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Per Agrisystem 15 nuovi dottori

Piacenza Per Agrisystem 15 nuovi dottori Cerimonia di consegna del titolo di PhD per gli allievi della Scuola di dottorato per lo studio del sistema Agroalimentare di Piacenza. Per quindici giovani ricercatori della Scuola di dottorato Agrisystem è arrivato il momento di cogliere i frutti del loro percorso. Il 31 maggio hanno ricevuto il titolo di dottori di ricerca nella sede della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Dalle ricerche legate allo sviluppo di sistemi produttivi sostenibili allo studio di nuove tecniche di agricoltura conservativa, dallo studio della legislazione per la valutazione del rischio derivante dalle sostanze chimiche alle ricerche di respiro sociologico. Tutti i risultati raggiunti sono stati possibili grazie alle importanti esperienze che i dottorandi hanno svolto all’estero, in altri centri di ricerca o università, coniugate con il lavoro svolto alla sede di Piacenza. È così che il bagaglio scientifico e culturale di ciascuno studioso si è arricchito ed è grazie a tutto questo se quegli anni vengono ricordati come «indimenticabili» dai neodottori. Multisettorialità, interdisciplinarità e internazionalizzazione sono infatti i punti di forza che permettono agli studenti di sviluppare innumerevoli competenze in molti settori, preparandoli a dovere per una loro futura vita lavorativa: sono il 90% coloro che hanno trovato lavoro entro l’anno dopo aver conseguito il dottorato di ricerca.

 

Da Agrisystem a Ikea Food Service

Per Francesca Lott a, dopo la Scuola di dottorato per il Sistema agroalimentare di Piacenz a le porte si sono spalancate grazie a una formazione interdisciplinare di alto livello. Certamente perché il profilo professionale che ha costruito alla Scuola di dottorato per il sistema agroalimentare - Agrisystem della sede di Piacenza dell’Ateneo collimava con le esigenze dell’azienza svedese. Dopo la laurea, ho iniziato la scuola di dottorato Agrisystem, dove ho conseguito il titolo di dottore di ricerca nel 2014 discutendo una tesi dal titolo “ Standards, certificazioni e responsabilità nel mercato agroalimentare europeo ”. Durante gli anni di dottorato ho fatto diverse esperienze all’estero, prima a Vienna e poi in Irlanda, dove ho migliorato la mia conoscenza della lingua inglese e ho maturato una vera e propria passione per un ambiente di lavoro internazionale». Non solo perché mi ha aiutato a maturare l’interesse per questa branca del diritto assolutamente nuova ma soprattutto perché ho compreso quanto fosse fondamentale un approccio interdisciplinare in una materia così innovativa in cui diritto e scienza camminano fianco a fianco». Agrisystem, infatti, è una scuola di dottorato cui accedono laureati con profili diversissimi tra loro: giuristi, tecnologi alimentari, nutrizionisti, agronomi, economisti. Durante gli anni di dottorato ho capito, da un lato, che per comprendere bene la legislazione alimentare mi servivano anche delle nozioni tecnico/scientifiche; dall’altro, che era fondamentale imparare a interagire con persone con un background diversissimo dal mio, perché con queste avrei collaborato nel mio futuro».

 

