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Bruxelles, la Cattolica parla all’Ecofin

La Buona notizia - Presenza Bruxelles, la Cattolica parla all’Ecofin È stata anticipata a oggi pomeriggio la riunione dei ministri delle finanze Ue per decidere sulle misure economiche anti-Covid. Tra gli autori della nota, richiesta dalla presidenza di turno dell’Ue, c’è anche l’Università Cattolica del Sacro Cuore rappresentata da Simone Tagliapietra , della facoltà di Scienze politiche e sociali e unico esponente italiano del core team del Bruegel (acronimo per Brussels European and Global Economic Laboratory). Il think tank, infatti, è stato chiamato a preparare il documento che servirà all’Eurogruppo per indicare tutte le misure da prendere per limitare le conseguenze economiche che la diffusione del Coronavirus, ormai dichiarata pandemia, sta provocando a livello non solo europeo ma anche mondiale. Tra le misure contenute nel documento emerge l’urgenza di fornire ai servizi sanitari di ogni Paese ampi fondi nazionali, così come di azioni mirate a sostegno dei lavoratori autonomi, delle imprese e delle comunità locali più colpite. È inoltre indispensabile alleviare i vincoli finanziari e di liquidità e fornire incentivi per preservare l'occupazione, raccomandando a tutti gli Stati membri dell'Ue di accettare di dimezzare i contributi previdenziali delle imprese per tre mesi o di ridurre l'imposta sui salari. La Banca centrale europea dovrà aumentare le linee di swap per garantire una sufficiente liquidità in dollari e incrementare il suo programma di acquisto di obbligazioni sovrane per assicurare il regolare funzionamento del mercato del debito. È questa una notizia che rende orgogliosa tutta la comunità dell’Ateneo e che sicuramente troverà spazio e sarà approfondita tra le pagine della rubrica “Sul podio” della rivista dell’Università Cattolica Presenza .

 

Il gruppo Miroglio ora produce anche mascherine

La Buona notizia - Presenza Il gruppo Miroglio ora produce anche mascherine La rinomata azienda tessile, che ha sede ad Alba, risponde all’emergenza sanitaria legata al Coronavirus. Saranno gli stabilimenti della Miroglio Group di Alba a produrre le mascherine in tessuto a uso sanitario che necessitano per l’emergenza coronavirus Covid-19 in Piemonte. Vicepresidente del gruppo Miroglio - azienda tessile e del retail, con alle spalle 70 anni di storia e un fatturato di 577 milioni di euro (2018) - è Giuseppe Miroglio , alumnus dell’Università Cattolica con una laurea in Economia e commercio. L’azienda in provincia di Cuneo la scorsa settimana ha deciso di convertire parte della propria produzione in mascherine chirurgiche in cotone idrorepellente rispondendo così alla richiesta di aiuto della regione Piemonte. La vocazione all’innovazione e il forte legame con il territorio – che sempre hanno contraddistinto il suo operato – hanno anche questa volta inciso sulla decisione di intervenire tempestivamente e concretamente per cercare di arginare e sanare questa drammatica emergenza sanitaria in corso. Le mascherine che fornirà la Miroglio Group hanno infatti il vantaggio di essere riutilizzabili per una decina di volte, essndo realizzate in cotone ed elastan, trattate con prodotti idrorepellenti che si possono lavare. La produzione avverrà totalmente presso gli stabilimenti italiani, partner di Miroglio Fashion srl. L’azienda annuncia di essere in grado di produrre 600 mila mascherine in due settimane, equivalenti a 6 milioni di utilizzazioni.

 

