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Teatro per ragazzi, Ermanno Nardi sul podio di “In-Box Verde”

Premi Teatro per ragazzi, Ermanno Nardi sul podio di “In-Box Verde” Il laureato al Dams del campus di Brescia e co-autore dello spettacolo “Che forma hanno le nuvole?” vince l’edizione 2020 del premio che sostiene le compagnie teatrali emergenti. Il racconto ruota attorno alle vicende dei due protagonisti, Vera e Nemo, per elaborare un’indagine più profonda del mondo invisibile e di quel particolare frangente in cui i bambini diventano grandi e abbandonano qualcosa per poter crescere. Scrivendo questo spettacolo abbiamo desiderato creare qualcosa che fosse magico per grandi e piccoli, magico anche per noi. Per questo dedichiamo la vittoria alle persone di tutte le età che conservano il coraggio di immaginare ogni giorno mondi nuovi», hanno fatto sapere i due autori. La foto in alto è di Alice Longoni #teatro #dams #alumni Facebook Twitter Send by mail Print LA TRAMA DI “CHE FORMA HANNO LE NUVOLE?” Nemo ha 8 anni, un cane bassotto, due genitori affettuosi e una sorella gemella, Vera, la compagna di tutte le sue avventure. Nemo da qualche tempo è triste, pensa di stare antipatico a tutti: a scuola i maestri non lo considerano; nessuno lo sceglie per giocare a palla avvelenata; in mensa non c’è mai un posto per lui. Un giorno però scopre la verità. Ha inizio una serie di avventure alla ricerca di sé stesso, tra incontri strampalati con colleghi invisibili, gruppi di autoaiuto per amici immaginari, uffici di ricollocamento. Ma cosa succede a un essere immaginario che diventa libero? Nemo scoprirà che la cosa più importante non è il nostro aspetto, ma le azioni che compiamo, come facciamo sentire chi amiamo, come loro fanno sentire noi. Si è invisibili solo se si vuole esserlo.

 

Ecco come la pandemia cambierà il mondo

Oggi cosa sarà della globalizzazione, del mondo integrato, dell’universalismo, dato che dobbiamo chiudere frontiere, gestire l’intromissione nella vita privata delle applicazioni tecnologiche? Bisogna essere resilienti, assumere scelte difficili: non è solo un problema di affrontare la complessità ma capire come ricostruire le strutture delle organizzazioni che ci guidano». Il concetto della complessità è stato ripreso anche dal professor De Florio che ha richiamato l’attenzione sul ruolo che la scienza sta avendo. Ma questa complessità è il fondamento di una incertezza epistemica e anche politica di fronte alla quale non si sa come comportarsi alla luce del fatto che la scienza non ha una leadership. Tocca quindi alla politica interloquire con le élite scientifiche ma per farlo è necessario che ci siano «competenze architetturali» di cui forse la classe dirigente politica difetta. Più che il concetto di vulnerabilità il professor Parsi chiama in causa la parola «vulnerabile» perché rimanda al «fattore umano», negli ultimi trent’anni messo sotto stress. La nave è vulnerabile, e la sua componente più vulnerabile è costituita dall’equipaggio, la cui sicurezza non può venir messa in secondo piano: perché la solidità e la resilienza di un sistema sono dettate da quelle dell’elemento più fragile». Di qui il ruolo della politica che in questo periodo si è «accucciata dietro alla scienza» mentre spetta a lei il compito di indicarci la direzione.

 

Europa e Covid-19, il giorno della svolta

Alumni Europa e Covid-19, il giorno della svolta Per Fabio Tamburini , direttore de Il Sole 24 Ore , il piano di aiuti Ue contro la crisi economica provocata dalla pandemia è un intervento di peso. Tra i relatori anche Massimiliano Pogliani , CEO illycaffè by Katia Biondi | 27 maggio 2020 «Oggi è una data storica per l’Unione Europea ed è stata una decisione né facile né scontata». È stato il commento a caldo del direttore de Il Sole 24 Ore Fabio Tamburini sul piano di aiuti della Commissione europea contro la crisi economica provocata dal Covid-19. È un intervento di peso che aiuterà i paesi più colpiti dalla pandemia ponendo le premesse per consentire alla Ue di trovare una ragion d’essere». Ora si tratta di capire quale ruolo potranno avere nella fase di emergenza economica che si è già aperta e diventerà pressante nei prossimi mesi». Il percorso ideale è che siano nelle «condizioni di dare alle imprese il sostegno di cui avranno necessità», che non significa «solo prestiti ma anche altro». L’approccio che abbiamo adottato in questa fase di emergenza sanitaria è stato quello di guardare al nostro interno e a tutte le nostre possibilità senza aspettare che arrivassero aiuti esterni.

