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Don Maurizio, il virus visto da dentro

Preti in prima linea Don Maurizio, il virus visto da dentro Parroco di una piccola parrocchia sopra il Lago Maggiore, docente di teologia a Psicologia in Unicatt, ha dovuto affrontare faccia a faccia il Covid-19 nella Rsa di cui è responsabile. Don Maurizio Medina si descrive così: un amore per Dio e per gli altri, che fin da piccolo l’ha portato a frequentare ambienti cattolici, e un forte desiderio di diventare prete, anche se «le motivazioni di quando ero piccino non sono le stesse che mi hanno portato a diventarlo. Quali attività svolge oggi? «Sono parroco di una piccola parrocchia nella zona sopra al Lago Maggiore, una comunità di 3.000 persone, insegno a un seminario di Teologia delle Religioni a Novara e sono docente di Teologia alla facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica a Milano. Gesù ne è l’esempio lampante: era un uomo con i piedi per terra, ma che aveva la capacità di parlare del mistero di Dio con enorme semplicità. Con l’avvento del Coronavirus, come sono cambiate le attività di cui si occupa? «Ciò che è cambiato più radicalmente non interessa la mia vita come prete o insegnante, ma la piccola casa di riposo dove ho un incarico di responsabilità, Fondazione Maria Grazia Taglietti. Lì abbiamo vissuto direttamente l’esperienza del virus: all’inizio si pensava che non sarebbe mai arrivato, quando è arrivato abbiamo sperato che non fosse Coronavirus, poi abbiamo cercato un colpevole e infine, quando ci siamo resi contro di esserci dentro, abbiamo detto: “dobbiamo fare qualcosa”. Terzo di una serie di articoli dedicati all’impegno dei preti assistenti pastorali o docenti di teologia dell’Università Cattolica sul fronte Coronavirus #preti #covid #teologia #anziani Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Guidati dalle fede e dalla speranza

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Gesù gli rispose: “Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi”» (Gv 21,21-22). Un buon rapporto con il Signore Gesù si mostra quando non si pensa agli altri come se noi fossimo i privilegiati, anche se appena ricevuto un importante compito. Solo Lui conosce la storia di ogni uomo, non noi! A noi è richiesto di seguirlo, qualsiasi sia la nostra missione. Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera» (Gv 21,24). Chi ha scritto queste cose su Gesù è un testimone veritiero e degno di fede. Noi rispondiamo a questa rivelazione attraverso la nostra fede: crediamo a quanto l’autore ispirato scrive, soprattutto in questo momento particolare, in cui fede e speranza sono le uniche due dimensioni – e virtù teologali – che ci possono proiettare verso un futuro promettente.

 

L’ottavo giorno

Parola del giorno L’ottavo giorno A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Mauro Cinquetti | 11 aprile 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. È l’alba del primo giorno della settimana, il giorno dopo il sabato, il giorno dopo il settimo giorno: l’ottavo giorno. Un terremoto, un angelo, una luce come di folgore, uno spavento e lo stordimento: è un nuovo inizio, una nuova luce che irrompe nella storia, è l’alba di un mondo nuovo, una nuova creazione. Nella veglia i cristiani celebrano il battesimo: il neofita vive l’esperienza di quelle donne il mattino Pasqua, lascia l’attaccamento alla vita biologica e entra nell’orizzonte dell’ottavo giorno. Il fonte battesimale nella tradizione della Chiesa è ottagonale, perché il battezzato è immerso in quell’esperienza dell’ottavo giorno, nella nuova creazione. Donaci, Padre, la gioia dell’ottavo giorno, per poter vivere nella nostra Galilea, accompagnati dalla forza di chi non teme, perché abbiamo visto il Risorto, e siamo «come vivi tornati dai morti» (Rm 6,13).

 

Stabat Mater

Parola del giorno Stabat Mater A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Domenico Simeone | 01 giugno 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 19,25-34) Ascolta "Stabat Mater" su Spreaker. Una madre ai piedi della croce, di fronte alla morte del figlio. Un’immagine archetipica del dolore, una sofferenza così profonda, radicale che da sempre ha colpito la sensibilità artistica e popolare. Il mistero dell’incarnazione di Gesù è espresso attraverso il dolore, tutto umano, della madre che vede il proprio figlio morire. È il compimento dell’amore, di quel “sì” iniziale che ha permesso al Verbo di farsi carne nel grembo di Maria, lo stesso grembo che, stretto nel dolore, ora accoglie il figlio morto per amore.