Lucia, la startupper che vince in Europa

Lucia Dal Negro ha vinto per la categoria Female Role Model of the year - ovvero “donna più influente dell’ecosistema di start up che dimostra un eccezionale impegno e professionalità nel suo campo” - e parteciperà alla finale mondiale del concorso. Sesa è la più grande competizione indipendente di start up che per l’Europa meridionale copre i paesi Cipro, Francia, Grecia, Italia, Malta, Portogallo, Spagna e fa parte dei riconosciuti Global Start up Award. Con il professor Zoboli, e quindi con l’Università Cattolica, Lucia Dal Negro collabora ancora oggi tramite vari progetti di ricerca che chiamano in causa De-Lab, la start up che ha fondato nel 2013 e che si occupa di progettazione sociale per le imprese. De-Lab è un centro di progettazione socio-ambientale al servizio delle imprese, che fornisce servizi di posizionamento etico del brand, studio degli impatti sociali dell’attività, proposte di iniziative filantropiche. In pratica la start up creata da Lucia Dal Negro è in grado di potenziare il valore sociale di qualsiasi attività profit, affiancando uno scopo sociale. La carriera professionale dell’alumna Dal Negro è l’esempio di chi è riuscito nell’intento di trasformare un proprio interesse nel proprio lavoro, è la storia di chi ce l’ha fatta ad applicare concetti e nozioni appresi negli anni di formazione universitaria nel proprio business. È la storia di un laureato di successo che sicuramente troverà spazio tra le pagine di Presenza , l’house organ dell’Università Cattolica che da 50 anni racconta la vita professionale dei propri alumni che “ne hanno fatta di strada” dalle sedi dell’Ateneo nel mondo.

 

Parole buone per superare la crisi

Lo definisce così Sergio Astori , docente alla facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica, il progetto editoriale #ParoleBuone. Pillole di resilienza per superare la crisi che, insieme con un gruppo di esperti - da medici a educatori, da giornalisti a volontari - ha ideato e realizzato e che è in rete dallo scorso 20 marzo fino al superamento della crisi sanitaria. ParoleBuone è un percorso di parole, immagini e video che si può seguire sul sito www.parolebuone.org e sulla pagina Facebook “Parole buone”, tutti i contributi sono inoltre rintracciabili attraverso l’hashtag. Sergio Astori – psichiatra, psicoterapeuta e autore di diversi volumi, tra cui un saggio divulgativo sulla resilienza – spiega come è nata l’idea del progetto: «Da quando è iniziata l’emergenza, molti miei lettori mi hanno cercato chiedendomi se potessi dire “una parola buona”. I drastici cambiamenti nello stile di vita dei singoli individui, la paura di perdere un famigliare, un amico o la stessa vita, l’esperienza drammatica di piangere un congiunto, senza averlo potuto salutare per l’ultima volta, richiederanno una metabolizzazione complessa. Il progetto #ParoleBuone risponde quindi all’urgenza del momento ma guarda già al futuro, alla ricostruzione che aspetta ogni individuo per ritornare alla normalità. ParoleBuone è un progetto che prepara a pratiche di resilienza, finalizzato a sostenere e preparare la ripresa.

 

Coronavirus talk, alle 22 tutti (virtualmente) da Marianna

La Buona notizia - Presenza Coronavirus talk, alle 22 tutti (virtualmente) da Marianna La studentessa di Scienze politiche e sociali ha ideato un format on line dove ragazzi di tutta Italia, via Skype, parlano di economia, politica, musica, cinema. Un salotto virtuale per tutti quei giovani che non si ritrovano in alcuna platea televisiva e che ora – malgrado la quarantena per l’emergenza sanitaria da coronavirus – grazie a “Corona talk show” possono incontrarsi su Skype e dialogare tra loro. L’idea di creare un talk show in rete è venuta a due studenti universitari: Marianna D’Antona, ventunenne di Palermo, iscritta al corso di laurea in Scienze politiche e relazioni internazionali dell’Università Cattolica , campus di Milano, e Lorenzo Giudice, ventitreenne di Salerno che studia alla Luiss a Roma. Ci siamo chiesti cosa potevamo fare per impegnare al meglio le nostre giornate in casa, come potevamo accorciare le distanze, come potevamo continuare a parlare con i nostri amici malgrado fossimo tutti divisi e sparsi per l’Italia e anche superare la preoccupazione di queste tristi giornate», confessa Marianna. On line ci sono già sei puntate che hanno messo al centro del dibattito molti temi legati all’attualità come le manifestazioni nelle carceri di Milano, Modena, Roma e Palermo, la tutela dei rider e altri di carattere più generale quali l’Unione Europea, le imprese e la politica in Italia. Da giorni quindi Corona talk show è diventato un consueto appuntamento serale (ore 22) per tanti giovani che si incontrano in questo nuovo “salotto virtuale”, che diviene di fatto un interessante crocevia di saperi e conoscenze di studenti di tante università italiane. Corona talk show è uno dei tanti nuovi e brillanti progetti realizzati dagli studenti dell’Università Cattolica che hanno saputo cogliere questo periodo di isolamento, per la crisi sanitaria mondiale, come occasione per mettersi alla prova e in discussione.