 

Un’ecologia dei media per bandire l’odio online

Ho cominciato a scrivere questo libro perché ho avuto l’impressione che emergessero fortemente alcune grida di dolore sullo stato della comunicazione paragonabili alle denunce ambientali», ha risposto il professor Colombo. La comunicazione di cattiverie e di odio non incide solo su chi la riceve ma anche su chi la compie, e viene meno al suo essere risorsa preziosa che ci apre agli altri. Se considero che nelle ultime ore uno dei trend topic è quello di voler togliere la statua di Indro Montanelli da un giardino pubblico di Milano c’è da preoccuparsi». Ma perché l’odio online e le fake news sono così diffusi rispetto al passato? «La grande differenza tra i media tradizionali e le piattaforme è che i primi, se esercitavano il potere di comunicazione, lo facevano attraverso la censura, selezionando le informazioni. Questo vuole dire che ogni gesto di rilancio è potenziato, è come indossare un braccio cibernetico», ha osservato il professor Colombo. Un ecologismo, che ci piaccia o meno, passa dalla buona educazione e dalla cultura digitale che bisogna imporre, portare nelle scuole per dare a tutti la responsabilità nell’utilizzo di questi strumenti». E la responsabilità come buona pratica è stata ampiamente evocata dal professor Colombo, soprattutto in relazione al fatto che compito della comunicazione è legare e non dividere o attaccare.

 

La ripartenza della Cina nell’era post-Covid

Del resto il collegamento era più agevole a mezzogiorno, ora italiana, visto che i relatori - l’avvocato Hermes Pazzaglini , Salary Partner Nctm Studio Legale, da Shanghai, e Matteo Giovannini , Senior Finance Manager ICBC Leasing, da Pechino - erano collegati direttamente dalla Cina. Un momento di confronto importante», ha detto la professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi , pro rettore vicario e presidente Alumni Cattolica, introducendo il WebinCatt “Aspetti giuridici e finanziari delle misure antiepidemiche in Cina ”, organizzato in collaborazione con il Comitato Alumni UCSC - Far&;Middle East. Questo perché ha dato l’opportunità di ascoltare gli alumni residenti là dove il virus è partito e dialogare con chi si è trovato prima di noi ad affrontare quell’emergenza sanitaria che ha toccato il mondo intero con risvolti umani, professionali ed economici di vasta portata. Hanno notato però che non è stato dato un termine alle varie precauzioni sanitarie in ufficio: distanza tra scrivanie, riunioni solo su piattaforme, pasto consumato alla scrivania e non in mensa. Tra i lati positivi, quello di aver dedicato il maggior tempo in casa ad imparare i tradizionali giochi da tavolo cinesi, antichi di 2000 anni, e l’aver familiarizzato con colleghi con i quali si parlava solo di lavoro. Anche le direttive civilistiche hanno previsto molta discrezionalità ai giudici, come quella in tema di licenziamenti, o il caso degli affitti la cui riduzione è solo incoraggiata. Matteo Giovannini, operante in un primario istituto bancario, tra i quattro più importanti della Cina, nell’esaminare il quadro dell’economia reale in Cina con i relativi aspetti finanziari, ha dato atto che i tre mesi di inattività hanno inciso negativamente sull’economia.

 

Turismo in crisi, ma non per Veronica

Uno scenario d’azione drasticamente compromesso dagli effetti della situazione pandemica, in cui a essere mutate sono soprattutto le abitudini dei viaggiatori e dove gli operatori sono chiamati a reinventarsi, aggiornando le proprie modalità di business in attesa della ripresa della domanda. Veronica, cosa significa nel concreto essere Pte… «La mia figura è quella di una consulente free lance specializzata nella vendita e nell’assistenza all’organizzazione di viaggi personali. Ovviamente non ero digiuna di esperienza: per nove anni sono stata infatti Responsabile di direzione dell’Agenzia viaggi FT Travel Business &; Luxury di mia proprietà, chiusa nel 2017 complice la crisi economica che ha interessato il nostro Paese e il cambio del modo di viaggiare da parte degli utenti. Da un punto di vista “pratico” per un Pte non è fondamentale avere una sede, si tratta di un lavoro che è possibile svolgere ovunque purché in possesso di un laptop e di una connessione internet. Così è stato anche in queste settimane dove la mia attività è consistita unicamente nella riprotezione dei passeggeri e nella gestione delle cancellazioni di viaggi a breve e lungo termine. Detto ciò, e ragionando più in generale, è innegabile che l'attuale situazione ha completamente ribaltato ogni certezza, limitando il quotidiano ma anche rivoluzionando l’intero modo di vivere e concepire il concetto di viaggio». La preparazione accademica permette di avere un’ottima padronanza della lingua italiana, in più la conoscenza di una lingua straniera agevola la comunicazione con i corrispondenti locali delle destinazioni di viaggio.

 

International Consulting Meeting IPBS

Piacenza International Consulting Meeting IPBS Una rete professionale e culturale 24 aprile 2020 Lo scorso febbraio, prima del lockdown da Covid 19 che ha messo in stand by le nostre vite “in presenza”, 130 studenti delle Università partner dell'IPBS hanno partecipato al primo International Consulting Meeting presso l'Università ICADE di Madrid. Ai ragazzi rimangono preziosi spunti, le basi per costruire il proprio futuro professionale: essere sempre curiosi, ricordare che le proprie scelte appartengono solo a se stessi, mantenere le reti di relazioni costruite, a cominciare da quelle formate nel percorso di studio internazionale. Di seguito la testimonianza dello studente Barbattini “Eventi come questo permettono agli studenti di creare una vera e propria rete con persone che non avrebbero avuto modo di incontrarsi in altre circostanze, creando allo stesso tempo un senso di comunità sotto la bandiera IPBS. Questa esperienza mi ha insegnato molto su altre culture e su come applicare al meglio le competenze acquisite all'università. Inoltre ha sicuramente rafforzato i legami all’interno del nostro team della Lancaster University Business Consultancy Society e il lavoro di squadra ha caratterizzato ogni nostra singola iniziativa. Non avrei potuto raggiungere nemmeno il traguardo più vicino senza poter contare sulle persone che mi hanno dato fiducia durante il mio percorso, quindi il mio più grande ringraziamento va a loro.”. ipbs #doubledegree #alumni Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Da TikTok a LinkedIn: ecco come l’Ateneo spiega il Coronavirus