 

Di sorpresa in sorpresa

Parola del giorno Di sorpresa in sorpresa A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Luciano Eusebi | 03 giugno 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Marco (Mc 12,18-27) Ascolta "Di sorpresa in sorpresa" su Spreaker. Aggiunsi che, se Dio c’è, Dio è amore e, in Gesù, ci propone la sfida di credere che l’adesione all’amore, anche quando costi la vita, in Dio è pienezza di vita. Ne fu contento, salvo temere che fossi eretico: tanto è inconsueto lo sforzo di rendere ragione della fede. Un altro collega, non credente, mi confidava che, ritenendo di morire in un incidente, aveva espresso un ultimo pensiero: «Grazie, è stato bello!». Ma valga anche Roberto Benigni: «È stata una sorpresa la vita, sarà una sorpresa anche la morte».

 

"Perché volete mettermi alla prova?”

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Nella distanza tra le intenzioni dei farisei e le loro parole sta tutta la misura di una relazione guasta, in cui non trovano spazio la fiducia, il credito all’altro, alla sua esperienza e alla sua testimonianza. Ciò che muove l’incontro sono l’ipocrisia e la strumentalizzazione al servizio della volontà di eliminare Gesù. La legge, i rapporti con l’Impero romano sono solo pretesti, non interessa comprendere, le orecchie non odono e nei cuori sono già scritte le risposte. Ma Gesù non aspetta un interlocutore migliore, parte da ciò che gli offriamo, parte da me, dal mio pregiudizio, dalla mia intenzione di metterlo alla prova per non mettermi in questione. E lui non li scarta, mi prende sul serio, mi guarda in faccia e mi insegna la via di Dio a partire dal riconoscere ciò che vivo in modo autentico.

 

«E ci basta!»

Parola del giorno «E ci basta!» A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Davide Riserbato | 09 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Mostraci il Padre e ci basta» (Gv 14,8), dice Filippo, che forse si aspettava una visione come quella di Mosè, sul Sinai. Mosè, però, non aveva potuto realmente “vedere”: «Tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo» (Es 33,20). Con Gesù, invece, tutto al contrario, “Dio è capovolto”: possiamo vedere il volto di Dio ed è Lui a morire! «E ci basta», aggiunge Filippo, quasi a dire: “Ti chiedo poco, me lo faccio bastare”. Invece è tutto! «E ci basta», quasi a dire: “Ti chiedo tutto; il Tutto che ci riempie in maniera traboccante”. È vedere Gesù, è ascoltarlo, toccarlo, gustarlo, sentirne il profumo! E profumare di lui il mondo intero.

 

Anche voi volete andarvene?

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Giovanni (Gv 6,60-69) Ascolta "Anche voi volete andarvene?" su Spreaker. Gesù si presenta come il nuovo Mosè che, invece della manna, dona il suo corpo e il suo sangue perché il mondo abbia la vita. Anche tra gli apostoli c’è incertezza e Gesù annuncia il tradimento di uno di loro. Gesù risorto pronuncia oggi le stesse parole: come accoglierlo? Anche noi potremmo essere scandalizzati dalla risurrezione di Gesù e dal considerare che la nostra vita viene da Lui. La vita, cioè il respiro, il cielo, le stelle, la primavera… i nostri passi e i nostri pensieri: tutto. Anche nei nostri giorni il Vangelo ci invita a non bloccare la vita, ma ad amare sempre con la libertà dello Spirito di Gesù.

 

La missione dei dubbiosi

Parola del giorno La missione dei dubbiosi A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Francesca Peruzzotti | 24 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 28, 16-20) Ascolta "La missione dei dubbiosi" su Spreaker. L’Ascensione è un giorno in cui, ancor più di altri, la liturgia invita a fare festa. Ascoltando cosa avvenne quando Gesù ritornò al Padre, tuttavia, non è così semplice identificare i motivi per cui essere gioiosi. In questo brano si nascondono due ombre: Gesù rassicura i discepoli della sua presenza, come se dovesse ribadire che non li stia abbandonando, prendendo le distanze dal mondo e dalla storia. Condividere l’incontro con lui – con il coraggio di portare in luce i limiti e le difficoltà che toccano la vita – perché in quella dedizione si nasconde un frammento della sua presenza, celebrata assumendo il peso della storia.