 

Noemi, la studentessa-baby sitter solidale

Per questo, avendo sempre lavorato in ambito di fragilità sociale ed essendo sensibile a queste tematiche, ho deciso di prestare gratuitamente la mia professionalità e disponibilità di tempo a quelle famiglie». Sono venuta a contatto con genitori di figli disabili che affrontano, quotidianamente, enormi sacrifici e che non ricevono aiuti adeguati dallo Stato». Fra le tante storie famigliari, quella a cui Noemi ha subito risposto di sì è la richiesta di una mamma che fa l’infermiera in un reparto di terapia intensiva e che ultimamente, visto la grave crisi sanitaria in atto, lavora senza sosta. Dallo scorso 9 marzo, oltre a questo nucleo famigliare, Noemi dedica il suo tempo e offre la sua professionalità anche ad altre due famiglie che hanno bambini con la sindrome di down e disturbi dell’apprendimento. Dallo scorso 9 marzo Noemi ha quindi deciso che il suo tempo “sospeso” della quarantena non fosse un tempo di ore vuote, ma fosse un tempo “utile” in grado di mettere in atto un circolo virtuoso di solidarietà sociale. In questo periodo la studentessa avrebbe dovuto svolgere il suo tirocinio curriculare presso la Fondazione Somaschi di Milano, una struttura di accoglienza e aiuto alle persone più vulnerabili, ma la crisi sanitaria per il diffondersi del coronavirus ha bloccato e rinviato tutto. Anche in questo caso Noemi dimostra pienamente la sua formazione e vocazione di “educatrice” spiegandoci come «questa pandemia dovrebbe essere occasione di riflessione, non solo sulle nostre paure, ma anche sulle fragilità degli altri.

 

Per Matilde il palco è il balcone

La buona notizia - Presenza Per Matilde il palco è il balcone Iscritta al corso di laurea in Comunicazione e società della facoltà di Scienze politiche e sociali ogni giorno alle 18 si esibisce in via Guercino, a Milano, conquistando con la sua voce i vicini di casa. Dopo Jovanotti, sono arrivati Bob Dylan, Lady Gaga... Così, in via Guercino 9 a Milano, ha preso il via un appuntamento canoro ormai fisso con le esibizioni al balcone di Matilde Prestinari. I piccoli concerti pomeridiani di via Guercino non solo riscuotono grandi applausi da tutto il vicinato, ma i video di Matilde che canta rimbalzano con tale successo sui social che persino Jovanotti ha rilanciato sulle sue storie di Instagram il video apprezzando “l’interpretazione originale e bellissima di questa ragazza”. Ma soprattutto è soddisfatta che grazie alle sue esibizioni ha conosciuto e parlato con vicini con cui mai si era relazionata, malgrado abitasse da 20 anni in quel palazzo: «Ho stretto nuove amicizie: due gemelle al primo piano della casa di fronte e due ragazze su due balconi a fianco. Il web è anche il sistema attraverso il quale Matilde mantiene, in questo periodo di emergenza sanitaria, quotidianamente il rapporto con la sua Università, ogni giorno infatti segue online le lezioni che avrebbe dovuto seguire in aula. Macroeconomia, Linguaggi e strumenti dei nuovi media, Diritto europeo per l’informazione sono alcuni dei corsi online che sto seguendo e devo dire che mi trovo molto bene, non sto perdendo tempo rispetto il calendario originario delle lezioni, apprezzo inoltre molto la possibilità di organizzarmi autonomamente la mia giornata». Le parole di Matilde sono la riprova dell’impegno che l’Università Cattolica ha profuso, fin dai primi giorni della crisi sanitaria, per garantire ai propri studenti di continuare a distanza l’attività didattica.