È la sfida dell’Università Cattolica che da qualche giorno è approdata su TikTok, il social network cinese che spopola tra i più giovani, ma non solo. L’intento è mettere a disposizione dei ragazzi le conoscenze dei docenti delle 12 facoltà dell’Ateneo attraverso pillole video quotidiane con consigli pratici e spunti di riflessione per affrontare al meglio il momento che stiamo vivendo. Un “format” semplice pensato per dare informazioni corrette sull’emergenza sanitaria Covid-19: dai consigli dei medici a quelli degli psicologi e dei pedagogisti fino a quelli di professori di diversi ambiti disciplinari con suggerimenti utili per riorganizzare in maniera nuova la routine quotidiana. Le prime raccomandazioni arrivano dagli psicologi dell’Università Cattolica Guendalina Graffigna e Giuseppe Riva , rispettivamente docenti di Psicologia applicata al marketing sociale e di Psicologia della comunicazione. Tra i primi contributi caricati su TikTok anche quello di Andrea Gaggioli , docente di Psicologia della comunicazione per le organizzazioni e il marketing. Il professore invita a non vedere il virus dappertutto e a utilizzare la comunicazione positiva: «Mettiamoci in ascolto degli altri e condividiamo esempi di altruismo, di speranza, di coraggio e di solidarietà». Accanto a questo “format” per “TikTok” – destinato ai giovanissimi e in particolare agli studenti dell’Università Cattolica – se ne affianca un altro sul profilo LinkedIn Unicatt pensato per un pubblico di professionisti.

 

Stare insieme si può. Con Co-vida alla scoperta del web solidale

Paola Vinci , alumna della Facoltà di Economia, in poco più di 48 ore ha ideato un motore di ricerca interamente dedicato alle iniziative attivate in questa emergenza coronavirus. In pochi giorni ne ha raccolte oltre 300 by VALENTINA STEFANI | 23 marzo 2020 Un sito dove trovare facilmente, attraverso chiavi di ricerca, oltre 300 iniziative di solidarietà, per stare insieme in questo particolare frangente che ci costringe in isolamento. Ad avere l’idea è stata la nostra alumna Paola Vinci , laureata in Economia, corso Economics and Management: “Nei primi giorni a casa mi arrivavano su WhatsApp informazioni di moltissime iniziative in ogni ambito, ma era difficile memorizzarle tutte e ogni volta dovevo ritornare sulle chat. “Un nome – racconta – che deriva dall’unione di cooperazione e vida risultando in una vita-collaborativa come quella che siamo invitati a condurre, in particolare in questa occasione, ma che nel suono richiama il termine movida, per offrire anche divertimento e intrattenimento”. Tour virtuali di musei, e-book, corsi online di ogni materia e genere, sul portale si trovano opportunità tra le più disparate, gratuite anche quando solitamente sono a pagamento, come consulenze di medici, psicologi o personal trainer. Accanto a proposte divertenti - le lezioni di chitarra online di Alex Britti o i “brandelli” di teatro di Casa Shakespeare – si trovano servizi utili soprattutto per le persone anziane o più vulnerabili. “Se c’è una cosa che ho imparato negli anni trascorsi in Cattolica - dichiara – è che bisogna fidarsi del proprio istinto fino in fondo, osare e tentare sempre di mettere in pratica le idee che si hanno, in collaborazione con gli altri”.

 

Il gruppo Miroglio ora produce anche mascherine

La Buona notizia - Presenza Il gruppo Miroglio ora produce anche mascherine La rinomata azienda tessile, che ha sede ad Alba, risponde all’emergenza sanitaria legata al Coronavirus. Saranno gli stabilimenti della Miroglio Group di Alba a produrre le mascherine in tessuto a uso sanitario che necessitano per l’emergenza coronavirus Covid-19 in Piemonte. Vicepresidente del gruppo Miroglio - azienda tessile e del retail, con alle spalle 70 anni di storia e un fatturato di 577 milioni di euro (2018) - è Giuseppe Miroglio , alumnus dell’Università Cattolica con una laurea in Economia e commercio. L’azienda in provincia di Cuneo la scorsa settimana ha deciso di convertire parte della propria produzione in mascherine chirurgiche in cotone idrorepellente rispondendo così alla richiesta di aiuto della regione Piemonte. La vocazione all’innovazione e il forte legame con il territorio – che sempre hanno contraddistinto il suo operato – hanno anche questa volta inciso sulla decisione di intervenire tempestivamente e concretamente per cercare di arginare e sanare questa drammatica emergenza sanitaria in corso. Le mascherine che fornirà la Miroglio Group hanno infatti il vantaggio di essere riutilizzabili per una decina di volte, essndo realizzate in cotone ed elastan, trattate con prodotti idrorepellenti che si possono lavare. La produzione avverrà totalmente presso gli stabilimenti italiani, partner di Miroglio Fashion srl. L’azienda annuncia di essere in grado di produrre 600 mila mascherine in due settimane, equivalenti a 6 milioni di utilizzazioni.