Dalla Food Valley italiana agli States

Alumni Dalla Food Valley italiana agli States Giovanni Sogari , dopo il dottorato Agrisytem a Piacenza, ha vinto la borsa Marie Curie ed è diventato visiting fellow alla Cornell University. Giovanni Sogari , 32 anni, carpigiano, ha ottenuto nel 2015 il dottorato di ricerca per il Sistema agroalimentare (Agrisystem) della sede di Piacenza. Lo scorso anno ha vinto la prestigiosa e competitiva borsa di ricerca Marie Skłodowska-Curie Actions Horizon 2020 ed è partito per gli Stati Uniti d’America come visiting fellow alla Dyson School of Applied Economics and Management della Cornell University. Lavorerò a un mio progetto e allo stesso tempo collaborerò con i maggiori esperti di “ food consumer science ”: la Cornell University è una delle migliori università americane e fa parte delle cosiddette “ Ivy League ”, un titolo che accomuna le otto più prestigiose ed elitarie università private degli Stati Uniti». Nei tre anni di Agrisystem ho avuto la possibilità di lavorare alla School of Agriculture, Food and Rural Development dell’Università di Newcastle (UK) e al Departamento de Economía y Ciencias Sociales Agrarias dell’Università Politécnica di Madrid». L’esperienza a Piacenza mi ha dato anche l’opportunità di divulgare questioni complesse in modo semplice e diretto ai cittadini, in particolare con le attività di Caffexpo e altri eventi pubblici come la Notte Europea dei Ricercatori » spiega il dottor Sogari. Ed è per questo che ha aperto un blog personale ( www.giovannisogari.com ) in cui descrive il suo progetto negli Stati Uniti e le sue attività di ricerca correlate, mantenendo un costante dialogo anche attraverso la sua newsletter.

 

La startup che nutrirà l’Africa

Ci rivolgiamo direttamente ai brand che hanno intenzione di spendere - spiega Federica, la mente di questa idea, realizzata insieme a Cristian di Lello e Matteo Pessina –. Con uno sguardo anche alle imprese cosmetiche: «I brand avranno un profilo premium che offre una vetrina di prodotti, spazi pubblicitari e molto altro». Come spiega Arianna, una dei tre ideatori, il mercato di riferimento è quello della distribuzione automatica, ma non solo: «Proporremo il nostro liofilizzato, totalmente naturale, senza conservanti né coloranti, ai gestori di vending». Si tratta di André Ndereyimana (nella foto in alto insieme a Federica Ortalli e Claudio Stefani) , un 33enne originario del Burundi, ma anche marito e padre di una bambina di tre anni. Il suo progetto vincitore, Burundi Smallholders’s livestock network ( guarda la presentazione ) , si propone di costruire una catena agroalimentare specializzata nella produzione, nella trasformazione e nella commercializzazione di alimenti di origine animale , tramite una rete capillare di produttori familiari rurali e peri-urbani . Il nostro obiettivo per il futuro è ridurre le carenze proteiche nella popolazione del mio Paese , quindi la malnutrizione dei bambini , delle mamme allattanti e anche di quelle gravide tramite l’offerta di alimenti trasformati e che rispettino gli standard di qualità nutrizionale, sensoriale e igienico-sanitaria ». Nato in Burundi, dove ha vissuto per 15 anni in guerra, André ha studiato agraria e tecnologie agroalimentari a Viterbo, ha lavorato nella cooperazione internazionale per 3 anni a livello delle Ong locali in Burundi per poi tornare nella città laziale e fare il consulente a distanza.

 

Giurista del food nel colosso americano

Cattolicapost Giurista del food nel colosso americano Francesco Planchenstainer, dopo il PhD ad Agrisystem (Piacenza), grazie a uno stage è entrato alla Mead Johnson Nutrition, leader mondiale nella nutrizione pediatrica. Mi piace pensare che tutti i lavori che ho sognato di fare si riconnettano in un qualche modo con quello che faccio oggi». Francesco non ha dubbi: se ha raggiunto una posizione nel colosso americano, in gran parte lo deve alla Scuola di dottorato Agrisystem, grazie alla quale ha avuto modo di conoscere la sua prima manager che gli permise di frequentare un periodo di stage negli Stati Uniti. Inoltre, Agrisystem ha sviluppato il concetto di dottorato industriale, acconsentendo l’alternanza fra esperienza nella scuola e sul campo, molto prima che le riforme ministeriali lo introducessero in Italia». Ho un debito di riconoscenza nei confronti della Scuola, non solo per la borsa di studio che ho ricevuto, ma anche per il tempo e la direzione che i docenti mi hanno dedicato. Inoltre, negli anni di dottorato, Agrisystem diventa quasi una famiglia: si vive molto assieme agli altri colleghi di dottorato e c’è chi ha più di una volta fatto gli straordinari per consentirci di dottorarci in tempo». Oggi mi piace pensare che ogni Paese in cui ho vissuto mi ha lasciato un’impronta che si aggiunge alla tradizione italiana: amo le aringhe olandesi, adoro le birre belghe e vivo di caffè americano».