 

L'interdipendenza dell'amore

Parola del giorno L'interdipendenza dell'amore A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Renzo Beghini | 28 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Siamo negli ultimi versetti del capitolo diciassettesimo del Vangelo di Giovanni: la preghiera sacerdotale di Gesù che precede la sua passione e la morte in croce. Il testo si presenta come un testamento spirituale, nel quale di solito si scrive ciò che vorremmo rimanesse di noi. E Gesù? Gesù prega per i credenti di ogni tempo. È bello sapere che sin dall’inizio siamo introdotti in quel particolare rapporto che il Figlio ha con il Padre. È affidata alla carità reciproca, alla comunione: «Siano perfetti nell’unità» (Gv 17,23), «come tu sei in me e io in te» (Gv 17,21). In questo periodo di distanziamento sociale, di insicurezza, ma al contempo di interdipendenza, è una parola che ci sfida.

 

Queste cose ve le ho dette in modo velato

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 13,23-28) ... ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre Ascolta "Queste cose ve le ho dette in modo velato" su Spreaker. Quando si ha a che fare con Dio è sempre così: qualcosa si svela e qualcosa si nasconde. Dopo la Pasqua il velo della carne è tolto e la Parola di Gesù si fa svelata e aperta. Giorgio Caproni, in una poesia pungente come una spada ( Telemessa da Il Franco cacciatore ), dileggia il fanatico entusiasmo un telepredicatore da strapazzo: «Gridava come un ossesso. Chi sottrae a Dio il suo mistero ha sempre una voce repellente. Non meno repellente è, però, la voce di chi sottrae all’uomo il suo mistero: se lo ricordino i fanatici di oggi, che pensano di spiegarci chi siamo dall’alto della loro illuminata intelligenza.

 

Non ho finito di farvi conoscere

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 16,12-15) Ascolta "Non ho finito di farvi conoscere" su Spreaker. Tante volte noi cadiamo nella presunzione di sapere e conoscere quale sia il bene, per noi stessi e per l’altro. E anche se la parola trasmette la verità nella sua pienezza, c’è sempre uno spazio di imperscrutabilità nel fratello che si incontra che non è lecito prevaricare. Ecco perché viene donato lo Spirito: per abilitare l’uomo a conoscere la verità, ma anche per riconoscere il fratello nel suo mistero e accompagnarlo secondo il suo essere “capace di accogliere”. Come dice l'antico filosofo greco Pittaco: «Sappi riconoscere il momento opportuno» (cfr. Diogene Laerzio, Vite di filosofi, I,79). È questo che il credente può e deve chiedere allo Spirito, perche davvero ci possono essere momenti non opportuni.

 

La risposta a un dono

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Nella giornata mondiale per le vocazioni la liturgia ci fa leggere un bel passo del Vangelo di Giovanni. Gesù è la porta che conduce al pascolo dove si trova il cibo necessario per vivere. Il suo desiderio è quello di dare la vita alle pecore, una vita abbondante. Se ci domandassimo cosa vuole Gesù da noi, avremmo facilmente la risposta: niente. Siamo noi che possiamo e dobbiamo capire che è meglio vivere come vive lui. Il comportamento di Gesù è messo in parallelo con quello del ladro che ruba, uccide e distrugge. Chi erano i ladri al tempo di Gesù? Chi sono nel nostro tempo? Cosa è l’idolo dell’autorealizzazione? Tra Gesù e le pecore c’è un elemento di comune riconoscimento: la voce.

 

Alza gli occhi!

Parola del giorno Alza gli occhi! A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Alessandro Canali | 26 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Quella di Gesù nel capitolo 17 è una preghiera, una preghiera di affidamento. Il brano di oggi si apre, infatti, con un “cambio di visuale”: Gesù alza gli occhi al cielo. Gesù si affida al Padre, si consegna a coloro che lo vogliono uccidere e, infine, affida il suo Spirito. Nella vita abbiamo bisogno di puntare in alto, di guardare verso il cielo. Dobbiamo solo rendercene conto, accorgerci che possiamo alzare lo sguardo per poterne incontrare un altro che è già puntato su di noi. «Oh can't you see what love has done? To every broken heart For every heart cries Love left a window in the skies».