 

Letteratura per l’infanzia, la tesi di Sara vale l’oro

La Buona notizia - Presenza Letteratura per l’infanzia, la tesi di Sara vale l’oro Alumna laureata alla facoltà di Scienze della formazione conquista il Premio Carla Poesio, uno dei principali riconoscimenti assegnati in Italia ai migliori lavori di laurea in questo ambito letterario. Presto il suo elaborato diventerà un libro by Graziana Gabbianelli | 01 aprile 2020 Una ricerca preziosa che aggiunge un ulteriore tassello agli studi sulla trasformazione del bambino lettore. E le sue passioni, l’impegno educativo e l’interesse per la letteratura, Sara le unisce anche come conduttrice, dallo scorso ottobre, dei laboratori di Letteratura per l’infanzia presso la sede di Brescia dell’Università Cattolica. Laboratori che si svolgono nell’ambito dell’insegnamento della professoressa Sabrina Fava , docente di Storia della pedagogia alla facoltà di Scienze della formazione dell’Ateneo del Sacro Cuore, che è stata la relatrice della tesi premiata. La professoressa Fava con grande umanità e professionalità mi ha guidato nel percorso di sviluppo del mio elaborato – spiega Sara – dove ho avuto modo di approfondire un campo di indagine ancora poco conosciuto». Ma Sara, oltre le passioni, coltiva dei sogni, come è giusto che sia soprattutto per chi insegna e deve educare i bambini a diventare grandi inseguendo i propri desideri sulla spinta dei propri interessi. E oggi, all’indomani di questo riconoscimento, confessa che «se il sogno che avevo fin da piccola di diventare maestra si è avverato”, ora forse è il tempo di iniziare a pensare di realizzare un altro sogno: quello di diventare una scrittrice di libri per bambini».

 

Con il suo Lumino.blog Francesca accende il cuore

La Buona notizia - Presenza Con il suo Lumino.blog Francesca accende il cuore Studentessa di Psicologia, insieme con alcuni amici, ha ideato il portale che raccoglie riflessioni, preghiere e messaggi di speranza per dare conforto alle persone colpite dal Coronavirus. La petizione, che ha raccolto più di 500 firme, non è mai arrivata alle istituzioni ma per Francesca Penna , studentessa della facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica, l’importante era portare la riflessione sull’argomento, stimolare un pensiero critico a riguardo. La sollecitazione è stata raccolta da altri tre ragazzi di Milano – i fratelli Edoardo e Lorenzo Tedesco e Giorgio Gorini , anche lui studente in Cattolica, iscritto al corso di laurea in Scienze motorie – che hanno coinvolto Francesca nella realizzazione di un progetto commemorativo delle vittime da Coronavirus. Di fronte alla richiesta di fermarci, di stare a casa, abbiamo sentito il bisogno di dare un ulteriore contributo nella battaglia contro il virus – spiega Francesca, la studentessa di Lecco che nel campus milanese della Cattolica frequenta il terzo anno del corso di laurea in Scienze tecniche e psicologiche –. Da questa volontà e decisione, lo scorso 23 marzo è nato Lumino.blog , un portale on line concepito come uno spazio di condivisione in cui affrontare tutto ciò che sta accadendo, in cui poter rielaborare i propri lutti». Secondo Francesca «Il sito non si propone di fare grandi cose ma semplicemente vuole “accendere un lumino”, la luce è da sempre un simbolo di speranza, e noi crediamo che in questo momento così buio ce ne sia davvero tanto bisogno». È un messaggio inaspettato, ma al tempo stesso costruttivo, sono parole che fanno comprendere che la realizzazione di Lumino.blog è un giusto primo passo - sostiene Francesca - da cui muovere per interrogarsi sul post emergenza: Che cosa succederà dopo? Su quali nuove consapevolezze costruiremo il nostro domani?».

 