 

Tina Anselmi, la donna cui si deve il SSN

Quello stesso coraggio che la porta, studentessa delle superiori a Bassano del Grappa, all’esperienza della staffetta partigiana e che sarà determinante nella scelta di una militanza sindacale e politica, coeva agli anni della sua laurea in lettere all’Università Cattolica. Il tutto accade e matura nella Milano dei primi anni del dopoguerra che, come l’Anselmi ricorderà nella propria autobiografia, costituiva un laboratorio permanente di dialogo culturale e di confronto tra diversi, e che trovava nell’Ateneo di padre Gemelli un vivaio di curiosità intellettuale e di spinta all’innovazione. E per una donna ci voleva coraggio, in quegli anni, a vivere nel sindacato e nella politica, anche e soprattutto di area cattolica: coraggio e tanta pazienza e capacità di sopportazione, nei confronti della mediocrità, delle malelingue, del maschilismo che spesso fungeva da surrogato di un’inferiorità culturale e morale. Anche nei confronti di parte del mondo ecclesiale, non sempre adeguatamente consapevole delle conseguenze del principio di laicità dello Stato che s‘impongono ai titolari di pubbliche funzioni, ella ebbe modo di esercitare la propria parresìa. Se noi abbiamo potuto dotarci di un sistema che, a buon titolo, il mondo intero ci invidia, e che ci sta consentendo, in mezzo a tante difficoltà, di contrastare Covid-19, lo dobbiamo a persone come Tina Anselmi, Vittorino Colombo, Giovanni Berlinguer. Dal discorso alla Camera del ministro Anselmi poco prima dell’approvazione finale della legge riprendo i tratti descrittivi del nuovo sistema: “Globalità delle prestazioni, universalità dei destinatari, eguaglianza dei trattamenti, rispetto della dignità e della libertà della persona”. docente di Diritto costituzionale, facoltà di Giurisprudenza , campus di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore #tina anselmi #politica #sanita' #alumni Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Il fisico nell'azienda leader dei tamponi

Alumni Il fisico nell'azienda leader dei tamponi Sebastiano De Cesari , alumnus della sede di Brescia, lavora in una multinazionale che esporta dispositivi floccati in tutto il mondo e che sta lavorando senza soste in questo periodo. Lì lavora Sebastiano De Cesari , laureato in Fisica alla sede di Brescia dell’Università Cattolica e, da prima di lui, Fulvio Berardi , anche lui formato negli stessi laboratori di via Musei. Da un paio di mesi il lavoro di routine è stato stravolto dall’emergenza del Coronavirus, partito dalla Cina, che ha portato la Copan, con l’ulteriore incremento di richiesta degli ultimi 10 giorni, a produrre circa 10 milioni di tamponi a settimana, lavorando su turni di sette giorni, compresa la sera. Ma esattamente cosa ci fa un fisico in un’azienda che produce materiale biomedicale? «In Copan mi occupo della sterilizzazione di dispositivi medici, per la diagnostica in vitro e per l’attività di laboratorio, di tutti gli stabilimenti produttivi del gruppo Copan. Questi dispositivi vengono sterilizzati attraverso Ossido di Etilene o tramite irraggiamento (raggi gamma da Cobalto-60 e e-beam).In particolare, ciò che mi dà molta soddisfazione, è seguire le realtà produttive che Copan ha a Shanghai (Cina), a Murrieta (California) e Aguadilla (Porto Rico). Anche se molti concetti che ho studiato durante la laurea e approfondito durante gli anni di dottorato non vengono applicati al mio lavoro, ritengo lo studio e l’attività di ricerca contribuiscano a quella forma mentis che ti dà una marcia in più nel mondo aziendale». Sebastiano è contento di far parte della comunità Copan, che oggi conta 700 dipendenti, e controlla sei realtà produttive internazionali (Copan Italia, NewLab Engineering, Copan Diagnostics Inc., Copan Wasp, Copan Innovation Shanghai Limited, Copan Industries Inc).

 

A Claudia Sisti il premio “Valeria Solesin”

Il 28 novembre scorso, alla presenza di Luciana Milani, madre della giovane ricercatrice scomparsa, nella sede milanese di Microsoft Italia, sono stati premiati i lavori di 12 giovani universitari provenienti da tutta Italia, selezionati dal comitato scientifico su 46 candidature pervenute da tutta Italia. Otto le tesi vincitrici, fra le quali quella discussa da Claudia Sisti, che hanno affrontato argomenti di natura sociale, di politica pubblica e istituzionale, focalizzando l’attenzione su temi come stereotipi di genere, diseguaglianze nella rappresentanza e confrontando diversi modelli di empowerment femminile nei paesi europei. Gli altri quattro vincitori hanno invece analizzato l’impatto del talento femminile nel mondo dell’imprenditoria e nelle performance aziendali, con uno sguardo anche al doppio ruolo delle donne, divise fra famiglia e lavoro. Il tema da affrontare quest’anno era “Il talento femminile come fattore determinante per lo sviluppo dell’economia, dell’etica e della meritocrazia nel nostro Paese”. Sono state 11 ragazze e 1 ragazzo a vincere il Premio quest’anno, riconoscimento promosso dal Forum della Meritocrazia e Allianz Partners, in collaborazione con la mamma di Valeria Luciana Milani e realizzato con il patrocinio del Comune di Milano. economia #alumni #premio #laureati Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Premio Gemelli, augurio di felicità