 

Agrisystem, 10 anni per la ricerca agroalimentare

Piacenza Agrisystem, 10 anni per la ricerca agroalimentare Sono 18 i neo-dottori di ricerca per il Sistema Agroalimentare che hanno ricevuto il PhD. marzo 2016 Il Salone d’onore di Palazzo Rota Pisaroni della Fondazione di Piacenza e Vigevano ha ospitato lo scorso 18 marzo la cerimonia di proclamazione e conferimento del titolo di dottore di ricerca per il Sistema Agroalimentare, Agrisystem. Fondamentale in questi 10 anni il ruolo della Fondazione di Piacenza e Vigevano “Agrisystem è un dottorato nato e cresciuto in casa della Fondazione, che rimarrà vicina al progetto” ha affermato il Presidente della fondazione Massimo Toscani . “Certo è che la Fondazione investe sul territorio: quindi sarebbe molto bello che i ragazzi, pur avendo compiuto studi ed esperienze all’estero, potessero alla fine tornare a Piacenza e spendere qui la loro preziosa formazione”. Sono un gruppo bello, affiatato che adesso si disperderà nel mondo, anche se spero che restino legati tra di loro, portando con sé quello che hanno imparato qui”. “Agrisystem è stato primo esempio a livello europeo a portare avanti il concetto di multidisciplinarietà – ha affermato Lorenzo Morelli, Preside della Facoltà di Scienze agrarie – Ci è voluto del coraggio nel chiudere i dottorati di tre facoltà per confluire in un’unica scuola di dottorato”. Significativo anche l’intervento di Marco Trevisan, coordinatore della Scuola, che ha dichiarato “Agrisystem, scuola di alto livello, con importanti risultati tangibili: il 90% dei nostri diplomati ha trovato un impiego entro un anno dal diploma, il 75% nel settore dell’industria ed il 20% lavora all’estero.

 

Premio Aissa per Linda Arata

Piacenza Premio Aissa per Linda Arata Alla dottoressa di ricerca della Scuola Agrisystem, il riconoscimento dell’Associazione Italiana delle Società Scientifiche Agrarie per la miglior tesi di dottorato. dicembre 2015 La dottoressa Linda Arata , della Scuola per il Sistema agroalimentare della Cattolica di Piacenza, si è aggiudicata il premio nazionale promosso dall'Associazione Italiana delle Società Scientifiche Agrarie ( Aissa) , per la migliore tesi di dottorato di ricerca. Ha poi conseguito il Dottorato di ricerca in Economia Agro-alimentare presso la Scuola di dottorato Agrisystem dell’Università Cattolica di Piacenza, dal quale si è sviluppata la tesi di dottorato premiata come la migliore a livello nazionale discussa nell’ambito scientifico-disciplinare Economia Agraria. Il terreno di sviluppo della tesi di dottorato di Linda è stata la crescente integrazione degli aspetti ambientali negli strumenti di politica agricola in Unione Europea e l'esplosione della volatilità dei prezzi sui mercati agricoli. Il primo ha riguardato l'analisi degli effetti che i contratti agro-ambientali in agricoltura hanno avuto su alcune scelte produttive e sulle performance economiche degli agricoltori aderenti ai contratti in cinque Paesi Membri dell'Unione Europea (Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Italia). I risultati hanno evidenziato una grande disomogeneità dell'impatto e dell'efficacia dei contratti tra i Paesi, così come decisa è la differenza negli effetti sul reddito ed evidente la necessità di rivedere i pagamenti agro-ambientali in alcuni Paesi. Ad esempio, i risultati evidenziano come in Spagna i pagamenti corrisposti agli agricoltori che hanno aderito a tali contratti non sono stati sufficienti a contenere la forte riduzione del reddito per ettaro degli aderenti; questa riduzione non è invece stata sottolineata negli altri Paesi considerati.

