Ma cosa occorre fare per essere eletti? Occorre essere degni ovvero meritevoli. In fondo non occorre rinunciare a nulla, basta essere aperti all’invito di Dio. Che è un invito a nozze dove c’è un banchetto sontuoso in cui tutti potranno mangiare a volontà. Al banchetto non serve un invito speciale, però occorre vestirsi bene, perché il vestito testimonia quanto noi teniamo al padrone di casa. La nostra tradizione ci consegna ogni settimana con semplicità la testimonianza di questo Vangelo: la domenica, per andare a messa, ci si veste bene, perché si partecipa al banchetto di Dio. Anche quando la nostra società era povera e c’era solo un vestito bello, era quello della domenica.

 

L’urgenza di un abbraccio

Parola del giorno L’urgenza di un abbraccio A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Paolo Gomarasca | 15 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Luca (Lc 1,39-56) Maria corre veloce, su per la montagna. Sarà per questo che l’immaginario della Visitazione ci racconta, perlopiù, l’incontro tra Elisabetta, inspiegabilmente incinta pure lei, e la frettolosa cugina. Bellissima la versione video dell’opera rinascimentale di Pontorno, realizzata da Bill Viola: 45 secondi in slow motion, dieci minuti per meditare, un fotogramma alla volta, la visceralità di un contatto. Alla fine, ti viene in mente che la potenza del Magnificat, questa specie di “marsigliese” cristiana (Moltmnann), non avrebbe senso al di fuori di quel rendez-vous tra gestanti: solo perché accolta, Maria avrà il tempo per raccontare cosa le capita. E se diventasse un’abitudine? Fortuna che Maria, cittadina povera tra i poveri (Lutero), corre ancora veloce e accorcia le distanze.

 

"Dura lex" o "durus cor"?

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. L’insieme è una miniera: un potente Ezechiele, un mirabile Isaia, un "duro" Gesù. Le parole più difficili sono di Gesù: sollecitato dai farisei a prendere posizione sul ripudio della moglie iscritto nella Legge mosaica, Gesù risponde riportando(ci) alla Creazione e al Giardino dove per l’uomo e la donna era possibile unirsi al punto da divenire «un'unica carne» (Gen 2,24). Gesù ci rivela che duro è, al contrario, il nostro cuore. Tocca alla legge ammorbidirsi davanti all’evidenza: l’incapacità umana di abbracciare fino in fondo un altro, un’altra (anche Rilke, nella Seconda Elegia Duinese, ammonisce gli amanti: «E l’abbraccio, per voi, è una promessa quasi d’eternità»), la capacità, invece, di abbandonare e tradire del tutto. La Legge di Mosè mette un freno all’arbitrarietà violenta dell’abbandono, ma Gesù indica l’origine, dove l’unirsi totalmente e fedelmente a un altro essere umano – nella stupenda complementarità dei "diversi", maschile e femminile – era possibile fino in fondo. D’altronde, Gesù nasce da una donna "ripudiabile", che solo il "giusto" Giuseppe non abbandona (cfr. Mt 1,19), compiendo un gesto esemplare che supera la durezza, della legge e del cuore, nell’Amore.

 

Pane e Parola

Parola del giorno Pane e Parola A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Franco Riva | 02 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Parole, soprattutto, di congedo dei discepoli che fanno conti e di cura del maestro che fa responsabili; com’è per una fame che ferma la parola, per una parola che tacita la fame. Quante cose vengono in mente: Eliseo e i pani d’orzo, manna e deserto, fami beate, pane nostro quotidiano, ultima cena; ma anche non di solo pane, non affannatevi. Salvezze di fami sfamate nella parola; di parola parlata nella fame; di pani spezzati, distribuiti; di occhi verso il cielo; di occhi verso la terra; di benedizioni che sono riti, gesti, pani e condivisioni che sono parole. Poco che diventa tanto, che avanza ma perché benedetto, perché condiviso. Per parole che sono pani, per pani che sono parole.

 

«Vedrai cose più grandi di queste!»

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 1,45-51) La risposta di Gesù a Natanaèle: «Vedrai cose più grandi di queste!» (Gv 1,50), racchiude un profondo significato evocativo, prefigura apertura, crescita, trasformazione e innovazione. Natanaèle era probabilmente uno scriba, uno studioso, che all’ombra del fico leggeva, meditava e ricercava. Ebbene, per ogni professore, educatore e studente questa affermazione richiama una continua ricerca, faticosa ma gratificante, un’apertura al miglioramento e al nuovo che arricchisce l’esistenza. E ciò vale per ogni donna e ogni uomo, qualunque sia la sua età, professione, condizione sociale e il luogo in cui vive. Tutti noi, con i nostri limiti e le nostre imperfezioni, siamo cercatori di quella Verità che conforta e rende felice, gioioso e positivo l’animo e si trasmette a ogni persona che incontriamo, in famiglia e nei luoghi di lavoro. Ci indica la strada per migliorare sempre, per essere capaci di riconoscere le meraviglie che ci circondano ed essere aperti e disponibili a vedere quelle «cose più grandi» con le quali Gesù sempre ci stupisce.