Plastic-free, la tesi di Arianna che piace a bar e ristoranti

La Buona notizia - Presenza Plastic-free, la tesi di Arianna che piace a bar e ristoranti Sotto la guida del professor Marco Frey , ha concluso la magistrale in Economia discutendo un progetto di analisi su come ridurre l’uso delle bottigliette di plastica nella ristorazione milanese. Uno studio che presto sarà replicata nel territorio pavese by Graziana Gabbianelli | 03 aprile 2020 Meno bottigliette di plastica, più acqua dal rubinetto per salvare il pianeta. È questo in sintesi il tema al centro della tesi Dalla Plastic Strategy della Commissione Europea alle strategie delle imprese: la battaglia alle bottiglie di plastica nella ristorazione milanese di Arianna Tinelli , venticinquenne di Codevilla, che si è laureata in Economia all’Università Cattolica di Milano lo scorso 17 febbraio. Il suo progetto di analisi – che si è concentrato sull’utilizzo da parte dei bar e ristoranti milanesi di bottiglie e bottigliette d’acqua – sarà a breve replicato su tutto il territorio pavese. L’elaborato di Arianna ha preso le mosse dalla scoperta che l’Italia è il terzo paese al mondo per il consumo di acqua imbottigliata, dopo Messico ed Emirati Arabi. Sulla base dei dati raccolti e analizzati nel suo studio, ha constatato che a Milano l’attenzione al problema è sempre maggiore: «Su 32 attività prese in esame, ben 19 erano già plastic-free, cioè passate all’acqua depurata o all’acqua in lattina. Il tema dell’ambiente è al centro del dibattito mondiale e sotto i riflettori di una collettività – soprattutto quella dei giovani – che si è improvvisamente scoperta più attenta e consapevole nei confronti della salvaguardia del pianeta.

 

Con “Aspè… non ti muovere” intrattenimento garantito

La Buona notizia - Presenza Con “Aspè… non ti muovere” intrattenimento garantito A ideare il format, il cui nome s’ispira a un modo di dire tipico del ragusano in Sicilia, Simone Ferrara iscritto al primo anno di Giurisprudenza. Invita a riflettere un momento prima della ripartenza. Un nome perfetto per il format ideato da cinque ragazzi comisani che hanno voluto realizzare qualcosa per intrattenere ragazzi e studenti, come loro, che sono costretti a restare a casa a causa dell’emergenza sanitaria da coronavirus. Molto apprezzate dai ragazzi che ci seguono sono inoltre le rubriche dedicate ai social – fa presente sempre Simone – dove sono segnalati i video più cliccati e popolari e le classifiche musicali su Spotify». labuonanotizia #aspenontimuovere Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Studenti e volontari nel cuore della realtà

La Buona notizia - Presenza Studenti e volontari nel cuore della realtà Sono iscritti all’Università Cattolica e, senza trascurare le lezioni a distanza, hanno deciso di dare il loro contributo al Paese in questo periodo di emergenza sanitaria, aiutando anziani e ammalati. Piccole storia di ordinaria solidarietà by Antonella Olivari | 08 aprile 2020 Non sono rimasti chiusi in casa, nella propria stanza a seguire le lezioni che i loro docenti hanno continuato ad erogare, seppur a distanza. Molti studenti hanno deciso di dare il loro contributo come volontari per aiutare le persone più deboli, anziani e ammalati, a fare la spesa e consegnarla a domicilio, a ritirare ricette dal medico, acquistare farmaci o a ricevere semplici telefonate per fare compagnia e sostegno psicologico. E poi ci sono quelli che hanno intensificato il loro impegno come volontari della Croce rossa e Protezione civile, ma anche quelli che hanno messo a frutto la loro competenza come videomaker per permettere ai fedeli di seguire le celebrazioni eucaristiche in diretta per la Diocesi di Brescia. Marta Galetti , iscritta al secondo anno di Scienze dell’Educazione e Formazione nella sede Brescia, sta collaborando con il suo comune, Borgosatollo, per portare spesa, medicinali e pasti a domicilio alle persone che non possono uscire di casa perché molto deboli o perché in quarantena. Sono convinta che l’aiuto reciproco e la solidarietà possano pian piano combattere la paura e le difficoltà che incontriamo quotidianamente in questo periodo, per questo continuiamo a rimanere attivi e disponibili per qualsiasi richiesta di aiuto». Anche Mariavittoria Guerrini , iscritta al secondo anno di Scienze della formazione primaria , sta collaborando da ormai tre settimane con l’Associazione Alberi di vita che opera a Mompiano (BS) per la distribuzione di pacchi alimentari e farmaci.