 

La sorpresa di sentirsi dire "amico"

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Per meno di questo, infatti, non si può parlare di amicizia, ma solo di un suo ingannevole surrogato, senza valore. Nel vangelo di oggi Gesù ci chiama amici suoi. Ciascuno di noi può a buon diritto ritenersi tale: proprio per te, per me, per ciascuno di noi Cristo ha dato la Sua vita. Ma non è tutto: Gesù ci tratta da amici perché ci ha fatto conoscere, dice, «tutto ciò che ho udito dal Padre mio» (Gv 15,15). O, almeno, sentire desiderio e nostalgia di poterli guardare così, e domandarne a Lui la capacità.

 

Siano una cosa sola, come noi

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Giovanni (Gv 17, 11b-19) Ascolta "Siano una cosa sola, come noi" su Spreaker. È troppo semplicistico, quasi magico, chiedere di essere tolti dalle situazioni faticose e malvagie. E siccome Gesù non fa il maghetto da quattro soldi, per i suoi discepoli chiede una “custodia”: domanda e assicura, cioè, che non siamo lasciati soli, esposti in solitaria alle tempeste della vita e agli attacchi del Maligno, lungo le pareti dell’ascesa alla meta di questo pellegrinaggio terreno. E ci offre di farlo in cordata e “in sicurezza”, agganciato a Lui, che è agganciato al Padre. Per questo la sua esperienza è una consacrazione… nella verità: è una totale immersione della corrente dello Spirito della santità di Dio che pervade ogni fibra dell’essere… nella Verità della vita che è l’Amore che si dona sempre e comunque per gli altri.

 

Soli?

Parola del giorno Soli? A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Leonardo Paris | 13 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Siamo tanto più forti quanto più siamo indipendenti. Siamo tanto più liberi quanto più siamo autonomi. Questo tendiamo a pensare e, per questo, l’invito di Gesù a riconoscerci pecore o tralci ci infastidisce, tanto più se la conclusione è: «Senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5). Siamo tralici, parti di una vita che abbiamo ricevuto, che ci precede e ci nutre. Così come gli altri si seccano senza la vita che a nostra volta noi comunichiamo, senza il nostro contributo.

 

Parla apertamente

Parola del giorno Parla apertamente A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Maurizio Medina | 05 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Lo sguardo che il vangelo di Giovanni offre sulla vita di Gesù è assolutamente originale sia nella cronologia che nei temi. I giudei, che in questo caso sono solamente i portavoce di tutto l’inconfessabile ostilità che c’è nel mondo, vogliono un Messia, un Cristo che corrisponda alle loro attese e ai loro timori. Ma Gesù non si mostra preoccupato della popolarità, ma solo della sintonia profonda con Dio. Egli è Signore in quanto servo, salvatore in quanto dà la vita: queste sono “le opere che lui fa nel nome del Padre suo”. Non pensare che questo episodio sia estraneo alla tua vita. Giovanni ti ricorda che questo processo coinvolge ogni uomo, meglio, attraversa il cuore di ciascuno.

 

Essere nel mondo senza essere del mondo

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Giovanni (Gv 15,18-21) Ascolta "Essere nel mondo senza essere del mondo" su Spreaker. Ad una prima lettura, queste parole riportateci dall’Evangelista Giovanni risuonano come un monito severo, duro da ascoltare, che altro non fa se non radicalizzare ancor più il dramma dell’umano. Non possiamo negare che, in quest’ora della storia, stiamo attraversando anche noi un tempo particolarmente drammatico, in cui la lotta fra luce e tenebre interpella la libertà di ciascuno, riproponendo alla mente le domande radicali dell’esistenza, in un futuro segnato dall’incertezza. Le parole ascoltate rappresentano tuttavia un’apertura per la vita del cristiano, verso quello che è il suo orizzonte più autentico: la fede. Il rischio, come per Gesù, è quello, qualche volta, di divenire oggetto di derisione, avversione e condanna.

 

Stare con Cristo fin dal principio

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 15,26-16,4) Ascolta "Stare con Cristo fin dal principio" su Spreaker. Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio» (Gv 15,26-27). Ecco come l’evangelista Giovanni presenta il mistero di Dio che opera in noi, nella sua paternità amorosa, nella sua figliolanza obbediente, nell'unità e nella donazione amorosa dello Spirito Paraclito. A noi spetta il compito di portare questa testimonianza dell’Amore di Cristo ovunque. Una testimonianza che ha cambiato il nostro cuore, che lo ha reso la dimora dell’Amore di Cristo. Noi scegliamo di stare con Lui e Lui è con noi; Lui ce lo dice: «Perché siete stati con me fin dal principio» (Gv 15,27).