 

Oltre la legge

Parola del giorno Oltre la legge A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Scaratti Giuseppe | 17 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Matteo (Mt 19,16-22) Il brano del Vangelo fa venire in mente i dieci comandamenti, un testo che è divenuto un patrimonio non solo religioso, ma anche laico, come ben testimoniato nella ricca esposizione e commento che qualche anno fa ne fece Roberto Benigni. La prima risposta di Gesù da questo punto di vista è lapidaria e tocca uno dei temi più interessanti dell’antropologia, quello del rapporto tra natura umana e cultura. E tuttavia l’indicazione non è quella di un'osservanza normativa, adempistica della legge: ricordiamo la provocazione evangelica del sabato che è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato (cfr. Mc 2,27). Per vivere la vita in pienezza occorre mettersi in movimento, in ricerca, in tensione verso inedite progettualità e intraprendere un cammino tra sorpresa e mistero, interrogandosi e distaccandosi dalle proprie confort zone.

 

Perché dubiti?

Parola del giorno Perché dubiti? A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Francesca Peruzzotti | 03 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Pietro è all’apparenza eroico: all’invito di Gesù a non avere paura risponde alzando la posta, non teme le onde che agitano la barca, affronta direttamente le acque. Fallisce, insieme a lui va a fondo un’idea di Dio. In un momento, in un incrocio di mani, la situazione è rovesciata. Pietro non chiede più potenza, implora solo salvezza; l’apostolo non raggiunge Gesù, ma Gesù, con lui, entra nella barca. Lo spazio di un attimo e Pietro torna al suo posto, senza essere sminuito, ma perché Gesù per primo si fida di lui, gli dona la possibilità di essere, semplicemente, umano. Il ruolo di Pietro è capovolto nel riconoscimento del bisogno, le mani che si incrociano ribaltano spazi e pensieri, portando la mente a un’altra croce, quando ancora sarà questione di umanità, di tradimento, di Dio manifestato senza potenza.

 

Provocazioni utili e inutili

Parola del giorno Provocazioni utili e inutili A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Giovanni Valtolina | 04 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Nei Vangeli non è infrequente incontrare Gesù che, con comportamenti apertamente provocatori, scandalizza i suoi contemporanei, in particolare quelli che si credono giusti e pii, in nome di un formalismo senza cuore. Ma la sua non è una provocazione fine a se stessa, finalizzata a far parlare di sé o delle sue opere, come accade spesso oggi, tra artisti con un ego ipertrofico e intellettuali che trasformano la dialettica in scambi di insulti. In ambito psicologico gli atteggiamenti provocatori sono spesso considerati il sintomo di una perdita di fiducia nel poter costruire, controllare e garantire il futuro che si desidera. La sua pars destruens era il solo modo di scuotere la coscienza – e la vita – di chi aveva imprigionato la fede in un’istituzione. Premessa necessaria alla pars costruens, orientata a un nuovo modo di essere in relazione con Dio e con i fratelli.

 

Parola letteraria e progettualità di vita

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 15,21-28) Roberta Grazzani afferma che «lo scrittore è come una fontana che zampilla e non può fare a meno di zampillare». La sorgente creativa della parola letteraria è un dono da riconoscere come tale per poter dare frutto nella composizione cesellata del testo letterario. San Paolo ricorda che «i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili» (Rm 11,29) e il messaggio collima con l’esperienza della scrittura creativa. Karl vive il tormento adolescenziale del riconoscimento dei propri talenti, ma la via della ricerca interiore si rivela essenziale: «In quel preciso istante di disvelamento sai che il tuo futuro è deciso. Ti senti libero di essere chi sei» e hai perso la possibilità «di essere qualunque altra cosa». La parola letteraria si incarna nell’autore come dono ricevuto e progetto di vita che non può non essere a propria volta donato a nuovi lettori.