 

Scienze bancarie, 15mila euro in borsa di studio da UnipolSai

L’importo della borsa di studio, pari a 15mila euro, è interamente messo a disposizione dalla Compagnia assicurativa che già da alcuni anni finanzia il percorso di doppio titolo dell’Università Cattolica rivolto agli studenti di laurea triennale dell’Ateneo. Come Gruppo crediamo fortemente nell’attenzione e nel sostegno delle generazioni del futuro, in rispetto ai nostri valori di responsabilità e lungimiranza, soprattutto nei confronti dei giovani talenti». Tali borse di studio infatti intendono valorizzare il talento di studenti che decidono di intraprendere qualificanti percorsi di Dual Degree attuati con prestigiosi atenei esteri. La borsa di studio a sostegno di un percorso di double degree, promossa da UnipolSai, permetterà a Marco di acquisire competenze e skill necessarie per lavorare in un mondo sempre più globalizzato. Nella rubrica “Sul podio”, di ogni numero di Presenza , house organ dell’Ateneo, si dà sempre notizia di tutte le borse di studio vinte dagli studenti. Si raccontano in pratica le storie di giovani a cui la Cattolica offre l’opportunità di studiare all’estero, in prestigiose università dove si possono acquisire le migliori competenze nonché vivere esperienze significative per la propria crescita personale. labuonanotizia #borsadistudio #unipolsai Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Le visiere anti-Covid di Matteo Mora vanno in corsia

La Buona notizia - Presenza Le visiere anti-Covid di Matteo Mora vanno in corsia Lo studente bresciano, iscritto a Economia, ha ideato un prototipo ispirandosi ai visori usati per la scherma. Il dispositivo, messo a punto da un’azienda specializzata nel taglio del plexiglass, è ora utilizzato a Brescia dal personale della Poliambulanza by Valentina Stefani | 15 aprile 2020 Ingegno e spirito di impresa, uniti al desiderio di aiutare gli altri, possono dare risultati sorprendenti, soprattutto in tempi di emergenza. Lui, che viene da una delle zone più colpite dal Covid-19 – «dove vive mia nonna sono morte sessanta persone in quattro vie» – è l’ideatore di una visiera protettiva, prodotta e distribuita in queste ore nelle strutture sanitarie del territorio lombardo. Ogni giorno gli ospedali chiamavano insistentemente mio padre, titolare di un’azienda che vende all’ingrosso materiale di cancelleria, alla ricerca disperata di dispositivi di protezione per i medici. Il risultato è stato un dispositivo ispirato ai visori usati per la scherma che Matteo pratica dall’età di sei anni, realizzato in collaborazione con la Newlab, azienda specializzata nel taglio del plexiglass e al momento ferma con la produzione a causa della crisi. Il parere dei medici e di chi ha provato le visiere alcuni giorni è stato importante per capire come migliorare: “da qualche giorno hanno iniziato a usare i dispositivi anche in terapia intensiva e tutti i feedback che abbiamo ricevuto sono stati molto buoni». Ma a giocare un ruolo determinante è anche «la curiosità stimolata in Cattolica da un’impostazione differente rispetto a quella di altre università italiane: molti corsi sono accompagnati da esempi pratici, case study, lavori di gruppo e individuali che incoraggiano molto la creazione e il processo di idee».

 

Covid-19, la Cina è vicina alla Cattolica

La Buona notizia - Presenza Covid-19, la Cina è vicina alla Cattolica Il papà di una studentessa cinese ha donato 10mila mascherine, le associazioni studentesche cinesi si sono mobilitate per raccolte fondi e l’Istituto Confucio ha ricevuto molti messaggi di solidarietà. Nel pieno dell’emergenza sanitaria sono numerose le iniziative e manifestazioni di vicinanza espresse dalla Cina nei confronti dell’Ateneo, da sempre fortemente impegnato nel promuovere la conoscenza della lingua e cultura cinese in Italia, anche attraverso l’attività dell’ Istituto Confucio . Diecimila mascherine sono state donate alla Cattolica dal papà di una studentessa cinese iscritta all’Università Cattolica. Ondata di solidarietà anche altri studenti cinesi dell’Università Cattolica che di fronte all’emergenza sanitaria hanno partecipato a una serie di iniziative con l’obiettivo di supportare le vittime dirette e indirette del Nuovo Coronavirus (Covid-19). In seguito, la Cattolica Chinese Students Association, insieme ad altre associazioni, ha fatto arrivare a Milano 1.500 mascherine Ffp2 di cui 978 sono state distribuite gratuitamente ai cittadini milanesi e il 7 marzo altre mascherine sono state donate alla Protezione civile che le ha consegnate all’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano. Sono stati poi molti i messaggi di vicinanza giunti all’Ateneo tramite l’Istituto Confucio da parte di rettori, docenti e alumni cinesi che hanno voluto così esprimere solidarietà e ribadire il loro legame con la Cattolica. Intanto alla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma migliaia di dispositivi di protezione individuale (DPI) sono arrivati direttamente dalla Cina grazie all’intuizione di una laureanda in Medicina e chirurgia del campus di Roma, Francesca Albanesi.