 

Dr. Startupper Competition: vince NAFASCO il progetto dei dottorandi Agrisystem

Piacenza Dr. Startupper Competition: vince NAFASCO il progetto dei dottorandi Agrisystem Il percorso che lancia imprese di studenti, promosso da Università Cattolica e Camera di commercio di Milano, premia il progetto per sconfiggere la malnutrizione in Burundi attraverso una pianta ricca di sali minerali, proteine e vitamine 05 settembre 2016 “ NAFASCO è un progetto ambizioso che poggia su basi solide e concrete” ha dichiarato la dr.ssa La Porta, che introduce così il progetto vincitore di Dr. Startupper 2016 che nei giorni scorsi ha assegnato i premi ai giovani laureati decisi ad avviare la propria startup. Del team che sta dando vita al progetto fanno parte il dottorando Agrisystem dell’Università Cattolica, l’agronomo burundese, Valence Ndayisenga , Beatrice La Porta anch’essa dottoranda Agrisystem e giurista specializzata di Diritto alimentare, e Guglielmo Dragotta , economista ora iscritto a un master in risorse umane. “Il nostro obiettivo è sconfiggere la malnutrizione che affligge il 58% della popolazione del Burundi attraverso l'uso consapevole di una delle risorse naturali che il nostro pianeta ci offre, l'albero della moringa, e a un coinvolgimento diretto delle famiglie locali.”. “Il progetto NAFASCO è stato premiato all’unanimità dalla giuria di Dr. Startupper, formata da esperti aziendali e investitori nel campo delle start-up, classificandosi primo tra 10 diversi progetti di start up promossi da studenti delle varie sedi del nostro Ateneo. Di questi, 25 sono stati selezionati per un percorso di formazione e accompagnamento allo sviluppo delle loro idee e, dopo un’ ulteriore selezione, 10 di loro hanno presentato il loro progetto a una giuria di investitori presso la Camera di commercio di Milano. L’idea nasce dal sogno di Valence Ndayisenga di sconfiggere la malnutrizione e la povertà che affliggono il proprio Paese portando avanti un progetto di coltivazione sostenibile dell’albero della Moringa.

 

Sostenibili dal campo alla tavola

CATTOLICAPOST Sostenibili dal campo alla tavola Un percorso di ricerca insolito quello di Simona Sandrini , dall’Alta Scuola per l’Ambiente al dottorato Agrisystem, che propone un’alternativa al km-zero, aprendo una via pedagogica alla gestione dei costi ambientali dei trasporti nella filiera alimentare. È il percorso che Simona Sandrini (al centro nella foto) propone di compiere per rendere più sostenibile la mobilità nei sistemi agro-alimentari. Multidisciplinare, del resto, è anche il percorso di studi di Simona, che a marzo ha conseguito il dottorato di ricerca in Agrisystem a Piacenza, in collaborazione con l’ Alta Scuola per l’Ambiente della sede di Brescia dell’Ateneo con cui da qualche anno intrattiene una feconda consuetudine di ricerca. Presto mi sono resa conto che avevo bisogno di maggiori competenze» afferma Simona, che ha deciso così di iscriversi al corso di laurea magistrale in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane nella sede di Brescia. Tramite assegni di ricerca, ho seguito due progetti di “mobilità sostenibile” in collaborazione con l’Autodromo di Monza e l’Agenzia Mobilità Ambiente Territorio del Comune di Milano (Amat)». E l’ha portata a sviluppare la tesi di ricerca sulla sostenibilità dei trasporti nei sistemi agro-alimentari, cioè del cibo dal campo alla tavola e anche oltre. Un concetto che, se analizzato dal punto di vista della mobilità sostenibile, significa maggiormente una vicinanza relazionale e una conoscenza diretta tra produttore e consumatore, non una garanzia di riduzione degli impatti dovuti al trasporto del cibo.

 
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