 

La nostra casa

Parola del giorno La nostra casa A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Robert Cheaib | 10 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. E ancora: «Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi» (Gv 14,3). In inverno, per evitare che i parrocchiani soffrano il freddo durante la messa, pur essendo egli stesso una persona di una certa età, va nelle varie chiese circa un'ora prima della celebrazione per accendere il riscaldamento. Parole che certamente restano misteriose, ma che lasciano facilmente intuire il mistero dell'amore di Cristo che ci ama con un amore pieno di premure. Dimorando in lui – già da questa vita – dimoriamo in Dio e Dio dimora in noi. Essendo in Cristo siamo nel cuore della Trinità. Come scrisse una giovanissima santa, Elisabetta della Trinità: «La Trinità, ecco la nostra dimora, la nostra casa, la casa paterna dalla quale non dobbiamo uscire più».

 

Rimanere servi

Parola del giorno Rimanere servi A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Angelo Maffeis | 07 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Nel Vangelo di Giovanni il congedo di Gesù dai suoi discepoli è ricco di insegnamenti ed esortazioni. Dopo aver lavato i piedi ai suoi discepoli, Gesù chiede: «Capite quello che ho fatto per voi?» (Gv 13,12) e aggiunge: «Vi ho dato un esempio perché anche voi facciate come io ho fatto a voi» (Gv 13,15). Ma prima di essere azione da compiere, questo gesto definisce in modo insuperabile l’identità del discepolo come quella di chi serve. Per questo non può aspirare a diventare padrone, perché tradirebbe la chiamata: «Un servo non è più grande del suo padrone» (Gv 13,16). Questa coscienza gli dà la certezza che nella sua vita sarà presente il Signore e che gli altri potranno incontrarlo proprio nel suo servizio, nella sua parola e nella sua fede: «Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me» (Gv 13,20).

 

Dio a modo mio

Parola del giorno Dio a modo mio A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Roberto Lombardi | 21 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Durante la sua vita terrena Gesù è presente fisicamente e visivamente. Con la Pasqua di resurrezione la sua presenza diventa spirituale, più profonda e universale perché aldilà dello spazio e del tempo. Una presenza che si riconosce solo nella fede. Ci sono dei momenti nella nostra vita in cui il Signore sembra assente. Si parlava ieri di secolarizzazione, di eclissi del sacro, di “morte di Dio”; oggi di indifferenza, di non significanza, di “Dio a modo mio”.

 

Parole preziose

Parola del giorno Parole preziose A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Rita Pellegrini | 19 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Il "testamento" di Gesù racchiude parole preziose, che chiedono di essere accolte nel cuore dei suoi discepoli. Come non provare tristezza di fronte alla sua morte imminente? Lui è, per tutti loro, persona amica, preziosa, "unica"! Gesù non sarà più presente fisicamente in mezzo a loro, ma lo sarà in altro modo: egli sarà «in loro» (Gv 17,10.23.26). Con la sua Pasqua è venuto a dimorare dentro di noi, introducendoci in quella comunione d’amore che c’è tra il Padre e il Figlio, fonte di una gioia profonda. Il suo Spirito, amore di Dio che si comunica, ci dona la certezza della sua presenza, ci raduna insieme nella sua Chiesa, ci fa fratelli dell’intera umanità. È soffio che tutto ravviva, è verità che affascina mente e cuore.

 

Non come la dà il mondo

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Chi non desidera, da sempre, la pace – a partire dalle Miss Italia in poi –, magari senza costi personali? Chi, in questo momento, non ha a cuore la pace o, quantomeno, una “tregua”? La pace. Lo shalom ebraico ci rimanda alla pienezza dei beni, alla positività senza limiti. Ma quello che la Parola ci invita a fare è un’altra operazione: il riconoscere la distinzione tra la “pace del mondo” e la “pace di Dio”. Quella pace, definita da Paolo, come una pace che “che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù” (Fil 4,7). Ma cosa vuol dire? Credo che in questo momento siano 2 le parole chiave per comprendere. Arrischiare lo spezzamento dei confini, dalle comfort-zone a quelli intellettuali e vitali.

 

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