 

Fragili, ma generativi

Parola del giorno Fragili, ma generativi A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Laura Zanfrini | 10 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 12,24-26) Quello di oggi è un Vangelo che evoca la morte, esperienza spesso esorcizzata, quasi non dovesse mai sopraggiungere, sfidata sul confine tra reale e virtuale, quasi fosse anch’essa reversibile al pari di molte “scelte” sempre meno definitive. Ma il monito che solo morendo il chicco porta frutto è in realtà celebrazione della vita. Non una vita consumata dall’ossessione di preservare la nostra illusoria libertà, misurando il dare e l’avere, centellinando gli sforzi, evitando di concedersi troppo, navigando a vista. Ma una vita capace di non avvilirsi anche se i progetti falliscono e le ambizioni restano disattese; di perseverare nel combattere la buona battaglia, riconoscere i propri errori e fallimenti, imparare a perdonare e a perdonarsi. La competizione individualistica nobilitata dalla retorica meritocratica e il serpeggiare di un narcisismo autoreferenziale hanno reso la nostra società vittima di una crisi di generatività.

 

«Chiunque avrà lasciato… riceverà cento volte tanto»

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Nel nostro servizio non contano i risultati, ma quanto amore mettiamo in ciò che facciamo». Così Madre Teresa ci ricorda il primo ministero della nostra vita: l’amore per il prossimo. La conferma la gioia che proviamo quando doniamo, incondizionatamente, e trasmettiamo qualcosa di nostro al prossimo, non come privazione, ma proprio come dono, e senza attesa di ricevere qualcosa in cambio. Chi non vive per servire, non serve per vivere» è l’aforisma con cui il Santo Padre rimanda alla gratuità dell’amore che come l’ago compone e ricompone il tessuto umano e interpersonale. Chi siede in ultima fila lontano dal luccichio del successo e del denaro, senza esserne sedotto, apprende come sia dolce e nutriente per la propria vita l’essenza del donare: un moltiplicatore infinito di gioia. Inevitabilmente, invece e purtroppo, la seduzione ad accumulare beni materiali sviluppa l’irrequietudine del benessere come già accadeva ne I Malavoglia, anch’essi sospinti dalla "fake-news" del «si potrebbe star meglio».

 

Ascoltare con il cuore

Parola del giorno Ascoltare con il cuore A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Silvano Petrosino | 22 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Luca (Lc 1,26-38) È a tutti noto che ascoltare non significa semplicemente sentire. In un annuncio non è essenziale solo l'annunciante e il messaggio veicolato, ma anche il soggetto al quale esso si rivolge. Maria ascolta l'annuncio di Gabriele, è nella condizione di sapere/desiderare ascoltare il suo annuncio e questa è la condizione essenziale della sua risposta – del suo sorprendente "sì" – che in quanto tale non è affatto istintiva, automatica e, soprattutto, scontata. Un annuncio attende una risposta e una risposta non è mai una mera reazione, ma è il luogo per eccellenza in cui si rivela il cuore stesso del soggetto che risponde. Maria risponde "sì" a un annuncio incredibile che, proprio per questa ragione, non può che fare totalmente affidamento alla fede di colei alla quale si rivolge.

 

L’unica dimensione veramente nostra

Parola del giorno L’unica dimensione veramente nostra A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Andrea Perrone | 19 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 20,1-16) Una trattativa («si accordò con loro per un denaro al giorno»), un principio di giustizia contrattuale («non ti faccio torto. Ma per tutti gli altri vale la promessa unilaterale dell’imprenditore («quello che è giusto ve lo darò») e una crescente sproporzione tra lavoro e paga. Facile, quindi, introdurre contrapposizioni: contratto e dono, giustizia e misericordia, uomo e Dio. E se ciò che pare antitetico potesse, invece, stare insieme? Anche la parabola difende la giustizia del contratto. Ma una società non è forse più compiuta se va oltre la proporzione dello scambio? Pochi, per esempio, obietterebbero alla norma costituzionale che riconosce il diritto del lavoratore a una retribuzione «in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa» (art. A ben vedere, però, questa dimensione non nostra è la più adatta a noi. Anzi, in fondo, è l’unica veramente nostra.

 

Schiavitù e libertà

Parola del giorno Schiavitù e libertà A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Enrico Fabrizi | 01 agosto 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Nella scena finale di “Erodiade” che Flaubert pubblica nel 1877, Antipa si tiene il capo tra le mani, solo nella sala del banchetto. Erode ha nemici che lo incalzano, amici di cui non si può fidare, protettori stranieri da non contrariare, deve mostrare capacità di attuare la parola data. Schiava è anche la moglie Erodiade, cresciuta in un ambiente di violenza, tradimento, intrigo: data in sposa a uno zio, è ora alla corte di un altro per brama di potere. La figlia danzatrice appare atona, priva di volontà: potendo avere dal tetrarca qualunque cosa, si fa dettare dalla madre una richiesta di violenza estrema. Nella seconda parte dello stesso capitolo Matteo opporrà a questo banchetto di potenti, in cui l’unico piatto che compare sulla scena porta la testa di un uomo decapitato, la moltiplicazione dei pani, in cui condividendo il poco viene sfamata una moltitudine.

 

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