 

Contro il tumore al seno t-shirt personalizzate per fare prevenzione

Lo hanno capito bene Selena Salvini , Maja Repossi ( entrambe nella foto in alto ), Alice Romagnoli , Sofia Zanoni , Lucrezia Monteferrario cinque studentesse del master in Comunicazione per le industrie creative dell’Università Cattolica. Dovevamo scegliere per il nostro project work un tema legato al sociale e abbiamo optato subito per la lotta al tumore al seno, un male che può colpire chiunque, il discorso della prevenzione accomuna tutte le donne», spiega Selena a nome del gruppo. iofaccioprevenzione è il nome di una campagna di sensibilizzazione social realizzata da La lotta contro il tumore al seno , un’azione che riguarda le donne di ogni età e molto importante visto che la prevenzione è lo strumento migliore per sconfiggere questa malattia. Dopo aver realizzato una video intervista-doppia “stile Iene” in cui loro stesse hanno risposto alle domande più frequenti sul tema della prevenzione - come l’utilità dell’autopalpazione al seno, della diagnosi precoce… - hanno bene pensato di adottare una maglietta “personalizzata” come simbolo del progetto. Talvolta, però, è percepita come qualcosa che, si sa che esiste, ma che potrebbe capitare ad altri. La campagna di sensibilizzazione sociale #iofaccioprevenzione è una ulteriore testimonianza dell’impegno degli studenti dell’Università Cattolica che hanno colto le grandi potenzialità della comunicazione digitale, soprattutto in un periodo come quello attuale. L’impegno sociale, le iniziative di volontariato, i progetti sostenibili messi in campo dagli studenti dell’Ateneo del Sacro Cuore trovano sempre spazio sulle pagine di Presenza , house organ dell’Università, che racconta, da ormai 50 anni, storie e successi di studenti, alumni e docenti.

 

Andrea, libraio solidale per la Spagna

La Buona notizia - Presenza Andrea, libraio solidale per la Spagna Laureato all’Università Cattolica di Brescia vive in Catalogna, dove dal 2015 ha aperto la sua libreria. La provincia dove risiedo è la più grande della zona, conta circa mezzo milione di persone, ma può contare su un solo ospedale con 20 posti di terapia intensiva. Così, mentre in Lombardia i casi di contagio aumentavano in modo esponenziale ho notato come anche qui mancasse la percezione di quello che avrebbe potuto succedere e che, come è stato riportano dai media, è poi accaduto. Inoltre, dopo aver letto di un’iniziativa solidale messa in atto da una libreria in Sicilia, ho deciso di voler fare la mia parte e, col sostegno di due case editrici per bambini (Juventud e Baula), abbiamo dato forma concreta a Lletres Solidàries ». Un successo a fronte di un grande sforzo compiuto da parte di una piccola attività. A partire dal 2 aprile abbiamo venduto tutti i libri in una decina di giorni, molte persone hanno donato qualcosa in più rispetto ai prezzi di copertina e nessun volume è stato rubato dagli scaffali (ride). Mi sarebbe piaciuto proseguire ma, di questi tempi e in un settore non esattamente florido come quello dell’editoria, mi metto nei panni degli editori e comprendo come non sia semplice sponsorizzare un progetto di questo tipo», ammette Andrea.