L’ufficialità e la solennità della cerimonia, che si è svolta l’11 novembre, era assicurata dalla presenza del rettore Franco Anelli , della prorettrice Antonella Sciarrone Alibrandi , dei presidi di facoltà, dell’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori, dell’assistente dell’Associazione Ludovico Necchi padre Renato Delbono , oltre a tanti premiati senior . Il Premio, istituito nel 1960 per ricordare il fondatore padre Agostino Gemelli, costituisce un importante riconoscimento a coronamento del percorso di studi universitari e una base prestigiosa per l’ingresso nel mondo delle professioni. Su questi concetti si è soffermato il rettore Anelli, nell’introdurre la cerimonia: «Anche se oggi il futuro può sembrare incerto, col tempo ci si renderà conto che gli investimenti di tempo, energie e denaro degli anni universitari sono stati ripagati. Hanno ricordato gli anni di studio dove hanno incontrato persone, assorbito valori, imparato un metodo di studio e coltivato amicizie che si prolungano nel tempo. Ai nuovi premiati hanno augurato di essere se stessi, di inseguire i sogni, di coltivare le passioni. Come ha sottolineato il rettore, chiudendo l’incontro, a brillanti neo laureati si può augurare un percorso professionale soddisfacente, di dare senso alla propria vita, ma non è mai capitato di augurare di essere felici. In questa circostanza è successo, con la soddisfazione di coloro che hanno meritato questo premio.

 

Sette storie di innovazione

Milano Sette storie di innovazione Le testimonianze di sette giovani alumni dell’Ateneo che, in diversi ambiti, si sono rivelati protagonisti di altrettanti percorsi di creatività e di successo. by Alessandro Mariani | 26 aprile 2018 «Ogni nuova generazione di studenti che entra all’università prende qualcosa di nuovo e lascia qualcosa agli altri». Le sue parole, giovedì 19 aprile, hanno introdotto nel Cortile d'Onore dell’università il dialogo del professor Aldo Grasso con alcuni giovani alumni dell’Ateneo, protagonisti di storie di creatività e di successo, in linea con il tema della Giornata. Eredità significa prendere in mano e non è soltanto un bagaglio di sentimenti, è qualcosa di concreto. Un manager che, dopo un periodo in una multinazionale, ha deciso di riacquistare, prima della grande crisi, l’azienda venduta dalla madre nel 2000, che considera la sua eredità, per ristrutturarla e portarla verso l’innovazione. Abdoulaye si è impegnato per studiare all’Università Cattolica, alla fine è riuscito ad iscriversi e si è laureato. L’idea della sua startup è nata proprio sui banchi della Cattolica: da un semplice spunto di una professoressa è riuscito a dare vita alla sua attività professionale.

 

Premio Gemelli, i migliori del 2015

ateneo Premio Gemelli, i migliori del 2015 La cerimonia di premiazione dei laureati che si sono distinti in ciascuna facoltà si è tenuta per la prima volta nel campus di Roma, alla presenza del prorettore Antonella Sciarrone e dell’assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo. I nomi dei vincitori 04 ottobre 2016 La 56esima edizione del Premio Agostino Gemelli , attribuito al miglior laureato di ciascuna delle dodici facoltà dell’Ateneo per l’anno 2015, è stata ospitata quest’anno, per la prima volta, nel campus di Roma. La cerimonia è stata aperta dai saluti del prorettore Antonella Sciarrone Alibrandi e dell’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori . Hanno partecipato all’evento numerosi ex allievi della sede di Roma dell’Ateneo laureati negli oltre cinquant’anni di vita della facoltà di Medicina e chirurgia “Agostino Gemelli”. Il Premio Gemelli è un riconoscimento che viene conferito ogni anno ai migliori laureati di ciascuna facoltà. È stato istituito nel 1960 dall´Associazione Alumni Cattolica - Ludovico Necchi che riunisce i laureati di tutte le sedi dell’Ateneo e che è presente con sezioni riferite alle varie facoltà e con i propri gruppi locali su tutto il territorio italiano. Oltre a onorare la memoria del fondatore e primo rettore della Cattolica, Padre Agostino Gemelli, che fu anche il promotore della nascita dell’Associazione nel 1930, il premio ha l’obiettivo di valorizzare il merito e l’impegno dei laureati dell’Università.

