Chiusi nelle nostre case, in spazi più o meno ridotti, costretti a fare i conti ogni giorno con le stesse persone, se non solo con noi stessi, sempre nei medesimi metri quadrati. Come si può gestire al meglio questa clausura che si sta prolungando e di cui non vediamo un termine preciso?

Lo psichiatra e psicoterapeuta Sergio Astori, che da alcuni giorni ha avviato l’iniziativa #ParoleBuone per offrire un supporto e un incoraggiamento, ci regala un decalogo prezioso di cui fare tesoro in attesa di tornare ad assaporare la libertà. Eccolo.

1)    Mantenere e coltivare la cura di se stessi, non smarrendo il proprio ordine interno ed esterno. È molto importante avere un rapporto il più possibile sano con il cibo, il sonno e il movimento, elementi costitutivi del nostro bioritmo che ci permettono di avere una consapevolezza dell’importanza del nostro benessere e della nostra salute.
 
2)    Dare un ritmo alla giornata, non perdere l’abitudine di curarsi nell’aspetto e di utilizzare un abbigliamento consono alle attività quotidiane.

3)    Arieggiare abbondantemente i locali durante il giorno e laddove possibile esporsi anche brevemente al sole per consentire al corpo di percepire i cambi di luce e temperatura. Le sollecitazioni sensoriali sono fondamentali anche per garantire una buona qualità del sonno.

4)    Allenare la vista non rimanendo in contatto solo con video e monitor, ma facendo esercizio di guardare a distanza.

5)    Soddisfare anche bisogni più complessi come ad esempio riuscire ad arricchire il proprio animo trovando spazi per il silenzio, l‘ascolto musicale, la meditazione e la preghiera.

6)    Cercare di sfruttare al massimo i canali di collegamento e comunicazione con altre persone, amici, familiari che di solito facciamo più fatica a raggiungere.

7)    Attivare iniziative di aiuto concreto per gli altri. Sentirsi parte di una famiglia allargata anche nell’isolamento ci farà sentire bene e in contatto con le nostre parti migliori.

8)    Riscoprire l’essenziale attraversando il deserto, senza fuggire da chi siamo. Ce l’hanno ricordato coloro che hanno trovato nel deserto una cifra di arricchimento e scoperta di se stessi, come, per esempio, Charles de Foucault, Carlo Carretto e Gesù di Nazareth.

9)    Evitare le ricondivisioni di catene, video e messaggi virali che in realtà producono infodemia e possono essere forieri di preoccupazione per altri. Per non restare vittime di fake news virali è importante controllare le fonti.

10)    Chiedere un sostegno in caso ci si senta fragili. Le parole di consolazione possono essere utili per evitare la rassegnazione e proteggersi da pensieri negativi. I servizi di salute mentale pubblici garantiscono costante assistenza e si possono consultare le pagine degli ordini professionali di psicologi e medici in caso di necessità di un supporto e in mancanza di un terapeuta di riferimento. Tutti gli specialisti hanno attivato un supporto tramite mail, chiamate e videochiamate, utile in particolare per i sanitari e per gli operatori sociali impegnati fortemente nell’emergenza e a rischio burn out.

Un ultimo consiglio che Astori lascia è quello di scrivere in totale libertà. Una pillola di saggezza valida non solo per chi è avvezzo alla scrittura o la utilizza di mestiere, ma per tutti, perché aiuta a mettere ordine nella mente. Come diceva Alain, il maestro della filosofa Simone Weil “La scrittura è l’esercizio del pensiero”.