 

Studenti del Mec nella giuria del Premio La Buona Grafica

La Buona notizia - Presenza Studenti del Mec nella giuria del Premio La Buona Grafica Gli iscritti al Master Eventi Culturali hanno decretato in streaming il vincitore della seconda edizione del concorso, promosso con Trovafestival, che valuta l’efficacia della comunicazione integrata dei festival culturali. Sul podio Cinematica di Ancona by Bianca Martinelli | 29 aprile 2020 Al primo posto Cinematica Festival , secondo classificato Arezzo Crowd Festival , medaglia di bronzo per il Danae Festival . Al terzo posto, infine, Danae Festival, che ha colpito i ragazzi del MEC per l’originalità dell’immagine in linea con la multidisciplinarità della programmazione. Già perché, tra le caratteristiche che sono necessarie alla buona riuscita di festival e rassegne culturali, spicca anche quella di rendersi riconoscibili al pubblico, comunicando la propria identità e i rispettivi contenuti attraverso una sintesi grafica in grado di richiamare l’attenzione e che risulti coerente, coordinata e accattivante. L’idea è quella di ribaltare il concetto tradizionale di Festival teatrale, coinvolgendo il pubblico prima degli artisti, attraverso una grande partecipazione e il principio di condivisione dei contenuti, e mettere in evidenza l’importanza della costruzione di un interesse dal basso. Danae Festival (Milano) Il festival degli artisti che frequentano e attraversano differenti linguaggi dal teatro alla danza, dalla performing art alla musica, dalla videoarte al cinema e che non possano essere catalogati secondo rigide definizioni. Una pietra nera, elemento misterioso, grezzo e irregolare e una sagoma geometrica, un ovale perfetto, dalle sembianze di un pianeta: Danae e un oggetto che si e stratificato nella pazienza del tempo, con basi forti su cui poggiare.

 

Con il lockdown alla riscoperta della storia locale

Inoltre sto leggendo il diario di un notaio ortese del Cinquecento e mi diverto curando la riedizione di una curiosa storia del lago d’Orta dell’Ottocento. Le sue giornate di lettura e di studio, immerso nel verde della natura, lo rendono quasi un monaco della cultura storica. Preferisco paragonarmi ad un eremita, dato che i monaci vivono in comunità, anche se non manca, anzi è opportuno, il contatto con il mondo offerto dalla tecnologia. A proposito di storia, il professor Andenna, da studioso della materia, coglie l’occasione per lanciare un invito e un consiglio ai giovani ad utilizzare il maggior tempo libero della permanenza in casa per approfondire la storia locale. La storia locale infatti ci permette di conoscere il territorio in cui si è nati e di scoprire che gli uomini hanno avuto la capacità di operare su quel territorio per trasformarlo. Anche i film di questo periodo, di solito non previsti nel normale palinsesto, riportano vicende che possono arricchire la nostra conoscenza storica». Un consiglio, nel tempo sospeso del Coronavirus, che può tornare utile alle giovani generazioni, e non solo.

 

Diario di un semestre particolare

LA BUONA NOTIZIA - Presenza Diario di un semestre particolare È nato a distanza il progetto radiofonico che la docente Paola Abbiezzi sta realizzando con i suoi studenti di Storia della radio e della tv per raccontare l’esperienza delle lezioni e del tempo a casa in quarantena. Online il secondo episodio by Emanuela Gazzotti | 27 aprile 2020 «Mai avrei immaginato di ricevere gli studenti entrando nelle loro camere, di poter cogliere qualche stralcio della loro intimità tra fotografie e ricordi di infanzia. Esordisce così Paola Abbiezz i, docente di Storia della radio e della televisione al corso di laurea Linguaggi dei media della facoltà di Lettere e filosofia, raccontando il prodotto radiofonico che sta realizzando insieme a venticinque studenti per mantenere viva la relazione con loro, anche se a distanza. Per questo progetto podcast intitolato “Diario di un semestre particolare” i ragazzi registrano audio per ciascuna delle cinque puntate programmate, su un tema relativo alla loro vita da universitari. Ogni puntata è costituita da quattro domande sul tema con un tempo di quindici secondi per rispondere a ciascuna… un bell’esercizio di sintesi! La prima, già confezionata e già fruibile qui, è dedicata alla “Cronistoria di una chiusura”. Quando l’emergenza da Coronavirus è entrata improvvisamente nelle nostre vite cosa stavano facendo i ragazzi? C’è chi stava studiando, chi stava svolgendo un tirocinio formativo, chi stava preparando la tesi e chi semplicemente si godeva un week end senza pensieri. E ancora se i social, e quali in particolare, sono rimasti un luogo di aggregazione, come è cambiata la fruizione del tempo libero e se è facile la programmazione dei tempi della giornata divisi tra studio e altre attività.

 
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