 

Alumni a Bruxelles sponsor dell’Italia

università Alumni a Bruxelles sponsor dell’Italia Sarà presente anche l’Università Cattolica, con il rettore Franco Anelli , il 7 settembre all’incontro del coordinamento delle Associazioni italiane attive nella “capitale” europea. Intervengono il nostro laureato Romano Prodi, Antonio Tajani e Sandro Gozi 06 settembre 2016 Un contributo alla promozione del nostro Paese in sede europea. È quello che vuole offrire il Coordinamento delle Associazioni Alumni italiane a Bruxelles, che ha organizzato mercoledì 7 settembre alle 18 all’Istituto Italiano di Cultura della capitale belga un evento per riflettere sul ruolo che tali associazioni possono avere in ambito internazionale e, in particolare, nel contesto europeo. All’iniziativa parteciperà anche l’Università Cattolica guidata dal rettore Franco Anelli e il prorettore Antonella Sciarrone Alibrandi . L’evento, che ha per titolo: “Il Coordinamento delle Associazioni Alumni: prove di coesione per il Sistema Italia”, proporrà la creazione di iniziative volte a promuovere il Sistema Paese e favorire l’interazione tra le diverse associazioni e le realtà istituzionali, private ed associative operanti nel cuore dell’Unione Europea. Modera: A driana Cerretelli - Giornalista de Il Sole 24 Ore. A fare gli onori di casa, Paolo Grossi , dell’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles, e l’ambasciatore Maurizio Massari , rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione. bruxelles #alumni #italia #europa Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Olivetti, una storia tutta italiana

Milano Olivetti, una storia tutta italiana È dedicata al grande imprenditore visionario la lezione aperta di Paolo Colombo e Luca Falciola in programma mercoledì 12 giugno nel cortile d’onore di largo Gemelli. Olivetti rimase talmente impressionato da Matera che incaricò i suoi architetti di realizzare un piano regolatore che determinò la nascita de “La Martella”. Raccontare questa storia significa sottolineare, al di là del dell’avventura elettronica olivettiana, l’importanza della fiducia riposta nella capacità di visione di uomini illuminati, nell’intraprendenza dei giovani, negli effetti virtuosi dell’innovazione: una fiducia senza la quale le crisi paiono altrimenti insuperabili. Vuol dire porsi una domanda decisiva: cosa vogliamo davvero per il futuro del nostro Paese?», spiega Paolo Colombo, docente di Storia contemporanea nella facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica, da alcuni anni impegnato a girare i teatri italiani per appassionare il grande pubblico alla storia. Ne emerge un fantastico affresco dell’industria di Ivrea che, nell’Italia a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, è diventata una fucina di sogni, di creatività e di cultura raffinata ma anche di importanti successi commerciali a livello internazionale. Quello di Olivetti e della Olivetti è un caso assolutamente emblematico e ci sa restituire l’idea che il nostro Paese e la nostra Comunità sono il frutto di ciò che vogliamo, di ciò che decidiamo di fare o non fare, di ciò che sogniamo. La serata fa parte dell’iniziativa Storia&;Narrazione , un progetto innovativo di “history telling”, ideato dai professori Paolo Colombo e Chiara Continisio , docente di Storia contemporanea nella facoltà di Scienze della formazione.

 

Diritto del lavoro, en plein Cattolica

MILANO Diritto del lavoro, en plein Cattolica A Cecilia Rimoldi e Roberto Pettinelli , laureati in Giurisprudenza, i premi intitolati a Ludovico Barassi e Francesco Santoro Passarelli, grandi giuristi del passato, promossi dall’Associazione italiana di diritto del lavoro e della sicurezza sociale. settembre 2018 Ampio successo quest’anno per l’Università Cattolica al XIX Congresso nazionale dell’Associazione italiana di diritto del lavoro e della sicurezza sociale (Aidlass), prestigiosa organizzazione che riunisce professori, magistrati, professionisti e cultori di questo ramo del diritto. Nella splendida cornice del centro storico di Palermo, nel Teatro Santa Cecilia, dal 17 al 19 maggio 2018, giuslavoristi provenienti da tutta Italia hanno discusso sulla retribuzione, introdotti al tema dalle magistrali relazioni di illustri professori. Nel pomeriggio del 18 maggio si è poi svolta l’attesissima consegna dei premi che ogni anno l’associazione attribuisce per le migliori tesi di laurea e dottorato, intitolati alla memoria, rispettivamente, di Ludovico Barassi e Francesco Santoro Passarelli, grandi giuristi del passato che hanno dato lustro al Diritto del lavoro. l premio “Santoro Passarelli” è stato invece assegnato a Roberto Pettinelli, già laureato in Giurisprudenza dell’Università Cattolica , che ha conseguito in largo Gemelli il dottorato di ricerca in “Diritto del lavoro e relazioni industriali” con la dissertazione “La gestione del dissenso collettivo. Fondamento e limiti del principio di maggioranza tra valorizzazione del dettato costituzionale e rafforzamento dell'ordinamento intersindacale”, scritta sotto la guida del professor Vincenzo Ferrante , ordinario di diritto del lavoro della facoltà di Giurisprudenza. Questi importanti riconoscimenti testimoniano non soltanto la bravura di Cecilia e Roberto, ma anche la vitalità della scuola di diritto del lavoro della Cattolica, che, anche dopo la scomparsa di un maestro come Mario Napoli (1945-2014), continua a formare giuslavoristi eccellenti.

 

Scienze della comunicazione, storie iniziate qui

Trasmissione del sapere con passione e rispetto, incontri con “maestri” e condivisione di valori: da tutte le testimonianze degli ex studenti è emerso come studiare in Università Cattolica sia stato fondamentale non solo da un punto di vista teorico ma soprattutto umano. In Cattolica ho trovato professori che amavano quello che spiegavano e ci trasferivano con passione le conoscenze, mettendo al centro noi studenti» ha sottolineato Laura Del Viscovo , TV and News Media Executive Producer Sky Italia . Ho scelto questa università perché sono sempre stata innamorata delle storie - continua - e il bagaglio culturale che ho appreso qui me lo sono portata dietro e ne faccio ancora tesoro». Il ricordo delle lezioni dei professori Francesco Casetti e Gianfranco Bettetini è ancora vivo come soprattutto l’insegnamento del professor Claudio Bernardi: “L’unico patrimonio che puoi avere e che dipende totalmente da te, è l’affidabilità”. Andrea Valagussa , sceneggiatore , ha trovato un “maestro” in largo Gemelli, il professor Armando Fumagalli: «Quello che mi ha stupito è che al di là degli insegnamenti, mi ha seguito quotidianamente in ogni momento della mia carriera. E aggiunge: «L’impronta della Cattolica ormai è riconosciuta: quando ci incontriamo con colleghi che hanno studiato in altre università, siamo subito etichettati “ quelli della Cattolica ” e tra noi ex studenti della stessa scuola, invece, si è creata una forte rete, molto utile a livello professionale». Infine, alla domanda: “Qual è la sfida della comunicazione oggi?” gli alumni hanno risposto così: sincerità, profondità, relazione, umanità, onestà perché nonostante il numero crescente di strumenti di comunicazione, è la persona che deve essere al centro per raccontare sempre la verità.

 

Alumni, metti una notte al museo

Brescia Alumni, metti una notte al museo Un centinaio di laureati della sede di Brescia ha accolto l’invito a ritrovarsi per una visita alla rinnovata Pinacoteca Tosio Martinengo. Ad accompagnarli in un percorso culturale, a pochi mesi dalla riapertura, il prorettore Mario Taccolini , il direttore dell’Area ricerca e sviluppo Mario Gatti , il direttore della sede di Brescia Giovanni Panzeri e un gruppo di guide di Brescia Musei. Si tratta di un appuntamento culturale importante, significativo e l’università, che vi ha accolto e vi è amica, è ben lieta questa sera di rinnovarvi il suo cordiale benvenuto confermando in questo modo un profondo legame di amicizia» ha aggiunto il prorettore Taccolini. Siamo convinti, infatti, che i nostri laureati siano il miglior patrimonio dell’Ateneo, sono la testimonianza di ciò che fa l’Università, ovvero preparare, educare, formare le persone» ha affermato il direttore Mario Gatti. La natura del nostro network non è solo professionale ma anche ideale: mette insieme persone che hanno ricevuto dall’università un certo metodo, mette insieme persone che hanno ricevuto una certa capacità di discernimento. Il progetto nasce dall’esigenza di raccogliere e valorizzare il patrimonio di esperienze umane, culturali e professionali che, in forza del legame tra coloro che le vivono e l’Università Cattolica, di fatto arricchisce e caratterizza anche la storia dell’Istituzione. Gli Alumni assumono così il ruolo di testimoni, in grado di ispirare e stimolare i talenti delle nuove generazioni e di partecipare attivamente al percorso di sviluppo e crescita dell’Ateneo, sostenendone l’impegno educativo.

 

Un’Università che continua a educare

milano Un’Università che continua a educare I laureati della facoltà di Scienze politiche e sociali si sono ritrovati in aula Pio XI per rinsaldare i legami tra Alumni e per dimostrare quanta strada hanno fatto nel mondo professionale molti di quelli che hanno frequentato quest’ambito di studi. maggio 2019 di Matteo Rigamonti * È un sottile filo rosso quello che lega gli ex studenti della facoltà di Scienze politiche e sociali dell'Università Cattolica che il 13 maggio si sono riuniti in largo Gemelli. Una facoltà fluida, così l'ha descritta il rettore Franco Anelli dando il benvenuto agli Alumni, la rete sociale e professionale che l'Ateneo da qualche tempo sta provando a tessere per offrire un ulteriore servizio ai suoi laureati. L'occasione una tavola rotonda con sei affermati professionisti di altrettante generazioni, tutti passati al vaglio di lezioni ed esami di docenti del calibro di Gianfranco Miglio e Lorenzo Ornaghi nell'arco di quasi mezzo secolo di vita accademica. Lavoratori affermati che, almeno una volta nella vita, hanno sentito su di sé il peso dello stigma di una facoltà troppo spesso e impropriamente ritratta come interessante ma che non specializza. Un luogo comune infranto dall'evidente solidità e ricchezza di profili che ne hanno mostrato il potenziale: una varietà di sbocchi che solo l'ampiezza del multidisciplinare percorso di studi proprio delle scienze politiche e sociali può offrire. A conferma che le aule dell'Ateneo fondato da padre Agostino Gemelli continuano a educare, ha concluso il direttore di sede Mario Gatti che, proprio come il preside, è anch'egli laureato in Scienze politiche alla Cattolica di Milano.

 

Alumni, nasce la rete a stelle e strisce

NEW york Alumni, nasce la rete a stelle e strisce Il rettore Franco Anelli negli Stati Uniti per fondare la comunità d’oltreoceano dei laureati e per stabilire accordi con alcune università che hanno portato, tra l’altro, al primo doppio titolo in Medicina con la Jefferson University di Philadelphia. Sono alcuni dei laureati dell’Università Cattolica che hanno fatto strada negli Stati Uniti e che hanno avuto modo di incontrarsi, alcuni per la prima volta, a New York insieme al rettore dell’Ateneo Franco Anelli . Siamo qui - ha spiegato il professor Anelli - per stringere convenzioni con le università americane per dare ai nostri studenti la possibilità di sviluppare le loro attività, qui come in Europa e in altre parti del mondo». La missione americana passa da New York, Boston, Philadelphia e Washington , dove la Cattolica ha stabilito contatti con gli alumni e con le università americane per creare nuove sinergie tra studenti e docenti. Il tour è stato l’occasione per parlare di una novità assoluta in Italia: il primo corso di medicina in sinergia con gli Stati Uniti , con scambio di studenti e docenti, tre anni di corso in Italia e tre in Usa. La vocazione internazionale della Cattolica, spiega il delegato del rettore al coordinamento dei progetti di internazionalizzazione, Pier Sandro Cocconcelli , è già nei numeri: «Degli oltre quarantamila studenti che abbiamo, quattromila vengono dall'estero e, di questi, la maggior parte dagli Stati Uniti. L'evento americano segue quelli organizzati a Shangai, Pechino, Bruxelles, Londra , dove le comunità di alumni della Cattolica cominciano a muoversi in modo autonomo, organizzando incontri e assistendo studenti e neo laureati.

 

Francesca, un premio alla ricerca

Roma Francesca, un premio alla ricerca Alla specializzanda in Diabetologia della Facoltà di Medicina e chirurgia il riconoscimento del Future Leaders Mentorship Programme for Clinical Diabetologists elargito dall’European Foundation for the Study of Diabetes (EFSD). Il premio consiste in un finanziamento di 75.000 euro per un progetto di ricerca della durata di tre anni che il vincitore dovrà sviluppare in collaborazione con un Mentor europeo già leader nel settore. Tale processo dimostra che le β cellule, ovvero le cellule deputate alla produzione di insulina, non vanno incontro a morte cellulare, come si pensava, ma “semplicemente” si spengono preservando la ri-accensione a condizioni metaboliche più favorevoli. Capire i meccanismi molecolari responsabili di tale processo apre la strada per la creazione di importanti e nuove strategie terapeutiche da utilizzare nel diabete di tipo 2. Durante il percorso di Dottorato ha iniziato a frequentare il gruppo di ricerca del professor Andrea Giaccari , docente di Patologia Speciale Medica e Semeiotica Medica dell’Università Cattolica e dirigente medico del dipartimento di Endocrinologia e Diabetologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS diretto dal professor Alfredo Pontecorvi . diabetologia #endocrinologia #medicina #alumni Facebook Twitter Send by mail Print LO STUDIO In particolare, il gruppo di ricerca guidato dal Prof. Andrea Giaccari, del quale fa parte la dottoressa Cinti, studia campioni di pancreas unici al mondo di soggetti ampiamente caratterizzati dal punto di vista metabolico. Nello specifico, il progetto premiato consiste nella valutazione del ruolo dell’innervazione pancreatica nel processo di dedifferenziazione β cellulare.

 

La reunion di Scienze politiche

Milano La reunion di Scienze politiche I laureati della facoltà si sono ritrovati in aula Pio XI per rinsaldare i legami tra Alumni e per dimostrare quanta strada hanno fatto nel mondo professionale molti di quelli che hanno frequentato quest’ambito di studi. A incontrare i laureati della facoltà lo scorso 13 maggio, oltre al rettore e al preside Guido Merzoni , sei affermati professionisti di altrettante generazioni, tutti passati nei chiostri di largo Gemelli nell'arco di quasi mezzo secolo di vita accademica. Gli fa eco Cesare Baroni : «Siate orgogliosi di essere laureati in Scienze politiche e sociali» ha detto rivolto agli Alumni presenti in aula Pio XI. «Ci ha dato un metodo che ancora oggi io sto applicando nelle dinamiche aziendali. Quando mi hanno scelta per il mio nuovo incarico - ha detto Giuditta Villa - è stato anche per le mie competenze soft, in particolare la capacità di ascoltare e di trasformare le idee in realtà. A Luciano Ghelfi il compito di raccogliere la riconoscenza di tutti gli alumni verso la facoltà di Scienze politiche e sociali. Non basta la rete professionale per creare il network degli Alumni ma dobbiamo riscoprire il grande filo rosso che lega ognuno di noi a questa università» ha detto in chiusura il direttore di sede dell’Ateneo Mario Gatti , anche lui laureato della facoltà. L’appartenenza a questa università - ha concluso - è data da quei valori comuni che ci legano ancora tutti, dalla riscoperta del che cosa e del come ci sentiamo parte di una comunità universitaria».

 

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